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	<title>prodotto-editoriale &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/prodotto-editoriale/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "prodotto-editoriale"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 03:13:10 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Nuova legge bavaglio sull'editoria: come è andata a finire...]]></title>
<link>http://salpetti.wordpress.com/2007/10/21/nuova-legge-bavaglio-sulleditoria-come-e-andata-a-finire/</link>
<pubDate>Sat, 20 Oct 2007 23:21:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>salpetti</dc:creator>
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Questo sarà un post breve ad integrazione del mio precedente post in cui mi dicevo abbastaza preoc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img border="1" width="487" src="http://img263.imageshack.us/img263/1291/78095525gv3.png" height="350" style="width:491px;height:352px;" /></p>
<p align="justify">Questo sarà un post breve ad integrazione del <a target="_blank" href="http://salpetti.wordpress.com/2007/10/19/nuova-legge-sulleditoria-legge-bavaglio/">mio precedente post </a>in cui mi dicevo abbastaza preoccupato per le nuove norme contenute nel <strong>Ddl sull'editoria</strong> che se fosse tramutato in legge avrebbe ripercussioni pesanti sul mondo dei blog. Forse adesso è il caso di essere un pò più <strong>ottimisti</strong>. Pare, infatti, che alcuni Ministri e lo stesso autore della legge si siano accorti del tragico errore. Il <strong>Ministro delle Comunicazioni</strong>, ad esempio, ha reso noto <a target="_blank" href="http://www.paologentiloni.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&#38;doc=14116&#38;sid=1">nel suo blog </a>che il Ddl sull'editoria deve essere corretto. "<em>Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali</em> - ha scritto Gentiloni - <em>ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog</em>". </p>
<p align="justify">Anche il <strong>Ministro Di Pietro</strong> <a target="_blank" href="http://www.antoniodipietro.com/2007/10/no_al_bavaglio_per_la_rete_1.html">nel suo blog </a>si è scagliato contro questa legge definendola "liberticida". Ha pure affermato che per quanto è in suo potere "<em>questa legge non passerà mai, anche a costo di mettere in discussione l'appoggio dell'Italia dei Valori al Governo</em>".  Evidentemente <strong>Riccardo Franco Levi</strong> quando ha realizzato questo disegno di legge <strong>non aveva la minima idea di cosa fosse un blog</strong>, adesso si sarà informato. Dal sito della Presidenza del Consiglio, infatti, ha risposto a tutte le accuse con <a target="_blank" href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/testo_int.asp?d=36855">una lettera aperta </a>a <strong>Beppe Grillo</strong>. Nelle prime righe della lettera si legge: "<em>Con il provvedimento che tra pochi giorni inizierà il suo cammino in Parlamento non intendiamo in alcun modo né "tappare la bocca a Internet" né provocare "la fine della Rete". Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l'intenzione"</em>. Una bella rassicurazione...</p>
<p align="justify">Staremo a vedere cosa succederà. Non bisogna, però, abbassare la guardia. E' vero che se <strong>due Ministri</strong> si sono sentiti in dovere di <strong>rispondere direttamente ai blogger italiani</strong> e se chi ha materialmete scritto il Ddl ha pubblicato sulle autorevoli pagine del sito della presidenza del Consiglio una lettera aperta in risposta ad un post di Beppe Grillo, allora <strong>il fermento che si è creato nella blogosfera italiana è stato ascoltato</strong> e ha dato i suoi frutti, ma è sempre meglio continuare a far sentire la nostra voce... ;-)</p>
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<title><![CDATA[Nuova legge sull'editoria: legge bavaglio!!!]]></title>
<link>http://salpetti.wordpress.com/2007/10/19/nuova-legge-sulleditoria-legge-bavaglio/</link>
<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 16:16:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>salpetti</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Quante volte si è ripetuto in questo blog che il Web è libero (si sono segnalati dei tentativi di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img225.imageshack.us/img225/4578/censurawh1.jpg" border="0" /></p>
<p align="justify">Quante volte si è ripetuto in questo blog che <strong>il Web è libero</strong> (si sono <a href="http://salpetti.wordpress.com/2007/07/07/in-nome-dellantiterrorismo-vogliono-snaturare-internet/" target="_blank">segnalati dei tentativi </a>di limitare in qualche modo questa libertà). I politici e i poteri non finiscono mai di provare a porre limiti a questo strumento di democrazia, da qualsiasi orientamento politico provengano. Anche il governo in carica ci stà provando in modo scandaloso. La nuova disciplina dell’editoria, infatti, prevede che <strong>qualsiasi attività Web dovrà registrarsi al ROC</strong> (<a href="http://www.agcom.it/operatori/roc/roc.htm" target="_blank">Registro degli operatori di Comunicazione</a>). Questo significa che anche chi vuole gestire un blog dovrà produrre dei certificati, pagare un bollo (e forse delle tasse), seguire un iter burocratico ed essere perseguibile secondo il codice penale per i reati di diffamazione  come per un giornale, anche per  i commenti agli articoli.</p>
<p align="justify">Scenderemo adesso nei dettagli, ma è evidente come questa legge, se fosse approvata definitivamente, sarebbe una <strong>condanna a morte per i blog italiani</strong>. I blog, infatti, nascono spontaneamente e liberamente, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto, video e poter partecipare direttamente al dibattito pubblico. Se passerà questa legge, tutti i blog dovranno trasformarsi in testate giornalistiche perdendo la <strong>spontaneità</strong> e la <strong>libertà</strong> che li contraddistingue, perdendo al caratteristica di essere uno strumento aperto a tutti, quindi davvero <strong>pluralista</strong> (<strong><a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html" target="_blank">QUI</a></strong> e <strong><a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327&#38;p=1" target="_blank">QUI</a></strong> trovate degli interesanti approfondimenti).</p>
<p align="justify">Trattandosi di una legge che regolamenta il settore dell'editoria (<strong><a href="http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf" target="_blank">QUI</a></strong> il testo completo), non dovrebbe riguardare i blog. Il punto focale è, infatti, <strong>la definizione di prodotto editoriale</strong> che viene data: "<em>Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso. [...] </em><em>Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico</em>".</p>
<p align="justify">Più avanti poi arriva un ulteriore chiara conferma che il riferimento è anche ai blog personali che vengono gestiti in modo amatoriale <strong>senza scopo di lucro</strong>: "<em>Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L'esercizio dell'attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative</em>".</p>
<p align="justify">Insomma, <strong>i blog non hanno scampo!!!</strong> Su <a href="http://www.civile.it/news/visual.php?num=45712" target="_blank">Civile.it </a>è spiegato <strong>come funziona il sistema adesso </strong>e come funzionerà<strong> </strong>nel caso passasse questa legge: oggi è prodotto editoriale quello realizzato da una <strong>casa editrice</strong>.<strong> </strong>Chi ha un prodotto editoriale (anche un sito) può registrarlo al ROC. <strong>La registrazione non è obbligatoria</strong> se non si è editori, ma è necessaria se si vogliono richiedere contributi pubblici. La nozione di prodotto editoriale è adesso <strong>vincolata al lucro</strong>, l'iscrizione al ROC impegna in una dichiarazione annuale su come e quanto si guadagna e al pagamento di diritti annuali in rapporto agli stessi.</p>
<p align="justify">Se il testo della nuova legge sull'Editoria, scritto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ricardo_Franco_Levi" target="_blank">Ricardo Franco Levi</a>, braccio destro di <strong>Romano</strong> <strong>Prodi</strong>, fosse tramutato in legge, <strong>le cose cambieranno</strong>: diventerà prodotto editoriale pure un blog o un sito che non si prefigge di guadagnare, anche se gestito da un privato e non da na azienda. <strong>Ogni blog personale diventerà, quindi, prodotto editoriale</strong>, soggetto alla normativa sulla stampa con ma <strong>responsabilità penali</strong> aggravate in caso di denuncia penale. In sostanza diventerà attività editorile qualsiasi cosa scritta su Internet e ogni blogger sarà ritenuto responsabile per i commenti lasciati dai lettori.</p>
<p align="justify">Già <strong>Beppe Grillo</strong> <a href="http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr.html" target="_blank">ha fatto sapere</a> che nel caso in cui la <em>legge Levi-Prodi</em> fosse approvata, lui trasferirebbe il blog su un server straniero. Credo che questa sia l'unica soluzione per tutti i blogger che vogliono continuare ad avere un proprio spazio in cui scrivere liberamente i propri pensieri e in cui pubblicare liberamente foto e video. Il disegno di legge <a href="http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/testo_int.asp?d=36760" target="_blank">è stato approvato </a>in <strong>Consiglio dei ministri</strong> il 12 ottobre, spero vivamente che non venga convertito in legge o che almeno venga modificato. La Rete è uno srumento libero e democratico, evidentemente questo non piace ai nostri politici... ;-)</p>
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