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	<title>nulla-piu-che-un-groviglio-di-sentimenti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "nulla-piu-che-un-groviglio-di-sentimenti"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 00:44:18 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[fino a ritornare sulle labbra (l'incanto è lo stesso)]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=716</link>
<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 00:26:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[[soundtrack]
In equilibrio su un chicco di pioggia, ho sposato l&#8217;ottavo colore. 
La prima stag]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>[<a href="http://www.youtube.com/watch?v=YTEODmcm3jA" target="_blank">soundtrack</a>]</p>
<p>In equilibrio su un chicco di pioggia, ho sposato l'ottavo colore. </p>
<p>La prima stagione mi ha trascinata con sé, e come le foglie non oppongono resistenza alla pioggia di novembre anch'io mi sono lasciata cadere, mi sono lasciata danzare dentro un soffio di vento o un raggio di luce o quel tuo sguardo distratto. Hai centuplicato le tue mani, nel mentre, e moltiplicato i tuoi piedi fino a portare in ogni dove una traccia dei miei passi stanchi. È stata la polvere, la sabbia, la terra, è stata una continua spinta verso il basso, ma, la gravità, la mia pelle non credo l'abbia avvertita.</p>
<p>La seconda stagione mi ha voluta in movimento, un corpo umano che piano si dischiude al cielo di giugno e d'improvviso prende a ruotare su se stesso nell'asintotico inseguimento della luce più intensa tra quelle appese all'orizzonte più vicino, e non è affatto detto che sia una stella. Per quanto mi riguarda, i girasoli s'ingannano continuamente, abbassando la guardia al calare del giorno.</p>
<p>Vivo appuntata al tuo cuore, sei tu che l'hai detto. </p>
<p>La terza stagione ha pianto la sua grandine sul mio corpo stanco, orizzontale dal troppo volersi verticale, quando invece avrebbe potuto lasciarsi inclinare un poco e respirare, finalmente, aria. Ho avuto paura, confesso, perché non sono capace di aggrapparmi ad altri che non siano me e me sola, eppure ho dovuto raggomitolarmi dentro alla vostra vita, essendo le mie pareti scivolose e le mie dita inadatte all'arrampicata. Non basta mai, non <em>mi</em> è mai sufficiente.</p>
<p>La quarta stagione ha aperto crepe di umidità sui muri, quasi a dire che non basta ingoiare un boccone amaro per dimenticarne il sapore. Ho azzardato qualche sorriso timido, qualche risata indisponente, ho certamente parlato troppo. Il sonno ancora non trova pace, e le tre dimensioni del buio nella stanza sono spesso un sollievo. Infine l'ho scoperta, la gravità, sdraiata sulle mie palpebre a nascondere il mio sguardo alle altrui inquisizioni, e di solito mi sento al sicuro, quando giro la testa di lato appena in tempo.</p>
<p>Di te ricorderò il colore, quel disordine musicale capace di addentarmi e farmi parte dei tuoi mille diversi mondi, dei tuoi centomila insaziabili giorni.</p>
<p>La quinta stagione è una foto che sfoca il proprio contorno a ogni respiro. In questi mesi senza nome, persi tra gli scontrini e i pallottolieri della mia esistenza, non può che fingersi un sorriso senza tregua, non può non avere il mio sapore, eppure, ho il dubbio, potrebbe avere il tuo colore. Ho fatto mio l'ottavo, intanto: non pone condizioni e non ha mai stupito nessuno, ma se ci fosse anche solo una moneta di cioccolata, credo che mi metterei a ridere.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[hide my head i wanna drown my sorrow]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=693</link>
<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 12:19:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[avrei davvero voluto vederti vivere
♪
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>avrei davvero voluto vederti vivere</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4N3N1MlvVc4" target="_blank">♪</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[ma tutto qui cade incantevole]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=690</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 19:55:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Vorrei dirti che sei stato immenso, gonfiandoti dentro ai piccoli vuoti della mia esistenza. Quando ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei dirti che sei stato <em>immenso</em>, gonfiandoti dentro ai piccoli vuoti della mia esistenza. Quando mi hai detto Prendo la bici e arrivo, venti minuti e sono da te. Quando mi hai detto Prendo il primo treno e arrivo, un paio d'ore e sono da te. Ho sentito la mia voce dirti No, ho visto le mani scrivere No, mentre il cuore, dimenticato nella sua quarantena, gridava Vieni qui e abbracciami, ti prego, e lascia che tutto il resto muoia. Vorrei dirti che prima, quando hai scritto <em>amica</em>, mi hai sorpresa, che mi hai lasciata a fissare lo schermo per qualche minuto. Che ho paura che tu, di tratto, possa dimenticarti di me e della mia amicizia monocromatica. Che mi rasserena lo scorgere qualche riflesso del nostro essere quelle di una volta, che voglio tornare ad essere la metà di quello che siamo state. Che la mia vita ruota e si rivoluziona attorno a me, ogni giorno, e il cuore fatica un poco a starle dietro. Che odio questo mio elemosinare un affetto del quale sempre e comunque <em>non</em> mi sento all'altezza.<br />
Eppure <em>ti</em> voglio bene. E <em>ve</em> ne voglio tanto.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[notte prima della stampa della tesi]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=686</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 20:32:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[sono stanca. mi fa male tutto: la pancia, la schiena, le gambe. non ho più energia e soprattutto no]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>sono stanca. mi fa male tutto: la pancia, la schiena, le gambe. non ho più energia e soprattutto non ho più voglia, né tempo a mia disposizione. rispondo da un mese alle stesse domande con le stesse risposte, mi arrabbio da un mese con le stesse persone per le stesse cose. da un mese, sono le stesse persone a consolarmi. sono quasi svenuta sull'autobus, oggi, dicevo a me stessa non è niente, ora passa, dicevo a me stessa non fare la bambina che sei solo stanca, ora arrivi a casa e ti metti a letto un'oretta. ma sudavo e tremavo e non respiravo. poi, ho visto tutto bianco. piazza malpighi, e sono scesa anche se non era la mia fermata. un gradino, quel gradino, per più di mezzora, aspettando di ricominciare a distinguere i colori, aspettando che lei mi venisse a prendere, che mi aiutasse a tornare a casa. aspetta anche lei il 21? mi ha chiesto un anziano. no, è che non sto molto bene, ora arriva un'amica e mi accompagna a casa. anche io non sto bene, sa, ho il diabete, e sto regolato, però i dolci mi fan voglia lo stesso. do fondo alle mie forze per dargli il sorriso che merita, forse non ci riesco. dimentico le cose, mi sento in colpa per il nulla quasi totale che sto facendo per chi per me sta facendo tanto. non mangio, oppure mangio troppo. dormo poco, e faccio sogni strani che preferirei non ricordare. mi umilio e mi lascio umiliare, sono assente, trasparente. inerzia, pura inerzia.</p>
<p>domani, mi dico, sarà tutto finito.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[we hope that you choke]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=684</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 18:28:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mi divori, come un cancro che piano mi cresce dentro.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mi divori, come un cancro che piano mi cresce dentro.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[to bring you my love]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=680</link>
<pubDate>Sun, 25 May 2008 10:44:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[(parte prima)
No, non andrà tutto per il meglio: tutto andrà, presto o tardi, in qualche modo. Ti ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>(parte prima)</p>
<p>No, non andrà tutto per il meglio: tutto andrà, presto o tardi, in qualche modo. Ti posso stare accanto mentre cambi forma, mentre assumi lentamente le dimensioni della tua vita <em>nuova</em> e ti adatti al dilagare degli eventi, e lo farò volentieri, se me lo permetterai. È colpa mia, lo so, non riesco a mentire. Non chiedermi, ti prego, di dirti che domani starai meglio. Starai meglio, è certo, ma non sarà domani, e nemmeno il giorno dopo. <em>Un</em> domani, forse. Oppure un altro ancora. E quel giorno non avrai più bisogno di me, perché <em>una persona felice basta a se stessa</em>, e questo lo sappiamo entrambe. Sono qui, nel frattempo, la medicina cattiva nel mobiletto del bagno, semi-nascosta tra gli antidolorifici e gli sciroppi edulcorati, in caso i cerotti dovessero mai finire.</p>
<p>(parte seconda)<br />
No, non ti dirò che non esiste altra alternativa: esiste sempre, un'alternativa. È complessa, è dolorosa, è umiliante, lo so, e non ti incolpo di nulla. Ma offrire il proprio cuore all'altrui masticazione può essere un'idea, alle volte. No, non necessariamente <em>buona</em>. E non credo, lo sai, che la reciprocità dei silenzi giustifichi alcunché, specie se dovuta a una vertigine emotiva. Ma nascosta dietro al quieto vivere un'alternativa la si trova sempre: fermarsi alle colonne d'Ercole è una mossa saggia al fine del buon riposo notturno, eppure può valer la pena di spingersi oltre, di quando in quando. Dovesse la corrente trascinarti via, sono qui: anche e soprattutto per te.</p>
<p>(parte terza)<br />
Probabilmente hai ragione, nel biasimarmi. Ma ho il sospetto che alla fine non resti poi molto, oltre alla verità, e a dispetto di svariati tentativi non ho ancora trovato un'utilità concreta nel salvare le apparenze. Non sono per niente brava nell'equiparare i miei comportamenti con i rischi che corro, non credo tu te ne sia accorto. Possiedo però una spiccata attitudine alla rimarginazione silenziosa delle mie ferite. Del resto, sono brava a incolpare me stessa, e non sempre lo faccio a sproposito. Ti sono debitrice del tempo che hai speso a passare al setaccio le mie emozioni, cercando inutilmente di trovare loro una logica che non stonasse troppo col tuo modo di vedere le cose. E sono qui, pronta a fare altrettanto per te.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[e con gli amici vanno a ridere di te]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=677</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 19:35:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Femminismo a Sud &gt;&gt; Giocare allo stupro
***
Ottanta è un numero enorme e non voglio nemmeno c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Femminismo a Sud &#62;&#62; <a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2008/05/22/giocare-allo-stupro">Giocare allo stupro</a><br />
***</p>
<blockquote><p>Ottanta è un numero enorme e non voglio nemmeno considerarlo. Prendiamo solo i 23 che sono sotto inchiesta. 23 sono tante persone. 23 sono così: I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I I. <strong>Possibile che a nessuno di questi 23 sia venuto un barlume, un accenno, un aborto di pensiero che in quello che stavano facendo c’era qualcosa di sbagliato?</strong> 23 sono tanti, 80 è una cifra che non voglio nemmeno considerare</p></blockquote>
<p>[<a href="http://tostoini.tumblr.com/post/35579680">Tostoini</a>, il grassetto è mio]<br />
***<br />
<em>Voglio</em> credere che sia così, che il dubbio, <em>quel</em> dubbio, <strong>non</strong> sia venuto a nessuno di loro. A nessuno.<br />
Perché se anche solo a uno di loro il dubbio è venuto, allora io davvero non so spiegarmi come possa aver continuato a fare quel che ha fatto.<br />
Nel qual caso, abbiamo voglia di dare la colpa ai modelli sbagliati, all'educazione ricevuta o alla totale mancanza di educazione, alla declinazione polimorfa del chi ce l’ha più lungo e al vecchio adagio del tutte le donne sono puttane.<br />
Nel qual caso, possiamo risparmiare il fiato.<br />
Perché se sei convinto di prenderti una cosa che ti spetta di diritto, se credi che questo sia l'unico modo per dimostrare agli altri, ma soprattutto a te stesso, che non sei il perdente e lo stupido che in verità sei, se pensi che quello che fai è solo una bravata che finisce quando ti riallacci i pantaloni, se ritieni che un domani ne riderai con gli amici, se già adesso ne ridi con gli amici, allora sei un deficiente, nel senso letterale di <em>carente</em> di intelligenza e di buon senso, sei un povero inetto, un incapace, una persona che non possiede alcuna qualità sulla quale basare un'esistenza degna di questo nome. E non c'è niente che si possa fare. Niente. Ma se sai cosa stai facendo, se sei anche solo minimamente consapevole del fatto che le stai rovinando la vita, per sempre e in modo irreparabile, se hai anche solo il recondito sospetto che non passerà giorno senza che lei pensi a cosa le stai facendo, che non ci sarà uomo, mai più, capace di accarezzarla senza farle rivivere questo momento, senza far riemergere dai suoi occhi spaventati la tua espressione soddisfatta, senza far rispuntare dal suo naso il tuo odore, se lo sai e continui a fare quello che stai facendo, se lo sai e non ti viene da piangere, se sai cosa hai fatto e riesci a dormire la notte, e riesci ancora a guardarla negli occhi e riesci ancora a guardarti allo specchio, allora sei un mostro, sei la dimostrazione insindacabile che ogni guerra ci possa mai venire in mente di combattere l'abbiamo già persa in partenza, sei la chiara evidenza che non c'è più niente che si possa salvare.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[se hai il coraggio di peggiorare]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=670</link>
<pubDate>Sat, 10 May 2008 21:30:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;ho comprato. L&#8217;ho visto in vetrina e l&#8217;ho comprato.
Mi dava fastidio, così ordi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rubik%27s_Cube">L'ho comprato</a>. L'ho visto in vetrina e l'ho comprato.<br />
Mi dava <em>fastidio</em>, così ordinato, e allora l'ho comprato, solo per metterlo in disordine. </p>
<p>Ci gioco, ogni tanto, lo rigiro tra le mani e poi resto a fissarlo, come ipnotizzata. Confondo i colori, disponendoli a seconda del mio umore, e comunque vada un po' di rosso c'è sempre.<br />
No, <em>non</em> mi va di risolverlo: mi pare molto più bello, così. <strong>Una dinamica multicromia cocciutamente tendente al disordine</strong>. Mi somiglia, non trovi?<br />
Come una scarpa slacciata, un letto disfatto o una tazza ancora da lavare.<br />
E a essere sincera mi piace l'idea che possa non avere mai fine, che possa, pur cambiando, restare sempre simile a se stesso. Dovessero quei colori, un giorno, tornare <em>per errore</em> al loro posto, credo che ci resterei male, come quando sbatto il naso contro il punto che chiude un libro meraviglioso, e io mi sento come privata di una parte di me stessa, dopo. Per fortuna che non sono poi tanti, i libri meravigliosi.</p>
<p>L'ho comprato, ne ho comprati due, a dire il vero. Ma, credo, a te mancherà il coraggio per disfare irrimediabilmente quella fredda, immobile perfezione, per spingere l'<em>esatto</em> dentro la spirale del disordine.<br />
E, forse, un poco mi dispiace.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fatti non foste a viver come bruti]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=654</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 20:47:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per. Una. Cazzo. Di. Sigaretta.
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per. Una. Cazzo. Di. Sigaretta.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[i am a poster girl with no poster]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=653</link>
<pubDate>Sat, 03 May 2008 18:07:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Facevo la quinta liceo, mi chiesero di andare a parlare coi ragazzi di terza della scuola media che ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Facevo la quinta liceo, mi chiesero di andare a parlare coi ragazzi di terza della scuola media che avevo frequentato qualche anno prima.<br />
<em>Orientamento</em>, si chiamava all'epoca. Magari adesso gli han dato un nome più figo e che non vuol dire molto di più, come fanno con tutto.</p>
<p>Pensavo avrebbero mandato qualcuno dagli altri indirizzi, anche, dal classico, dal linguistico, dal socio-psico-pedagogico, e invece mi ritrovai da sola, quella mattina, totalmente imprepararata a rispondere a qualunque domanda che non riguardasse nello specifico l'indirizzo scientifico. Con me, un unico ragazzo dal liceo privato, quello dove ti facevano fare più anni in uno, quello dove se mandavi più figli il secondo aveva lo sconto sulla tassa di iscrizione. Quello, dicevamo noi, dove il diploma te lo compravi.</p>
<p>Ci misero seduti l'una accanto all'altro, dietro una cattedra, davanti a una ventina di volti già annoiati ancora prima di cominciare.<br />
Lui era alto, biondo, bello. Di madre inglese, si chiamava Mark, e sospetto si chiami ancora così; sembrava che l'avessero appena pescato a caso tra gli angeli del presepe.<br />
Era chiaro che quello <em>non</em> era orientamento. <em>Marketing</em>, era marketing bello e buono, quello. Non eravamo lì per illustrare ai ragazzi le diverse possibilità, eravamo lì per comprarli, per vendere loro un prodotto. Non credo che i miei professori, al tempo, ne fossero consapevoli. Io ero lì perché abitavo a pochi chilometri di distanza, perché a scuola ero brava, perché qualcuno tra quei ragazzetti lo conoscevo di persona. Lui era lì per fare il ragazzo immagine di un bene costoso, lui era la promessa che, a fronte di un investimento iniziale, chiunque tra quelle facce assonnate avrebbe potuto diventare come lui, un giorno, o meglio, fidanzarsi con uno come lui. Le ragazzette, infatti, non avevano occhi che per lui: io ero semplicemente quella che gli stava seduta accanto, e che avrebbero volentieri ucciso pur di prendere il suo posto. I ragazzetti erano troppo giovani per rendersene conto e odiarlo, probabilmente.</p>
<p>Ciascuno di noi descrisse brevemente il prodotto che era chiamato a vendere, e no, fu subito chiaro che per me non c'era speranza alcuna. Lui non la finiva più di dire che, in fondo, non serviva studiare tanto, che al <em>suo</em> liceo si facevano gite all'estero divertentissime che col <em>suo</em> liceo si poteva fare tutto. Io non sono mai stata capace di mentire, e davvero non ce l'ho fatta a raccontare a quei poco-più-che-bambini che al <em>mio</em> liceo si poteva anche non studiare, che al <em>mio</em> liceo si facevano feste indimenticabili, che il <em>mio</em> liceo aveva reso gli ultimi cinque anni i più belli della mia vita. Saltai l'argomento a piè pari, semplicemente, e cercai di sorridere il più possibile, per nascondere il fatto che io, il <em>mio</em> liceo, non vedevo l'ora di finirlo.</p>
<p>Mi aspettavo un disfatta totale, quando chiedemmo agli studenti chi di loro avesse già scelto a che scuola iscriversi, mi aspettavo che ognuno di quei venti volti che avevo di fronte non vedesse l'ora di diventare, da un giorno all'altro, un piccolo Mark o una piccola fidanzata di Mark. E invece.</p>
<p>Silenzio, nessuno disse niente.<br />
Mentre il Brad Pitt dei poveri raccontava di come, nessun problema, la scuola privata avrebbe fornito loro una base per <em>qualunque</em> futuro, anche se al momento ancora erano nel dubbio, io rimasi zitta, a guardare quell'unica, enorme, faccia triste fatta di venti diverse facce, che trovava indifferente fare una cosa piuttosto che un'altra. <em>Diventare</em> qualcosa, invece che qualcos'altro.</p>
<p>Era tutto così triste, dannatamente triste.<br />
Interruppi lo slogan ininterrotto che mi sedeva accanto, e dissi loro che un buon metodo per scegliere un istituto superiore era chiedersi che cosa avrebbero voluto fare da grandi.<br />
Io, per esempio, alla loro età volevo fare l'ingegnere.<br />
Mark, per esempio, alla loro età voleva fare non mi ricordo cosa, ma poi aveva deciso che sarebbe diventato uno psichiatra.</p>
<p>Loro ci guardavano, muti. Tutti con la stessa espressione insipida sul volto.<br />
Non uno che abbia detto qualcosa.<br />
Io, a tredici anni, avevo un sogno diverso ogni giorno.<br />
Io, a tredici anni, prendevo futuri a prestito dalla televisione, dai libri, dalle persone che conoscevo.<br />
Io, a tredici anni, ero convinta di poter cambiare il mondo, una volta diventata un ingegnere.<br />
Io, a diciannove anni, ero ancora convinta di poter cambiare il mondo. Nonostante l'ingegneria.</p>
<p>Capii che non mi capivano, che non capivano nemmeno tutto il ben di Dio che Mark aveva promesso loro. Una pessima e un'ottima campagna pubblicitaria, entrambe buttate alle ortiche, perché scritte nella lingua sbagliata.</p>
<p>Guardai Mark, e lui che, oltre a essere molto bene indottrinato, era anche tutto tranne che stupido, recepì il messaggio: tolta la maschera, cercammo di rianimarli, di tirare fuori da loro delle aspettative, delle speranze.</p>
<p>Dopo una mezzora buona, un ragazzetto parlò, finalmente. Disse che voleva studiare agraria, da grande, che l'anno successivo si sarebbe iscritto al socio-psico-pedagogico. Quello del liceo pubblico. Mark, lo vidi, stava per chiedere perché proprio il liceo, perché non il professionale per l'agricoltura e l'ambiente, se tanto sapeva già che avrebbe fatto agraria. Conoscevo quel bambino, era del mio paese, e grazie al cielo riuscii, con uno sguardo, a zittire tutta quella biondità e quei denti perfetti. Conoscevo quel bambino, e soprattutto conoscevo sua madre, una di quelle che andava in giro a dire che i suoi figli <em>dovevano</em> fare il liceo perché le altre scuole non erano degne. Per la cronaca, quel ragazzetto ha mollato la scuola dopo due bocciature consecutive al liceo, e sua sorella pure, dopo due bocciature al pubblico e una al privato.</p>
<p>Non ho più rimesso piede in quella scuola, così come non ho più rimesso piede nel <em>mio</em> liceo, una volta conseguito il diploma.<br />
Alla fine, io mi sono iscritta per davvero a ingegneria. Mark, per quanto ne so, ha fatto l'accademia militare.</p>
<p>Ho venticinque anni, adesso, e una laurea triennale in Ingegneria delle Telecomunicazioni.<br />
Ho venticinque anni, adesso, e tre esami mi separano dalla laurea specialistica in Ingegneria delle Telecomunicazioni.<br />
Ho venticinque anni, adesso, e sto per fare domanda per un dottorato in Danimarca.</p>
<p>Ho venticinque anni, adesso, e ancora non so cosa farò da grande, perché i miei sogni sono tuttora troppi, e io, di sceglierne <em>solo</em> uno tra i tanti, non sono capace.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[and my little pink heart is on its little brown raft]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=652</link>
<pubDate>Fri, 02 May 2008 22:06:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
<guid>http://strepitupido.wordpress.com/?p=652</guid>
<description><![CDATA[E poi l&#8217;autostrada, e poi l&#8217;uscita di Bologna-San Lazzaro.
E poi la tangenziale, e poi l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>E poi l'autostrada, e poi l'uscita di Bologna-San Lazzaro.<br />
E poi la tangenziale, e poi l'uscita nove.<br />
E poi quel semaforo, sempre rosso, e poi c'è sempre solo un'altra macchina, davanti, che aspetta di precedermi a sinistra. </p>
<p>E poi sempre dritto, lungo via San Donato, e poi quei quattro piani senza ascensore, e il letto da cambiare, e le valigie da disfare.</p>
<p>Sono tornata.<br />
Sono tornata tra i vicini che quando ti incontrano per le scale non ti salutano, sono tornata tra le persone che non ti tengono aperta la porta, né si aspettano che tu faccia altrettanto per loro. Sono tornata tra i pedoni che non hanno diritti, e i ciclisti che ne hanno anche meno, tra gli autobus che saltano le corse e il tabellone coi treni in ritardo alla stazione. Sono tornata tra la gente che cammina e non ti guarda in faccia, tra i professori che ti considerano una perdita di tempo, tra chi non ha pazienza e chi invece ha solo troppa fretta.</p>
<p>Mi brucia la gola, sospetto sia colpa del grigio che mi si stringe attorno.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[danse macabre]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=590</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 22:16:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
<guid>http://strepitupido.wordpress.com/?p=590</guid>
<description><![CDATA[Ho pensato anche, tra le altre cose, che le lacrime dovrebbero avere un colore diverso, o forse solo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho pensato anche, tra le altre cose, che le lacrime dovrebbero avere un <em>colore</em> diverso, o forse solo una diversa fluorescenza, a seconda di cosa le provoca.</p>
<p>[<a href="http://www.youtube.com/watch?v=xRblckFbFl4">danse macabre</a>]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[you don't have no doctor Henry]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=581</link>
<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 17:12:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
<guid>http://strepitupido.wordpress.com/?p=581</guid>
<description><![CDATA[J. aveva apparecchiato per due, come al solito. Una candela a centro tavola, una bottiglia di buon v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>J. aveva apparecchiato per due, come al solito. Una candela a centro tavola, una bottiglia di buon vino rosso. Ma H. tornava dopo molti mesi, e non gradì affatto quel piatto in più e quel secondo bicchiere, e li prese e li gettò a terra. Andarono in frantumi, che J. diligentemente raccolse, uno a uno, e appoggiò in bella vista sul tavolino del salotto.<br />
Non parlò per giorni, poi, se non per dire che un coperto gli pareva <em>meno</em> di due coperti, e anche più triste e meno sensato, e che quella minestra spaiata dava un'aria di asincronia alla stanza che gli intralciava un minimo il respiro. H. rideva di lui e dei suoi commenti, e del suo passare le giornate a cercare un ordine per i minuscoli frammenti di porcellana e cristallo. Gli nascondeva un pezzo, ogni giorno uno nuovo, se lo metteva in tasca e taceva. </p>
<p>Non gli interessava di apparire codardo: lui faceva solo quello che doveva fare. E, dobbiamo ammetterlo, lo faceva bene.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[there is an answer to the darkest times]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/2008/04/03/there-is-an-answer-to-the-darkest-times/</link>
<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 15:49:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il giornalista economico Bill Fleckenstein sostiene che il capitalismo passa continuamente attravers]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il giornalista economico Bill Fleckenstein sostiene che il capitalismo passa continuamente attraverso periodi di boom e di crisi. Gli uni non possono esistere senza gli altri. L'economia statunitense è in difficoltà perché per molti anni il governo federale ha cercato di ignorare i momenti bui nel tentativo di creare un boom perpetuo. E oggi le crisi accumulate stanno esplodendo tutte in una volta. Spero, Toro, che tu non commetta lo stesso errore. <strong>Alcuni grovigli della tua vita hanno bisogno di essere districati</strong>. Ti consiglio di prenderti una pausa o un breve periodo sabbatico.</p></blockquote>
<p>Dio quanto <a href="http://internazionale.it/oroscopo/">lo</a> amo, quando dice 'ste cose.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ask me no questions, i'll tell you no lies]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/2008/04/01/ask-me-no-questions-ill-tell-you-no-lies/</link>
<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 19:29:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fino a che uno se le tiene dentro, le cose, esse non esistono.
Il cuore in isolamento, la mente in q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a che uno se le tiene dentro, le cose, esse non esistono.<br />
Il cuore in isolamento, la mente in quarantena, e le ferite solo sulla superficie <em>interna</em> dell'epidermide.</p>
<p>Ma che spreco di attività onirica.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[e mi fondo con il cielo e con il fango]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=565</link>
<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 23:23:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[[♫, presa brutalmente in prestito dalla splendida Fraran]
Dimentica i sentimenti consueti: sono ev]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>[<a href="http://www.youtube.com/watch?v=nogE0KdG5M8&#38;NR=1" target="_blank">♫</a>, presa brutalmente in prestito dalla splendida <a href="http://calzinosexy.splinder.com/" target="_blank">Fraran</a>]</p>
<p>Dimentica i sentimenti <em>consueti</em>: sono evaporati, nebulizzati, vaporizzati, sono morti e sepolti, e tali resteranno ancora per un po' di tempo.</p>
<p>In queste ultime settimane la tua vita ha oltrepassato il limite degli aggettivi che si imparano alle scuole elementari, e le tue giornate non sono mai belle o brutte o lunghe o corte, e le tue passioni non sono mai intense o deboli o accese o sopite. Hai un universo intero, sotto la tua pelle, una tridimensionalità che va in scena ogni giorno seguendo un copione diverso, con le persone e i cani e i gatti e le scimmie urlatrici, e con le stelle e gli astronauti e le testate nucleari e i baobab, e con i maremoti e i terremoti e le tempeste di sabbia, e con i gelati e i lecca lecca e il burro di arachidi, e con i lombrichi e gli aquiloni e i kitesurfer e le pentole di monete nascoste alla base degli arcobaleni o sotto le croci rosse nelle mappe del tesoro.</p>
<p>E ti sembra di vedere meno, e dai la colpa alla stanchezza o alla nebbia, oppure alle lacrime e agli occhiali appannati dal freddo, e quasi diresti che il tuo corpo sta cercando di supplire a questa mancanza alzando il volume degli altri sensi, e tu la senti la fatica che fanno le tue ossa a tenerti in piedi, tu li senti i muscoli delle tue gambe che implorano un'ora di sonno aggiuntiva, e la tua forza di volontà che dice no, non ancora, e ci sono momenti in cui vorresti davvero spegnere questo sovrapporsi, compenetrarsi, accavallarsi di voci che si raggomitola nervosamente dentro di te, in cui vorresti davvero portarti l'indice alle labbra e chiedere, per favore, cinque minuti di silenzio.</p>
<p>Niente da fare, sei un susseguirsi di spasimi, un'incontenibile esplosione di rabbia addossata alle piastrelle bianche del bagno, un cronico stillicidio di lacrime che corrode le guance, l'improvvisa deflagrazione di una risata che scaglia in ogni direzione le schegge del precedente grigiore, sei un irrequieto garbuglio di speranze intrappolate dentro una gabbia di dubbi inespressi, sei la determinazione e l'ostinazione con cui l'amore controbatte tutte le limitazioni geografiche o temporali, sei la forza di gravità che ti tiene ancorata al suolo, e il frastuono assordante che fa la tua mancanza di umiltà quando ti apre una voragine sotto i piedi.</p>
<p>Ma tu, tu che hai cominciato a correre ancora prima di venire al mondo, tu che non sai arrenderti neanche di fronte all'evidenza, tu che hai dei sogni enormi che nascono quasi sempre prematuri e malformati e in debito di ossigeno, dei sogni che ti paiono sproporzionati per la tua piccola, minuscola, microscopica persona, tu che questi sogni li avvolgi in una coperta e li tieni al caldo, al sicuro, e poi li prendi per mano fino a che non sanno camminare da soli, fino a che, ancora più grandi e ingombranti, non entrano nella testa di un'altra persona, e cominciano poi a camminare con le sue gambe, e tu cominci un pochino a vivere agganciata al battito del suo cuore. Tu, tu non fermarti.</p>
<p>Cammina, e camminare è una delle poche cose che senti di saper fare bene: andare avanti, sempre e inevitabilmente avanti, a testa alta, a capo chino, a passo lento oppure di corsa. E magari fermarti un attimo, ma giusto il tempo necessario a reclinare la testa all'indietro, chiudere gli occhi e aprire la bocca, aspettando il bacio timido dei fiocchi bianchi di questa nevicata improvvisa, che ti riporterà indietro nel tempo a quando eri una bambina, e avevi tutto il tempo e il diritto di immaginare futuri improbabili dentro i quali sentirti a tuo agio.</p>
<p>Non fermarti, Chiara, non fermarti.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[i know someday you'll have a beautiful life]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=558</link>
<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 23:07:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
<guid>http://strepitupido.wordpress.com/?p=558</guid>
<description><![CDATA[[♫]
Come nasca un&#8217;amicizia, io davvero non lo so capire. Ti ci trovi dentro, alle amicizie, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>[<a href="http://www.youtube.com/watch?v=CoG897LvAAI&#38;feature=related" target="_blank">♫</a>]</p>
<p>Come nasca un'amicizia, io davvero non lo so capire. Ti ci trovi dentro, alle amicizie, non è che devi fare qualcosa di speciale, premere l'interruttore o girare la chiave o sparare un colpo in aria. Un bel giorno sei felice o sei triste oppure ti viene l'idea di organizzare un brunch o di ordinare thai, e ce l'hai già in testa, quel nome da chiamare, e non è che puoi spiegarne il perché, ma, diamine, è proprio necessario trovare una spiegazione per tutto? Io che quando mi alzo alle sette e trenta del mattino, alle otto mi son già successe tante di quelle cose che non so spiegare, che se dovessi stare a giustificarle tutte impazzirei nel giro di quattro secondi. Io che con le amicizie non sono mai stata brava. No, sul serio, devo avere un qualche difetto di fabbricazione, magari sono nata fallata; a volte mi sembra che le persone che ho attorno si rifiutino di vedere tutto quello che sono. Oddio, non è che ci sia poi tutta questa roba da vedere, era solo per dire che mi sento un pochino mutilata, alle volte, quasi come se mi avessero amputato, non so, un piede e poi stessero lì a guardarmi, meravigliandosi del fatto che io non stia improvvisando un balletto. E io in realtà ci provo anche, eh, ad azzardare qualche passo di danza, ma poi perdo l'equilibrio e faccio la figura dell'idiota. Cosa che mi riesce sempre e comunque divinamente, just for the record.</p>
<p>Però adesso io ti guardo e mi vedo riflessa, dentro di te, e non mi era mai capitato prima, e vorrei davvero essermi accorta dell'istante in cui uno dei due ha realizzato che ci assomigliamo così tanto, dell'istante in cui il tuo nome è diventato uno di quelli da chiamare senza dover dare spiegazioni a nessuno, ma ho guardato nelle mie tasche e non ce l'ho, questo istante, devo averlo perso, o forse non l'ho notato, mentre passava. E così eccoti qui, un'altra amicizia che non saprei dire quando è stata <em>innescata</em>, o da chi, ma ancora oggi se ripenso a come sei inciampato nella mia vita, quel giorno, mi viene da ridere. Santo cielo, <em>i gatti di polvere</em>. I gatti di polvere. E dire che, disgraziata!, non so nemmeno quand'è il tuo compleanno. Non so cosa mi rassicuri sul fatto che non sparirai, anche tu, come altri amici che un giorno ci sono e quello dopo ti accorgi che qualcosa non è più quel che era, quello a cui ti eri abituata, e non sapresti dire in quale momento esatto han messo un piede fuori dalla tua esistenza, e addirittura alcune volte realizzi che non ci sono più quando si son già chiusi la porta alle spalle. E non è che puoi fare molto, lo sai che le cose vanno e vengono, e comunque difficilmente tornano.</p>
<p>Forse le tue mail a cuore aperto, a interrompere la notte, forse invece è la fiducia, come l'hai chiamata tu, e chissenefrega se non è razionale, o se l'intensità è diversa, nelle due direzioni.</p>
<p>Però insomma, io questa risposta te la dovevo, e in realtà mi sa che non ti ho ancora detto la cosa principale, che poi sarebbe un banale <em>grazie</em>, ma che viene dal mio piccolo cuoricino stropicciato che ogni tanto s'ingolfa e che di solito cigola pure parecchio, però poi tu lo sai che quando si mette d'impegno ci dà dentro come un forsennato, quel <em>bischero</em>.</p>
<p>E comunque, sì, avevi ragione tu: non era equo, lo scambio.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[and i'll forget every moment that went by]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=557</link>
<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 22:22:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[and left me so half-hearted
cuz i felt it so half-assed
[Ani Difranco, half-assed]
È quel senso di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>and left me so half-hearted<br />
cuz i felt it so half-assed</em><br />
[Ani Difranco, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Xn2_Wfe8Igk"><em>half-assed</em></a>]</p>
<p>È quel senso di vertigine che ti prende quando, a metà di una salita piuttosto ripida, ti volti indietro e vedi che il mondo, piccolo e lontano, non ti fa più nessun effetto. Sei ancora ben lontana dalla cima, e lo sai, e la stanchezza ti piega le ginocchia, e quando chiudi gli occhi ti chiedi se non sia il caso di rimanere ferma lì ancora per qualche minuto, ancora per mezzora, ancora per tutto il resto della tua vita.</p>
<p>Ho una direzione da seguire. Sono, per la prima volta, dove voglio essere. </p>
<p>Di sfuggita, mi accorgo di essere diventata, di essere stata, di non essere già più molte donne che per anni ho creduto di voler essere, che per anni, o forse solo per qualche giorno, mi hanno vissuto addosso. Scivolate via, finite chissà dove.</p>
<p>A nessuno ho chiesto il permesso per scegliere <em>questa</em> direzione. Soprattutto, non l'ho chiesto a chi una propria strada non l'ha mai cercata, a chi ha semplicemente continuato a percorrere quella che si è trovato sotto i piedi.</p>
<p>E oggi ho riso come non facevo da tanto, tanto tempo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[what country shall i say is calling, from across the world?]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=556</link>
<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 23:47:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[soundtrack
È che lei è sempre la stessa, quella che se anche ha i capelli un po&#8217; più lunghi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=MrhQoqjDEps&#38;feature=related" target="_blank">soundtrack</a></p>
<p>È che lei è sempre la stessa, quella che se anche ha i capelli un po' più lunghi, oppure più corti, e che se anche è più magra, se anche è più stanca, se anche è di poco più decisa o di molto più insicura, è ancora la stessa che la mattina non vorrebbe mai alzarsi dal letto, e che si sveglia la domenica con ancora il trucco della sera prima sul viso, e che comunque preferisce non truccarsi affatto, è quella che quando esce con i jeans tutte le altre donne hanno la gonna e i tacchi, e che quando azzarda la gonna e i tacchi, ecco che tutte le altre sono in jeans e con le scarpe da ginnastica, è quella che quando piove le si bagnano gli occhiali, le si appannano gli occhiali, quella che quando porta le lenti a contatto di solito le entra il fatidico bruscolino nell'occhio, e anche se è più adulta, anche se si sente più autonoma, è sempre di più quella che non sa avvicinarsi al proprio futuro, che lo sposta man mano che procede, e che gli toglie via via ogni limite geografico, quella che soffre quando non riesce a rianimare conversazioni dall'elettrocardiogramma piatto, quella che parla a voce bassa e che a volte nessuno la sente, quella che quando fa una battuta nove volte su dieci è fuori luogo, è quella che si ustiona regolarmente la lingua, quando cerca di capire se il cibo è cotto, quella che per preparare la stessa torta, l'unica che sa fare, deve seguire la ricetta punto per punto, e anche se ha recintato dall'interno alcune porzioni di se stessa col filo spinato, anche se non ha bisogno di defibrillatori per far ripartire il suo apparato cardio-sentimentale quando s'ingolfa, anche se ha imparato a sbattere la porta in faccia alle persone, è quella che lo fa ancora e solo con chi da tempo le ha girato le spalle, quella che ancora si chiede se sia possibile individuare tra i propri sentimenti quelli giusti e quelli sbagliati, che ancora si chiede se abbia un qualche senso farlo, ed è ancora quella capace di abbandonare qualsiasi cosa stesse facendo per mettersi a scrivere, per mettersi a piangere, e anche se alle volte vorrebbe un qualche punto di riferimento in più, anche se ha capito di avere più assi nella manica di quanti non avrebbe mai pensato, anche se ha una mezza idea di come giocarsene qualcuno, e anche se ora non sa fare programmi che arrivino a coprire il giorno successivo, è sempre quella che sogna terre straniere, che se potesse allargherebbe la sua mente a dismisura, pur di farle contenere il mondo, che metterebbe quattro cose in valigia e prenderebbe il primo aereo verso qualsiasi destinazione, ed è ancora quella che deve vivere ogni cosa sulla propria pelle, prima di capirne il significato, e anche se ha smesso di aspettarsi qualcosa dagli altri, anche se ha imparato che le emozioni non vanno mai sottovalutate, e anche se ha incrementato consapevolmente la sua dose di egoismo o se semplicemente ha iniziato a vederla moltiplicata rispetto a quella che è realmente, è sempre quella che porta le ferite più grandi, quando alla fine si fanno i conti, ed è sempre quella che assiste impassibile allo sgretolamento della sua autostima, quella che si guarda allo specchio e non si piace, quella che confronta se stessa con le altre donne e non riesce a vincere una sola volta, è sempre quella che cerca con tutte le proprie forze di tirare fuori il meglio da se stessa e da ogni altra cosa, ed è sempre quella impegnata in lunghi e complessi processi di pace con persone che ce l'hanno con lei senza saperle spiegare perché, o forse senza una ragione precisa, quella che in una giornata come quella di oggi, con l'aria fresca che le pare di sentirla entrare e uscire dai polmoni, col sole che non pare nemmeno febbraio, vorrebbe lasciare a terra la giacca e la sciarpa e la borsa e mettersi a correre, e a ridere, e a correre, fino a che le basta il fiato.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[e conviene si spostino per forza, di pioggia essendo piene]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=548</link>
<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 20:32:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Paiono piene, pesanti di luce. Come donne imbellite da una gravidanza a lungo cercata.
Al confine co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Paiono piene, <em>pesanti</em> di luce. Come donne imbellite da una gravidanza a lungo cercata.</p>
<p>Al confine col sereno, là in fondo, le nuvole inspirano i raggi del sole e poi si tappano il naso; ho l'impressione che la loro apnea finirà con l'esplodere di un temporale. </p>
<p>Non pioverà, invece, e per il resto della giornata la luce resterà sussurrata oltre il grigio cupo.</p>
<p>[<a href="http://www.filosofico.net/aristofanenuvole42.htm">titolo</a>]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[all telescopes are mirrors all microscopes are mirrors]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=546</link>
<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 19:33:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
<guid>http://strepitupido.wordpress.com/?p=546</guid>
<description><![CDATA[Le nuvole sembrano polvere gesso strisciata via con le dita sull&#8217;azzurro senza termini di para]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le nuvole sembrano polvere gesso strisciata via con le dita sull'azzurro senza termini di paragone che è il cielo di Copenhagen, che pare saper contenere qualsiasi sogno, per quanto immenso e proteso verso l'alto possa essere.</p>
<p>Dal finestrino dell'Øresundtog, verso Humlebæk e il <a href="http://louisiana40.siteman.net/default.asp?contentsection=contentsection.dk&#38;zcs=">Louisiana Museum for Moderne Kunst</a> (museo Louisiana di arte moderna), ho visto la realtà sciogliersi piano nella fiaba; le piccole case rosse gialle blu, i riflessi sui canali, i campi così ostinatamente verdi e il mare, tranquillo e sterminato. </p>
<p>E ho sentito l'assurdo bisogno di piangere.</p>
<p>Ho sorriso, invece, nel rendermi conto di quanta forza disponga questa terra nel divenire, essa stessa, primavera, nel farsi calore e possibilità.</p>
<p><a href='http://strepitupido.wordpress.com/files/2008/02/eclipse.jpg' title='eclipse'><img src='http://strepitupido.wordpress.com/files/2008/02/eclipse.jpg' alt='eclipse' /></a></p>
<p>Credo di aver ucciso, una buona volta, l'adolescente che marcava qualsiasi diario scolastico le capitasse per le mani con un <a href="http://www.azlyrics.com/lyrics/radiohead/letdown.html"><em>one day i'm going to grow wings</em></a> piuttosto arrabbiato, affamato e assetato.<br />
No, <a href="http://strepitupido.wordpress.com/2007/12/13/immagina-un-soffio-di-vento/">davvero</a> ora non saprei che farmene delle ali:</p>
<p>con i piedi con le mani con le unghie con i denti con il coraggio con la passione con la tenacia con il sentimento posso arrivare <strong>dove voglio</strong>.<br />
E non è certo il tempo che mi manca.</p>
<p><em>All telescopes are mirrors all microscopes are mirrors</em>, recita un'opera di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Keith_Tyson">Keith Tyson</a>. Nulla di più esatto: specchiamo noi stessi nell'inesorabilmente piccolo, eppure l'infinito ci assomiglia.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[the heart asks pleasure first]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/?p=525</link>
<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 20:45:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
<guid>http://strepitupido.wordpress.com/?p=525</guid>
<description><![CDATA[soundtrack

Poi, il cielo s&#8217;è strappato ed è uscito l&#8217;azzuro, ed è esplosa la luce. U]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0dPS-EHl-FE&#38;feature=related" target="_blank">soundtrack</a></p>
<p><a href='http://strepitupido.wordpress.com/files/2008/01/clouds.jpg' title='clouds.jpg'><img src='http://strepitupido.wordpress.com/files/2008/01/clouds.jpg' alt='clouds.jpg' /></a></p>
<p>Poi, il cielo s'è strappato ed è uscito l'azzuro, ed è esplosa la luce. Un battito di ciglia soltanto, e dopo era di nuovo tutto illuminato, come se il grigio buio spento claustrofobico non fosse mai esistito. Ossigeno, finalmente, quel cielo che amo e che si lascia respirare, quelle nuvole che sanno di sereno e il vento, nostro e quotidiano, e i capelli schiaffeggiati sul viso, e gli occhi chiusi, occhi che piangono, occhi che risplendono.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[e pensare che c'era il pensiero]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/2008/01/21/e-pensare-che-cera-il-pensiero/</link>
<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 10:37:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
<guid>http://strepitupido.wordpress.com/2008/01/21/e-pensare-che-cera-il-pensiero/</guid>
<description><![CDATA[Fatico a raccogliere il filo, a non lasciarmi travolgere dalla libertà che si è presa la vita nel ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Fatico a raccogliere il filo, a non lasciarmi travolgere dalla libertà che si è presa la vita nel <em>succedermi</em> attorno, ultimamente.<br />
Parlo poco, penso forse anche troppo, ogni tanto ricordo e nel farlo trattengo a stento una lacrima. Vorrei allungare a dismisura le mie braccia e abbracciare persone alle quali purtroppo non sono vicina, adesso.</p>
<p>Ho bisogno di distrarmi, di agitare continuamente il mio pensiero prima che torni a posarsi là dove è bene che non sieda.<br />
Ringrazio, quindi, Catrionapotts, che dall'alto del suo <a href="http://secondopiano.altervista.org/">secondo piano</a>, mi ha nominata per il <em>Thinking Blogger Award</em>, cosa della quale, manco a dirlo, ignoravo l'esistenza. E stavo bene lo stesso, intendiamoci.<br />
Tuttavia, è un'ottima scusa, questa, per ingoiare il silenzio che, da qualche giorno, frammenta i miei pensieri e abbassa la mia voce.</p>
<p>Arrivare a cinque è piuttosto difficile perché, e non me ne vogliate, sono poche le persone che riescono a farmi <em>pensare</em>, con le loro parole (del resto, ancora non mi capacito del fatto che qualcuno abbia potuto fare il mio nome). Mi fermo a quattro, quindi; sorrido nel rendermi conto che, molto probabilmente, <em>non</em> farò loro cosa gradita, nel coinvolgerli.</p>
<ul>
 <a href="http://akatalepsia.blogspot.com/">akatalepsia</a>;<br />
 <a href="http://www.blogsquonk.it/">squonk</a>;<br />
 <a href="http://thebelljar.typepad.com/blog/">the bell jar</a>;<br />
 <a href="http://leonardo.blogspot.com/">Leonardo</a>.
</ul>
<p>Al di là dei meme vari ed eventuali, date loro un'occhiata, se già non l'avete fatto, perché ne vale davvero la pena.</p>
<p>***<br />
PS<br />
Dall'alto comandano di riportare le regole: here you are, then.</p>
<blockquote><p>Se sei stato nominato:<br />
1. nomina (con relativo link) i cinque blog che ti “fanno pensare”;<br />
2. inserisci nel post un link al <a href="http://secondopiano.altervista.org/?p=239">blogger che ti ha citato</a> e uno al <a href="http://www.thethinkingblog.com/2007/02/thinking-blogger-awards_11.html">post che ha originato il meme</a>.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[and everything seems to have gone terribly wrong that can]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/2008/01/18/and-everything-seems-to-have-gone-terribly-wrong-that-can/</link>
<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 19:29:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
<guid>http://strepitupido.wordpress.com/2008/01/18/and-everything-seems-to-have-gone-terribly-wrong-that-can/</guid>
<description><![CDATA[but one breath at a time is an acceptable plan
she tells herself
[Ani DiFranco, Tamburitza lingua]
S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>but one breath at a time is an acceptable plan<br />
she tells herself</em></p>
<p>[Ani DiFranco, <em>Tamburitza lingua</em>]</p>
<p>Sarei <em>inutile</em>, anche se fossi vicina.<br />
Ti cadono in testa, le brutte notizie, e a scansarti proprio non fai in tempo.<br />
<br><br />
&#160;<br />
<br><br />
Inspirare, e andare avanti.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[commencing countdown, engines on]]></title>
<link>http://strepitupido.wordpress.com/2008/01/12/commencing-countdown-engines-on/</link>
<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 19:17:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnniKa</dc:creator>
<guid>http://strepitupido.wordpress.com/2008/01/12/commencing-countdown-engines-on/</guid>
<description><![CDATA[Viene fuori che ci sono al mondo persone molto più testarde della sottoscritta, il che non è affat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Viene fuori che ci sono al mondo persone molto più testarde della sottoscritta, il che non è affatto facile, che non mollano la presa, che continuano a parlare, consapevoli di parlare di niente e del fatto che io non sto prestando la minima attenzione alle loro parole.</p>
<p>Viene fuori che ci sono al mondo persone molto più testarde della sottoscritta, il che non è affatto facile, che ignorano volutamente i miei silenzi e, come niente fosse, continuano a rattoppare il principio di quell'imbarazzante vuoto che minaccia di crearsi ogni volta che una loro frase arriva al punto-e-a-capo, riempiendo la distanza che ci separa col resoconto della loro giornata, una battuta, il primo aneddoto di poca rilevanza che viene loro in mente.</p>
<p>Viene fuori che ci sono al mondo persone molto più testarde della sottoscritta, il che non è affatto facile, che non hanno la minima intenzione di lasciarmi abbandonata alle mie lacrime, e pur di non riattaccare continuano a parlare di niente, a parlare <em>al</em> niente, cercando anche di far sembrare la cosa in un qualche modo <em>interessante</em>.</p>
<p>Viene fuori che ci sono al mondo persone molto più testarde della sottoscritta, il che non è affatto facile, che senza nemmeno che io me ne accorga, riescono ad asciugarmi quelle lacrime, a farle evaporare sulla mia pelle durante la loro già breve esistenza, e a trasformare quel medicamentoso niente di cui stavano parlando, in una conversazione cui prendo parte con un certo gusto.</p>
<p>Viene fuori che ci sono al mondo persone molto più testarde della sottoscritta, il che non è affatto facile, e per fortuna che ci sono. </p>
<p><em>ten, nine, eight, seven, six, five, four, three, two, one, liftoff</em></p>
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