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	<title>quiz-e-giochi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "quiz-e-giochi"</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 22:01:41 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Libri - "La ghigliottina"]]></title>
<link>http://antoniogenna.wordpress.com/?p=12078</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 06:32:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fino a metà aprile, quando si è conclusa l&#8217;edizione 2007/08, era un appuntamento abituale pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-12079 alignright" style="float:right;" src="http://antoniogenna.wordpress.com/files/2008/06/laghigliottina.jpg" alt="\" width="197" height="197" /><span class="tcorpotesto">Fino a metà aprile, quando si è conclusa l'edizione 2007/08, era un appuntamento abituale per milioni di telespettatori prima del Tg serale: sto parlando della "Ghigliottina", il gioco finale del quiz di RaiUno condotto da Carlo Conti<strong> "L'eredità"</strong>, che da tre anni ha raggiunto numeri da fenomeno ed ascolti record: lo scopo consiste nell'</span>indovinare la parola che si abbina con tutti e cinque gli indizi presentati dal conduttore ed indovinati dal concorrente<span class="tcorpotesto">. Tra i fan del gioco anche personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, come il deejay radiofonico Linus e lo scrittore </span>Umberto Eco, che ha confessato di sfidare gli amici ad indovinare la parola che si cela dietro la cinquina fornita nel quiz preserale.<br />
Dato che per ora il gioco è in pausa estiva, in attesa di riprendere a settembre, a colmare un po' la mancanza di nuovi quiz è arrivato il libro<strong> </strong><span class="tcorpotesto"><strong>"La ghigliottina - 300 giochi da risolvere"</strong> (Mondadori, 418 pagine, prezzo 10 €), che raccoglie 300 cinquine di parole, scritte da Carlo Conti, Mario D'Amico, Emanuele Giovannini, Umberto Sebastiano e Leopoldo Siano, tutte suddivise per livello di difficoltà (facile, medio, difficile) e corredate di soluzioni e spiegazioni.</span><br />
Come affermato da Conti: "La Ghigliottina sarà ancora uno dei pezzi forti dell'Eredità da settembre: il segreto è che fa funzionare il cervello, e che chiunque può indovinare, senza distinzioni culturali. Una dritta per risolverle: riflettete sulle parole e aspettate che si accenda una lampadina, da quella provate a legare anche le altre parole. Se almeno tre su cinque combaciano, allora siete sulla buona strada".<br />
Vi propongo di seguito una "Ghigliottina" di livello difficile tratta dal volume, che potete provare a <strong>risolvere </strong>lasciando la risposta (con correlate motivazioni) in uno dei commenti, prima che io fornisca la soluzione.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>SCRITTORE<br />
VENDERE<br />
POSTO<br />
DISEGNO<br />
PARTENZA</strong></p>
<p style="text-align:left;">A seguire, vi propongo un esempio di risoluzione di una "Ghigliottina" facile.<!--more--></p>
<p style="text-align:left;">Se le parole indicate fossero:</p>
<p style="text-align:center;"><strong>NOIA<br />
BIANCA<br />
PELLICOLA<br />
REGINA<br />
SCHIAFFO<br />
</strong></p>
<p style="text-align:left;">la risposta sarebbe la parola <strong>PIZZA</strong>, perchè:</p>
<ol>
<li>Noia: l'esclamazione "Che pizza!" è sinonimo di "Che noia!".</li>
<li>Bianca: la pizza bianca, ovvero quella senza pomodoro.</li>
<li>Pellicola: in gergo cinematografico, la pizza è la scatola metallica che contiene la pellicola cinematografica, diventando per estensione sinonimo della stessa pellicola.</li>
<li>Regina: la pizza più conosciuta, la "Margherita", venne inventata alla fine dell'800 dal pizzaiolo campano Raffaele Esposito, che la dedicò alla Regina Margherita di Savoia.</li>
<li>Schiaffo: in romanesco "pizza" è sinonimo di "schiaffo".</li>
</ol>
<p>Provate ora a <strong>risolvere </strong>la cinquina indicata più sopra, che ripeto di seguito, indicando anche le motivazioni della vostra risposta:</p>
<p style="text-align:center;"><strong>SCRITTORE<br />
VENDERE<br />
POSTO<br />
DISEGNO<br />
PARTENZA</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libri - "L'orizzonte verticale", con intervista a Stefano Bartezzaghi]]></title>
<link>http://antoniogenna.wordpress.com/?p=10173</link>
<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 15:45:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio</dc:creator>
<guid>http://antoniogenna.wordpress.com/?p=10173</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; in vendita da novembre 2007 nelle librerie italiane &#8220;L&#8217;orizzonte verticale - In]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://antoniogenna.wordpress.com/files/2008/02/lorizzonteverticale.jpg" alt="“L’orizzonte verticale”" align="right" />E' in vendita da novembre 2007 nelle librerie italiane<b> "L'orizzonte verticale - Invenzione e storia del cruciverba"</b> (382 pagine, Einaudi, prezzo 24 €), un interessante e completo volume di <b>Stefano Bartezzaghi </b>che per primo in Italia ricostruisce la storia del <b>cruciverba</b>, passatempo linguistico apprezzato da milioni di italiani (più di un milione sono le copie vendute settimanalmente della popolare "Settimana Enigmistica") e con opportune varianti anche negli altri Paesi del mondo. Appassionante come un romanzo, il libro ricostruisce la nascita del cruciverba all'interno del quadro storico del Novecento, propone un'analisi dell'arrivo in Italia e del debutto delle riviste di enigmistica, alcune delle quali esistono ancora oggi, e propone poi un excursus ed approfondimenti; non manca un ritratto conclusivo di Piero Bartezzaghi, padre dell'autore e storico autore di difficili schemi di parole crociate per la "Settimana Enigmistica".<br />
In occasione della pubblicazione del libro ho avuto modo di rivolgere una breve <b>intervista </b>al dott. Stefano Bartezzaghi, che vi propongo di seguito.</p>
<p><b>Lei è figlio di Piero, bravissimo enigmista e per molti anni autore del tradizionalmente difficile "cruciverba della pagina 41" della "Settimana Enigmistica". In che modo ha influito nella sua vita e nelle sue attività la presenza di suo padre?</b><br />
Mio padre aveva un suo uso del linguaggio, anche nella conversazione familiare, e quindi in famiglia abbiamo sempre parlato in modo un po' strano. Poi naturalmente ho avuto accesso alle tecniche dell'enigmistica per una via molto naturale, e in tempi molto precoci.<br />
<b>"L'orizzonte verticale" è il primo libro italiano interamente dedicato al mondo dei cruciverba, ed è appassionante quanto un romanzo: quanto tempo le è servito per prepararlo? A chi consiglierebbe principalmente di leggerlo?</b><br />
E' un libro che ho scritto in dieci anni, durante i quali ho fatto anche altre cose, ma in cui è stato come un pensiero fisso. Ora non me la sento di consigliarlo in particolare a nessuno: ci tengo solo a dirlo che mentre lo scrivevo non ho mai pensato a un lettore particolarmente appassionato o esperto di enigmistica. Quel che spero è di avere scritto una storia del Novecento, da un punto di vista molto particolare: ma non occorre alcuna esperienza enigmistica per leggerla.<!--more--><br />
<b>Dalla pubblicazione del primo cruciverba (il 21 dicembre 1913 sullo statunitense "New York World") è passata molta acqua sotto i ponti: come mai il cruciverba è un tipo di gioco così longevo ed è ancora oggi amato da milioni di appassionati di enigmistica in tutto il mondo?</b><br />
Penso che un motivo sia, fra le altre cose, la capacità che ha  il cruciverba di rinnovare la sfida, inglobando tutte le parole e le nozioni nuove che si vengono a creare.<br />
<b>Il volume è suddiviso nelle due parti "Orizzonte" e "Verticale": potrebbe riassumere di cosa tratta ciascuna delle due sezioni?</b><br />
La parte "orizzontale" segue lo sviluppo storico, dal 1913 a oggi, con qualche andirivieni sulla linea del tempo. La parte "verticale" contiene una serie di approfondimenti, dei sondaggi sulla tecnica del cruciverba e sui suoi incroci con le altre discipline del Novecento, a partire dall'arte e dalla letteratura.<br />
<b>Il cruciverba è abbastanza "uguale" in tutto il mondo, o nella sua ricerca di preparazione per il libro ha scoperto delle curiosità relative agli adattamenti nei vari Paesi?</b><br />
La maggiore sorpresa, per me, è stato vedere come il cruciverba è stato diversamente adattato alle culture nazionali. Non è neppure un problema linguistico: il cruciverba inglese, per esempio, è immensamente diverso da quello americano, anche se le differenze fra le due lingue sono davvero minime.<br />
<b>Per i lettori della "Repubblica", tra cui mi annovero anch'io, è imperdibile il suo appuntamento settimanale con lo spazio "Lessico e nuvole" del "Venerdì" (che diventa quotidiano sul sito web del giornale): cosa ne pensa di questa esperienza?</b><br />
Non ho molti pensieri, al riguardo: è il mio lavoro da vent'anni, sul <i>Venerdì</i> da sette anni. In questi anni è cambiato molto, soprattutto per l'introduzione della posta elettronica e per la versione quotidiana e web della mia rubrica. Ma la cosa bella non è cambiata: è giocare con i lettori, che rispondono alle mie sollecitazioni dandomene di nuove.<br />
<b>Ha dei progetti in cantiere che vuole anticipare?</b><br />
Anche volendo, potrei dire ben poco: dopo l'uscita dell'<i>Orizzonte verticale</i> non ho ancora messo in programmazione nulla. Proseguo a curare le rubriche per <i>Repubblica</i>, la collana di libri <i>Rebus</i> per Einaudi e le mie altre attività abituali.<br />
<b>In conclusione, mettiamo nuovamente alla prova la sua abilità ludo linguistica: provi a dare una definizione da cruciverba per la parola "cruciverba".</b><br />
"Parole alla griglia", direi.</p>
<p>In conclusione, riporto la sinossi del libro presente nella quarta di copertina del volume:</p>
<blockquote><p><i>Presente da quasi un  secolo su tutti i giornali del mondo, assente da qualsiasi storia del  giornalismo, del costume, della lingua, il cruciverba è l'inavvertito elefante  che siede nel salotto della comunicazione del Novecento. Molti lo ritengono piú  antico di quello che è: eppure non poteva che nascere nella New York degli anni  Dieci, contemporaneamente a tutto ciò che ha costituito l'orizzonte del moderno,  dalla catena di montaggio al cubismo, dal giornalismo dei reportage alla musica  jazz.<br />
Vuoto, il cruciverba è una griglia ortogonale di caselle; pieno, è un  caleidoscopio alfabetico in cui si frammentano e si ricompongono le parole della  lingua e i nomi del mondo, dando la possibilità ai lettori di verificare le  proprie conoscenze in una sfida con se stessi, circoscritta a una percorrenza in  metropolitana o a una sosta in poltrona durante il weekend.<br />
La storia del  cruciverba è anche un romanzo. I suoi personaggi sono tutti straordinariamente  eccentrici (e apparentemente tutti «normali»), i suoi dialoghi collegano  definizioni indiziarie e soluzioni congetturali, la sua ambientazione è la  metropoli, con i suoi giornali, i suoi grattacieli, i suoi mezzi di  trasporto.<br />
A questa storia si incrociano affondi saggistici e un viaggio per  immagini: i casellari a schema piú o meno libero occhieggiano da quadri,  architetture, oggetti di design, abiti di alta moda, persino costumi da bagno, e  il linguaggio delle definizioni e delle soluzioni ritorna in romanzi, poesie,  test di intelligenza, titoli di giornale.</i><br />
<i><b>L'orizzonte  verticale</b> è il primo libro italiano interamente dedicato al cruciverba, alla  sua storia e al mondo che, per gioco e per frammenti, vi si è  rispecchiato.</i></p>
<p>Per secoli e secoli  l'invenzione del cruciverba è stata nell'aria. Dai primissimi andirivieni della  scrittura nello spazio piano fino alla frenesia degli ultimi decenni  dell'Ottocento, quando i precursori si affollavano e l'imminenza davvero si  respirava, il cruciverba è stato lí lí per accadere. L'accumulo delle condizioni  necessarie sarebbe prima o poi precipitato: tuttavia la scelta del tempo e del  luogo di questa invenzione non sarebbe toccata al Caso».<i><br />
Il 21 dicembre  1913 era una domenica. Il passante newyorkese che avesse acquistato una copia  del "New York World" - il giornale quotidiano che era stato rifondato e portato  al successo da Joseph Pulitzer - si sarebbe trovato fra le mani un involto molto  piú voluminoso che negli altri giorni della settimana».</i></p>
<p><b>L'autore<br />
</b> <img src="http://antoniogenna.wordpress.com/files/2008/02/bartezzaghi.jpg" alt="Stefano Bartezzaghi" align="right" /><b>Stefano Bartezzaghi</b> (Milano, 1962) collabora dal 2000 a «Repubblica» con  la rubrica <i>Lessico e Nuvole</i> (ogni settimana sul «Venerdí» e ogni giorno  su <a href="http://www.repubblica.it/" target="_blank">www.repubblica.it</a>). Ha  pubblicato <i>Accavallavacca</i> (Bompiani 1992 e 2003), <i>Anno Sabbatico</i>  (Bompiani 1995), entrambi in parte tratti dalla <i>Posta in gioco</i>; <i>Sfiga  all'Ok Corral </i>(Einaudi 1998), tratto da un gioco collettivo giocato su  Internet; <i>Lezioni di enigmistica </i>(Einaudi 2001), <i>Incontri con la  Sfinge</i> (Einaudi 2004), <i>Non ne ho la più squallida idea</i> (Mondadori  2006), <i>La posta in gioco</i> (Einaudi 2006), <i>L'orizzonte verticale</i>  (Einaudi 2007).</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libri - "I Telefilm a test"]]></title>
<link>http://antoniogenna.wordpress.com/2007/07/27/libri-i-telefilm-a-test/</link>
<pubDate>Fri, 27 Jul 2007 15:10:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio</dc:creator>
<guid>http://antoniogenna.wordpress.com/2007/07/27/libri-i-telefilm-a-test/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;I Telefilm a test&#8221; è un nuovo volume scritto da Igor Vazzaz (Alpha Test, 11,50 €,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img border="0" align="right" width="191" src="http://antoniogenna.wordpress.com/files/2007/07/itelefilmatest.jpg" alt="“I Telefilm a test”" height="294" />"I Telefilm a test"</strong> è un nuovo volume scritto da Igor Vazzaz (Alpha Test, 11,50 €, prefazione di Aldo Grasso) dedicato a tutti gli appassionati di telefilm che troveranno ben 336 domande a risposta multipla sulle serie TV trasmesse in Italia negli anni 1975 - 1990 (non sono dunque presenti le serie degli ultimi anni, ma ci sono serie e sit-com prodotte negli USA dagli anni 1950 in poi): tra le tante, sono oggetto di domande <strong>I Jefferson</strong>, <strong>Happy Days</strong>, <strong>Hazzard</strong>, <strong>Il prigioniero</strong>, <strong>Le strade di San Francisco</strong>, <strong>Vita da strega</strong> e <strong>Batman</strong>.<br />
Il libro è suddiviso in sei capitoli tematici: "Streghe, maghi, alieni e robot", "Capi, colleghi e posti di lavoro", "Inseguimenti e pallottole", "Scuole e scolari", "Eroi e supereroi", "Telecase e telefamiglie". Vi propongo di seguito <strong>sei domande</strong> scelte tra tutte quelle presenti nel volume, per avere un succoso assaggio di quanto troverete; le risposte sono in fondo al post.</p>
<ol>
<li><strong>Hazzard</strong> è una cittadina dalla vita movimentata, tra contrabbandieri, malviventi di passaggio e varia umanità che compone il coro di personaggi secondari del telefilm, spesso divisi tra amici e nemici dei Duke. Tra queste figure di secondo piano, chi è Cletus?<br />
A) Il cugino di Bo e Luke<br />
B) Il capo di Rosco<br />
C) Il meccanico<br />
D) Il nipote di Boss</li>
<li>Nel telefilm <strong>Wonder Woman</strong> trasmesso in Italia, con Lynda Carter nei panni della protagonista, quale particolare azione permette a Diana Prince di assumere le sembianze e i poteri di Wonder Woman?<br />
A) Il movimento del naso<br />
B) Il cambio di costume in una cabina del telefono<br />
C) Il lancio dei bracciali e della cintura<br />
D) Un avvitamento a velocità supersonica</li>
<li><strong>John Koenig</strong> (Martin Landau) è a capo della base lunare di <strong>Spazio 1999</strong>, e guida lo staff tecnico della stazione satellitare. Dalla Luna, i protagonisti si muovono per esplorare lo spazio in cerca di pianeti abitabili, entrando spesso in contatto con forze aliene. Come si chiamano i mezzi volanti utilizzati?<br />
A) Viper<br />
B) Millennium Falcon<br />
C) Aquila<br />
D) A112</li>
<li>Pronto a tutto, con qualsiasi mezzo: questo uno dei possibili motti che descrivono l'attitudine dell'agente segreto <strong>MacGyver</strong>, in grado di uscire da qualsiasi impiccio grazie all'uso di sorprendenti mezzi di fortuna. Benché il protagonista venga sempre chiamato per cognome, in alcune rare occasioni è possibile dedurne anche il nome di battesimo. Qual è?<br />
A) Angus<br />
B) Malcolm<br />
C) Quincy<br />
D) Rufus</li>
<li><strong>Robin Williams</strong> raggiunge la fama grazie all'interpretazione di un extraterrestre in una serie TV di successo, <strong>Mork e Mindy</strong>. Ma in quale tra le seguenti sitcom debutta il personaggio che sarà interpretato dall'attore di "L'attimo fuggente"?<br />
A) Happy Days<br />
B) Spazio 1999<br />
C) I cinque del quinto piano<br />
D) Strega per amore</li>
<li>Quanto pesa la collana d'oro perennemente indossata da <strong>Mister T</strong>?<br />
A) Tra 13 e 15 chilogrammi<br />
B) Tra 2 e 5 chilogrammi<br />
C) Tra 6 e 8 chilogrammi<br />
D) Tra 9 e 13 chilogrammi</li>
</ol>
<p><!--more-->Prima delle risposte, ecco una <strong>presentazione</strong> del volume e dell'autore.</p>
<blockquote><p><strong>Il libro<br />
</strong>Si sa. Mettete un branco di trenta-quarantenni una sera a cena, e finiranno a cantare le canzoni dei cartoni animati e a farsi domande sui telefilm che guardavano da ragazzini. Questo libro è scritto per loro e per tutti quelli che hanno amato Happy Days, I Robinson, Saranno famosi, La famiglia Addams, Mork &#38; Mindy...<br />
Domande, giochi e curiosità per tornare con la memoria alla televisione degli anni tra il 1975 e il 1990, l'età d'oro della produzione delle serie tv. Quelle che ci sono rimaste nel cuore, quelle che non a caso tornano a fare capolino in edicola. Buona visione.</p>
<p><strong>L'autore</strong><br />
Igor Vazzaz, viareggino di origine friulana, è dottore di ricerca in Storia del teatro e ha pubblicato saggi su Roberto Benigni e Alessandro Benvenuti. Collabora con le Università di Pisa e Firenze, è critico teatrale e scrive su <em>Giudizio Universale</em>. Prima o poi riuscirà a terminare il disco con la sua band di musica etnosurf e melodica peninsulare, i Tarantola 31. Il suo telefilm preferito è <em>Sanford and Son</em>. O forse <em>Pappa e ciccia</em>. O forse <em>Arcibaldo</em>...</p>
<p><strong>Il vignettista</strong><br />
Giovanni Vannini, milanese, umorista, copywriter, disegnatore di fumetti e portinaio, dopo la laurea in Scienze politiche ha frequentato la Scuola d'Arte applicata del Castello Sforzesco.</p></blockquote>
<p>Ed ecco le <strong>risposte</strong> (con le <strong>curiosità</strong> correlate) alle sei domande che vi ho proposto sopra.</p>
<ol>
<li>Cletus Hogg, interpretato da Rick Hurst, è innanzitutto nipote di Boss (<strong>risposta D</strong>); diventa vice di Rosco P. Coltrane a seguito del "trasferimento" del primo aiutante dello sceriffo Enos Strate (Sonny Shroyer) in occasione dello spin-off a lui interamente dedicato (Enos). Dopo una sola stagione, non avendo riscosso successo con il telefilm a lui dedicato, Enos torna alla base a formare, con Cletus e Rosco, un trio che i Duke non smettono mai di beffare.</li>
<li>Il telefilm con Lynda Carter è di certo la più convincente realizzazione video di Wonder Woman, arrivata così al terzo tentativo. Infatti, la ABC decide, nel 1976, di produrre The New Original Wonder Woman, ossia l'unica serie che giunge anche in Italia. Molto più fedele alle strisce rispetto ai precedenti, questo riuscito tentativo presenta ugualmente alcune differenze: il superpotere di Wonder Woman risiede nella cintura e non, come vorrebbe il fumetto, nei bracciali; il legame mitologico con la dea Afrodite è inesistente, mentre è presente la lotta contro i nazisti; il personaggio di Lynda Carter riesce a simulare il timbro vocale di chiunque, facoltà assente dalle strisce. La sequenza che vede Diana Prince in avvitamento alla scopo di trasformarsi in Wonder Woman (<strong>risposta D</strong>) è, peraltro, un'idea che la stessa attrice suggerisce agli autori.</li>
<li>La base Alpha ha in dotazione undici navicelle Aquila (<strong>risposta C</strong>), sebbene nel corso della sola prima stagione le astronavi distrutte ammontino a quattordici.<br />
È interessante la relazione tra i modelli Aquila e l'elaborazione del Millennium Falcon, ossia la nave che in Guerre Stellari (George Lucas, 1977) è guidata da Han Solo (Harrison Ford): alla visione del primo modello approntato dai tecnici, George Lucas lamenta l'eccessiva somiglianza con quelli di Spazio 1999, costringendo a operare una significativa modifica al design.<br />
Un grande fan di questa serie britannica è Isaac Asimov, che sottolinea l'accurato lavoro effettistico nel riprodurre la bassa gravità lunare, sebbene, dalle colonne di The New York Times, si mostri dubbioso sulla possibilità che nel 1999 sia possibile un avanzamento della tecnologia umana tale da permettere il controllo a tutti gli effetti della superficie lunare.</li>
<li>Nel corso di un episodio in cui Mac sogna di trovarsi in epoca medievale, si scopre che il suo nome di battesimo è Angus (<strong>risposta A</strong>). La cosa resta sino a quel punto un mistero, più o meno come accade per il protagonista di Quincy (interpretato da Jack Klugmann), altro poliziesco degli anni Settanta. Serie dotata di innegabile senso dell'umorismo, MacGyver (nata nel 1985) unisce un sincero interesse per le materie scientifiche, che Mac conosce evidentemente molto bene, alla capacità di utilizzare qualsiasi oggetto comune per risolvere i più svariati problemi. Leggendario, tra gli strumenti del protagonista, il coltellino multiuso svizzero, ma sono altri arnesi, sfruttati in modo sorprendente, a garantire il successo di questo particolare agente segreto: come è stato notato da più parti, MacGyver sembra una versione povera (o parodica) del ben più accessoriato James Bond.</li>
<li>Mork è l'alieno che entra in contatto con Richie Cunningham in più di una puntata di Happy Days (<strong>risposta A</strong>). Non a caso, il creatore delle due serie è lo stesso: Garry Marshall. Mork e Mindy è dunque un vero e proprio spin-off della serie di Fonzie &#38; co.: l'episodio in cui Mork compare per la prima volta in Happy Days si intitola "Fantascienza" e vede l'alieno tentare di rapire il rampollo di casa Cunningham. Nella sua prima scena, Mork sta guardando in televisione il programma The Andy Griffith Show in cui recita davvero un Ron Howard bambino. Mork afferma di apprezzare particolarmente Opie, il personaggio interpretato dal piccolo Ron.<br />
Nel corso del casting per un alieno da inserire in una puntata di Happy Days, Garry Marshall chiede allo sconosciuto Robin Williams di sedersi: il giovane attore si mette su una poltrona a testa in giù, col risultato che Marshall chiude le audizioni e afferma di aver trovato l'alieno che cercava.</li>
<li>Anche in questo caso la risposta esatta è la <strong>A</strong>. Una delle frasi memorabili di Mister T, al secolo Lawrence Tureaud, nato da una famiglia povera di Chicago, è: «I believe in Golden Rule... The Man with the Gold... Rules» (Credo nella legge aurea: è l'uomo che ha l'oro a dettare legge). Divenuta quasi un segno di riconoscimento, l'attore e atleta ha smesso di indossare la collana d'oro soltanto di recente, a seguito del disastro dovuto al ciclone Katrina.<br />
La storia di Mister T è peraltro piuttosto interessante, divisa tra lo sport (è stato giocatore di football, pugile e lottatore di wrestling al fianco di Hulk Hogan), lo spettacolo e diversi lavori, tra cui la guardia del corpo al servizio di personaggi come Steve McQueen, Mohammed Alì e Diana Ross.<br />
Un sondaggio della BBC lo ha visto eletto tra gli americani più influenti della storia al fianco di Homer Simpson, Abramo Lincoln e Martin Luther King.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Musica - Virgin e i 75 gruppi]]></title>
<link>http://antoniogenna.wordpress.com/2006/05/17/musica-virgin-e-i-75-gruppi/</link>
<pubDate>Wed, 17 May 2006 12:35:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio</dc:creator>
<guid>http://antoniogenna.wordpress.com/2006/05/17/musica-virgin-e-i-75-gruppi/</guid>
<description><![CDATA[Dopo averne sentito parlare stamattina a &#8220;Deejay chiama Italia&#8221; (con Linus e Nicola Savi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://antoniogenna.wordpress.com/files/2006/05/virgin-75.jpg"><img align="right" src="http://antoniogenna.wordpress.com/files/2006/05/virgin-75-mini.jpg" alt="Virgin - I 75 gruppi" /></a>Dopo averne sentito parlare stamattina a "Deejay chiama Italia" <em>(con Linus e Nicola Savino, dal lunedì al venerdì, ore 10.00, Radio Deejay)</em>, ecco qui (basta cliccare sull'immagine a fianco, si aprirà una <strong>versione ingrandita</strong> in una nuova pagina) l'immagine del concorso indetto tempo fa dalla <strong>Virgin</strong> inglese per scoprire i <strong>75 gruppi musicali</strong> (più o meno noti, di vari generi) nascosti in qualche modo nell'illustrazione, raffigurati tramite oggetti e simboli attinenti al loro nome. Qualche esempio:<br />
- le grandi pietre che rotolano non possono non indicare i <strong>Rolling Stones</strong>;<br />
- il dirigibile in alto fa subito pensare ai <strong>Led Zeppelin</strong>;<br />
- le zucche rotte sulla destra indicano gli <strong>Smashing Pumpkins</strong>;<br />
- le rose con le armi sulla sinistra vogliono invece rappresentare i <strong>Guns n' Roses</strong>.<br />
Riuscite a trovare qualcuno tra gli altri gruppi nascosti nell'immagine? Buona ricerca! :)</p>
]]></content:encoded>
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