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	<title>pubblicazioni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "pubblicazioni"</description>
	<pubDate>Sun, 18 May 2008 04:31:11 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Movie fragrance]]></title>
<link>http://alivento.wordpress.com/?p=362</link>
<pubDate>Sat, 17 May 2008 21:02:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>alivento</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questo post è dedicato all’ultimo video creato per il concorso emporio armani. Eccolo.
Per questo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Questo post è dedicato all’ultimo video creato per il concorso emporio armani. Eccolo.</span><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-family:Courier New;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/TvYMFFnMfN8'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/TvYMFFnMfN8&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></span><br />
<span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Per questo video ho creato e utilizzato oltre 140 immagini, per partecipare al concorso con le mie 4 creazioni ho elaborato oltre 300 file. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Conclusa questa piacevole fatica spero di potermi lanciare in nuove imprese...</span><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">altrettanto “inutili”.</span><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">  </span></span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Qualcosa sulla pittura]]></title>
<link>http://telluris.wordpress.com/?p=63</link>
<pubDate>Wed, 14 May 2008 07:02:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>telluris</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qualcosa sulla pittura 

di Letteria Giuffrè Pagano
 
 
“Non dipingere il visibile, rendere vis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Qualcosa sulla pittura </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;text-align:justify;margin:0;"><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">di Letteria Giuffrè Pagano</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;text-align:right;margin:0;" align="right"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">“Non dipingere il visibile, rendere visibile” </span></em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">(</span><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Paul Klee) <em></em></span></p>
<p style="line-height:115%;text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Non mi chiedo mai “Oggi cosa voglio dipingere?...” Inizio un quadro sporcando la tela con delle macchie di colore, con segni irrazionali. Ho paura e desiderio, è come fare un tuffo in un piccolo mare che ha il colore degli abissi. Che è poi un mare infinito. Improvvisamente un segno mi suggerisce qualcosa, una logica, attraverso la quale posso costruire o piuttosto rendere visibile l’immagine che spinge da dentro e che solo in quel momento intuisco che ci sia, dormiente, da qualche parte. Quest’ immagine, che a volte è solo una forma, è già significante. A tratti compare, poi scompare per riapparire un po’ cambiata: nuova ed insieme tremendamente antica, per me. In seguito può succedere che scopro dell’altro. Accade qualcosa. Allora lascio che il dipinto parli da sé: non cerco di attribuire un significato, ma lo ascolto, lo osservo; a volte parliamo, e per magia scopro che cos’è, chi è, che cosa ha da dire. Quando avviene questo provo qualcosa che è molto simile allo <em>stupore</em>. Ciò è meraviglioso, magico… la magia esiste, chiedetelo ai bambini. C’è un momento in cui l’opera parla da sè, e bisogna stare ad ascoltare. Capire quando un tale momento arriva non è cosa facile ma è essenziale perché è allora che l’opera si impone e prende vita propria, nel medesimo istante però essa è anche molto fragile e l’artista può ucciderla se non riesce a farsi da parte e imparare. Quel che a me interessa è il punto del rovesciamento, la parte più stretta della clessidra, il guanto sfilato al contrario, il momento della trasformazione, quando l’esperienza dal personale si proietta in qualcosa di più vasto. Il quadro è finzione, menzogna… ma può questa menzogna divenire portatrice di verità?Portare alle sue estreme conseguenze l’atto pittorico significa ritrovarne i fondamenti, il punto più lontano verso cui procediamo è il luogo da cui tutto ha avuto inizio. Ho deciso di proporre ai bambini un percorso attraverso la pittura partendo dalla mia esperienza, cercando di eliminare l’aspetto più personale e lavorando nel modo più oggettivo possibile, per vivere un’esperienza, per verificare il mio processo di lavoro e per stupirmi delle potenzialità artistiche e creative del bambino-uomo. </span></p>
<p style="line-height:115%;text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">L’atelier del ritratto: una tela bianca. Dei colori. Un bambino. Che cosa può succedere?Ogni territorio di domanda è ricco di sorprese, ogni scoperta è una festa, ogni atto creativo è riflesso lontano della Prima creazione. </span></p>
<p style="line-height:115%;text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">L’obiettivo dell’<em>Atelier del ritratto</em> è stato quello di portare il bambino ad esprimere la propria spontanea ed innata tendenza a lasciare segno di sé e di guidare il bambino verso la realizzazione del proprio autoritratto su tela, frutto di un lavoro sull’immaginazione e nel contempo sull’osservazione del reale e del proprio vissuto. Lasciare segno e riconoscersi in esso è già un’operazione ricca di senso, ma i bambini fanno molto di più: compiono operazioni di percezione visiva incredibilmente complesse. Guardare, osservare, agire, giocando secondo le modalità dell’artista, permette al bambino di accrescere le strategie del pensiero creativo e quindi di prendere sicurezza della propria capacità di assimilazione, percezione e trasformazione della realtà. Se succede che un dipinto ha un impatto forte sul sistema nervoso dello spettatore è forse perché fa emergere sensazioni irrazionali o ignote. Forse è perché ri-conosciamo qualcosa o ci ri-conosciamo <em>in </em>qualcosa. Comunque attira la nostra attenzione. A me è successo con alcuni dipinti di questi bambini. Che relazione c’è allora tra l’artista e il bambino?Il processo percettivo e di trasformazione che si sfoga sulla tela è solo artificiale, frutto della tecnica o del caso, della cultura e del tempo, finalizzato ad un risultato più o meno compreso o accettato dal sistema sociale, oppure risponde anche a qualcosa di innato nell’uomo che da sempre non ha fatto altro che trasformare, distruggere, creare? Attorno ad un tema collettivo, ogni bimbo è stato guidato a sviluppare una propria modalità d’espressione, un proprio <em>segno, </em>tant’è vero che in ogni dipinto è molto differente dall’altro. Un laboratorio in cui i bambini hanno giocato a trasformarsi in veri pittori… una bell’avventura! </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"><span> </span>(in “Un disegno tutto mio” a cura di Sonia Forsi, 2003, Morgana edizioni)</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La maestra "buona" e il foglio grande per dipingere]]></title>
<link>http://telluris.wordpress.com/?p=62</link>
<pubDate>Wed, 14 May 2008 06:59:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>telluris</dc:creator>
<guid>http://telluris.wordpress.com/?p=62</guid>
<description><![CDATA[ 
La maestra “buona” e il foglio grande per dipingere
di Letteria Giuffrè Pagano
L’artista ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&#34;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&#34;">La maestra “buona” e il foglio grande per dipingere</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&#34;">di Letteria Giuffrè Pagano</span></p>
<p style="line-height:115%;text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&#34;">L’artista è colui che non vede il mondo come qualcosa di già concluso, è colui che fruga nel profondo della vita sotterranea e s’immerge nel divenire stesso delle cose, nella genesi di mondi possibili. Rivisita i luoghi dell’immaginario e porta in superficie, nel mondo del visibile, i movimenti stessi della vita. Quella “sublime inutilità”, come amo definire, di dipingere un quadro è per me un momento di evoluzione e di libertà, un processo vivo e pieno di contraddizioni in cui il conosciuto entra in contatto con ciò che non è comprensibile razionalmente: è qui che tecnica, tradizione e condizionamenti culturali tentano di lasciare al caso la nascita di forme nuove. Lavorare con i bambini è una buona occasione per eludere tutto ciò prima che diventi coscienza rigida e per immergermi in quella concretezza alla quale essi ti costringono. </span></p>
<p style="line-height:115%;text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&#34;">Avevo cinque anni e frequentavo una scuola dell’infanzia vicino casa. Nella mia classe c’erano due maestre. Una era la “maestra buona”, l’altra “la maestra cattiva“. Ricordo perfettamente che a cinque anni disegnavo spesso, e proprio a quell’età ho guardato per la prima volta la mia mano con l’intenzione di disegnarne esattamente la forma con l’altra. Questo avveniva alla suola dell’infanzia, specialmente dopo il pranzo, un‘ora per me propizia per quel genere di cose. Ma per disegnare avevo bisogno del foglio. Quand’era di turno la “maestra buona” alla mia richiesta ricevevo un bel foglio grande, ma se era la maestra cattiva al di là della cattedra, il foglio veniva piegato in due e lacerato proprio nel mezzo, dove vi era il cuore, ed io ricevevo una delle due parti, ma ai miei occhi quel brandello, quella reliquia, era inutilizzabile. Il disegnare su quel foglio ferito, le cui dimensioni peraltro erano diventate insufficienti, diventava così una sorta di punizione e costrizione, a cui si aggiungeva il fatto che al quel punto era implicito dover fare un “bel” disegno, che giustificasse lo spreco di carta, magari da appendere sul muro della classe. Con questo non voglio esortare gli insegnanti a far scempio delle risorse scolastiche pur di non negare fogli grandi e belli ai bambini o a riportare alla nudità le pareti della scuola, il discorso è ben diverso.</span></p>
<p style="line-height:115%;text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&#34;">Quando ho incontrato per la prima volta di bambini di Pontedera, nel 2003, tenevo a mente l’immagine delle due maestre. Nella Scuola dell’Infanzia Gandhi ho lavorato per alcuni mesi con il gruppo di quattro anni, volevo farli dipingere su delle tele, fissate su telai di legno, come fanno i grandi, ognuno ne doveva avere una di forma quadrata dove dipingere il proprio ritratto (altro che foglio diviso a metà!). La cosa fondamentale era mantenere la splendida diversità di ognuno, non influenzare ma guidare il processo di realizzazione, non costringere ma invitare ed interessare il bambino, in quel caso l’approvazione del lavoro da parte degli insegnanti ha reso i bambini felici e sicuri. Il percorso artistico si è innestato in quello didattico, e dal vissuto emozionale e percettivo dei bambini sono emerse forme, segni, significati, colori che andavano a costituire l’immagine del sé, quel sé in continuo mutamento ma che è riuscito a farsi strada e a lasciare l’impronta su una tela. Nel vedere dipingere i bambini ho capito come il lavoro per un artista è giocato da una parte nel suo compiersi, dall’altra nel suo assorbire la realtà e filtrarla dalla responsabilità e dal processo intuitivo ed intellettivo. Ho provato a condurre i piccoli nel mondo dell’arte, quello fatto di percezione, e poi sono rimasta a guardare quel gioco di equilibrata e necessaria solitudine. Ognuno ha avuto un modo differente di tenere il pennello, di usare i colori, di mescolarli. Ognuno ha avuto tempi diversi, attenzioni diverse, storie diverse da raccontare. I bambini hanno disegnato i loro sogni notturni, esortati a ritrovare col colore le stesse suggestioni ed atmosfere, poi scarabocchi liberi, il ritratto dal vero della maestra ed il ritratto di sé, ora guardando la propria immagine davanti allo specchio, ora attraverso il ricordo. Hanno usato varie tecniche e si sono divertiti a creare sfumature diverse da quelle offerte dalle case di colori. Credo che un lavoro del genere abbia grandi potenzialità, per i bambini, per gli insegnanti e per gli artisti. </span></p>
<p style="line-height:115%;text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&#34;">Gli alberi d’ulivo e il mondo delle formiche, le foglie mai una uguale all’altra, il funerale del gatto nero celebrato attraverso un lungo e silente disegno. L’ambiente nel quale si cresce è determinante, gli stimoli o gli impedimenti segnano inevitabilmente il percorso delicato della crescita. E inoltre l’individuo, nei primi venti o trenta anni della sua esistenza, dovrebbe scegliere, descrivendone la traiettoria, il suo posto nel mondo, il suo ruolo nella collettività. E quanto più quest’ultimo e affine alle tendenze e alle inclinazioni personali, tanto più l’individuo sarà libero.</span></p>
<p style="line-height:115%;text-align:justify;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&#34;">Il soddisfacimento dei bisogni fisici è di fatto la precondizione indispensabile per una buona esistenza, ma ciò di per sé non è abbastanza. Per essere contenti gli uomini dovrebbero avere la possibilità di sviluppare liberamente le proprie facoltà intellettuali e artistiche, nella misura consentita dalle particolari caratteristiche e abilità di ciascuno. </span></em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&#34;">(Albert Einstein, 1940)</span></p>
<p style="line-height:115%;text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&#34;">L’esperienza di Pontedera mi fa ben sperare.</span></p>
<p style="line-height:115%;text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&#34;">(pubblicato in: <em>Fare formazione</em>, 2, 2004, ed. Del Cerro, pp. 20-25)</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dalla polvere all'infinito]]></title>
<link>http://telluris.wordpress.com/?p=60</link>
<pubDate>Tue, 13 May 2008 18:22:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>telluris</dc:creator>
<guid>http://telluris.wordpress.com/?p=60</guid>
<description><![CDATA[Arancione che gira
una faccia appare
baffi e barba marroni
verdi e neri che fanno paura
braccia e ga]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Arancione che gira</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">una faccia appare</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">baffi e barba marroni</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">verdi e neri che fanno paura</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">braccia e gambe di tutti i colori</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">azzurro e giallo</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">sembrano laghi e sole</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">linee piccole</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">grandi curve spezzate </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">per disegnare un mondo</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:115%;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:115%;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Percorso didattico Gioca Baj “per e con” le bambine e i bambini della classe terza della scuola elementare Arcobaleno della pace di La Rotta, Pontedera. Le insegnanti della classe: Castellani Lucia, Ferrini Laura. Pubblicato in <span>“Dalla polvere all’infinito: omaggio a Enrico Baj”</span> di Letteria Giuffrè Pagano, a cura di Alessandra Borsetto Venier, Morgana Edizioni (2007), Collana “Diritto all’arte” promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pontedera. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:115%;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Questo che noi raccontiamo è il percorso fatto in classe, prima, durante e dopo il laboratorio organizzato al centro per l’arte Otello Cirri. Il Gioca Baj ci ha infatti dato la possibilità di riscoprire gli intrecci tra manualità, materiali e colori, tutto attraverso il gioco: prendere un oggetto, estraniarlo dal suo uso comune, modificarlo con la fantasia, reinterpretare il mondo circostante liberandolo dagli stereotipi e sviluppare la creatività, questi gli obiettivi di questa esperienza. Qui di seguito riportiamo le tappe di questo cammino, in corsivo la voce dei bambini. Giochiamo con gli oggetti: guarda nel tuo zaino, scegli un oggetto, osservalo bene, gioca con la fantasia, che cosa può diventare?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:115%;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Un floppy? Un quadro tutto nero. Un diario? Una cassetta per andare al mercato. Un quaderno blu? Il mare. Un foglio di carta lucida? L’aria, perché è così trasparente! Un cd a righe? Una zebra. Il diario? Un tetto. Una bottiglia? L’acquedotto o una torre, se pende quella di Pisa. Un blocchetto giallo? Il becco di un papero.</span><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:115%;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Leggiamo il libro del Gioca Baj, quanti materiali! Portiamone a scuola un po’. E così con carta, pezzi di legno, fili, spaghi, stoffa, viti e bulloni, ma anche oggetti del mondo contemporaneo come pezzi di computer, floppy e cd, possiamo inventare itinerari fantastici e lasciare in un quadro la traccia di questo viaggio; ed ecco apparire :<span> Nuvola in testa; Baffi neri e fili dorati; Scarpette azzurre, Manico di ombrello in nero. </span>Maschere tribali all’Otello Cirri: a scuola seguiamo l’esempio della filastrocca sul libro di lettura dal titolo <span>“Il Gigante carta straccia”</span> e ognuno potrà costruire una maschera di carta stracciata. Il meccano: anche il babbo di Tommaso da piccolo giocava con il meccano e così come Enrico Baj, proviamo anche noi a disegnare: <span>Un unicorno, un extraterrestre e un parco giochi. </span>Partecipazione al laboratorio Gioca Baj al centro per l’arte Otello Cirri: momenti di gioco ed operosità che hanno fatto risaltare la creatività e accantonare lo stereotipo, permettendo ai bambini di cooperare e confrontarsi con modalità diverse; è un avvicinarsi all’arte con il piacere della ricerca, anzi della ricerca-azione, perché riguarda non solo la mente o gli occhi, ma anche le mani e il creare. Questo il brano poetico che i bambini hanno scritto in classe dopo una mattinata al laboratorio e che può fare da titolo al primo grande quadro che insieme a Letteria essi hanno disegnato.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Minottino. Manuale di sopravvivenza per i bloggers]]></title>
<link>http://quidnovi.wordpress.com/?p=50</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 16:20:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>f.p.micozzi</dc:creator>
<guid>http://quidnovi.wordpress.com/?p=50</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; stato recentemente pubblicato il Minottino, dell&#8217;amico Daniele Minotti. Un lavoro eno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>E' stato recentemente pubblicato il Minottino, dell'amico <a href="http://www.minotti.net" target="_blank">Daniele Minotti</a>. Un lavoro enorme e zeppo di informazioni e di suggerimenti per destreggiarsi tra leggi, giurisprudenza e dottrina relativa alla dura vita del blogger e della vita in 2.0.</p>
<p>Complimenti a Daniele!</p>
<p>Per visualizzare in modo pratico il Minottino clicca <a href="http://issuu.com/nikink/docs/daniele_minotti_-_il_minottino" target="_blank">QUI</a></p>
<p>Si informano il lettori che il Minottino è, al momento, un wip (work in progress). Ulteriori informazioni sugli aggiornamenti le trovate su <a href="http://www.minotti.net/il-minottino/" target="_blank">http://www.minotti.net/il-minottino/</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pubblicazione degli articoli su Computer Forensics]]></title>
<link>http://quidnovi.wordpress.com/?p=49</link>
<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 11:01:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>f.p.micozzi</dc:creator>
<guid>http://quidnovi.wordpress.com/?p=49</guid>
<description><![CDATA[Grazie alla gentile concessione del Responsabile di redazione del mensile Linux Pro, ecco i due arti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alla gentile concessione del Responsabile di redazione del mensile<a title="Linux Pro - Sprea " href="http://www.sprea.it/scheda.php?id_riv=42" target="_blank"> Linux Pro</a>, ecco i due articoli apparsi sui nn. 61 e 62. Per leggere gli articoli in formato PDF è sufficiente cliccare sulle immagini di seguito riportate.</p>
<p><a title="LXP n. 62" href="http://quidnovi.files.wordpress.com/2008/04/int_lxp62_20-25_computer.pdf" target="_self"> </a><a title="LXP 61" href="http://quidnovi.files.wordpress.com/2008/04/lxp61_10-15_pcforensics.pdf"><img style="border:2px solid black;float:left;" src="http://www.sprea.it/copertine/LXP61cover61.jpg" alt="LXP 61" width="150" height="200" /></a></p>
<p><a title="LXP 62" href="http://quidnovi.files.wordpress.com/2008/04/int_lxp62_20-25_computer.pdf"><img style="border:2px solid black;" src="http://www.sprea.it/copertine/LXP62_cover262.jpg" alt="LXP 62" width="150" height="200" /></a></p>
<p>Non è consentita l'ulteriore distribuzione dei contenuti sopra riportati (e linkati) da altri siti internet. Non ne è consentito alcun utilizzo commerciale.</p>
<p><a title="LXP n. 62" href="http://quidnovi.files.wordpress.com/2008/04/int_lxp62_20-25_computer.pdf" target="_self"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Pianeta Rovente]]></title>
<link>http://allarmeclima.wordpress.com/?p=11</link>
<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 15:54:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniodaniele</dc:creator>
<guid>http://allarmeclima.wordpress.com/?p=11</guid>
<description><![CDATA[I Grandi Speciali da Collezione di National Geographic
Il Pianeta Rovente. Come Salvarsi dal Riscald]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>I Grandi Speciali da Collezione di National Geographic<br />
<em>Il Pianeta Rovente. </em><em>Come Salvarsi dal Riscaldamento Globale</em></p>
<p>Lo speciale di questo mese del <a href="http://www.nationalgeographic.it/nat_geo/index.jsp" target="_blank">National Geographic</a> è dedicato, per la seconda volta in pochi mesi, alla questione del riscaldamento del pianeta. Nel primo capitolo vengono descritti i <em>Segni</em> dei cambiamenti climatici, ormai inequivocabili: ghiacciai che si sciolgono, ondate di caldo, innalzamento dei mari, crisi idriche e alimentari, desertificazione... Trasformazioni devastanti, in particolare, per le specie polari, il cui habitat non si potrà più ripristinare. Ma nessuna area geografica è esclusa dagli effetti del cambiamento climatico. Il messaggio allarmante, riprendendo le parole della biologa dell’IPCC Camille Parmesan, è che «finora il riscaldamento è stato contenuto. Dobbiamo agire subito con forza per scongiurare il collasso ecologico».</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://allarmeclima.wordpress.com/files/2008/04/pianeta_rovente.jpg" alt="" width="160" height="211" /></p>
<p>Nel secondo capitolo, <em>Scienza</em>, si passano in rassegna le prove che il clima sta cambiando: non c’è più alcun dubbio in proposito. Particolarmente interessante il raffronto grafico, esteso sugli ultimi 400.000 anni, tra concentrazione di CO<sub>2</sub> nell’atmosfera, temperature globali e livello dei mari, le cui curve risultano praticamente parallele. Storicamente sono sempre salite prima le temperature, poi, con il conseguente aumento della concentrazione di CO<sub>2</sub>, il riscaldamento dell’atmosfera accelerò. La situazione attuale, invece, è imprevedibile: mai, prima d’ora, l’anidride carbonica era salita tanto e così rapidamente prima della temperatura. Il livello medio dello scorso anno, 384 ppm, è il più elevato dell’intero record.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://allarmeclima.files.wordpress.com/2008/04/04.jpg"><img class="size-medium wp-image-14" src="http://allarmeclima.wordpress.com/files/2008/04/04.jpg?w=300" alt="" width="300" height="140" /></a></p>
<p>L’ultimo capitolo è dedicato alle <em>Soluzioni</em> che possiamo, e dobbiamo, adottare per arginare questo problema, perché «<em>sono fatti nostri</em>»: ridurre o eliminare i voli aerei, sostituire i condizionatori con ventilatori, puntare sulle energie rinnovabili come il fotovoltaico, e così via. Il raffronto fra tre diverse realtà del pianeta è significativo: nel 2005, il Botswana ha emesso 3,92 milioni di tonnellate di CO<sub>2</sub>, l’India 1.166 milioni, gli USA 5.957 milioni.</p>
<p>Ma non tutto va male. Esistono, infatti, anche realtà all’avanguardia, come Samsø, isola danese autonoma energeticamente grazie a una grande fattoria eolica offshore, e Friburgo, che negli ultimi dieci anni ha ridotto le emissioni pro capite del 10%, grazie ad un ottimo sistema di trasporti e all’installazione di migliaia di pannelli fotovoltaici, piste ciclabili e zone pedonali. Modelli che, anche in Italia, si dovrebbero prendere ad esempio.</p>
<p>Come sempre per il National Geographic, il corredo di immagini è eccellente. Numerose le fotografie, che ritraggono paesaggi selvaggi, come quelli polari e africani, sempre più dissestati dai cambiamenti climatici; o degli abitanti delle regioni più svantaggiate dal surriscaldamento globale.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://allarmeclima.files.wordpress.com/2008/04/02.jpg"><img class="size-medium wp-image-13" src="http://allarmeclima.wordpress.com/files/2008/04/02.jpg?w=262" alt="" width="262" height="300" /></a></p>
<p><em>Il Pianeta Rovente</em> è una monografia sintetica, ma, come tutte le produzioni NG, precisa e abbastanza completa. In definitiva, una buona introduzione alla questione del surriscaldamento globale.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VERSETTI POETRONICI]]></title>
<link>http://isilenti.wordpress.com/?p=427</link>
<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 08:22:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>willoworld</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Nous in greco significa mente, intelletto, coscienza; il secondo principio cibernetico sostiene che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://isilenti.files.wordpress.com/2008/04/versetti-poetronici.jpg"><img src="http://isilenti.files.wordpress.com/2008/04/versetti-poetronici.jpg" alt="" width="282" height="423" /></a></p>
<p>Nous in greco significa mente, intelletto, coscienza; il secondo principio cibernetico sostiene che ogni informazione implica coscienza, ovvero la capacità autonoma di percepire o conoscere il senso o significato di un’informazione. Esistono macchine “non autonome” come i computer, che sono create dagli uomini per elaborare informazioni o percepirne un certo significato. Un computer elabora informazioni, ma non possiede (né forse possederà mai) autonomia o coscienza del loro significato.<br />
Per Frege una parola ha significato solo nel contesto di un enunciato; questo principio generale, chiamato “principio del contesto”, è stato interpretato in diversi modi, per l’ambiguità della parola “significato”. Il contesto gioca un ruolo determinante per la significazione di un simbolo, così queste “poesie” sono interpretabili come tali solo alla luce di un contesto determinato, ovvero un titolo, che permette la significazione delle informazioni casuali generate da un programma.<br />
Il nostro lavoro non è stato perciò “scrivere poesie” con l’ausilio di un algoritmo logico,  si è limitato alla significazione delle stringhe di testo randomizzate con un titolo, che permettesse di inquadrare quelle parole in un quadro concettuale determinato. Cambiando il contesto, una coscienza altera il senso dell’informazione che riceve: il processo di interpretazione del testo subisce una forza, una spinta, che permette o pregiudica la significazione stessa dei segni.<br />
Il POETA ELETTRONICO non è una intelligenza artificiale, ma grazie ad una intelligenza esterna, esso “sembra” intelligente, coerente, logico, in grado, insomma, di scrivere poesie: siamo noi a conferire a quelle frasi un senso in un determinato contesto, il TITOLO, appunto, l’unico lavoro compiuto da un umano in questo libro… <a href="http://willoworld.googlepages.com/versettipoetronici">continua</a></p>
<p><a href="http://willoworld.googlepages.com/versettipoetronici">VAI ALLA PAGINA UFFICIALE DEI VERSETTI POETRONICI.</a> POTRAI SCARICARE GRATUITAMENTE IL LIBRO IN FORMATO PDF OPPURE ACQUISTARLO SUL MERCATO DI LULU.</p>
<p><a href="http://www.edizioniwilloworld.co.nr/">GUARDA ANCHE LE ALTRE PUBBLICAZIONI DI WILLOWORLD</a></p>
<p>FONTE: <a href="http://willoworld.wordpress.com/">Willoworld Creativity</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[VERSETTI POETRONICI]]></title>
<link>http://willoworld.wordpress.com/?p=138</link>
<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 08:09:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>willoworld</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Nous in greco significa mente, intelletto, coscienza; il secondo principio cibernetico sostiene che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://willoworld.files.wordpress.com/2008/04/versetti-poetronici.jpg"><img src="http://willoworld.files.wordpress.com/2008/04/versetti-poetronici.jpg" alt="" width="280" height="420" /></a></p>
<p>Nous in greco significa mente, intelletto, coscienza; il secondo principio cibernetico sostiene che ogni informazione implica coscienza, ovvero la capacità autonoma di percepire o conoscere il senso o significato di un'informazione. Esistono macchine “non autonome” come i computer, che sono create dagli uomini per elaborare informazioni o percepirne un certo significato. Un computer elabora informazioni, ma non possiede (né forse possederà mai) autonomia o coscienza del loro significato.<br />
Per Frege una parola ha significato solo nel contesto di un enunciato; questo principio generale, chiamato “principio del contesto”, è stato interpretato in diversi modi, per l'ambiguità della parola “significato”. Il contesto gioca un ruolo determinante per la significazione di un simbolo, così queste “poesie” sono interpretabili come tali solo alla luce di un contesto determinato, ovvero un titolo, che permette la significazione delle informazioni casuali generate da un programma.<br />
Il nostro lavoro non è stato perciò “scrivere poesie” con l’ausilio di un algoritmo logico,  si è limitato alla significazione delle stringhe di testo randomizzate con un titolo, che permettesse di inquadrare quelle parole in un quadro concettuale determinato. Cambiando il contesto, una coscienza altera il senso dell'informazione che riceve: il processo di interpretazione del testo subisce una forza, una spinta, che permette o pregiudica la significazione stessa dei segni.<br />
Il POETA ELETTRONICO non è una intelligenza artificiale, ma grazie ad una intelligenza esterna, esso “sembra” intelligente, coerente, logico, in grado, insomma, di scrivere poesie: siamo noi a conferire a quelle frasi un senso in un determinato contesto, il TITOLO, appunto, l’unico lavoro compiuto da un umano in questo libro... <a href="http://willoworld.googlepages.com/versettipoetronici">continua</a></p>
<p><a href="http://willoworld.googlepages.com/versettipoetronici">VAI ALLA PAGINA UFFICIALE DEI VERSETTI POETRONICI.</a> POTRAI SCARICARE GRATUITAMENTE IL LIBRO IN FORMATO PDF OPPURE ACQUISTARLO SUL MERCATO DI LULU.</p>
<p><a href="http://www.edizioniwilloworld.co.nr">GUARDA ANCHE LE ALTRE PUBBLICAZIONI DI WILLOWORLD</a></p>
]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Il bilancio partecipativo a Roma]]></title>
<link>http://carnevali.wordpress.com/?p=78</link>
<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 12:35:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>carnevali</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il bilancio partecipativo [ed. Lulu] è un libro tratto da Studi in ricordo di Giorgio Fregosi pubbl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:times new roman;"><em>Il bilancio partecipativo</em> [ed. Lulu] è un libro tratto da <em>Studi in ricordo di Giorgio Fregosi</em> pubblicato dalla Provincia di Roma. Ora per leggerlo hai due possibilità</span>: stamparlo [7,99 euro] o scaricarlo [3,99 euro] da questa <a title="Libro BP" href="http://www.lulu.com/browse/search.php?search_forum=-1&#38;search_cat=2&#38;show_results=topics&#38;return_chars=200&#38;search_keywords=&#38;keys=&#38;fSearch=andrea+carnevali&#38;fSearchFamily=0&#38;fSubmitSearch.x=0&#38;fSubmitSearch.y=0" target="_blank">pagina</a>.</p>
<div style="display:none;text-align:justify;">
<p>(346 kb)</p>
</div>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://carnevali.wordpress.com/files/2008/04/schermata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-76" src="http://carnevali.wordpress.com/files/2008/04/schermata.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:times new roman;">Il lavoro prende spunto dalla riforma della degli Enti Locali, partita negli anni novanta, per arrivare all'importanza assunta dalle pratiche di democrazia partecipativa oggi. Con queste intendo tutte quelle politiche che forniscono alla cittadinanza la possibilità di prendere decisioni in merito al proprio territorio. In generale, queste si realizzano attraverso la discussione pubblica, in assemblee o gruppi di lavoro, dei temi come la gestione di una parte del bilancio pubblico, i piani regolatori o altre politiche specifiche. Di fronte ad una significativa eterogeneità di esperienze, è nato l’interrogativo fondamentale di questo lavoro, ossia verificare se e come le pratiche di democrazia partecipativa possano essere applicate in maniera efficace anche in Italia, quali sono le principali modalità adottate e quali sono stati i principali risultati conseguiti. Per fare ciò, ho circoscritto l'attenzione sul Municipio XI del Comune di Roma.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Going North]]></title>
<link>http://matteocervo.wordpress.com/?p=100</link>
<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 18:47:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteocervo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri sera, Venerdi 11 Aprile ho festeggiato il mio compleanno al Museo di Storia Naturale di Milano,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ieri sera, Venerdi 11 Aprile ho festeggiato il mio compleanno al <strong>Museo di Storia Naturale di Milano</strong>, è stata presentata l'anteprima dell'ultimo film di <strong>Eugenio Manghi</strong>: <strong>Going North</strong>. Un documentario che parla dei <strong>corridoi biologici</strong> e della loro importanza nel permettere gli spostamenti degli animali, obbligati a migrare oppure ad adattarsi al continuo <strong>innalzamento della temperatura</strong> del nostro pianeta. Il film è stato girato in alta risoluzione e diverse scene sono state possibili grazie a delle tecniche di ripresa studiate appositamente da Eugenio attraverso l'uso di speciali lenti grandangolari oppure con videocamere ad alta velocità ( 500 frame al secondo). Le immagini lasciano veramente senza fiato, i soggetti e la nitidezza sono stupefacenti! Un lavoro durato quattro anni, autoprodotto ed attorno al quale hanno ruotato esperti del settore e fotonaturalisti del calibro di <strong>Annalisa Losacco</strong> e <strong>Guido Bissattini</strong>. Diversi enti hanno partecipato attivamente a questa produzione della <strong>White Fox Communications</strong>: dalla <strong>Fondazione CIMA</strong> alla <strong>regione Lombardia</strong>, compresi gli enti <strong>parco del Ticino</strong> e del Lago Maggiore, <strong>Val Grande</strong> e molti altri di cui ora non ricordo il nome. Di seguito potete vedere il trailer del film:</p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/kuweY27zjlc'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/kuweY27zjlc&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Sul sito di <a title="RepubblicaTV" href="http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&#38;cont_id=19108" target="_blank"><strong>RepubblicaTV</strong></a> trovate l'intervista che <strong>Antonio Cianciullo</strong> ha fatto ad Eugenio.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Complimenti ad Eugenio ed a tutti i suoi collaboratori! A presto!</p>
<p style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[COMPLICI DI UN GIOCO DI DADI]]></title>
<link>http://demiurgus.wordpress.com/?p=13</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 11:48:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>willoworld</dc:creator>
<guid>http://demiurgus.wordpress.com/?p=13</guid>
<description><![CDATA[
L’intera opera proposta da questo sito è oggi disponibile su supporto cartaceo (fruizione obsole]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://demiurgus.wordpress.com/files/2008/04/complici-di-un-gioco-di-dadip.jpg" alt="" /></p>
<p>L’intera opera proposta da questo sito è oggi disponibile su supporto cartaceo (fruizione obsoleta ma sempre di grande impatto emotivo). “Complici di un Gioco di Dadi” raccoglie i lavori apparsi sulle pagine di Willoworld.net nel suo primo anno di vita. Potete comprarlo oppure scaricarlo gratuitamente in formato pdf. Eventuali errori presenti in queste pagine virtuali sono stati corretti per la definitiva edizione cartacea.</p>
<p><a href="http://willoworld.googlepages.com/complicidiungiocodidadi">VISITA LA PAGINA UFFICIALE DI COMPLICI DI UN GIOCO DI DADI</a></p>
<p><a href="http://willoworld.googlepages.com/edizioniwilloworld">ALTRE EDIZIONI WILLOWORLD</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[COMPLICI DI UN GIOCO DI DADI]]></title>
<link>http://utopia73.wordpress.com/?p=118</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 11:46:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>willoworld</dc:creator>
<guid>http://utopia73.wordpress.com/?p=118</guid>
<description><![CDATA[
L’intera opera proposta da questo sito è oggi disponibile su supporto cartaceo (fruizione obsole]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://utopia73.files.wordpress.com/2008/04/complici-di-un-gioco-di-dadip.jpg" alt="" width="250" height="375" /><br />
L’intera opera proposta da questo sito è oggi disponibile su supporto cartaceo (fruizione obsoleta ma sempre di grande impatto emotivo). “Complici di un Gioco di Dadi” raccoglie i lavori apparsi sulle pagine di Willoworld.net nel suo primo anno di vita. Potete comprarlo oppure scaricarlo gratuitamente in formato pdf. Eventuali errori presenti in queste pagine virtuali sono stati corretti per la definitiva edizione cartacea.</p>
<p><a href="http://willoworld.googlepages.com/complicidiungiocodidadi">VISITA LA PAGINA UFFICIALE DI COMPLICI DI UN GIOCO DI DADI</a></p>
<p><a href="http://willoworld.googlepages.com/edizioniwilloworld">ALTRE EDIZIONI WILLOWORLD</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ANTEPRIMA DI: COMPLICI DI UN GIOCO DI DADI]]></title>
<link>http://isilenti.wordpress.com/?p=361</link>
<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 12:13:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>willoworld</dc:creator>
<guid>http://isilenti.wordpress.com/?p=361</guid>
<description><![CDATA[
IL PROGETTO CHE RACCOGLIE I LAVORI APPARSI SU QUESTO SITO IN UN ANNO DI ATTIVITÁ É QUASI TERMINAT]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://isilenti.files.wordpress.com/2008/04/complici-di-un-gioco-di-dadi-copertina.jpg"><img src="http://isilenti.files.wordpress.com/2008/04/complici-di-un-gioco-di-dadi-copertina.jpg" alt="" width="249" height="372" /></a></p>
<p>IL PROGETTO CHE RACCOGLIE I LAVORI APPARSI SU QUESTO SITO IN UN ANNO DI ATTIVITÁ É QUASI TERMINATO. GIÁ LA PROSSIMA SETTIMANA SARÁ POSSIBILE ACQUISTARLO SU LULÚ OPPURE SCARICARLO GRATUITAMENTE IN FORMATO PDF.</p>
<p>Negli ultimi tre anni ho scritto molto di più di quanto non abbia mai fatto prima. Il sogno di diventare scrittore si è trasformato in una dirompente necessità; la voglia nel frattempo è solamente accresciuta e i risultati non si sono fatti mancare. Tutto questo grazie al web e alle sue molteplici risorse di comunicazione.<br />
Il desiderio di abbandonarmi al viaggio fantastico, appagato in passato con le esperienze di gioco di ruolo, mi ha spinto a utilizzare questo medium a trecentosessanta gradi. Sono nate così centinaia di pagine virtuali, e in ognuna di queste ho lasciato una parte di me. Idee, progetti, opinioni, canzonature, un palcoscenico di pixel luminosi per rappresentare le mie fantasie. Internet è essenzialmente questo; comunicazione totale e inarrestabile.<br />
Ma lasciarsi andare a questa sfrenata danza creativa non è un qualcosa di scontato. Per un anno ho cercato di coinvolgere un gruppo di amici a prendere parte a questa festa. Credevo avessero le mie stesse necessità; comunicare, capirsi, esprimersi, rappresentarsi. Ma mentre intuivo l’esistenza di questi nuovi canali di dialogo, e riuscivo ad impiegarli per soddisfare le mie necessità, molti di loro hanno dimostrato di essere distanti da questo nuovo modo di raccontarsi.<br />
Fortunatamente non tutti hanno riconosciuto la loro incompatibilità con questo mezzo. Alcuni splendidi personaggi infatti sono diventati i compagni d’avventura di questa nuova stravagante seduta di gioco. Insieme in un anno siamo riusciti a raccogliere materiale sufficiente a pubblicare un libro, un lavoro che vuole essere la testimonianza di questa grande festa della creatività..<br />
Gli autori di questi racconti, pensieri e poesie hanno tutti qualcosa in comune; il gioco di ruolo. Partendo da questa grande passione, non è stato difficile dare ascolto alle nostre voci interiori. Il risultato è una sequenza di proiezioni che scorrono su una pellicola di cellulosa, una serie di immagini codificate dalle nostre menti, pagine e pagine e pagine imbrattate da dispettose macchie colorate. È così che la immagino; una galleria d’arte allestita da un gruppo di bambini con tempere e pennelli, una classe di piccole pesti che ridono e schiamazzano con i grembiuli impiastricciati.<br />
I complici di un gioco di dadi, che si ritrovavano negli scantinati a combattere demoni e draghi, continuano a giocare. Tempi, scenari e metodi sono cambiati, ma la voglia di viaggiare con la fantasia è rimasta.<br />
Queste che seguono sono le loro nuove avventure…</p>
<p>INDICE DELLE OPERE</p>
<p>1.    Utopia<br />
2.    Lettera agli Abitanti del Futuro<br />
3.    Il Decimo Pianeta<br />
4.    I Divinatori dei Cristalli<br />
5.    La Storia di un Diario<br />
6.    Le Menti Illuminate<br />
7.    Il Santo<br />
8.    Buy More Bullets<br />
9.    Demiurgo<br />
10.    Un Giorno Come Tanti<br />
11.    Amore<br />
12.    La Città che Dorme<br />
13.    Destino di Demone<br />
14.    Grezzo Illusivo<br />
15.    Beffa la Morte<br />
16.    Il Taglio del Cordone<br />
17.    Il Re Tiranno di Babele<br />
18.    La Favola di Polvere<br />
19.    27 Secondi<br />
20.    Reporter dal Futuro<br />
21.    Cento Mostri Nascosti<br />
22.    Virtual Sothoth<br />
23.    Frost<br />
24.    La Fiera dell’Orrore<br />
25.    Dio É Alto Tre Metri<br />
26.    Il Ballo di Dionisio<br />
27.    I Veggenti del Nuovo Mondo<br />
28.    Canzone Stupida<br />
29.    Blues di Liberazione della Schiavitù<br />
30.    Il Maestro e Margherita<br />
31.    Due Favole</p>
<p><a href="http://willoworld.googlepages.com/complicidiungiocodidadi">LA PAGINA UFFICIALE</a></p>
<p>FONTE: <a href="http://willoworld.wordpress.com/">Willoworld Creativity</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TITOLO PUBBLICAZIONE 1]]></title>
<link>http://9496tm.wordpress.com/?p=12</link>
<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 21:10:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>9496tm</dc:creator>
<guid>http://9496tm.wordpress.com/?p=12</guid>
<description><![CDATA[Questo è il testo della pubblicazione 1.
Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è il testo della pubblicazione 1.</p>
<p>Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Liberatoria privacy]]></title>
<link>http://matteocervo.wordpress.com/?p=93</link>
<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 23:04:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>matteocervo</dc:creator>
<guid>http://matteocervo.wordpress.com/?p=93</guid>
<description><![CDATA[Un brevissimo post per comunicarvi che ho inserito nella pagina Tutorial,Guide ed Utili Link, il for]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un brevissimo post per comunicarvi che ho inserito nella pagina <a href="http://matteocervo.wordpress.com/tutorial/" title="Tutorial"><b><font color="#ff0000">Tutorial,Guide ed Utili Link</font></b></a>, il form scaricabile in formato word, utile come liberatoria da far firmare ai soggetti che riprendete. Capisco sia una noia ogni volta compilare questo foglio ma è bene tutelarsi.  Se volete approfondire l'argomento potete trovare ottime risposte all'indirizzo <a href="http://www.fotografi.org/privacy_fotografia.htm" title="fotografi.org" target="_blank">www.fotografi.org.</a></p>
<p>A presto!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libro Piccolo di Bugie]]></title>
<link>http://portodeisanti.wordpress.com/?p=78</link>
<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 09:36:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
<guid>http://portodeisanti.wordpress.com/?p=78</guid>
<description><![CDATA[
Dopo un’anteprima nazionale, avvenuta lo scorso maggio 2007 nel corso della prima edizione del fe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/011.jpg' title='a come erotica'><img src='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/011.jpg' alt='a come erotica' /></a></p>
<p>Dopo un’anteprima nazionale, avvenuta lo scorso maggio 2007 nel corso della prima edizione del festival Cremona in Poesia, è finalmente disponibile Libro Piccolo di Bugie, il nuovo volume a fumetti scritto da Gabriele Ferrero, autore e curatore di antologie di poesia grafica.<br />
Illustrato da autori underground del calibro di Gianluca Costantini, Claudio Parentela, Riccardo Chiereghin, Smasa, Aleksandar Zograf e Hannes Pasqualini, autore anche della copertina, Libro Piccolo di Bugie rappresenta il primo esempio di un linguaggio nuovo: la graphic poetry. L’introduzione è firmata dallo scrittore e saggista Dario Spada.<br />
Oltre che in tutte le fumetterie, Libro Piccolo di Bugie (17 x 24 cm, SP, 32 pp., b/n) può essere richiesto direttamente all’editore (<a href="mailto:info@innovationstudio.it">info@innovationstudio.it</a>) o all’autore (<a href="mailto:chidhergrun@email.it">chidhergrun@email.it</a>) al prezzo di € 3,50 + spese di spedizione.<br />
<a href="http://www.innovationstudio.it">www.innovationstudio.it</a><br />
<a href="http://chidhergrun.blogspot.com">http://chidhergrun.blogspot.com</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuova serie di V(u)oto a perdere...]]></title>
<link>http://portodeisanti.wordpress.com/2008/03/19/nuova-serie-di-vuoto-a-perdere/</link>
<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 09:01:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
<guid>http://portodeisanti.wordpress.com/2008/03/19/nuova-serie-di-vuoto-a-perdere/</guid>
<description><![CDATA[
La Coca Cola lo sa.
Testi di Elettra Stamboulis 
Disegni di Gianluca Costantini
qui: Social Design ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/coca.jpg' title='coca'><img src='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/coca.jpg' alt='coca' /></a></p>
<p>La Coca Cola lo sa.<br />
Testi di <a href="http://www.stamboulis.eu">Elettra Stamboulis </a><br />
Disegni di Gianluca Costantini</p>
<p>qui: <a href="http://sdz.aiap.it/gallerie/10064">Social Design Zine</a></p>
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<title><![CDATA[Güneri IÇOGLU su Internazionale]]></title>
<link>http://associazionemirada.wordpress.com/?p=124</link>
<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 09:28:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
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<description><![CDATA[Güneri IÇOGLU è un autore di fumetti turco. Vive a Istanbul.
Pubblicazione a cura di Associazione]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Güneri IÇOGLU è un autore di fumetti turco. Vive a Istanbul.<br />
Pubblicazione a cura di Associazione Mirada</p>
<p>Internazionale 14 / 20 marzo 2008 n.735 . anno 15</p>
<p><a href='http://associazionemirada.wordpress.com/files/2008/03/pagina01_guneri.jpg' title='guneri01'><img src='http://associazionemirada.wordpress.com/files/2008/03/pagina01_guneri.jpg' alt='guneri01' /></a></p>
<p><a href='http://associazionemirada.wordpress.com/files/2008/03/pagina02_guneri.jpg' title='guneri02'><img src='http://associazionemirada.wordpress.com/files/2008/03/pagina02_guneri.jpg' alt='guneri02' /></a></p>
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<title><![CDATA[V(u)oto a perdere]]></title>
<link>http://portodeisanti.wordpress.com/?p=58</link>
<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 09:11:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Un diario per le elezioni
Caratteristica dei periodi elettorali è l&#8217;appiattimento della disc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/copertinavoto.jpg' title='vuoto'><img src='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/copertinavoto.jpg' alt='vuoto' /></a></p>
<p>Un diario per le elezioni</p>
<p>Caratteristica dei periodi elettorali è l'appiattimento della discussione sul piano della propaganda. Dichiarazioni roboanti e perentorie, ma quasi senza alcun nesso con la vita reale di tutti i giorni.<br />
Abbiamo deciso di seguire questa campagna elettorale in un modo un po' diverso dal solito. Abbiamo invitato Elettra Stamboulis e  Gianluca Costantini a tenere una sorta di "diario" critico illustrato delle campagne in corso e del dibattito politico che si svilupperà nelle prossime settimane fino al fatidico 14 aprile: <a href="http://sdz.aiap.it/gallerie/10064">V(u)oto a perdere</a>.<br />
Giorno per giorno, potrete seguire su Sdz gli appunti disegnati di V(u)oto a perdere cliccando direttamente dal banner in alto a sinistra (da domani) o visitando la <a href="http://sdz.aiap.it/gallerie/10064">galleria</a>.<br />
Nel miracoloso clima di questi giorni – risvegli improvvisi di valori morali, dichiarazioni virginali,  lifting improvvisati — è difficile mantenere il necessario equilibrio per un sano esercizio di critica. Pensare, ricordare, resistere.<br />
V(u)oto a perdere è una storia illustrata dei nostri giorni, nella migliore tradizione del fumetto di realtà,  ed è soprattutto uno spunto per non abbassare mai la guardia cerebrale. </p>
<p>Naturalmente, come si dice in questi casi, le opinioni espresse nel "diario" qui pubblicato non necessariamente rispecchiano le opinioni della redazione o dell'Aiap.</p>
<p><a href="http://www.gianlucacostantini.com/">Gianluca Costantini</a> è un fumettista, illustratore, mosaicista e grafico (tra i suoi lavori più recenti <a href="http://sdz.aiap.it/notizie/9595">Ultimo</a> e <a href="http://sdz.aiap.it/notizie/7400">Diario di un qualunquista</a>) e insieme a <a href="http://www.stamboulis.eu/">Elettra Stamboulis</a> sono gli infaticabili organizzatori della Galleria Mirada e del Festival internazionale del fumetto di realtà Komikazen.</p>
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<title><![CDATA[Citymarket]]></title>
<link>http://portodeisanti.wordpress.com/?p=53</link>
<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 14:22:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>gianlucacostantini</dc:creator>
<guid>http://portodeisanti.wordpress.com/?p=53</guid>
<description><![CDATA[



Testo Ida Ram disegni Gianluca Costantini
da un&#8217;idea di Elettra Stamboulis e Alepop
Pubbli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/tavola1_colore.jpg' title='c1'><img src='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/tavola1_colore.jpg' alt='c1' /></a></p>
<p><a href='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/tavola2_colore.jpg' title='c2'><img src='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/tavola2_colore.jpg' alt='c2' /></a></p>
<p><a href='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/tavola3_colore.jpg' title='c3'><img src='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/tavola3_colore.jpg' alt='c3' /></a></p>
<p><a href='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/tavola4_colore.jpg' title='c4'><img src='http://portodeisanti.wordpress.com/files/2008/03/tavola4_colore.jpg' alt='c4' /></a></p>
<p>Testo Ida Ram disegni Gianluca Costantini<br />
da un'idea di Elettra Stamboulis e Alepop</p>
<p>Pubblicato su BLOGmag</p>
<p><a href="http://www.gruppohera.it/">Gruppo HERA</a> &#124; <a href="http://www.blogmag.it/">BLOGmag</a> &#124; <a href="http://www.mirada.it/">Associazione Mirada</a></p>
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<title><![CDATA[Pubblicato “Crisi dell’individuo” del filosofo Massimo Piermarini, di seguito l’introduzione curata da Davide Rossi]]></title>
<link>http://annaseghers.wordpress.com/?p=27</link>
<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 23:21:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin</dc:creator>
<guid>http://annaseghers.wordpress.com/?p=27</guid>
<description><![CDATA[Coraggio, piena condivisione del pensiero espresso, assoluta identità nella profondità dell’anal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Coraggio, piena condivisione del pensiero espresso, assoluta identità nella profondità dell’analisi, complessa, densa, articolata. Tutti questi sentimenti ci hanno convinto - come Centro Studi “Anna Seghers” ad editare questo saggio dell’amico e filosofo Massimo Piermarini, un saggio forse difficile, certamente attuale, indubbiamente necessario.<br />
Piermarini scrive: “Il vero responsabile della distruzione dell’individuo è proprio lo spirito borghese e la società di cui è l’aureola e la glorificazione.”<br />
L’autore legge il dramma e la frantumazione della nostra società. L’insicurezza come risultato del declino del sistema occidentale, la sua riduzione mediatica in termini di “pericolo esterno” agitato come diversivo, la massificazione del pensiero, un finto individualismo esasperato, che è solo un’omologazione di massa dei comportamenti, dei pensieri, dei gusti, delle scelte.</p>
<p align="justify"><!--more-->Piermarini propone una riscoperta della sollecitudine verso l’oppresso, che si trasforma in solidarietà e in azione concreta e trasformatrice dello stato di cose presenti, un percorso per un’emancipazione personale, fraterna e collettiva. Una riscoperta e una liberazione dell’individuo, una sua piena affermazione che è l’esatto opposto della miseria nella quale il crepuscolo dell’Occidente, che stiamo vivendo, condanna a sempre più precarie e periferiche condizioni di vita le donne e gli uomini, i giovani, gli anziani.<br />
La perifericità, il costante processo di alienazione, estraniazione, estromissione, nell’omologazione permanente, come ben rappresentata del rito di massa del pellegrinaggio ai grandi centri commerciali, nell’esistenza che - annullata nel suo essere sentimento e pensiero - è stata ridotta a desiderio compulsivo di acquisto e possesso di oggetti. Un desiderio che sempre meno può essere soddisfatto, per l’evidente costante e immodificabile peggioramento quotidiano delle condizioni di vita dei cittadini dell’Occidente, assolutamente inconsapevoli della non rimediabile eclissi del loro sistema occidentale, ovvero euro - statunitense, sovrastato dai mondi emergenti, a partire da Cina e India, ma anche, a suo modo, dall’America Latina e da quelle realtà africane e del vicino Oriente che hanno oramai imposto la loro dignità come argomento non discutibile degli scambi internazionali e che fino all’altro ieri, attraverso il loro asservimento, il loro sfruttamento di mano d’opera e la rapina delle materie prime hanno rappresentato di fatto il più solido elemento della crescita nel secondo dopoguerra del mondo occidentale.<br />
Piermarini tuttavia va oltre, scava, con sensibilità di filosofo capace di compiere l’assoluta e straordinaria sintesi tra il più rivoluzionario pensiero di matrice teologica cristiana e quello d’ispirazione marxista, e a volte autenticamente marxista, riconoscendo nella mercificazione e nella monetarizzazione di ogni relazione tra gli individui dell’Occidente, la parabola più bassa, il punto minimo, il decadimento estremo e silenziosamente taciuto della nostra società.<br />
L’autore è mosso da uno slancio solidale e rivoluzionario che apre una contraddizione viva, autentica, incalzante, che interroga le donne e gli uomini dell’Occidente, tutti coloro che intorno a noi ogni giorno rinunciano alla profonda individualità personale e solidale, piegandosi ad un atteggiamento passivo e remissivo rispetto alla società omologante della comunicazione consumista, lasciandosi trasformare in vittime consenzienti e impotenti, in individui rivestiti di un finto individualismo che si nutre solo di compere e acquisti, in un vuoto culturale, umano è sociale, che è il trionfo del pensiero, anzi del non pensiero di una società dominata da coloro che esercitano il dominio attraverso i mezzi di (dis)informazione, veri potenti strumenti di comunicazione prestabilita e indirizzata alla spersonalizzazione e alla vera e propria produzione di un (sotto)cittadino monetizzabile.<br />
Piermarini è tuttavia autore complesso, carico di fascino, intensamente  emotivo, le sue pagine colgono, della miserevole condizione della società occidentale d’oggi, l’assoluto annientamento della certezza della speranza, che non ha nulla da spartire con il diffuso miracolismo della disperazione, con le fedi a buon mercato spacciate senza vergogna da imbonitori di mediocre per quanto riuscito successo. La certezza della speranza, che Piermarini recupera attraverso un percorso coinvolgente e pieno di meditate e riflessive ricostruzioni storico – filosofiche, è la certezza di quella trasformazione totale e immediata che è stata il cuore di ogni progetto rivoluzionario di trasformazione profonda, quindi, autentica e per certi aspetti totale, del presente.<br />
Scrive Piermarini: La critica della società presuppone la fiducia nella possibilità della transizione e del cambiamento qualitativo della sua natura e la possibilità per gli individui associati di collaborare ad essa, mentre la paralisi dell’azione rende inconsistente la speranza di tradurre in realtà questa aspettativa. Il risultato non può essere che la disperazione, cioè il trionfo del disamore e il disconoscimento della carità, cioè l’”ateismo” in senso forte (dostojevskiano) come rifiuto dell’amore.”<br />
Ma poiché la transizione e il cambiamento, nella società occidentale di oggi presupporrebbero un rivoluzionamento totale di quelli che sono i modelli, gli stili, i metodi di vita, scaturiti e consolidatisi nel corso della guerra fredda con la sua vittoria, per altro molto poco solida come mostra l’attuale quadro internazionale, ecco allora che l’Occidente cerca di dilazionare la sua fine con l’annientamento dell’amore, seme fondamentale della relazione tra gli individui. E infatti, per quanto si faccia in Occidente un gran parlare di “amore”, la mercificazione delle relazioni è tema ampiamente documentato da Piermarini, che legge a ragione, nel soffocamento di ogni pensiero di speranza, una abile mossa di contenimento del cambiamento attraverso la mortificazione e l’annientamento della dignità dell’uomo.<br />
Piermarini, di fronte alla costante falsificazione del revisionismo storico, ripristina le esatte coordinate entro le quali di fatto da sempre si è mosso il movimento progressivo, infatti scrive: “L’irruzione dinamica del regno di Dio, però, si fa attendere. Ancora vige ”l'impero delle tenebre” (Luca 22:53). Il rivoluzionario non ha pazienza e vuole accorciare i tempi.”<br />
Nelle sue parole freme quel filo di comportamenti, analisi e proposte che congiunge nell’arco dei secoli i progetti egualitari, inscindibilmente fratelli tra loro, dalla rivolta di Spartaco al pauperismo di Catari e Valdesi, dalle rivolte contadine tedesche alla grande Rivoluzione d’Ottobre.<br />
L’autore è chiarissimo quando esplicita come il sistema occidentale, privo di futuro e di aspettativa, cerchi di soffocare questi sentimenti de – individualizzando gli individui, privandoli della capacità di analisi, omologandoli, negando loro la possibilità di associarsi, di riconoscersi nell’amore, fondamento di più grandi solidarietà collettive.<br />
Ma Piermarini è filosofo autentico, non si limita ad una semplice analisi, propone, ci offre una possibilità, ci aiuta a intravederla. Scrive: “L’etica, cioè il rapporto con la sfera della trascendenza all’interno dell’esperienza immanente della storia, segna un orizzonte di pratiche virtuose. … l’azione è il frutto della coscienza matura, la manifestazione di una tensione inascoltata e di un’intenzione incompiuta.”<br />
Una nuova sensibilità etica, capace di memoria e proprio perché consapevole della sua poliedrica ricchezza culturale, della sua intrinseca umanità, quindi interculturale e aperta, è capace di recuperare, ripristinare, ridiscutere e riaccendere il fuoco meraviglioso e assoluto della speranza di una trasformazione radicale, profonda, esperienzialmente totale, rivoluzionaria.</p>
<p><b> Come sempre la pubblicazione può essere richiesta al nostro centro studi.</b></p>
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