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	<title>no1984 &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/no1984/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "no1984"</description>
	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 20:23:18 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Lettori mp3 Samsung blindati: siamo costretti a usare il firmware con i DRM]]></title>
<link>http://fox91.wordpress.com/?p=80</link>
<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 13:20:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>fox1991</dc:creator>
<guid>http://fox91.it.wordpress.com/2008/02/26/lettori-mp3-samsung-blindati-siamo-costretti-a-usare-il-firmware-con-i-drm/</guid>
<description><![CDATA[
Qualche giorno fa mi è passato per le mani un lettore mp3 Samsung YP-K3 da 4Gb e ho tentato l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><img src="http://www.doxaliber.it/wp-uploads/images/cuffia_drm.jpg" alt="no drm" height="218" width="279" /></div>
<p>Qualche giorno fa mi è passato per le mani un lettore mp3 Samsung YP-K3 da 4Gb e ho tentato l'upgrade al firmware coreano per togliere le limitazioni di quello europeo. Con quest'ultimo eravamo costretti a trasferire dati con il protocollo proprietario MTP e a beccarci una bella infarciture di DRM oltre al minor numero di funzioni che quello coreano offre. (Per ulteriori info consultare <a href="http://fox91.wordpress.com/2008/01/09/moddiamo-il-nostro-lettore-mp3-samsung-yp-k3/">l'how-to all'upgrade</a>).<br />
<!--more--><br />
Dopo aver caricato il firmware <i>"moddato" </i>riavvio tranquillo il lettore e mi appare una scritta minacciosa: <i>"Upgrade failed"</i> e poi <i>"Invalid image file size"</i>. L'upgrade risulta impossibile.</p>
<p>Pensando che forse il firmware per la versione a 2Gb non andasse su quello da 4  provo a cercare il download dal sito di Samsung Korea e, non senza difficoltà, grazie a Google Translate riesco nell'impresa.</p>
<p>Uppo il secondo firmware ma l'errore rimane. Così provo a googleare un po' e mi accorgo che in alcuni forum molti hanno lo stesso problema. Arrivo a una conclusione:</p>
<h3><b>Per i lettori mp3 Samsung Yp-K3 che montano un firmware europeo v. 3.09 è <u>impossibile</u> cambiare firmware con un altro di qualsiasi genere (anche europeo). Non è possibile nè downgradare de upgradare.</b></h3>
<p>Io sinceramente ci sono rimasto di stucco. Il lettore l'ho pagato, è mio e ci devo poter mettere quello che voglio. Non è possibile che non possa nemmeno fare un upgrade di un firmware che magari risulta buggato o con meno funzioni. E per di più posso usarlo nel pieno delle sue funzionalità solo su Window$. Credo che sia una logica di mercato completamente sbagliata.<br />
Per questo, per quanto mi riguarda, inizierò a guardare con circospezione ogni cosa che acquisto, in particolare di Samsung.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trusted Computing: l'affare del secolo]]></title>
<link>http://freeuser.wordpress.com/2006/04/22/trusted-computing-laffare-del-secolo/</link>
<pubDate>Sat, 22 Apr 2006 00:03:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea</dc:creator>
<guid>http://freeuser.org/2006/04/22/trusted-computing-laffare-del-secolo/</guid>
<description><![CDATA[Come si vede, la faccenda è molto meno tecnica di quanto sembri. Pare più che altro una questione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote>Come si vede, la faccenda è molto meno tecnica di quanto sembri. Pare più che altro <strong>una questione di fiducia</strong>, come la parola "trusted" sembra suggerire. Una fiducia che le multinazionali dell'informatica mostrano di non avere nei confronti dei propri clienti.</p></blockquote>
<p><strong>Il presupposto giuridico</strong></p>
<p>Anche in Italia, con <a href="http://www.costozero.org/normativa/italia/2003-04-09.pdf" title="decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68">decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68</a> (in vigore dal 29 aprile 2003) si è dato luogo all'attuazione dell'<strong>EUCD (European Union Copyright Directive: Direttiva 2001/29/CE sull'armonizzazione</strong><a href="http://www.no1984.org/"><img src="http://www.costozero.org/wai/img/no1984.gif" alt="[banner] No1984" align="right" border="0" /></a><strong> di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione)</strong>, Direttiva analoga allo statunitense <strong>Digital Millennium Copyright Act (DMCA)</strong>. Il decreto ha introdotto importanti modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633 (protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio). Grazie a queste modifiche i titolari di diritti d'autore (creatori di contenuti) e di diritti connessi (produttori di contenuti) possono apporre sulle opere o sui materiali protetti misure tecnologiche di protezione efficaci (sistemi hardware/software che regolano l'accesso alle opere e la copia delle opere) che comprendono tutte le tecnologie, i dispositivi o i componenti che, nel normale corso del loro funzionamento, sono destinati a impedire o limitare atti non autorizzati dai titolari dei diritti. La possibilità di controllare l'accesso ai files e la copia dei files, da una parte, e il divieto di aggirare le misure tecnologiche di protezione, dall'altra, permettono ai titolari di diritti d'autore e di diritti connessi (notevolmente potenziati dall'EUCD) di poter influire in senso restrittivo sull'utilizzo delle opere.</p>
<p><!--more--><br />
<strong>Il presupposto economico</strong></p>
<p>La convergenza d'affari tra produttori di contenuti multimediali e produttori hardware/software (<strong>TCG: Trusted Computing Group / NGSCB: Next-Generation Secure Computing Base</strong>) si fonda su un meccanismo elementare: i primi ambiscono alla massimizzazione del profitto attraverso l'esercizio iperesclusivo dei diritti di utilizzazione economica, i secondi cercano di stabilire un indissolubile collegamento tra fruizione di determinati contenuti ed acquisto di determinati hardware/software. Il digitale consente di abbassare i costi di produzione, aumentare esponenzialmente il numero di prodotti e controllare a distanza la loro utilizzazione: i produttori di contenuti mirano a trarre guadagno non soltanto dall'eliminazione della pirateria ma anche dalla possibilità di assoggettare sia giuridicamente che tecnologicamente i propri prodotti a limiti d'uso: numero limitato di possibili fruizioni, numero illimitato di possibili fruizioni ma fruizioni possibili solo se a pagamento o solo previo acquisto di altro prodotto... Dal canto loro, i produttori hardware/software concentrano i loro sforzi nella creazione di "trust". Il "trust" ("cartello") è un'organizzazione di imprese indipendenti, che producono prodotti simili e collaborano per alzare i prezzi e limitare il livello di produzione. In un mercato, se la variazione dell'1% del prezzo provoca una variazione di più dell'1% della quantità domandata, si tratta di una domanda elastica rispetto al prezzo; se invece provoca una variazione inferiore all'1% della quantità domandata, si tratta di una domanda anelastica rispetto al prezzo. Se per fruire determinati contenuti multimediali non esistono strumenti alternativi a quelli offerti da determinate imprese, se il tempo per la risposta all'offerta è poco, se il bene riveste notevole importanza nel bilancio del consumatore, la domanda è certamente anelastica, ed il profitto per le imprese che costituiscono, anche tacitamente, un oligopolio collusivo, è certamente maggiore di quello che otterrebbero in una situazione di concorrenza perfetta.<br />
<strong>Il presupposto tecnologico</strong></p>
<p>Il <strong>chip Fritz</strong> e il <strong>Digital Rights Management</strong> rappresentano i principali strumenti tecnologici nei quali affonda le sue radici l'affare tra produttori hardware/software/media. Un affare che per sua natura non coinvolge soltanto i pc e il mondo Internet ma tutti i mezzi di comunicazione. Questi strumenti tecnologici si candidano ad essere i protagonisti della cosiddetta convergenza, ossia di quel processo di confluenza dei diversi media in un unico sistema produttivo e distributivo (economia di scala): un sistema che, se basato sul controllo tecnologico, non si limiterà a mercificare il sapere in nome del business, ma, veicolando l'informazione, finirà per essere il più potente strumento di controllo sociale e di censura mai esistito.<br />
<strong>Cosa fare per minare l'affare del secolo?</strong></p>
<p><strong>a)</strong> Come consumatori possiamo evitare di acquistare prodotti hardware o software che presentano la tecnologia trusted computing; possiamo evitare di acquistare prodotti soggetti a DRM; soprattutto possiamo far valere i nostri diritti: ad esempio, i titolari di diritti d'autore e di diritti connessi sono tenuti a consentire che, nonostante l'applicazione delle misure tecnologiche di protezione, la persona fisica che abbia acquisito il possesso legittimo di esemplari dell'opera o del materiale protetto, ovvero vi abbia avuto accesso legittimo, possa effettuare una copia privata, anche solo analogica, per uso personale, a condizione che tale possibilità non sia in contrasto con lo sfruttamento normale dell'opera o degli altri materiali e non arrechi ingiustificato pregiudizio ai titolari dei diritti.</p>
<p><strong>b)</strong> Come autori possiamo evitare di ricorrere al DRM o, ancora meglio, utilizzare licenze libere od open content, che per loro natura sono incompatibili con restrizioni tecnologiche atte a non consentire l'esercizio dei diritti oggetto della licenza.</p>
<p><strong>c)</strong> Come attivisti possiamo organizzare campagne di informazione (<a href="http://www.no1984.org/" title="No1984">No1984</a> ne è un importante esempio).</p>
<p><strong>d)</strong> Come cittadini e come elettori possiamo chiedere al legislatore (europeo e nazionale) normative meno inclini ad asservire gli interessi economici delle multinazionali del settore hardware/software/media; dalla commissione europea antitrust e dall'AGCM possiamo invece pretendere la garanzia di un mercato realmente concorrenziale.</p>
<p>fonte: <a href="http://www.costozero.org/wai/a10.html">http://www.costozero.org/wai/a10.html </a></p>
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