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	<title>questione-laica &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/questione-laica/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "questione-laica"</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 09:16:36 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il nuovo che avanza]]></title>
<link>http://articolo2.wordpress.com/?p=1126</link>
<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 23:26:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fr.</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
C’ero anch’io ieri all’Assemblea costituente del PD. Si badi: non nelle vesti del militante ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"> <img src="http://articolo2.wordpress.com/files/2008/02/nascita.jpg" alt="nascita.jpg" /></p>
<p align="justify"><font color="#339966"><span style="font-size:10pt;font-family:Georgia;">C’ero anch’io ieri all’Assemblea costituente del PD. Si badi: non nelle vesti del militante allocco, ma in quelle più appaganti di osservatore critico. Come molti sanno, queste assemblee si fondano sul <i>pour parler</i>: interventi a raffica, uno dopo l’altro; una giusta dose di demagogia; e una serie di promesse fasulle accompagnate, tuttavia, da non pochi applausi scroscianti della folla.<br />
Il filo conduttore di tutti gli interventi è stato il concetto della <i>novità</i>. Della serie: Berlusconi è il passato, il vecchio, il PD è il nuovo. Come se avessimo dimenticato che i vari Veltroni, D’Alema, Rutelli, Prodi, sono in politica da trent’anni; come se nascondersi dietro una nuova simbologia già, di per sé, bastasse a ringiovanire.<br />
Insomma, da una parte, si ringiovanisce coi lifting, dall’altra, con la mera ridisegnazione di un simbolo. <i>C’est l’Italie</i>!<br />
La mattinata era gelida di per sé, ma Prodi (presidente emerito del PD) – che ha aperto le danze –  è riuscito a gelarmi più del freddo.<br />
Ebbene – dopo pochi minuti – il vecchio democristiano rifacendosi al Manifesto dei valori dello stesso partito, ha affermato un concetto che va nella direzione opposta del concetto di laicità, e cioè che è giusto «<i>dare rilevanza pubblica alla dimensione religiosa</i>». Si aggiunga, altresì, che il Manifesto dei valori, all’atto della sua approvazione, ha visto un solo voto contrario (giusto per ribadire il carattere democratico del partito).<br />
Perciò, il PD e il suo presidente, per questo aspetto, non possono non meritare un secco <i>due meno</i>.<br />
Dopo Prodi arriva il leader del movimento: mister Veltroni (<i>alias </i>mister <i>ma anche</i>). Il suo discorso parte bene, improntato su buoni propositi, come ad esempio la ferrea decisione di «<i>dare spazio ai giovani e alla meritocrazia</i>», cazzo! Peccato però che il giovane meritocratico a cui si riferiva il candidato premier era – pensate un po’ – il figlio di Colaninno, Matteo. Che sarà di sicuro giovane, ma non è altrettanto sicuro tuttavia - salvo prova contraria - che si tratti di un giovane meritevole. Ad ogni modo, (suo) papà è riuscito a ficcarlo in politica, e se prenderà posto in Parlamento avrà diritto ad uno stipendio mensile fisso di 14 mila euro netti, indennità varie e precoce pensione. Pensate il leader dalla double W ha avuto pure il barbaro coraggio di presentarlo, gioiosamente, alla platea.<br />
Quei buoni propositi, già fortemente insiedati dal figlio di Colaninno, verrano in seguito affossati quando lo stesso candidato premier afferma che il PD sarà rappresentato da tutte le classi sociali, anche da operai. Dico questo perché il giovane operaio di cui parlava è un sopravvissuto della Thyssen, e non un operaio qualsiasi. Si tratta cioè  di un'operaio speciale, che al nuovo partito – in sostanza – serve come il pane, perché capace – come è evidente – di muovere un cumulo di voti. Dopo l’annuncio (altrettanto gioioso) la platea militante applaude – come al solito – soddisfatta, senza sferrare un men che minimo giudizio critico sul reale motivo di quella scelta.<br />
Anche sotto questo aspetto il PD non supera il 2 meno.<br />
Arriva D’Alema, parla e fa ironia. A dire il vero è stato l’unico intervento apprezzabile. Ha un amico all’estero, il nostro Massimo, che alla notizia della caduta del governo per mano di Mastella, gli ha detto che “<i>è uno strano paese il vostro</i>”. Mi ricorda tanto <a href="http://articolo2.wordpress.com/2007/10/12/lamico-husky/" target="_blank">il mio amico Husky, che in tempi non sospetti soleva manifestarmi il medesimo pensiero</a>. Ad ogni modo, arrivato alle sue battute finali, anch’esso tocca il fondo quando afferma che “<i>l’Italia ha necessariamente bisogno di un premier contemporaneo</i> (cioè Veltroni) e <i>non di un reperto archeologico tirato a nuovo…</i>”. Beh! Cinque meno meno!<br />
Rutelli non ce l’ho fatta: avrei accettato volentieri un sassata in testa, ma non Rutelli. Allorché – con l’intento di placare le mie ire – mi sono diretto verso il servizio ristoro dove, dopo aver divorato un panino con rucola, ho degustato un ottimo caffè, accompagnato da quattro ferrero Rocher.<br />
Intorno a me molti politici: alcuni in approccio amoroso con qualche aspirante collega. Si sa, la politica può smuovere una montagna, figuriamoci due chiappe.</span></font></p>
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<title><![CDATA[Il nodo etico]]></title>
<link>http://lacatasta.wordpress.com/2007/12/31/il-nodo-etico/</link>
<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 08:15:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>lacatasta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho seguito con molto interesse il dibattito circa la possibilità di convivenza all&#8217;interno de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><img border="2" vspace="6" align="left" width="83" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:QGm1Qam5NN5pTM:http://bp1.blogger.com/_VXF8Vm4uOKc/RceUxSZ3F5I/AAAAAAAAAdc/Uoveu47lBBQ/s320/binetti.jpg" hspace="6" alt="Paola " height="110" />Ho seguito con molto interesse il dibattito circa la possibilità di convivenza all'interno del Partito Democratico dell'anima atea (la definizione è di Scalfari) e di quella teo-dem. I campioni dei due opposti schieramenti - Piergiorgio Odifreddi e la senatrice Binetti - si sono confrontati sulle pagine de "La Stampa", dopodichè la discussione è proseguita su <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/politica/partito-democratico-16/odifreddi-pd-laicita/odifreddi-pd-laicita.html" title="La laicità e la vergogna">giornali</a> e<a target="_blank" href="http://www.suzukimaruti.it/2007/12/30/o-scegli-me-o-scegli-lei-sfogo-politico-con-letterina-finale/" title="Suzukimaruti su Binetti &#38; Co."> blog</a>.</div>
<p>Premetto che nè la Binetti nè Odifreddi riscuotono le mie simpatie. I loro atteggiamenti da ultrà dei rispettivi schieramenti mi sembrano controproduttivi e inconciliabili con la natura stessa del PD, nato per unire e dunque figlio del compromesso. In Italia la parola "compromesso" ha assunto una connotazione negativa, in realtà qui è sinonimo di presa di coscienza che l'unione (con la enne minuscola) in politica fa la forza, nella consapevolezza che la ricerca del bene pubblico e del miglioramento della società in cui viviamo siano primari rispetto alle differenze.</p>
<p>Il PD avrà un futuro se sarà in grado di sciogliere da subito il cosiddetto "nodo etico" e questo sarà possibile solo accantonando sterili atteggiamenti barricaderi. Così non potrà più essere ammesso che un senatore voti contro la fiducia al proprio governo perchè una norma non riscuote la sua approvazione: c'è tempo e luogo per discuterne, ma in aula si va compatti altrimenti non c'è legge elettorale antiframmentazione che tenga. Così dovranno essere abbandonati i toni anticlericali alla Odifreddi, perchè bisogna rendersi conto che per almeno metà dell'elettorato del PD, rappresentano retaggi di un passato da mangiatori d bambini.</p>
<p>Certo è che la maggioranza dei membri del PD di entrambe le provenienze - rossa e bianca - sono più concilianti e costruttivi. Così la Bindi e Letta sono cattolici ma realmente progressisti e riformisti, così nei D.S. la maggioranza fa fatica a seguire i toni antipapisti di Odifreddi. E' su queste basi che l'azione unificatrice di Veltroni può trovare terreno fertile per impiantare l'azione politica riformista del nuovo soggetto politico di centrosinistra. E se si dovrà fare a meno della Binetti, penso che tutto l'elettorato del PD se ne farà una ragione.</p>
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