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	<title>protesta-sociale &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "protesta-sociale"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 10:44:28 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Cristina alla prova]]></title>
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<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 12:10:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>il migratore clandestino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il conflitto tra il governo argentino e i produttori rurali si aggrava sempre di più. Da circa due ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il conflitto tra il governo argentino e i produttori rurali si aggrava sempre di più. Da circa due settimane il settore rurale è in agitazione contro l'aumento delle imposte sulle esportazioni dei prodotti agricoli annunciato dal governo: i blocchi stradali sulle principali arterie di comunicazione del paese tendono a impedire il rifornimento dei supermercati e si prevede che nelle prossime ore sulle gondole cominceranno a scarseggiare carne e latte.  Ieri pomeriggio, dalla Casa Rosada è venuta una risposta tutt'altro che distensiva: la presidente Cristina Fernández de Kirchner ha accusato i <em>ruralistas</em> di voler continuare a fare affari d'oro (i costi di produzione sono in pesos, i ricavi in euro o dollari) e, in pratica, di lamentarsi con la pancia piena. Normale amministrazione, si dirà: un settore della società reclama per sé dei vantaggi e il governo sceglie la linea dura. Quello che non era previsto - e di sicuro non lo aveva previsto neanche CFK - era il <em>cacerolazo</em> di ieri sera. Dopo il discorso di Cristina, alcune migliaia di persone si sono concentrate in Plaza de Mayo e in altri punti della città agitando pentole e mestoli in solidarietà alla protesta dei produttori rurali. Immediatamente si sono mobilitati anche i <em>piqueteros oficialistas</em> in appoggio al governo.  Si sono riviste scene che ricordavano i giorni tragici del dicembre del 2001, anche se lo scenario e il contesto oggi è completamente diverso. Due considerazioni, al di là delle ragioni dell'una o dell'altra parte in un conflitto complesso. E' sempre sorprendente la capacità di mobilitazione che ha la gente qui in Argentina: in poche ore, più o meno spontaneamente, c'era già in piazza una folla con bandiere, cartelli e slogan. Cosa impensabile in altre parti del pianeta. Dall'altro lato preoccupa la linea dura scelta dal governo, destinata a esasperare gli animi e a radicalizzare la protesta. E' il primo banco di prova serio per il governo della <em>presidenta</em> Cristina e sarà interessante vedere come andrà a finire. </p>
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