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	<title>neolingua &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/neolingua/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "neolingua"</description>
	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 01:26:51 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Neologismi, neolinguismi e vetero-paraculismi]]></title>
<link>http://termometropolitico.wordpress.com/?p=229</link>
<pubDate>Sat, 10 May 2008 22:13:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>areazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quanto potrebbe mai interessare al cittadino italiano, colui il quale si guarda Vespa, Mentana, Annu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto potrebbe mai interessare al cittadino italiano, colui il quale si guarda Vespa, Mentana, Annunziata, colui il quale legge Libero, il Giornale, la Stampa, un argomento come la Dichiarazione Balfour, come di Herzl, come le risoluzioni ONU non rispettate da Israele, come la Déclaration des Droits de l'Homme et du Citoyen, come la Carta dei Diritti dell'Uomo, come l'ampliamento dei territori in Cisgiordania, come la Road Map, come la distinzione tra semitismo e sionismo, come distinzione tra Olocausto, quell'Olocausto, e GLI Olocausti, passati, presenti e probabilmente futuri?</p>
<p>Nulla, esatto. Assolutamente nulla.</p>
<p>E secondo voi, per quale motivo non dovrebbero interessare, pur essendo temi di vitale importanza per la nostra società, europea, occidentale, mondiale? Perchè richiedono tempo da dedicare loro, invece che sollazzarsi con altri passatempi, perchè richiedono uno sforzo di sfondamento delle credenze, certezze coatte, ri-strutturazione del linguaggio comune ed usato.</p>
<p>No, signori miei, richiede troppo sforzo, e pochi, pochissimi ne hanno voglia. E' molto, ma molto più semplice passare oltre, dimenticarsene, adeguarsi allo stato attuale delle cose, ben assodato, ben radicato nella mente di molti di noi.</p>
<p>Sarebbe forse più conveniente starsene seduti sulla propria comoda poltrona in finta pelle a sentire Allam parlare di "<em>Un forum di libero e civile confronto sui temi più dibattuti nell’Italia che guarda al mondo plurale e globalizzato: immigrazione, islam, dialogo tra le civiltà, identità nazionale, diritti dell’uomo</em>", leggere sulla Stampa di oggi prima "Ed ora il momento della Paura" e subito dopo, quasi sconfortati perchè nulla è capitato, "Corteo concluso senza incidenti".</p>
<p>Sarebbe altrettanto comodo comprare un biglietto per la Fiera del Libro, passare di fronte al <strong><span style="text-decoration:underline;">Monumento </span></strong>dedicato ai 60 anni dalla creazione dello Stato di Israele, imponente monolite piazzato con una certa prepotenza mediatica e culturale in un luogo di ritrovo dedicato a parlare di cultura, non di Neolingue.</p>
<p>"Mettere la politica nei libri è come sparare un colpo in un concerto", qualcuno ha proferito in questi giorni.</p>
<p>Mistificazione delle parole, dissimulazione dei contenuti e dei significati storici. Neologismi surrettizi.</p>
<p>Abbiamo imparato a credere che il colore del cielo sia azzurro perchè la nostra vista (senso molto pericoloso, poichè deforma ma allo stesso tempo rassicura) lo percepisce tale, abbiamo imparato a credere che l'acqua sia blu, che "genocidio" possa diventare "occupazione legittima", che "crimine" possa diventare "embargo commerciale al fine di garantire la sicurezza nazionale", la MIA sicurezza, non altrui. Abbiamo anche deciso di credere "che <span style="color:black;">non c'e' posto tra i riformisti, nell'identita' del Pd, per alcuna forma di ostilita' e di pregiudizio verso Israele, verso un Paese democratico, civile, ricco di cultura, con una societa' aperta, plurale e dinamica". Non importa se quello stato, pur non avendo una Costituzione, nella sua Dichiarazione d'Indipendenza affermi che lo stato sia ufficialmente ebraico, non laico. Non importa perciò se Israele sia a tutti gli effetti uno stato teocratico e dichiaratamente razzista.</span></p>
<p><a href="http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/History/Dec_of_Indep.html">http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/History/Dec_of_Indep.html</a></p>
<p>Abbiamo acconsentito che nulla possa essere paragonato ad un certo massacro, perchè così è stato voluto: niente può essere paragonabile ad esso, nulla, niente, lasciate perdere, non ci pensate.</p>
<p>Una nuova religione atea è stata creata, con un'efficiente liturgia e linguaggio, testi sacri annessi e connessi. Vetero-paraculismo.</p>
<p>Cosa potrà mai fregarcene di tutto ciò? Nulla. Non ci stressate con le vostre elucubrazioni, con le vostre ciance, non abbiamo tempo da perdere, bisogna tornare in fretta a casa per guardare Otto e Mezzo, per sentire la Nirenstein, per ascoltare un ex-comunista dichiarare che i carrarmati di 50 anni fa' andavano bene, poi non andavano più bene, ma in compenso vanno bene altri carrarmati.</p>
<p>Che ci sia o non ci sia un Nuovo Ordine Mondiale poco importa, tanto ai cittadini italiani non interesserebbe troppo saperlo, troppo impegnati a non fare niente.</p>
<hr />
<h2 style="text-align:center;">Giulietto Chiesa propone questo progetto</h2>
<h2 style="text-align:center;">di Televisione Democratica.</h2>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><span style="text-decoration:underline;">Dategli un'occhiata.</span></span></h2>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.megachip.info/"><img style="vertical-align:middle;" src="http://img181.imageshack.us/img181/420/logomegako9.gif" alt="" width="350" height="309" /></a></p>
<hr />
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O' petrolio iranian']]></title>
<link>http://vincenzodurso.wordpress.com/?p=251</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 20:48:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>vincenzodurso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il dollaro è ormai carta straccia, inflazionato. Il petrolio valutato in dollari continua ad aument]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Il dollaro è ormai carta straccia, inflazionato. Il petrolio valutato in dollari continua ad aumentare, ma è una cifra ingannevole? <a href="http://vincenzodurso.wordpress.com/2008/04/23/o-petrolio-american/" target="_blank">Ricordate poi che il prezzo del petrolio valutato in oro è fermo dal 2001</a>? <a href="http://gongoro.blogspot.com/2008/05/andante-veloce.html" target="_blank">Ispirato dal gongoro</a>, <a href="http://ilparanoico.googlepages.com/" target="_blank">il paranoico</a> non ha potuto fare a meno di chiedersi perché l'iran ha cessato di condurre le transizioni petrolifere in dollari americani. Il foglio del comunista pentito ferrara risponde alle paranoie cospirazioniste. <a href="http://www.ilfoglio.it/blog/206" target="_blank">bush e brown ritengono l'iran una minaccia atomica e quindi meritovole di misure economiche</a>. Persino il paranoico si perde in questa dialettica surreale, perdendo il capo e la coda. Qual'è la causa e qual'è l'effetto? <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scozia" target="_blank">I fondali del <span class="mw-redirect">mare del Nord</span> e dell'Atlantico settentrionale di pertinenza scozzese contengono le più ampie riserve di petrolio dell'<span class="mw-redirect">Unione Europea</span></a>, come mai il prezzo della benzina continua a salire qui in scozia? Ma l'iran non potrebbe richiedere il pagamento del petrolio in oro? Se il prezzo della benzina aumenta di 9 centesimi di dollaro in una settimana, l'inflazione è galoppante? Le solite e piccole domande che il pranoico si pone, i piccoli dubbi delle vignette sulle elezioni mai pervenute.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://xiaodongpeople.blogspot.com/2008/05/usa-preghiere-contro-caro-benzina.html" target="_blank">Chi prega è economista.</a> <a href="http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=123&#38;forum=44" target="_blank">Chi legge è paranoico.</a></p>
<h3><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2008-05-06_106209108.html" target="_blank">--&#62;Petrolio:  nuovo record</a></h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2008-05-06_106209108.html" target="_blank"> Nuovo record per il prezzo del  petrolio che a New York ha toccato i 121 dollari al barile.</a></p>
<h3 style="text-align:justify;"><a href="http://www.iht.com/articles/ap/2008/04/30/news/Iran-Oil.php" target="_blank">--&#62;Official says Iran quits using US dollar for oil deals</a></h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.iht.com/articles/ap/2008/04/30/news/Iran-Oil.php" target="_blank">Iran has stopped conducting oil transactions in U.S. dollars, an official said Wednesday, a concerted attempt to reduce reliance on Washington at a time of tension over Tehran's nuclear program and suspected involvement in Iraq.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.iht.com/articles/ap/2008/04/30/news/Iran-Oil.php" target="_blank">Iran, OPEC's second-largest producer, has dramatically reduced dependence on the dollar during the past year in the face of increasing U.S. pressure on its financial system and the fall in the value of the American currency.</a></p>
<h3 style="text-align:justify;"><a href="http://italia.pravda.ru/world/5563-0/" target="_blank">--&#62;L'Iran guida l'attacco contro il dollaro Usa</a></h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://italia.pravda.ru/world/5563-0/" target="_blank">In base alle affermazioni del governatore della Banca centrale dell'Iran, Ehrabhim Sheibany, a Kuala Lumpur alla fine del mese scorso, Tehran ha raggiunto la decisione di terminare tutte le vendite di petrolio in dollari. </a></p>
<p><!-- TEXT BLOCK 2 --></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://italia.pravda.ru/world/5563-0/" target="_blank">La Zhuhai Zhenrong Trading, una compagnia statale cinese che compra 240.000 barili di petrolio al giorno dall'Iran, approssimativamente il 10% della produzione totale iraniana di 2, 2 milioni di barili al giorno, ha confermato il passaggio all'euro per i suoi acquisti di petrolio iraniano.</a></p>
<h3 style="text-align:justify;"><a href="http://www.ilfoglio.it/blog/206">--&#62;Così Ahmadinejad fa dimenticare all'Iran inflazione alta e sanzioni internazionali</a></h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.ilfoglio.it/blog/206" target="_blank">Il leader di Teheran ha inoltre dato la colpa dell’aumento del costo del greggio alla caduta del dollaro americano e dichiarato che “il dollaro non è più una valuta” [...] Il leader di Teheran ha inoltre dato la colpa dell’aumento del costo del greggio alla caduta del dollaro americano e dichiarato che “il dollaro non è più una valuta”</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Positano]]></title>
<link>http://vincenzodurso.wordpress.com/?p=249</link>
<pubDate>Fri, 02 May 2008 23:32:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>vincenzodurso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Spot the difference! Le cene a casa Zeffirelli e il dollaro e il pound debole. Non chiediamoci il pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Spot the difference! Le cene a casa Zeffirelli e il dollaro e il pound debole. Non chiediamoci il perché, no no, la colpa è della munnezza. Non chiediamoci neppure perché la crisi dei rifiuti riguarda solo la provincia di Napoli, non quella di Salerno. Forse fra qualche mese la crisi rifiuti riguarderà solo casa mia.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi si salva il culo è "eteroeconomico".</p>
<h3 style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/europe/italy/1585194/Robert-Powell's-heaven-on-earth.html" target="_blank">--&#62; Positano is one of the most picturesque places in the world, says actor Robert    Powell.</a></h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/europe/italy/1585194/Robert-Powell's-heaven-on-earth.html" target="_blank">I’ve been lucky enough to stay at the director Franco Zeffirelli’s villa in    Positano on the Amalfi coast several times. We met while filming Jesus of    Nazareth and became firm friends.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/europe/italy/1585194/Robert-Powell's-heaven-on-earth.html" target="_blank">Now godfather to one of my children, he invited my family to visit his summer    house – actually a series of three villas – on a promontory overlooking    Positano.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/europe/italy/1585194/Robert-Powell's-heaven-on-earth.html" target="_blank">The villas are very old and are filled with the most extraordinary antiques.    Outside there is a series of glorious terraces, filled with peach and olive    trees, leading down to the sea.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/europe/italy/1585194/Robert-Powell's-heaven-on-earth.html" target="_blank">For those who’ve never been, the Amalfi coast really is one of the most    picturesque parts of the world, and the view from Franco’s villa of this    chic little town tumbling down the mountains below, and the sea beyond, is    magnificent.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/europe/italy/1585194/Robert-Powell's-heaven-on-earth.html" target="_blank">During the summer, Franco, who is extraordinarily generous, would have    anything between 15 and 20 guests, some staying for a month, some for the    weekend. Everything we ate, be it tomatoes or fruit, was grown in the    garden.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/europe/italy/1585194/Robert-Powell's-heaven-on-earth.html" target="_blank">Lunch was always a delicious pasta, followed by fruit, and in the evening we    ate with our plates on our knees, with a glass of local wine, on the terrace    overlooking the sea. The food was simple but wonderfully healthy and tasty.    Staying there really was the nearest thing to paradise.</a></p>
<h3 style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/travelnews/1586155/Amalfi-Coast-'empty'-as-crises-deter-tourists.html" target="_blank">--&#62;Amalfi Coast 'empty' as crises deter tourists</a></h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/travelnews/1586155/Amalfi-Coast-'empty'-as-crises-deter-tourists.html" target="_blank">The number of tourists heading to Italy's Amalfi Coast is set to drop by as    much as 50 per cent this spring. With its spectacular limestone cliffs and    crystalline waters, the fabled coastline – home to Positano, Amalfi and    Ravello – is usually a magnet for discerning tourists. But this year several    local crises, such as the failure of rubbish collections around Naples, the    closure of the coastal road and the discovery of toxins in buffalo    mozzarella, have combined to persuade visitors to go elsewhere.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/travelnews/1586155/Amalfi-Coast-'empty'-as-crises-deter-tourists.html" target="_blank">Lorenzo Cinque, the president of the hoteliers' association of Salerno    province, blames misleading press reports for the problems.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/travelnews/1586155/Amalfi-Coast-'empty'-as-crises-deter-tourists.html" target="_blank">"The refuse crisis is taking place in the province of Naples, not Salerno, so    our streets are absolutely clean," he said. "And mozzarella from    our province has never been at risk. But people have been alarmed by the    newspapers."</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/travelnews/1586155/Amalfi-Coast-'empty'-as-crises-deter-tourists.html" target="_blank">The strong euro, weak dollar and relatively weak pound, coupled with the    generally gloomy economic outlook, have exacerbated the problem, said Mr    Cinque. He estimated that bookings have reduced by half in March and April.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/travelnews/1586155/Amalfi-Coast-'empty'-as-crises-deter-tourists.html" target="_blank">The situation is acute in Ravello, where the town's most luxurious hotels had    just a handful of rooms occupied last weekend.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/travelnews/1586155/Amalfi-Coast-'empty'-as-crises-deter-tourists.html" target="_blank">"It is completely dead here," confirmed Marco Vuilleumier, the owner    of the family-run Hotel Palumbo. "Occupation is almost zero."</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/travelnews/1586155/Amalfi-Coast-'empty'-as-crises-deter-tourists.html" target="_blank">Once the favoured retreat of Wagner, Liszt and Virginia Woolf, and home to    Gore Vidal for many years, Ravello has been particularly affected by the    closure of the coastal road for the past three months. This has been due to    falling rocks. Last weekend local hoteliers set up a gazebo at the    roadblock, where a hostess directed drivers to free parking places and    offered them a free taxi ride for the last leg of the journey.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/travelnews/1586155/Amalfi-Coast-'empty'-as-crises-deter-tourists.html" target="_blank">"People think that because the main road is closed, they cannot get here,"    said Franco Girasoli, the director of the five-star Hotel Caruso. In fact,    it is possible to reach the town using a lengthier inland route. After an    emergency meeting with the Campania regional authorities, hoteliers hope the    road will reopen next week.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/travelnews/1586155/Amalfi-Coast-'empty'-as-crises-deter-tourists.html" target="_blank">Paradoxically, the area's woes make it a tempting last-minute destination. On    the website of the Hotel Caruso, for example, rooms were being offered at    half price until April 24. As well as these discounts, many hotels are    offering complimentary dinners and free room upgrades to entice visitors    back.</a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.telegraph.co.uk/travel/travelnews/1586155/Amalfi-Coast-'empty'-as-crises-deter-tourists.html" target="_blank">It was also reported this week that the Via Krupp on the island of Capri,    considered one of the world's most beautiful footpaths, is to reopen after    30 years. Cut into the coastal cliffs, the path winds down through a series    of dramatic hairpin bends. Local tourism authorities hope its reopening next    month will help boost Capri's visitor numbers, which have suffered as much    of a downturn as the rest of the Amalfi Coast.</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Privaci Privacy]]></title>
<link>http://vincenzodurso.wordpress.com/?p=247</link>
<pubDate>Thu, 01 May 2008 14:47:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>vincenzodurso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Privaci pure, tanto non sono stati mai privati. Lo scandalo scoppia per i redditi di tutti i cittadi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Privaci pure, tanto non sono stati mai privati. Lo scandalo scoppia per i redditi di tutti i cittadini pubblicati sul web, oddio la violazione della privacy. Ma quale privacy? Quella che non è mai esistita? Quella del denaro elettronico rintracciabile? Quella che già conosce i redditi perché tassati alla fonte? Quella che non ha mai permesso di nascondere le proprie rendite?</p>
<p style="text-align:justify;">Rendere pubblici i propri cazzi è un fatto di civiltà? Certo, la civiltà dei gnu che ha votato questa gente senza vergogna, verrebbe da dire che meritano di vedere i propri redditi alla luce del sole. C'è addirittura una legge, e se c'è la legge..., che permette di pubblicare i cazzi degli altri in pubblica piazza. Ma internet non era un pericolo? E' addirittura un fatto di trasparenza e democrazia. Cosa cazzo vorrà mai dire?</p>
<p style="text-align:justify;">Chi evade il fisco è in prigione. Evadere!?</p>
<h3 style="text-align:justify;"><a href="http://qn.quotidiano.net/politica/2008/04/30/84909-online_dichiarazioni_redditi.shtml" target="_blank">Online le dichiarazioni dei redditi Visco: "Un fatto di democrazia" Ma il Garante della privacy blocca tutto</a></h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://qn.quotidiano.net/politica/2008/04/30/84909-online_dichiarazioni_redditi.shtml" target="_blank"><strong>E' bufera sulla pubblicazione </strong>dei redditi degli italiani on line. L'Agenzia delle Entrate decide l'operazione "trasparenza" e mette alla portata di tutti le dichiarazioni del 2005. Ma monta subito la polemica. Nel giro di poche ore interviene il Garante della privacy che impone lo stop. </a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://qn.quotidiano.net/politica/2008/04/30/84909-online_dichiarazioni_redditi.shtml" target="_blank"><br />
<strong>L'agenzia fa dietrofront e sospende tutto.</strong> L'attuale maggioranza si scatena contro il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco. "E' un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano - spiega lui - Era già pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi".</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chi conspira chi?]]></title>
<link>http://vincenzodurso.wordpress.com/2007/12/17/chi-conspira-chi/</link>
<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 18:52:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>vincenzodurso</dc:creator>
<guid>http://vincenzodurso.wordpress.com/2007/12/17/chi-conspira-chi/</guid>
<description><![CDATA[Riporto integralmente un articolo scritto dal prof. Enrico Voccia, autore del sito portedimassa.net,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>Riporto integralmente un articolo scritto dal prof. Enrico Voccia, autore del sito <a href="http://www.portadimassa.net/site/index.php" target="_blank">portedimassa.net</a>, nel quale analizza il concetto di cospirazione e cerca di sfatare alcuni miti a riguardo. Riporta ad uno stato di normalità il concetto di cospirazione, di chi "la cospirazione la fa", di chi cerca di analizzare tali complotti e di chi, attraverso dei ragionamenti piuttosto fallaci, cerca di screditare - se non di deridere - chi contesta alcuni grandi bugie della storia.</em></p>
<p>-----</p>
<p><a href="http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2303" target="_blank">La recente riflessione sul concetto di cospirazione</a></p>
<p>di Enrico Voccia</p>
<p align="justify">Il diffondersi a livello di massa dei risultati delle indagini che contestano la versione ufficiale/istituzionale di molti eventi chiave della storia contemporanea – l'11 settembre in primo luogo, ma non solo – ha portato con se un ricchissimo dibattito, che è tracimato fuori dall'ambito politico in senso stretto, coinvolgendo la comunità scientifica in generale.</p>
<p align="justify">Ultimi arrivati, filosofi, epistemologi e cultori di scienze storico/sociali. Per ciò che concerne filosofi – in senso stretto e lato – della cosa è testimone, negli U.S.A., il volume collettaneo, a cura di D. Coady, Conspiracy Theories. The Philosophical Debate (Ashgate Publishing, Hampshire, 2006) e, in Italia, a cura di Ranieri Polese, l'Almanacco Guanda 2007: Il Complotto. Teoria, Pratica, Invenzione (Varese, Guanda, 2007) con gli interventi di Giulio Giorello, Umberto Eco più la traduzione di un brano di Karl Raimund Popper; ad esso si deve aggiungere l'intervento di Gianni Vattimo nel volume collettaneo, a cura di Roberto Vignoli, Zero. Perché la Versione Ufficiale sull'11/9 è un Falso (Casale Monferrato, Piemme, 2007).</p>
<p align="justify">Tralasciando l'intervento di Gianni Vattimo – su cui non potrei dire altro che mi trovo d'accordo quasi su ogni parola – e non avendo a disposizione il volume statunitense, incentrerò la mia attenzione critica sulla pubblicazione, nell'Almanacco Guanda 2007, del passo di Popper tratto da Congetture e Confutazioni (cui è stato dato il titolo di "La Teoria Sociale della Cospirazione"), del breve saggio di Giulio Giorello "Verità Manifeste e Verità Segrete" e del noto intervento di Umberto Eco "La Sindrome del Complotto", già apparso nell'Espresso dell'8 febbraio 2007. Iniziamo dal passo di Popper, dal momento che viene citato e commentato negli interventi di Giorello ed Eco e ne costituisce lo sfondo.</p>
<p align="justify">Popper crede di trovare la genesi di quella che chiama la "teoria sociale della cospirazione" nella caduta delle forme del mito antico.</p>
<p><!--more--></p>
<p align="justify">Secondo la concezione omerica del potere divino, qualunque cosa accadesse sulla piana di Troia era solo un riflesso dei vari complotti in atto nell'Olimpo. La teoria sociale della cospirazione (...) deriva dall'abbandono di Dio e dalla conseguente domanda: "Chi c'è al suo posto?". Quel posto viene quindi occupato da vari uomini e gruppi di potere (...) (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 19).</p>
<p align="justify">Già in quest'inizio c'è molto da dire sulla razionalità e consequenzialità del ragionamento popperiano. Popper appare qui ingenuamente ignaro dell'enorme letteratura critica sulle radici sociali del racconto mitico, che in lui appare come un dato originario, iperuranico, privo di contatti con la struttura e l'immaginario sociale del mondo antico. Popper, in altri termini, inverte causa ed effetto: a differenza di quanto lui appare credere, non sono state certo le leggende sui complotti divini a dar vita a "leggende" sui complotti umani – sono stati realissimi e per nulla leggendari complotti umani, ben attestati dalla ricerca storica, a trasfigurarsi nelle dinamiche del racconto mitico intorno al mondo degli dei e degli eroi.</p>
<p align="justify">Il ragionamento popperiano in questione è, perciò, sofistico: tralasciando l'ipotesi di una sua clamorosa ignoranza intorno uno dei punti chiave e maggiormente assodati delle ricerche di storia della filosofia, non resta che pensare ad una strategia retorica, volta a mettere in difficoltà l'interlocutore "razionalista" – così lui stesso definisce i teorici del complotto – mostrando una ipotetica derivazione mitica del suo ragionamento.</p>
<p align="justify">A confortare l'ipotesi di una strategia retorica e non argomentativa, c'è il resto della sua argomentazione.</p>
<p align="justify">La teoria sociale della cospirazione (...) contiene pochissima verità. Soltanto quando i teorici della cospirazione giungono al potere essa diviene in grado di spiegare avvenimenti reali (...) (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 19) La rivoluzione di Lenin e soprattutto la rivoluzione di Hitler (...) furono davvero cospirazioni. Ma furono conseguenza del fatto che erano saliti al potere dei teorici del complotto (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 20).</p>
<p align="justify">L'argomentazione qui è empiricamente inconsistente: di fronte al mare di complotti storicamente accertati i cui autori non erano affatto "complottisti" nel senso che Popper indica – una persona che "dà per assunto che nelle società si possa spiegare praticamente tutto domandandosi chi l'abbia voluto" (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 20) – il paio di esempi che Popper cita (uno dei quali, Lenin, è peraltro dubbio) è davvero poca cosa. Anche qui, escludendo l'ipotesi di una plateale ignoranza popperiana in materia di storiografia, resta la strategia retorica: attento, complottista, è dal tuo ambiente culturale che nascono i veri complotti... se vuoi evitarli davvero, insomma, devi smettere di essere tale.</p>
<p align="justify">Abbiamo visto che, per Popper, il "complottista" è la persona che "dà per assunto che nelle società si possa spiegare praticamente tutto domandandosi chi l'abbia voluto": questi, inoltre, non comprende che</p>
<p align="justify">cospirazioni del genere non danno mai – o "quasi mai" – l'esito previsto (...) "nella vita sociale non si riesce quasi mai a produrre esattamente l'effetto previsto, e di solito si ottiene anche qualcosa che che non si voleva (...) le nostre azioni comportano sempre un certo numero di conseguenze indesiderate; e di solito non è possibile eliminarle. (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 19, corsivi nell'originale)</p>
<p align="justify">Popper adotta qui la fallacia della costruzione dell'"Uomo di Paglia": ben pochi studiosi delle ipotesi di complotto, difatti, non concorderebbero su queste, tutto sommato, banalità. Chi – "complottista" o meno – affermerebbe mai che i complotti riescono sempre o quasi sempre? Attribuendo queste ingenuità plateali agli studiosi in carne, ossa e mente degli eventi storico-sociali che si definiscono "complotti", "congiure", "cospirazioni", ecc. è facile sconfiggerli: ma si abbatte l'Uomo di Paglia o – nella migliore delle ipotesi – si prende la parte (e una parte davvero minima) per il tutto. I "complottisti", invece, usano tranquillamente la categoria del "complotto fallito": si pensi solo alle analisi svolte sulla strage di stato del 12 dicembre 1969 o, in tempi recentissimi, sugli eventi madrileni. Nella stragrande maggioranza dei casi, poi, gli studiosi dei complotti, non voglio affatto "spiegare tutto": sono, invece, interessati all'analisi di determinati e particolari dati empirici e, spesso, criticano determinate linee d'indagine in quanto in esse non vedono prove palesi di alcun complotto. Infine, ancora una volta Popper spaccia come oro colato un dato empiricamente falso: se è vero che i complotti possono fallire, la ricerca storica ha evidenziato tanti di quei complotti pressoché riusciti che l'affermazione "cospirazioni del genere non danno mai – o "quasi mai" – l'esito previsto" è, a dir poco, una conseguenza indebita di una già inconsistente premessa.</p>
<p align="justify">Data la palese inconsistenza delle tesi popperiane, mi sembra davvero eccessiva la considerazione che riceve da studiosi di notevole levatura come Giulio Giorello ed Umberto Eco, che ne fanno il punto di riferimento delle loro analisi: "lucida" per Giorello, addirittura "superba" per Eco. A quanto pare, la fallacia del "Principio d'Autorità" fa danni anche dove meno li si potrebbe aspettare: non è certo una novità, sia nella tradizione filosofica sia nella pubblicistica teorica della sinistra, la distinzione critica tra la ben diversa consistenza di Popper come filosofo della scienza "hard" e quella di Popper come filosofo della politica e delle scienze sociali.</p>
<p align="justify">Eco, inoltre, ai paralogismi, alle strategie retoriche ed alle incongruenze empiriche popperiane vi aggiunge del suo.</p>
<p align="justify">La psicologia del complotto nasce dal fatto che le spiegazioni più evidenti di molti fatti preoccupanti non ci soddisfano, e spesso non ci soddisfano perché ci fa male accettarle. (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 28).</p>
<p align="justify">Innanzitutto, si tratta di un'evidente fallacia ad hominem: qualunque siano i motivi per cui uno indaga un evento storico-sociale, quello che conta è la corrispondenza delle sue teorie esplicativo-causali agli stati del mondo oggetto della sua indagine. In altri termini, tipici della tradizione filosofica analitica, non si tiene conto del fatto della completa indipendenza tra il Contest of Discovery – il contesto storico, sociale e psicologico per cui si giunge ad una teoria – ed il Contest of Justification – la validità della dimostrazione della stessa. Ci sono poi altri due punti critici nella frase appena riportata che riportano a strategie retoriche. Innanzitutto, Eco parla del rifiuto delle "spiegazioni più evidenti" – lasciando intendere che le versioni ufficiali del potere politico siano sempre reali ed palesi: il che è empiricamente falso – a meno di ritenere "evidenti" le versioni del polizia sulla Strage di Stato del 12 dicembre 1969, la "magic bullet", ecc. Inoltre, Eco sembra sottintendere che le motivazioni per cui "le spiegazioni più evidenti di molti fatti preoccupanti non ci soddisfano, e spesso non ci soddisfano perché ci fa male accettarle" siano necessariamente motivazioni extrarazionali: il che non è dato – siamo insoddisfatti e, se vogliamo, "ci fa male" accettare anche le spiegazioni di qualcuno che ci racconta che gli asini volano.</p>
<p align="justify">Eco poi mostra di non comprendere bene il senso dell'utilizzo di una determinata strategia del complotto e del suo rapporto con la segretezza.</p>
<p align="justify">(...) non vi è nulla di più trasparente del complotto e del segreto. Un complotto, se efficace, prima o poi crea i propri risultati e diviene evidente. E così dicasi del segreto, che non solo di solito viene svelato da una serie di "gole profonde" ma (...) prima o poi viene alla luce. (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 28).</p>
<p align="justify">Il problema sta in quel "prima o poi". L'obiettivo di un complotto è quello di produrre i suoi effetti, non di restare nascosto in eterno: gli è sufficiente restarlo per il tempo opportuno, a volte molto breve. Oggi sappiamo benissimo della operazione sotto falsa bandiera hitleriana relativa al pseudoattacco polacco alla Germania nel settembre 1939 ed il suo esecutore principale, l'ufficiale dei servizi segreti tedeschi Alfred Helmut Naujocks, è persino intervistato in merito dai documentari di History Channel; ma la cosa doveva restare nascosta pochi anni. Come disse lo stesso Hitler, se la Germania avesse vinto la guerra nessuno avrebbe osato dire nulla in merito sulle varie operazioni "false flag" di cui lui era maestro; se avesse perso, la cosa sarebbe stata di un'importanza decisamente secondaria. Se il complotto resta segreto più a lungo del necessario, ai complottisti – quelli veri, senza virgolette, insomma quelli che i complotti li fanno e non li studiano – la cosa non fa né caldo né freddo. A risporva del fatto che l'obiettivo di un complotto non è restare segreto in eterno, ma produrre i suoi effetti pragmatici, i loro autori, se si sentono al sicuro da conseguenze legali, possono anche vantarsene – Gladio, ma non solo, docet...</p>
<p align="justify">Maggiormente critico e decisamente più smarcato verso le tesi popperiane risulta, invece, essere Giorello: nota, per esempio,</p>
<p align="justify">(...) si può obiettare al suo [di Popper] modello che ci sono stati casi in cui non solo si sono avute effettive cospirazioni, ma i loro promotori hanno avuto successo non solo nel breve ma anche nel lungo periodo. (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 24)</p>
<p align="justify">Ci sarà pure una differenza tra la concezione di alcuni fan di Elvis Presley che il "Re del rock" non sia morto e sia tenuto celato da qualche parte e la ricostruzione della crisi del Watergate che alla fine inchiodò Richard Nixon alle sue responsabilità. (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 26)</p>
<p align="justify">La presenza, o meno, di cospirazioni e la discussione delle eventuali conseguenze anche non intenzionali vanno valutate cercando di puntualizzare le responsabilità individuali – prescindendo dal ricorso a responsabilità collettive, che invochino "razza", "etnia", "popolo", "religione" o magari "genere". (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 25)</p>
<p align="justify">esercitare "il puro e semplice diritto a non seguire alcuna opinione consensualmente stabilita" (...) non è che un nome per libertà. (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 26)</p>
<p align="justify">Ciononostante, anche Giorello – di là della sua discutibile valutazione sulla "lucidità" delle analisi popperiane – mostra alcune pecche nella sua analisi. Mi limiterò qui a notare il seguente punto:</p>
<p align="justify">(...) per Popper (e per noi) la navigazione migliore è quella della critica unita alla competenza, il che comporta l'abbandono di qualsiasi teoria della cospirazione, pur ammettendo che in molti casi empiricamente controllabili ci possano essere state cospirazioni e congiure. (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 25)</p>
<p align="justify">Ora, se la visione che Giorello ha della Teoria della Cospirazione fosse l'"Uomo di Paglia" costruito dal citato Popper, potremmo anche essere d'accordo. Ma Giorello parla di abbandonare "qualunque" teoria del genere, il che comporta un grave problema in termini di pragmatica della comunicazione umana: ci si disarma completamente di fronte alle provocazioni, ai complotti. Se, all'indomani del 12 dicembre 1969, i milioni di uomini e donne che erano corpo e sangue del "popolo della sinistra" avessero seguito le sue indicazioni, la provocazione sarebbe riuscita in pieno e, probabilmente, le tendenze golpiste e neofasciste si sarebbero rafforzate, forse al punto da prendere il potere.</p>
<p align="justify">In fin dei conti, la vera e grande speranza di chi i complotti li fa davvero, è che nessuno abbia il coraggio di indagare sulla realtà delle cose, cosa che potrebbe abbreviare il tempo della sua segretezza al punto da farli fallire, in tutto o in parte. Certo, in questo genere d'indagini, si possono compiere errori, anche prendere lucciole per lanterne. Ma la soluzione non è certo quella indicata da Giorello, che sembra vittima del tabù storiografico sul complotto dei potenti: è, invece, essere attenti a condurre tali indagini con la forma mentis della razionalità scientifica.</p>
<p align="justify"> 1 - Il 22 agosto, davanti ai suoi generali, Hitler affermò testualmente: "Quanto alla propaganda, troverò qualche spiegazione per lo scoppio della guerra. Non importa se plausibile o no, Al vincitore non verrà chiesto, poi, se avrà detto o no la verità" (citato in SHIRER, William L., Storia del terzo Reich, Torino, Einaudi, 1990, p. 817).</p>
<p>2  - Eco poi mostra di non comprendere bene il senso di una particolare teoria "complottistica": quella del "Grande Vecchio". "(...) rapimento Moro: com'è possibile, ci si chiedeva, che dei trentenni abbiano potuto concepire un'azione così perfetta? Ci deve essere dietro un Cervello più avveduto. Senza pensare che in quel momento altri trentenni dirigevano aziende, guidavano jumbo jet o inventavano nuovi dispositivi elettronici (...) (Almanacco Guanda 2007, op. cit., p. 28). Eco, insomma, non comprende che la questione non consisteva nell'età dei protagonisti in buona fede della lotta armata, ma nella valutazione che molti di coloro che li aveva conosciuti aveva di essi, a prescindere dalla loro età: non certo dei geni e nemmeno persone di normale intelligenza, ma dei patsy, degli "zimbelli", degli "utili idioti". Insomma, non un "Grande Vecchio"che li guidava contro lo Stato, ma che li utilizzava ai suoi fini.</p>
<p>3   - Sul concetto di Pragmatica della Comunicazione Umana vedi il classico  WATZLAWICK P., BEAVIN, J. H. e JACKSON, D. D., Pragmatica della Comunicazione Umana, Roma, Astrolabio, 1971 (da cui deriva il concetto); per un'applicazione della teoria all'analisi delle provocazioni vedi VOCCIA, Enrico, "L'Ideologia della Provocazione", in Porta di Massa. Laboratorio Autogestito di Filosofia, fascicolo "simulazione", primavera/estate 1996, p. 6-12 (lo si trova, aggiornato, al seguente <a href="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/index.php?op=viewarticle&#38;artid=9">indirizzo web</a>).</p>
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]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Potere e Parole]]></title>
<link>http://vincenzodurso.wordpress.com/2007/10/17/potere-e-parole/</link>
<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 09:36:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>vincenzodurso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il linguaggio per il potere è un&#8217;arma, riesce a colpire e a penetrare più di ogni altro stru]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il linguaggio per il potere è un'arma, riesce a colpire e a penetrare più di ogni altro strumento, si presta a falsificazioni, mutamenti e indottrinamento. Le parole cambiano di significato ed è utile quindi rimanere sempre aggiornati comprando le ultime edizioni del dizionario della <a href="http://www.newspeakdictionary.com/ns_frames.html">neolingua</a><a href="http://vincenzodurso.wordpress.com/files/2007/10/newspeak.gif" title="newspeak.gif"><img border="0" align="right" width="1" src="http://vincenzodurso.wordpress.com/files/2007/10/newspeak.gif" alt="newspeak.gif" height="1" /></a></p>
<p align="center"><em><img border="0" align="right" width="1" src="http://vincenzodurso.wordpress.com/files/2007/10/newspeak.gif" alt="newspeak.gif" height="1" /><a href="http://vincenzodurso.wordpress.com/files/2007/10/newspeak.gif" title="newspeak.gif"><img src="http://vincenzodurso.wordpress.com/files/2007/10/newspeak.gif" alt="newspeak.gif" /></a></em></p>
<blockquote>
<p align="justify"><em>"To know and not to know, to be conscious of complete truthfulness while telling carefully constructed lies, to hold simultaneously two opinions which cancelled out, knowing them to be contradictory and believing in both of them, to use logic against logic, to repudiate morality while laying claim to it, to believe that democracy was impossible and that the Party was the guardian of democracy, to forget whatever it was necessary to forget, then to draw it back into memory again at the moment when it was needed, and then promptly to forget it again: and above all, to apply the same process to the process itself. That was the ultimate subtlety: consciously to induce unconsciousness, and then, once again, to become unconscious of the act of hypnosis you had just performed. Even to understand the word 'doublethink' involved the use of doublethink.'(1984 - Orwell)<br />
</em></p></blockquote>
<p align="justify">"Everybody wants power," he said. "Power in some form or other. The sort of power you hanker for is literary power. Some people want power to persecute other human beings; you expend your lust for power in persecuting words, twisting them, moulding them, torturing them to obey you. But I divagate."(Huxley - Come Yellow)</p>
<p align="justify">"Non ti è sfuggito, credo, che i ragazzi, non appena assaggiano la dialettica, la usano come un gioco per contraddire sempre, e imitando quelli che confutano finiscono per farlo essi stessi, godendo come cagnolini di tirare e mordere con la parola chi di volta in volta si<br />
trova vicino a loro."(Platone - Repubblica)</p>
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<title><![CDATA[Nervous System (1984)]]></title>
<link>http://vincenzodurso.wordpress.com/2007/07/31/nervous-system-1984/</link>
<pubDate>Tue, 31 Jul 2007 10:41:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>vincenzodurso</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Your worst enemy, he reflected, was your own nervous system. At any moment the tension inside]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="right">"Your worst enemy, he reflected, was your own nervous system. At any moment the tension inside you was liable to translate itself into some visible symptom."</p>
<p align="left">"The smell of her hair, the taste of her mouth, the feeling of her skin seemed to have got inside him, or into the air all around him. She had become a physical necessity."</p>
<p align="right">"It was like swimming against a current that swept you backwards however hard you struggled, and then suddenly deciding to turn round and go with the current instead of opposing it. Nothing had changed except your own attitude; the predestined thing happened in any case."</p>
]]></content:encoded>
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