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	<title>nomadi-globali &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/nomadi-globali/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "nomadi-globali"</description>
	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 03:54:16 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il neonomadismo? Uno stile di pensiero più che uno stile di vita]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/?p=919</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 21:57:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>donneconlavaligia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Saltabeccando qua e là sui numeri scaricabili online di &#8220;7th floor&#8220;, uno dei magazine p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Saltabeccando qua e là sui numeri scaricabili online di "<strong><em><a href="http://www.7thfloor.it/">7th floor</a></em></strong>", uno dei magazine più interessanti in cui mi sono imbattuta negli ultimi anni (progettato e diretto da <a href="http://www.7thfloor.it/2008/02/29/interviste-al-direttore-chi-e-andrea-genovese/">Andrea Genovese</a>, editore, imprenditore e organizzatore anche del co-working a Roma, <strong>l'ufficio condiviso per nomadi professionisti</strong> di cui ho parlato <strong><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/2008/04/30/aaa-uffici-per-nomadi-cercasi/">qui</a></strong>), ho trovato uno stimolante intervento di Francesco Morace (e vi consiglio di dare un'occhiata anche al suo <strong><a href="http://www.futureconceptlab.com/">Future Concept Lab</a></strong>) sui neonomadi di oggi. Cioè su molti, moltissimi di noi. Le sue considerazioni disegnano nuove "geografie" mentali, ampliano le nostre mappe e sono ricche di spunti. Ne riporto alcuni brani, ma per leggere tutto l'articolo cliccate su "<strong><em><a href="http://www.7thfloor.it/">7th floor</a></em></strong>", numero 5. E visto che ci siete, date un'occhiata anche al resto del <em>magazine</em>: ne vale proprio la pena!</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/05/israel.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-920" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/05/israel.jpg" alt="" width="400" height="270" /></a></p>
<p style="text-align:center;">(<em>Foto: Marina Misiti</em>)</p>
<p>"La postmodernità - scrive Morace -, ci ha abituato a considerare l’uomo contemporaneo attraverso la metafora del <strong>nomade: egli è costantemente in cammino, attraversa “flussi” di realtà, di pensiero, di situazioni che mutano facilmente</strong>; è sulla cresta dell’onda, ascolta ed è presente nel mutamento e nella trasformazione. Oggi scopriamo che il <strong>viaggio</strong> presuppone un’abitare: il proprio corpo, la propria casa, i luoghi della propria identità. L’unica certezza che il soggetto contemporaneo può ottenere e su cui può progettare è la presenza a se stesso, l’accettazione di un nomadismo che è interiore prima ancora che un modo di vivere nella società. (...)</p>
<p>"Il concetto di viaggio e di neo nomadismo ha avuto un peso rilevante negli scenari di immaginario e di consumo degli ultimi anni, legandosi spesso al mondo delle nuove tecnologie, che hanno sicuramente fornito un impulso essenziale alla diffusione di informazione e di strumenti in grado di abbattere barriere fisiche e mentali. <strong>Il viaggio è oggi più che mai al centro della struttura dell’immaginario collettivo</strong>, ma mira al conseguimento di un percorso individuale molto più intimo di un tempo, meno avventuroso in chiave classica, ma più arricchente in termini di esperienza e di crescita. Quindi più domestico, più legato all’idea di cerchio vitale. Nello stesso tempo <strong>il nomadismo diventa uno stile di pensiero, e sempre meno uno stile di vita</strong> che si porta dietro stress, brucia eccessive energie, non permette serenità. In questa nuova direzione il viaggio diventa o molto lento, o molto veloce, e l’imprevisto viene identificato come un valore da riscoprire, un’opportunità da cogliere. La rivalutazione di mezzi lenti e meditativi come il treno, la bicicletta, o addirittura il camminare, rappresentano in questo senso esempi emblematici, che ripropongono l’idea del corpo come ambiente domestico che viaggia.</p>
<p>"Contemporaneamente, sulla stessa onda concettuale si consolida il <strong>revival del mito dell’on the road</strong>, ripreso dall’immaginario collettivo attraverso una reinterpretazione personale sul piano attivo (vagabondaggio geo-culturale) e mentale (letteratura da viaggio).<strong> I grandi viaggiatori del passato</strong> remoto o più vicino, <strong>diventano emblemi di uno stile di vita da emulare, anche solo come predisposizione mentale</strong> da trasportare poi nella propria dimensione quotidiana: le case si arricchiscono di ricordi di viaggio e di “memorie di strada”...</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Nuovi nomadi globali? Appuntamento su janera.com]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/?p=860</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 21:59:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>donneconlavaligia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Lei si chiama Janera Sorel, proprio come il sito che ha lanciato (dopo prestigiosi studi in economia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Lei si chiama <a href="http://www.janera.com/index.php"><strong>Janera Sorel</strong></a>, proprio come il sito che ha lanciato (dopo prestigiosi studi in economia). Scopo? Rendere accessibili nozioni economiche e non solo, finora pane quotidiano per intellettuali, ma cibo precluso alla gente comune. Di qui l'idea della globe-trotter nata nelle Antille olandesi, studi negli States e a Londra, di un salotto online, un web-magazine con tanto di social network e<strong> </strong><a href="http://www.janera.com/janera_blog.php"><strong>blog</strong></a> dedicato alla "globalizzazione comprensibile".</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/fUR6yV-XqzI'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/fUR6yV-XqzI&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Punti di vista non omologati, apertura alla diversità, confronto e condivisione delle diverse esperienze tra gli utenti-nomadi. Sì, perché i frequentatori di questo spazio sono sempre di "passaggio" in qualche luogo del mondo e mai con dimora fissa, parlano tre, quattro lingue e si "sentono" moderni nomadi. Sono quelli che vivono la globalizzazione più da vicino, nella quotidianità. E, ogni tanto, si ritrovano anche off line: Janera infatti organizza anche delle cene-evento in varie città del mondo (anche in Italia, a Roma), happening tematici in cui si discute di temi mai banali. Vale la pena di curiosare in questa "piazza" virtuale e ascoltare la voce dei "nomadi globali", vi pare?</p>
<p style="text-align:center;">(<em>Testo: Marina Misiti</em>)</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[AAA. Uffici per nomadi cercasi]]></title>
<link>http://donneconlavaligia.wordpress.com/?p=850</link>
<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 21:50:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>donneconlavaligia</dc:creator>
<guid>http://donneconlavaligia.wordpress.com/?p=850</guid>
<description><![CDATA[
Avendo lavorato tanti anni anni come freelance, e tra l&#8217;altro spesso in giro per il mondo, mi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/cw5.jpg"></a><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/cw5.jpg"></a><a href="http://donneconlavaligia.files.wordpress.com/2008/04/cw7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-854" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/cw7.jpg" alt="" width="398" height="298" /></a></p>
<p>Avendo lavorato tanti anni anni come freelance, e tra l'altro spesso in giro per il mondo, mi ha subito incuriosita una notizia vista in tivù su Neapolis: il servizio in realtà era su "<a href="http://www.7thfloor.it/"><strong><em>7th Floor</em></strong></a>", innovativo free press la cui redazione è all'interno di un <strong><em>co-working</em></strong> da poco nato a <strong>Roma</strong>, in via Lima, ai Parioli.</p>
<p><a href="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/cw.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-853" src="http://donneconlavaligia.wordpress.com/files/2008/04/cw.jpg" alt="" width="200" height="266" /></a>Ecco che è scattata la mia curiosità: di esempi di <strong><em>co-working</em></strong> ne avevo già visti in giro per il mondo (dal più noto <a href="http://www.officenomads.com/index.html"><strong>Office Nomads</strong></a> di <strong>Seattle</strong>, negli <strong>Stati Uniti,</strong> al gemello di <strong>Buenos Aires,</strong> al <a href="http://www.villagequill.com"><strong>The Village Quill</strong></a><strong> </strong>di New York o a quello di <strong>New Delhi</strong> (frequentato anche da una cara amica di valigia, ogni volta che va in<strong> India</strong>), ai tantissimi altri (una lista completa la trovate <a href="http://coworking.pbwiki.com/"><strong>qui</strong></a><strong>)</strong> nelle varie metropoli del pianeta; ma adesso, dopo <strong>Milano</strong>, anche <strong>Roma</strong> ha i suoi "uffici condivisi" per professionisti nomadi sempre in movimento.</p>
<p>I prezzi sono contenuti (dai 250 euro in su, <a href="http://www.7thfloor.it/coworking/prezzi-e-disponibilita/"><strong>qui</strong></a> trovate le varie tariffe), il wifi+scrivania è assicurato e lo scambio di esperienze e di contatti è la carta vincente di questa nuova esperienza.</p>
<p>Cos'è il <strong><em>co-working? </em><span style="font-weight:normal;">A Roma è... "un ufficio condiviso per nomadi professionali, creativi, indipendenti, scrittori o programmatori, umanisti o tecnologi. Quelli che lavorano anche e soprattutto davanti alla macchinetta del caffè o dentro i caffè a la <em>bohemienne".</em> I loro<em> <span style="font-style:normal;">obiettivi? Eccoli: </span></em></span></strong></p>
<ul>
<li>diventare un punto di riferimento per il web 1.0, 2.0, …X.0 a Roma e nel mondo <img class="wp-smiley" src="http://www.7thfloor.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=")" /></li>
<li>diventare un punto di riferimento per la comunità nomade dei softwarecommunitydeveloperaccountengineerswriters… e chiunque abbia un ruolo incomprensbile sul biglietto da visita.</li>
<li>facilitare l’accesso di queste professionalità alle imprese piccole, medie e grandi. Basta telefonare o venirci a trovare.</li>
<li>un sacco di altre cose che vi racconteremeno con calma sul blog...</li>
</ul>
<p><em><span style="font-style:normal;">Insomma, nuovi spazi di lavoro per nomadi globali: si parte con con un ufficio condiviso e ci si aggiunge la “cafe culture”, suggerisce "<a href="http://www.businessweek.com/smallbiz/content/feb2007/sb20070226_761145.htm"><strong><em>Business Week</em></strong></a>". Risultato? L'ufficio condiviso ideale per creativi sempre in giro...</span></em></p>
<p style="text-align:center;">(<em>Testo: Marina Misiti</em>)</p>
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