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	<title>paolo-berlusconi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/paolo-berlusconi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "paolo-berlusconi"</description>
	<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 23:50:28 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Avvocato d'Ufficio]]></title>
<link>http://espressionilibere.wordpress.com/?p=223</link>
<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 17:11:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>taniaolaf</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi, generosamente, il TG1 nella sua versione delle 13.00 ha offerto al popolo italiano una notizia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, generosamente, il <strong>TG1</strong> nella sua versione delle 13.00 ha offerto al popolo italiano una notizia imperdibile, da prima pagina su qualunque quotidiano che tenga alla propria reputazione (si attendono per domani i suoi cloni su carta stampata con articoli da almeno 8 colonne in prima pagina sul Corriere della Sera o sull'Unità). Quando ho sentito parlare del <strong>processo Mills</strong> un'ombra di sincera speranza ha invaso il mio animo.... poi si sono quasi superati.. hanno addirittura detto le parole Berlusconi e corruzione giudiziaria nella stessa frase!! That's incredible.. Se il servizio si fosse chiuso lì sarebbe stato magnifico: un'inquadratura del tribunale,  una frasetta buttata lì e basta. Stop.</p>
<p>Ed invece no.. gli sventurati proseguirono bruciandosi tutti i punti che avevano precedentemente guadagnato. La notiziona del giorno non era che Berlusconi era indagato a Milano per corruzione giudiziaria del Testimone Mills, ma che il pover uomo, a causa degli impegni improrogabili dei suoi legali, ha dovuto utilizzare un avvocato d'ufficio, una graziosa e giovane avvocatessa nuova d'avvocatura. Con tanto di intervista alla suddetta con domande di alto respiro come: Ma come si è sentita quando ha ricevuto la telefonata? (si capisce.. la poverina doveva avere cali di pressione, rivoli di bava, strabuzzamenti d'occhi.. è d'obbligo).</p>
<p>E nessuno che si sia preoccupato di chiarire il fatto che la cara signorina è un po' inutile, in quanto grazie all'ultimo e meraviglioso Lodo Alfano il nostro beneamato non ha bisogno di alcuna difesa in quanto è libero ed immune come l'aria. Ecco perchè i suoi legati hanno preferito farsi una pizza, altrimenti sarebbero giunti a frotte in difesa del loro illustre cliente.</p>
<p>Proprio per questo oggi voglio deliziarvi con un altro pezzo d'epoca, targato 9 luglio 2004, tratto dal libro Berluscomiche di Marco Travaglio (2005, Garzanti Editore), perchè ritrae un bellissimo ed estremamente suggestivo quadretto di famiglia.</p>
<p><strong>Tendenza Dudi</strong></p>
<p><em>Indagati a Milano per ricettazione e riciclaggio i due figli maggiori di Silvio Berlusconi, Marina e Piersilvio, nell'ambito dell'inchiesta sui diritti televisivi e cinematografici Mediaset.</em></p>
<p>Chi sproloquiava sulla morte del capitalismo familiare ed insinuava che Marina e Dudi, detto Piersilvio, non fossero all'altezza del papà, si vergogni ed arrossisca. La notizia della loro iscrizione al registro degli indagati della procura di Milano per ricettazione e riciclaggio - filtrata non a caso da ambienti parlamentari e non giudiziari - fa di loro degni eredi di Silvio Berlusconi e li proietta inevitabilmente nel firmamento della politica. La tradizione familiare è rispettata: dopo il padre Silvio, lo zio Paolo, il cugino Giancarlo Foscale, anche l'erede maschio ha la sua brava indagine penale. E ce l'ha pure l'erede donna, in controtendenza con il ramo femminile della famiglia, che quanto a reati si era rivelato piuttosto carente.  Mentre gli avvocati ed i cortigiani del premier hanno reagito con tuoni e saette, pare che gli interessati abbiano colto l'annuncio con un malcelato sollievo ed una punta di soddisfazione. Ora che sono suoi coindagati, Berlusconi non potrà più giurare la propria innocenza sulla loro testa. Dovrà ricorrere a quelle, ancora intonse, di mamma Rosa, di una zia suora o della cognata Natalia (Veronica, visto il caratterino, meglio lasciarla stare). Oppure difendersi in tribunale dicendo che, come dimostrano gli ultimi sviluppi, lui certi reati li ha proprio nel sangue. E com'è noto, buon sangue non mente.</p>
<p>Un altro motivo di sollievo è la prova di maturità offerta dai due pargoli, che hanno di gran lunga superato il papà. Lui aveva cominciato, modestamente, da una misera falsa testimonianza sulla P2. I rampolli partono direttamente dal riciclaggio e dalla ricettazione. Immaginarsi l'orgoglio di un padre che presenta tutto fiero gli eredi in società: "Ecco, questa è Marina: ricettazione. E questo è Dudi: riciclaggio. Non so se mi spiego..." Sono soddisfazioni. Tanti anni di studi non sono stati vani. E, a proposito di studi, va stigmatizzata l'infelice uscita dell'onorevole avvocato Ghedini, il quale ha sostenuto che le creature, "ai tempi dei fatti, avevano 20 e 22 anni e studiavano all'Università". Qualcosa non torna. Marina è del '66 e Dudi del '69. Ora, visto che i fatti contestati arrivano al '96, Marina all'epoca aveva 30 anni e Dudi 27. Delle due l'una: o erano parecchio fuori corso, oppure l'Università l'avevano finita da un pezzo. Comunque la competenza del tribunale dei minori arriva solo fino a 18 anni, anche se un'improvvida controriforma del Ministro Castelli vorrebbe scendere a 16. E poi, di quali studi parla Ghedini? La prima figura maschile, oltre a quella paterna, nella quale si imbatterono i ragazzi fu Vittorio Mangano, lo stalliere tuttofare che li accompagnava a scuola e li ammaestrava a montare a cavallo. Meglio di un master ad Harvard. Il resto lo fece papà, notoriamente colto, spesso sul fatto. Allo spuntare del primo dentino, invece del solito soldino, il genitore regalava società off-shore. Al battesimo, invece dell'abitino bianco e della Bibbia, un cappuccio della P2 ed un'edizione del Piano di rinascita democratica. Alla prima comunione, invece dell'orologio svizzero, un conto in Svizzera. Alla cresima, invece del motorino, un bel falso in bilancio. E per il fidanzamento, invece dell'anello, un posto d'onore nel registro degli indagati, con il resto della famiglia. Una sana educazione all'antica, corroborata da maestri ed istitutori di prim'ordine, quali Gelli, Carboni, Previti, Dell'Utri, Craxi,: giravano spesso per casa e qualche traccia, visti i risultati, devono averla lasciata.</p>
<p>Certo, manca ancora la corruzione dei giudici, peraltro molto più difficile di un tempo. Certo, a finire sul registro della procura sono capaci in molti: la vera prova del fuoco è strappare un processo e, impresa ancora più ardua, meritarsi una condanna o almeno una prescrizione. Ma i ragazzi sono giovani e hanno tutta la vita davanti per completare e superare l'opera paterna. Si faranno. Ci vorranno tanto impegno e tanta abnegazione. E bisognerà evitare di seguire le orme di zio Paolo, che per anni ha tentato di farsi condannare al posto del fratello ed è stato quasi sempre assolto: i giudici lo arrestavano, lo guardavano in faccia, deducevano che non poteva aver fatto nulla, almeno consapevolmente, poi lo proscioglievano. Dovette patteggiare il pover'uomo per portare a casa un paio d'anni di galera. Ma le creature sono di un'altra pasta. Se il buon giorno si vede dal mattino e vale il detto "talis pater talis filius", sono ben avviati. E poi l'iscrizione sul registro degli indagati è come il diamante della pubblicità: è per sempre.</p>
<p>9 luglio 2004 (Marco travaglio, Bananas, L'Unità)</p>
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<title><![CDATA[Condannato il fratello di Berlusconi]]></title>
<link>http://lamaggioranzasta.wordpress.com/?p=188</link>
<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 10:23:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>serhunt</dc:creator>
<guid>http://lamaggioranzasta.it.wordpress.com/2008/07/13/condannato-il-fratello-di-berlusconi/</guid>
<description><![CDATA[Hanno condannato il fratello di Sivlio Berlusconi, Paolo Berlusconi, per false fatturazioni della su]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lamaggioranzasta.files.wordpress.com/2008/07/censura2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-189" src="http://lamaggioranzasta.wordpress.com/files/2008/07/censura2.jpg?w=300" alt="" width="168" height="153" /></a>Hanno condannato il fratello di Sivlio Berlusconi, Paolo Berlusconi, per false fatturazioni della sua società che gestiva una discarica. Una discarica!!! Con tutto il casino che c'è a Napoli. Qualcuno lo ha sentito al telegiornale? Qualcuno lo ha letto su un quotidiano? L'ho sentito per errore dalla radio.</p>
<p>Il 53° posto inizia a sembrarmi un lusso.</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/news_collection/awnplus_italia/2008-07-11_111247369.html">ANSA</a></p>
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<title><![CDATA[Berlusconi Silvio]]></title>
<link>http://spywareattack.wordpress.com/?p=303</link>
<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 08:00:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hue</dc:creator>
<guid>http://spywareattack.it.wordpress.com/2008/04/15/berlusconi-silvio/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;Italia si è espressa. Vabbè, andate a farvi fottere.
Ecco chi avete votato:
Berlusconi Sil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'Italia si è espressa. Vabbè, andate a farvi fottere.</p>
<p>Ecco chi avete votato:</p>
<p><strong>Berlusconi Silvio (Pdl) </strong></p>
<p><em>Anagrafe </em>Nato a Milano il 29 settembre 1936, primo di tre figli (due maschi e una femmina) di Luigi Berlusconi, impiegato alla Banca Rasini, e Rosa Bossi, casalinga.<br />
<em>Curriculum </em>Laurea in Giurisprudenza; venditore di spazzole elettriche porta a porta; fotografo di cerimonia; bassista e cantante di piano bar su navi da crociera; costruttore; imprenditore; Cavalie­re del lavoro; finanziere; assicuratore; editore di tv e giornali; radio e portali Internet; produttore e distributore cinematografico; presi­dente del Milan; piduista; imputato; politico; 4 legislature (1994, 1996,2001,2006).<br />
<em>Soprannome </em>Sua Emittenza, Cavaliere, Banana, Bellachioma, Psiconano e Testa d'Asfalto (B. Grillo), Caimano (N. Moretti), Cainano.<br />
<em>Segni particolari </em>Come tutti i difensori della famiglia che si ri­spettano, è divorziato e <strong>ha almeno due famiglie.</strong> Dalla prima mo­glie, Carla Elvira Dall'Oglio sposata nel 1965, ha avuto due figli (Marina e Piersilvio); dalla seconda, Miriam Bartolini in arte Vero­nica Lario, conosciuta nel 1980, convivente clandestina dal 1982, uffìcializzata nel 1985 e sposata nel 1990, ha avuto tre figli (Barba­ra, Eleonora e Luigi). Dal 1974 abita ad Arcore a Villa San Marti­no, già villa Casati Stampa, ottenuta a poco prezzo da un'orfana minorenne, per giunta assistita dall'avvocato Cesare Previti. Non ha mai detto chi fossero i soci della finanziaria luganese Finanzie­rungesellshaft fur Residenzen Ag, controllante la sua prima società edile, Edilnord Sas, fondata nel 1963. Non ha mai rivelato chi ci fosse dietro ad altre due misteriose fiduciarie ticinesi, la Cofigen (legata al finanziere Tito Tettamanti) e la Eti AG Holding (ammi­nistrata dal finanziere Ercole Doninelli), che nel 1973 lo aiutarono a creare la Italcantieri Srl. Non ha mai spiegato perché nel 1974 si mise in casa un «fattore», <strong>Vittorio Mangano</strong>, che in realtà era un <strong>mafioso</strong>, previo incontro a Milano con i boss <strong>Stefano Bontate, Vit­torio Teresi e Francesco Di Carlo</strong> (incontro ritenuto provato dal Tribunale di Palermo, che ha condannato Dell'Utri a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). Non ha mai dichiarato ("mi avvalgo della facoltà di non rispondere") da dove venissero i circa <strong>250 milioni di euro</strong> (valore di oggi, di cui almeno una quindi­cina in contanti) che gli piovvero dal cielo fra il 1978 e il 1983 e andarono ad alimentare le esangui casse delle 24 (poi salite a 37) società finanziarie denominate «Holding Italiana» 1,2,3 e così via che compongono la Fininvest. Non ha mai svelato perché, a metà degli anni Settanta, durante la costruzione di Milano 2, il suo nome non compariva mai ai vertici delle Sue società, schermato da una miriade di <strong>prestanomi</strong>: casalinghe, ragionieri, notai, elettricisti, un. cecoslovacco di novant'anni colpito da ictus e paralizzato in carroz­zella, persino un parente di Tommaso Buscetta.</p>
<p>Nel 1975, in un condominio di Milano 2, nasce una tv via cavo, Telemilano 58, che passerà ben presto all'etere come Canale 5. Nel 1977, appena divenuto Cavaliere del lavoro, Berlusconi entra nel capitale de «il Giornale», fondato nel 1974 da Indro Montanelli. Nel 1978 viene affiliato alla loggia massonica deviata e occulta «Propaganda 2» (P2) del maestro venerabile Licio Gelli, a cui è sta­to presentato dal giornalista Roberto Gervaso: tessera numero 1816, grado «apprendista muratore». Di lì a poco comincerà a rice­vere crediti oltre ogni normalità dal Monte dei Paschi e dalla Bnl (due banche con alcuni uomini-chiave affiliati alla P2). E inizierà a collaborare, con commenti di politica economica, al «Corriere del­la Sera», controllato dalla P2 tramite Angelo Rizzali e Bruno Tas­san Din. Negli stessi anni progetta una serie di speculazioni immo­biliari in Costa Smeralda, insieme al faccendiere Flavio Carboni, faccendiere a sua volta legato a personaggi della mafia e della Ban­da della Magliana. Nel 1980 fonda Publitalia ‘80, che sarà presto presieduta da Marcello Dell'Utri.<br />
Nel 1982 acquista Italia1 da Edi­lio Rusconi e nel 1984 Rete 4 da Mondadori. Ormai ha il monopolio dei network commerciali. Ma tre preto­ri, di Torino, Pescara e Roma, gli sequestrano gli impianti che con­sentono le trasmissioni illegali dei programmi in «interconnessio­ne», cioè in contemporanea su tutto il territorio nazionale. Così spegne le tre tv e grida all' «oscuramento». Craxi vara un decreto ur­gente (primo «decreto Berlusconi») per <strong>legalizzare le illegalità del­l'amico Silvio</strong>. Ma il decreto non viene convertito in legge perché incostituzionale. Craxi ne impone un altro (secondo «decreto Ber­lusconi»), minacciando i partiti alleati di andare alle elezioni antici­pate. Pochi mesi dopo Berlusconi si sdebita bloccando, per ordine di Craxi, l'acquisto della Sme dall'Iri da parte della Buitoni di Car­lo De Benedetti, alleandosi con Barilla e Ferrero e ottenendo una strana sentenza nella controversia giudizi aria che ne segue. Senten­za firmata da un giudice che riceverà denaro dagli avvocati di Ber­lusconi. Nel 1986 acquista il Milan. Intanto fallisce l'operazione La Cinq in Francia, che chiuderà definitivamente i battenti nel '90. Maggior successo avrà l'operazione Telecinco in Spagna, a parte un processo per frode fiscale e violazione della legge antitrust (la Spa­gna infatti ne ha una). Nel 1988 acquista la Standa.</p>
<p>Nel 1990, grazie a una <strong>sentenza comprata</strong> da Previti con una<strong> mazzetta Fininvest al giudice Vittorio Metta</strong>, si impossessa della Mondadori, la prima casa editrice italiana, controllata in quel mo­mento dal gruppo Caracciolo-De Benedetti e contenente, oltre al settore libri, alcune prestigiose testate: «la Repubblica», i quotidia­ni regionali Finegil, «Panorama», «L'espresso» ed «Epoca». Una suc­cessiva mediazione politica porterà alla spartizione del gruppo: «la Repubblica», «L'espresso» e giornali locali a De Benedetti, tutto il resto al Cavaliere. Nel 1990 il governo del Caf (Craxi-Andreotti­Forlani) vara la legge Mammì, detta anche «Polaroid» perché con­tiene un principio antitrust che fotografa il trust: Berlusconi può tenersi le sue tv (compresa una quota di Telepiù) e la Mondadori, deve soltanto «spogliarsi» de «il Giornale» (che gira al <strong>fratello Pao­lo</strong>). La sinistra Dc ritira i suoi cinque ministri dal governo di Giu­lio Andreotti, che li sostituisce in una notte. Negli stessi mesi il Ca­valiere si fa costruire un mausoleo funerario nel parco della villa di Arcore, progettato dallo scultore Pietro Cascella e liberamente ispi­rato alla tomba di Tutankamon.</p>
<p>Nel gennaio del 1994, ormai orfano dei partiti amici travolti dallo scandalo di Tangentopoli, fonda Forza Italia ed entra personal­mente in politica. «<strong>Se non lo faccio, mi arrestano e fallisco per de­biti</strong>», dice in giro. Si proclama seguace fervente di Mani Pulite, mette insieme An e la Lega (la prima alleata solo al Sud, la seconda solo al Nord) nel Polo delle Libertà. E vince le elezioni del 27 mar­zo, grazie anche alle opposizioni di centro e di sinistra, che corrono divise, e diventa presidente del Consiglio. Tenta di avere i pm Da­vigo e Di Pietro nel suo governo, ma i due magistrati rifiutano e lui ripiega su personaggi come Biondi e Previti. Il Berlusconi-1 ha vita breve. Vara il decreto Biondi, subito ribattezzato <strong>Salvaladri</strong>, per sal­vare dall'arresto il fratello Paolo e alcuni dirigenti Fininvest indaga­ti per corruzione della Guardia di finanza, ma gli alleati di An e della Lega lo costringono a ritirarlo a furor di popolo. Approva il condono fiscale, edilizio e ambientale. Il 21 novembre viene coinvolto personalmente nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di fi­nanza. Racconta di aver avuto un <strong>avviso di garanzia</strong> a Napoli du­rante il G8 e di averlo scoperto leggendo il «Corriere della Sera»: ma non era un avviso di garanzia, bensì un invito a comparire per spiegare un suo incontro con l'avvocato Fininvest Massimo Maria Berruti poco prima che questi depistasse le indagini sulle mazzette del gruppo alla Guardia di finanza; l'invito non gli fu recapitato a Napoli, ma a Roma; a Napoli non c'era alcun vertice del G8, ma un convegno internazionale sulla criminalità; Berlusconi non sep­pe la notizia dell'indagine dal «Corriere della Sera», ma la sera pri­ma, quando i carabinieri, inviati dal pool di Milano a Roma, gli lessero al telefono il contenuto dell'incartamento. Il 22 dicembre è costretto a dimettersi da presidente del Consiglio, dopo la mozione di sfiducia presentata dalla Lega Nord contro la riforma delle pen­sioni. La vicenda giudiziaria non c'entra nulla, ma lui racconta che la colpa è dei giudici e comincia a gridare al «ribaltone». In realtà, non c'è alcun ribaltone: il successore l'ha indicato lui nel suo mini­stro del Tesoro, Lamberto Dini, salvo poi votare contro il governo istituzionale, sostenuto cosi soltanto dalla Lega e dal centrosinistra.</p>
<p>Nel 1996, <strong>indagato anche per mafia e per corruzione giudizia­ria insieme a Previti</strong> (dopo l'arresto del giudice Squillante per cor­ruzione da parte della Fininvest, in seguito alle rivelazioni di Ste­fania Ariosto), Berlusconi perde le elezioni e finisce all'opposizio­ne per cinque anni. Ma il centrosinistra, diviso e rissoso, lo invita a riscrivere la Costituzione nella Bicamerale, evitando di risolvere il conflitto d'interessi e di varare una legge antitrust sulle tv e ap­provando tutte le leggi contro la giustizia previste nel suo pro­gramma (di Berlusconi, non del centrosinistra). Lui alla fine fa saltare la Bicamerale, fa pace con Bossi e rivince le elezioni nel 2001, tornando al governo per cinque anni. Cinque anni di men­zogne, di figuracce internazionali, di leggi <em>ad personam</em><em>, </em>di condo­ni su condoni, di epurazioni e censure televisive, ma anche di mal­governo in ogni settore della vita pubblica, che lo trascinano alla sconfitta, sia pure di misura, nel 2006. Questa volta al centrosini­stra bastano due anni di baruffe, errori e omissioni per riportare Berlusconi in cima ai sondaggi, cioè in <em>pole position</em><em> </em>per la sua quinta candidatura a Palazzo Chigi. Lui si prepara alla terza rina­scita con la solita fiumana di bugie. Raccoglierle tutte sarebbe im­possibile (rimandiamo al nostro <em>Le mille balle blu,</em><em> </em>Rizzoli-Bur, Milano 2006). Ci limitiamo a riportare le ultime in ordine di tem­po, raccontate all'inizio di questa campagna elettorale. Per esem­pio a Tv7, dinanzi a uno sdraiato Gianni Riotta, il 14 febbraio 2008: «Mi sono battuto perché Enzo Biagi non lasciasse la Rai, ma alla fine ha prevalso in Biagi il desiderio di essere liquidato con un compenso molto elevato». O ancora: «Il nostro programma economico è già stato presentato al commissario europeo Almu­nia, il nostro ministro Tremonti ha avuto un colloquio con lui e penso che sarà condiviso». Sbigottita la replica di Joaquin Almu­nia: «Non ho ricevuto assolutamente nulla e quindi non posso aver approvato nulla» (<em>21 </em><em>febbraio 2008</em><em>). </em></p>
<p><strong>Balle a raffica</strong> anche il 12 febbraio, a <em>Porta a Porta</em><em>. </em>«Nel 1994 dovetti scendere in campo dopo aver tentato di mettere d'accordo Bossi e Zaccagnini» (ma era Martinazzoli, non Zaccagnini, che ri­sulta morto nel 1989) . «Contro i clandestini chiuderò le frontiere» (quali? come?). «La lotta di Prodi e Visco all'evasione ha spaventato gl'italiani» (per la verità ha spaventato gli evasori, che hanno co­minciato a pagare un po' di tasse). «Anche a me danno fastidio quelli che dichiarano meno al fisco e poi fanno il condono, perché se tutti pagassero le tasse anch'io ne pagherei di meno» (peccato che anche lui e Mediaset abbiano usufruito dei condoni approvati dal suo stesso governo, e che lui sia imputato fra l'altro per evasio­ne fiscale). «Sono arrivato, con le mie aziende, ad avere 56mila collaboratori» (ma i borderò della Fininvest, anche nei periodi d'oro, arrivavano al massimo a 28mila). «Non si può non fare il traforo del Frejus» (peraltro già fatto da 130 anni). «I comunisti vogliono abolire la moneta» (ma quali? ma quando?). «Come presidente del Milan, ho vinto più di tutti nella storia del calcio: addirittura il doppio di Santi ago Bernabeu» (l'indomani «La Gazzetta dello Sport» dimostra che Santiago Bernabeu, leggendario presidente del Real Madrid, vinse il doppio dei trofei vinti dal Milan berlusconia­no). «Io mi sento 35 anni, ma sto lavorando con don Verzè per por­tare l'età media degli italiani a 120 anni.» Ci farà sapere.</p>
<p><em>Fedina penale</em><em> </em>Breve riepilogo della sua carriera di imputato (per l'elenco completo andate <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Procedimenti_giudiziari_a_carico_di_Silvio_Berlusconi" target="_blank">qui</a>), ini­ziata nel lontano 1990 quando la Corte d'appello di Venezia riten­ne falsa la sua testimonianza a proposito della sua iscrizione alla loggia P2, ma dichiarò il reato coperto dall'amnistia appena varata dal Parlamento.</p>
<p>- <strong><span style="color:#666699;">Tangenti alla Guardia di finanza</span></strong>: condanna in primo grado a 2 anni e 9 mesi per corruzione; prescrizione (grazie alle attenuanti generiche) in appello; assoluzione per «insufficienza probatoria» (comma 2 dell'articolo 530 del Codice di procedura penale) in Cassazione. Condannati invece per corruzione il manager Fininve­st Salvatore Sciascia e alcuni ufficiali delle Fiamme gialle, nonché - per favoreggiamento - l'avvocato Fininvest Massimo Maria Berru­ti, poi promosso deputato di Forza Italia.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">All Iberian-1</span></strong>: condanna in primo grado a 2 anni e 4 mesi per i 23 miliardi di lire di finanziamento illecito versati su un conto sviz­zero di Bettino Craxi; prescrizione (grazie alle attenuanti generi­che) in appello, confermata in Cassazione.</p>
<p> - <span style="color:#666699;"><strong>All Iberian-2</strong></span>: per i falsi in bilancio relativi a 1200 miliardi di fondi neri su conti esteri, assoluzione «perché il fatto non è più pre­visto dalla legge come reato», nel senso che lo stesso imputato Ber­lusconi l'ha depenalizzato per legge.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Medusa Cinema</span></strong>: condanna in primo grado a 1 anno e 4 mesi per 10 miliardi di fondi neri accantonati, nell' ambito della com­pravendita della casa cinematografica, su alcuni libretti al portatore del Cavaliere; il quale però, in appello, viene assolto con formula dubitativa (art. 530 comma 2) perché è cosi ricco che potrebbe non essersi accorto del versamento da parte del manager Carlo Berna­sconi (condannato).</p>
<p> - <span style="color:#666699;"><strong>Terreni di Macherio</strong></span>: assoluzione in primo grado dall'appro­priazione indebita e dalla frode fiscale (4,4 miliardi di lire pagati in nero all' ex proprietario dei terreni che circondano Villa Belvedere, dove vive Veronica con i figli di secondo letto) e prescrizione dei falsi in bilancio di due società immobiliari; in appello sentenza con­fermata e assoluzione anche da uno dei due falsi in bilancio, men­tre il secondo rimane ma è coperto da amnistia.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Caso Lent</span><span style="color:#666699;">ini</span></strong>: per i 10 miliardi di lire versati in nero dal Milan al Torino in cambio dell' acquisto del calciatore Gianluigi Lentini, il reato di falso in bilancio viene dichiarato prescritto grazie alle at­tenuanti generiche e alla riduzione dei termini di prescrizione pre­vista dalla riforma del reato voluta dal governo Berlusconi.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Bilanci Fininvest 1988-92</span></strong>: archiviazione per prescrizione dei reati di falso in bilancio e appropriazione indebita nell' acquisto di diritti televisivi da parte di alcune società off-shore del gruppo Fi­ninvest, sempre a causa delle attenuanti generiche e dei termini ab­breviati dalla legge Berlusconi.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Consolidato Fininvest</span></strong>: ancora prescrizione, grazie alle generiche e ai nuovi termini della legge Berlusconi, anche per il processo relativo ai falsi in bilancio su 1500 miliardi di fondi neri accanto­nati su 64 società off-shore del «comparto B» della Fininvest.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Mondadori</span></strong>: il reato di corruzione giudiziaria per la compra­vendita della sentenza Mondadori (tangente Fininvest da Previti al giudice Metta) viene dichiarato prescritto grazie alle attenuanti ge­neriche, almeno per Berlusconi; Previti invece viene condannato definitivamente a 1 anno e 6 mesi «in continuazione» con la con­danna a 6 anni per la sentenza comprata Imi-Sir.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Sme-Ariosto</span></strong>: assoluzione dall'accusa di corruzione giudiziaria nella compravendita della causa Sme; prescrizione in primo grado per la tangente Fininvest di 434.404 dollari al giudice Squillante nel 1991, reato dal quale Berlusconi viene poi assolto in appello e in Cassazione. Per i falsi in bilancio connessi con i pagamenti ai giudici, il Tribunale di Milano assolve il Cavaliere «perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato», in quanto lo stesso im­putato lo ha di fatto depenalizzato.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Telecinco</span></strong>: processo ancora in corso, a Madrid, per presunti falsi in bilancio e violazioni dell' antitrust spagnola relativi all' emit­tente Telecinco (altri imputati, tra cui il dirigente Fininvest Alfredo Messina, sono stati nel frattempo giudicati in quanto privi di im­munità e assolti).</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Mafia e riciclaggio di denaro sporco</span></strong>: sei inchieste archiviate per decorrenza dei termini d'indagine dal pool antimafia di Palermo.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Concorso in strage</span></strong>: due indagini archiviate, rispettivamente a Caltanissetta per gli eccidi di Capaci e via d'Amelio e a Firenze per le bombe del '93 a Milano, Firenze e Roma, sempre per decorrenza dei termini massimi per investigare.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Diritti Mediaset</span></strong>: è uno dei tre processi ancora aperti a carico del Cavaliere. Le accuse vanno dal falso in bilancio alla frode fisca­le all' appropriazione indebita, e si riferiscono a un vorticoso giro di miliardi che sarebbero stati accumulati in nero acquistando diritti televisivi e cinematografici dalle major americane e intermediati da alcune società-schermo nei paradisi fiscali, occultamente controlla­te dal gruppo del Biscione (come Century One e Universal One), per fame lievitare il prezzo. Fittiziamente, sempre secondo l'accusa. Una cresta oggi, una cresta domani: colla differenza fra il valore reale e quello gonfiato avrebbe alimentato il polmone delle risorse extra-bilancio. Il dibattimento è in corso, praticamente agli sgoc­cioli, davanti al Tribunale di Milano.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Corruzione di Mills</span></strong>: altro processo aperto al Tribunale di Mi­lano, dove Berlusconi è imputato per corruzione giudiziaria del te­stimone David Mills, avvocato inglese e consulente per la finanza estera del gruppo Fininvest, che avrebbe ricevuto 600mila dollari nel 1998 dal Cavaliere in cambio dei suoi silenzi e delle sue bugie in occasione degli interrogatori nel 1997 nei processi Guardia di fi­nanza e AlI Iberian.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Corruzione di Saccà</span></strong>: su Berlusconi pende una richiesta di rin­vio a giudizio della Procura di Napoli per corruzione dell' ex diret­tore generale della Rai e poi di Raifiction, Agostino Saccà. L'in­chiesta dei pm Paolo Mancuso e Vincenzo Piscitelli riguarda le raccomandazioni per cinque «attrici» (Elena Russo, Evelina Man­na, Antonella Troise, Camilla Vittoria Ferranti ed Eleonora Gag­gioli) fatte dal leader forzista a Saccà in una telefonata intercettata. In cambio dell'inserimento delle ragazze nel cast di alcune fiction, come <em>Incantesimo, </em>Berlusconi avrebbe promesso al dirigente Rai sostegno finanziario, imprenditoriale e politico, di assicurarsi, tra l'altro, anche dalla diretta partecipazione dello stesso, a mezzo di pro­prio fiduciario o società comunque a lui riferibile, al capitale della co­stituenda New.Co, società realizzatrice della iniziativa privatistica del progetto denominato Pegasus ideata e promossa da Saccà e da altre persone e in via di realizzazione.<br />
Sulla richiesta di rinvio a giudizio per Berlusconi e Saccà, inoltrata dalla Procura il 18 gennaio 2008, deciderà presto il gip di Napoli in udienza preliminare.</p>
<p> - <strong><span style="color:#666699;">Compravendita di senatori</span></strong>: una tranche della stessa inchiesta napoletana è stata trasmessa a Roma per competenza e ipotizza, a carico del solo Berlusconi, l'istigazione alla corruzione di senatori del centrosinistra per il loro passaggio al centrodestra e dunque per la caduta del governo Prodi. Dalle telefonate intercettate tra il Ca­valiere e Saccà e dalle deposizioni di alcuni testimoni, si evince che Berlusconi li avrebbe avvicinati o fatti avvicinare da terze persone era novembre e dicembre del 2007, cioè in pieno dibattito parla­mentare sulla legge finanziaria, promettendo ricompense anche in denaro in cambio del «ribalto ne» a Palazzo Madama. Un senatore dell'Unione.., secondo le parole intercettate del Cavaliere - si sa­rebbe reso disponibile a saltare la barricata in cambio della racco­mandazione a Raifiction di una delle cinque «attrici». Le avances più stringenti sarebbero state rivolte al senatore Nino Randazzo, eletto in Australia, sia direttamente da Berlusconi, sia tramite un commercialista milanese. Ma Randazzo le respinse e rimase fedele all'Unione.</p>
<p>P.S. Il <strong>pluri-imputato, pluri-prescritto e pluri-autoassolto</strong> Silvio Berlusconi è pure circondato da <strong>pregiudicati</strong>. <strong>Sia in famiglia, sia in azienda, sia in Forza Italia</strong>. Suo fratello Paolo ha patteggiato 1 anno e 11 mesi per corruzione nella discarica di Cerro e risarcito la Re­gione Lombardia con 101 milioni di euro (cifra record per un im­putato a Milano).<br />
Il suo avvocato di fiducia nonché ex ministro della Difesa, Cesare Previti, ha totalizzato condanne definitive per corruzione giudiziaria per 7 anni e 6 mesi di reclusione ed è attual­mente un detenuto, affidato in prova ai servizi sociali presso una comunità di recupero per tossicodipendenti e alcolisti. Il suo brac­cio destro Marcello Dell'Utri ha collezionato una dozzina di pro­cessi, approdati a una condanna definitiva a Torino (2 anni e 3 me­si patteggiati in Cassazione per le false fatture e le frodi fiscali di Publitalia), a una condanna a Milano in primo e secondo grado per tentata estorsione mafiosa (2 anni di reclusione in condominio con il boss di Trapani, Vincenzo Virga) e a una condanna in primo gra­do a Palermo per <strong>concorso esterno in associazione mafiosa</strong>.</p>
<p><em>Assenze</em><em> </em>4804 su 4875 (98,5%).<br />
<em>Frase celebre</em><em> </em>Trascrizione della telefonata intercettata dalla Pro­cura di Napoli sul cellulare di Agostino Saccà il 21 giugno 2007, ore 18.40.</p>
<p><em>Berlusconi:</em> Agostino!<br />
<em>Saccà:</em> Presidente! Buonasera...come sta...Presidente...<br />
B: Si sopravvive...<br />
S: E ...vabbè, ma alla grande, voglio dire, anche se tra difficoltà, cioè io...lei è sempre più amato nel Paese...<br />
B: Politicamente sul piano zero...<br />
S: Sì<br />
B: ... Socialmente, mi scambiano ... mi hanno scambiato per il papa...<br />
S: Appunto dico, lei è amato proprio nel Paese, guardi glielo dico senza nessuna piangerìa...<br />
B: Sono fatto...oggetto di attenzione di cui sono indegno...<br />
S: Eh...ma è stupendo, perché c'era un bisogno...c'è un vuoto...che ...che lei copre anche emotivamente cioè vuol dire...per cui la gente...proprio...è così...lo registriamo.<br />
B: È una cosa imbarazzante...<br />
S: Ma è bellissima, però.<br />
B: Vabbè...allora?<br />
S: Presidente io la disturbo per questo, per una cosa fondamentale, volevo dirle alcune cose della Rai importanti in questo momento, perché abbiamo faticato tanto per conservare la maggioranza...eh, la maggioranza cinque è importante anche in questo passaggio, riuscia­mo a conservarla per un anno dopo la...ma è strategica questa cosa, ma se la stanno giocando in una maniera...stupida...proprio, cioè...quindi, volevo...lei già lo sa...perché le avevo...volevo darle questo allarme, perché, allora, se abbiamo la maggioranza in consiglio, e quindi abbiamo una forte importanza, questa maggioranza non la smonta più nessuno ormai dopo la decisione...<br />
B: Sì,...non capisco Urbani che fa lo stronzo, no?!<br />
S: Mah! Allora...Urbani, io non...non lo so...penso che in questi giorni sono stati più i nostri alleati...che hanno un po'... no! ... lui forse ha fatto un errore su Minoli...e l'altra volta...eh...però sono stati un po'... An e anche la Lega, che per un piatto di lenticchie han­no spaccato la maggioranza...dopo quindici giorni, in cui la maggio­ranza era uscita saldissima dalle aule giudiziarie, cioè quello che non è riuscito con specie...<br />
B: Mamma mia, vabbè, adesso io ho dovuto...interessarmi di questa cosa...<br />
S: Gli è riuscito con Speciale...gli è riuscito forse con quello della polizia.<br />
B: adesso li richiamo... a (parola incomprensibile)...<br />
S: Li richiami lei all' ordine  Presidente...<br />
B: D'accordo.<br />
S: ...perché abbiamo una grande vittoria...qui in azienda stavamo riprendendo anche consensi...in giro (fonetico)<br />
B: Vabbè vabbè...adesso vediamo, vediamo un po'. Senti, io...poi avevo bisogno di vederti...<br />
S: Sì<br />
B: ...perché c'è Bossi che mi sta facendo una testa tanto...<br />
S: Sì...sì...<br />
B ...con questo cavolo di...fiction...di Barbarossa...<br />
S: Barbarossa è a posto per quello che riguarda per quello che riguarda Rai fiction, cioè in qualunque momento.<br />
B: Allora mi fai una cortesia ...<br />
S: Sì<br />
B: Puoi chiamare la loro soldatessa che hanno dentro il consiglio...<br />
S: Sì<br />
B: ...dicendogli testualmente che io t'ho chiamato...<br />
S: Vabbene, vabbene...<br />
B ...che tu mi hai dato garanzia che è a posto...<br />
S: Sì, sì è tutto a posto...<br />
B: ...chiamala, perché ieri sera.<br />
S: La chiamo subito Presidente.<br />
B ...a cena con lei e con Bossi, Bossi mi ha detto, ma insomma...di qui di là...dice... Ecco, se tu potevi fare sta roba...mi faresti una cor­tesia.<br />
S: Allora diciamola tutta...diciamola tutta Presidente...così lei la sa tutta,' intanto il signor regista ha fatto un errore madornale perché un mese fa...ha dato...e loro lo sanno...ha dato un'intervista alla «Padania», dicendo che aveva parlato con Bossi e che era tutto ... io, ero riu­scito a rimetterla in moto la cosa, che era tutto a posto perché aveva parlato col Senatur...bla, bla, bla... il giorno dopo il «Corriere della Sera» scrive...<br />
B: Esiste... (parola incomprensibile)...<br />
S: In due pezzi, dicendo, Saccà fa quello che gli chiede la...(parola incomprensibile), le mando poi gli articoli...così...<br />
B: Chi è il regista?<br />
S: Il regista è Martinelli, che è un bravo regista, però è uno stupido, un ingenuo, un cretino proprio...<br />
B:Uhm...<br />
S: Un cretino, mi ha messo in una condizione molto difficile, perché mi ha scritto un articolo sul «Corriere della Sera» e poi non contento, Grasso sul Magazine del «Corriere della Sera» scrive: «il potente Saccà fa quello che gli dice Berlusconi e basta»...ecc... che poi, non è vero, lei non mi ha chiesto mai...<br />
B: Allora ascoltami ...<br />
S: Lei è l'unica persona che non mi ha chiesto mai niente...voglio dire ...<br />
B: lo qualche volta di donne...e ti chiedo...perché...<br />
S: Sì,...ma mai...<br />
B ...per sollevare il morale del capo... (ridendo)<br />
S: Eh esatto, voglio dire ma, mi ha lasciato una libertà culturale di...ideale totale ... voglio dire totale...e questo lo sanno tutti, allora perché, e, malgrado questo, io sono stato chiamato poi dal Presidente, dal Direttore Generale: «Mah! Com'è sta cosa!?». Questa cosa vale perché, vale perché Barbarossa è Barbarossa, perché Legnano è Legnano...<br />
B: Certo, certo...<br />
S: Perché i Comuni a Milano hanno segnato la civiltà dell'Occiden­te...voglio dire...<br />
B: D'accordo...vabbene...<br />
S: Quindi, adesso io la chiamo subito ecc...Presidente, poi quando lei ha un attimo di...<br />
B: La settimana prossima sto a Roma...vieni a trovarmi quando vuoi...<br />
S: Eh...vediamo...<br />
B: ...Chiama la Marinella [Brambilla, la segretaria di Berlusconi, <em>nda</em>] lunedì...<br />
S: Mi metto d'accordo con Marinella...<br />
B: ...lunedì che ci mettiamo d'accordo, vabbene. Senti, tu mi puoi fare ricevere due persone...<br />
S: Assolutamente...<br />
B: ...perché io sono veramente dilaniato dalle richieste di coso...<br />
S: Assolutamente...<br />
B: Con la Elena Russo non c'era più niente da fare? Non c'è modo... ?<br />
S: No ... c'è un progetto interessante ... adesso io la chiamo...<br />
B: Gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Man­na. Non c'entro niente io, è una cosa...diciamo...di...<br />
S: Chi mi dà il numero?<br />
B: Evelina Manna... o non ce l'ho ..<br />
S: Chiamo...<br />
B: No, guarda su Internet...<br />
S: Vabbè, la trovo, non è un problema...me la trovo io...<br />
B: Ti spiego che cos'è questa qui...<br />
S: Ma no, Presidente non mi deve spiegare niente...<br />
B: No, te lo spiego: io sto cercando di avere...<br />
S: Presidente, lei è la persona più civile, più corretta...<br />
B: Allora...è questione di... (parola incomprensibile, le voci si accavallano)...<br />
S: Ma questo nome è un problema mio...<br />
B: lo sto cercando...di aver la maggioranza in Senato...<br />
S: Capito tutto...<br />
B: Eh...questa Evelina Manna può essere...perché mi è stata richiesta da qualcuno ... con cui sto trattando...<br />
S: Presidente... a questo proposito, quando ci vediamo, io gli posso dire qualcosa che riguarda la Calabria...interessante...<br />
B: Molto bene...<br />
S: ...perché c'è stato un errore, in una prima fase c'è stato un errore per la persona che ha mediato il rappor... poi glielo dico a voce...<br />
B: che non andava bene?<br />
S: non andava bene...<br />
B: Devo farlo io direttamente.<br />
S: Esatto, non andava bene per nulla...<br />
B: Va bene...<br />
S: Poi le dico meglio...Presidente...<br />
B: Va bene, io sto lavorando all' operazione libertaggio... l'ho chiamata così, va bene?<br />
S: Va bene.<br />
B: Va bene se puoi chiamare questa signora qui...<br />
S: La chiamo...e poi quando...<br />
B: Evelina Manna...<br />
S: ci vediamo le riferisco.<br />
B: e anche Elena Russo grazie, ci sentiamo...<br />
S: Vabbene...allora arrivederla, Presidente...<br />
B: La settimana prossima ci vediamo...<br />
S: ...oh...metta le mani però su 'sta maggioranza...perché veramen­te io ho rischiato tanto per avere la maggioranza in consiglio [di amministrazione della Rai, <em>nda</em>].<br />
B: Faccio questo...anche se.<br />
S: ..e si è sciolta dopo la set... abbiamo fatto una figura barbina!<br />
B: Va bene...<br />
S: ...ma non per colpa...mi creda...di Urbani...<br />
B: D'accordo...<br />
S: Urbani fa altre cazzate...<br />
B: Si, si va bene!<br />
S: Grazie Presidente...<br />
B: Grazie, ciao...ci vediamo la settimana prossima.</p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#666699;">Per chi volesse ascoltare la conversazione, ecco youtube in soccorso</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_zWFKDPX6l4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/_zWFKDPX6l4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p> </p>
<p><strong><span style="color:#888888;">Tratto da <span style="color:#666699;"><em>Se li conosci li eviti</em>,</span> Peter Gomez - Marco Travaglio, 2008, Milano, Chiarelettere.</span></strong></p>
<p>Intanto all'estero già ci prendono, giustamente, per il culo. <a href="http://warthogatlarge.wordpress.com/2008/04/15/guess-whos-back/" target="_blank">Dicono di noi</a> ad esempio.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La campagna elettorale e l'economia]]></title>
<link>http://erezionipolitiche2008.wordpress.com/?p=126</link>
<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 22:25:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>apoliticononprofessionista</dc:creator>
<guid>http://erezionipolitiche2008.it.wordpress.com/2008/03/26/la-campagna-elettorale-e-leconomia/</guid>
<description><![CDATA[
Il dibattito politico degli ultimi giorni è concentrato tutto sull&#8217;economia: la vicenda Alit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/_eCb9gmTrGA'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/_eCb9gmTrGA&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Il dibattito politico degli ultimi giorni è concentrato tutto sull'economia: la vicenda Alitalia, le pensioni, i salari, gli sprechi.</p>
<p>Evidentemente si tratta di un amore reciproco se si sfogliano le dichiarazioni che partiti e singoli politici hanno rilasciato in seguito ai finanziamenti ricevuti per la campagna elettorale e per svolgere l'attività politica.<!--more--></p>
<p>Ne sa qualcosa di finanziamenti e pressioni Pierluigi Bersani, che nel 2006 fu foraggiato abbondantemente per la sua campagna elettorale: dalla AirOne (40 mila euro), alla Manutencoop (35 mila euro), al Consorzio nazionale servizi di Bologna (49 mila euro). A questi si aggiungo i 98 mila del Gruppo Riva, che come si vedrà più in fondo ha finanziato un pò tutti, e tanti altri grandi e piccoli doni che hanno fatto arrivare il ministro a un montepremi invidiabile di 480 mila euro.</p>
<p>E' stato, invece, un colpo di fulmine a far capire a Davide Cincotti, amico di Paolo Berlusconi e imprenditore di Battipaglia con interessi in Sardegna, che Rinnovamento Italiano, movimento di Lamberto Dini, era la sua passione, facendogli versare lo scorso settembre 295 mila euro.</p>
<p>Sempre in autunno, ben altre affinità hanno portato Giovanni Averdi, imprenditore cremonese, a donare 300 mila euro a Forza Italia. Per par condicio, però, il re dell'acciaio si è subito preoccupato di darne altrettanti al Partito Democratico.</p>
<p>Si sono mantenute bipartisan, anche Federacciai che ha finanziato quasi tutti i ministri delle Attività Produttive succedutisi negli ultimi anni; lo stesso vale per Carlo Toto, patron di AirOne, che dopo Bersani e Minniti, ha onorato il debito anche con Egidio Pedrini, deputato dell'Italia dei Valori (5 mila euro) e Forza Italia, con 50 mila euro.</p>
<p>Non hanno badato a bandiere i due competitors principali nel settore delle autostrade: il gruppo Benetton con 150 mila euro ciascuno a Margherita, Ds, Fi, An, Udc e Lega, onorando anche Mastella con 50 mila euro; il gruppo di Marcellino Gavio con 100 mila euro a Prodi, altrettanti all'Udc e 50 mila euro anche a Fi.</p>
<p>Schieratissima, invece, Federfarma, che ha finanziato Ulivi (An), Crosetto (Fi), Gasparri (An) e molto gettonato nel settore dell'acciaio il partito del Cavaliere, Forza Italia, che ha ricevuto in dono dal Gruppo Riva, attraverso due controllate, 245 mila euro, dalla Tubosider 50 mila e dalla Transider 75 mila euro.</p>
<p>Questioni di famiglia per Francesco Gaetano Caltagirone, costruttore e editore del Messaggero, che ha regalato a Pierferdi 900 mila euro. Sempre la famiglia, democristiana però, porta a Vito Bonsignore, europarlamentare Udc, che ha versato al suo partito 220 mila euro (per le sezioni regionali di Lazio e Piemonte) e altri 250 mila alle casse nazionali.</p>
<p>Ha il suo grande finanziatore anche Clemente Mastella che, all'ultima campagna elettorale ha potuto contare sui 150 mila euro offertigli da Diego della Valle.</p>
<p>A prender soldi dagli imprenditori c' anche Di Pietro, che ha incassato 40 mila euro dall'ex presidente del Treviso calcio e 15 mila da Media Cisco srl. Unica eccezione, Rifondazione Comunista. Il partito di Fausto Bertinotti non accetta finanziamenti dal mondo dell'economia, finanziandosi quasi esclusivamente con i contributi dei loro eletti in Parlamento e negli altri incarichi pubblici. Un buon esempio che seguono in pochi.</p>
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</item>

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