<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>parchi-archeologici &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/parchi-archeologici/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "parchi-archeologici"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 13:27:33 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Orbetello, Cinta muraria di Cosa]]></title>
<link>http://maremmastyle.wordpress.com/?p=23</link>
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 11:09:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>maremmapromotion</dc:creator>
<guid>http://maremmastyle.wordpress.com/?p=23</guid>
<description><![CDATA[
Su un promontorio roccioso (114 metri sul livello del mare), in posizione strategica rispetto al tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<div class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Su un promontorio roccioso (114 metri sul livello del mare), in posizione strategica rispetto al tratto di costa tirrenica oggi compreso fra Toscana e Lazio, nel 273 a.C. viene dedotta la colonia romana di Cosa, dopo che Roma aveva definitivamente sconfitto le città etrusche di Volsinii e di Vulci in alleanza (280 a.C.), occupando gli ampi territori da esse controllati. Alla nuova colonia di Cosa viene pertanto attribuita in primis la funzione di tenere sotto controllo i territori etruschi di recente conquista e non del tutto rassegnati alla sottomissione, oltre che di respingere un eventuale attacco di Cartagine, divenuta ormai una temibile avversaria di Roma (solo alcuni anni più tardi, nel 264 a.C., scoppierà la prima guerra punica).La città viene dunque strutturata come una fortezza e circondata da una possente cinta muraria (1500 metri circa di lunghezza) in opera poligonale di blocchi calcarei, cavati nell’area del promontorio stesso, come sembrano dimostrare i vari fronti di cava recentemente individuati. Lungo il percorso della cinta muraria, diciotto torri quadrate ed una torre rotonda - ad oggi identificate - rinforzano ulteriormente la fortificazione lungo i tratti di maggiore vulnerabilità. Delle tre porte che l'attraversano, le più conservate - le c.d. Porta Romana e Porta Fiorentina - presentano una conformazione doppia, con vano interno e chiusura a saracinesca, caratterizzata da canali verticali di scorrimento perfettamente ricavati nei blocchi lapidei sovrapposti, in corrispondenza dei lati dell’ingresso. Da qui passavano le strade principali, che collegavano il territorio circostante con il centro urbano di impianto ortogonale, definito mediante una fitta griglia di vie basolate che si incrociavano ad angolo retto, identificando gli isolati rettangolari ove risiedevano i coloni (insulae) e le aree destinate ad ospitare gli edifici sacri (arx) o le attività politiche e commerciali della comunità (foro). Se dalla porta posta immediatamente sotto il foro (c.d. Porta Romana) si doveva raggiungere il Portus Cosanus, oltre che la via Aurelia in direzione di Roma, dalla porta di Nord-Ovest (c.d. Porta Fiorentina) si guadagnavano agevolmente le principali vie di comunicazione verso Nord, seguendo un percorso che poco si discosta da quello attuale.</span></span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Le mura, che racchiudono un'area di più di tredici ettari, sono datate fra il 273 ed il 264 a.C. (dalla fondazione di Cosa alla prima guerra punica), in concomitanza con il primo decennio di vita della colonia, che ovviamente privilegiò – all’interno del progetto costruttivo globale - le necessarie opere di fortificazione e gli edifici pubblici. Le mura di Cosa sembrano pertanto essere non di molto posteriori rispetto a quelle - sempre in opera poligonale a grandi blocchi di arenaria regolarizzati e sapientemente uniti- del vicino centro etrusco di Orbetello, che, nella prima età ellenistica, era stato "rifondato" in funzione anti-romana ed aveva dovuto dotarsi di mura di cinta imponenti, che hanno conservato nel tempo l’originale funzione di fortificazione e che sono ancora visibili nei consistenti tratti lungo la laguna, ove è possibile identificare anche alcune porte d'accesso.</span></span></div>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Dal 1999 ad oggi, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana ed il Comune di Orbetello, consapevoli del fatto che Cosa costituisce uno dei complessi monumentali più significativi dell’intero territorio regionale per il periodo romano, oltre che una delle aree maggiormente frequentate e apprezzate dal turismo nazionale ed internazionale, hanno promosso alcuni interventi di consolidamento e restauro della cinta muraria urbica, quale elemento architettonico – ma anche ideale – determinante per la definizione stessa di città.</p>
<p>Il progetto relativo al consolidamento ed al restauro della cinta muraria di Cosa ha usufruito di un finanziamento erogato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nell’ambito dei fondi "8 X 1000" (anni 1999-2000), e successivamente di un finanziamento erogato dall’Unione Europea nell’ambito del “Parco degli Etruschi della Provincia di Grosseto”, con il cofinanziamento dell’Amministrazione Comunale di Orbetello (anni 2002-2003).</p>
<p>Inoltre la Soprintendenza per i Beni Archeologici ha usufruito per il 2003 di un secondo finanziamento nell’ambito dei fondi “8 X 1000” (altri cento metri di restauro di cinta muraria), mentre il Comune di Orbetello si è attivato per una ulteriore prosecuzione dell’intervento di restauro e di valorizzazione della struttura, mettendo inoltre a disposizione il terreno, che costituisce il percorso per il pubblico, immediatamente all’esterno delle mura.</p>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il lavoro di conservazione e restauro ha consentito non solo il ripristino e la stabilizzazione della cinta muraria, salvaguardando pertanto i principi della tutela e della conservazione del bene archeologico, ma ha determinato anche una notevole valorizzazione del monumento e – non ultima – ha costituito una straordinaria occasione di conoscenza.</span></span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"></p>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"></span></span></span></div>
<p></span></span></div>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"></p>
<div><span style="font-family:Arial;"> </span></div>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"> </span></span></span></div>
<p></span></span></span></span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"></p>
<div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></div>
<p></span></span></span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"></p>
<div><span style="font-family:Arial;"> </span></div>
<p></span></span></span><span style="font-family:Arial;"> </p>
<p></span></span></p>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">FONTE: <a href="http://www.archeotoscana.beniculturali.it/index.php?it/206/orbetello-cinta-muraria-di-cosa">http://www.archeotoscana.beniculturali.it/index.php?it/206/orbetello-cinta-muraria-di-cosa</a></span></div>
<div></div>
<h3 style="vertical-align:top;margin:0 3.75pt;"><span style="font-weight:normal;font-size:10pt;font-family:Arial;">Per informazioni e prenotazioni turistiche contattare il Consorzio Turistico Maremma Promotion:</span></h3>
<h3 style="vertical-align:top;margin:0 3.75pt;"><span style="font-weight:normal;font-size:10pt;font-family:Arial;">Tel. +39 0564 93 54 34</span></h3>
<h3 style="vertical-align:top;margin:0 3.75pt;"><span style="font-weight:normal;font-size:10pt;font-family:Arial;">Fax +39 0564 93 20 78</span></h3>
<h3 style="vertical-align:top;margin:0 3.75pt;"><span style="font-weight:normal;font-size:10pt;font-family:Arial;">e-mail:   <a href="mailto:info@maremmapromotion.it"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">info@maremmapromotion.it</span></a></span></h3>
<h3 style="vertical-align:top;margin:0 3.75pt;"><span style="font-weight:normal;font-size:10pt;font-family:Arial;">sito ufficiale: <a title="Sito Ufficiale di Maremma Promotion" href="http://www.maremmapromotion.it/" target="_blank"><strong><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="color:#333399;">www.maremmapromotion.it</span></span></strong></a> </span></h3>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Grosseto, area archeologica di Roselle]]></title>
<link>http://maremmastyle.wordpress.com/?p=22</link>
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 11:05:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>maremmapromotion</dc:creator>
<guid>http://maremmastyle.wordpress.com/?p=22</guid>
<description><![CDATA[
L’area archeologica di Roselle, situata a circa 8 Km a nord di Grosseto, conserva i resti dell’]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="text-decoration:underline;"></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">L’area archeologica di Roselle, situata a circa 8 Km a nord di Grosseto, conserva i resti dell’antico abitato che qui sorgeva in età etrusca e romana. Il contesto geografico era particolarmente favorevole per la particolare situazione idrogeografica, che permetteva alla città di controllare il Lago Prile, ampia laguna comunicante con il mare che in età etrusca occupava l’attuale pianura maremmana.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La città di Roselle venne organicamente abitata dalla prima metà del VII sec. a.C. Risale a questo periodo, infatti, il cosiddetto “edificio con recinto”, costruzione con probabile destinazione pubblica i cui resti sono oggi visibili nell’area del Foro romano.</span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Nel VI sec. a.C. Roselle era ormai un importante centro urbano come testimonia la cinta muraria costruita in opera poligonale, che recingeva le due colline dove era impiantata la città.</span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Un recente restauro (2003-2004), effettuato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, ha reso fruibile ai turisti la visita di gran parte del circuito murario. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Nel VI sec. a.C la valletta intermedia e le due alture erano ampiamente urbanizzate, pur conservando una fisionomia diversa. Nella collina settentrionale furono realizzati, per lo più, edifici privati come dimostrano i resti della Casa dell’Impluvium, che rappresenta uno dei più antichi esempi di casa ad atrio con impluvio. Nell’altura meridionale erano concentrate strutture di tipo artigianale come testimoniano i forni per la cottura della ceramica, mentre nella valletta intermedia furono realizzate le costruzioni di maggior prestigio con probabile destinazione pubblica come la “Casa a due vani”, oggi visibile accanto all’Edificio con Recinto.</span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La città etrusca di Roselle fu conquistata dai Romani nel 294 a.C., ma solo nella prima età imperiale fu interessata da un'intensa attività edilizia e monumentale, grazie anche alla munificenza di potenti famiglie locali quali i Viciri e i Bassi assurte al rango senatorio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Sono riferibili, infatti, a quest'epoca l'anfiteatro, localizzato sulla collina settentrionale, il monumentale complesso forense con le costruzioni che vi si affacciano - come la Basilica dei Bassi con gli altri due piccoli edifici absidali sul lato settentrionale e la sede del Collegio dei Flamines Augustales su quello meridionale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Ancora nella prima metà imperiale la Domus dei Mosaici, esempio tipo di abitazione romana con atrio ed impluvium centrale, fu ristrutturata con l’ inserimento di un impianto termale vero e proprio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Più tardi, intorno al 120 d.C., furono, invece, costruite le terme pubbliche, oggi visibili sulle pendici della collina nord. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Dimostrazione dell’evidente ripresa economica, favorita dalla politica di Roma, è il complesso statuario dedicato alla famiglia imperiale, rinvenuto nella sede del Collegio dei Flamines Augustales, sacerdoti addetti al culto dell'imperatore.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">L'impressione di una città abbastanza vitale, almeno durante il corso del I sec. d.C., è confermata dal ritrovamento, all’ interno della cosiddetta Basilica dei Bassi, di un secondo ciclo statuario.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">I due complessi sono oggi esposti presso il museo Civico di Grosseto. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Nella tarda età imperiale Roselle fu, invece, soggetta alla decadenza che investì progressivamente le città romane: l’unico intervento di cui oggi abbiamo documentazione è l’impianto termale che fu costruito presso una delle porte della città, grazie all’intervento del governatore della Tuscia e dell’Umbria. I resti sono oggi visibili all’ingresso dell’area archeologica.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">In età medievale Roselle era comunque un centro modesto,ma nonostante l'inarrestabile degrado, accolse, nel 499, il suo primo vescovo: Vitaliano. La cattedrale della diocesi e il cimitero furono impostati sopra i resti delle terme pubbliche del 120 d.C., utilizzandone le strutture preesistenti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Nel 1138 una bolla di Papa lnnocenzo III sancì il trasferimento della diocesi nel vicino centro di Grosseto e da allora progressivo fu l’abbandono dell’ antica città.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma, a Grosseto, ospita una sezione dedicata a Roselle che propone la storia della città - dalla fondazione all’abbandono - attraverso le testimonianze raccolte nelle campagne di scavo effettuate nel sito. I materiali sono esposti, suddivisi per contesti di provenienza, secondo un criterio cronologico.</span></span></p>
<div></div>
<div><span style="font-family:Arial;"></span></div>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">--------------------------------------------------------------------------------</span></span> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Grosseto, area archeologica di Roselle</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Via dei Ruderi, loc. Roselle (Gr)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Tel. 0564-402403</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Apertura:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">novembre-dicembre-gennaio-febbraio: 8,30-17,30</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">marzo-aprile – settembre-ottobre: 8,30-18,30</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">maggio-giugno-luglio-agosto: 8,30-19,00</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Ingresso:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">intero € 4,00</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">ridotto € 2,00</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">(gratuito per persone di età inferiore ai 18 anni e superiore ai 65 anni)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span><span style="font-family:Arial;">FONTE: <a href="http://www.archeotoscana.beniculturali.it/index.php?it/209/grosseto-area-archeologica-di-roselle">http://www.archeotoscana.beniculturali.it/index.php?it/209/grosseto-area-archeologica-di-roselle</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p></span></span></p>
<p><font face="Arial"><font size="2"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p> </p>
<p></font></font></span><font face="Arial"> </p>
<p></font></span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’antica città etrusca di Vetulonia ]]></title>
<link>http://maremmastyle.wordpress.com/?p=21</link>
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 11:03:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>maremmapromotion</dc:creator>
<guid>http://maremmastyle.wordpress.com/?p=21</guid>
<description><![CDATA[ 
L’antica città etrusca di Vetulonia dominava il Lacus Prilis, ampio specchio d’acqua salmast]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"><img class="alignleft" style="float:left;border:black 1px solid;margin:3px;" src="http://www.toscana.camping.it/photogallery/image/stradaromana-1.jpg" alt="Vetulonia" width="120" height="80" />L’antica città etrusca di Vetulonia dominava il Lacus Prilis, ampio specchio d’acqua salmastra inserito nel sistema lagunare che si estendeva tra Vetulonia e Roselle, consentendo l’accesso al mare.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">I primi insediamenti nell’area risalgono al IX sec. a.C. quando sulle alture circostanti si stanziarono gruppi forse legati a villaggi distinti o forse, come più probabile ad un unico insediamento.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Tra il IX ed l'VIII sec.a.C. Vetulonia diviene un centro di primaria importanza grazie alla sua in-fluenza nello sfruttamento dei vicini bacini metalliferi con contatti non solo con le altre città Etrusche, ma soprattutto con la Sardegna, il centro Europa e il mediterraneo orientale come dimostrato dai prodotti “esotici” d'importazione che compongono i corredi delle tombe a pozzetto degli inumati secondo l'uso che caratterizza questo periodo cronologico. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Tra la metà del VII e il VI sec. a.C., accanto alle caratteristiche tombe a fossa delimitate da circoli di pietre, vennero edificati i tumuli monumentali eretti lungo un asse viario, oggi comunemente indicato con il suggestivo nome di Via dei Sepolcri. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"><img class="alignleft" style="float:left;border:black 1px solid;margin:3px;" src="http://www.toscana.camping.it/photogallery/image/tomba-etrusca-1.jpg" alt="Tomba Pietrera" width="120" height="80" />Ai lati della strada, che si apre nella macchia in prossimità del moderno centro abitato, sorgono alcune tombe considerate tra le più monumentali dell’architettura funeraria etrusca: la tomba della Pietrera e quella del Diavolino. A queste fanno seguito due sepolture di più piccole dimensioni- le tombe della Fibula d’Oro e quella del Belvedere- che ripetono, in scala minore, la struttura dei tumuli gentilizi più imponenti. Dalla tomba della Pietrera sono state rinvenute alcune statue, che costituiscono uno dei pochi complessi scultorei di età orientalizzante (seconda metà VII sec. a.C.) scoperti in Etruria.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Risale forse al VI sec. a.C. la costruzione della cinta muraria, tuttora visibile nella parte più alta dell’attuale paese di Vetulonia, le c.d. “ mura dell'Aece” che secondo una recente ipotesi potrebbe costituire invece il podio di un edificio di culto ed essere collocato dopo il IV sec.a.C. Questa costruzione, di cui si conservano scarsi resti, inglobati tra due alte costruzioni medievali, furono realizzate con paramenti esterni a blocchi di forma poligonale e pietrame di piccole dimensioni all’interno.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Nel corso del VI sec. a.C la rarefazione delle necropoli, in assenza di informazioni provenienti dall'abitato vetuloniese, hanno fatto supporre un declino di questo centro in favore delle due crescenti potenze costituite dalle vicine Roselle e Populonia. Sebbene gli importanti ritrovamenti di Costa Murata segnalino una vasta area di culto con presenza di ricchissime suppellettili di ceramica pro-venienti dalla Grecia e da altre aree dell'Etruria.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Successivamente, la conquista romana sembrò avere effetti positivi sulla città di Vetulonia, come conferma la diffusa attività edilizia che attesta la ripresa del centro urbano. Numerose sono, infatti, le testimonianze delle fasi successive alla romanizzazione esemplificate nella realizzazione di nuovi quartieri abitativi: aree oggi indicate con il nome di Poggiarello Renzetti-Scavi di Città, Costia dei Lippi, Costa Murata.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La prima sorge all’esterno del moderno centro di Vetulonia ed accoglie un quartiere attestato da edifici - botteghe ed abitazioni - che si affacciano su una via lastricata, il decumanus (III-I sec. a.C.).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Vie minori trasversali, partendo dalla strada principale, si dirigono verso un’altura, suddividendo l’abitato in isolati. Su una di queste vie è stata riportata recentemente alla luce un’abitazione privata signorile che doveva essere ornato da lastre in terracotta decorate con scene che si ispirano al mito di Medea, rinvenute in frammenti all’interno dell’edificio e oggi esposte nel percorso del locale museo. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">All’interno dell’odierno centro di Vetulonia è situata Costia dei Lippi dove il quartiere cittadino fiorente e vitale che qui esisteva in età ellenistica è testimoniato da resti di edifici che costeggiano una via lastricata fornita di marciapiedi con canalette per il deflusso delle acque piovane (III- I sec. a.C.).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Infine, una costruzione rettangolare, da identificare in una domus con atrio e cisterna centrale fine I sec. a.C. - I sec. d.C.), è stata riportata alla luce nella soprastante area di Costa Murata.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">La storia del territorio è documentata nel Museo Civico Archeologico di Vetulonia che ospita, secondo un ordinamento cronologico – topografico, reperti provenienti dai resti dell’abitato e dalle necropoli. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<div class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> <span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">--------------------------------------------------------------------------------</span></span></span></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family:Arial;"></span></div>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Castiglione della Pescaia, Vetulonia</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Loc. Vetulonia, comune: Castiglione della Pescaia (GR)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Tel. 0564-949587</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Apertura</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Necropoli:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Tomba del Belvedere e della Fibula d’Oro: sempre aperte</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Tomba della Pietrera e del Diavolino: soggette ad orario di apertura e chiusura </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Area Scavi di Città e AreaCosta Murata: soggette ad orario di apertura e chiusura aprile-settembre: 10,00-19,00</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Area Costia dei Lippi: sempre aperta</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Per informazioni su orari di apertura e chiusura si consiglia di telefonare il numero telefonico sopra indicato </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;">Ingresso: libero</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;"> </span></span></p>
<p> FONTE: <a href="http://www.archeotoscana.beniculturali.it/index.php?it/208/castiglione-della-pescaia-vetulonia">http://www.archeotoscana.beniculturali.it/index.php?it/208/castiglione-della-pescaia-vetulonia</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L' Area archeologica di Roselle]]></title>
<link>http://maremmastyle.wordpress.com/?p=20</link>
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 10:57:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>maremmapromotion</dc:creator>
<guid>http://maremmastyle.wordpress.com/?p=20</guid>
<description><![CDATA[L&#8217; Area archeologica di Roselle comprende i resti dell&#8217;antica città di Roselle (Rusella]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">L' Area archeologica di Roselle comprende i resti dell'antica città di <a title="Roselle" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roselle"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Roselle</span></a> (Rusellae per i <a title="Romani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Romani"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Romani</span></a>), le cui origini sono <a title="Etruschi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Etruschi"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">etrusche</span></a>.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Situata a 10 km da <a title="Grosseto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grosseto"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Grosseto</span></a>, nel punto di passaggio tra la <a title="Valle dell'Ombrone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valle_dell%27Ombrone"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Valle</span><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"> dell'Ombrone</span></a> e la <a title="Maremma grossetana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maremma_grossetana"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Maremma</span><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"> grossetana</span></a>, Roselle è una delle <a title="Lucumone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lucumone"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">lucumonie</span></a> meglio conservate della zona dell'Etruria centrale; situata sulla riva dell'antico lago di Prile, Roselle è oggi una delle zone archeologiche più interessanti d'<a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Italia</span></a>.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">La sovrapposizione di edifici e mura appartenenti alle civltà <a title="Villanoviani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Villanoviani"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Villanoviana</span></a>, Etrusca e poi Romana rende questa città un interessante spaccato del graduale passaggio comune a tutte le città di questo territorio, la scoperta di vasi attici a figure rosse fa pensare ad un intenso commercio con la <a title="Grecia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grecia"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Grecia</span></a> e le colonie greche dell'Italia meridionale.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Fondata nel VII secolo a.C., Roselle è una città costiera sull'antico lago di Prile importante per la pesca e per il commercio con le città etrusche dell'interno. Viene citata da <a title="Dionigi di Alicarnasso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dionigi_di_Alicarnasso"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Dionigi di Alicarnasso</span></a> fra le città che portarono aiuto ai <a title="Latini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Latini"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Latini</span></a> nella guerra contro <a title="Tarquinio Prisco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tarquinio_Prisco"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Tarquinio Prisco</span></a>. Una delle maggiori città etrusche della zona Roselle si sviluppò a danno delle lucumonie vicine in particolare <a title="Vetulonia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vetulonia"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Vetulonia</span></a>, fino ad allora la città etrusca più importante della Maremma.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Nel 294 a.C. fu invasa dalla preponderante forza di <a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Roma</span></a> che ampliò e abbellì la città con terme, ville ed un anfiteatro fra i meglio conservati della zona. Sotto l'Impero Roselle era divenuta municipio romano e poi <a title="Augusto (imperatore romano)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Augusto_%28imperatore_romano%29"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Augusto</span></a> la trasformò in colonia.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">In questo periodo sorsero i più importanti monumenti come il Foro e la Basilica, un sistema di raccoglimento delle acque piovane e naturalmente un edificio termale.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Nel VI secolo fu invasa dai barbari e Roselle perse il suo primato, poi seguì la decadenza della Maremma divenuta nel <a title="Medioevo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Medioevo</span></a>, a causa dell'avanzamento delle terre alla foce del fiume <a title="Ombrone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ombrone"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Ombrone</span></a>, una laguna e poi una pianura malsana e flagellata dalla <a title="Malaria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Malaria"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">malaria</span></a> e Roselle fu praticamente abbandonata fino alla bonifica della zona ad opera di <a title="Leopoldo II del Sacro Romano Impero" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leopoldo_II_del_Sacro_Romano_Impero"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Pietro Leopoldo</span></a> alla fine del '700.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Negli anni '50 Roselle fu riportata alla luce in tutta la sua interezza da una lunga campagna di scavi.<a name="Scavi_archeologici"></a></span></p>
<p><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Scavi archeologici </span></strong></p>
<p><span style="float:none;"></span> </p>
<p><a id="Anfiteatro_romano" name="Anfiteatro_romano"></a><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Anfiteatro romano </span></strong></p>
<p><span style="float:none;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Le prime tracce di frequentazione di questa area dell'insediamento si hanno con alcuni strati contenenti reperti di <a title="Età villanoviana (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Et%C3%A0_villanoviana&#38;action=edit&#38;redlink=1"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">età villanoviana</span></a> e di fine VII- inizi VI a.C.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Nella parte sommitale della collina nord della città venne costruito l’<a title="Anfiteatro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anfiteatro"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">anfiteatro</span></a> nel corso del I secolo d.C. La terra tolta per creare l’arena fu utilizzata con molta probabilità come base per l’erezione degli ordini superiori dei posti. L’edificio di forma ellittica presenta misure particolarmente ridotte (asse maggiore 38m, asse minore 27m) rispetto a quelle di monumenti simili riscontrabili in altre città romane. Gli accessi sono quattri e diversi tipologicamente: quelli situati sull’asse maggiore E-O sono scoperti e delimitati da lunghi muri, mentre i restanti due sono fiancheggiati da murature di minore lunghezza e sono coperti da volte a botte. Lateralmente ai due ingressi E-O si trovano due piccoli vani con copertura a <a title="Volta a crociera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Volta_a_crociera"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">volta a crociera</span></a>: la tecnica muraria in <a title="Opus reticulatum" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Opus_reticulatum"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">opus reticulatum</span></a> con testate a blocchetti regolari suggerisce una datazione agli inizi del I secolo d.C., oltrettutto convalidata dal rinvenimento di <a title="Ceramica sigillata aretina (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ceramica_sigillata_aretina&#38;action=edit&#38;redlink=1"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">ceramica sigillata aretina</span></a>. All’interno dell’arena, lungo l’asse maggiore, sono state scoperte quattro pietre allineate a distanza regolare con dei fori che dovevano servire a dividerla per utilità sceniche. Alcune murature tardoantiche sono state rinvenute in connessione ad una ricca serie di monete e rappresentano le uniche tracce antropiche tra l’età di <a title="Caligola" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caligola"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Caligola</span></a> e di <a title="Diocleziano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diocleziano"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Diocleziano</span></a>.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Durante l'età altomedievale l’edificio diviene un recinto fortificato, grazie alle costruzioni realizzate utilizzando materiali di spoglio dagli edifici romani in rovina.In questo fortilizio sarebbe da riconoscersi un <a title="Castrum" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castrum"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">castrum</span></a> <a title="Tardoantico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tardoantico"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">tardoantico</span></a>/<a title="Altomedievale (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Altomedievale&#38;action=edit&#38;redlink=1"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">altomedievale</span></a>, creato a difesa dei territori bizantini di contro all'avanzata dei <a title="Longobardi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Longobardi"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">Longobardi</span></a>.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">L’area rimase occupata fino almeno al XVI secolo, così come testimoniano i vari frammenti di <a title="Maiolica arcaica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maiolica_arcaica"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">maiolica arcaica</span></a>, <a title="Ingobbiata e graffita (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ingobbiata_e_graffita&#38;action=edit&#38;redlink=1"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">ingobbiata e graffita</span></a> e ceramica d’uso invetriata e smaltata rinvenuti al suo interno.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">In <a title="Estate" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Estate"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">estate</span></a> si tengono alcune rappresentazioni teatrali, grazie all'<a title="Acustica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acustica"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">acustica</span></a> ancora eccellente.</span></p>
<p><a id="La_Domus_dei_Mosaici" name="La_Domus_dei_Mosaici"></a><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">La Domus</span></strong><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> dei Mosaici </span></strong></p>
<p><span style="float:none;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Le prime tracce della <a title="Domus" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Domus"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">domus</span></a> risalgono ad età tardo-repubblicana e sono databili dopo le estese distruzioni a cui fu soggetta Roselle nel 90-80 a.C. La planimetria dell’edificio non presenta differenze dalla canonica pianta della casa di tipo italico, caratterizzata dallo schema assiale a croce, quale risulta anche nella stessa Roselle da altri edifici scavati. In età tiberiana la domus è soggetta a restauri ed abbellamenti estetici: fu ampliata e restaurata, oltre che arricchita delle tre statue di Tiberio, Livia e Druso Minore. La stessa cronologia dovrebbe valere per le pavimentazioni in <a title="Opus sectile" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Opus_sectile"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">opus sectile</span></a> rinvenute in un vano denominato 20 e a <a title="Mosaico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mosaico"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">mosaico</span></a> del vano detto 9. Durante l’età claudia si ha una distruzione parziale, forse dovuta ad un incendio, seguita da un immediato restauro. Sempre alla stessa epoca (o forse alla fine della precedente) risale la costruzione del primo impianto termale nella metà meridionale e la casa, con le sue piccole terme annesse, diviene pubblica, data la sproporzione tra gli ambienti destinati ad uso termale e quelli a funzione prettamente residenziale. In età tardo-adrianea o antonina la struttura è soggetta a pesanti riorganizzazioni con il rialzamento e l’ampliamento del complesso termale e dei suoi annessi: in questa fase si assiste alla posa in opera dei mosaici negli ambienti termali e nel tablinium. Altre modifiche influenzano la posizione delle colonne e della fontana del peristilio, mentre il piccolo laconium fu ornato da decorazioni in stucco a rilievo ed altorilievo.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><br />
La domus subisce trasfomazioni sostanziali tra il IV e il VII secolo, quando, in piena tardoantichità, si ha una bottega che occupa i precedenti ambienti abitativi. L’officina, riferibile ad un fabbro, ha restituito strati ricchi di ceneri di lavorazione, terre ricche di carbone e scorie disposte su quasi tutti i pavimenti, anneriti dagli stadi della lavorazione metallurgica. Inoltre i vari rinvenimenti di bronzo e di oggetti metallici hanno fatto ipotizzare che in questa officina non venissero prodotti oggetti ex-novo, ma che fossero nuovamente fusi oggetti antichi, provenienti dalle tombe etrusche della necropoli e da edifici pubblici e privati di età romana. Verso la fine del IV secolo l’officina e ciò che resta della domus sono abbandonate e nel corso del VI secolo si assiste a sepolture di infanti che si impostano al di sopra dei livelli di crollo. Nella parte più prossima al foro si hanno anche labili strutture a secco di incerta funzione e databili tra VI e VII secolo.</span></p>
<p><a id="La_cattedrale_di_Roselle_e_il_riuso_di_ambienti_romani" name="La_cattedrale_di_Roselle_e_il_riuso_di_a"></a><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">La cattedrale di Roselle e il riuso di ambienti romani </span></strong></p>
<p><span style="float:none;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Alle pendici della collina Nord è stato rinvenuto un complesso termale di età romana, caratterizzato da murature che in alzato presentano la tecnica dell’opus reticulatum con zoccolo e ammorsature in laterizio, mentre in fondazione si ha l’opus caementicium. La struttura è divisa in due settori, con una zona intermedia d angolature di non chiara estensione. Il primo settore si estende nella porzione nord, dal perimetro quasi rettangolare, e si compone di lati lunghi rivolti in direzione E-O ed è imperniato intorno ad una vasca parallela rispetto ai perimetrali, di forma rettangolare. Questa parte richiama la pianta di una casa ellenistico-romana e proprio di un simile precedente edificio potrebbero far parte due muri rinvenuti ad ovest della vasca, assieme ad alcune murature della vasca stessa, (Roselle, Gli scavi e la mostra, p. 120, fig. 34 n°2). Questa ha una profondità di 2,60m con pareti rastremate verso l’alto per mezzo di tre riseghe rivestite di intonaco impermiabile. Non è chiaro il sistema di canalizzazione delle acque, visto che se nella porzione NO si ha un esiguo canale di ingresso delle acque collegato a una serie di cunicoli sotterranei, nell’angolo sud si ha l’evidenza di un pozzetto di uscita non collegato a condotti. Il secondo settore è caratterizzato da una pianta fortemente irregolare in cui si distinguono un vano con due nicchie (Roselle, Gli scavi e la mostra, p. 120, fig. 34 n°3) al quale si accedeva tramite una doppia scaletta, un grande vano absidato nell’angolo SO (Roselle, Gli scavi e la mostra, p. 120, fig. 34 n°4) ed un altro di estensione maggiore, immediatamente ad est (Roselle, Gli scavi e la mostra, p. 120, fig. 34 n°5). Lo stato di conservazione di quest’ultimo vano non ci permette di comprenderne la funzione originale, anche se i possono vedere tracce di suspensurae. Inoltre un complesso sistema di canalizzazioni, formato da cunicoli con fondo laterizio, pareti in opus mixtum e volte in opus caementicium assieme a elaborate arcate in laterizio, fa presupporre un uso termale del vano. Anche le dimensioni planimetriche, irregolari e ridotte, trovano confronti con altri edifici termali. Le caratteristiche dell’opus mixtum impiegato per le strutture (con le ammorsature di laterizio disposte su cinque assise) proporrebbero una datazione tra l’ultimo quarto del I secolo d.C. ed il primo quarto del successivo.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><br />
Durante la fase di abbandono e crollo delle terme in età tardoantica è stato rinvenuto un fondo di capanna circolare databile tra il IV secolo e la fine del V secolo. Lo studio inedito di alcuni frammenti ceramici, una scodella e un vaso a listello di ingobbiata di rosso, provenienti dal riempimento di una buca perimetrale sposterebbero la datazione tra la fine del VI e la I° metà del VII secolo.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><br />
Nel corso del primo altomedioevo si registra la costruzione di una basilica paleocristiana che si imposta sull’impianto termale ormai in disuso e spoliato. Seppure attenta soprattutto alle strutture romane sulle quali fu fondata la cattedrale, la planimetria della campagna degli anni ‘40 riferiva puntualmente anche del colonnato che, ripetendo il presunto peristilio intorno alla piscina dell’impianto termale, scandiva in tre navate la chiesa, e della struttura fondata sulla serie di ambienti di servizio per chiuderne l’abside. II posizionamento delle basi di colonna delle navate non è congetturale, mentre rimane invece ipotetica la presenza di un colonnato anche sul lato breve, indiziato solo da una base di colonna. L’area absidale era interamente coperta da una pavimentazione in blocchi lapidei, che, sulla scorta dei pochi ancora in situ, collocati sul pavimento musivo del vano termale, potrebbero essere riferiti, anche per la presenza, nell’area del complesso, di elementi che conservano modanature, al tempio della sottostante terrazza. Se per l’angolo N-E dell’area absidale la ricerca come fondazione delle superstiti strutture romane sembra costante e coerente, già dal rilievo del 1942 appariva evidente che la parete meridionale dell’abside prescinde dalla struttura romana, che viene ignorata, tanto che questa ha un andamento divergente da quello del complesso romano. Si deve dunque ragionevolmente concludere che quando – nel corso dell’avanzato V secolo si decise di sfruttare quel che restava del complesso in disuso, probabilmente già ampiamente spoliato, la vasca della natatio, e le pareti perimetrali di questo ambiente, costituivano un deciso elemento condizionante, mentre altrettanto non si poteva dire per l’area destinata all’abside e alle strutture di servizio – una delle quali, la settentrionale, comunque accessibile solo dall’esterno. L’impianto di un’abside rettangolare, dotata di “sontuosa” pavimentazione in grandi blocchi lapidei, che, come emerge dalla relazione con le basi di colonna ne assicurava la decisa sopraelevazione rispetto alla navata centrale, non è dunque dovuto al condizionamento delle preesistenze monumentali, ma precisa scelta icnografica. La cattedrale rosellana conserva l’impianto originario fino all’abbandono. La necropoli che si sviluppa intorno alla chiesa è organizzata per terrazze: le sepolture hanno una distribuzione dettata da distanze costani e hanno una buona tecnica costruttiva. Tagliano uno strato databile tramite sigillata africana D e da ceramiche a gocciolature o a bande di ingobbio rosso e contengono corredi di VI e metà VII secolo. Nel corso del VI secolo si ha la costruzione di un edificio, molto probabilmente una sepoltura privilegiata, in una zona a densa sepoltura infantile. La chiesa subisce restauri e abbellimenti nel corso dell’VIII secolo, così come testimoniano elementi architettonici quali <a title="Plutei" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Plutei"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">plutei</span></a>, pilastrini di recinzione e un frammento di <a title="Ciborio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ciborio"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;">ciborio</span></a> da collegarsi ad interventi da attribuire al magister Iohannes, così come ricorda un'epigrafe dedicatoria ora conservata presso il Podere il Serpaio, nell'entroterra rosellano. Tra X e XI secolo la chiesa viene dotata di una possente torre, accessibile solo dall’interno della chiesa stessa.</span></p>
<p></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
