<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>pianificazione-territoriale &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/pianificazione-territoriale/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "pianificazione-territoriale"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 08:38:18 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[PSC, PTCP ...]]></title>
<link>http://amarevignola.wordpress.com/?p=188</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 05:55:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Paltrinieri</dc:creator>
<guid>http://amarevignola.wordpress.com/?p=188</guid>
<description><![CDATA[Martedì 22 luglio il Consiglio provinciale ha adottato il PTCP. Lo stesso giorno al Consiglio dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>Martedì 22 luglio il Consiglio provinciale ha adottato il PTCP. Lo stesso giorno al Consiglio dell’Unione Terre di Castelli è stato presentato il documento preliminare del PSC intercomunale. Sigle astruse ai più. Ma la posta in gioco è il futuro del nostro territorio. Inizia dunque con questo post una presentazione, analisi, discussione di questi processi di pianificazione territoriale.</em></p>
<p>PSC, PTCP, POC, RUE, POIC … anche il linguaggio “gergale” (incomprensibile ai più) testimonia del livello di complessità raggiunto dall’attività politico-amministrativa. Complessità significa <em>necessariamente </em>opacità, ovvero non immediata comprensibilità per il non specialista, dunque per il cittadino comune. Questo è un dato di fatto ineliminabile della “politica” di oggi. Chi rappresenta l’attività politica ed amministrativa come se tutti potessero, senza alcuno sforzo, comprendere tutto fa (solo) del peggiore populismo. Detto questo occorre anche dire, con uguale franchezza, che assai spesso le istituzioni fanno poco (forse nulla) per richiamare l’attenzione del cittadino sulla posta in gioco di questi “processi” e per renderli (un po’ più) trasparenti e comprensibili. Autoreferenzialità. Questo termine, entrato nel linguaggio comune grazie alla “popolarità” di un autore (sociologo) come Niklas Luhmann (che rimane comunque sconosciuto ai più e rimane, inoltre, di difficile comprensione anche per chi si avvicina alla sua opera), è oggi usato comunemente per richiamare la patologia di una politica ed una amministrazione chiuse su se stesse, incapaci di “ascoltare” e “dialogare” con i cittadini, incapaci di percepire e (dunque) affrontare i problemi “reali”. E’ davvero così? Ed è così, tanto a livello nazionale, quanto a livello locale (dove la “vicinanza” del cittadino alle istituzioni dovrebbe essere garanzia di maggior potere di far sentire la propria “voce” e dunque di politici-amministratori più “reattivi” e responsabili)? L’impressione è che il modo comune di intendere la politica abbia abbastanza poco a che fare con la realtà. Sia che la politica venga squalificata come l’attività di una “casta” che autoriproduce se stessa, sia che si veda in essa l’incarnazione (anche imperfetta) dei principi della democrazia (specie se si usano concetti come “sovranità popolare”, ecc.). Non è una novità, questa. Weber, Schumpeter, Sartori – solo per citare alcuni autori – hanno argomentato, in diversi momenti del XX secolo, che esiste uno scarto assai grande tra la realtà della democrazia ed i concetti che usiamo per rappresentarcela (hanno anche invitato ad adeguare i concetti alla realtà, piuttosto che provare a “trasformare” la realtà). Lo stesso avviene per il governo locale, per la “democrazia locale”. Ma non è questo il tema che si vuole affrontare, anche se il nesso c’é.</p>
<p><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2008/07/complessita_by_rb_web1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-201" src="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/07/complessita_by_rb_web1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="110" /></a></p>
<p>La crescita della complessità sia della struttura istituzionale, sia dei processi decisionali (e qui ci occupiamo dei processi di pianificazione), da sola basta a ridisegnare le modalità (ed i problemi) del governo (anche locale) ed a rendere assai arduo (e comunque diverso) il nesso tra istituzioni locali e cittadini. Forse non è un caso che le forme più vitali di partecipazione (oggi forse davvero <em>le uniche</em>) siano quelle dei “comitati”, gruppi di cittadini che si mobilitano per contrastare decisioni dell’amministrazione comunale. Dunque una mobilitazione “reattiva”, non su temi generali, ma su aspetti assai puntuali, dove gli interessi in gioco colpiscono pochi (rispetto all’intera comunità dei residenti), ma in modo tangibile. D’altro canto il quadro complessivo degli obiettivi e dell’azione del Comune è sempre più sfuggente, sempre più opaco. Difficile dunque essere motivati da “interessi generali” (dell’intera collettività). Anche perché l’investimento in comunicazione, coinvolgimento e partecipazione da parte dell’amministrazione comunale è assolutamente risibile. E’ Luhmann che di nuovo ci suggerisce l’immagine della <em>black box</em> – la “scatola nera” – per descrivere i processi politico-amministrativi. Che significa appunto opacità e non comprensibilità immediata dei processi (spesso anche agli occhi degli attori principali). Ma questa complessità ha evidenti ragioni “strutturali”, appunto nella complessificazione dell’architettura istituzionale e dei compiti amministrativi (con processi di pianificazione, attuazione, controllo, rendicontazione per la cui gestione si è tutt’altro che attrezzati – sia dal punto di vista culturale che delle competenze; per non parlare poi delle risorse). E’ diventato più complesso il “quadro istituzionale” in cui si colloca oggi il singolo comune – un aspetto non adeguatamente rappresentato, ma certamente richiamato con l’immagine del comune-<em>holding </em>(una sorta di società “madre” che “controlla” – in realtà in misura assai debole o comunque assai variabile – altre società operative). E’ diventato ugualmente complesso l’intreccio di processi di pianificazione, a cui si richiamano le sigle sopra riportate. PSC (sta per <em>Piano Strutturale Comunale</em>), POC (<em>Piano Operativo Comunale</em>) e RUE (<em>Regolamento Urbanistico Edilizio</em>) sono i tre strumenti che la Regione Emilia-Romagna ha definito, con la L.R. n.20/2000, per la pianificazione urbanistica a livello comunale. Informazioni interessanti si trovano nel sito web della Provincia di Bologna, nella sezione sui PSC in forma associata (<a href="http://cst.provincia.bologna.it/ptcp/psc.htm" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>). POIC (sta per <em>Piano Operativo delle Infrastrutture Commerciali</em>) è il documento di pianificazione relativo alle strutture commerciali di competenza della Provincia (strutture commerciali con superficie di vendita da 1.500 a 5.000 mq; per superfici inferiori la competenza è del Comune, per superfici superiori della Regione). Ed è su questo documento di pianificazione <em>provinciale</em>, o meglio sull’adozione di una variante ad esso, che si è concentrata fin qui larga parte della discussione sul progetto ex-Sipe (<a href="http://amarevignola.wordpress.com/2008/07/14/ex-sipe-facciamo-il-punto/" target="_self"><strong>vedi</strong></a>). Ma il POIC è parte di strumenti di pianificazione con obiettivi più ampi (la gestione del territorio e delle funzioni insediative, non solo di quelle commerciali), dunque del PTCP (sta per <em>Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale</em>) che è stato adottato (non ancora approvato) dal Consiglio Provinciale nella seduta del 22 luglio (<a href="http://www.provincia.modena.it/page.asp?IDCategoria=6&#38;IDSezione=1613&#38;ID=68570" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>). Lo stesso giorno, alle 21 presso lo spazio eventi Famigli di Spilamberto, al Consiglio dell’Unione Terre di Castelli veniva presentato il <em>documento preliminare</em> del PSC, il documento che consente al processo di pianificazione urbanistica intercomunale (dei 5 comuni dell’Unione) di entrare nel vivo, con la prossima convocazione della <em>Conferenza territoriale</em>. Processi e documenti dovrebbero essere presentati nel sito <em>web </em>del PSC dell’Unione (<a href="http://www.psccastelli.it/" target="_blank"><strong>vedi</strong></a>); sito un po' "striminzito" pur essendo parte del progetto di <em>e-government</em> e <em>e-democracy</em> <a href="http://www.partecipa.net/" target="_blank"><strong>partecipa.net</strong></a>. Intreccio complesso, dunque. Ma complessità non eliminabile, non comprimibile. Una complessità che può essere “sciolta” solo con adeguati processi, eventi, investimenti comunicativi con l’intera cittadinanza (che ad oggi non si vedono all'orizzonte). O, almeno, con quella parte minoritaria, ma significativa, di cittadini che davvero si sentono tali e che dunque vogliono prendere parte (seppur a diversa intensità) a disegnare il futuro di questo territorio.</p>
[caption id="attachment_194" align="aligncenter" width="278" caption="PSC dell&#39;Unione Terre di Castelli - La struttura e le politiche territoriali"]<a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2008/07/psc_struttura_pol_territ.jpg"><img class="size-medium wp-image-194" src="http://amarevignola.wordpress.com/files/2008/07/psc_struttura_pol_territ.jpg?w=278" alt="PSC dell'Unione Terre di Castelli - La struttura e le politiche territoriali" width="278" height="300" /></a>[/caption]
<p><em>Lessico minimo relativo al Piano Urbanistico Comunale:</em><br />
<strong>Piano Strutturale Comunale (PSC)</strong>: definisce gli aspetti strategici e strutturali, che interessano tutto il territorio comunale e a tempo indeterminato;<br />
<strong>Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE)</strong>: definisce gli aspetti regolamentari che disciplinano le parti del PSC del territorio urbano e rurale non sottoposti a modifiche urbanistiche sostanziali e che definiscono i parametri edilizi ed urbanistici, gli oneri di urbanizzazione, le condizioni di monetizzazione degli standard, ecc…;<br />
<strong>Piano Operativo Comunale (POC)</strong>: definisce gli aspetti operativi ed attuativi e la disciplina di uso del suolo delle sole parti di territorio da sottoporre a modifiche urbanistiche sostanziali (riqualificazione e nuovi insediamenti) nell’arco di validità quinquennale del piano; la localizzazione delle opere e dei servizi pubblici e di interesse pubblico da sottoporre ad esproprio per pubblica utilità. Il POC opera in coerenza con quanto stabilito dal Bilancio Pluriennale e dal Programma Triennale delle Opere Pubbliche comunali. Al termine dei 5 anni il piano perde efficacia e scadono anche i vincoli espropriativi.<br />
Per una presentazione di dettaglio sulla pianificazione territoriale ed urbanistica conseguente alla L.R. n.20/2000 vedi questo <strong><a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2008/07/principi_livelli_e_strumenti.pdf">testo</a> </strong>dell'Arch. Maurizio Maria Sani, <em>Responsabile del Servizio Coordinamento Pianificazione Urbanistica della Regione Emilia-Romagna</em>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il caso Houston]]></title>
<link>http://projectworkshop.wordpress.com/?p=85</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 05:57:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>PWS Admin</dc:creator>
<guid>http://projectworkshop.wordpress.com/?p=85</guid>
<description><![CDATA[

La pianificazione urbanistica può essere lasciata                tranquillamente ai privati, in u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://projectworkshop.files.wordpress.com/2008/07/houston-skyline.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-86" src="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/07/houston-skyline.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">La pianificazione urbanistica può essere lasciata                tranquillamente ai privati, in un contesto in cui i diritti di proprietà                sono pienamente tutelati e, di conseguenza, tutte le esternalità                negative eliminate. Pochi sanno che questa scelta è stata adottata                con successo a Houston, dove la produzione urbanistica è stata affidata                direttamente agli imprenditori privati, con risultati superiori                alle altre città americane comparabili, sia in termini di ambiente,                sia in termini di moralità. Il sistema dei piani regolatori presenta                infatti il triste svantaggio di lasciare gli abitanti nell'incertezza                riguardo il valore futuro dei propri terreni e in balia delle imprevedibili                decisioni politiche di maggioranze variabili e contingenti. Gli                uomini politici e gli amministratori ne beneficiano, perché dalla                distribuzione di concessioni e licenze edilizie acquistano voti                e influenza, ma la corruzione che ne consegue è dilagante. L'esperienza                di Houston dimostra che gli incentivi di mercato non sono meno efficaci                dei piani regolatori nel favorire uno sviluppo armonico della città.                Gli industriali, infatti, sono portati da ragioni di convenienza                ad impiantare i propri stabilimenti fuori città, lungo gli stradoni                o le autostrade; i proprietari di appartamenti e di negozi cercano                di stabilirsi nelle maggiori arterie cittadine; le pompe di benzina                vengono installate negli incroci più trafficati. I negozi che aprono                all'interno di tranquilli centri residenziali avranno difficoltà                a competere con quelli situati nelle zone commerciali o dove la                gente lavora, che possono godere di maggiore visibilità e movimento                di persone; vi sono comunque anche numerosi esercizi commerciali                all'interno di quartieri abitativi, destinati a soddisfare la domanda                locale. In ogni caso, il diverso mix tra usi residenziali e usi                commerciali di ogni zona riflette le esigenze del residente-consumatore,                esigenze che nelle città pianificate sono soffocate da quelle dei                burocrati e dei politici. Le attività disturbanti all'interno delle                zone residenziali vengono impedite mediante restrizioni contrattuali                contenute negli atti di acquisto degli immobili, che prevedono l'impegno                a non svolgere determinate attività rumorose o inquinanti, a dipingere                la casa in un certo colore, a tagliare l'erba del giardino, e così                via. In questo modo sono gli stessi abitanti di una zona a procedere                alla sua "regolamentazione", che è oggetto di una volontaria accettazione                e non di una imposizione politica. Fatto degno di nota, per ben                tre volte (nel 1948, nel 1962 e nel 1993) i tentativi di introdurre                un piano regolatore a Houston sono stati respinti dai cittadini                con referendum.</p>
<p style="text-align:justify;">Via <a href="http://www.liberidiscegliere.org/14.html" target="_blank">Liberi di Scegliere</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Copy &amp; Paste]]></title>
<link>http://projectworkshop.wordpress.com/2008/02/23/54/</link>
<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 09:18:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>PWS Admin</dc:creator>
<guid>http://projectworkshop.wordpress.com/2008/02/23/54/</guid>
<description><![CDATA[

&nbsp;
Evidentemente basterebbe girare di più il Mondo e prendere esempio dagli altri.
Magari far]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/02/img_2942_pp.jpg" title="img_2942_pp.jpg"><img src="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/02/img_2942_pp.jpg" alt="img_2942_pp.jpg" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/02/wg25945.jpg" title="wg25945.jpg"><img src="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/02/wg25945.jpg" alt="wg25945.jpg" /></a></p>
<p align="center">&#160;</p>
<p align="justify">Evidentemente basterebbe girare di più il Mondo e prendere esempio dagli altri.</p>
<p align="justify">Magari fare come facevano i Giapponesi alcuni decenni fa, fotografare tutto, tornare a casa propria e copiare, diventando la prima potenza economica mondiale e rimanendolo per decine di anni.</p>
<p align="justify">Con molta probabilità faremmo meglio di come stiamo facendo ora o, quanto meno, faremmo qualcosina in più.</p>
<p align="justify">Tipo risolvere il problema parcheggi nei centri urbani sprovvisti di aree di sosta pertinenziali, come hanno fatto e stanno facendo - parlandone poco ma realizzando molto - i tedeschi. Gli stessi tedeschi che vengono (o venivano, ormai) in vacanza dalle nostre parti e non sanno dove lasciare le proprie auto per comprarsi la maglietta D&#38;G o per andare a mangiarsi un piatto di spaghetti.</p>
<p align="justify">Monaco di Baviera, centro storico, problemi di congestionamento del traffico e scarsità di parcheggi pertinenziali e a tempo.</p>
<p align="justify">Soluzione: parcheggio interrato automatizzato.</p>
<p align="center"> <a href="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/02/munich-4.jpg" title="munich-4.jpg"><img src="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/02/munich-4.jpg" alt="munich-4.jpg" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/02/munich-5.jpg" title="munich-5.jpg"><img src="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/02/munich-5.jpg" alt="munich-5.jpg" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/02/munich-7.jpg" title="munich-7.jpg"><img src="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/02/munich-7.jpg" alt="munich-7.jpg" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/02/11.jpg" title="11.jpg"><img src="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2008/02/11.jpg" alt="11.jpg" /></a></p>
<p align="left">&#160;</p>
<p align="justify">Progettato nel 2004, terminato nel 2006, fornisce 284 posti auto sotterranei, con accesso e ritiro dell'auto completamente automatizzato.</p>
<p align="justify">Assistenza tecnica 24 ore su 24, 365 giorni l'anno. E se, per motivi tecnici la vostra auto rimane bloccata per più di un'ora dal tentativo di ritiro, vi vengono rimborsati 100€ a titolo di risarcimento.</p>
<p align="justify">Sappiamo fare lo stesso? Sappiamo, semplicemente, copiare?</p>
<p align="justify">Ulteriori informazioni <a href="http://www.roadtraffic-technology.com/projects/munich/index.html#munich4" target="_blank">QUI</a>  e <a href="http://www2.hu-berlin.de/city-parking/database_content/index.php?id=2" target="_blank">QUI</a></p>
<p align="center">&#160;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Thesaurus, ovvero "Potere alle Parole"]]></title>
<link>http://projectworkshop.wordpress.com/2007/11/26/thesaurus-ovvero-potere-alle-parole/</link>
<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 15:13:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>PWS Admin</dc:creator>
<guid>http://projectworkshop.wordpress.com/2007/11/26/thesaurus-ovvero-potere-alle-parole/</guid>
<description><![CDATA[
Credo di essere invecchiato precocemente.
Mi ricordo che, una volta, se ad un cliente venivano inse]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a title="00_palestra_personaltrainer_v0.jpg" href="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2007/11/00_palestra_personaltrainer_v0.jpg"><img class="aligncenter" src="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2007/11/00_palestra_personaltrainer_v0.jpg" alt="00_palestra_personaltrainer_v0.jpg" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Credo di essere invecchiato precocemente.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi ricordo che, una volta, se ad un cliente venivano inseriti dei terreni in zona F, quello era un cliente perso. Prima di tutto dovevo trascorrere ore ed ore al telefono o di fronte a lui a sorbirmi la solita ramanzina del "Lei non ha fatto abbastanza!", oppure "Lei non conta un cazzo, allora!". Poi lo salutavo, pensando a quella zona F, maledetta, dove non si poteva costruire nulla, se non un gazebo per il girotondo dei bambini o un laghetto per le paperelle. Il cliente, infatti, non era una ASL o un Distretto Scolastico, questo va precisato.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono evidentemente molto, ma molto invecchiato, dicevo.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi si fanno salti di gioia, si festeggia al ristorante migliore, si creano società e si stipulano mutui milionari. Per una zona F, sì, avete capito bene.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci ho studiato un po', ed ho capito. Il merito è del <a title="Thesaurus" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thesaurus" target="_blank">Thesaurus</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">In una Zona F, difatti,  "<em>è consentita la realizzazione delle seguenti attrezzature:</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>a) l'istruzione: asili nido, scuole materne, scuole dell'obbligo e superiori all'obbligo;</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>b) attrezzature di interesse comune: religiose, culturali e sociali;</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>c) spazi pubblici attrezzati, parco per il gioco e lo sport.</em>"</p>
<p style="text-align:justify;">In determinate zone <em>particolari</em>, inoltre, sono ammessi anche "<em>tutti i servizi di interesse generale e per il tempo libero</em>".</p>
<p style="text-align:justify;">Sì, ok. Lo so. Non è cambiato nulla rispetto ai tempi in cui perdevamo i clienti per una zona F.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma fate bene attenzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Se io voglio aprire una <strong>palestra privata</strong>, dove posso andare a ricercare un terreno edificabile che mi consenta di costruire un bell'edificio multipiano, con tanto di grande piscina al piano terra, centro benessere, sala attrezzi ecc.? "<em>In un'area commerciale D</em>!", direste voi, essendo la palestra privata e, quindi, di proprietà di un privato con evidenti - e legittimi - fini di lucro. Certo, in un'area commerciale D, mi compro il terreno e costruisco oppure, come fanno un po' tutti, mi compro un capannone già fatto e ci allestisco la mia palestra.</p>
<p style="text-align:justify;">Bè, non solo.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Thesaurus, ricordate?</p>
<p style="text-align:justify;">È sufficiente che un amministratore, un dirigente, o entrambi, armati di Thesaurus, decidano che una <strong>palestra privata</strong> costituisca una struttura di interesse pubblico, in quanto "accessibile pubblicamente", in quanto "esercizio pubblico", le ragioni e le motivazioni le ignoro, ed il gioco è fatto. Basta chiamare la palestra privata con un nome nuovo, tipo "<span style="color:#ff0000;"><em>Centro polivalente per la cura del corpo</em></span>" e tutto si aggiusta. Potremo anche prevederci negozi, bar ed altri esercizi commerciali connessi alla cura del corpo, nessuno potrà dirci nulla.</p>
<p style="text-align:justify;">È semplicemente geniale.</p>
<p style="text-align:justify;">Io mi sento di ringraziare questi amministratori, questi dirigenti di così elastica mentalità e di così creativa capacità interpretativa.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi hanno aperto un mondo, tutto nuovo.</p>
<p style="text-align:justify;">Stavo giusto cercando un'area urbanistica per costruire un edificio dove sia possibile la rivendita di macchine agricole. Opterò dunque per una zona F, e chiamerò il mio edificio "<span style="color:#ff0000;">Centro polivalente per la cura del terreno agricolo</span>". Un grande magazzino per la vendita di capi di abbigliamento lo chiamerò "<span style="color:#ff0000;">Centro polivalente per la protezione del corpo dagli agenti atmosferici</span>". La mia nuova officina meccanica sarà un "<span style="color:#ff0000;">Centro polivalente per la ricerca sui mezzi di locomozione</span>". Il mio autolavaggio sarà invece un "<span style="color:#ff0000;">Centro polivalente per la cura e la pulizia dei mezzi di locomozione</span>".</p>
<p style="text-align:justify;">E tutto sarà, rigorosamente, in zona F. Come e quanto pagare di ICI poi me lo spiegheranno gli amministratori e i dirigenti creativi, una soluzione ce l'avranno di sicuro.</p>
<p style="text-align:justify;">Per la gioia dei miei clienti sfigati.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pianificare, oggi]]></title>
<link>http://projectworkshop.wordpress.com/2007/10/30/pianificare-oggi/</link>
<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 09:53:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>PWS Admin</dc:creator>
<guid>http://projectworkshop.wordpress.com/2007/10/30/pianificare-oggi/</guid>
<description><![CDATA[


Anni fa mi fu conferito un incarico per la progettazione di un edificio, a carattere industriale,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a title="mangusta-108-yacht-charter.jpg" href="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2007/10/mangusta-108-yacht-charter.jpg"></a></p>
<p style="text-align:center;"><a title="mangusta-108-yacht-charter.jpg" href="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2007/10/mangusta-108-yacht-charter.jpg"><img class="aligncenter" src="http://projectworkshop.wordpress.com/files/2007/10/mangusta-108-yacht-charter.jpg" alt="mangusta-108-yacht-charter.jpg" /></a></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:justify;">Anni fa mi fu conferito un incarico per la progettazione di un edificio, a carattere industriale, da un'azienda che produceva, e tuttora produce, "tubazioni per grossi condotti", diciamo così. Non è proprio questa l'area di produzione di questa azienda, ma per motivi di privacy mettiamola così.<br />
L'incarico prevedeva sia la progettazione del complesso industriale, sia tutte le pratiche connesse alla richiesta di approvazione di una variante urbanistica, presso il comune competente, per la previsione di un'area industriale, a carattere speciale, che rispodesse ai requisiti richiesti per questo tipo di lavorazione.<br />
La necessità primaria del mio cliente era, difatti, che l'area da individuare fosse accessibile agevolmente da grossi TIR che avrebbero dovuto trasportare il prodotto finito, di lunghezza importante come si può facilmente immaginare, dal luogo di produzione verso il porto marittimo dove i "tubi" avrebbero dovuto essere caricati sulle navi  che poi li avrebbero trasportati a destinazione.<br />
La committenza, da parte sua, aveva individuato diverse aree che avrebbero potuto rispondere perfettamente alle esigenze di produzione e aveva comunicato ufficialmente, durante alcuni incontri che avemmo con gli amministratori, tali scelte al comune di cui si tratta.<br />
Al tempo la variante urbanistica proposta avrebbe necessitato di almeno un anno di tempo dal momento della sua adozione a quello della sua definitiva approvazione.<br />
Le difficoltà, invece, iniziarono quando il Dirigente dell'Area Tecnica del Comune, dopo il "placet" unanime espresso dagli Amministratori, avvertì la Committenza che questo procedimento avrebbe richiesto almeno due-due anni e mezzo di tempo affinché avesse potuto essere portato alla conclusione.<br />
Ulteriori difficoltà insorsero nel momento in cui lo stesso dirigente espresse perplessità sulle aree indicate dalla Committenza adducendo motivazione che, ad oggi, risultano ancora incomprensibili.<br />
Forse.<br />
Non voglio farla lunga, chiaramente, anche perché l'epilogo della storia è banale.<br />
Il Dirigente in questione avanzò la proposta, subito recepita dagli Amministratori, della creazione di una fantomatica "Cittadella della Tubazione", al cui interno avrebbero trovato posto tutte le attività, indistriali ed artigianali, connesse alla produzioni di "tubi", e la sua localizzazione sarebbe stata individuata in una ampia zona, più lontana dal porto di quella indicata a suo tempo dal mio Cliente, ma, soprattutto, accessibile da una piccola stradina di appena 6 metri in cui i TIR non avrebbero potuto transitare agevolmente e che, per immettersi sulla strada principale, presenta una curva molto stretta, a 90°, che rende quanto meno difficoltoso l'accesso dei TIR sulla strada verso il porto, a meno che non si intervenga direttamente, e con grosso impegno economico, sull'intero assetto viario. L'area in questione, inoltre, risulta essere di una singola proprietà la quale, al tempo dell'approvazione del PRG, aveva avuto altre e significative aree inserite tra quelle edificabili a fini residenziali.<br />
Inutile dire che il sottoscritto è stato liquidato, in maniera corretta per altro, dalla Committenza, a favore di altri tecnici molto più accondiscendenti alle nuove <em>indicazioni di pianificazione</em> avanzate dal Dirigente dell'Area Tecnica di quel Comune.<br />
Con questo auguro un futuro pieno di soddisfazioni all'Azienda produttrice di "tubi".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sui piani integrati del 20/10/2005]]></title>
<link>http://emilianozambarbieri.wordpress.com/?p=13</link>
<pubDate>Thu, 20 Oct 2005 18:24:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>emilianozambarbieri</dc:creator>
<guid>http://emilianozambarbieri.wordpress.com/?p=13</guid>
<description><![CDATA[Consigliere Zambarbieri 
Intervento verbale in consiglio comunale del 20/10/2005

Saluto i consiglie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Consigliere Zambarbieri </span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Intervento verbale in consiglio comunale del 20/10/2005</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Saluto i consiglieri,</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Il presidente gli assessori e </span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Il sindaco </span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Alla nostra città non servono palazzi alti dieci piani</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">La città che non vogliamo è il titolo del volantino che rifondazione comunista (il mio partito) ha diffuso in città.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Mi sono fermato a guardare quello spazio che c’è tra serenella e la scuola media “Fermi” è l’unica finestra che hanno i sangiulianesi di quella zona per vedere l’orizzonte, questo piano integrato chiude fisicamente e simbolicamente l’orizzonte della nostra città.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">San giuliano è stata nel passato terra di immigrazione e giustamente negli anni settanta si è edificato per dare una risposta al bisogno abitativo degli immigrati delle regioni del sud.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Ma oggi questo bisogno non esiste più in quel modo e in quelle forme, oggi il bisogno di casa si esprime con una lista di 250 persone presente negli uffici dell’assessorato ai servizi sociali che hanno diritto alla casa popolare perché sotto la soglia di povertà, si esprime nel bisogno del giovane figlio dell’operaio immigrato che vuole comprare una casa a san giuliano e non ci riesce perché le case costano troppo e quindi se deve acquistare lo fa nel lodigiano dove le case costano meno rompendo cosi i legami, i rapporti familiari che esistono.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">I 250 appartamenti costruiti in questo progetto saranno venduti a 2500 - 3000 euro al metro quadro, prezzi inaccessibili per la gente normale, ma probabilmente accessibili  per chi esce da milano.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Circa 450 nuovi abitanti in quel quartiere produrranno: traffico, necessità di servizi che oggi non sono presenti.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Ci siamo domandati se veramente abbiamo bisogno di un insediamento fatto cosi con queste caratteristiche o se su quell’area si poteva pensare ad un progetto alternativo, un centro ricerche, una scuola superiore un parco. </span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Quando dici queste cose certa gente ti risponde “anche a mè piacerebbe correre nei prati fioriti, ma dobbiamo rimanere con i piedi per terra, dobbiamo coprire il redefossi”</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Certo il ruolo positivo che ha svolto rifondazione in questa maggioranza a portato dei risultati, dei miglioramenti a questo progetto ci sono, saranno abbassate un pò le volumetrie da 87.000 m3 siamo passati a 76.000 sono stati negoziati con la proprietà 25 appartamenti da usare come case popolari ma questo non è sufficiente.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Rifondazione ha posto numerosi problemi alla maggioranza della città sulla opportunità di procedere in questo modo ci è stato risposto che non c’era più tempo, non c’è più tempo per sognare.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Pensiamo che progetti come questo debbano essere condivisi con la città, proposti, partecipati.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Il nostro territorio sta diventando terreno di conquista dei grandi potentati immobiliari, o governiamo la conquista o la nostra città in pochi anni non sarà piu’ a misura d’uomo ma solo a misura d’impresa.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">I cittadini devono sapere che ci sono sul nostro territorio altri 28 piani integrati, proposte di privati di intervenire sul territorio.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">O si mettono delle regole sul come i privati vengono e costruiscono sul nostro territorio o san giuliano sarà una città che si sviluppa senza un progetto omogeneo, </span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Noi pensiamo per esempio che se un privato vuole costruire sul nostro territorio deve obbligatoriamente destinare una parte dell’edificato all’affitto ad equo canone, questa è una regola ma non è scritta da nessuna parte. Queste regole vanno scritte e non stiamo dicendo cose impossibili ma cose che già altri hanno fatto.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Questo grande ricatto “della copertura del redefossi” a cui è stata sottoposta la maggioranza ma più in generale la città  e suoi cittadini è un falso problema</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Dire che o si fanno i grandi palazzoni sulla “pirelli” o il tratto di redefossi di Borgolombardo non si copre è falso.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">perchè l’ente locale ha il potere e il dovere di decidere di far prevalere l’interesse pubblico e non quello di parte, di imporre al privato anche sul suo suolo la realizzazione di case popolari, la copertura del redefossi, la realizzazione del centro ricerche e alla fine  anche le loro case a 2500 euro al metro quadro</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify">
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">E’ necessario trovare il tempo per pensare ad un progetto alternativo condiviso con i cittadini e la città.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">I nostri cittadini sono persone intelligenti hanno aspettato 40 anni la copertura del redefossi, sono in grado di capire che si può dare altro tempo ad un progetto che potrebbe produrre case popolari o case a un prezzo calmierato per i loro figli, case per le nuove generazioni.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Sono convinto che il redefossi si è coperto e si coprirà grazie alle lotte dei comitati di quartiere grazie all’impegno della gente che ha chiesto con forza, con partecipazione la chiusura del cavo.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Guardate che chi vi parla pensa di farlo con ragione di causa, mio padre ha partecipato in prima fila alle lotte per il governo delle acque del fosso e la realizzazione del canale scolmatore.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Dire oggi che o si fa “Pirelli” o non si copre il fosso è un insulto a tutte quelle lotte a quelle stagioni di grande partecipazione sul destino della città.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">All’amministrazione e ai cittadini diciamo non aspettiamo che il privato decida sul destino della città preveniamo e agiamo d’anticipo.</span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">La battaglia non finisce qui  !! </span></span></p>
<p style="margin-left:-0.03cm;margin-bottom:0;line-height:200%;" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:medium;">Rifondazione ritiene di essere contemporaneamente forza di governo e di movimento, ci sentiamo amministratori e vicini ai cittadini ed è per questo che voteremo contro questo piano integrato e non usciremo dalla maggioranza. </span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
