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The film gang returns again!
Pega's photography Blog

La stagione è finalmente quella giusta e così rieccoci all’appuntamento con una serata totalmente dedicata alla pellicola. Sì, sì. L’idea è quella di trovarsi con quelle scatolette in cui si mette il rotolino e che fino a qualche tempo fa erano il normale strumento con cui si realizzavano le fotografie. Se non hai una fotocamera a pellicola puoi fartela prestare o magari acquistarne una usa e getta per l’occasione, poco importa. Seguendo la proposta dell’amico Martino, ci trovermo Mercoledì 10 Luglio per una passeggiata fotografica analogica nel centro di Firenze con la luce del tramonto e della prima serata. Come i precedenti, si tratta di un incontro aperto a tutti ma prevalentemente dedicato a chi si presenterà munito di fotocamera a pellicola e voglia, anche soltanto per una sera, di lasciare da parte il digitale e catturare immagini analogiche. L’appuntamento è per le 19 sul ponte S.Trinita. Da lì ci muoveremo guidati dal nostro innato istinto analogico, ch

Cambiare.
Mood on Me

Improvvisamente realizzi di essere cambiata. Quando capisci che determinate cose non ti fanno star bene più, che non ti diverti più; osservi e pensi: ” ma anche io sono così? ” Poi ti guardi e vedi che nn sei tra loro, che sei in disparte e realizzi che non lo sei più. Nella vita si cambia e io sto cambiando. La cosa non mi fa paura, anzi, ma non so ancora cosa sto diventando e non so che direzione prendere. Tante cose sono ormai perse per strada, ma vorrei trovarne altre; vorrei trovarne di concrete perchè di effimere ne ho abbastanza. Amicizie, amori che entrano ed escono, basta. Voglio qualcosa che resti, nel tempo contro mille ostacoli e mille tempeste; perchè la vita è piena di difficoltà ma se hai a chi dare il cuore e chi te lo da, si supera tutto. Ci sarà qualcuno che avrà la forza di restare e di affrontare con me la vita, è facile scappare siamo tutti bravi, ma non c’è cosa più bella del sopravvivere alle avversità ed uscirne insieme. Questo non l’ho m

I lunedì dell’architettura: il backsplash.
PATTIBUM

Lo amo talmente poco che preferisco chiamarlo backsplash, anziché schienale. Perché il semplice termine inglese me lo rende un po’ più simpatico. Parlo di quella porzione di muro che, in una cucina, si trova tra i pensili ed il piano di lavoro. Generalmente piastrellata (solo nella parte visibile o fino a pavimento? …già solo questo tema meriterebbe un post apposito…), è un elemento che io abolirei molto volentieri. Ma poi il pensiero va alla polpetta-al-sugo, ed ecco che l’architetto funzionalista che è in me cerca di trovare una soluzione esteticamente più accettabile della classica piastrella 10×10 beige (magari pure con qualche fiorellino!). Non dimentichiamo però quale è la caratteristica fondamentale che tale superficie deve comunque possedere: deve essere facilmente lavabile. Oltre a ciò, deve resistere agli urti ed, eventualmente, impedire che l’acqua scoli dietro le basi della cucina (anche se questa funzione può essere demandata ad uno sgusc

Tribal
Angelica Trinchera Photography Blog
OJA KALLOS
roxinon
Any Day Now
Blogmeup
UNA STRANA LUCE
Interviste dal Mondo
Dammi tre parole. E una foto. #20
PATTIBUM

Sottotitolo: Sole, Cuore , Amore. Ovvero, tre parole ed una foto per descrivere la settimana appena trascorsa. Ma anche quella che verrà. Qui il numero zero, e qui il seguito… La prima parola è massaggio. Quando ce vo’, ce vo’!!! Una piccola coccola ogni tanto me la merito, no? …come tutte noi!! La seconda parola è stanchezza. Vivo di riflesso la stanchezza di mio figlio. Mancano ancora dieci giorni alla fine della scuola, ma qui non.ce.la.facciamo.più! E ancora compiti compiti compiti… La terza parola è estate. Sembra proprio che la trascorreremo in modo anomalo. Poco mare, tanto sport ed un paio di metropoli da visitare. A me, me piace!!! La foto: risate sdentate. Ringrazio questi due seienni che hanno attaccato la loro stupidera anche a me, facendomi ridere senza motivo come era anni che non facevo!

Gli elastici del dolore :-)
Pega's photography Blog

Copyright Wes NamanC’è un fotografo che si diverte a creare ritratti molto particolari ed originali. Non solo trasforma in mostri, sfigura e ridicolizza i suoi modelli, li fa anche soffrire. No, non temere: Wes Naaman non è un criminale, semplicemente un fotografo creativo alla ricerca di scatti che facciano sorridere e che gli permettano di farsi notare. Nel suo portfolio, tra progetti che hanno tutti un taglio piuttosto estroso, ne puoi trovare alcuni così semplici da poter essere realizzati da chiunque a casa propria in pochi minuti, a patto di sopportare un po’ di… dolore. Ne sono un esempio quello in cui ha riunito un gruppo di amici chiedendo loro di fasciarsi la faccia con del nastro adesivo, oppure un altro (da cui è tratta la foto sopra) in cui dal nastro adesivo è passato a qualcosa di ancora più sadico: elastici. Beh dai, io dico che si son fatti delle belle risate, e poi ogni tanto ci vuole anche un po’ di idiozia. A Wes vanno comunque riconosciute c

Domani si semina mais OGM
La Valle del Siele

A seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea, della quale vi abbiamo già dato conto, che riconosce l’illegittimità di una procedura nazionale di autorizzazione quando l’impiego e la commercializzazione varietà geneticamente modificate sono autorizzati dalle autorità europee, Giorgio Fidenato ci riprova, come è suo diritto. Domattina alle 11, nei terreni di sua proprietà a Vivaro in provincia di Pordenone, Giorgio tornerà a seminare mais MON810. L’appuntamento, per chi volesse partecipare, è alle 11 davanti alle ex caserme. Giorgio ci fa sapere che dopo la semina offrirà vino e porchetta ai presenti, e la cosa naturalmente non guasta. Da parte nostra, dato che non potremo esserci di persona, un abbraccio e un caloroso in bocca al lupo a Giorgio, e un augurio che il suo esempio possa essere seguito da molti. E che vada meglio dell’ultima volta, naturalmente. Intanto ribadiamo le ragioni per le quali siamo dalla sua parte, sintetizzate in dieci punti in un p

The Hannover Principles. Design for Sustainability.
carlobattisti

Era il 1992 quando la città di Hannover, che si preparava ad organizzare l’EXPO del 2000, commissionò a William McDonough e Michael Braungart un insieme di istruzioni relative alla progettazione di edifici e oggetti con attenzione alla tutela dell’ambiente, il loro effetto sullo sviluppo sostenibile e il loro impatto complessivo sulla società. Nascevano così i 9 ‘princìpi di Hannover’. Con una società ormai rassegnata a dare per scontata comunque una certa quota di danno ambientale e ripiegata a discuterne l’ammontare tollerabile per legge, Bill McDonough e Michael Braungart invitarono per la prima volta l’opinione pubblica a considerare un’alternativa. Semplicemente, perché non progettare  prodotti e istituzioni in grado di sostenere l’ambiente, invece di danneggiarlo? Design for Sustainability: Designing for sustainability requires awareness of the full short and long-term consequences of any transformation of the environment. Sustainab

Denim Art: le sorprendenti creazioni in jeans di Ian Berry
Trendyzoo-oh!

© Denimu, The Wild One – Marlon Brando portrait   Il nome d’arte scelto dal britannico Ian Berry – alias Denimu – la dice lunga sulla sua ossessione per il denim, proprio il materiale di cui sono fatti i mitici jeans, ovvero “il tessuto democratico per eccellenza, indossato da tutti, dal contadino al nobile, dal lavoratore manuale all’oligarca.” Ian infatti realizza ritratti e paesaggi urbani stupefacenti e ricchi di dettagli utilizzando semplicemente jeans smessi, armeggiando con colla e stracci (anche ricolorati) sa rendere persino il contrasto luce-ombra e le sfumature, nonché la profondità delle sue composizioni. L’ispirazione è giunta per caso: Ian, di ritorno da un viaggio nella sua città natale, Huddersfield, si è ritrovato a fissare una pila di jeans vecchi destinata alla beneficenza… Così ha iniziato a sperimentare col denim mentre lavorava come art director a Londra e a Sydney, occupandosi di campagne di successo per

Riutilizzare volantini pubblicitari e posta indesiderata
Fatto In Casa

Alcuni modi per riutilizzare la posta: Usarla come combustibile per chi ha il camino. È molto utile per accendere il fuoco nel camino. Usarla come imballaggi per oggetti fragili. Per chi ha animali domestici si può mettere come lettiera. Le buste delle lettere si possono usare come imbuto tagliandone un’estremità. Si possono creare dei vasetti biodegradabili per le piantine piccole ancora da trapiantare. Le piantine cresceranno dentro il vasetto fatto di posta e poi quando saranno grandi abbastanza da essere trapiantate si potranno piantare nel terreno perché la carta si decomporrà.  Un video qui.  

Foglioline di Vita 8/ a Leaf Life 8
Foglia di The

Sicuramente anche a voi umani, come a noi foglioline di the vi saranno capitati episodi del genere, e sempre si rimane di sasso di fronte alla semplicità del rimbambimento del caso, di cui spesso noi stessi, io stessa, siamo portatori.. ma questa volta non sono io, è la mia mami… -Al citofono - FdT: “Ciao mamma, allora papà scende e viene con me?” Mamma The: “E non lo so adesso chiedo….PAPÀ ESCI CON FTD???”   Sento un parlottare in lontananza, due pentole di fagioli che ribolliscono, quando ritorna nel mio universo e… MT: “ Ma FdT tu dove sei adesso?!”   Silenzio… Giusto il tempo per capire la domanda, per rielaborare di dati nel mio cervellino, che le risposi: “Mamma se sono al citofono con te dove vuoi che sia?!!!!” MT: “ Cosa hai detto?!! N on ti permettere di prendermi in giro!  Dov’e’ che sei?!!”   Mamma… hai solo 50 anni.. vado a comprarti un po’ di intergratori… ti voglio bene! -FdT Earl Grey- ————————

The Barnum Museum
Weirdest Museums

Il Museo Americano di Barnum era situato all’angolo tra Broadway e Ann Street a New York City, Stati Uniti d’America, 1841-1865. Il museo è stato di proprietà del famoso showman P.T. Barnum e il suo socio e proprietario originale, John Scudder. Prima della loro partnership, il museo era conosciuto come Museo Americano di Scudder. Il museo offre attrazioni sia strane che educative. Venne raso al suolo nel 1865. Il museo è citato anche nel Barnum musical di Broadway. È stato rilanciato su Internet nel luglio 2000. La collezione del museo comprendeva elementi raccolti in tutto il mondo per un periodo di 25 anni. Il museo offre molte attrazioni che si attestano a grande fama. Uno dei più famosi era il generale Tom Thumb un nano alto 25 pollici. Thumb non è stata l’unica stranezza fisica, c’era anche il Fiji Mermaid e Josephine Boisdechene, che aveva una grande barba, che era cresciuta di due centimetri quando aveva solo otto anni. Un’altra delle famose attrazi