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	<title>neonomadismo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/neonomadismo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "neonomadismo"</description>
	<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 01:25:17 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Il neonomadismo? Uno stile di pensiero più che uno stile di vita]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/?p=919</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 21:57:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>la donna con la valigia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Saltabeccando qua e là sui numeri scaricabili online di &#8220;7th floor&#8220;, uno dei magazine p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Saltabeccando qua e là sui numeri scaricabili online di "<strong><em><a href="http://www.7thfloor.it/">7th floor</a></em></strong>", uno dei magazine più interessanti in cui mi sono imbattuta negli ultimi anni (progettato e diretto da <a href="http://www.7thfloor.it/2008/02/29/interviste-al-direttore-chi-e-andrea-genovese/">Andrea Genovese</a>, editore, imprenditore e organizzatore anche del co-working a Roma, <strong>l'ufficio condiviso per nomadi professionisti</strong> di cui ho parlato <strong><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/04/30/aaa-uffici-per-nomadi-cercasi/">qui</a></strong>), ho trovato uno stimolante intervento di Francesco Morace (e vi consiglio di dare un'occhiata anche al suo <strong><a href="http://www.futureconceptlab.com/">Future Concept Lab</a></strong>) sui neonomadi di oggi. Cioè su molti, moltissimi di noi. Le sue considerazioni disegnano nuove "geografie" mentali, ampliano le nostre mappe e sono ricche di spunti. Ne riporto alcuni brani, ma per leggere tutto l'articolo cliccate su "<strong><em><a href="http://www.7thfloor.it/">7th floor</a></em></strong>", numero 5. E visto che ci siete, date un'occhiata anche al resto del <em>magazine</em>: ne vale proprio la pena!</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/05/israel.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-920" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/05/israel.jpg" alt="" width="400" height="270" /></a></p>
<p style="text-align:center;">(<em>Foto: Marina Misiti</em>)</p>
<p>"La postmodernità - scrive Morace -, ci ha abituato a considerare l’uomo contemporaneo attraverso la metafora del <strong>nomade: egli è costantemente in cammino, attraversa “flussi” di realtà, di pensiero, di situazioni che mutano facilmente</strong>; è sulla cresta dell’onda, ascolta ed è presente nel mutamento e nella trasformazione. Oggi scopriamo che il <strong>viaggio</strong> presuppone un’abitare: il proprio corpo, la propria casa, i luoghi della propria identità. L’unica certezza che il soggetto contemporaneo può ottenere e su cui può progettare è la presenza a se stesso, l’accettazione di un nomadismo che è interiore prima ancora che un modo di vivere nella società. (...)</p>
<p>"Il concetto di viaggio e di neo nomadismo ha avuto un peso rilevante negli scenari di immaginario e di consumo degli ultimi anni, legandosi spesso al mondo delle nuove tecnologie, che hanno sicuramente fornito un impulso essenziale alla diffusione di informazione e di strumenti in grado di abbattere barriere fisiche e mentali. <strong>Il viaggio è oggi più che mai al centro della struttura dell’immaginario collettivo</strong>, ma mira al conseguimento di un percorso individuale molto più intimo di un tempo, meno avventuroso in chiave classica, ma più arricchente in termini di esperienza e di crescita. Quindi più domestico, più legato all’idea di cerchio vitale. Nello stesso tempo <strong>il nomadismo diventa uno stile di pensiero, e sempre meno uno stile di vita</strong> che si porta dietro stress, brucia eccessive energie, non permette serenità. In questa nuova direzione il viaggio diventa o molto lento, o molto veloce, e l’imprevisto viene identificato come un valore da riscoprire, un’opportunità da cogliere. La rivalutazione di mezzi lenti e meditativi come il treno, la bicicletta, o addirittura il camminare, rappresentano in questo senso esempi emblematici, che ripropongono l’idea del corpo come ambiente domestico che viaggia.</p>
<p>"Contemporaneamente, sulla stessa onda concettuale si consolida il <strong>revival del mito dell’on the road</strong>, ripreso dall’immaginario collettivo attraverso una reinterpretazione personale sul piano attivo (vagabondaggio geo-culturale) e mentale (letteratura da viaggio).<strong> I grandi viaggiatori del passato</strong> remoto o più vicino, <strong>diventano emblemi di uno stile di vita da emulare, anche solo come predisposizione mentale</strong> da trasportare poi nella propria dimensione quotidiana: le case si arricchiscono di ricordi di viaggio e di “memorie di strada”...</p>
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