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	<title>ricerche-di-mercato &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/ricerche-di-mercato/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ricerche-di-mercato"</description>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 14:31:30 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Vai subito in direzione]]></title>
<link>http://owblog.wordpress.com/?p=1357</link>
<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 12:49:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jack</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;amicizia ai tempi di internet. Ricevete una telefonata da qualcuno che non vi conosce ma che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'amicizia ai tempi di internet. Ricevete una telefonata da qualcuno che non vi conosce ma che ha letto il vostro C.V. sulla rete - quella <em>Social </em>-, questo <em>qualcuno </em>vi propone di mettervi a capo di un progetto in una sezione molto avanzata di una <em>qualunque </em>chicchessia azienda del settore. Voi cosa fate?</p>
<p>Secondo voi come bisogna comportarsi in questi casi, con affettata bontà e educazione, oppure in altri modi meno piacevoli ma sicuramente più proficui? La risposta da un "<em><a href="http://feeds.feedburner.com/~r/zv/~3/373413892/lei-che-cos-gio.html" target="_blank">giovane</a></em>" in erba</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Cosa c'entra la stagione delle fragole col marketing, il gay pride e i premi fedeltà?]]></title>
<link>http://madaffacca.wordpress.com/?p=15</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 21:24:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>TaCo</dc:creator>
<guid>http://madaffacca.wordpress.com/?p=15</guid>
<description><![CDATA[Ecco cosa c&#8217;entra.

Partiamo da due certezze. La prima è che questa è stagione di fragole. L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco cosa c'entra.</p>
<p style="text-align:center;"><img style="vertical-align:middle;" src="http://madaffacca.wordpress.com/files/2008/05/fidaty2.jpg" alt="" width="195" height="160" /></p>
<p style="text-align:justify;">Partiamo da due certezze. La prima è che questa <span style="color:#ff0000;">è </span>stagione di fragole. La seconda è che la stampa istituzionale, insieme a molti blogger "around the world",  hanno dato sufficiente risalto alle parole della <em>povera</em> Mara Carfagna, tanto da poter dire che questi sono anche giorni dove un tema <em>che tira</em>  è la <span style="color:#ff0000;">di</span>v<span style="color:#ff9900;">Er</span>S<span style="color:#3366ff;">it</span>à.</p>
<p style="text-align:justify;">Dunque, <span style="color:#000000;"> avendo promesso nel mio <em>contratto con gli italiani</em> (<span style="color:#808000;"><a href="http://madaffacca.wordpress.com/2008/05/18/tra-uno-stato-di-incoscienza-e-spicciola-benevolenza/" target="_blank">qui, nel punto 2</a></span>) che in questa sede non si pratica il "tiro al piccione" - <em>nè alla picciona, in questo caso</em> - <strong>prenderò</strong> l' <span style="color:#800080;">aR</span>g<span style="color:#ff6600;">o</span><span style="color:#339966;">menT</span><span style="color:#ff9900;">o</span> <strong>da un'altra angolazione, </strong>e lo scrivo proprio così (perdonate la malizia) per mantenere ogni aderenza con i significati di cui sopra.</span></p>
<p style="text-align:justify;">Date retta a me. Se volete davvero sentirvi osservati come dei <span style="color:#800000;">Diversi</span>, davanti a vostra madre così come davanti a vostro fratello, davanti ad amici, nemici, conoscenti e CASSIERE, è molto semplice: <span style="color:#800000;">non fate la Fidaty Card</span>! E' sbalorditiva la faccia di chi vi guarderà come se foste l'ultimo cretino piombato da un altro pianeta. <em>E i premi? Non li vuoi i premi? Tanto la spesa la devi fare comunque... </em>E io qui ci godo ancora di più, mentre confesso che in effetti da almeno 4 anni faccio le mie compere proprio all'Esselunga; e c'è da dire per inciso che mi trovo anche bene.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che probabilmente tutti ignorano - <em>o almeno non colgono la portata del suo valore di mercato</em> - è <span style="color:#800000;">l'enorme quantità di informazioni sui consumi di intere città che questi signori riescono ad ottenere </span><span style="color:#000000;">ad un prezzo ridicolo, veramente paragonabile a quello di una fragola! </span></p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono aziende di ricerche di Marketing che si fanno pagare le informazioni sui consumi, specialmente di massa, per decine di migliaia <!--more-->di euro a consulenza! Società di sondaggi telefonici che cercano le stesse preziose informazioni, e che dopo aver sfruttato il lavoro precario dei telefonisti, le rivendono a peso d'oro! Qualcuno ha idea di quanto è disposta a sborsare una multinazionale come Unilever per conoscere la mappatura dei consumi di prodotti come un gelato o un deodorante?</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco, nel mio piccolo io ne sono cosciente. Quindi non me ne frega un cazzo se in questi quattro anni avrei fatto in tempo a metter sù talmente tante fragoline da potermi permettere un tostapane con incorporato un televisore LCD. Se mi serve qualcosa ME LA COMPRO, la compro dove mi pare e senza dover dire a nessuno il per-chè e il per-come. In caso contrario, se dò informazioni che si ritengono sensibili, voglio decidere io quanto mi devono pagare.</p>
<p style="text-align:justify;">Capisco che sia una posizione radicale, e che i Centri Commerciali hanno il vantaggio della totale disgregazione dei loro interlocutori (ognuno di noi pensa per sè). Chissà se qualcuno prima o poi riuscirà a fondare un fantomatico <span style="color:#800000;">Sindacato dei Raccoglitori di Punti Fedeltà</span> : potremmo scoprire che con 4000 punti non meritiamo un Microonde, ma un intero frigorifero nuovo.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:center;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La product experience genera word-of-mouth? Sicuramente più della pubblicità...]]></title>
<link>http://mediameter.wordpress.com/?p=299</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 12:45:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tiziana</dc:creator>
<guid>http://mediameter.wordpress.com/?p=299</guid>
<description><![CDATA[Secondo i dati della Nielsen CGM/Homescan Buzzfacts, la pubblicità e le promozioni sia online che s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Secondo <a href="http://publications.mediapost.com/index.cfm?fuseaction=Articles.san&#38;s=81784&#38;Nid=42269&#38;p=393517" target="_self">i dati</a> della Nielsen CGM/Homescan Buzzfacts, <strong>la pubblicità e le promozioni<em> </em></strong>sia online che sui media tradizionali <strong>spingono</strong> <strong>poche persone a postare o scrivere messaggi nei forum o nei loro blog:</strong> solo il 18% degli utenti ha affermato di citare nei propri blog o sui forum le promozioni dei prodotti. <strong>Quello che spinge davvero i consumatori a parlare dei prodotti è la "product experience":</strong> infatti il 55% dei consumatori ha affermato di aver scritto a proposito di un prodotto che hanno usato e che li ha soddisfatti, mentre il 28% ha postato a proposito di un prodotto che hanno provato ma non li ha soddisfatti e avrebbero voluto un rimborso. Il 27% inoltre ha affermato di aver letto un commento su un prodotto e di aver risposto a questo commento.</p>
<p style="text-align:justify;">La "product experience" riguarda sia la qualità del prodotto che del customer service, ha ricordato Pete Blackshaw, EVP di <a href="http://www.nielsenbuzzmetrics.com/pr/releases/20080502">Nielsen Digital Strategic Services (DSS)</a>, il nuovo servizio, inaugurato con un seminario online su come usare i Consumer Generated Media per la brand advocacy.</p>
<p style="text-align:justify;">Se il volume del word-of-mouth a proposito di un prodotto dipenderà dalla qualità del prodotto e del suo customer service, realizzare campagne virali con un prodotto cattivo o su caratteristiche deboli dell'azienda può essere un grosso rischio. Infatti gli user-generated-content (negativi) ottengono spesso un ottimo posizionamento sui motori di ricerca e quindi hanno sempre più il potere di incidere sulla profittabilità dell'utente e sul valore del brand e dell'azienda.</p>
<p style="text-align:justify;">Secondo Blackshaw, quindi, <strong>bisogna presidiare l'advocacy del brand</strong> e qualunque componente dell'azienda deve essere coinvolto nell'ascoltare le conversazioni che si realizzano online, in modo da migliorare il customer service, fornire risposte veloci alle lamentele dei consumatori, identificare i loro bisogni e le nuove opportunità di prodotto. La Nielsen ha anche definito il  "Brand Advocacy Quotient" (BAQ), un indice ottenuto combinando i risultati ottenuti sia analizzando i CGM che i siti e i sondaggi, per determinare se e quanto i consumatori sostengono o denigrano un brand.</p>
<p style="text-align:justify;">Per ottenere e mantenere una buona brand advocacy, <strong>le aziende dovranno essere oneste e trasparenti.</strong> Quelle che lo stanno già facendo hanno già ottenuti buoni risultati, anche dal punto di vista del ritorno economico, come dimostrato da una ricerca realizzata dall'<a href="http://www.aberdeen.com/default.asp"><strong>Aberdeen Group</strong></a> e presentata da Jeff Zabin. Secondo questa ricerca, infatti, <em><strong>l'84% delle aziende che monitorano I social media e li integrano del processo di decision-making hanno visto migliorare anno per anno la customer retention</strong></em>, aumentando il ROI degli investimenti sui media e la capacità di predire il comportamento dei consumatori.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Riflettete, gente... riflettete!]]></title>
<link>http://fatalerror07.wordpress.com/2007/10/23/riflettete-gente-riflettete/</link>
<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 06:06:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>fatalerror07</dc:creator>
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<description><![CDATA[13/10/07

                          La verità, vi prego, sulla pubblicità.
La dovete sapere la ver]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 class="date-header">13/10/07</h2>
<p><a name="3841548142317786057"></a></p>
<h3 class="post-title entry-title">                          <a href="http://uomochemilava.blogspot.com/2007/10/la-verit-vi-prego-sulla-pubblicit.html">La verità, vi prego, sulla pubblicità.</a></h3>
<p>La dovete sapere la verità sulla pubblicità.<br />
Dovete sapere chi vi manda in giro con le braccia alzate a urlare “riconoscersi a pelle”.<br />
Chi opera alle vostre spalle mentre vi rifila la nutella.<br />
Sono i Signori Burns della pubblicità italiana, o meglio, gli immortali delle grandi marche del mercato, che vi stanno accanto da quando siete nati.<br />
Lo dovete sapere di queste aziende piramidali, con i pavimenti in linoleum al primo piano, con parquet al secondo e col marmo al terzo, via via che si va più su.<br />
Dovete sapere che il piano dove sta il grande capo ha le porte insonorizzate e bisogna parlare bisbigliando.<br />
Dovete conoscere la corte dei miracoli di chi sta sotto:<br />
nane petulanti che stanno a capo del gruppo ricerche, donne grasse, brutte, insoddisfatte e cafone che vendono prodotti snellenti e per la bellezza del corpo.<br />
Codardi senza palle dalla doppia faccia che ogni sera devono svuotare completamente la scrivania per evitare che quelli delle pulizie facciano spionaggio.<br />
E’ gente che non può tenere niente di personale sulla scrivania, neanche la foto dei figli.<br />
Lo dovete sapere chi c’è dietro quelle pubblicità con la ragazzina che saltella felice vicino al bidet.<br />
Lo dovete sapere che dietro quegli spot dove annunciano che il deodorante è fatto apposta per voi, c’è un uomo di 90 anni che si fa cambiare il sangue.<br />
Ci sono vecchi immortali che non sanno cos’è un computer, e che pretendono che tutti si alzino in piedi quando fanno il loro ingresso in una riunione.<br />
Lo decidono con le tabelle in mano e col cronometro nel palmo, se uno spot vi piacerà.<br />
Prima di fare una cosa qualsiasi, sappiate che vi hanno già incasellati, misurati, sondati.<br />
Esistono schemi standard su cosa siete e cosa desiderate.<br />
Ci sono uomini, anzi, vecchi, ottuagenari che ancora impastano la farina e il cioccolato e hanno accanto una schiera di 10 vecchi amici che devono assaggiare e votare.<br />
Ma nessun voto più basso di 8 viene accettato.<br />
C’è gente di 40 anni che viene presa a scappellotti dal capo, se sbaglia qualcosa.</p>
<p>Ci sono persone che quando arrivano a un minimo di posizione, tiranneggiano su quelli sotto, urlando, imponendo decisioni a caso, entrando nelle riunioni distribuendo il proprio biglietto da visita e dicendo “così finalmente capite chi sono io”.</p>
<p>Impacchettano e scelgono prodotti da specialisti, perché solo loro vi capiscono veramente, ma poi non aprono un blog per il terrore che la gente possa dare la propria obiettiva opinione sul prodotto.</p>
<p>Insistono a spendere 800 mila euro per girare 4 secondi di una nocciola che cade nel cioccolato, perché pensano che così facendo voi siate più invogliati a comprare.</p>
<p>Siete in mano a della gente triste, che ogni tre mesi ha il terrore di vedersi cambiare di posto e di ruolo.</p>
<p>Siete in mano a quelli che vogliono il super un po’ più grande perché si deve leggere meglio.</p>
<p>Ogni volta che prendete un deodorante neutro famoso, o un barattolo di nutella, o una qualsiasi delle cose che raccattate ormai automaticamente dallo scaffale, pensate che lì dietro c’è una schiera di persone tristi, con a capo un vecchio dinosauro che si ostina a non morire.</p>
<p>Pensateci. E fatemi una cortesia: quando c’è qualche ricerca di mercato, mentite.</p>
<p>(Valentina Maran: http://uomochemilava.blogspot.com)</p>
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