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	<title>nunciaturas &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/nunciaturas/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "nunciaturas"</description>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 10:41:15 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Il Papa chiede ai futuri Nunzi di testimoniare Cristo con la vita]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=339</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 20:40:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel ricevere gli studenti della Pontificia Accademia Ecclesiastica

CITTA&#8217; DEL VATICANO, luned]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel ricevere gli studenti della Pontificia Accademia Ecclesiastica</strong></p>
<div id="article">
<p>CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 9 giugno 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha chiesto questo lunedì ai sacerdoti che si preparano a entrare nel servizio diplomatico della Santa Sede di coltivare l'amicizia con Cristo per arrivare ad essere pastori secondo il suo cuore.</p>
<p>Il Pontefice si è rivolto a 28 presbiteri di 15 Paesi diversi che si stanno formando nella Pontificia Accademia Ecclesiastica per esercitare il loro ministero presso le Nunziature Apostoliche o la Segreteria di Stato, o in rappresentanze papali presso organismi internazionali.</p>
<p>“Vostro compito sarà proprio quello di proclamare con il vostro modo di vivere, ancor prima che con le vostre parole, l'annuncio gioioso e consolante del Vangelo dell'amore in ambienti talora molto lontani dall'esperienza cristiana”, ha spiegato il Santo Padre.</p>
<p>I Nunzi Apostolici sono i rappresentanti del Papa nei vari Paesi che mantengono relazioni con la Santa Sede, sia presso il governo civile che presso le comunità cattoliche.</p>
<p>Il Papa ha descritto così il loro futuro di Nunzi o collaboratori dei Nunzi: “Nel vostro quotidiano lavoro verrete a contatto con realtà ecclesiali da comprendere e sostenere; vivrete spesso lontano dalla vostra terra di origine in Paesi che imparerete a conoscere e ad amare”.</p>
<p>“Dovrete accostare il mondo della diplomazia bilaterale e multilaterale – ha aggiunto –, ed essere pronti ad offrire non solo l'apporto della vostra esperienza diplomatica, ma anche, e soprattutto, la vostra testimonianza sacerdotale”.</p>
<p>“Per questo, oltre la necessaria e doverosa preparazione giuridica, teologica e diplomatica, quel che più conta è che improntiate la vostra vita e la vostra attività ad un amore fedele a Cristo e alla Chiesa, che susciti in voi una accogliente premura pastorale verso tutti”, ha riconosciuto.</p>
<p>Per tale motivo, ha chiesto loro di sforzarsi di “essere Pastori secondo il cuore di Cristo, che intrattengono con Lui un quotidiano ed intimo colloquio”.</p>
<p>“E' l'unità con Gesù il segreto dell'autentico successo del ministero di ogni sacerdote – ha confessato Benedetto XVI –. Qualsiasi lavoro svolgerete nella Chiesa, preoccupatevi di essere sempre veri suoi amici, amici fedeli che lo hanno incontrato e hanno imparato ad amarlo al di sopra di ogni altra cosa. La comunione con Lui, il divin Maestro delle nostre anime, vi assicurerà la serenità e la pace anche nei momenti più complessi e difficili”.</p>
<p>In base al Diritto Canonico (n. 364), “il compito principale del Legato pontificio è quello di rendere sempre più saldi ed efficaci i vincoli di unità che intercorrono tra la Sede Apostolica e le Chiese particolari”.</p>
<p>Tra gli altri incarichi, deve assistere il Papa nel processo richiesto dalla nomina dei Vescovi, presentando alla Sede Apostolica i nomi dei candidati.</p>
<p>Nel suo rapporto con gli Stati (n. 365), gli spetta l'ufficio peculiare di “promuovere e sostenere le relazioni fra la Sede Apostolica e le Autorità dello Stato”.</p>
<p>Il Nunzio deve “affrontare le questioni che riguardano i rapporti fra Chiesa e Stato; trattare in modo particolare la stipulazione e l'attuazione dei concordati e delle altre convenzioni similari”.</p></div>
<p class="path">© ZENIT.org</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vaticano: Delusione per i risultati del Vertice FAO]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=331</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 20:55:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
<guid>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=331</guid>
<description><![CDATA[CITTA’ DEL VATICANO – Venerdì, 6 giugno 2008 (Vatican Diplomacy). Pubblichiamo in anteprima gli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">CITTA’ DEL VATICANO – Venerdì, 6 giugno 2008 (Vatican Diplomacy). Pubblichiamo in anteprima gli articoli che appariranno sull’Osservatore Romano di domani 7 giugno:</p>
<p align="center">* * *</p>
<p align="left"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/2/27/LOsservatore_Romano_Masthead.png/300px-LOsservatore_Romano_Masthead.png" alt="" width="300" height="43" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong><em>I risultati del vertice della Fao</em></strong></em></p>
<h2 style="text-align:center;"><strong>Tante parole<br />
Nessuna soluzione</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-332" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/06/fao-ossrom.jpg" alt="" width="450" height="584" /><strong></strong></h2>
<p><em></em></p>
<p>Alla fine hanno prevalso le divisioni e gli interessi particolari. Sono state spese molte parole, ma - dopo tre giorni di lavori - nessuna vera soluzione è stata proposta dal vertice internazionale della Fao sulla sicurezza alimentare. Ottocento milioni di persone nel mondo ancora attendono una risposta alla tragedia della fame. In silenzio.</p>
<p>Nella dichiarazione finale, approvata dal comitato plenario, temi chiave quali la regolamentazione dei prezzi sul mercato agricolo internazionale, l'uso delle bioenergie, la speculazione sui costi dei generi alimentari, le misure per un coinvolgimento diretto dei piccoli agricoltori e della società civile, non sono stati nemmeno toccati o sono stati trattati solo superficialmente. Molti osservatori rilevano che è mancata una seria volontà politica di cambiare le cose, il coraggio di assumersi impegni forti. In tanti hanno già sollevato domande circa la vera utilità della stessa Fao, o quantomeno la necessità di una sua profonda riforma.</p>
<p>Nel discorso di apertura del vertice il direttore generale, Jacques Diouf, aveva informato che per fermare la crisi sarebbero serviti trenta miliardi di dollari l'anno. Due giorni dopo ha annunciato che sono stati raccolti poco più di otto miliardi di dollari e ha elencato tante promesse di donazioni. Una cifra inattesa per la sua modestia - si è giustificato Diouf - considerando però che il vertice di Roma non è stata una conferenza di donatori. Tutto sommato i risultati del vertice sono stati soddisfacenti, ha detto Diouf, senza tuttavia specificare l'uso della somma raccolta.</p>
<p>Ma, secondo alcuni, la realtà è ben diversa. Nella dichiarazione finale ci si è limitati a esortare i Governi e le organizzazioni internazionali "a cogliere a pieno un quadro di politica di sostegno ai poveri nelle zone rurali, sub-urbane e urbane e per i mezzi di sostegno nei Paesi in via di sviluppo e per aumentare gli investimenti in agricoltura". Parole queste che sono state interpretate come impegni generici, quasi giochi semantici che alla fine lasciano ai singoli Governi la libertà di decidere le misure da adottare.</p>
<p>Stessa conclusione su terreni ben più decisivi. Anzitutto le bioenergie, definite "sfide e opportunità" e in merito alle quali la dichiarazione finale auspica la realizzazione di studi approfonditi per garantirne l'ecocompatibilità. Nessun accenno invece a misure politiche concrete che ne regolamentino la gestione - quali cereali usare per produrre energia e quali no - e la diffusione:  se debbano essere prodotti e usati solo localmente o possano essere esportati.</p>
<p>Altra domanda rimasta senza risposta è quella sulla liberalizzazione del commercio agricolo. A questo proposito la dichiarazione incoraggia a proseguire gli sforzi chiedendo la riduzione delle barriere commerciali e delle distorsioni politiche. Su questo punto si è levata la protesta dell'Argentina, che si è opposta alla riduzione dei dazi, rivendicando il diritto di stabilire liberamente il prezzo delle esportazioni dei suoi prodotti.</p>
<p>Il vertice ha dunque mancato molti dei suoi obiettivi. Eppure, una chiara indicazione sui modi per uscire dalla crisi era giunta dal messaggio di Benedetto XVI. Le riforme strutturali in esso auspicate per non arrendersi alla fame sembrano essere state le uniche soluzioni concrete proposte durante il summit.</p>
<p align="center">* * *</p>
<p style="text-align:center;"><em><strong><em>Il documento approvato per acclamazione ma con le espressioni di dissenso di alcune delegazioni </em></strong></em></p>
<h2 style="text-align:center;"><strong>I «se» e i «ma»<br />
della dichiarazione finale del vertice Fao </strong></h2>
<p><em></em></p>
<p>Roma, 6. Alla fine di una giornata segnata da continui rinvii sulla proclamazione del documento finale, si è concluso ieri, a Roma, il vertice internazionale della Fao sulla sicurezza alimentare. La dichiarazione finale è stata approvata per acclamazione, ma alcune delegazioni hanno chiesto che le loro espressioni di dissenso su specifici punti fossero messe agli atti dei lavori.</p>
<p>L'Unione europea ha chiesto la sospensione dei lavori. Lo ha annunciato il ministro dell'Agricoltura della Repubblica Domenicana che aveva riunito nella sala plenaria del palazzo Fao i delegati presenti. "Come sapete - ha detto - rispondendo ad un rappresentante che chiedeva se si potesse procedere alle votazioni del documento, le procedure Fao prevedono che, quando una parte chiede una sospensione, bisogna ottemperare".</p>
<p>Nella dichiarazione finale, i delegati hanno definito "essenziale procedere lungo due linee principali". La prima è "rispondere urgentemente alle richieste di assistenza da parte dei Paesi colpiti". A tal fine, le agenzie delle Nazioni Unite coinvolte dovrebbero garantire di espandere le risorse per migliorare l'assistenza alimentare, mentre le organizzazioni regionali dovrebbero rafforzare la loro cooperazione per fare fronte in modo efficace all'aumento dei prezzi alimentari.</p>
<p>La seconda linea d'azione riguarda l'immediato sostegno per la produzione agricola e il commercio. In quest'ambito si incoraggia l'iniziativa della Fao, lanciata il 17 dicembre 2007, per misure rivolte agli agricoltori a basso reddito alimentare, attraverso la fornitura di fertilizzanti, mangimi per animali e altri fattori di produzione, così come l'assistenza tecnica, al fine di aumentare la produzione agricola.</p>
<p>Tra le misure considerate necessarie, il documento cita altresì la revisione del debito internazionale dei Paesi in stato di necessità e la semplificazione da parte degli istituti finanziari internazionali delle procedure di ammissibilità degli attuali meccanismi finanziari per sostenere l'agricoltura e l'ambiente.</p>
<p>Le misure suggerite dal documento prevedono che le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni regionali, come l'Asean, garantiscano l'espansione delle risorse per migliorare la loro assistenza alimentare e per sostenere le "reti di sicurezza" per fame e malnutrizione. Sulla questione degli organismi geneticamente modificati (ogm) il documento non si pronuncia, non potendo entrare nelle politiche nazionali.</p>
<p>Quanto al tema più scottante, quello delle politiche di limitazione e di dazi sulle importazioni applicate da alcuni Paesi in chiave protezionistica e che hanno pesato negli ultimi mesi sull'impennata dei prezzi, il documento si limita a invitare "a prendere iniziative per moderare le fluttuazioni dei prezzi". Sui biocarburanti è stato lo stesso direttore generale della Fao Jacques Diouf - che pure ha parlato di "risultati all'altezza delle aspettative" del vertice - ad ammettere che l'accordo è stato raggiunto solo sul "minimo comune denominatore".</p>
<p>Nel documento non c'è traccia né riferimenti alla convenzione quadro sul clima alla quale hanno aderito gran parte degli Stati membri, come ha fatto notare il delegato venezuelano. Anche la delegazione cubana ha sottolineato tale punto, denunciando la mancata denuncia dell'effetto sui cambianmenti climatici "degli insostenibili standard di produzione e di consumo del nord".</p>
<p>Particolarmente critiche, come era nelle previsioni, sono state infatti le delegazioni sudamericane. Argentina, Venezuela e Cuba hanno dato il via libera con riserva al testo del documento finale del vertice, ma hanno espresso forti critiche e contestato l'analisi, le misure e l'effettività degli impegni presi. La delegazione argentina si è opposta, tra l'altro, a ogni implicito avallo delle limitazioni sulle esportazioni agricole. Anche la delegazione cubana, come altre, ha lamentato che nel documento non si faccia riferimento a "l'impatto dei sussidi agricoli e del controllo monopolista della distribuzione degli alimenti nella rovina di molti agricoltori del sud". Sempre la dichiarazione cubana ha denunciato la "sinistra strategia di convertire il grano e i cereali in conbustibili" e le "conseguenze della speculazione finanziaria nell'aumento dei prezzi dei generi alimentari".</p>
<p>Anche il Venezuela ha lamentato la mancanza di un impegno strutturale per vincere il "nemico fame". Argentina, Cuba e Venezuela hanno chiesto che le loro dichiarazioni di dissenso sull'intero documento approvato dall'assemblea fossero allegate alle conclusioni dei lavori, mentre la delegazione dell'Ecuador ha accettato il documento sottolineando però che il suo, come quello di molti altri Paesi, non è un silenzio-assenso.</p>
<p>Più amare sono state le dichiarazioni delle delegazioni dei Paesi dell'Africa, il continente più colpito dalla tragedia della fame. In particolare, la delegata dello Zambia ha ricordato che "la fame non va ridotta ad un gioco semantico".</p>
<p>Su un punto, comunque, l'accordo è stato trovato:  quello cioè che la fame crea rivolte e instabilità. Il fatto nuovo è che lo fa sia nei Paesi poveri sia in quelli considerati sviluppati, come ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Proprio il richiamo dei disordini sociali ha convinto i capi di Stato e di Governo che bisogna agire subito e agire insieme con "azioni di lotta coordinate" nei Paesi in via di sviluppo e quelli in transizione.</p>
<p>In ogni caso, anche alcuni tra i Paesi più critici hanno sottolineato che il vertice ha avuto il merito di mettere in luce la gravità dei problemi. In questo senso, ad esempio, si è espresso il vicepresidente cubano José Ramón Machado Ventura, in un'intervista rilasciata al quotidiano "Granma" dopo aver essere stato ricevuto ieri in Vaticano dal cardinale Tarciso Bertone, segretario di Stato.</p>
<p>Nell'intervista, Machado Ventura ha fatto riferimento al messaggio di Benedetto XVI letto dal cardinale Bertone nella giornata inaugurale del vertice, martedì 3, messaggio nel quale il Papa sottolinea come fame e denutrizione siano inaccettabili in un mondo che dispone di livelli di produzione, risorse e conoscenze sufficienti per porre fine a questo dramma e alle sue conseguenze.</p>
<p>© Copyright L’Osservatore Romano - 7 giugno 2008</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Passi avanti della commissione bilaterale Santa Sede-Israele]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=309</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 13:19:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
<guid>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=309</guid>
<description><![CDATA[

Si è tenuta in Vaticano la Plenaria per l’attuazione dell’Accordo fondamentale del 1993

CITT]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.asianews.it/files/img/gerusalemme_-_monte_di_sion.jpg" alt="" width="450" height="316" /></p>
<p><strong><br />
Si è tenuta in Vaticano la Plenaria per l’attuazione dell’Accordo fondamentale del 1993</strong></p>
<div id="article">
<p align="justify">CITTA' DEL VATICANO - Giovedì, 29 maggio 2008 (ZENIT.org). Importanti passi avanti si sono registrati nella plenaria della Commissione bilaterale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele per l’attuazione dell’Accordo fondamentale, che si è conclusa il 28 maggio in Vaticano.</p>
<p align="justify">E' quanto si legge nel <a href="http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/22191.php?index=22191&#38;po_date=28.05.2008&#38;lang=it"><strong>comunicato congiunto</strong></a> rilasciato mercoledì nel quale, pur tacendo i contenuti dei colloqui, si afferma che “i lavori dell’incontro plenario della Commissione si sono svolti in un clima di grande cordialità e buona volontà”.</p>
<p align="justify">“Significativi progressi verso un comune traguardo sono stati raggiunti, sia in termini sostanziali che nell’attuazione di procedure volte a migliorare l’efficienza dei negoziati ancora in corso”, si legge ancora.</p>
<p align="justify">L'<strong><a href="http://www.mfa.gov.il/MFA/MFAArchive/1990_1999/1993/12/Fundamental%20Agreement%20-%20Israel-Holy%20See">Accordo fondamentale è stato firmato il 30 dicembre 1993</a></strong> ed enuncia i principi regolatori delle relazioni tra la Chiesa e lo Stato, la cui applicazione è stata rimandata a dopo la firma di una serie di accordi complementari – da negoziare in seguito – che mirano ad assicurare la libertà e i diritti della Chiesa in territorio israeliano.</p>
<p align="justify">Un Accordo giuridico di valore internazionale, firmato nel 1997, non è mai entrato in vigore in territorio israeliano, mentre l'Accordo economico – previsto dall'Accordo fondamentale – non ha ancora visto la luce.</p>
<p align="justify">L'Accordo economico dovrebbe toccare soprattutto tre argomenti: “le proprietà della Chiesa espropriate o sottoposte a servitù; i servizi che la Chiesa rende alla popolazione israeliana, sia essa di origine ebraica o palestinese; la riconferma delle storiche esenzioni fiscali, che la Chiesa già possedeva al momento della nascita dello Stato di Israele, e che le Nazioni Unite avevano deciso dovessero essere onorate dallo Stato ebraico”.</p>
<p align="justify">I negoziati hanno prodotto finora solo il menzionato accordo del 1997, ovvero il riconoscimento civile della personalità giuridica della Chiesa e degli enti ecclesiastici (“Legal Personality Agreement”), ratificato da Israele il 16 dicembre 1998, ma non ancora trasformato in legge statale.</p>
<p align="justify">La delegazione della Santa Sede era guidata dal Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Pietro Parolin, e ne facevano parte tra gli altri monsignor Antonio Maria Vegliò, Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali, e il Nunzio apostolico in Israele, monsignor Antonio Franco.</p>
<p align="justify">La delegazione israeliana era guidata dal Direttore generale del Ministero degli esteri Aaron Abramovich, accompagnato tra gli altri dall’Ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Mordechay Lewy, e dal capo del Comitato ebraico mondiale e dei rapporti interreligiosi del Ministero degli esteri, Shmuel Ben-Shmuel.</p>
<p align="justify">La Commissione ha stabilito di incontrarsi ancora nella prima metà di dicembre a Gerusalemme, a conferma che i lavori per portare avanti i negoziati avranno ormai scadenze semestrali.</p>
<p align="center">* * *</p>
<h2>Heiliger Stuhl und Israel: Diplomaten erzielen „bedeutende Fortschritte“</h2>
<p><strong>Vollversammlung der bilateralen Kommission gestern im Vatikan</strong></p>
<div id="article">
<p align="justify">ROM, 29. Mai 2008 (<a href="http://www.zenit.org/http//:www.zenit.org" target="_blank">ZENIT.org</a>).- Die Mitglieder der Ständigen bilateralen Kommission des Staates Israel und des Heiligen Stuhls, die gestern, Mittwoch, im Vatikan zusammenkamen, um die beidseitigen diplomatischen Beziehungen zu vertiefen und sich um eine Einigung hinsichtlich des Artikels 10 Absatz 2 des <strong><a href="http://www.mfa.gov.il/MFA/MFAArchive/1990_1999/1993/12/Fundamental%20Agreement%20-%20Israel-Holy%20See" target="_blank">Grundlagenvertrages</a></strong> vom 30. Dezember 1993 zu bemühen, haben nach einer heute veröffentlichten gemeinsamen Erklärung „bedeutende Fortschritte“ erzielt.</p>
<p align="justify">Die neunköpfige Delegation aus Israel wurde vom Generaldirektor des israelischen Außenministeriums, Aaron Abramovich, angeführt. Die Delegation des Heiligen Stuhls, die ebenfalls aus neun Personen besteht, leitete der Untersekretär für die Beziehungen mit den Staaten, Msgr. Pietro Parolin. Auch Erzbischof Antonio Maria Vegliò, Sekretär der Kongregation für die Ostkirchen, und Erzbischof Antonio Franco, Apostolischer Nuntius in Israel, gehören der gemeinsamen Kommission an.</p>
<p align="justify">Das Arbeitsklima sei „von großer Herzlichkeit und gutem Willen“ geprägt gewesen, heißt es in der <a href="http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/22191.php?index=22191&#38;po_date=28.05.2008&#38;lang=it"><strong>Erklärung</strong></a>. Mit Blick auf das gemeinsame Ziel habe man „einen bedeutenden Fortschritt“ erzielt, „sowohl inhaltlich als auch bezüglich der Konkretisierung von Maßnahmen zur Verbesserung der erwünschten Effektivität der laufenden Verhandlungen“.</p>
<p align="justify">Die nächste Begegnung der 18 Diplomaten ist für Dezember 2008 in Israel angesetzt worden. Bis dahin soll „auf Arbeitsebene“, das heißt in kleineren Arbeitsgruppen weiterverhandelt werden.</p>
<p align="justify">In Artikel 10 Absatz 2 des Grundlagenvertrages geht es um noch unklare, ungeregelte oder strittige Eigentumsfragen beziehungsweise wirtschaftliche und steuerliche Angelegenheiten der katholischen Kirche allgemein oder bestimmter katholischer Gemeinden oder Einrichtungen.</p>
<p align="center">* * *</p>
<h2>Israeli-Holy See Panel Concludes Another Round</h2>
<div id="article">
<p align="justify">VATICAN CITY, MAY 28, 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">Zenit.org</a>).- Members of the Bilateral Permanent Working Commission formed by representatives of the Holy See and Israel concluded a meeting with "cautious satisfaction," according to <a href="http://www.asianews.it/" target="_blank">AsiaNews</a>.</p>
<p align="justify">The meeting ended today with plans for the next round of talks to be held in Jerusalem in December, the news agency reported.</p>
<p align="justify">Meetings of the commission are focused on the "comprehensive agreement," mandated by the <strong><a href="http://www.mfa.gov.il/MFA/MFAArchive/1990_1999/1993/12/Fundamental%20Agreement%20-%20Israel-Holy%20See">Fundamental Agreement</a></strong>, which Israel and the Holy See signed in 1993. Despite this agreement, negotiations since 1999 have had little progress.</p>
<p align="justify">The issues being discussed include the security of the Church's religious properties in Israel and the confirmation of historical tax exemptions, which the Church had at the time of Israel's establishment and that the United Nations ruled Israel must uphold.</p>
<p align="justify">The recent round of negotiations, which began in May 2007, followed a five-year stall. Another meeting was held last December.</p>
<p align="center">* * *</p>
<h2>Pasos adelante en la Comisión Bilateral Santa Sede-Israel</h2>
<p><strong>Ha celebrado en el Vaticano su reunión plenaria</strong></p>
<div id="article">
<p align="justify">CIUDAD DEL VATICANO, jueves, 29 mayo 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a>).- Con "logros importantes" se ha celebrado el miércoles, en el Vaticano, la sesión plenaria de la Comisión de Trabajo Bilateral Permanente entre la Santa Sede y el Estado de Israel.</p>
<p align="justify">Un <a href="http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/22191.php?index=22191&#38;po_date=28.05.2008&#38;lang=it"><strong>comunicado conjunto</strong></a> de ambas instancias -difundido desde la Sala de Prensa de la Santa Sede- da cuenta de la celebración de esta reunión "para proseguir las negociaciones relativas al artículo 10, párrafo 2 del <a href="http://www.mfa.gov.il/MFA/MFAArchive/1990_1999/1993/12/Fundamental%20Agreement%20-%20Israel-Holy%20See"><strong>Acuerdo Fundamental entre la Santa Sede y el Estado de Israel</strong></a> (30 de diciembre de 1993)".</p>
<p align="justify">La delegación de la Santa Sede estuvo presidida por monseñor Pietro Parolin, subsecretario para las Relaciones con los Estados, y la del Estado de Israel por Aaron Abramovich, director general del Ministerio de Exteriores israelí.</p>
<p align="justify">"El trabajo de esta sesión plenaria se desarrolló en un clima de gran cordialidad y buena voluntad, y realizó logros importantes en vista del objetivo común, tanto en términos sustantivos como en la intención de poner en práctica medidas para implementar la eficacia de las negociaciones en curso", explica el comunicado conjunto.</p>
<p align="justify">Publicado igualmente por la Embajada de Israel ante la Santa Sede, el comunicado se ha difundido con el título: "‘Progresos significativos' en las conversaciones de cuestiones de financiación".</p>
<p align="justify">La actividad de esta comisión se venía centrando en la negociación respecto a las propiedades eclesiásticas en Tierra Santa y a cuestiones fiscales. Las reuniones ya están teniendo periodicidad semestral.</p>
<p align="justify">La próxima cita plenaria tendrá lugar en Israel, en la primera quincena de diciembre. Mientras tanto, la comisión continuará con su actividad a nivel de trabajo ordinario. [M.L.]</p>
<p align="center">* * *</p>
<h2>Progrès significatifs vers un accord entre le Saint-Siège et Israël</h2>
<p><strong>Réunion de la Commission entre Israël et le Saint-Siège à Rome le 28 mai</strong></p>
<div id="article">
<p>ROME, Vendredi 30 mai 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a>) - Les membres de la Commission bilatérale permanente de travail entre Israël et le Saint-Siège, qui s'est réunie au Vatican pour discuter de la mise en application de l'Accord fondamental, se sont quittés mercredi 28 mai sur des progrès significatifs.</p>
<p>Dans un <a href="http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/22191.php?index=22191&#38;po_date=28.05.2008&#38;lang=it"><strong>communiqué conjoint</strong></a> publié à l'issue de leur réunion, la commission, sans révéler la teneur de leurs entretiens, affirme que les travaux se sont déroulés dans « un climat de grande cordialité et de bonne volonté ».</p>
<p>« Des progrès significatifs ont été accomplis vers la conclusion d'un accord commun, tant sur le plan substantiel qu'au niveau des procédures à mettre en œuvre pour améliorer l'efficacité des négociations encore en cours », précise le communiqué.</p>
<p>L'<a href="http://www.mfa.gov.il/MFA/MFAArchive/1990_1999/1993/12/Fundamental%20Agreement%20-%20Israel-Holy%20See"><strong>Accord fondamental</strong></a>, signé par les deux Etats le 30 décembre 1993, énonce les principes qui doivent régir les relations entre les deux Etats. Mais son entrée en vigueur a été suspendue tant qu'une série d'accords complémentaires, visant à garantir la liberté et les droits de l'Eglise en territoire israélien, n'auront pas été négociés et signés.</p>
<p>L'Accord sur la personnalité juridique de droit international dont jouit le Saint-Siège a été signé en 1997 mais n'est jamais entré en vigueur sur le territoire israélien, tandis que l'Accord économique, prévu par l'Accord fondamental, n'a encore jamais vu le jour.</p>
<p>Cet accord économique porte essentiellement sur trois points : « les propriétés de l'Église expropriées ou soumise à des servitudes ; les services que l'Église rend à la population israélienne, qu'elle soit juive ou palestinienne ; la confirmation des exemptions fiscales dont l'Eglise bénéficiait déjà au moment de la naissance de l'Etat d'Israël et qui, selon une décision des Nations unies, devaient être honorées par l'Etat hébreu ».</p>
<p>La délégation du Saint-Siège était conduite par le sous-secrétaire pour les relations avec les Etats Mgr Pietro Parolin, entouré entre autres du secrétaire de la Congrégation pour les Eglises orientales, Mgr Antonio Maria Vegliò, et du nonce apostolique en Israël, Mgr Antonio Franco.</p>
<p>La délégation israélienne, conduite par le directeur général du Ministère des affaires étrangères Aaron Abramovich, réunissait quant à elle, entre autres, l'ambassadeur israélien près le Saint-Siège, Mordechay Lewy, et le directeur de la Division des affaires juives mondiales au Ministère des affaires étrangères, Shmuel Ben-Shmuel.</p>
<p>La Commission a convenu de se rencontrer à nouveau dans la première moitié du mois de décembre à Jérusalem, confirmant ainsi la cadence semestrielle établie pour faire avancer les négociations.</p>
<p align="center">* * *</p>
<h2>Progressos na Comissão Bilateral Santa Sé-Israel</h2>
<p><strong>Celebrou no Vaticano sua reunião plenária</strong></p>
<div id="article">
<p align="justify">CIDADE DO VATICANO, quinta-feira, 29 de maio de 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a>).- Com «conquistas importantes» se celebrou na quarta-feira, no Vaticano, a sessão plenária da Comissão de Trabalho Bilateral Permanente entre a Santa Sé e o Estado de Israel.</p>
<p align="justify">Um <a href="http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/22191.php?index=22191&#38;po_date=28.05.2008&#38;lang=it"><strong>comunicado conjunto</strong></a> de ambas instâncias - difundido pela Sala de Imprensa da Santa Sé - dá conta da celebração desta reunião «para prosseguir as negociações relativas ao artigo 10, parágrafo 2 do <a href="http://www.mfa.gov.il/MFA/MFAArchive/1990_1999/1993/12/Fundamental%20Agreement%20-%20Israel-Holy%20See"><strong>Acordo Fundamental entre a Santa Sé e o Estado de Israel</strong></a> (30 de dezembro de 1993)».</p>
<p align="justify">A delegação da Santa Sé esteve presidida por Dom Pietro Parolin, subsecretário para as Relações com os Estados, e a do Estado de Israel por Aaron Abramovich, diretor geral do Ministério de Exteriores israelense.</p>
<p align="justify">«O trabalho dessa sessão plenária se desenvolveu em um clima de grande cordialidade e boa vontade, e realizou conquistas importantes em vista do objetivo comum, tanto em termos substantivos como na intenção de pôr em prática medidas para implementar a eficácia das negociações em curso», explica o comunicado conjunto.</p>
<p align="justify">Publicado igualmente pela Embaixada de Israel ante a Santa Sé, o comunicado se difundiu com o título: «‘Progressos significativos’ nas conversas de questões de financiamento».</p>
<p align="justify">A atividade desta comissão se vinha centrando na negociação com relação às propriedades eclesiásticas na Terra Santa e a questões fiscais. As reuniões já estão tendo periodicidade semestral.</p>
<p align="justify">A próxima reunião plenária acontecerá em Israel, na primeira quinzena de dezembro. Enquanto isso, a comissão continuará com suas atividades habituais.</p>
</div>
<p class="path">© ZENIT.org</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Vaticano: Papa riceve Berlusconi, Ahmadinejad ma non la Kirchner]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=308</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 07:25:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA’ DEL VATICANO – Venerdì, 30 maggio 2008 (Vatican Diplomacy). Pubblichiamo la notizia appa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>CITTA’ DEL VATICANO – Venerdì, 30 maggio 2008 (Vatican Diplomacy). Pubblichiamo la notizia apparsa ieri sul quotidiano il velino in merito alle prossime udienze private del Santo Padre:</p>
<p align="center">
<p align="center">* * *</p>
<p><em><strong> </strong></em><br />
<img src="http://www.ilvelino.it/immagini/frame/logo.gif" alt="" width="240" height="46" /></p>
<div class="txt">
<div>
<p align="center">
<p>Città del Vaticano, 29 maggio (Velino) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarà ricevuto in udienza dal Papa venerdì 6 giugno prossimo. La notizia, circolata negli ultimi giorni, è stata confermata oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede. Il Cavaliere era già stato ricevuto da questo Papa ancora da presidente del Consiglio il 19 novembre 2005 (e da Giovanni Paolo II il 3 luglio 2001 e il 5 marzo 2003). In quell’occasione i avevano avuto uno scambio di opinioni sui problemi bilaterali fra Stato e Chiesa in Italia ed era stata riaffermata la comune volontà di collaborazione fra le parti, nel solco dei Patti Lateranensi. L’incontro è stato chiesto da Berlusconi subito dopo la vittoria delle elezioni, ed è stato ottenuto dopo “trattative” condotte dal gentiluomo di Sua Santità Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che è facile immaginare nel seguito del presidente. Non si hanno ulteriori dettagli per quanto riguarda le personalità che accompagneranno Berlusconi.</p>
</div>
<div><a name="news_id_556028"></a><br />
Quanto al Papa, nei giorni immediatamente precedenti all’udienza di Berlusconi, avrà modo di incontrare con ogni probabilità alcuni capi di stato che sono a Roma in occasione del vertice della Fao (3-5 giugno). Pare che già sette-otto di loro abbiano chiesto udienza privata a Benedetto XVI. Tra questi il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, quello brasiliano Luis Inacio Lula da Silva e il venezuelano Ugo Chavez. Incontri molto delicati, per definire i quali è al lavoro la diplomazia vaticana. Non è infatti ancora chiaro se si tratterà, come si era pensato in un primo momento, di un’udienza collettiva (che però non ha trovato il gradimento dei capi di stato), o – come pare sia l’orientamento – di diversi incontri privati. Pare anche che la Fao abbia avanzato richiesta per una visita del Papa nella sede del Congresso, ma al momento il programma prevede che sia il cardinale Tarcisio Bertone, nel giorno di apertura, a leggere un Messaggio di Benedetto XVI.</div>
<div><a name="news_id_556029"></a><br />
Un capitolo a parte è quello argentino: la presidente Cristina Fernandez de Kirchner parteciperà infatti al vertice della Fao, mentre non risulta abbia chiesto per un’udienza dal Papa. In questi giorni si tova invece a Roma una delegazione di vescovi argentini guidati dal cardinale Jorge Maria Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires. I presuli dovrebbero discutere col Papa della nomina dell’ambasciatore presso la Santa Sede, in sospeso da mesi. Il governo argentino aveva nominato Alberto Iribarne, il cui pedigree però non sarebbe proprio regolare, visto che è divorziato e risposato. La Kirchner non sembra comunque voler cedere in alcun modo su questa nomina almeno in assenza di un rifiuto ufficiale della figura di Iribarne, anche se la prospettiva fosse quella di lasciare vacante a tempo indeterminato il posto di capo delegazione. La mancata richiesta di udienza potrebbe dunque inserirsi in questa linea.</div>
</div>
<p>(Marinella Bandini)</p>
<p>© il Velino.it del 29 maggio 2008.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervento della Santa Sede alla conferenza diplomatica di Dublino sulle bombe a grappolo]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=306</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 07:48:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA’ DEL VATICANO – Giovedì, 29 maggio 2008 (Vatican Diplomacy). Pubblichiamo l&#8217;interve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">CITTA’ DEL VATICANO – Giovedì, 29 maggio 2008 (Vatican Diplomacy). Pubblichiamo l'intervento pronunciato, lo scorso 19 maggio, dall'arcivescovo Silvano M. Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso l'ufficio delle Nazioni Unite e istituzioni specializzate a Ginevra e capo della delegazione della Santa Sede, durante la conferenza diplomatica sulle munizioni a grappolo, in corso a Dublino:</p>
<p align="center">* * *</p>
<h2><strong>Le bombe a grappolo rendono amaro il sapore della pace</strong></h2>
<p>Presidente,</p>
<p>la delegazione della Santa Sede è particolarmente onorata di parlare all'inizio di questa conferenza diplomatica. È lieta di osservare che il buon esito degli sforzi concertati di un gran numero di attori sta portando a una conclusione positiva di un processo che mira a una sicurezza e a una protezione maggiori. Dobbiamo superare una visione riduttiva e limitata che darebbe l'illusione che la protezione giunga solo attraverso le armi, specificatamente quelle che siamo impegnati a bandire.</p>
<p>Innanzitutto, la delegazione della Santa Sede desidera esprimere la propria soddisfazione per vederla, signor ambasciatore, presiedere gli atti di questo incontro e facilitare i negoziati per il raggiungimento di un accordo forte e operativo.</p>
<p>La Santa Sede offre all'Irlanda il proprio sostegno ed è disponibile a unire le forze per edificare insieme un mondo più umano, più sicuro e più cooperativo.</p>
<p>Signor Presidente,</p>
<p>questa conferenza a Dublino deriva dalla consapevolezza che un'azione concreta, credibile ed efficace è necessaria per rispondere a un problema che esiste già da troppo tempo.<br />
Per anni le Ong, il comitato internazionale della Croce Rossa e vari Paesi hanno sollevato la questione delle munizioni a grappolo, inizialmente senza successo. La nostra soddisfazione è ora grande. Oggi nessuno nega l'esistenza di problemi umanitari legati alle munizioni a grappolo, l'urgenza di un'azione collettiva e la necessità di uno sforzo che traduca queste preoccupazioni in uno sviluppo mirato di diritto umanitario internazionale. I differenti interlocutori del processo di Oslo e gli Stati che partecipano alla <em>Convenzione su alcune armi convenzionali (Ccw) </em>concordano su questa urgenza. Senza dubbio, differenze importanti esistono ancora relativamente a una risposta appropriata.</p>
<p>Tuttavia, la Santa Sede non può non insistere sulla priorità della dignità umana e degli interessi delle vittime, sulla priorità della prevenzione e della stabilità e sul concetto di una sicurezza basata sul più basso livello di armamento. La pace trascende di gran lunga l'ambito delle considerazioni militari. La pace non è solo assenza di guerra. I diritti umani, lo sviluppo, la partecipazione sociale e politica, la giustizia, la cooperazione, questo e altri concetti simili, svolgono un ruolo importante nella definizione moderna di pace autentica.</p>
<p>La sicurezza garantita dalle armi e dalla forza è effimera e illusoria. Le munizioni a grappolo lo illustrano perfettamente.</p>
<p>Perfino le cosiddette vittorie si dimostrano sconfitte durature per la popolazione civile, per lo sviluppo, per la pacificazione, per la stabilità. Decenni dopo l'utilizzo di munizioni a grappolo la pace conserva un sapore amaro con migliaia di vittime, l'arresto dello sviluppo socio-economico e un considerevole spreco di risorse umane e finanziarie.</p>
<p>la possibilità di una decisione ci viene data qui ora. In un mondo globalizzato e sempre più interdipendente, i problemi di alcuni sono i problemi di tutti: dei Paesi ricchi e di quelli poveri, dei Paesi che producono ed esportano munizioni a grappolo e di quelli che le importano, di quelli che le utilizzano e di quelli che non le utilizzano. Ciò che non si fa oggi, dovrà essere fatto domani con un supplemento di sofferenza, di costi economici e di ferite più profonde da guarire.</p>
<p>È naturale che alcuni Paesi affronteranno difficoltà maggiori per onorare gli impegni che deriveranno dal futuro strumento. Tuttavia, siatene certi, i Paesi e le vittime colpiti sono quelli che hanno pagato e continuano a pagare il prezzo più esorbitante. Anche quelli che devono rinunciare a questo tipo di armi, quelli che hanno smesso di esportarle, quelli obbligati a distruggere i propri arsenali, quelli che si impegneranno in attività di sminamento e bonifica, quelli che investiranno risorse per le vittime, le loro famiglie e comunità, tutte le persone coinvolte nelle varie attività umanitarie, dovranno fare alcuni sforzi. Questi ultimi dovrebbero essere considerati dalla guida politica e militare e dalle persone dei loro Paesi come una partecipazione necessaria ma anche piuttosto gratificante all'edificazione di un mondo più sicuro e pacifico in cui ognuno possa godere di maggiore sicurezza.<br />
In questo e in altri contesti, la cooperazione è essenziale per il successo. Una cooperazione fra Stati, Nazioni Unite, organizzazioni internazionali, comitato della Croce Rossa e Ong, è il segreto per un successo comune e un elemento indispensabile per raggiungere il futuro strumento. Le vittime dovrebbero avere un posto privilegiato in questo progetto. Il loro ruolo dovrebbe essere attivo dall'inizio alla fine. Nei negoziati in corso, ogni parte dovrebbe avere un ruolo appropriato per far sì che la convenzione da adottare risulti completa, forte e operativa. Tutti sono necessari nella realizzazione di questo progetto. Operiamo insieme per affrontare oggi la sfida dell'adozione e domani quella della realizzazione!</p>
<p>Signor Presidente,</p>
<p>è vero che gli Stati hanno il diritto di difendere la pace, la sicurezza e la stabilità dei popoli sotto la loro responsabilità. Tuttavia, ciò si può ottenere meglio senza avvalersi della corsa agli armamenti e della guerra. Nel 1965, nel suo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Papa Paolo vi ha ricordato alla comunità delle nazioni la sfida della pace senza ricorso alle armi: "Non si può amare con armi offensive in pugno. Le armi, quelle terribili, specialmente, che la scienza moderna vi ha date, ancor prima che produrre vittime e rovine, generano cattivi sogni, alimentano sentimenti cattivi, creano incubi, diffidenze e propositi tristi, esigono enormi spese, arrestano progetti di solidarietà e di utile lavoro, falsano la psicologia dei popoli. Finché l'uomo rimane l'essere debole e volubile e anche cattivo, quale spesso si dimostra, le armi della difesa saranno necessarie, purtroppo; ma voi, coraggiosi e valenti quali siete, state studiando come garantire la sicurezza della vita internazionale senza ricorso alle armi: questo è nobilissimo scopo, questo i popoli attendono da voi, questo si deve ottenere!"</p>
<p>Presidente,</p>
<p>i popoli, le vittime, i Paesi colpiti guardano a questa conferenza diplomatica e tutti si aspettano da noi una decisione coraggiosa, come Papa Benedetto XVI ha ricordato ieri. Il mondo attende un atto di fede nella persona umana e nelle sue più alte aspirazioni di vivere in pace e sicurezza, un impegno a rendere la solidarietà l'espressione più bella dell'unità della famiglia umana e del suo destino comune.</p>
<p>Sono convinto, signor Presidente, che alla fine della conferenza tutti i partecipanti andranno via vittoriosi e soddisfatti di aver operato la scelta giusta.</p>
<p>Grazie, signor Presidente.</p>
<p align="center">* * *</p>
<div></div>
<p><span></p>
<h2><strong>Dublin Diplomatic Conference on Cluster Munitions</strong></h2>
<p> </p>
<p></span></p>
<h3><em><strong>Address of H.E. Msgr. Silvano Maria Tomasi Permanent Observer to the United Nations Offices and International Organizations in Geneva</strong></em></h3>
<p><em>Mr. President</em>,</p>
<p>1. The Delegation of the Holy See is particularly honoured to take the floor at the start of this Diplomatic Conference. It is happy to see the fruition of the concerted efforts of a large number of actors to take to a positive conclusion a process that seeks greater security and protection. We need to move beyond a reductive and narrow vision that would give the illusion that protection comes only through arms, specifically, those we are engaged to ban.</p>
<p>First of all, the Delegation of the Holy See would like to express its satisfaction to see you, Mr. Ambassador, preside the proceedings of this meeting and facilitate the negotiations toward a strong and operational agreement.</p>
<p>The Holy See offers Ireland its support and is available to join forces in building together a more human, more secure and more cooperative world.</p>
<p>Mr. President,</p>
<p>2. This Dublin Conference is the result of the awareness that a concrete, credible and effective action is needed to respond to a problem that has lasted too long. For years NGOs, ICRC, and various Countries, have raised the issue of cluster munitions without success at first. Our satisfaction is great now. No one today denies the existence of humanitarian problems linked with cluster munitions, the urgency of a collective action, and the indispensable effort to translate this concerns into a targeted development of international humanitarian law.</p>
<p>The different partners of the Oslo Process and the States parties to the <em>Convention on certain conventional weapons</em> (CCW) are in agreement on this urgency. No doubt, important differences still exist concerning an appropriate response.</p>
<p>The Holy See, however, cannot but insist on the priority of human dignity, of the interests of the victims, the priority of prevention and stability, and on the concept of security based on the lowest level of armament. Peace transcends by far the framework of military considerations. Peace is not just the absence of war.</p>
<p>Human rights, development, social and political participation, justice, cooperation, this and similar concepts, take a critical role in a modern definition of authentic peace.</p>
<p>Security relying only on arms and force is ephemeral and an illusion. Cluster munitions illustrate perfectly the point. Even so-called victories prove to be lasting defeats for the civil population, for development, for pacification, for stability. Decades after the utilisation of cluster munitions, peace preserves a bitter taste with thousand of victims, socio-economic development stifled, considerable human and financial resources wasted.</p>
<p>3. The chance for a decision is given us here an now. In a globalised and more and more inter-dependent world, the problems of some are the problems of all: of rich and poor countries; of developed and developing countries; of countries producing and exporting cluster munitions and countries that import them; user and non user countries. What is not done today, it will have to be done tomorrow with a supplement of suffering, of economic costs, and of deeper wounds to heal.</p>
<p>4. Understandably, some countries will face greater difficulties to implement the commitments that will derive from the future instrument. Make no mistake, however. Affected countries and victims are those that have paid and keep paying the most exorbitant price. Those who have to renounce these type of arms, those who have to give up exporting them, those obliged to destroy their stocks, those who will engaged in demining and decontamination activities, those who will invest resources for the victims, their families and communities, all people involved in the various humanitarian activities, will have to make also some efforts. Such efforts should be considered by the political and military leadership, and by the people of their countries, as a necessary but quite rewarding participation in the construction of a more peaceful and more secure world, where everyone enjoys greater security.</p>
<p>5. In this as in other contexts, cooperation and partnership are essential for success. A partnership among States, United Nations, International Organisations, the Committee of the Red Cross and the NGOs, is the secret to a common success and an indispensable element to reach the object of the future instrument. Victims should have a privileged place in this plan, their role should be an active one from start to finish. In the negotiations under way, every player should find its appropriate place, so that support for the Convention to be adopted may result complete, strong, and operational. Every one is needed in the implementation of this project. Let us work hand in hand as partners to meet now the challenge of the adoption and tomorrow that of implementation.</p>
<p>Mr. President,</p>
<p>6. True, States have a right to defend peace, security and the stability of peoples under their responsibility. But this can be better achieved without recourse to the arms race and to war. In his address before the United Nations General Assembly in 1965, Pope Paul VI reminded the Community of Nations of the challenge of peace without recourse to arms: "One cannot love with offensive arms in hand. Arms, above all terrible arms that modern science as provided, even before causing victims and destruction, generate bad dreams, nourish bad feelings, bring about nightmares, lack of trust, bad decisions; they required enormous expenses; they block solidarity projects and useful work; they distort the psychology of peoples. Till men will remain weak, unstable and even mean as he often shows to be, defensive arms will unfortunately be necessary. But you, your courage and your quality prompt you to study the means to ensure international life without recourse to arms: here a goal worthy of your efforts, here is what peoples attend from you, here is what must be reached!".</p>
<p>Mr. President,</p>
<p>7. The eyes of peoples, of victims, of affected countries, are focused on this Diplomatic Conference, and all wait from us a courageous decision, as Pope Benedict XVI reminded the world yesterday. The world awaits an act of faith in the human person and his highest aspirations to live in peace and security, a commitment to make solidarity the most splendid expression of the unity of the human family and of its common destiny.</p>
<p>I am convinced, Mr. President, that at the closing of this Conference all participants will leave as winners and satisfied to have made the right choice.</p>
<p>Thank you, Mr. President.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Monsignor Anselmo Guido Pecorari nuovo nunzio in Uruguay]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=305</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 15:40:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO, domenica, 25 maggio 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha nominato l&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">CITTA' DEL VATICANO, domenica, 25 maggio 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha nominato l'Arcivescovo Anselmo Guido Pecorari, nuovo Nunzio apostolico in Uruguay, ha fatto sapere sabato la Sala Stampa vaticana.</p>
<p align="justify">Sostituisce Janusz Bolonek, nominato rappresentante papale in Bulgaria.</p>
<p align="justify">L'Arcivescovo Anselmo Guido Pecorari è nato a Sermide (Italia) il 19 maggio 1946.</p>
<p align="justify">E' stato ordinato sacerdote il 27 settembre 1970 e incardinato a Mantova. E' laureato in Teologia e in Diritto Canonico.</p>
<p align="justify">Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede il 25 marzo 1980, ha prestato la propria opera nella Nunziatura Apostolica in Liberia, nella Segreteria di Stato e successivamente nelle Rappresentanze pontificie in Spagna, Irlanda, Slovenia.</p>
<p align="justify">Giovanni Paolo II lo ha nominato Nunzio apostolico in Rwanda il 29 novembre 2003.</p>
<p align="center">* * *</p>
<h2><strong>Monseñor Anselmo Guido Pecorari, nuevo nuncio en Uruguay</strong></h2>
<p align="justify">CIUDAD DEL VATICANO, domingo, 25 mayo 2007 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">ZENIT.org</span></a>).- Benedicto XVI ha nombrado a al arzobispo italiano Anselmo Guido Pecorari, nuevo nuncio apostólico en Uruguay, según informó este sábado la Oficina de Información de la Santa Sede.</p>
<p align="justify">Sustituye al arzobispo Janusz Bolonek, nombrado representante papal en Bulgaria.</p>
<p align="justify">El arzobsipo Anselmo Guido Pecorari, nacido en Sermide (Italia) el 19 de mayo 1946, fue ordenado sacerdote el 27 de septiembre de 1970. Tiene dos licencias académicas, una en Teología y otra en Derecho Canónico.</p>
<p align="justify">Tras entrar al servicio diplomático de la Santa Sede el 25 de marzo de 1980, prestó su contribución en la nunciatura apostólica de Liberia, en la Secretaría de Estado, y en las representaciones pontificias e España, Irlanda y Eslovenia.</p>
<p align="justify">Juan Pablo II le nombró nuncio apostólico en Ruanda, el 29 de noviembre de 2003.</p>
<p class="path">© ZENIT.org</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mons. Janusz Bolonek nominato nunzio apostolico in Bulgaria]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=304</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 15:19:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO, domenica, 25 maggio 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha nominato Nunzio a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">CITTA' DEL VATICANO, domenica, 25 maggio 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha nominato Nunzio apostolico in Bulgaria monsignor Janusz Bolonek, Arcivescovo titolare di Madauro, finora Nunzio apostolico in Uruguay.</p>
<p align="justify">Monsignor Bolonek è nato in Polonia il 6 dicembre del 1938 ed è stato ordinato sacerdote il 17 dicembre del 1961 nella diocesi di Lodz.</p>
<p align="justify">Nel 1989, Giovanni Paolo II lo ha nominato Pro-nunzio apostolico in Costa d'Avorio, Nigeria e Burkina Faso, elevandolo all'ordine episcopale con dignità di Arcivescovo.</p>
<p align="justify">Successivamente è stato nominato Nunzio apostolico in Romania, il 23 gennaio del 1995, incarico mantenuto fino al 30 settembre del 1998, quando è passato a svolgere il suo servizio come Nunzio apostolico nella Segreteria di Stato.</p>
<p align="justify">L'11 novembre del 1999 è quindi stato nominato Nunzio apostolico in Uruguay.</p>
<p align="justify">
<p align="center">* * *</p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
<h2><strong>El arzobispo Bolonek, de Uruguay a Bulgaria como nuncio apostólico</strong></h2>
<p align="justify">CIUDAD DEL VATICANO, domingo, 25 mayo 2007 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">ZENIT.org</span></a>).- Benedicto XVI ha nombrado nuncio apostólico en Bulgaria a monseñor Janusz Bolonek, arzobispo titular de Madauro, hasta ahora nuncio apostólico en Uruguay.</p>
<p align="justify">Monseñor Bolonek nació en Polonia el 6 de diciembre de 1938, siendo ordenado sacerdote el 17 de diciembre de 1961 en la diócesis de Lodz.</p>
<p align="justify">En 1989, Juan Pablo II le nombró pro-nuncio apostólico en Costa de Marfil, Níger y Burkina Faso, llamándole al orden episcopal con dignidad de arzobispo.</p>
<p align="justify">El mismo Papa le nombró nuncio apostólico en Rumanía, el 23 de enero de 1995, cargo que ocupó hasta el 30 de septiembre de 1998, cuando pasó a desempeñar su servicio como nuncio apostólico en la Secretaría de Estado.</p>
<p align="justify">Fue nombrado nuncio apostólico en Uruguay por el mismo Papa el 11 de noviembre de 1999.</p>
<p class="path">© ZENIT.org</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mons. Miguel Maury Buendía nuvo nunzio apostolico in Kazakistan]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=300</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 19:01:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA’ DEL VATICANO - Lunedì, 19 maggio (Vatican Diplomacy). Il Papa ha nominato nunzio apostolic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>CITTA’ DEL VATICANO - Lunedì, 19 maggio (Vatican Diplomacy). Il Papa ha nominato nunzio apostolico in Kazakhstan mons. Miguel Maury Buendía, finora consigliere di nunziatura, elevandolo in pari tempo alla sede titolare di Italica, con dignità di arcivescovo. Mons. Miguel Maury Buendía è nato a Madrid (Spagna) il 19 novembre 1955. E’ stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1980. E’ laureato in Diritto Canonico. Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede il 13 luglio 1987, ha prestato successivamente la propria opera nelle rappresentanze pontificie in Rwanda, Uganda, Marocco, Nicaragua, Egitto, Slovenia, Irlanda e infine presso la sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato. Conosce l’inglese, l’italiano, il francese e lo sloveno.</p>
<p align="justify">
<p align="center">* * *</p>
<h2>Miguel Maury Buendía, español, nuevo nuncio apostólico en Kazajistán</h2>
<p>El Papa ha nombrado nuncio apostólico en Kazajistán a Miguel Maury Buendía, hasta ahora consejero de nunciatura y destinado en la actualidad en la sección para las Relaciones con los Estados en la Secretaría de Estado del Vaticano.</p>
<p>Miguel Maury Buendía nació en Madrid el 19 de noviembre de 1955. Incardinado en la diócesis de Madrid, es sacerdote desde el 26 de junio de 1980. Es doctor en Derecho Canónico. Entró en el Cuerpo Diplomático de la Santa Sede el 13 de julio de 1987. Ha trabajado en las representaciones pontificias en Ruanda, Huganda, Marruecos, Nicaragua, Egipto, Eslovenia e Irlanda. Conoce los idiomas inglés, italiano, francés, esloveno y español.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Papa chiede la messa al bando delle bombe a grappolo]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=315</link>
<pubDate>Mon, 19 May 2008 20:25:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
<guid>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=315</guid>
<description><![CDATA[In occasione della Conferenza a Dublino su questi ordigni


GENOVA, lunedì, 19 maggio 2008 (ZENIT.o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In occasione della Conferenza a Dublino su questi ordigni</p>
<p></strong><a href="http://vaticandiplomacy.files.wordpress.com/2008/06/papa-genova-piazza-matteotti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-316" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/06/papa-genova-piazza-matteotti.jpg" alt="Papa a Genova incontro con i giovani a Piazza Matteotti" width="450" height="569" /></a></p>
<div id="article">
<p>GENOVA, lunedì, 19 maggio 2008 (ZENIT.org).- Al termine dell'Angelus di questa domenica, Benedetto XVI ha auspicato la messa al bando definitiva delle munizioni a grappolo (o “<em>cluster bombs</em>”) al fine di evitare terribili sofferenze per le popolazioni.</p>
<p>Parlando da Genova alla vigilia dell’apertura della Conferenza diplomatica di Dublino convocata su tale questione, il Papa ha chiesto la creazione di “uno strumento internazionale forte e credibile” per eliminare questi “micidiali ordigni”, così da “rimediare agli errori del passato ed evitare che si ripetano in futuro”.</p>
<p>La bombe a grappolo sono costituite da un contenitore che racchiude centinaia di bombe più piccole, che una volta sopra l’obiettivo esplodono disseminando su una vasta area queste submunizioni, programmate per esplodere all’impatto con il suolo, ma che spesso rimangono inesplose.</p>
<p>Queste bombe possono rimanere attive anche per anni, divenendo un pericolo per le popolazioni civili, in particolare per gli agricoltori e i bambini, uccidendo e mutilando migliaia di persone, anche in tempo di pace.</p>
<p>Le bombe a grappolo sono state utilizzate in 21 Paesi tra i quali Bosnia, Iraq, Serbia, Kosovo, Libano.</p>
<p>Scopo dell'incontro che ha preso il via questo lunedì nella capitale irlandese, che vede la presenza dei rappresentanti di oltre 100 Stati membri delle Nazioni Unite, è quella di giungere alla conclusione del negoziato sul Trattato internazionale per la messa al bando delle munizioni a grappolo.</p>
<p>Nel febbraio del 2007, infatti, cinquanta organizzazioni non governative e quarantasei Paesi avevano aderito a Oslo a una dichiarazione nella quale si impegnavano a concludere entro il 2008 uno strumento internazionale vincolante sulla falsa riga del Trattato firmato a Ottawa nel 1997 e che ha bandito le mine antipersona.</p>
<p>La finalità sarebbe la messa al bando delle “<em>cluster bombs</em>”, il raggiungimento di un quadro di collaborazione per aiutare i sopravvissuti, la liberazione delle zone minate e la distruzione degli arsenali di tali armi, attualmente localizzati in 75 Stati.</p>
<p>Ad Oslo, solamente tre Paesi presenti alla riunione non avevano approvato il documento: Giappone, Romania e Polonia, mentre tra gli assenti figuravano Stati Uniti, Russia e Cina, che anche quest'anno non prenderanno parte all'incontro di Dublino insieme a Israele, India e Pakistan.</p>
<p>Russia, Cina e Stati Uniti hanno dichiarato di considerare più adatta per il negoziato la “Convenzione su alcune armi convenzionali” (<em>Convention on Certain Conventional Weapons</em>), in vigore dal 1980. Gli Stati Uniti hanno inoltre respinto la proposta di mettere al bando le bombe a grappolo a partire dal 2008.</p>
<p align="center">* * *</p>
<h2>Papst Benedikt XVI. fordert erneut das Verbot von Streubomben</h2>
<p><strong>Im Vorfeld der Konferenz von Dublin</strong></p>
<p>ROM, 19. Mai 2008 (ZENIT.org).- Papst Benedikt XVI. hat sich für ein internationales Abkommen zum Verbot von Streubomben ausgesprochen. Streubomben verfügen über einen Mechanismus, durch den mehrere kleine Bomben freigesetzt werden. Mehr als 70 Länder sollen über einen Vorrat an Streubomben verfügen. Verhandlungen über ein solches Verbot stehen im Mittelpunkt einer heute, Montag, beginnenden internationalen Konferenz in Dublin.</p>
<p>Alle 30 Minuten muss ein Mensch aufgrund von tödlichen Überresten aus der Kriegszeit das Leben lassen oder aber für den Rest seines Lebens mit einer Verstümmelung leben. Und jedes Jahr werden 20.000 Zivilisten durch die Explosion von Minen oder Streubomben getötet oder verstümmelt. Diese grausame Waffenart betreffe Zivilbevölkerung und kämpfende Soldaten gleichermaßen; sie sei darauf ausgerichtet, größtmögliches Leid zuzufügen.</p>
<p>Am Vorabend einer Konferenz in Irland, die die Verhandlungen über ein solches Verbot zum Abschluss bringen soll, forderte der Papst deshalb am Sontag in Genua dazu auf, „die Irrtümer der Vergangenheit zu korrigieren und zu verhindern, dass sie sich in der Zukunft wiederholen".</p>
<p>Benedikt XVI. drückte beim Angelus-Gebet auch seine Hoffnung aus, dass die am Montag in Dublin beginnende internationale Streubomben-Konferenz eine Konvention zur Ächtung dieser „mörderischen Sprengkörper" beschließen möge. Nötig sei ein „glaubwürdiges und starkes internationales Instrument" zur Ächtung dieser Munition, so der Papst.</p>
<p>Der Heilige Stuhl hat diese Forderung schon seit Monaten bekräftigt und Anfang dieses Jahres vehement die Beseitigung von Streubomben und jeder Form von Munition dieser Art im militärischen Kontext gefordert. Der Ständige Beobachter des Heiligen Stuhls bei der Sonderorganisationen der Vereinten Nationen in Genf, Erzbischof Silvano Maria Tomasi, hatte das am 14. Januar in seiner Rede an die Regierungsexperten der Teilnehmerstaaten der „Konvention über das Verbot und die Einschränkung des Gebrauchs besonders heimtückischer konventioneller Waffen“ nachdrücklich bekräftigt.</p>
<p>Die weltweit wichtigsten Produzenten und Anwender dieser Waffen, die USA, Israel, China, Russland, Indien und Pakistan, nehmen jedoch nicht an der Konferenz teil.</p>
<p>Die USA haben große diplomatische Anstrengungen unternommen, um Teilnehmer der Dublin-Konferenz von der Unterstützung eines Totalverbots von Streubomben abzubringen. Streubomben sind die gefährlichsten konventionellen Waffen, seitdem Landminen 1997 geächtet wurden.</p>
<p>Diese Waffen aus Hunderten von kleinen Sprengkörpern sind seit dem Zweiten Weltkrieg im Einsatz und haben weltweit Zehntausende von Zivilisten getötet und schwer verletzt, vor allem Kinder. Sie wurden in jüngster Zeit von den USA im Irak und in Afghanistan sowie von Israel 2006 im Libanon eingesetzt.</p>
<p align="center">* * *</p>
<h2>Benedict XVI Urges Ban on Cluster Bombs</h2>
<p>GENOA, Italy, MAY 18, 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">Zenit.org</a>).- Benedict XVI has expressed hope that a Dublin conference beginning Monday will ban cluster bombs.</p>
<p>After reciting the Angelus today in Piazza Matteotti, during his two-day pastoral visit to Savona and Genoa, the Pope expressed the hope that "through the responsibility of all the participants, a strong and credible international instrument will be created" at the Dublin Diplomatic Conference on Cluster Munitions.</p>
<p>The meeting, to be held through May 30, will gather representatives from some 100 countries to negotiate a new instrument of international humanitarian law banning cluster munitions, which are blamed for indiscriminately killing and maiming civilians in conflict zones.</p>
<p>"In fact it is necessary to remedy the errors of the past and to avoid their repetition in the future," added the Holy Father. "I accompany the victims of cluster munitions and their families with my prayers as well as the participants in the conference, offering my best wishes of success."</p>
<p>The United States will not be attending the event.</p>
<p align="center">* * *</p>
<h2>El Papa vuelve a pedir la prohibición de las bombas-racimo</h2>
<p><strong>La víspera de la Conferencia diplomática de Dublín</strong></p>
<div id="article">
<p>GÉNOVA, domingo, 18 mayo 2008 (ZENIT.org).- Benedicto XVI pide el logro de una Convención internacional que prohíba las «mortíferas» bombas-racimo.</p>
<p>Son armas que siguen almacenando unos setenta países. Los efectos de estos artilugios bélicos son frecuentemente indiscriminados.</p>
<p>El dispositivo -existen numerosos tipos-- contiene «sub-municiones» que explotan sobre el terreno en un amplio radio, pero no siempre ocurre así y permanecen activos pasados los conflictos. Cada bomba-racimo puede contener cientos de artefactos explosivos.</p>
<p>Se puede saber el lugar de impacto de la bomba, pero no el de dispersión de su peligroso contenido --por la amplitud de zona que puede abarcar- ni el momento exacto de detonación, como se ha apuntado.</p>
<p>El resultado es destrucción e incendios y, más importante, muerte y mutilación sobre todo entre la población civil, con blanco preferente en los niños.</p>
<p>Un drama ante el que el Papa ha vuelto a alzar su voz, esta vez desde su viaje pastoral a Liguria.</p>
<p>Tras el rezo del Ángelus este domingo, desde Génova hizo un llamamiento con ocasión de la Conferencia diplomática que comenzará mañana en Dublín (Irlanda).</p>
<p>Objetivo de la cumbre sobre las bombas-racimo, como Benedicto XVI recordó, es «producir una Convención que prohíba estos mortíferos artefactos».</p>
<p>«Deseo que, gracias a la responsabilidad de todos los participantes, se pueda alcanzar un instrumento internacional fuerte y creíble: es necesario de hecho remediar los errores del pasado y evitar que se repitan en el futuro», advirtió.</p>
<p>El Santo Padre asegura su oración por «las víctimas de las bombas-racimo y sus familias», así como por «cuantos tomarán parte en la Conferencia», confiando en el éxito de la misma.</p>
<p>El Papa ha expresado en otras ocasiones su solicitud por este flagelo, por ejemplo en su discurso al cuerpo diplomático acreditado ante la Santa Sede, el pasado 7 de enero. Son palabras que cada año se aguardan con expectación, porque vienen a trazar, por parte de la Iglesia, las luces y sombras, y por lo tanto, los desafíos que evidencia la situación del mundo en ese momento.</p>
<p>En el último encuentro con la diplomacia mundial el Santo Padre exhortó a la comunidad internacional «a un compromiso global por la seguridad» y no dudó en alentar «la adopción de medidas apropiadas para la reducción de armas de tipo convencional y para afrontar el problema humanitario planteado por las bombas-racimo».</p>
<p>Poco después, el observador permanente de la Santa Sede ante la Oficina de las Naciones Unidas en Ginebra, advirtió del carácter inaceptable del uso de las bombas-racimo también en el ámbito militar.</p>
<p>«¿Por qué desde que se utilizaron por vez primera las bombas-racimo no se han respetado las reglas del derecho humanitario internacional, sobre todo la de la distinción entre civiles y militares?», cuestionó el arzobispo Silvano Tomasi.</p>
<p>Lanzó su alarma en la sesión del grupo de expertos gubernamentales de los Estados que forman parte de la «Convención sobre prohibiciones o restricciones del empleo de ciertas armas convencionales que pueden considerarse excesivamente nocivas o de efectos indiscriminados».</p>
<p>En febrero de 2007, 46 países se comprometieron en la Conferencia internacional de Oslo a impulsar este año la prohibición mundial del uso, venta y producción de bombas-racimo. Se abstuvieron de suscribir la declaración final Japón, Polonia y Rumania. En la cita no participaron Rusia, China ni los Estados Unidos.</p>
<p>La Conferencia diplomática de Dublín busca la conclusión de la negociación del Tratado internacional que prohíba las bombas-racimo, el marco de cooperación para asistir a las personas afectadas, el mecanismo de destrucción del arsenal y la forma de sanear las regiones contaminadas con estos residuos explosivos.</p>
<p><em>Por Marta Lago</em></p>
<p align="center">* * *</p>
<h2>Interdire les bombes à sous-munitions : appel de Benoît XVI</h2>
</div>
<p><strong>Le pape salue la conférence de Dublin</strong></p>
<div id="article">
<p>ROME, Dimanche 18 mai 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a>) - Benoît XVI a salué ce qu'il appelle un « événement important » : la conférence de Dublin visant à interdire les bombes à sous-munitions, qui s'ouvre ce lundi.</p>
<p>La conférence internationale a pour but de se mettre d'accord sur une convention interdisant ces armes.</p>
<p>« Je souhaite, disait le pape après la prière de l'Angélus, que grâce à la responsabilité de tous les participants, on puisse arriver à obtenir un instrument international fort et crédible : il est nécessaire en effet de remédier aux erreurs du passé et d'éviter qu'elles se répètent à l'avenir ».</p>
<p align="center">* * *</p>
<h2>Papa volta a pedir proibição das bombas-cacho</h2>
</div>
<p><strong>Na véspera da Conferência diplomática de Dublin</strong></p>
<div id="article">
<p>Por Marta Lago</p>
<p>GÊNOVA, domingo, 18 de maio de 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a>).- Bento XVI pede o sucesso de uma Convenção internacional que proíba as «mortíferas» bombas cluster.</p>
<p>Trata-se de armas que continuam sendo armazenadas por cerca de 70 países. Os efeitos desses recursos bélicos são freqüentemente indiscriminados.</p>
<p>O dispositivo – existem muitos tipos – contém «sub-munições» que explodem sobre o campo em um amplo rádio, mas nem sempre acontece assim e permanecem ativos após os conflitos. Cada bomba cluster pode conter centenas de artefatos explosivos.</p>
<p>Pode-se saber o lugar de impacto da bomba, mas não o de dispersão do seu perigoso conteúdo – pela amplitude da área que pode abarcar – nem o momento exato de detonação, como se apontou.</p>
<p>O resultado é destruição e incêndios e, mais importante, morte e mutilação sobretudo entre a população civil, com alvo preferente nas crianças.</p>
<p>Um drama diante do qual o Papa voltou a levantar a voz, desta vez desde sua viagem pastoral a Ligúria.</p>
<p>Após a oração do Ângelus deste domingo, em Gênova, ele lançou um apelo por ocasião da Conferência diplomática que começará amanhã em Dublin (Irlanda).</p>
<p>O objetivo da cúpula sobre as bombas cluster, como Bento XVI recordou, é «produzir uma Convenção que proíba estes artefatos mortíferos».</p>
<p>«Desejo que, graças à responsabilidade de todos os participantes, seja possível alcançar um instrumento internacional forte e confiável: é necessário, de fato, remediar os erros do passado e evitar que se repitam no futuro», advertiu.</p>
<p>O Santo Padre assegura sua oração pelas «vítimas das bombas-cluster e suas famílias», assim como por «aqueles que participarão da Conferência», confiando no êxito da mesma.</p>
<p>Em fevereiro de 2007, 46 países se comprometeram na Conferência Internacional de Oslo a impulsionar este ano a proibição mundial do uso, venda e produção de bombas cluster. Abstiveram-se de assinar a declaração final: Japão, Polônia e Romênia. Não participaram do encontro: Rússia, China e Estados Unidos.</p>
<p>A Conferência diplomática de Dublin busca a conclusão da negociação do Tratado internacional que proíba as bombas cluster, o âmbito de cooperação para assistir as pessoas afetadas, o mecanismo de destruição do arsenal e a forma de sanar as regiões contaminadas com esses resíduos explosivos.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-318" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/06/angelus-genova.jpg" alt="Angelus Genova Piazza Matteotti" width="450" height="478" /></p>
</div>
<p class="path">© ZENIT.org</p>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Monsignor Ambrose Madtha nuovo nunzio apostolico per la Costa d’Avorio]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=272</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 08:45:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO - Giovedì 8 maggio (Vatican Diplomacy). Benedetto XVI ha nominato nunzio ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>CITTA' DEL VATICANO - Giovedì 8 maggio (Vatican Diplomacy). Benedetto XVI ha nominato nunzio apostolico in Costa d’Avorio mons. Ambrose Madtha, finora <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charg%C3%A9_d%27affaires">incaricato d’affari a.i.</a> della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nunziatura_apostolica">nunziatura apostolica</a> in Cina (Taiwan), elevandolo in pari tempo alla sede titolare di Naisso, con dignità di arcivescovo.</p>
<p>Mons. Ambrose Madtha è nato a Belthangady (Karnataka, India) il 2 novembre 1955. E’ stato ordinato sacerdote il 28 marzo 1982. E’ laureato in Diritto Canonico. Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede il 1° giugno 1990, ha prestato successivamente la propria opera nelle rappresentanze pontificie in Ghana, El Salvador, Georgia, Albania e come incaricato d’affari a.i. nella nunziatura apostolica in Cina. Conosce l’inglese, il tedesco, il francese, l’italiano, lo spagnolo, il russo, l’albanese e il cinese.</p>
<p align="justify">
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-273" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/05/ambrose-madtha.jpg" alt="Ambrose Madtha" width="254" height="350" /></p>
<p style="text-align:center;">* * *</p>
<h2>Msgr. Ambrose Madtha Appointed Apostolic Nuncio to Ivory Coast</h2>
<p>VATICAN CITY - May 8, 2008 (Vatican Diplomacy). The Holy Father, Pope Benedict XVI named Monsignor Ambrose Madtha,<em> <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Charg%C3%A9_d%27affaires">Chargés d’affaires ad interim</a></em> at the <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Apostolic_Nunciature">apostolic nunciature</a> in China (Taiwan), as <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nuncio">apostolic nuncio</a> to Ivory Coast, elevating him to the dignity of archbishop.</p>
<p>The new nuncio was born in Belthangady, India in 1955 and was ordained a priest in 1982.</p>
<p>Born to late Joseph Madtha and May Madtha, he was a MA in Economics from Nagpur University and did his B.Ed from Lucknow University.</p>
<p>He studied Philosophy and Theology at St Charles Seminary Nagpur.  He has obtained doctorate in canon law from Urban Univeristy in Rome.</p>
<p>Ambrose Madtha entered diplomatic service in June 1990 and has served apostolic nunciatures in Ghana, El Salvador, Georgia, Albania and Republic of China (Taiwan).</p>
<p>He has been granted the Titular See of "Naissus".</p>
<p>Ambrose Madtha is the brother of Fr Henry Madtha and Rev Srs Theresa Madtha SCB and Bridget Madtha FMM.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mons. Bernardito Auza nunzio apostolico ad Haiti ]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=274</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 07:49:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA’ DEL VATICANO - Giovedì 8 maggio (Vatican Diplomacy). Il Papa ha nominato nunzio apostolico]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>CITTA’ DEL VATICANO - Giovedì 8 maggio (Vatican Diplomacy). Il Papa ha nominato nunzio apostolico in Haiti mons. Bernardito C. Auza, finora consigliere nella rappresentanza pontificia della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, elevandolo in pari tempo alla sede titolare di Suacia, con dignità di arcivescovo. Mons. Bernardito C. Auza è nato a Talibon (Filippine) il 10 giugno 1959. E’ stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1985. E’ laureato in Teologia. Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede il 1° giugno 1990, ha prestato successivamente la propria opera nelle rappresentanze pontificie in Madagascar, Bulgaria, Albania, presso la sezione Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato e presso la rappresentanza pontificia presso l’O.N.U. a New York. Conosce l’italiano, l’inglese, lo spagnolo e il francese.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Birmania, un milione di sfollati. La testimonianza del nunzio apostolico: "Bisogna fare presto"]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=269</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 20:21:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[

YANGON - Mercoledì 7 maggio (Radio Vaticana).
Sempre più drammatica la situazione in Myanmar dov]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-270" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/05/myanmar-nargis.jpg" alt="Myanmar Nargis" width="450" height="337" /><br />
<span style="text-align:justify;"><br />
YANGON - Mercoledì 7 maggio (Radio Vaticana).</p>
<p>Sempre più drammatica la situazione in Myanmar dove stanno giungendo i soccorsi delle Nazioni Unite autorizzati dalla Giunta militare. Risale a ieri il bilancio ufficiale delle vittime che conta 22 mila morti e 41mila dispersi mentre sono un milione i senza tetto. Il servizio di <strong>Maria Grazia Coggiola</strong>:<span style="text-decoration:underline;"><a href="http://62.77.60.84/audio/ra/00113462.RM"><img src="http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/img/listen.gif" border="0" alt="" /></a> </span></span></p>
<p><em>Secondo le Nazioni Unite la catastrofe in Myanmar potrebbe assumere una dimensione ancora più spaventosa. Un funzionario dell’Ufficio per gli aiuti umanitari dell’ONU, da Bangkok, ha riferito che l’intero delta dell’Irrawaddy si trova ancora sommerso e che nei prossimi giorni quando le acque defluiranno potrebbero emergere nuove vittime. Un primo volo delle Nazioni Unite con 25 tonnellate di materiale di soccorso prese dai depositi di Brindisi è stato finalmente autorizzato dalla Giunta militare birmana. Si tratta di un segnale positivo di apertura che giunge dopo le critiche e le pressioni della comunità internazionale. Impoverito da 46 anni di dittatura e di sanzioni, il Myanmar non sembra essere in grado di far fronte ad una così grave emergenza che ha colpito un milione di persone rimaste senza casa secondo le stime della Croce Rossa Internazionale che oggi ha fatto appello per quasi 4 milioni di euro necessari a portare viveri, acqua, tende e zanzariere ai sopravvissuti. Intanto è polemica sulle carenze del sistema di allarme che non è scattato pur sapendo in anticipo del passaggio del ciclone Nargis. L’ufficio meteorologico indiano avrebbe avvertito il Governo birmano 48 ore prima della presenza di una grande depressione tropicale formatasi sul Golfo del Bengala.</em></p>
<p>Anche la piccola comunità cattolica locale è impegnata sul fronte degli aiuti. Ascoltiamo in proposito <strong>mons. Salvatore Pennacchio</strong>, nunzio apostolico in Myanmar, raggiunto telefonicamente a Bangkok da <strong>Sergio Centofanti:</strong><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://62.77.60.84/audio/ra/00113486.RM"><img src="http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/img/listen.gif" border="0" alt="" /></a> </span></p>
<p><em>R. – La Chiesa ha delle strutture di Caritas, molto modeste, che però riescono a portare l’aiuto necessario in questa situazione d’emergenza. Le zone colpite, che io ho visitato di recente, sono nella diocesi di Pathein, e anche nella zona di Bako, dove c’è anche un seminario minore, e nei villaggi le casupole, che sono di paglia, sono state letteralmente spazzate via: è stata una cosa davvero tragica! Sono zone che ho visitato di recente anche perché nei dintorni c’è un Santuario della Madonna di </em><em>Nyaunglebin</em><em>, molto caro alla devozione mariana. Ci affidiamo anche all’aiuto della Madonna. Naturalmente, il problema principale adesso è quello delle comunicazioni. E si spera che gli aiuti arrivino presto.</em></p>
<p><em> </em><br />
<em>D. – Com’è la Chiesa, la piccola minoranza cristiana in Myanmar?</em></p>
<p><em> </em><br />
<em>R. – E’ una Chiesa molto viva, di una fede genuina e in sintonia, anche, con quello che vive la popolazione del Paese. E' ricca di vocazioni e ancorata all'evangelizzazione che i Padri del PIME, i cari padri missionari italiani, stanno facendo da vent’anni, portando la fede a queste popolazioni. Sono 14 diocesi, e negli ultimi due anni c’è stata la creazione di due nuove diocesi e ci sono molte vocazioni alla vita religiosa e anche al sacerdozio. Ultimamente, proprio in quel Santuario di cui parlavo prima – </em><em>Nyaunglebin</em><em> – ho ordinato otto sacerdoti dell’arcidiocesi di Yangon.</em></p>
<p>© Copyright Radio Vaticana</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vicinanza del Papa al Myanmar devastato dal ciclone Nargis]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=254</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 22:28:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
<guid>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=254</guid>
<description><![CDATA[


Oltre 22.000 le vittime accertate finora

CITTA&#8217; DEL VATICANO, martedì, 6 maggio 2008 (ZEN]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong><img class="aligncenter size-full wp-image-255" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/05/nargis.jpg" alt="Il ciclone Nargis" width="450" height="579" /><br />
<strong><br />
Oltre 22.000 le vittime accertate finora</strong></p>
<div id="article">
<p>CITTA' DEL VATICANO, martedì, 6 maggio 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha espresso la sua vicinanza alle popolazioni del Myanmar, devastato lo scorso fine settimana dal ciclone Nargis, che ha seminato morte e distruzione provocando più di 22.000 vittime, 41.000 dispersi e un milione di senzatetto.</p>
<p>L'ONU ha rivelato che le autorità del Paese non hanno lanciato lo stato d'allerta, che avrebbe permesso a molti di salvarsi.</p>
<p>Contrariamente a quanto accadde dopo lo tsunami che devastò il sud-est asiatico nel 2004, è stato permesso l'arrivo di aiuti internazionali, ma gli esperti dovranno negoziare con le autorità il loro ingresso nel Paese.</p>
<p>In un telegramma inviato tramite il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone al presidente della Conferenza Episcopale del Myanmar, l’Arcivescovo di Mandalay Paul Zinghtung Grawng, il Papa si dice “profondamente rattristato dalle notizie delle tragiche conseguenze del ciclone” ed esprime la sua “sentita vicinanza” alle popolazioni colpite.</p>
<p>Il Santo Padre assicura preghiere per i morti e le loro famiglie, “invoca la pace di Dio sulle vittime e la forza e il conforto divini sui senzatetto e tutti coloro che soffrono”.</p>
<p>Benedetto XVI si dice anche “fiducioso che la comunità internazionale risponderà con aiuti generosi ed efficaci” alle necessità degli abitanti e chiede di trasmettere “la sua solidarietà e la sua preoccupazione alle autorità civili e a tutto l'amato popolo del Myanmar”.</p>
<p>La catastrofe è avvenuta sabato 3 maggio. Si calcola che la maggior parte delle vittime sia stata provocata più da un'onda anomala sviluppatasi nel delta del fiume Irrawaddy che dal ciclone in sé.</p>
<p>Con un provvedimento che ha suscitato sorpresa e critiche, la giunta militare birmana ha deciso questo martedì di revocare lo stato d'emergenza in tre degli Stati colpiti dal ciclone.</p>
<p>La Caritas e i suoi <em>partner </em>si sono già mobilitati per far fronte all'emergenza (cfr. <a href="http://www.zenit.org/article-14263?l=italian" target="_blank">ZENIT, 5 maggio 2008</a>).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-256" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/05/nargis-damages-in-front-a-church.jpg" alt="" width="398" height="600" /></p>
<h2>El Papa pide ayuda para Birmania</h2>
<p><strong>Más de 22.000 fallecidos, según los datos provisionales</strong></p>
<div id="article">
<p>CIUDAD DEL VATICANO, martes, 6 mayo 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a>).- Benedicto XVI ha hecho público un mensaje de pésame por los miles de personas fallecidas a causa del ciclón que ha devastado Birmania (Myanmar).</p>
<p>La radio estatal birmana elevó este martes a 22.464 el número de muertos y a 41.054 las personas desaparecidas en el sur del país tras el paso del ciclón Nargis el sábado, mientras que la cifra de damnificados llega al millón.</p>
<p>En su mensaje, el Papa, «profundamente apenado por las trágicas consecuencias del reciente ciclón, expresa su más vivo pésame» y «reza por las víctimas y sus familias pidiendo a Dios paz para los fallecidos y fortaleza y consuelo divinos para los que han perdido sus hogares y para todos los que sufren».</p>
<p>El telegrama papal ha sido enviado por el cardenal Tarcisio Bertone, secretario de Estado, a monseñor Paul Zinghtung Grawng, arzobispo de Mandalay, presidente de la Conferencia de los Obispos Católicos del país.</p>
<p>«Su Santidad, convencido de que la comunidad internacional responderá con socorros generosos y eficaces a las necesidades de vuestros compatriotas, le pide que transmita su solidaridad y su preocupación a las autoridades civiles y a todo el amado pueblo de Myanmar», concluye el mensaje.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-257" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/05/nargis-3.jpg" alt="" width="450" height="337" /></p>
<h2>Myanmar : Benoît XVI encourage la solidarité de la communauté internationale</h2>
<p><strong>Télégramme de condoléances</strong></p>
<div id="article">
<p>ROME, Mardi 6 mai 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a>) - Benoît XVI encourage la solidarité de la communauté internationale avec la population birmane.</p>
<p>Le pape a fait parvenir, par le cardinal secrétaire d'Etat Tarcisio Bertone, un télégramme de condoléances au président de la conférence des évêques catholiques du Myanmar, Mgr Paul Zinghtung Grawng, archevêque de Mandalay, pour les victimes du cyclone « Nargis » qui aurait fait quelque 60.000 morts dans le sud du pays.</p>
<p>Le pape se dit « profondément attristé » par cette « tragédie », et il assure la population de sa « sympathie cordiale » et de sa prière pour les victimes et pour leurs familles, et il invoque « la paix de Dieu sur les morts » et « la force et le réconfort divins sur les sans abri et ceux qui souffrent » de cette catastrophe.</p>
<p>Le pape se dit aussi « confiant que la communauté internationale répondra généreusement et efficacement au soulagement des besoins » de la population, en demandant à l'évêque d'exprimer sa « solidarité » et sa « préoccupation » à la fois « aux autorités civiles et au peuple bien aimé du Myanmar ».</p>
<p>Devant la gravité de la situation, la junte au pouvoir depuis 46 ans a décidé d'accepter l'aide internationale, acceptant, moyennant contrôle l'arrivée d'équipes de secours étrangères, et de renvoyer le réferendum sur a nouvelle constitution au 24 mai.</p>
<p>Rangoon, la capitale est toujours sans électricité et les prix des denrées de première nécessité flambent, souligne aujourd'hui Radio Vatican.</p>
<p>Parmi les premiers à annoncer une aide, la Chine, qui annonce un million de dollars d'aide en denrées alimentaires et en argent, précise cette même source.</p>
<p><em>Anita S. Bourdin</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-258" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/05/nargis-victims-1.jpg" alt="Nargis victims 1" width="450" height="337" /></p>
<h2>Wirbelsturm „Nargis“: Benedikt XVI. verbindet sich mit der Not leidenden Bevölkerung von Myanmar</h2>
<p><strong>Mindestens 15.000 Menschen fanden den Tod</strong></p>
<div id="article">
<p>ROM, 6. Mai 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a>).- Benedikt XVI. verbindet sich mit dem Schmerz der Bevölkerung von Myanmar, dem früheren Birma, das in den vergangenen Tagen vom Wirbelsturm „Nargis“ heimgesucht worden ist. Bei der größten Naturkatastrophe in Südostasien seit dem Tsunami im Dezember 2004 wurden mindestens 15.000 Menschen in den Tod gerissen.</p>
<p>„In tiefer Trauer angesichts der Nachrichten über die tragischen Folgen des jüngsten Zyklons bekundet der Heilige Vater sein von Herzen kommendes Mitgefühl“, schreibt Kardinal-Staatssekretär Tarcisio Bertone in einem Telegramm, das an den Erzbischof von Mandalay und Vorsitzenden der Bischöfe von Myanmar, Msgr. Paul Zinghtung Grawng, gerichtet ist.</p>
<p>„Mit Gebeten für die Opfer und ihre Angehörigen ruft er den Frieden Gottes auf die Toten herab sowie göttliche Stärke und Trost auf die Heimatlosen und all jene, die leiden müssen. Zuversichtlich, dass die internationale Gemeinschaft großzügig und wirkungsvoll den Bedürfnissen ihrer Landsleute entgegenkommen wird, bittet Seine Heiligkeit Sie, den staatlichen Obrigkeiten und dem ganzen geliebten Volk von Myanmar seine Solidarität und seine Sorge zu übermitteln.“</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-259" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/05/nargis-5.jpg" alt="Nargis 5" width="450" height="282" /></p>
<h2>Papa pede ajuda para Mianmar</h2>
<p><strong>Mais de 22.000 falecidos, segundo os dados provisionais</strong></p>
<div id="article">
<p>CIDADE DO VATICANO, terça-feira, 6 de maio de 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a>).- Bento XVI publicou uma mensagem de pêsames pelas milhares de pessoas falecidas por causa do ciclone que devastou Mianmar.</p>
<p>A rádio pública birmanesa elevou nesta terça-feira a 22.464 o número de mortos e a 41.054 as pessoas desaparecidas no sul do país após a passagem do ciclone Nargis no sábado, enquanto que o número de afetados chega a um milhão.</p>
<p>Em sua mensagem, o Papa, «profundamente triste pelas trágicas conseqüências do recente ciclone, expressa seus mais vivos pêsames» e «reza pelas vítimas e suas famílias, pedindo a Deus paz para os falecidos e fortaleza e consolo divinos para os que perderam seus lares e para todos os que sofrem».</p>
<p>O telegrama papal foi enviado pelo cardeal Tarcisio Bertone, secretário de Estado, a Dom Paul Zinghtung Grawng, arcebispo de Mandalay, presidente da Conferência dos Bispos Católicos do país.</p>
<p>«Sua Santidade, certo de que a comunidade internacional responderá com socorros generosos e eficazes às necessidades de vossos compatriotas, pede-lhe que transmita sua solidariedade e sua preocupação às autoridades civis e a todo o amado povo de Mianmar», conclui a mensagem.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-260" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/05/nargis-6.jpg" alt="Nargis 6 " width="450" height="281" /></p>
<h2>Pontiff Sends Condolences to Myanmar</h2>
<div id="article">
<p>VATICAN CITY, MAY 6, 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">Zenit.org</a>).- Benedict XVI expressed his sympathy for the victims of Cyclone Nargis that pounded Myanmar on Saturday.</p>
<p>In a telegram sent by the Pope's secretary of state, Cardinal Tarcisio Bertone, to Archbishop Paul Zinghtung Grawng of Mandalay, president of the bishops' conference of Myanmar, the Holy Father expressed his sorrow and promised prayers.</p>
<p>The telegram said: "Deeply saddened by news of the tragic aftermath of the recent cyclone, the Holy Father expresses his heartfelt sympathy. With prayers for the victims and their families, he invokes God's peace upon the dead and divine strength and comfort upon the homeless and all who are suffering.</p>
<p>"Confident that the international community will respond with generous and effective relief to the needs of your countrymen, His Holiness asks you to convey his solidarity and concern to the civil authorities and to all the beloved people of Myanmar."</p>
<p>The death toll rises by the minute in Myanmar, with state radio announcing today that more than 22,000 are confirmed dead and some 41,000 are missing.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-261" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/05/nargis-victims-2.jpg" alt="Nargis victims 2" width="450" height="298" /></p>
</div>
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]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Nunzio Apostolico per la giovane comunità cattolica in Mongolia]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=234</link>
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 20:44:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[Monsignor Osvaldo Padilla, Nunzio Apostolico in Corea

CITTA&#8217; DEL VATICANO - Domenica, 27 apri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Monsignor Osvaldo Padilla, Nunzio Apostolico in Corea</strong></p>
<div id="article">
<p>CITTA' DEL VATICANO - Domenica, 27 aprile 2008 (ZENIT.org). Benedetto XVI ha nominato Nunzio Apostolico in Mongolia <a href="http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bpados.html">monsignor Osvaldo Padilla</a>, Arcivescovo titolare di Pia, da poco anche Nunzio Apostolico in Corea.</p>
<p>Nato 65 anni fa nelle Filippine, nel 1990 è stato nominato da Giovanni Paolo II Nunzio Apostolico a Panama, venendo elevato alla dignità di Arcivescovo. In seguito è stato rappresentante del Papa in Sri Lanka (1994-1998), Nigeria (1998-2003) e Costa Rica (2003-2008).</p>
<p>I primi missionari dopo il comunismo - un belga e due filippini - sono arrivati in Mongolia nel 1992, quando la Santa Sede ha intavolato relazioni diplomatiche con il Paese, dove praticamente nessuno aveva mai sentito parlare di Gesù.</p>
<p>Oggi la Chiesa in Mongolia ha un Vescovo, <a href="http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bpadillaw.html">monsignor Wenceslao Padilla</a>, della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prefettura_apostolica">prefetto apostolico</a> di <a href="http://www.catholic-hierarchy.org/diocese/dulaa.html">Ulan Bator</a> e alla guida di una piccola comunità cattolica nata allora. Ogni anno riceve circa 100 battesimi.</p>
<p align="justify">
<p align="center">* * *</p>
<h2>Nuncio Named for Mongolia</h2>
<div id="article">
<p>ULAN BATOR- Mongolia, APRIL 27, 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">Zenit.org</a>). Benedict XVI named the new apostolic nuncio to Korea, <a href="http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bpados.html">Archbishop Osvaldo Padilla</a>, to also be the apostolic nuncio to Mongolia.</p>
<p>The Filipino archbishop succeeds Archbishop Emil Paul Tscherrig, who in January was named nuncio to Sweden, Denmark, Finland, Iceland and Norway.</p>
<p>Archbishop Osvaldo Padilla, 65, was named April 12 as apostolic nuncio to Korea.</p>
<p>He has also served as nuncio to Panama (1990-1994), Sri Lanka (1994-1998), Nigeria (1998-2003) and Costa Rica (2003-2008).</p>
<p>After the fall of Communism in the early 1990s, the first Catholic missionaries -- a Belgian and two Filipinos -- arrived to Mongolia, where few people had heard of Jesus Christ. The Holy See established diplomatic relations with the formally Communist country in 1992.</p>
<p>Today the Church in Mongolia consists of one <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Apostolic_prefect">apostolic prefecture</a> in <a href="http://www.catholic-hierarchy.org/diocese/dulaa.html">Ulan Bator</a>. An apostolic prefecture is generally the first step toward the establishment of a diocese.</p>
<p><a href="http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bpadillaw.html">Bishop Wenceslao Padilla</a> of the Congregation of the Immaculate Heart of Mary leads the apostolic prefecture, which reports about 100 baptisms a year.</p>
<p>Tibetan Buddhism is the most widely practiced religion in the country.</p>
<p align="justify">
<p align="center">* * *</p>
<h2>Nuncio apostólico para la recién nacida comunidad católica en Mongolia</h2>
<p><strong>Monseñor Osvaldo Padilla, nuncio apostólico en Corea.</strong></p>
<div id="article">
<p>CIUDAD DEL VATICANO, domingo, 27 abril 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a>).-<strong> </strong>Benedicto XVI ha nombrado nuncio apostólico en Mongolia a <a href="http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bpados.html">monseñor Osvaldo Padilla</a>, a quien hace poco había nombrado también nuncio apostólico en Corea.</p>
<p>Nacido hace 65 años en Filipinas, Juan Pablo II le nombró en 1990 nuncio apostólico en Panamá, elevándole a la dignidad de arzobispo. Posteriormente ha sido representante del Papa en Sri Lanka (1994-1998), Nigeria (1998-2003) y Costa Rica (2003-2008).</p>
<p>Los primeros misioneros tras el comunismo llegaron a Mongolia en 1992 (cuando la Santa Sede entabló relaciones diplomáticas con el país), un belga y dos filipinos. En el país en ese momento prácticamente nadie había oído hablar de Jesús.</p>
<p>Hoy la Iglesia en el país cuenta con un obispo, <a href="http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bpadillaw.html">monseñor Wenceslao Padilla</a>, de la Congración del Corazón Inmaculado de María, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prefettura_apostolica">prefecto apostólico</a> de <a href="http://www.catholic-hierarchy.org/diocese/dulaa.html">Ulán Bator</a>, que guía a una pequeña comunidad católica surgida desde entonces. Cada año recibe unos 100 bautismos.</p>
</div>
</div>
<p class="path">© Zenit.org</p>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Visita del nuncio en Paraguay al presidente electo Fernando Lugo]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=230</link>
<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 21:05:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Jorge Saenz / Foto AP
El Vaticano anunciará su postura sobre el obispo suspendido en un comunicado]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/04/paraguay-itaipusffstandaloneprod_affiliate84.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-231" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/04/paraguay-itaipusffstandaloneprod_affiliate84.jpg" alt="Monseñor Orlando Antonini y Fernando Lugo" width="450" height="299" /></a></p>
<p style="text-align:center;">Jorge Saenz / Foto AP</p>
<h3><em><strong>El Vaticano anunciará su postura sobre el obispo suspendido en un comunicado</strong></em></h3>
<div id="article">
<p>ASUNCIÓN, viernes, 25 abril 2008 (ZENIT.org).- El nuncio apostólico en Paraguay, monseñor Orlando Antonini visitó el jueves al obispo suspendido "a divinis" Fernando Lugo, presidente electo de Paraguay.</p>
<p>El nuncio Antonini felicitó a Lugo por su triunfo en las elecciones del pasado domingo y le hizo entrega de una pluma como obsequio del Papa Benedicto XVI</p>
<p>"El Vaticano tiene una postura sobre el caso de monseñor Fernando Lugo que se dará a conocer próximamente a través de un comunicado", dijo el nuncio a los periodistas tras la entrevista.</p>
<p>La Santa Sede rechazó la renuncia de Lugo a su ministerio episcopal y lesuspendió "a divinis", conforme a la ley canónica, or abandonar su ministerio y dedicarse a la política.</p>
<p>Por su parte, el presidente electo pidió el lunes perdón a la Iglesia. "Si mi actitud y mi desobediencia causaron dolor, pido sinceramente perdón a los miembros de la Iglesia", dijo a periodistas internacionales.</p>
<p>Recientemente, el padre Federico Lombardi S.I., director de la Oficina de Información de la Santa Sede, informó que se analizará "con calma" y "sin prisas" el caso, y sostuvo que cualquier decisión sobre el asunto deberá ser tomada por el Papa Benedicto XVI.</p>
<p><em>Por Nieves San Martín</em></p>
</div>
<p class="path">© ZENIT.org</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Burundi: Bomabardata la capitale, colpita sede della nunziatura]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=227</link>
<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 11:29:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[BUJUMBURA - Mercoledì, 23 aprile (Vatican Diplomacy). Cresce la preoccupazione per i nuovi scontri ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>BUJUMBURA - Mercoledì, 23 aprile (Vatican Diplomacy). Cresce la preoccupazione per i nuovi scontri in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burundi">Burundi</a> tra le truppe governative e i ribelli delle Forze nazionali di liberazione (Fnl) sia nelle regioni occidentali, in particolare nella zona di Kayanza, sia nella capitale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bujumbura">Bujumbura</a>. Proprio a Bujumbura, i ribelli hanno sferrato un attacco la scorsa notte con una decina di razzi e uno dei proietti ha colpito la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nunziatura_apostolica">nunziatura apostolica</a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Relazioni_diplomatiche_della_Santa_Sede">rappresentanza diplomatica della Santa Sede</a>. Lo ha riferito il tenente colonnello Adolphe Manirakiza, portavoce dell'esercito. E' il terzo attacco in meno di una settimana delle Forze di liberazione nazionale (Fnl) e segue la controffensiva condotta ieri dall'esercito contro le roccaforti ribelli a nord della capitale.</p>
<p>Non si conosce il bilancio di quest'ultimo attacco su Bujumbura, ma almeno 33 persone sono morte dall'inizio il 15 aprile dell'offensiva dell'Fnl. "Uno dei proietti sparati dalle colline che circondano la capitale ha colpito la sede della nunziatura. L'edificio, che si trova non distante dal palazzo presidenziale, presumibile obiettivo dell'attacco, e' stato danneggiato provocando solo danni materiali di una certa entità, ma per fortuna le persone che vivono o lavorano nell'edificio sono rimaste del tutto incolumi come ha confermato l'addetto di nunziatura don Roberto Lucchini. Il nunzio, l'arcivescovo <a href="http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bgalla.html">Paul Richard Gallagher</a>, assente da alcuni giorni, sta tornando in sede, dopo aver appreso la notizia dell'attacco.</p>
<p>Fonti militari hanno precisato che la nunziatura e' stata colpita da un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Katyusha_(lanciarazzi)">razzo katyusha</a>. "Le parti lunedi' si erano impegnate con la comunita' internazionale a cessare le ostilita'... non soltanto non hanno mantenuto l'impegno, ma i combattimenti si sono intensificati", ha affermato un diplomatico nel manifestare il proprio "disappunto".</p>
<p>I ribelli accusano il governo di sabotare il "cessate-il-fuoco". Domenica scorsa alle Nazioni Unite e' stato deciso di rinviare la partenza della missione di pace affidata all'<a href="http://www.ipsterraviva.net/TV/ldcs/en/viewstory.asp?idnews=715">ambasciatore norvegese all'Onu, Johan Lovald</a>. La settima scorsa il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, denuncio' la nuova spirale di violenza ed esorto' le parti a riprendere il dialogo e a concludere il processo di pace.</p>
<p>A settembre del 2006, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_Burundi#Lo_scoppio_dei_conflitti_etnici">tre anni dopo una guerra civile che fece 300.000 morti</a>, l'Fnl firmo' un secondo accordo di pace con il nuovo governo, ma e' rimasto sulla carta.</p>
<p>Il Paese sta tentando di uscire, tra infinite difficolta', dalle macerie lasciate dal conflitto iniziato nel 1993 e che vide i ribelli della maggioranza hutu contro quelli della minoranza tutsi all'epoca etnia dominante nelle file dell'esercito. Nel 2001, con i combattimenti ancora in corso, si insedio' un governo di coalizione e il Sud Africa e' stato tra i principali mediatori di un cessate-il-fuoco accettato da quasi tutte le formazioni guerrigliere.</p>
<p><a href="http://www.vatican.va/news_services/or/home_ita.html">L'Osservatore Romano</a> riferisce che i vescovi del Burundi, fortemente impegnati da anni a favorire il processo di pace e la ripresa del dialogo, stanno per diffondere un nuovo documento con un pressante invito alla riconciliazione nazionale. A fine febbraio, la leadership delle Fnl aveva dato assicurazione di tornare al tavolo delle trattative. Queste ultime, però, si sono di nuovo incagliate, soprattutto sulla questione dell'immunità per i ribelli. Secondo il Governo, a tal fine sono sufficienti le leggi già emanate, ma le Fnl chiedono maggiori garanzie.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-228" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/04/097q01b1.jpg?w=283" alt="Nunziatura apostolica Bujumbura" width="450" height="402" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il neo Presidente del Paraguay chiede perdono alla Chiesa]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=225</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 16:52:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
<guid>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=225</guid>
<description><![CDATA[

La Santa Sede riflette sulla situazione del Vescovo sospeso a divinis

ASUNCIÓN, martedì, 22 apr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong></p>
<h3><em><strong>La Santa Sede riflette sulla situazione del Vescovo sospeso a divinis</strong></em></h3>
<div id="article">
<p>ASUNCIÓN, martedì, 22 aprile 2008 (<span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a></span>).- Fernando Lugo, eletto Presidente del Paraguay, ha chiesto il giorno dopo la sua elezione perdono alla Chiesa cattolica, e in particolare a Benedetto XVI, per il “dolore” che ha provocato la sua disobbedienza alle leggi canoniche, essendosi presentato alle elezioni presidenziali.</p>
<p>“Se il mio atteggiamento e la mia disobbedienza alle leggi canoniche hanno provocato dolore, chiedo sinceramente perdono ai membri della Chiesa. In particolare, chiedo perdono a Papa Benedetto XVI”, ha precisato Lugo negli studi dell'emittente radiofonica “<em>Fe y alegría</em>”.</p>
<p>Secondo quanto ha ricordato la Nunziatura Apostolica del Paraguay il 14 aprile, Fernando Lugo, Vescovo ordinato nella Chiesa cattolica, è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/A_divinis">sospeso <em>a divinis</em></a>.</p>
<p>Parlando della sua situazione, Lugo ha affermato di essere disposto a dialogare in vista di “una soluzione soddisfacente” per lui e per la Chiesa.</p>
<p>Fonti della Santa Sede hanno confermato che si sta studiando la situazione canonica del Vescovo, complicata perché inedita.</p>
<p>Da parte sua, il presidente della Conferenza Episcopale del Paraguay, il Vescovo Ignacio Gogorza, ha detto che sarà il Papa a prendere una decisione, ma per questo “serve tempo”, e ha rivelato che la Chiesa nel Paese attenderà le indicazioni della Santa Sede.</p>
<p>Ha ammesso, ad ogni modo, che il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale affronterà il tema nella sua prossima riunione, perché “è un avvenimento fondamentale nella vita del Paese”.</p>
<p>Con un decreto firmato il 20 gennaio 2007 dal prefetto della Congregazione vaticana per i Vescovi, il Cardinale Giovanni Battista Re, monsignor Fernando Lugo, Vescovo emerito di San Pedro, è stato sospeso <em>a divinis </em>per essersi candidato alla Presidenza della Repubblica del Paraguay.</p>
<p>In base a questa decisione, il Vescovo continua a mantenere lo stato clericale, ma non può esercitare il suo ministero.</p>
<p>Monsignor Lugo, nominato Vescovo nel 1994 da Giovanni Paolo II, aveva chiesto a Benedetto XVI la “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dimissione_dallo_stato_clericale">rinuncia al ministero ecclesiale</a>” per “tornare alla condizione di laico nella Chiesa”.</p>
<p>La richiesta non è stata accettata, perché come aveva ricordato il Cardinale Re “l’episcopato è un servizio accettato liberamente per sempre”.</p>
<p>“Con sincero dolore”, il porporato annunciava il dovere di infliggere al Vescovo “la pena della sospensione <em>a divinis</em>, in base al <a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0276/_P4U.HTM#6.1.0.4.1.0.1333">canone 1333 § 1</a>” del <a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0276/_INDEX.HTM">Codice di Diritto Canonico</a>.</p>
</div>
<p class="path">© ZENIT.org</p>
<p class="path" style="text-align:center;"><a href="http://vaticandiplomacy.files.wordpress.com/2008/04/fernando-lugo.jpg"><img class="size-medium wp-image-226 aligncenter" src="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/files/2008/04/fernando-lugo.jpg?w=300" alt="Fernando Lugo" width="448" height="336" /></a></p>
<h2>Fernando Lugo, elegido presidente de Paraguay, pide perdón a la Iglesia</h2>
<p><strong><br />
</strong></p>
<h3><strong><em>La Santa Sede reflexiona sobre la situación del obispo suspendido «a divinis»</em></strong></h3>
<div id="article">
<p>ASUNCIÓN, martes, 22 abril 2008 (<a href="http://www.zenit.org/" target="_blank">ZENIT.org</a>).- Fernando Lugo, presidente electo de Paraguay, pidió al día siguiente de su elección perdón a la Iglesia católica, y en particular a Benedicto XVI, por el «dolor» que causó su desobediencia a las leyes canónicas, al haberse lanzado a la carrera presidencial.</p>
<p>«Si mi actitud y mi desobediencia a las leyes canónicas causaron dolor, pido sinceramente perdón a los integrantes de la Iglesia. En especial, le pido perdón al papa Benedicto XVI», precisó Lugo Méndez en los estudios del canal de radio «Fe y alegría».</p>
<p>Según recordó la nunciatura apostólica de Paraguay, el 14 de abril, Fernando Lugo, obispo ordenado en la Iglesia católica, está suspendido <em>a divinis</em>.</p>
<p>Hablando sobre su situación, Lugo afirmó en la radio que está dispuesto a dialogar para poder tener «una salida satisfactoria» para él para la Iglesia.</p>
<p>Fuentes de la Santa Sede han confirmado que se está estudiando la situación canónica del obispo, complicada pues es inédita, algo que requiere tiempo.<br />
Por su parte, el presidente de la Conferencia Episcopal de Paraguay, el obispo Ignacio Gogorza, consideró que será el Papa quien tome una decisión, pero para ello «se necesita tiempo», por eso reveló que la Iglesia en el país esperará las indicaciones de la Santa Sede sobre la victoria del obispo.</p>
<p>Admitió, sin embargo, que el Consejo Permanente de la Conferencia Episcopal abordará el tema en su próxima reunión, porque «es un acontecimiento insoslayable en la vida del país».</p>
<p>Con un decreto firmado el 20 de enero de 2007 por el prefecto de la Congregación vaticana para los Obispos, el cardenal Giovanni Battista Re, fue suspendido «a divinis» monseñor Fernando Lugo, obispo emérito de San Pedro, por haberse presentado como candidato a la presidencia de la República de Paraguay.</p>
<p>Según esta decisión, el obispo candidato sigue manteniendo el estado clerical, aunque no puede ejercer el ministerio.</p>
<p>Monseñor Lugo, nombrado obispo en 1994 por Juan Pablo II, había pedido a Benedicto XVI la «renuncia al ministerio eclesial», «para retornar a la condición de laico en la Iglesia».</p>
<p>La petición no fue aceptada, pues como recuerda el cardenal Re en una carta que acompañó el comunicado «el episcopado es un servicio aceptado libremente para siempre».</p>
<p>«Con sincero dolor» el cardenal Re anunciaba el deber de infligir al obispo «la pena de la suspensión <em>a divinis</em>, a norma del <a href="http://www.vatican.va/archive/ESL0020/_P4V.HTM#6.1.0.4.1.0.1333">canon 1333 § 1</a>», del <a href="http://www.vatican.va/archive/ESL0020/_INDEX.HTM">Código de Derecho Canónico</a>.</p>
</div>
<p class="path">© ZENIT.org</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervento della Santa Sede sulle bombe a grappolo]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=147</link>
<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 11:49:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
<guid>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/?p=147</guid>
<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO – Martedì, 29 gennaio 2008 (Vatican Diplomacy). Pubblichiamo il testo d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>CITTA' DEL VATICANO<span class="testoArticolo"> – </span>Martedì, 29 gennaio 2008 (Vatican Diplomacy). Pubblichiamo il testo dell'intervento pronunciato il 14 gennaio scorso dall'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, Osservatore permanente presso l'ufficio delle Nazioni Unite e le Istituzioni specializzate a Ginevra, durante la sessione del gruppo di esperti governativi degli Stati Parte alla "Convenzione sulla proibizione o restrizione dell'uso di certe armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o avere effetti indiscriminati".</p>
<div style="text-align:center;"><img src="http://yellowcakewalk.net/2006-12-16/cluster_bomb_300.gif" alt="" width="300" height="272" /></div>
<p align="center">
<p align="center">***</p>
<p align="center">
<p align="justify"><em>Signor Presidente, </em></p>
<p>desidero innanzitutto congratularmi con lei per la sua elezione alla presidenza e assicurarla del sostegno della mia delegazione.</p>
<p>Nel  <a href="http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/07/udienza-al-corpo-diplomatico-accreditato-presso-la-santa-sede/">suo discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede</a>, lunedì scorso, Papa Benedetto XVI ha tenuto a incoraggiare "l'adozione di misure appropriate... per affrontare il problema umanitario posto dalle munizioni a grappolo".</p>
<p>Da parte sua, il Segretario per le relazioni con gli Stati ha ribadito la posizione della Santa Sede nel suo discorso davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 1º ottobre scorso, affermando che una risposta rapida al problema delle munizioni a grappolo diviene un imperativo etico, conoscendo il costo elevato in vite umane, in maggior parte di civili e soprattutto di bambini.</p>
<p>Signor Presidente, desidero ribadire la posizione della Santa Sede che è stata chiarita già in diverse occasioni, in particolare lo scorso maggio in una nota dettagliata, che è stata ampiamente diffusa.</p>
<p>Tuttavia, permettetemi di insistere su tre punti che mi sembrano importanti per le nostre deliberazioni in questo momento del dibattito cruciale che la comunità internazionale sostiene in diversi forum che auspichiamo siano fecondi e complementari.</p>
<p>1. Non è un caso che l'intervento del Papa sia avvenuto subito prima della nostra riunione odierna e alcune settimane prima della Conferenza di Wellington. Le nostre deliberazioni saranno giudicate dai risultati pratici che faranno o non faranno la differenza per migliaia di persone e decine di paesi.</p>
<p>La delegazione della Santa Sede si rallegra del fatto che gli Stati membro del CCW hanno riconosciuto l'urgenza di una risposta appropriata ai problemi umanitari posti dalle munizioni a grappolo. Perché sia credibile, questo riconoscimento dell'urgenza dovrebbe avere una traduzione nelle nostre deliberazioni, nella conclusione di negoziati in buona fede e in un eventuale strumento che risponda adeguatamente alle sfide poste agli Stati membro della CCW.</p>
<p>2.  La partecipazione dei produttori, degli utilizzatori e dei possessori degli<em> stock</em> agli sforzi attuali è evidentemente importante. La Santa Sede non può che rallegrarsi nel vedere l'impegno di numerosi paesi appartenenti a queste categorie nell'ambito della CCW e anche in quello del processo di Oslo. È però anche cruciale prendere in considerazione il fatto che numerosi paesi possono a loro volta divenire produttori, utilizzatori o possessori di <em>stock</em>. I rischi di proliferazione, in questo ambito come in altri, sono lungi dall'essere trascurabili. Al contrario. L'utilizzazione di queste armi da parte di entità non statuali in conflitti recenti dovrebbe spingerci a essere vigili e determinati ad agire con urgenza. La prevenzione, fra le altre cose, dovrebbe essere il punto comune di un'azione concertata fra i produttori e gli utilizzatori attuali e di quanti non lo sono ancora.</p>
<p>3. L'esperienza ci mostra che l'interdizione di categorie di armi operata dal negoziato in buona fede di strumenti internazionali non ha mai messo in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati. Il vero pericolo viene piuttosto dal superarmamento e dal fatto di affidarsi solo alle armi per garantire la sicurezza nazionale o internazionale. Lo sviluppo, la fiducia reciproca, la prevenzione, la creazione delle condizioni di una vita degna sono i parametri senza i quali non vi può essere sicurezza né stabilità.</p>
<p>L'affermazione della necessità militare delle munizioni a grappolo ci sembra inaccettabile. Una semplice domanda dovrebbe trovare una risposta: come mai fin dalla prima utilizzazione delle munizioni a grappolo non si è stati in grado di rispettare le regole del diritto umanitario internazionale, soprattutto quella della distinzione fra civili e militari?</p>
<p>Inoltre invocare le esigenze finanziarie per rifiutare o rimandare misure che gli Stati membro della CCW qualificano come urgenti, ci sembra inaccettabile se si guarda seriamente all'entità dei <em>budget</em> militari degli uni e degli altri.</p>
<p>Signor Presidente,</p>
<p>se la guerra ha un prezzo, anche la pace ne ha uno. È in tutti i casi molto più modesto. Preservare la vita, creare le condizioni di un'esistenza degna per intere popolazioni, garantire la sicurezza e la stabilità al livello più basso di armamenti, ecc. sono sfide entusiasmanti. La CCW acquisterà maggior prestigio e credibilità se gli Stati membro sapranno, collettivamente, raccogliere queste sfide.</p>
<p>La ringrazio signor Presidente.</p>
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<div style="text-align:center;"><img src="http://www.combataircraft.com/armament/cbu97.jpg" alt="" width="446" height="428" /></div>
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<title><![CDATA[Mons. Ivo Scapolo nuovo nunzio apostolico per il Ruanda]]></title>
<link>http://vaticandiplomacy.wordpress.com/2008/01/17/mons-ivo-scapolo-nuovo-nunzio-apostolico-per-il-ruanda/</link>
<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 15:28:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>vaticandiplomacy</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA’ DEL VATICANO – Giovedì, 17 gennaio 2008 (Vatican Diplomacy). Il Santo Padre Benedetto XV]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>CITTA’ DEL VATICANO – Giovedì, 17 gennaio 2008 (Vatican Diplomacy). Il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato Nunzio Apostolico in Rwanda S.E. Mons. Ivo Scapolo, Arcivescovo titolare di Tagaste, finora Nunzio Apostolico in Bolivia, Mons. Scapolo sostituisce così <span class="prelA">Mons. Anselmo Guido <span class="znameL">Pecorari alla guida della delegazione diplomatica pontificia del Paese africano.</span></span><span class="zage"> </span></p>
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