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	<title>piazza-vittorio &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/piazza-vittorio/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "piazza-vittorio"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 02:19:26 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[terrazza su piazza vittorio]]></title>
<link>http://nonmamma.wordpress.com/?p=63</link>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 16:09:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>nonmamma</dc:creator>
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<description><![CDATA[e finalmente sono partita&#8230;e pure arrivata.
fino alla fine del giorno prima della mia partenza ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>e finalmente sono partita...e pure arrivata.</p>
<p>fino alla fine del giorno prima della mia partenza sono stata impelagata in beghe fastidiose a dir poco. dentista, commercialista..non so se rendo. eppure la sera sono stata sopresa ed entusiasmata dalla festa che ho organizzato nel terrazzo condominiale, proprio sopra al mio appartamento, per salutare i miei amici.</p>
<p>vi allego alcune foto che meglio delle parole rendono l'atmosfera della serata.</p>
[gallery]
<p>grazie a tutti i miei amici che sono venuti a dirmi buon viaggio.</p>
<p>grazie a chi mi ha portato la colonna sonora per il marocco.</p>
<p>grazie a chi mi ha regalato abbracci e sorrisi per incoraggiarmi.</p>
<p>grazie a chi mi ha detto "ragazza non ti voltare, non ne vale la pena. tutto deve ancora succedere"</p>
<p>grazie a chi a festa quasi finita mi ha fatto una rivelazione che ha saldato un conto vecchio tanti anni.</p>
<p>grazie a chi da poco arrivato ha piantato un seme di curiosità nella mia anima.</p>
<p>grazie a chi "malgrado tutto gli vorrò sempre bene"</p>
<p>Per intanto vi saluto i muhazzin chiamano la preghiera, voglio uscire ad ascoltarlo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le droghe costano (fuori il grano)]]></title>
<link>http://meristemi.wordpress.com/?p=279</link>
<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 23:09:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meristemi</dc:creator>
<guid>http://meristemi.wordpress.com/?p=279</guid>
<description><![CDATA[Pensare che il mercato delle droghe vegetali, delle spezie e dei loro derivati sia immune ai picchi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://meristemi.files.wordpress.com/2008/06/afrtre.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-285" style="float:left;" src="http://meristemi.wordpress.com/files/2008/06/afrtre.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></a>Pensare che il mercato delle droghe vegetali, delle spezie e dei loro derivati sia immune ai picchi dell'economia che conta (carburanti, alimentazione) è ovviamente illusorio. La questione è assai meno primaria e rilevante dell'accesso al cibo, ma per chi con spezie e piante medicinali ci lavora le fluttuazioni del mercato e le conseguenze di quanto accade in altri comparti possono essere un problema.</p>
<p>Giovanni Spataro su <a href="http://spataro-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/06/05/finito-il-vertice-gabbata-la-fame/" target="_blank">Piazza Vittorio</a>, blog di Le Scienze dedicato alla ricerca nei PVS, riporta i dati di una previsione OCSE/FAO relativa ai prezzi delle principali <em>commodities</em> alimentari. Il <a href="http://spataro-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2008/06/faoecd.jpg" target="_blank">grafico</a> con l'andamento previsto dei prezzi di cereali, zucchero, oli vegetali ed oleaginose in particolare, ci dice diverse cose rilevanti per alcuni temi trattati qui. Innanzitutto se ne ricava che il prezzo degli oli fissi come quello di palma e di semi oleaginosi come quelli di soia non caleranno nel prossimo decennio, ergo si continuerà a fare spazio ai primi nelle foreste pluviali dell'estremo oriente e dell'Africa ed alla seconda in area amazzonica. Anche perchè lo stesso report ricorda che in queste filiere ed in quelle correlate i PVS hanno incrementato le loro esportazioni tra il 40 ed il 120% (il che, ma questo esula dagli intenti di questo post, implica che producono per la nostra fame più che per la loro).</p>
<p>Il grafico suggerisce però anche il perchè dell'impennata dei costi delle materie prime erboristiche, delle droghe essiccate. Non è solo una questione di filiera lunga, di "adeguamento carburante" e di piante che viaggiano da paesi lontani verso l'Europa, ma di legame a doppio filo tra prezzo del grano e prezzo pagato al contadino anche sotto casa. Infatti, dal momento che la coltivazione delle officinali è più rischiosa rispetto ad una normale coltura, contadino e committente vincolano tradizionalmente il prezzo "a pagare" a quello del grano. In genere nel centro-nord il riferimento è la quotazione della borsa merci di Bologna. Molto raramente infatti l'agricoltore decide di produrre echinacea, cardo mariano, menta o parietaria senza aver prima stretto accordi con un potenziale acquirente. Questo legame spiega come l'iperinflazione del grano, il cui prezzo al quintale è schizzato verso l'alto da 10-15 a oltre 40-50 euro, abbia una conseguenza quasi proporzionale sul prezzo pagato dall'erborista per acquistare un sacco di foglie essiccate presso il grossista di fiducia, a prescindere dalla filiera lunga o a km zero.</p>
<p>Ovviamente, anche se mai nessuno lo ammetterà c'è chi lucra sulla situazione "facendo magazzino", ovvero acquistando grosse partite di materie prime in anticipo per poi rivenderle quando il mercato è schizzato alle stelle. Se queste speculazioni sono relativamente difficili da fare su alcuni tipi di droghe vegetali per problemi di organizzazione e conservazione (in realtà basta solo organizzarsi), per prodotti come gli oli essenziali il cui mercato all'ingrosso è nelle mani di pochi traders al mondo, esse sono all'ordine del giorno.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ribellione alla multa?]]></title>
<link>http://perotorino.wordpress.com/?p=30</link>
<pubDate>Mon, 19 May 2008 22:52:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>perotorino</dc:creator>
<guid>http://perotorino.wordpress.com/?p=30</guid>
<description><![CDATA[Dopo i vigili, i carabinieri. I giovani torinesi della movida di piazza Vittorio si ribellano alle m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i vigili, i carabinieri. I giovani torinesi della movida di piazza Vittorio si ribellano alle multe serale e se la prendono con le forze dell'ordine, inviate colà per fare vendemmia di verbali e quindi di soldi. Ma le forze dell'ordine vanno da quelle parti anche (speriamo soprattutto) al fine di far rispettare le regole del codice della strada in tema di parcheggi. Che ne pensate? C'è discriminazione tra l'automobilista che sosta in doppia fila e lo spacciatore di cocaina? Esiste un doppiopesismo di comodo volto a fare cassa? Oppure vigili e carabinieri sono altrettanto inflessibili nei confronti di prostitute, pusher, venditori abusivi floreali e di mercanzia contraffatta? A voi l'ardua sentenza...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[riunione di condominio in un condominio di piazza vittorio]]></title>
<link>http://melissapanarello.wordpress.com/?p=302</link>
<pubDate>Fri, 09 May 2008 12:48:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Melissa Panarello</dc:creator>
<guid>http://melissapanarello.wordpress.com/?p=302</guid>
<description><![CDATA[M: Scusate per il ritardo!
X: Ciao cara, stai scrivendo?
M: Sì sì
X: Che cosa?
M: Qualcosa
X: ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>M: Scusate per il ritardo!</p>
<p>X: Ciao cara, stai scrivendo?</p>
<p>M: Sì sì</p>
<p>X: Che cosa?</p>
<p>M: Qualcosa</p>
<p>X: ...Ok. Ora che ci siamo tutti possiamo cominciare. </p>
<p>Y: I cinesi del primo piano. Non ne possiamo più. Scendono con le armi per trasportare denaro. L'altra sera stavo prendendo la posta e uno è sceso con un fucile. </p>
<p>M: Che tipo di fucile?</p>
<p>S: Madonna mia!</p>
<p>D: Ma questi si possono sfrattare?</p>
<p>G: C'è una causa in corso...</p>
<p>M: l'altra mattina il dottore del piano di sotto gridava aiuto. L'ho sentito dal cortile. Io e la signora S. siamo scese ad aiutarlo. Erano entrati dei ladri, l'avevano pestato e poi chiuso a chiave in una stanza. </p>
<p>S: sì sì, e poi abbiamo chiamato la polizia!</p>
<p>M: avevamo le ciabatte e lo scialle, tutte e due. </p>
<p>X: certo. Ok. Poi abbiamo speso di più questo mese perchè abbiamo fatto la corona di fiori per il signor Crispino.</p>
<p>S: Poraccio!</p>
<p>M: sì, mi è dispiaciuto tantissimo. </p>
<p>G: eh però non ne sapevo niente!</p>
<p>M: non penso che fosse necessario saperlo. E' una cosa giusta, grazie signora X. </p>
<p>G: la cantina...noi non la usiamo, è un macello, cartacce, schifezze. C'è pure una lavatrice rotta...</p>
<p>M: io non ci sono mai entrata, non ho manco la chiave. </p>
<p>G: bisogna affittarla...</p>
<p>M: mah!</p>
<p>G: vi dispiace se non la affittiamo a extracomunitari?</p>
<p>M: .......</p>
<p>X: sì, meglio a italiani</p>
<p>D: sì, concordo</p>
<p>S: ma poracci!</p>
<p>Y: no no, non vogliamo extracomunitari</p>
<p>S a M : ma sai che le cantine a tempo di guerra le usavamo per nasconderci dalle bombe? Tutti i condomini erano uniti dalle cantine, lunghissimi corridoi. </p>
<p>M: è una storia bellissima! Senta, ma posso venire qualche volta a disturbarla per farmi raccontare storie di guerra?</p>
<p>S: ma figurati! Tanto sto agli arresti domiciliari! Non esco mai. </p>
<p>M: eh, pure io!</p>
<p>S: sai quando sono nata?</p>
<p>M: no</p>
<p>S: nel 1930</p>
<p>M: complimenti!</p>
<p>X: Bene. Ora: i piccioni. Ci cacano sulle lenzuola. </p>
<p>M: Cazzo! Stendo le lenzuola, se le lascio qualche ora in più del previsto trovo le cacche. Devo pulire i panni due o tre volte. </p>
<p>X: mettiamo una rete metallica. Abbiamo già messo i chiodi, così si feriscono e non si appollaiano sulle ringhiere. </p>
<p>M: è orribile 'sta cosa...</p>
<p>X: la rete non li fa avvicinare</p>
<p>M (pensa): e ora? Che fine farà il piccione che viene a trovarmi mentre lavoro? E Lolita e la Signorina Rottenmaier che svago avranno d'ora in poi? </p>
<p>M: .....</p>
<p>D: mi sembra ottimo. </p>
<p>Y: sì, assolutamente. </p>
<p>X: va bene, allora, arrivederci e grazie. </p>
<p>M e S escono insieme dalla casa. </p>
<p>S: dai, qualche volta vieni da me che ce 'mbriacamo. </p>
<p>M: bene. Che mi offre?</p>
<p>S: vodka, gin, wiskey. Quello che vuoi cara. </p>
<p>M: affare fatto.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stasera cabaret!]]></title>
<link>http://edizioni9muse.wordpress.com/?p=40</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 07:39:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>edizioni9muse</dc:creator>
<guid>http://edizioni9muse.wordpress.com/?p=40</guid>
<description><![CDATA[
Questa sera vado a gustarmi un po&#8217; di cabaret dove conoscerò La Desy.
Lo spettacolo sarà al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://a883.ac-images.myspacecdn.com/images01/89/m_a9f4f01809f554e20a52299626903842.jpg" alt="la Desy, il tacco uccide!" /></p>
<p>Questa sera vado a gustarmi un po' di <strong>cabaret</strong> dove conoscerò <a href="http://www.myspace.com/la_desy" target="_blank">La Desy</a>.</p>
<p>Lo spettacolo sarà al caffé <a href="http://www.myspace.com/olstorino" target="_blank">OLS</a> di <strong>piazza Vittorio</strong> 23/f a <strong>Torino</strong>.</p>
<p>Sono curiosissima :-)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La rivincita della pellicola scaduta]]></title>
<link>http://goodoldsparky.wordpress.com/?p=17</link>
<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 13:47:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
<guid>http://goodoldsparky.wordpress.com/?p=17</guid>
<description><![CDATA[Se quello in oggetto è il materiale di base che ho usato più volte per le fotografie, grazie a Dan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Se quello in oggetto è il materiale di base che ho usato più volte per le fotografie, grazie a Daniele e alla sua provvidenziale svendita/calo d'ispirazione, ma pensando anche di non essere all'altezza di impressionare decorosamente un sì nobile materiale all'apice della sua forza (cioè prima che scada), è ora giunto il momento di togliersi qualche - piccola - soddisfazione: una foto fatta a Roma circa 3 anni fa*, presente nel mio portfolio su <a href="http://www.flickr.com/photos/goodoldsparky/" target="_blank">Flickr</a>, è stata preselezionata per apparire nella guida <a href="http://www.schmap.com/rome/home/" target="_blank">Schmap</a> di Roma. Non è detto che venga scelta, ma anche solo questo piccolo riconoscimento mi rende felice. Quando premere un bottone dà i suoi frutti (se lo premete anche voi, nella fattispecie quello sinistro del mouse sull'anteprima qui sotto, vedete la foto un po' più grande).</div>
<div align="justify"></div>
<div align="center"><a href="http://goodoldsparky.wordpress.com/files/2008/03/roma_sch.jpg" title="palazzi a metà"><img src="http://goodoldsparky.wordpress.com/files/2008/03/roma_sch.thumbnail.jpg" alt="palazzi a metà" /></a></div>
<div align="center"></div>
<div align="left"><i>* so di per certo che questa foto - una diapositiva -  non è stata fatta con un rullino scaduto, ma il preambolo mi piaceva troppo per non scriverlo.</i></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Amara Lakhous - Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio]]></title>
<link>http://frailibri.wordpress.com/?p=60</link>
<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 22:23:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesca g</dc:creator>
<guid>http://frailibri.wordpress.com/?p=60</guid>
<description><![CDATA[Edizioni e/o (2006), 189 pagine, 12 euro
Amara Lakhous è algerino e vive a Roma dal 1995.
E di Roma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<address>Edizioni e/o (2006), 189 pagine, 12 euro</address>
<p><span style="font-family:'Gill Sans MT’; font-size: 12px';"><img border="1" align="left" width="100" src="http://frailibri.wordpress.com/files/2008/03/lakhous_scontro.jpg" hspace="10" alt="lakhous_scontro.jpg" height="150" />Amara Lakhous è algerino e vive a Roma dal 1995.<br />
E di Roma ha saputo cogliere, nel suo romanzo “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio”, l’<strong>atmosfera più profonda e la contraddizione più evidente</strong>; Roma è come una lupa che allatta i suoi piccoli, ma che a volte li morde.<br />
Il titolo originale infatti è “Come farti allattare dalla lupa senza che ti morda”.</span><span style="font-family:'Gill Sans MT’; font-size: 12px';">Sono tanti gli immigrati, gli stranieri, gli arabi, i bengalesi, i marocchini, i cinesi che vengono a Roma a farsi “allattare dalla lupa”, diventando a volte un po’ “lupi” anche loro. Come Ahmed, <strong>Amedeo</strong>, che conosce le strade di Roma meglio dei romani e dei tassisti, che si fermano a chiedergli informazioni.<br />
Amedeo cammina, macina chilometri in questa città che lo ha accolto ma mai profondamente compreso; nessuno sa da dove venga, nessuno, nemmeno la sua compagna, sa perché di notte gli incubi lo tormentano.<br />
Solo il barista del suo quartiere, Piazza Vittorio, è riuscito a penetrare un po’ la sua coltre di segretezza.</p>
<p>Piazza Vittorio, quartiere multietnico dei più rappresentativi di Roma, è un microcosmo in cui vivono e convivono popoli provenienti da ogni parte del mondo; e racchiude un ancora più piccolo microcosmo, un condominio, dove si svolge la vicenda del romanzo.</p>
<p>Lo stile narrativo è coinvolgente. Da un lato Amedeo, figlio “bastardo come i gemelli Romolo e Remo oppure figlio adottivo” della “lupa-Roma”, si racconta con l’umiltà e la bontà d’animo, sempre alla ricerca dei valori forti, l’amore, il rispetto dell’altro, la convivenza pacifica, il passato, i ricordi, la giustizia; e dall’altro le verità ampie e differenti degli abitanti del condominio in cui la portiera impedisce l’uso dell’ascensore.<br />
Ed è in questo caso, attorno all’<strong>omicidio del “Gladiatore”</strong> — arido sbruffone romano — e alla scomparsa del cane Valentino, che si intrecciano le congetture più disparate e le “verità” più varie e fantasiose degli abitanti del condominio.</p>
<p>Razzismo, intolleranza, o semplice fastidio vengono trattati con ironia e leggerezza (ben diverso dalla superficialità) e colorano di tinte forti un quadro di questa Roma che ormai odora di spezie e di incensi, ma che ancora scambia un nome per un cognome, un peruviano per un filippino e non va al di là della “geografia” delle persone, non fermandosi — tranne qualcuno — sulla storia di ognuno.</p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Turkemar]]></title>
<link>http://massim.wordpress.com/2008/01/13/turkemar/</link>
<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 12:50:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>massim</dc:creator>
<guid>http://massim.wordpress.com/2008/01/13/turkemar/</guid>
<description><![CDATA[Siamo noi a scegliere i libri oppure, come sosteneva tempo fa un lettore di questo blog, sono loro a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img border="2" align="left" width="169" src="http://www.kultvirtualpress.com/Public/img/Fronte_Turkemar.jpg" height="256" /><strong>Siamo noi a scegliere i libri oppure, come sosteneva tempo fa un lettore di questo blog, sono loro a scegliere noi?<br />
</strong>In questa piovosa domenica di gennaio mi sento più vicino alla seconda ipotesi.<br />
Stamattina, nel solito giretto alla mia libreria di fiducia, mi sono casualmente imbattuto in un libretto. Un romanzo piccolo piccolo. Si intitola <strong>"Turkemar"</strong>, l'autore è <strong>Simore Sarasso</strong>.<br />
Forse è scontato: qual è la prima cosa che di solito ci spinge a prendere in mano un libro? La copertina, ovviamente. Su quella di Turkemar c'è un personaggio che ho sempre amato perchè era torinese, perchè era unico e perchè... qualcuno, una volta, mi ha raccontato qualcosa di lui:<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fred_Buscaglione"><strong> Fred Buscaglione</strong></a>, straordinario interprete di canzoni uniche nel panorama musicale del dopoguerra italiano.<br />
Erano gli anni '50 gli anni di Buscaglione. Quelli che qualche volta, ma solo qualche volta, ho creduto di assaporare nell'aria mattutina di  piazza Vittorio, a Torino. Era solo immaginazione, naturalmente.<br />
Secondo me Torino negli anni '50 doveva essere straordinaria. C'erano i torinesi e c'erano i ragazzi del sud. Sapeva di Vermouth e Bicerin. Forse assomigliava davvero alla Chicago dei gangster cantata nello<em> swing</em> ironico e scanzonato di Buscaglione.<br />
Insomma... ve la faccio breve, contravvenendo ad una regola che mi ero recentememnte ripromesso di osservare <font color="#999999">(NON devo iniziare un libro prima di aver finito quello che sto leggendo!)</font> mi sono lasciato tentare a prendere Turkemar.<br />
Ma torniamo alla domanda iniziale di questo post. Perchè oggi sono convinto che sono i libri a scegliere noi e non viceversa?<br />
Ecco il motivo. Appena comprato, ho letto qualche riga al fondo del libro di Sarasso, dove tra le F.A.Q. è data questa spiegazione alla passione del giovane autore per "il vecchio" Buscaglione: <em>"...mio nonno faceva il barbiere. [...] Il nonno mi dava una sistemata ai capelli prima di accompagnarmi e in sottofondo c'era quasi sempre swing".<br />
</em>Ebbene, anche mio nonno faceva il barbiere. Appena arrivato dalla Calabria si stabilì a Torino dove, dopo qualche anno, rilevò un negozio in via Bava,vicino a piazza Vittorio. In quella strada ci abitava un tizio con una voce "da urlo"...<br />
Il nonno, per farsi pubblicità, a volte finanziava qualche suo spettacolo nelle sale da ballo di Torino. Aveva dei baffetti che pareva Clark Gable, quel tizio. Si chiamava Ferdinando Buscaglione, detto <strong>Fred</strong>.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Concorso a premi: I RECORD FARLOCCHI!]]></title>
<link>http://lacriticacritica.wordpress.com/2007/12/01/concorso-a-premi-i-record-farlocchi/</link>
<pubDate>Sat, 01 Dec 2007 10:31:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>lacriticacritica</dc:creator>
<guid>http://lacriticacritica.wordpress.com/2007/12/01/concorso-a-premi-i-record-farlocchi/</guid>
<description><![CDATA[                             
Sono le 10.49 di sabato mattina ( non vi dico il giorno e il mese :-D)]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>                             <img src="http://www.inpuntadipenna.com/wp-uploads/2007/06/chiara-rosa-1915-record-peso-coppa-europa-milano.jpg" height="218" width="366" /></p>
<p>Sono le 10.49 di sabato mattina ( non vi dico il giorno e il mese :-D). E' appena finita la trasmissone di <a href="http://www.robertoplacido.it" title="Roberto Placido" target="_blank">Roberto Placido</a> su <a href="http://www.radioflash.to/" title="radioflash" target="_blank">radioflash</a> con ospite <a href="http://lacriticacritica.wordpress.com/2007/11/29/52/" title="Ilario Meandri" target="_blank">Ilario Meandri</a> tanto pubblicizzata su questo blog.  A trasmissione conclusa vorrei riproporre in questa (santa!) sede il concorso lanciato scherzosamente in finale di trasmissione: i record farlocchi di Torino! Mi spiego subito con gli esempi portati da Ilario: "Torino ha la piazza più grande d'europa... senza monumento al centro". "Torino ha l'edificio più alto del mondo... con struttura portante in muratura (la mole)". "Torino ha la metropolitana più lunga del mondo... che va senza conducente".</p>
<p>Bisogna dire che Torino sembra essere la città che più condensa in un unico centro così tanti record farlocchi! A voi critici critici propongo di allargare il concorso a tutti i record rigorosamente FARLOCCHI che conoscete. In trasmissione hanno proposto come premio per il vincitore del concorso un portachivi di Giò Pomodoro. Siccome, però, per fare ciò dovremmo prima convincere i redattori di codesto Esimio blog ad aprire il portafogli, propongo per il primo classificato un ben più economico bacio di funnyG  o di Rag.Vega (a scelta). Anche su questo tema lascio aperta la discussione</p>
<p>Ora a voi critici critici...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[News in disordine]]></title>
<link>http://giunia.wordpress.com/2007/05/20/122/</link>
<pubDate>Sun, 20 May 2007 18:48:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>miss sunshine</dc:creator>
<guid>http://giunia.wordpress.com/2007/05/20/122/</guid>
<description><![CDATA[
Allora allora, ti piace la nuova grafica del mio blogghe? A me si, molto, purtroppo non riesco a mo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giunia.files.wordpress.com/2007/05/gambas1.jpg" alt="gambas1.jpg" /></p>
<p>Allora allora, ti piace la nuova grafica del mio blogghe? A me si, molto, purtroppo non riesco a modificare tutto, tipo il carattere del titolo, ma comunque mi sembra più carino dell'altro.<br />
Questo che sta per finire è stato un week end di totale svacco... dormire e magnare. null'altro, neanche leggere o andare al cine, niente di niente. Bè forse ogni tanto ci vuole.<br />
Ieri mattina siamo comunque riusciti ad andare al mercato di piazza vittorio, non c'ero mai stata e mi è piaciuto molto, c'erano un sacco di banchi del pesce, con granchi vivi ed altri pescioni boccheggianti! Un vero spettacolo!<img align="right" width="219" src="http://giunia.files.wordpress.com/2007/05/ravioli.jpg" alt="ravioli.jpg" height="320" style="width:219px;height:320px;" /><br />
Poi la mattinata ed anche parte del pomeriggio è stata dedicata allo stirare i milioni di panni arretrati. Il problema è che o cambiamo casa e ce ne andiamo in una più grande oppure non abbiamo abbastanza spazio per lasciar accumulare panni e panni da stirare, la terza via è quella di trovare una santa donna che ci aiuti!<br />
A parte ciò domani è una giornata importante... <a target="_blank" href="http://www.romafictionfest.it/romafictionfest/" title="festival fiction">festival della fiction</a>. Vediamo cosa riesco a ricaverne, cmq già il fatto che qualcuno si ricordi di me mi dà un po' di soddisfazione professionale, comunque vediamo.<br />
What else? Ah si, il prode scooterista è andato da W.O.K in quel di Termini Station a prendere la cena... la cucina di <a target="_blank" href="http://www.worldorientedkitchen.com/">W.O.K</a> mi piace molto anche se è piuttosto malsana, ha dei sapori vagamente orientali ma probabilmente molto industrializzati ed occidentalizzati per cui il risultato è molto piatto, ma comunque una volta ogni tanto mi viene proprio voglia di mangiare lì anche perchè ti confezionano  le cose in queste deliziose scatoline di carta che mi fanno morire, insomma come si capisce questo WOK è un'operazione di marketing nella quale mi piace cadere! Di positivo c'è che sto maturando un interesse verso la cucina thai che mi sembra molto interessante, l'unico problema è il reperimento degli ingredienti... detto ciò: io vorrei davvero fare la chef! Che vitaccia però! O no?<br />
Bene, it's time to study english perchè sta settimana ho fatto ben poco e devo anche fare l'esamuccio riepilogativo... che ansia!</p>
<p>Ah...la foto sopra si riferisce ai gamberi di piazza vittorio, semplicemente con olio aglio pomodorini a pezzetti e poi in forno, la ricetta diceva così, ma alla fine in padella era uguale, salvo forse per i pomodorini che si sarebbero sfatti di più.<br />
Qui sotto le scatoline di WOK</p>
<p><img align="baseline" src="http://giunia.files.wordpress.com/2007/05/pollo.jpg" alt="pollo.jpg" /></p>
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<title><![CDATA[Sfumature di azzurro]]></title>
<link>http://talleyrandnet.wordpress.com/2008/01/12/sfumature-di-azzurro/</link>
<pubDate>Sun, 18 Jun 2006 22:07:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>talleyrand</dc:creator>
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<description><![CDATA[Eppure sapevo che sarei passato lì. &#8216;E stata una nuova sorpresa.Sabato pomeriggio, poche ore ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Eppure sapevo che sarei passato lì. 'E stata una nuova sorpresa.Sabato pomeriggio, poche ore a separarmi dalla partita dell'Italia, avevevo ben pensato di staccare prima lo studio ed andare a comprare dei biglietti per un concerto, ad una rivenditoria ai piedi di S. Maria Maggiore. Ora, il negozio era chiuso, pazienza, dovrò tornarci in settimana, come se poi avessi tutto questo tempo per andare in giro per Roma e non ci fosse un esame (dannato) che mi costringe in casa a ripetere e a vivere di Blob e Mondiali d Germania, ma pazienza, non pensiamoci che poi ci si sta male a rifletterci. Andiamo avanti.</p>
<p>L'appuntamento con gli amici era a Viale Manzoni, alla &#60;PrimaFermataDel3SeVieniDalVerano&#62;. Piuttosto chiaro. Da S.Maria Maggiore sono poche centinaia di metri, fa ancora caldo e il sole non tramonta ancora (già, siamo a giugno) così propongo al mio corpo (stupito di cotanto tempo passato all'aria aperta) di arrivare all'appuntamento a piedi. L'orologio, dopo uno sguardo furtivo, mi concede il suo assenso. Prendo via Carlo Alberto ed inizio a scendere giù per l'Esquilino. Per strada ci sono poche persone, la partita in meno di un'ora ha fatto chiudere tutti i negozi mentre i bar - quelli sì - restano aperti, con i tavoli all'aperto addobbati di turisti in calzoncini corti con corredo di pelle scottata e cono al pistacchio in mano.</p>
<p>Piazza Vittorio. Eppure sapevo che sarei passato lì. 'E stata una nuova sorpresa.</p>
<p>Non era la prima volta che passavo di lì. Il problema, forse, è proprio questo. Io, per Piazza Vittorio, ci ero sempre e solo <em>passato</em>. In direzione San Giovanni o forse Termini oppure verso quel ristorante indiano a Via Principe Amedeo. Non ci ero mai <em>andato</em> a Piazza Vittorio.</p>
<p>Le altre volte avevo sempre camminato sotto i portici, tra la gente, il casino, i tanti colori, le tante persone, le tante diversità di un posto che - per un residente nella triste Via Levico, nel quartiere Trieste - forse è difficile chiamare Roma. Ogni tanto mi chiedo se i miei vicini di casa, i cari signori con "la faccia usata dal buonsenso", sappiano che si può vivere senza scritte fasciste sotto casa, senza macchine della polizia di scorta a qualche ministro o alternanza perfetta di Mercedes e Smart nelle strade. Forse si stupirebbero a sapere che c'è qualcosa in più, in questa loro città.</p>
<p>C'è. Perchè attraversare il parco di Piazza Vittorio si è rivelata un'<em>esperienza</em>. Nel gruppo di ragazzi cinesi che giocavano sotto il canestro, ce n'era uno con la maglia di Totti e i pantaloncini degli Houston Rockets...un altro era seduto sul muretto, con un radiolina in mano, a cercare (ne sono convinto) la stazione per ascoltare la partita. Più avanti su una panchina, c'era un professoressa in pensione delle scuole medie, al suo fianco la figlia (o forse la nuora) teneva tra le braccia un bambino piccolo e paffuto, mentre ascoltava le parole della prof. sui ragazzi di oggi, e su qualche nipotino che doveva averle rotto qualcosa (un vaso, un lampadario) nel salotto di casa.</p>
<p>Sotto gli alberi, due gruppi di ragazzi si dividevano un fazzoletto di terra battuta abbastanza grande: da un lato dei bambini italiani a giocare a pallone (porta tedesca, il gioco) e dall'altro almeno una decina di ragazzini indiani a giocare a cricket. Non avevo mai visto nessuno giocare a cricket. Uno dei ragazzi - quello più grande, credo - si trovava accanto a dei paletti di legno piantati in terra, con una mazza da baseball un pò appiattita tra le mani, pronto a ricevere la palla del lanciatore piazzato all'angolo opposto del campo. Non so bene quale fosse il ruolo degli altri ragazzi, ma sembrava che tutto fosse fermo ed immobile in attesa del lancio; al momento della battuta, evidentemente andata male, un paio di ragazzi erano scoppiati a ridere, mentre gli altri - seccati - abbandonavano il campo. In quel momento il padre del lanciatore era entrato in campo, con una piccola tv in mano. Le magliette azzurre di qualche ragazzo, anche qui, mi convincevano che sarebbero restati al parco a guardare la partita.</p>
<p>Qualche passo più in là, guardo di nuovo l'orologio, che questa volta mi mostra- severo - che avevo speso fin troppo tempo lì e che non avrei potuto certo fare ritardo!! Solo qualche minuto dopo le idee dell'orologio mi avevano convinto: mancava davvero poco alla partita, e mi toccava ancora raggiungere gli altri all'appuntamento.</p>
<p>Avrei tifato Italia, certo. L'Italia di Piazza Vittorio, però.</p>
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<title><![CDATA[Scarpe di vernice]]></title>
<link>http://isabellamoroni.wordpress.com/?p=88</link>
<pubDate>Sun, 28 Aug 2005 00:51:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>isabellamoroni</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cade la sera inaspettata. Il cielo è già scuro.
L&#8217;estate sta lasciandoci.
Quest&#8217;estate]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.contrasto.it/img/bossan%202666_img.jpg" alt="" width="262" height="157" align="left" />Cade la sera inaspettata. Il cielo è già scuro.<br />
L'estate sta lasciandoci.<br />
Quest'estate che ci ha appena corteggiati, con i giorni di luglio bruciati di sole ed umidità ed un agosto dapprima fresco e poi porta d'inverno...</p>
<p>Non può finire così.<br />
Lungo i porticati torna la memoria dell'estate settembrina: fichi dolci che si sciolgono in bocca ed i primi melograni, i frutti della passione.</p>
<p>Roma è ancora vuota e l'Esquilino sembra sempre di più India in questa sera appena colata sulle strade, sui lampioni, sulle chiome degli alberi antichi di Piazza Vittorio e sulle insegne dei negozi bengalesi.<br />
Sembra così semplice ricreare qui, proprio qui, quest'aria lontana, esotica... di casa.</p>
<p>Le botteghe, illuminate dalla luce dei neon brillano opache nell'inizio della notte promettendo le stesse dolcezze che lusingano a Delhi od a Calcutta: samosa o pakora, mix di salatini impastati con spezie evocative, rasgulla, tuniche di nylon leggero e colorato ricoperte di brillantini e paillettes, bicchieri colmi di lassi, telefoni pubblici e perfino un barbiere "on the road" con le sue bacinelle ed uno specchio scheggiato...</p>
<p>E' come se camminare lungo Sudder Street, le stesse luci, la stessa atmosfera.<br />
Persino gli odori dell'Esquilino si tingono d'oriente nella folata dell'ultimo ponentino prima che venga la notte.<br />
Islam ed induismo convivono sul confine graffiato dalle insegne di due botteghe: "Islam Frutta e Verdura" e "Shiva Video Bank".</p>
<p>La sera si scorre con gli occhi come fosse un film: per le strade gruppi di Ahmed, Ramu e Samir, s'attardano presso la fontanella intenti a sciacquare erbe e frutta sconosciute.<br />
S'affacciano timide le Nandini, Chitra, Pratibha con il salwar kameez dai colori forti ed i lunghi capelli neri lucidi come una cascat d'inchiostro di china: entrano silenziose nei negozi poi scivolano via.<br />
Tanto che non potresti dire se sono davero passate.</p>
<p>Se non fosse per quei sandali di vernice col tacco, unico segnale d'integrazione; l'unica concessione che ogni donna è disposta a fare. Comunque.</p>
<p>Un paio di scarpe che innamora.</p>
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