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	<title>peacelink &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "peacelink"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 00:37:55 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Contro il Ribellismo, Un Nuovo Antifascismo Per il XXI Secolo]]></title>
<link>http://mauriziomorabito.wordpress.com/?p=517</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 13:59:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>omnologos</dc:creator>
<guid>http://mauriziomorabito.wordpress.com/?p=517</guid>
<description><![CDATA[Il sito Peacelink ha pubblicizzato una straordinaria serie di lettere scritte dal giornalista Paolo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il sito Peacelink ha pubblicizzato <a href="http://www.peacelink.it/mediawatch/a/24477.html" target="_blank">una straordinaria serie di lettere scritte dal giornalista Paolo Barnard</a>, riguardo la situazione italiana: straordinaria perche' Barnard, lungi dal cantare con il coro, mette il coltello nella piaga (e lo gira vistosamente) <strong>dei difetti dei Grillini, dei Travagliati, dei fissati con Report</strong>, di tutti coloro insomma che <strong>pensano che andare a sentire dei tizi</strong> che fanno per mestiere la lagna e la denuncia, <strong>serva davvero a risolvere anche uno solo dei loro problemi.</strong></p>
<p>Barnard, che decisamente non e' un Masaniello, va al di la' della moda del momento, e indica chiaramente <strong>chi dovrebbe fare una seria autocritica: ciascun Cittadino Italiano,</strong></p>
<blockquote><p><em>i milioni di bravi cittadini che evadono più di 270 miliardi di euro all'anno, quelli che fanno politica una volta ogni cinque anni, [...] quelli che, e parlo ora delle adoranti folle del V-day, si sentono 'belle anime' in lotta per Un Mondo Migliore perché si riversano nelle piazze ad applaudire l'istrione egomaniacale di turno [...]</em></p></blockquote>
<p>In un eccezionale momento di consapevolezza, Barnard invita invece ciascuno a</p>
<blockquote><p><em><strong>farsi carico dei propri talenti [e] delle proprie responsabilità</strong> [per] poi accettare ciascuno di noi di pagare ogni prezzo lungo la strada per un mondo migliore [con il fine di] divenire in altre parole cittadini adulti [...] senza guru e senza vip</em></p></blockquote>
<p>Barnard si chiede infatti, retoricamente:</p>
<blockquote><p><em><strong>a cosa cavolo sta servendo la compulsiva aggiunta di denunce a denunce, di indignazione a indignazione</strong> [...]</em></p></blockquote>
<p><em></em></p>
<blockquote><p><em>[Grillo, Travaglio, etc] hanno dato l'avvio in Italia a una <strong>forsennata industria della denuncia</strong> e dell'indignazione, ovvero la febbre della denuncia dei misfatti politici a mezzo stampa o editoria, con tanto di pubblici inquisitori che ne sfornano a ritmo incessante, nella incomprensibile convinzione che aggiungere la cinquecentesima denuncia alla quattrocentonovantanove in un martellamento ossessivo serva a cambiare l'Italia. [...]</em></p></blockquote>
<div><em></em></div>
<div><em></em></div>
<p><em></p>
<blockquote><p><strong>Lo sappiamo già alla nausea cosa non va, basta</strong> [...] </p></blockquote>
<p> </p>
<p></em></p>
<p>=============</p>
<p><strong>Neanche Barnard e' da prendere come il Prossimo Guru</strong>, il mago che migliorera' l'Italia con la bacchetta magica.</p>
<p>Prima di tutto per motivi naturalissimi, perche' Barnard non viene da un altro pianeta, ed e' intriso anch'egli di un certo modo di pensare: a cominciare dalla <strong>inutilmente tragicissima descrizione</strong> della situazione economica e di corruzione nel Bel Paese (manco fosse un incrocio fra lo Zimbabwe e la Corea del Nord):</p>
<blockquote><p><em>Sapete perché la situazione è disperata? Non perché abbiamo a che fare con la meschinità, corruttela, avidità, vippismo, disonestà del Sistema, ma perché il Movimento che voleva quell'Altro Mondo Possibile è anch'esso miserabilmente meschino, corrotto, avido, Vip, disonesto, e cioè qualitativamente identico al Sistema che vorrebbe contrastare</em></p></blockquote>
<p>Ci sono anche delle <strong>note elitiste</strong>, quasi da "Migliorismo", che se fossero vere consegnerebbero all'inutilita' ogni sforzo di cambiamento:</p>
<blockquote><p><em>il 99% degli italiani che votano e consumano ci ignorano totalmente, perché li abbiamo abbandonati, abbandonati alla comunicazione di chi invece ha lavorato 24 ore su 24 per 35 anni per parlargli, di chi si è mischiato fra di loro e li ha ipnotizzati, e cioè le destre neoliberali</em></p></blockquote>
<p>Li' Barnard aggiunge addirittura <strong>un'improvvida e controproducente deumanizzazione del "nemico"</strong>:</p>
<blockquote><p><em>le destre neoliberali grandi promotrici dell'Esistenza Commerciale e della Cultura della Visibilità [comandate da un] Potere [che ha annullato] ogni individualismo fra i potenti, [...] immensamente competente, sempre silenzioso, [...] con a disposizione i cervelli più abili del pianeta e mezzi colossali</em></p></blockquote>
<p><strong>Non ha molto senso</strong> chiedere di sviluppare la propria individualita' per lottare contro un inumano "<em>Potere</em>" che avrebbe masticato "<em>i potenti</em>" e "<em>i cervelli piu' abili</em>" (i quali evidentemente non sarebbero ne' potenti, ne' abili).</p>
<p>=============</p>
<p>Ma queste sono pecche secondarie; l'argomento piu' importante riguarda la necessita' di:</p>
<p><em></em></p>
<blockquote><p><em><strong>divenire ciascuno singolarmente il Personaggio di se stesso, il Leader di se stesso, il Travaglio-Grillo-Ciotti-Zanotelli ecc. di se stesso</strong>....Ciascuno di noi sul proprio palco [...] non importa quanto colti, quanto intelligenti, quanto connessi, poiché l'unico motore del nostro agire [deve] essere la fede nell'insostituibile importanza di ciascuno di noi [...]</em></p></blockquote>
<div><em></em></div>
<div><em></em></div>
<blockquote><p><em>[Occorrerebbe] la nascita di un insieme di <strong>cittadini capaci di agire sempre, indipendentemente da qualsiasi cosa, capaci di combattere anche da soli, anche in assenza dei trascinatori</strong>, per sé e con sé, dunque potenti, affidabili e durevoli, sani in una dialettica sociale sana. <strong>Gente </strong>in grado di analisi attente e indipendenti di ogni evento, alla ricerca della giusta soluzione, e <strong>che mai si farebbe trascinare dall'errore fatale dell'adesione acritica all'analisi di qualcun altro</strong>. Questo avrebbe fatto tremare i palazzi, questo li avrebbe spazzati via, questo e solo questo avrebbe cambiato la nostra Italia</em></p></blockquote>
<p>E perche'? Perche' <em>"il giusto che [Grillo, Travaglio, etc] invocano e operano è ben poca cosa di fronte al danno che nell'insieme (e più o meno consapevolmente) essi causano attraverso l'annullamento di così tanti"</em></p>
<p>=============</p>
<p>E' ovvio che se ognuno ragiona con la propria testa come auspicato da Barnard, non e' detto che tutti saranno d'accordo su tutto. Semmai accadra' il contrario: persone perfettamente ragionevoli ed assolutamente etiche sono comunque dotate di sensibilita' diverse, e se arrivano a conclusioni contrastanti se non assolutamente opposte (io, per esempio, ho la sensazione di non avere molto in comune con il pensiero politico-economico di Barnard) non c'e' da gridare all'eresia o allo scandalo, ma anzi occorrerebbe celebrare la diversita' e la ricchezza dello spirito umano.</p>
<p>E <strong>qual'e' il contrario di tutto cio'? L'omologazione, il Pensiero Unico</strong>, la lotta contro ogni dissidenza, la demonizzazione di chi non "canta con il coro". La perdita della propria identita' nel mare della "massa", per divenire indistinguibile nel mucchio.</p>
<p>Come una paglia in un fascio. <strong>L'alternativa all'essere "leader di se stessi" e' il Fascismo (mussoliniano, leninista, "di destra" o "di sinistra" che sia)</strong>.</p>
<p>Barnard, forse anche senza accorgersene, ha descritto <strong>le basi per un Nuovo Antifascismo</strong>, non piu' fissato con il contrastare le idee di Benito, ma forte abbastanza da chiamare per quello che sono tutti i movimenti di massa (inclusi quelli che si dichiarano antifascisti per impedire la libera espressione delle idee altrui)</p>
<blockquote><p><em><strong>ci stiamo facendo annullare dai metodi e dalle strutture di rapporto di alcune personalità divenute nostri leader</strong>, e dal fumo negli occhi che costoro sono riusciti a soffiarci. Siamo ridotti oggi a poca cosa, ci stiamo auto consegnando all'irrilevanza, nonostante l'apparenza sulla superficie sembri dimostrare l'esatto contrario [...] Essi di fatto svuotano l'Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti [...] più sapere, capacità, importanza, carisma, coraggio e visibilità noi gli attribuiamo meno ne attribuiamo a noi stessi [...].</em></p></blockquote>
<div><em></em></div>
<div><em></em></div>
<p><em></p>
<blockquote><p><em><strong>Riguardatevi la folla del V-day di Bologna</strong> e ragionate solamente su tutte quelle mani alzate e sulle ovazioni. Cosa trasmettevano se non una colossale attribuzione di potere a coloro che cavalcavano quel palco? [...]</em></p></blockquote>
<p>=============</p>
<p> </p>
<p></em></p>
<p>DI critiche nel testo di Barnard non c'e' davvero risparmio:</p>
<p><em></em></p>
<blockquote><p><em><strong>Marco Travaglio </strong>nel 2006 ha scritto e detto che è impossibile che in Tv possa stare chiunque sia libero, che questo è assolutamente impensabile perché "chi non ha il guinzaglio in televisione in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell'altro un suo guinzaglio ce l'ha..."...Non avete visto che <strong>costui oggi è in Tv a ritmo continuo</strong>? Non vedete contraddizioni? E' cambiata la RAI di colpo? [...]</em></p></blockquote>
<div><em></em></div>
<div><em></em></div>
<p><em></p>
<blockquote><p>Non vi state accorgendo che <strong>Grillo sta riportando l'Inquisizione in Italia</strong>? Laica, ma sempre inquisizione è, urlata nelle piazze e nei palazzetti dello sport, nei siti. Cosa facciamo a urli, sparate di certezze assolute e bava alla bocca? [...]</p></blockquote>
<div><em></em></div>
<div><em></em></div>
<p></em><em></p>
<blockquote><p><strong>[E'] inammissibile [la] retorica sull'esistenza di un presunto 'regime' in Italia</strong>, che offende la memoria dei milioni che sono morti sotto le vere torture nelle vere carceri dei veri regimi, e che espone la frode di certi nostri attuali 'oppositori del regime' perennemente in prima serata Tv, o nei salotti letterari, o nelle piazze o sui maggiori quotidiani nazionali, quando non mi risulta che Steve Biko o Santiago Consalvi o ancor prima Gramsci o i fratelli Rosselli si siano mai opposti in quel modo ai rispettivi regimi [...]</p></blockquote>
<div><em></em></div>
<div><em></em></div>
<p></em><em></p>
<blockquote><p><em>[Da notare anche] gli <strong>insulti a raffica</strong> come strumento dialettico del nuovo Guru, in totale sintonia con le dialettiche 'celoduriste'</em><em>  </em><em>[e] il <strong>pressappochismo delle denunce</strong>, le sparate nel mucchio, l'urlo come garante di affidabilità di un'affermazione, che ha rimpiazzato del tutto l'analisi critica con cui dovremmo sezionare ciascuna affermazione prima di promuoverla a verità. E tanto, tristemente, altro [...]</em><em></em></p></blockquote>
<div><em></em></div>
<div><em></em></div>
<p></em><em></p>
<blockquote><p>questo modo di agire serve a giustificare (oltre agli incassi degli autori) <strong>l'auto assoluzione di masse enormi di italiani</strong>, noi italiani come sempre entusiasti di incolpare qualcun altro, e mai noi stessi e la nostra becera inerzia, per ciò che accade. E badate bene che è proprio questa auto assoluzione scodellataci dai nostri Personaggi che ci annulla ulteriormente, poiché ci impedisce di imbatterci nell'unica verità in grado di farci agire, e cioè che alla fine della strada la responsabilità ultima per tutto quello che accade di sporco e corrotto in questo Paese è nostra. Direbbe Truman: The buck stops here.</p></blockquote>
<p> </p>
<p></em></p>
<p>=============</p>
<p>L'ultima espressione significa in pratica: <strong>basta con gli scaricabarile</strong>. Se l'Italia e' quella che e' la colpa e' di ciascuno degli Italiani.</p>
<p>A quando allora un V-Day dove campeggi un enorme specchio, o una tappa dello spettacolo teatrale di Travaglio con le facce degli spettatori in bella mostra su uno schermo?</p>
<p>Temo invece che non accadra' mai. E <strong>continueremo nella nostra miseria del lamento</strong> di chi, nel traffico piu' caotico, si pensa piu' furbo a tagliare la strada agli altri e a passare con il rosso.</p>
<p>Come disse qualcun'altro: <strong><em>un popolo che se sopporta sbaglia e se si ribella sbaglia in altro modo</em></strong>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Valter rispondi che mi fai stare in pensiero]]></title>
<link>http://comosome.wordpress.com/?p=108</link>
<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 20:27:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>comosome</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non lo posso negare,  Veltroni mi sta quasi piacendo, mi trasmette qualcosa di positivo.
Sicuramente]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non lo posso negare,  Veltroni mi sta quasi piacendo, mi trasmette qualcosa di positivo.</p>
<p>Sicuramente mi ha convinto poco su quella che è la politica estera e  sull'istruzione.</p>
<p>Speriamo che da qui a domenica risponda alle queste due riflessioni trovate su Peacelink.</p>
<p>buona lettura</p>
<div class="text-justify">
<div class="headings">
<div class="halftitle"><strong>Lettera aperta al candidato del PD</strong><!--more--></div>
<h2>Caro Veltroni, quali sono le tue politiche di pace?</h2>
<div class="subhead">Dopo lo scambio di lettere tra Veltroni e la "Tavola della Pace" l'associazione PeaceLink presenta il conto e chiede impegni concreti: riduzione delle spese militari, diritto all'obiezione fiscale, iniziative di "peacekeeping" realizzate da civili non armati, promozione della cooperazione internazionale.</div>
<div class="notes">2 marzo 2008 - Associazione PeaceLink (Telematica per la pace)</div>
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<div class="comments">
<h3>Commenti</h3>
<p><a href="http://www.peacelink.it/tools/comment.php?id_r=5&#38;id_item=25328&#38;subtype=insert&#38;id_topic=1">Inserisci il tuo commento</a> - <a href="http://www.peacelink.it/tools/comment.php?id_r=5&#38;id_item=25328&#38;subtype=&#38;id_topic=1">3 commenti</a></p>
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<p>Caro Veltroni,</p>
<p>Mi chiamo Carlo Gubitosa, e faccio parte dell'associazione PeaceLink (www.peacelink.it), una delle tante realta' associative che danno il proprio contributo a quella significativa esperienza di aggregazione culturale, politica e sociale che prende il nome di "Tavola della Pace".</p>
<p>Nella <a href="http://tinyurl.com/2c5974">lettera</a> che hai indirizzato il primo marzo ai responsabili della "Tavola" e' contenuta una frase molto incoraggiante: "condivido l'appello ad un rinnovato impegno della politica per la pace".</p>
<p>Non sono sicuro di aver capito bene la natura dell'impegno a cui ti riferisci, ma le tue parole mi fanno sperare che tu sia favorevole al fatto che le truppe italiane presenti all'estero in zone di guerra vadano sostituite (o quantomeno affiancate) da corpi civili di pace in zone di conflitto, per prevenire l'innescarsi di spirali di violenza prima che i conflitti latenti degenerino in scontri armati.</p>
<p>Se la mia speranza corrisponde al vero, mi piacerebbe sapere da te quali iniziative concrete hai intenzione di intraprendere per fare in modo che nessun soldato italiano debba mai piu' uccidere o morire fuori dal territorio nazionale, e al tempo stesso quali sono le tue proposte a sostegno della sperimentazione di iniziative di Difesa Popolare Nonviolenta nell'ambito del Servizio Civile Nazionale.</p>
<p>Sai meglio di me che il 18 febbraio 2004 un Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha istituito un <a href="http://www.serviziocivile.it/Contenuti/?PageID=5">Comitato di consulenza per la Difesa Civile non armata e nonviolenta</a>, e quindi sarebbe opportuno cominciare a far fruttare concretamente il denaro pubblico investito in questa iniziativa, passando dalla fase del dibattito all'avvio di iniziative concrete e tangibili. Iniziative che sarebbero pionieristiche piu' che sperimentali, e trasformerebbero l'Italia nel paese piu' avanzato del mondo in materia di risoluzione non armata e nonviolenta dei conflitti. Questo potrebbe giovare anche alla vita accademica e scientifica del Paese, perche' tutto il mondo sarebbe costretto a guardare all'Italia e alle sue iniziative per cercare di capire e risolvere quelle situazioni che non possono essere risolte con un invio di truppe armate.</p>
<p>Tu parli dell'urgenza di costruire una "Comunita' Aperta" facendo riferimento ad <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Capitini">Aldo Capitini</a>, ma Capitini sognava anche una "religione aperta". Mi piacerebbe sapere come pensi di conciliare con l'esigenza di aprirsi ad altre religioni e culture, sempre piu' presenti nel territorio italiano, con la presenza nel Partito Democratico di una significativa componente che non e' "solo" cristiana o cattolica, come possono esserlo le comunita' cristiane di Base o gli scout dell'Agesci, da sempre portatori di una cultura di Pace.</p>
<p>Mi riferisco a quei parlamentari ed esponenti del PD chiaramente ed apertamente ortodossi con la visione della societa' e dei rapporti tra lo stato e i cittadini promossa da quelle gerarchie ecclesiastiche del Vaticano che hanno scelto di affidare il generale Augusto Pinochet al giudizio insondabile di Dio con un funerale religioso, ma hanno condannato Piergiorgio Welby al giudizio sprezzante degli uomini di chiesa, rifiutando alla sua famiglia qualunque tipo di cerimonia. Come pensi di mantenere di fronte a queste posizioni, che hanno avuto una risonanza profonda in Parlamento e nel tuo partito, quella tolleranza e quella apertura al dialogo interreligioso che hanno segnato tutto il percorso umano, intellettuale e filosofico di Aldo Capitini?</p>
<p>Nella tua lettera hai fatto riferimento ad Amos Oz nell'affermare che "la parola compromesso e' sinonimo di vita". Un concetto ripreso anche da Mohandas Gandhi nell'affermare che "E' proprio la mia insistenza sulla verita' che mi ha portato ad apprezzare la bellezza del compromesso". Gandhi aggiungeva che "Sono essenzialmente un uomo incline al compromesso perche' non sono mai sicuro di essere nel vero", ma i suoi dubbi e la sua accettazione del compromesso non gli hanno impedito di affermare, ad esempio, che "la democrazia occidentale, nelle sue attuali caratteristiche, e' una forma diluita di nazismo o di fascismo. Al piu' e' un paravento per mascherare le tendenze naziste e fasciste dell'imperialismo. Perche' oggi vi e' la guerra, se non per la brama di spartizione delle spoglie del mondo?"</p>
<p>Questo e' quello che scriveva Gandhi, un uomo sempre in dubbio e che apprezzava i compromessi, il 18 maggio 1940. Ma nel frattempo le cose sono cambiate, le guerre non le fanno piu' i nazisti, ma i partiti democratici come quello di Clinton, e tu hai ricoperto ruoli di responsabilita' in un partito "democratico di sinistra" che nel 1999 ha appoggiato quella che e' stata definita una "guerra umanitaria".</p>
<p>Per questo motivo vorrei chiederti di attualizzare il pensiero di Gandhi del 1940 spiegandomi se tu oggi pensi che le guerre, umanitarie o meno, si facciano o si possano fare per altre ragioni piu' nobili e meritorie di quella "brama di spartizione delle spoglie del mondo" denunciata da Gandhi. In caso di risposta affermativa mi piacerebbe sapere da te quali sono le guerre giuste di cui tu sei a conoscenza, e quali sono stati i loro effetti positivi.</p>
<p>Nella tua lettera hai affermato che "il ritiro dei nostri militari dall'Iraq, la battaglia per la moratoria della pena di morte e l'impegno di pace in Medio Oriente sono ad esempio tra le responsabilità che il centrosinistra al governo ha scelto di assumersi e che oggi noi rivendichiamo con orgoglio".</p>
<p>Ti chiedo quindi se pensi che per il nostro paese sarebbe un orgoglio o una vergogna favorire nelle zone di conflitto una presenza civile non armata e nonviolenta orientata alla cooperazione per lo sviluppo umano, che potrebbe rimpiazzare la presenza militare e armata di soldati italiani in Afghanistan, Albania, Bosnia Erzegovina, Congo, Egitto, Macedonia, Cisgiordania (Hebron), India, Pakistan, Kosovo, Libano, Malta, Marocco, Repubblica di Cipro, Somalia e Sudan.</p>
<p>Questo elenco di paesi e' quello che compare sul sito del Ministero della Difesa alla voce "<a href="http://www.difesa.it/Operazioni+Militari/operazioni+in+atto/">Operazioni in atto</a>". Non credi che possa essere piu' utile alla causa della pace se questi soldi (e sono tanti) comparissero nel bilancio del Ministero degli Esteri alla voce "Iniziative di cooperazione internazionale"?</p>
<p>Se non sei d'accordo con la visione del "peacekeeping" che ho illustrato finora, potresti spiegarmi in che modo le tue "politiche di Pace" si distingueranno dall'agenda politica degli altri partiti? Per la riduzione delle spese militari? Non credo, visto che finora anche i governi di centrosinistra le hanno <a href="http://www.peacelink.it/disarmo/a/23967.html">aumentate</a>. Per la riconversione dell'industria bellica e il blocco del commercio di armi verso paesi che violano i diritti umani? Improbabile, visto che Romano Prodi ha <a href="http://www.peacelink.it/editoriale/a/18816.html">dichiarato</a> di voler rompere l'embargo con la Cina per consentire di vendere anche a loro armi europee, e nel frattempo tutti i progetti e le agenzie di riconversione delle nostre industrie belliche sono ormai coperti da strati decennali di polvere. Allora, caro Walter, quali sono le politiche di pace che hai in mente? Che cosa "si puo' fare" per far valere il diritto internazionale in un mondo che cerca giustizia con le armi?</p>
<p>Nella tua lettera alla Tavola della Pace hai scritto che "La politica deve parlare a questa comunità con chiarezza, deve ascoltare e poi deve saper offire risposte". La cosa mi fa piacere, perche' questa affermazione mi fa sperare che queste ed altre domande cruciali, da sempre nell'agenda dei movimenti per la pace, possano trovare finalmente una risposta.</p>
<p>Il fatto che i nodi critici delle politiche di pace siano stati elusi da sempre nelle stanze dei partiti non e' una semplice impressione: per rendersene conto basta leggere <a href="http://lists.peacelink.it/news/msg00043.html">quello che ho scritto il 14 dicembre 1999</a>, quando anche il tuo collega di partito Massimo D'Alema ha voluto incontrare i responsabili della Tavola della Pace a pochi mesi dalla conclusione della "guerra umanitaria" della NATO. Queste richieste, che non sono mie invenzioni, ma aspirazioni comuni a tutti gli amici della nonviolenza, non sono state solo disattese, ma sistematicamente cancellate dal dibattito e dall'agenda politica dei partiti. Mi auguro che tu possa fare di meglio.</p>
<p>Ecco qui, caro Walter, alcune delle richieste che i pacifisti e gli amici della nonviolenza gridano al vento da piu' di un decennio. Ti assicuro che tutto questo "si puo' fare", ed e' un ragionevole compromesso tra i tempi lunghi della politica e la fretta di chi sogna un mondo che trova il coraggio necessario per abolire gli eserciti (cosi' come hanno gia' fatto il Costa Rica e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_degli_stati_senza_forze_armate">molti altri paesi</a>) per vincere con le armi dello sviluppo umano la guerra della fame che uccide 30mila persone al giorno.</p>
<p>Quello che abbiamo chiesto a D'Alema e che chiediamo anche a te e' molto semplice:</p>
<p>- Che venga destinata una quota pari allo 0,7% del PIL ad iniziative di cooperazione internazionale per favorire lo sviluppo dei paesi impoveriti, cosi' come e' previsto dal <a href="http://www.un.org/esa/sustdev/documents/agenda21/english/agenda21chapter33.htm">capitolo 33</a> dell'<a href="http://www.un.org/esa/sustdev/documents/agenda21/english/agenda21toc.htm">Agenda 21</a>, il programma d'azione per lo sviluppo umano e ambientale concordato dalle Nazioni Unite nel 1992 a Rio de Janeiro in occasione del "Vertice della Terra". Tra i 170 paesi firmatari dell'"Agenda 21" c'e' anche l'Italia, che non ha mai raggiunto il tetto minimo fissato a Rio.</p>
<p>- Che il governo italiano legalizzi e tuteli il diritto di obiezione di coscienza alle spese militari, con forme di opzione fiscale che consentano ai cittadini di scegliere se finanziare attraverso le imposte la difesa armata o la difesa non armata. Un impegno in tal senso e' gia' stato assunto dal governo italiano il 14 aprile '98. Ricordi, Walter? All'epoca tu eri vicepresidente del consiglio, ed e' stata approvata una raccomandazione con cui il governo (e quindi anche tu) si e' impegnato a "studiare forme per rendere possibile ai cittadini contribuenti, analogamente a quanto previsto per i cittadini sottoposti all'obbligo di leva, il diritto soggettivo all'obiezione di coscienza, prevedendo forme di finanziamento al servizio civile e alla difesa non armata e nonviolenta previsto dalla nuova legge sull'obiezione di coscienza".</p>
<p>- Che nei programmi scolastici delle scuole di ogni ordine e grado vengano inserite delle attivita' di educazione alla Pace e alla Nonviolenza, in ottemperanza ad una risoluzione approvata dall'assemblea generale delle Nazioni Unite il 19 novembre 1998, e ignorata da tutti i governi italiani che si sono succeduti a partire da allora. In questa risoluzione il decennio che va dal 2001 al 2010 e' stato proclamato "Decennio internazionale per la Cultura della Pace e della Nonviolenza per i bambini del mondo".</p>
<p>- Che si dia reale attuazione ad una attivita' continuativa e capillare di monitoraggio e di controllo del commercio, della produzione e dell'esportazione delle armi prodotte in Italia e che, in piena ottemperanza alla legge 185/90, non vengano vendute armi ai regimi che violano i diritti umani (es. Colombia, Cina, Turchia, Indonesia).</p>
<p>- Che venga data piena attuazione alla legge 230/98, con riferimento particolare all'articolo 8 della legge, in base al quale l'Ufficio nazionale per il servizio civile, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ha l'impegno di "predisporre, d'intesa con il Dipartimento per il coordinamento della protezione civile, forme di ricerca e di sperimentazione di difesa civile non armata e nonviolenta".</p>
<p>- Che venga rispettata la raccomandazione accolta dalla Camera dei Deputati il 14 aprile 1998, con la quale il governo si e' impegnato "a studiare forme atte alla creazione ed alla formazione operativa di un contingente italiano di caschi bianchi" da mettere a disposizione dell'ONU, un contingente che "potrebbe essere costituito anche da obiettori che lo richiedano".</p>
<p>- Sarebbe inoltre auspicabile la creazione di una commissione permanente di consulta tra il governo e i rappresentanti di tutte le organizzazioni e i movimenti per la Pace, con il compito di verificare l'attuazione di questi impegni nazionali ed internazionali, stabiliti sulla carta gia' da diversi anni e mai tradotti in azioni concrete.</p>
<p>Quando nel 1999 ho rivolto (invano) queste stesse richieste al tuo amico, compagno e collega Massimo D'Alema, ho dimostrato conti alla mano che tutto questo si poteva fare: all'epoca sarebbe bastato dirottare sulle politiche di pace il costo di costruzione della portaerei Luigi Einaudi, stimato in 3.500-4.000 miliardi di vecchie lire.</p>
<p>Caro Walter, oggi quei soldi sono gia' spariti nelle sabbie mobili di varie leggi finanziarie, ma sono convinto che tu non abbia bisogno di questi suggerimenti contabili per passare all'azione. Ti basta sfogliare un attimo il bilancio della spesa militare italiana per scoprire tanti soldi che potrebbero essere spesi meglio, una quantita' spropositata di risorse che ti faranno saltare dalla sedia pensando alle politiche di pace che ti ho illustrato in questa lettera, per gridare con entusiasmo "si puo' fare !!!"</p>
<p>In attesa di una tua gentile risposta, colgo l'occasione per porgerti i miei piu' cordiali saluti.</p>
<p>Carlo Gubitosa<br />
Associazione PeaceLink<!--more--></p>
</div>
</div>
<div class="headings">
<h2>La Pace, ma anche... le guerre umanitarie. La politica estera nel programma del PD</h2>
<div class="subhead"><em>Centralità dello "strumento militare" e un generale di Corpo d'Armata candidato al Senato: due elementi cheindicano con chiarezza quali sono le idee e le prospettive del Partito Democratico sui temi della difesa, degliarmamenti, della politica estera e della pace.</em></div>
<div class="notes">7 aprile 2008 - Luca Kocci</div>
<div class="source">Fonte: ADISTA - 10 marzo 2008</div>
</div>
<p>Centralità dello "strumento militare" e un generale di Corpo d'Armata candidato al Senato: due elementi che indicano con chiarezza quali sono le idee e le prospettive del Partito Democratico sui temi della difesa, degli armamenti, della politica estera e della pace.<br />
Nel contesto di una globalizzazione che migliora "le condizioni di vita e di reddito di milioni di uomini" ma accentua le "disuguaglianze", si legge nel primo paragrafo del Programma di governo del Partito Democratico, presentato dal segretario Walter Veltroni e dall'economista liberal Enrico Morando lo scorso 25 febbraio, "l'Italia deve poter disporre di uno strumento militare che le consenta, in coerenza con il mandato fissato nell'articolo 11 della Costituzione, di assicurare un'adeguata difesa del territorio nazionale; di svolgere da protagonista il ruolo che le compete nelle alleanze internazionali; di condividere le responsabilità nel governo delle crisi e per la difesa della pace e della stabilità internazionale", a cominciare dall'Afghanistan dove bisogna restare "per vincere la guerra al terrorismo jihadista". Una strategia pienamente rivendicata da Arturo Parisi, ministro della Difesa uscente e ricandidato dal Pd alla Camera come capolista in Sardegna: "Finalmente il programma di una forza politica, il programma del Partito Democratico - scrive Parisi in una lettera pubblicata dal quotidiano la Repubblica lo scorso 3 marzo - riconosce con una nitidezza che non ha precedenti che 'in un contesto in rapida evoluzione, contraddistinto da elevata instabilità' con 'accresciute minacce alla sicurezza internazionale', 'l'Italia deve poter predisporre di uno strumento militare'" adeguato. "Pur nella loro essenzialità - prosegue - queste proposizioni da sole danno la prova del cammino fatto nella maturazione di una cultura e di una responsabilità di governo. Né nel programma del 1996, né in quello del 2001, e neppure in quello del 2006, è infatti riscontrabile il riconoscimento delle esigenze della difesa del Paese e dei doveri che derivano all'Italia dalla solidarietà internazionale in modo così chiaro".<br />
La seconda mossa è stata resa pubblica il primo marzo: la candidatura al Senato (al quarto posto nel Lazio, quindi in una posizione 'sicura') del generale di Corpo d'Armata Mauro Del Vecchio, già capo delle missioni militari multinazionali nei Balcani fra il 1997 e il 1999 - dove oltre 500 militari italiani si ammalarono, e circa 50 sono già deceduti, di linfoma in seguito all'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito nel silenzio assoluto degli stati maggiori - e della missione Isaf della Nato in Afghanistan dall'agosto 2005 al maggio 2006, che proprio sotto il suo comando si allargò al sud del Paese, affiancandosi alla missione statunitense Enduring freedom. "Questa volta Maurizio Crozza resterà molto deluso da Walter Veltroni - commenta Massimo Paolicelli, presidente dell'Associazione Obiettori Nonviolenti -: con la candidatura del generale Mauro Del Vecchio ha mancato del classico 'ma anche', non abbiamo visto infatti candidare anche un obiettore o una ragazza del servizio civile o un rappresentante del variegato mondo pacifista. Non è un caso: perché la Difesa è uno dei pochi temi sui quali il Partito Democratico ha le idee molto chiare, come ha dimostrato in questi ultimi due anni scarsi di governo", a cominciare dall'aumento esponenziale delle spese militari (v. Adista nn. 83/06, 2 e 77/07), che peraltro hanno registrato un ulteriore incremento poiché la commissione Difesa della Camera, riconvocata d'urgenza il 5 marzo, ha deliberato l'acquisto di due nuovi sommergibili del costo di 915 milioni di euro. "Questa volta il veltronismo lo facciamo nostro - prosegue -, dal momento che la Corte Costituzionale ha più volte ricordato che la difesa della patria si adempie con il servizio militare, 'ma anche' con il servizio civile, senza armi. Allora è possibile istituire corpi civili di pace, riconvertire l'industria bellica e ridurre le spese militari. Ma di tutto questo - conclude Paolicelli - Veltroni ed il suo Pd non parlano: preferiscono candidare un generale".</p>
<p>PeaceLink a Veltroni: si può fare, ma cosa?<br />
Che il Partito Democratico auspichi un sempre maggiore protagonismo dell'Italia nei teatri delle cosiddette "missioni di pace" lo ammette lo stesso Veltroni, sebbene con un linguaggio piuttosto 'coperto', rispondendo ad una lettera che gli era stata inviata dalla Tavola della Pace: "Per dimostrare di essere forte - scrive il candidato premier del Pd - la politica deve ritrovare la propria credibilità. E sono convinto che per essere credibile la politica deve farsi carico di responsabilità che non restino eluse". "Abbiamo dimostrato di credere che l'impegno per la pace si dimostra con il coraggio delle proprie scelte, incontrando accordi e disaccordi - prosegue -. Ma nuovi fronti si aprono ogni giorno, dal Darfur al Kenya, dalla Somalia ai Balcani, e la politica non può e non deve restare cieca e sorda", "deve ascoltare e poi deve saper offrire risposte ma anche partecipazione. Non possiamo sottrarci".</p>
<p>Cosa Veltroni e il Partito Democratico intendano fare sul tema della pace lo chiede direttamente al candidato premier l'associazione PeaceLink, con una lettera del giornalista Carlo Gubitosa, attivista dell'associazione: "Allora, caro Walter, quali sono le politiche di pace che hai in mente? Che cosa 'si può fare' per far valere il diritto internazionale in un mondo che cerca giustizia con le armi?". Nelle precedenti esperienze di governo del centro-sinistra, la pace non ha mai trovato posto in una effettiva proposta politica, "mi auguro che tu possa fare di meglio", scrive Gubitosa, che elenca alcune delle poposte "che i pacifisti e gli amici della nonviolenza gridano al vento da più di un decennio": destinare lo 0,7% del Pil ad iniziative di cooperazione internazionale per favorire lo sviluppo dei Paesi impoveriti; legalizzare e tutelare il diritto di obiezione di coscienza alle spese militari, con forme di opzione fiscale che consentano ai cittadini di scegliere se finanziare attraverso le imposte la difesa armata o la difesa non armata; monitorare e controllare capillarmente il commercio, la produzione e l'esportazione delle armi prodotte in Italia; e attuare la sperimentazione di forme di difesa popolare nonviolenta e civile (tipo Caschi bianchi da mettere a disposizione dell'Onu), come peraltro previsto dalla legge sul servizio civile. I pacifisti, Gubitosa in testa, attendono risposta.</p>
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<title><![CDATA[Perché esiste il problema rifiuti in Campania e cosa si dovrebbe fare per risolverlo?]]></title>
<link>http://altocasertano.wordpress.com/2008/01/12/perche-esiste-il-problema-rifiuti-in-campania-e-cosa-si-dovrebbe-fare-per-risolverlo/</link>
<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 19:03:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>ufficistampa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Napoli e Campania- Organizzare un´efficace sistema di raccolta differenziata non solo di carta, pla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img border="0" align="left" width="600" src="http://www.agneseginocchio.it/Foto%201%20Manifestazione%20Rifiuti%20Napoli/_MG_2021.JPG" height="400" style="width:237px;height:155px;" />Napoli e Campania</strong>- <font color="#000080">Organizzare un´efficace sistema di raccolta differenziata non solo di carta, plastica e vetro, ma soprattutto della frazione umida (cioè la parte putrescibile) e dei rifiuti tossici (vernici, solventi ecc.).</font>  Riportiamo di seguito il contenuto di un volantino prodotto da <strong>Pio Russo Krauss</strong> (Lilliput Napoli) del <strong>Comitato Allarme Rifiuti Tossici</strong>, di cui fa parte anche <strong><a href="http://www.peacelink.it">PeaceLink Campania</a></strong>, nel quale viene spiegato perchè in Campania esiste un problema rifiuti e quali sono le strategie da perseguire per la sua soluzione. (<em>Foto: manifestazione contro i rifiuti a Napoli. Autore Andrea Pioltini, fotoreporter</em>)</p>
<p><strong>Perché esiste un problema rifiuti in Campania?</strong></p>
<p>Mentre in molte regioni la raccolta differenziata è iniziata negli anni 70 e 80, da noi è parttita dalla metá degli anni 90 e, a tutt`oggi, è sotto il 10% (la legge stabilisce che per il 2003 si doveva riciclare almeno il 35% e alcune regioni italiane sono ormai sul 40-50%);<br />
la quantità di rifiuti prodotta è aumentata sempre più: nel 1998 era di 424 Kg per abitante all´anno oggi è di 485 Kg (fonte APAT);  la Giunta Regionale di destra, presieduta da Rastrelli, ha varato nel 1997 un Piano che prevedeva 7 impianti CDR (gli impianti che separano la parte bruciabile dei rifiuti da quella non bruciabile) e 2 enormi inceneritori capaci di bruciare tutta la spazzatura prodotta in Campania, non rispettando cosí le indicazioni della legge nazionale che indica che bisogna privilegiare la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il recupero, il riciclaggio, il compostaggio; <!--more Continua a leggere--> la Giunta Regionale, presieduta da Losco, ha affidato la costruzione degli inceneritori e degli impianti CDR alla FIBE (del gruppo FIAT), preferendo la sua proposta perché il costo era più vantagioso e i tempi di realizzazione brevi (1 anno), anche se il termovalorizzatore progettato era di vecchio tipo e particolarmente inquinante e la legge nazionale impone che bisogna scegliere innanzitutto la tecnologia meno inquinante;  <strong>Bassolino</strong> ha utilizzato le ingenti risorse economiche date alla Campania per costruire i 7 impianti CDR e il termovalorizzatore di Acerra per pagare profumatamente consulenze e per assumere centinaia di lavoratori per la raccolta differenziata senza farla poi partire e senza costruire impianti di compostaggio dove trasformare i rifiuti organici in concime;  i cittadini di Acerra hanno cercato di bloccare la costruzione del termovalorizzatore che, essendo di vecchio tipo e 5 volte piú grande dei normali inceneritori, non li rassicurava sulla tutela della loro salute;  gli impianti CDR, entrati in funzione, invece di produrre cdr (combustibile da rifiuti) e fos (frazione organica stabilizzata) hanno prodotto da una parte milioni di ecoballe, che non sono bruciabili perchè contengono rifiuti putrescibili, dall´altra migliaia di tonnellate di materiale organico non stabilizzato e quindi anch´esso putrescibile. Tale materiale si è andato quindi accumulando presso gli impianti e siti di stoccaggio "provvisorio"; la magistratura ha aperto inchieste su tutta questa situazione ponendo varie volte sotto sequestro il cantiere di Acerra e gli impianti cdr, determinando così ogni volta l´accumulo di rifiuti per strada. Sulla basa di tali inchiesta si è dovuto modificare il progetto del termovalorizzatore di Acerra per cercare di renderlo meno inquinante e conforme agli standard europei;  i Commissari straordinari di governo succeduti a Bassolino. per risolvere l´emergenza, hanno aperto vecchie discariche (spesso sequestrate dalla magistratura perché contenevano rifiuti tossici smaltiti illegalmente dalla camorra), senza fare niente per risolvere alla radice il problema. L´apertura di discariche dichiarate definitivamente chiuse o la proroga delle date di chiusura stabilite ha fatto perdere la fiducia delle popolazioni nelle promesse dello Stato;  in questa situazione di sfascio la camorra ha potuto continuare a smaltire illegalmente rifiuti tossici e nocivi provenienti da tutt´Italia sia in discariche che avrebbero dovuto contenere solo rifiuti non tossici, sia in discariche abusive, aiutata in questo anche dal testo unico delle leggi sull´Ambiente varato dal Governo Berlusconi che, declassando una serie di reati, ha reso più difficile l´azione della magistratura (intercettazioni telefoniche ecc.).</p>
<p><strong>Cosa si dovrebbe fare per risolvere il problema rifiuti?</strong></p>
<p>ridurre la produzione di rifiuti con norme nazionali e regionali che penalizzino l´eccesso di imballaggi, i prodotti a perdere, i materiali difficilmente smaltibili;  <strong>organizzare un´efficace sistema di raccolta differenziata non solo di carta, plastica e vetro, ma soprattutto della frazione umida (cioè la parte putrescibile) e dei rifiuti tossici (vernici, solventi ecc.).</strong> La raccolta differenziata è il presupposto non solo del riciclaggio, ma anche della possibilità di smaltire i rifiuti negli inceneritori o in discarica, perché la frazione umida non è bruciabile ed è pericoloso smaltirla in discarica. Inoltre più è completa e selettiva la raccolta differenziata e più i rifiuti diventano una risorsa che può fare guadagnare e, quindi, ridurre la tassa sui rifiuti. Tale sistema deve prevedere controlli, multe e incentivi e deve essere chiaramente spiegato alla popolazione. Il sistema più conveniente è un sistema misto con raccolta porta a porta e "isole ecologiche";  costruire un sufficiente numero di impianti di compostaggio dove trasformare la frazione umida in concime (la Campania ne è quasi priva, mentre altre regioni ne hanno decine e decine - p.es. la Lombardia ne ha 79) (fonti: Commissariato Straordinario per i Rifiuti: Piano Rifiuti 2007; APAT: Rapporto Rifiuti 2006) attrezzare alcune discariche ex novo in luoghi idonei (es. quelli segnalati dai geologi dell´Università di Napoli) per superare l´emergenza senza avvantaggiare la camorra e avere il tempo di trasformare gli attuali impianti cdr in efficienti impianti per il trattamento meccanico biologico (che producono cioè frazione organica stabilizzata, materiali da riciclare e inerti da utilizzare per bonificare cave o produrre materiali per edilizia). I termovalorizzatori non sono la soluzione perché non possono bruciare la frazione umida dei rifiuti (pari al 40%) né l´inerte (sabbia, metalli, vetro ecc. che ammonta al 10-15%) e non è conveniente che brucino carta e plastica , il cui riciclaggio è molto meno inquinante e più conveniente dal punto di vista del risparmio energetico (riciclare plastica fa risparmiare il doppio dell´energia che si ricava bruciandola) ed anche dal punto di vista economico. Infatti il costo dell´energia elettrica prodotta è superiore a quella prodotta da petrolio, metano, eolico, idroelettrico e solare a concentrazione (fonte: ANEA) e la convenienza è solo degli imprenditori che possono intascare anche i 55 euro per ogni tonnellata bruciata, perchè la legge italiana considera l´incenerimento dei rifiuti un´energia rinnovabile da sostenere economicamente. Si deve ricordare inoltre che i termovalorizzatori producono ceneri e fanghi (pari a quasi il 30% in peso dei rifiuti bruciati) da smaltire poi in discariche e quindi non sono un sistema per eliminare il ricorso alle discariche.  La strategia che abbiamo indicato è perfettamente in linea con le direttive europee e con quanto si va facendo in molti Paesi europei: in Austria il 64% dei rifiuti è riciclato, il 23% va in discarica e solo il 13% è bruciato; in Germania il 71% è riciclato, il 14% va in discarica e il 15% è incenerito (fonte: European Topic Centre on Resource and Waste Management 2005).  Comitato <strong>Allarme Rifiuti Tossici</strong> <a href="http://www.allarmerifiutitossici.org/" class="rvts11"><font face="Times New Roman">http://www.allarmerifiutitossici.org</font></a><span class="rvts10"><font face="Times New Roman"> </font></span></p>
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<title><![CDATA[Manifestazione!!]]></title>
<link>http://melisenda.wordpress.com/2007/09/26/manifestazione/</link>
<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 20:49:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>melisenda</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ospitiamo l&#8217;appello di Peacelink per la manifestazione nazionale del 13 Ottobre a Napoli: per ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';"><a href="http://melisenda.wordpress.com/files/2007/09/dublino-agosto-2007-174.jpg" title="dublino-agosto-2007-174.jpg"><strong><img src="http://melisenda.wordpress.com/files/2007/09/dublino-agosto-2007-174.thumbnail.jpg" alt="dublino-agosto-2007-174.jpg" /></strong></a><strong>Ospitiamo l'appello di Peacelink per la manifestazione nazionale del 13 Ottobre a Napoli: per la salute e per l'ambiente!!!</strong></span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';"></span><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';"><span style="font-family:'Century Gothic';"><span style="font-size:10pt;font-family:'Century Gothic';">Mai come in Campania e mai come in questo momento la tutela dell'ambiente e della salute sono strettamente collegate alla questione democratica nel suo significato più proprio: nella sua dimensione sociale.<br />
L'incancrenimento trasversale della classe politica in comitato d'affari, il bassolinismo come sistema, ha nuovamente espropriato i ceti subalterni di informazione, di risorse e di potere decisionale per incidere sul futuro e sulla qualità della propria vita.<br />
Intanto la crisi ambientale sembra miracolosamente scomparsa! In realtà è solo occultata: la promessa di decine di miliardi di euro in arrivo nei prossimi anni viene spregiudicatamente utilizzata per azzittire il dissenso dei principali gruppi economici e delle varie burocrazie. Una situazione non dissimile da quella che abbiamo conosciuto per la ricostruzione post-terremoto e che ha lasciato nella nostra regione solo le macerie degli sprechi, della speculazione e del rinsaldamento degli interessi mafiosi.<br />
Così, l'annunciata inaugurazione del mega-inceneritore di Acerra non sarebbe più soltanto la pietra tombale rispetto alla vera raccolta differenziata e ad un piano rifiuti ambientalmente compatibile, non esprimerebbe soltanto il disprezzo verso una comunità che da tempo si batte per difendere la propria terra, ma sarebbe un sigillo all'operazione di autolegittimazione di questo ceto politico per gestire anche i nuovi profitti...<br />
L'esperienza dei comitati ambientalisti in rete, delle comunità in lotta per la difesa della propria terra (da Lo Uttaro a Serre, ad Acera, Giugliano, Terzigno...) rappresenta un antidoto possibile a questi processi, se riaccende, però, il confronto pubblico per una nuova democrazia dal basso. E con essa la possibilità di scelte ambientali radicalmente diverse, in grado di trovare soluzioni per una regione sempre più avvelenata, con i tassi tumorali più alti d'Europa!<br />
Rilanciamo la lotta:<br />
la manifestazione del 19 maggio è stata solo l'inizio!</span></span><span style="font-family:'Century Gothic';"><span style="font-size:10pt;font-family:'Century Gothic';"><strong>Assemblea Pubblica<br />
mercoledì 26 settembre ore 16.30<br />
Sala Provinciale di S.Maria la Nova (Napoli)<br />
</strong>in preparazione della</p>
<p><strong>Manifestazione nazionale a Napoli del 13 Ottobre 2007</strong><strong><br />
La classe politica ha fallito, avvelenando la Campania e le nostre vite.</p>
<p></strong>No all'incenerimento dei rifiuti ed alle megadiscariche<br />
 <br />
Per la raccolta differenziata porta a porta, il riciclo, il trattamento a freddo e la riduzione a monte dei rifiuti<br />
 <br />
Per la fine del commissariamento straordinario e un nuovo piano rifiuti concordato davvero con le comunità.<br />
 <br />
Per un autentico monitoraggio ed un intensa attività di bonifica contro lo sversamento illegale di rifiuti tossici<br />
 <br />
Per la difesa della salute, dei territori e dei beni comuni.<br />
 </p>
<p></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fortress Europe]]></title>
<link>http://immigrazione.wordpress.com/2006/08/03/fortress-europe/</link>
<pubDate>Thu, 03 Aug 2006 07:37:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>silvia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Triste primato per il mese di luglio: 97 le vittime lungo le rotte tra la Libia e l´Italia e tra il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Triste primato per il mese di luglio: 97 le vittime lungo le rotte tra la Libia e l´Italia e tra il Marocco e le Isole Canarie in Spagna.<!--more--></p>
<p> Di nuovo morti a Melilla tentando di scavalcare l´alambrada dell´enclave spagnola. Almeno 58 i dispersi. Morti anche 8 bambini e 2 neonati. Dal 1988 almeno 4.973 persone hanno perso la vita lungo le frontiere europee.</p>
<p><a href="http://italy.peacelink.org/migranti/articles/art_18012.html">http://italy.peacelink.org/migranti/articles/art_18012.html</a></p>
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