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	<title>ricordare &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/ricordare/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ricordare"</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 23:15:03 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA["Si può ricordare qualcosa, senza per forza fare una foto?"]]></title>
<link>http://freewithpurchase.wordpress.com/?p=292</link>
<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 18:32:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fran</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Dice la Littizzetto. Con parole che qualcuno ha inventato per lei.
Si può, dico io - e se lo dic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://img167.imageshack.us/img167/8018/petescolumnoj6.jpg" alt="" /> </p>
<p>Dice la Littizzetto. Con parole che qualcuno ha inventato per lei.</p>
<p><!--more-->Si può, dico io - e se lo dico io. La una foto è un valore aggiunto, un ricordo più nitido, sebbene l'immagine sia sfocata, uno più longevo. E il ritrovare in un bozzetto a colori, in un volto vicino, lontano, e poi vicino, e poi..., inaspettatamente, qualcosa che avevi dimenticato.<br />
 <br />
E poi sentirti vivo. E poi.<br />
 <br />
Siamo composti chimici. Instabili - chi più chi meno.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[i cuccioli della mia specie]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=759</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 14:37:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
<guid>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=759</guid>
<description><![CDATA[
Sermone ai  cuccioli della mia specie


Cari cuccioli,
vi ho guardato a lungo.
Ero lì nascosta nel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" align="center">
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Sermone ai  cuccioli della mia specie</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"><em>Cari cuccioli,<br />
vi ho guardato a lungo.<br />
Ero lì nascosta nel buio<br />
e vi guardavo giocare,<br />
nascosta nel buio come una carogna,<br />
come una spia che studia<br />
il nemico, come un ladro che aspetta<br />
il momento buono,<br />
come un terrorista<br />
che guarda a distanza<br />
e fa i suoi piani d’innesco.<br />
Io vi guardavo ammutolita,<br />
intenerita da voi,<br />
cari cuccioli della mia specie,<br />
e poi anche disgustata da voi<br />
che eravate lì inermi a un palmo dal<br />
mio naso.</em></span></p>
<p style="text-align:left;"><em>Siete indeboliti cuccioli. Siete<br />
Spaventati e soli. Siete avidi. Siete sazi. Siete svuotati.<br />
Sfiniti siete. Siete vinti.</em></p>
<p><em>Io vi guardavo da una quasi nausea,<br />
da tutto quel buio: ricordavo<br />
un’antica infelicità d’infanzia, un’antica<br />
paura.<br />
Ricordavo bene quell’essere fra gli<br />
Altri, spersa, sola.<br />
La mia paura me la ricordavo,<br />
guardando la vostra. Ricordavo bene<br />
il mio sguardo, come se lo avessi<br />
sempre visto da fuori:<br />
sbigottito, quasi non ci credevo<br />
d’essere in questo mondo,<br />
non me lo spiegavo, il mondo,<br />
non mi raccapezzavo.<br />
Come precipitata ero,<br />
dalle altezze caduta molto giù,<br />
molto di lato, nel mondo degli uomini<br />
e delle donne. Nel mondo<br />
delle case di mattoni.<br />
Nel mondo dove si lavora e<br />
Si mangia e si dorme e<br />
Si fa la cacca ogni giorno<br />
E ogni giorno si fa la pipì<br />
Tante di quelle volte e si mangia e<br />
Si dorme e ci si lava la faccia.</em></p>
<p><em>Da dentro quello sguardo,<br />
chiusa lì dentro<br />
nella mia fortezza<br />
io guardavo il mondo dei grandi e<br />
provavo una grande pietà.<br />
Io li sentivo che piangevano dentro.<br />
Sentivo che non ce la facevano.<br />
Li sentivo gridare dentro. Con muri<br />
dentro, con scarafaggi e muffe,<br />
dentro.<br />
E un giorno,<br />
quando ero molto piccola,<br />
ho fatto giuramento,<br />
un giuramento infante,<br />
senza le parole, ma chiarissimo<br />
e sonante:<br />
io me li prendo tutti nel petto<br />
e li scampo<br />
li porto in salvo.</em></p>
<p><em>Ho giurato così,<br />
senza dire neanche una<br />
di queste parole,<br />
ma con tutte queste parole più forti cento volte.<br />
Nel mio letto, vicino al grande<br />
Armadio con lo specchio,<br />
fra le sponde alte di legno,<br />
con la sorella vicina che tossiva,<br />
giuravo forse ogni notte, per quella<br />
tosse, per la faccia stanca<br />
del mio babbo, e per tutte le facce<br />
dei grandi,<br />
coi loro segni come di grande pena.<br />
Una bambina nel suo letto<br />
ha fatto il giuramento,<br />
recitato la formula che salva,<br />
forse ha vinto sulla morte<br />
e sul mondo.</em></p>
<p><em>Aspettavo il giorno in cui mi<br />
avrebbero detto il grande segreto.<br />
Sentivo, lo sapevo, che dietro al loro<br />
non dire niente<br />
si nascondeva la grande verità.<br />
Sentivo, lo sapevo, che loro sapevano<br />
tutto quello che io non sapevo.<br />
Sentivo che un giorno me lo<br />
avrebbero detto<br />
e io avrei capito il mondo<br />
e non avrei sofferto come loro,<br />
perché loro stavano già soffrendo<br />
anche per me. Sentivo e aspettavo.</em></p>
<p><em>Poi molto piano, molto in ritardo,<br />
molto piano, millimetro dopo<br />
millimetro,<br />
in un lavoro di tic tac e minuti molto<br />
piccoli, piano piano,<br />
sono passata di là,<br />
sono caduta del tutto nel mondo,<br />
appiattita, schiacciata al suolo<br />
in un lento atterraggio.</em></p>
<p><em>Adesso, cari cuccioli, io sono grande.<br />
Sono molto grande.<br />
Sono quello che mai e poi mai<br />
avrei voluto essere:<br />
una persona grande.<br />
Adesso io sono dei loro.<br />
Adesso lontanissima sono<br />
dai miei favolosi sette anni,<br />
quando ero un genio buono,<br />
uscito da poco dalla lampada,<br />
e un filosofo ero, ma senza<br />
le parole, un grandioso poeta<br />
analfabeta, un artista senz’arte.</em></p>
<p><em>Adesso da qui, da questo esilio duro,<br />
da questo corpo con peso, da questa<br />
mente complicata,<br />
da questa mente ingombrante,<br />
da qui,<br />
da questo buio che è tutto il mio,<br />
da qui vi guardo, adorandovi.<br />
Vi chiedo aiuto.<br />
Una parte di me vi supplica,<br />
vi implora, vi chiede aiuto e aiuto.<br />
Adesso tocca a voi salvarmi, fare<br />
Il giuramento.<br />
Potrete? Ci riuscirete? Mi sentite?</em></p>
<p><em>Sentite?</em></p>
<p><em>Dicono che siete rotti.<br />
Siete sazi, dicono. Corrotti.<br />
Rovinati siete, come tutto il resto.<br />
Anche voi nella lista lunga delle<br />
Perdite: l’acqua, l’aria, il silenzio,<br />
il pudore… Anche voi.<br />
Stuprati siete, rotti. Vecchissimi e<br />
Troppo stanchi per l’infanzia. Scarichi.<br />
Vuoti.</em></p>
<p><em>Allora adesso imparate.<br />
Imparate l’odore dei nemici potenti.<br />
Sbranate, cuccioli, le loro mani piene.<br />
Scassate le loro tane come galere.<br />
Sputate sui loro piatti, incendiate le<br />
Stanze gonfie di giocattoli,<br />
scappate, morsicate, tirate pietre sui<br />
televisori, scalciate, spaccate questo<br />
micidiale nostro sogno, l’inesauribile<br />
bisogno di confort,<br />
fateci a pezzi, scancellate noi, puniteci<br />
per avere fatto di voi<br />
le nostre miniature<br />
per avervi disinnescati, resi innocui,<br />
per non avervi ascoltati, nel vostro<br />
sommo sapere.</em></p>
<p><em>Voi che eravate le porte<br />
del regno dei cieli<br />
e chi non passava da voi non passava<br />
voi che eravate purissima gioia<br />
voi che eravate noi bloccati nella<br />
più grande bellezza<br />
voi che somigliavate ai cuccioli<br />
degli altri animali<br />
voi che capivate lo splendore<br />
misterioso degli animali<br />
voi che dormivate un sonno perfetto<br />
e benedetto<br />
voi che vi svegliavate ridendo<br />
voi che facevate balletti strepitosi.<br />
Voi, nostre divinità domestiche.</em></p>
<p><em>Nascete ancora, cuccioli. Restate.<br />
Siate. Salvate. Giurate. Siate. Siate.<br />
Siate.</em></p>
<p class="MsoNormal" align="center">
<p class="MsoNormal" align="center"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Mariangela  Gualtieri</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;">Lo so che non bisognerebbe sempre affidarsi alle parole scritte da altri, lo so. Ma ho ritrovato questo pezzo in una cartella abbandonata sul disco fisso e le cose che ci sono scritte rendono così bene anche certi miei vecchi stati d'animo che non posso fare a meno di metterlo qui, a futura memoria. Anche se, lo ammetto, in certi passaggi, il testo risente un po' di un'idea quasi mitica dell'infanzia e della giovinezza, come insomma se i bambini fossero tutti puri e tutti buoni. Forse è così, è che si sciupa sempre più precocemente questa innocenza naturale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;">Dico <em>vecchi stati d'animo</em> perchè ho proprio l'impressione di essere andata oltre e non avere neanche più la capacità di parlare ai "cuccioli della specie umana", come invece sentivo di avere una volta. In certi casi queste parole, <em>non avere neanche più la capacità di parlare,</em> sono pronunciate con una certa rassegnazione, come se l'andare avanti del tempo non potesse portare altro che questo come dono. Ma mi sembra comunque un invecchiare precoce e rassegnato e vorrei contrastarlo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;">Infatti altre volte queste stesse parole sono pronunciate con rabbia e nascondono lo sforzo di continuare a comunicare in qualche modo.Uno sforzo che si rivela sempre più difficile perchè cosa possiamo insegnare noi  a questi cuccioli ? A volte mi sembra ben poco.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;">L'altro giorno stavo pensando alla differenza tra la mia generazione e quella dei miei genitori e mi veniva da riflettere sul tema del ricordo e della memoria e di come memoria e ricordo che venivano trasmessi dai nostri genitori a noi più giovani- <span style="color:#999999;">mi ricordo racconti sul passaggio del fronte o storie legate al periodo in cui mia madre era sfollata con una parte della sua famiglia o storie su mio nonno che non voleva la tessera fascista o su mio padre che uno degli ultimi giorni di guerra andò in Casentino tra i partigiani oppure le bombe che cadevano sulla stazione di Arezzo o i tedeschi che mentre fuggivano portarono via i prosciutti che il nonno aveva in cantina</span>- che venivano trasmesse anche attraverso i luoghi che avevamo di fronte -<span style="color:#999999;">la zona dove era costruita la casa di mia nonna era stata bombardata, uno degli ultimi giorni di guerra, ma per loro grande fortuna, erano una famiglia molto numerosa, una serie di sorelle della nonna e fratelli del nonno che abitavano insieme, erano state colpite solo le case di fronte alla loro e la casa che era sul retro e di questa casa rimanevano anche quando io ero piccola e giocavo nel cortile dei nonni dei frammenti attaccati, mattonelle bianche che spiccavano qua e là fra i mattoni o qualche muro sbrecciato, un indizio di scala</span>. Ecco noi, noi giovani allora, avevamo davanti agli occhi le cose come erano state, le cose, i muri delle case, le strade, le persone, raccontavano una storia, potevano farlo ancora.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;">Poi tutti questo si è perso: i nonni non esistono quasi più come figure, o almeno questa è l'esperienza che io vivo. Troppo occupati a vivere la loro vita forse inaspettatamente prolungata rispetto a quello che un tempo si poteva pensare. E noi non abbiamo niente da raccontare, niente che non suoni nostalgico.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/e9UwLKDmzoI'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/e9UwLKDmzoI&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Esercizi di memoria]]></title>
<link>http://diariosemistupido.wordpress.com/?p=52</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 04:24:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>nikicustardinpie</dc:creator>
<guid>http://diariosemistupido.wordpress.com/?p=52</guid>
<description><![CDATA[Avrei voluto scrivere di memoria all’indomani del 25 aprile, data importante per il vissuto collet]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Avrei voluto scrivere di memoria all’indomani del 25 aprile, data importante per il vissuto collettivo di questo Paese. Per diversi motivi ho sempre rimandato; lo faccio ora, quindi, anche per ricordare Mario Rigoni Stern, scomparso tre giorni fa. Non posso fare a meno di pensare che un altro frammento importante della nostra storia recente se ne sia andato con lui, e che un altro testimone oculare venga a mancare proprio in un momento storico in cui ci sarebbe bisogno di recuperare sempre di più certi valori, invece di dimenticarsene. Al di là di ogni retorica.</p>
<p style="text-align:justify;">Dicevo del 25 aprile, dunque. Ho scritto in quella data come venga da più parti il tentativo di rivedere, se non di negare, gli avvenimenti, o di assegnare una valenza diversa agli stessi. Riscrivere la storia, si dice. Non sempre è una operazione sana e giusta – anzi – , perché gli eventi sono quelli, stanno lì innegabili fintanto che qualcuno può testimoniare di quello che è accaduto. Il rischio più grande si ha quando i testimoni, per ovvie ragioni, vengono man mano a mancare. Per questo è di massima importanza il recupero della memoria collettiva quando c’è chi tenta di mutare la storia già scritta. Non che l’una sostituisca l’altra, ma questa può servire da aggrappante, da catalizzatore. In realtà, dovrebbero procedere di pari passo su due binari paralleli, storia e memoria. Tzvetan Todorov ha avuto occasione di scrivere ne <em>La storia prima della memoria</em>: “La memoria, in compenso, trattiene prima di tutto la traccia che gli avvenimenti esterni lasciano nello spirito degli individui; essa privilegia il mondo immateriale delle esperienze psichiche. Queste non esistono meno dei fatti materiali, ma sono più difficilmente accessibili, e la verifica dei racconti che vi si riferiscono non è facile (…) La memoria, non preoccupandosi della verifica, non si prende tali scrupoli; essa ci fornisce un punto di vista inedito sugli aspetti essenziali dell’esperienza.”<br />
Ancora di più quando la memoria diventa collettiva. Jaques Le Goff ha sottolineato in <em>Memoria</em>: “La memoria collettiva ha costituito un’importante posta in gioco nella lotta per il potere condotta dalle forze sociali. Impadronirsi della memoria e dell’oblio è una delle massime preoccupazioni delle classi, dei gruppi, degl’individui che hanno dominato e dominano le società storiche. Gli oblii, i silenzi della storia sono rivelatori di questi meccanismi di manipolazione della memoria collettiva.”<br />
E’ proprio questa la questione su cui è necessario riflettere.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-60" src="http://diariosemistupido.wordpress.com/files/2008/06/cielo1.jpg?w=300" alt="Foto di Simonetta Felli" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align:center;"> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://diariosemistupido.files.wordpress.com/2008/06/cielo5.jpg"></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://Nessuna"></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://Nessuna"></a></p>
<p style="text-align:justify;">Il 24 aprile, poi, è venuto a mancare mio nonno, esattamente il giorno del suo ottantottesimo compleanno. Posso ben dire che mio nonno sia stato un uomo di memoria (o di memorie). Ne ha trasmessa in grande quantità. Ha sempre raccontato della sua vita ai figli, ma soprattutto ai nipoti, a me per prima, essendo la più grande. Esperienze trasformate in storie d’avventura, racconti mirabolanti, insegnamenti mascherati da episodi da commedia. La vita durante la guerra, gli anni dell’emigrazione, il ritorno in patria.<br />
I nonni solitamente non sopravvivono ai nipoti, è importante che in qualche modo tramandino il loro patrimonio di ricordi. E’ la storia che si compie, anche se si tratta di storia minima.<br />
I suoi racconti sono rimasti impressi nella mia memoria come istantanee di famiglia, immagini da tramandare, da scambiare, da raccontare, da rivedere insieme. E’ questo che è successo il giorno del funerale: abbiamo condiviso memoria, anche sorridendo molto.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed è strano come esattamente nello stesso periodo stessi rileggendo alcune delle poesie dell’<em>Antologia di Spoon River</em>, di E. L. Masters. Quale altra opera riesce a restituire in modo migliore il senso della “memoria dimenticata”, quella che non ha più voce in capitolo? Quelli che dormono sulla collina parlano e trasmettono la loro voce attraverso le pagine di Masters. E’ un po’ come passeggiare tra le lapidi, leggerne le iscrizioni, fermarsi e ricordare di questo o di quell’altro.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello del ricordo è uno strano meccanismo, in realtà. Per molti, e io sono una di quelli, la capacità di rammentare è quasi una maledizione. Per lo più è molto meglio poter dimenticare. Non è solo un processo rimesso in moto da particolari stimoli: le madeleines di Proust, una canzone di tanto tempo prima, un nome che riemerge dal passato, un viso rivisto dopo anni. La maledizione di chi ricorda è appunto ricordare.<br />
Anche quando si pensa che certi episodi appartengano ormai solo a ciò che è stato, questi possono riemergere dalla memoria in maniera del tutto inaspettata e con la violenza di un pugno nello stomaco.<br />
Mi è successo questo qualche mese fa, leggendo un libro sul periodo della mia adolescenza e della mia prima giovinezza. Riconoscermi in quelle pagine e rivedermi in quegli anni ha causato un piccola crisi. Non perché abbia un passato di cui pentirmi e da rinnegare, ma perché gli esercizi di memoria necessariamente conducono a fare i conti con se stessi, la propria vita, la propria storia personale e non è sempre piacevole.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pulizie di Primavera]]></title>
<link>http://penelopebasta.wordpress.com/?p=268</link>
<pubDate>Sun, 18 May 2008 21:17:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>penelopebasta</dc:creator>
<guid>http://penelopebasta.wordpress.com/?p=268</guid>
<description><![CDATA[
Soundtrack: Alanis Morissette - You learn
Oggi pulizie ossessive.
Diavoletto della Tasmania con asp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><em><a href="http://penelopebasta.files.wordpress.com/2008/05/pulizie-di-primavera.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-269" src="http://penelopebasta.wordpress.com/files/2008/05/pulizie-di-primavera.jpg?w=247" alt="" width="247" height="300" /></a></em></p>
<p style="text-align:center;"><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alanis_Morissette" target="_blank">Soundtrack</a>: <a href="http://alanis.com/alanis.html" target="_blank">Alanis Morissette </a>- <a href="http://www.azlyrics.com/lyrics/alanismorissette/youlearn.html" target="_blank">You learn</a></em></p>
<p style="text-align:justify;">Oggi pulizie ossessive.</p>
<p style="text-align:justify;">Diavoletto della Tasmania con aspirapolvere pezze e scaletto e cambio stagione e stirare e passare i mobili con l'olio e lavare per terra tre volte...</p>
<p style="text-align:justify;">A volte mi preoccupo. Ma poi sto bene e chissenefrega. Mi piace la casa pulita. Mi fa sentire nel mio territorio.</p>
<p style="text-align:justify;">D'altronde credo di essere completamente pazza. Di quelle che non sanno di essere pazze ma ne hanno un sospetto che, a tratti, diventa certezza. Quella pazzia che mi fa fare cose non pensate, che mi fa agire al di là di ogni ragionevolezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Non ero una persona razionale? Me lo chiedo proprio, perché non lo so più. Non so più niente. Gnente te dico gnente.</p>
<p style="text-align:justify;">Farei cose che è meglio non fare, non faccio cose che sarebbe meglio fare.</p>
<p style="text-align:justify;">Pulizie di primavera... Ho imparato a buttare qualsiasi cosa. Gli innumerevoli traslochi fatti mi hanno insegnato che NON si conserva la roba inutile. Fa solo peso.</p>
<p style="text-align:justify;">Ier sera, di ritorno da Ponte Milvio (zona carina assaje, ho scoperto, anche se un po' troppo fighetta, ho passato il week end con V** e mi ha fatto gran piacere), ho imboccato Tor di Quinto e mi sono ricordata.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono ricordata dei miei ritorni a Rignano Flaminio.</p>
<p style="text-align:justify;">Settembre 2007.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono ricordata di quei 40 chilometri percorsi correndo oltre ogni ragionevole velocità consentita e consigliata. Non volevo morire, volevo sentirmi potente e fare le curve senza scendere sotto i 110 e tenendo la macchina dentro la striscia bianca. Brava, anche questa l'hai fatta bene.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono ricordata della rabbia che mi teneva uniti i pezzi disintegrati.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono ricordata del dolore che non mi spiegavo.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono ricordata della paura che ho tardato a riconoscere.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono ricordata della fame che non avevo mai. Della sete che mi divorava. Di quanto il cibo mi disgustasse e mi sembrasse un pericoloso intruso dentro me. A meno che non cucinasse qualcuno cui volevo bene. Allora mangiavo.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono ricordata che ero una bimba. E niente più. Una bimba con la patente, ma una bimba.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono ricordata anche e soprattutto degli amici che c'erano. Nomi, facce e azioni.</p>
<p style="text-align:justify;">E quelli che non c'erano.</p>
<p style="text-align:justify;">Li ho buttati con le pulizie di primavera, credo.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi resta una cosa della quale non so bene cosa fare. Vorrei tenerla ancora, malgrado troppe cose mi dicano che sarebbe meglio lasciarla andare. Ma vorrei ancora un po'. Mi piace averla tra le mani, mi piace averla intorno a me. Mi piace sentirla. Mi piace la sensazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono pazza clinica e conclamata, questa è la verità.</p>
<p style="text-align:justify;">Bonne nuit a tou le monde, dal mio splendentissimo buen retiro (che non so scrivere in francese).</p>
<p style="text-align:justify;">@V**: è sempre bello vederti, per me sei una boccata d'ossigeno e serenità, anche se in questo periodo non ne hai tu.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[sensibile (Offlaga Disco Pax, Bachelite, 2008 )]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=691</link>
<pubDate>Sat, 03 May 2008 15:58:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[
La parola sensibile è vaga come stelle dell’Orsa.
Francesca Mambro fu protagonista dell’eversi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="regular">
<blockquote><p><em>La parola sensibile è vaga come stelle dell’Orsa.</em></p>
<p><em>Francesca Mambro fu protagonista dell’eversione nera negli anni ‘70 e si è presa qualche ergastolo per omicidi organizzati, realizzati, rivendicati, confessati, ma si è proclamata innocente rispetto alla strage di Bologna. Francesca Mambro era allora come oggi la donna di “Giusva” Fioravanti, un tizio colpevole di decine di delitti a sfondo labilmente politico.</em></p>
<p><em>Delitti diventati famosi per la ferocia e la facilità con cui vennero commessi, spesso a danno di gente che nulla aveva a che fare con le sue “cause” e a volte dettati dalla follia piuttosto che da un qualche credo neofascista.</em></p>
<p><em>Un ragazzo la cui gioventù venne violentata da troppa televisione.</em></p>
<p><em>Guisva era uno pronto per la “Uno Bianca” prima della “Uno Bianca”.</em></p>
<p><em>Qualche anno fa un giudice chiese a Francesca perchè lo scelse come compagno di vita. A questa domanda rispose con una frase da ginnasio nichilista, lapidaria, nel senso di lapide:</em></p>
<p><em>” Giusva era il ragazzo più sensibile che io avessi mai incontrato”</em></p>
<p><em>Che razza di tipacci fossero gli altri ragazzi che aveva frequentato non ci è dato sapere, di sicuro Francesca con gli uomini non è stata fortunata.E la parola sensibile resta dubbia e ambivalente come il coinvolgimento dei N.A.R. per i fatti del 2 agosto 1980. Francesca Mambro è stata citata nei ringraziamenti in un disco intitolato “Abbiamo pazientato quarant’anni, ora basta!”. Sensibili anche loro.</em></p>
<p><em>Per evitare di confondere la sensibilità con l’eversione fascista e stragista stabiliremo dei limiti. Definiamo quindi neosensibilismo il nostro modo di essere sensibili che in tutto si distacca dalle ambiguità di Francesca Mambro da cui ci dissociamo, anche per l’uso sconsiderato e irresponsabile del vocabolario.</em></p>
<p><em>La signora Mambro e il camerata Fioravanti sono fuori di galera.</em></p>
<p><em>Fa male ammettere che al momento vincono due a zero.</em></p>
<p>[peccato che l'audio e il video sono terribili, quasi inascoltabili, ma non ho trovato di meglio]</p></blockquote>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/8I_K9TM4VC0'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/8I_K9TM4VC0&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SOGNANDO...MINA]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=72</link>
<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 13:52:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Me ne sto lì seduta assente
con un cappello sulla fronte
e cose strane che mi passan per la ment]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/0Suf-_HCRx4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/0Suf-_HCRx4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span> </p>
<p><span>Me ne sto lì seduta assente<br />
con un cappello sulla fronte<br />
e cose strane che mi passan per la mente.<br />
Avrei una voglia di gridare<br />
ma non capisco a quale scopo<br />
poi d'improvviso piango un poco<br />
e rido quasi fosse un gioco.<br />
Se sento voci non rispondo<br />
e vivo in uno strano mondo<br />
dove ci son pochi problemi<br />
dove la gente non ha schemi.<br />
Non ho futuro né presente<br />
e vivo adesso eternamente<br />
il mio passato è ormai per me distante.<br />
Ma ho tutto quello che mi serve<br />
nemmeno il mare nel suo scrigno<br />
a quelle cose che io sogno<br />
e non capisco perché piango.<br />
Non so che cosa sia l'amore<br />
e non capisco il batticuore<br />
per me un uomo rappresenta<br />
chi mi accudisce e mi sostenta.<br />
Ma ogni tanto sento che<br />
gli artigli neri della notte<br />
mi fanno fare azioni non esatte.<br />
D'un tratto sento quella voce<br />
e qui comincia la mia croce<br />
vorrei scordare e ricordare<br />
la mente mia sta per scoppiare<br />
E spacco tutto ciò che trovo<br />
ed a finirla poi ci provo<br />
tanto per me non c'è speranza<br />
di uscire mai da questa stanza.<br />
Sopra un lettino cigolante<br />
in questo posto allucinante<br />
io sogno spesso di volare nel cielo.<br />
Non so che male posso fare<br />
se sogno solo di volare<br />
io non capisco i miei guardiani<br />
perché mi legano le mani.<br />
E a tutti i costi voglion che<br />
indossi un camice per me<br />
le braccia indietro forte spingo<br />
e questo punto sempre piango.<br />
Mio Dio che grande confusione<br />
e che magnifica visione<br />
un'ombra chiara mi attraversa la mente.<br />
Le mani forte adesso mordo<br />
e per un attimo ricordo<br />
che un tempo forse non lontano<br />
qualcuno mi diceva t'amo.<br />
In un addio svanì la voce<br />
scese nell'animo la pace<br />
ed è così che da quel dì<br />
io son seduta e ferma qui...</span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[extra-vagante]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=635</link>
<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 08:08:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Non c&#8217;entra niente, ma mi è venuto in mente Boltanski e mi piace troppo per rinunciare a met]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pessimesempio.files.wordpress.com/2008/04/artwork_images_166767_237049_christian-boltanski.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-636" src="http://pessimesempio.wordpress.com/files/2008/04/artwork_images_166767_237049_christian-boltanski.jpg?w=510" alt="Boltanski" width="510" height="364" /></a><a href="http://pessimesempio.files.wordpress.com/2008/04/kad.jpg"></a></p>
<p>Non c'entra niente, ma mi è venuto in mente Boltanski e mi piace troppo per rinunciare a metterlo nel blog.</p>
<p> </p>
<blockquote><p>E poi ancora, per oggi: <em>La politica della speranza non significa sperare che le cose vadano meglio: è la politica del credere in cose che ancora non si vedono </em>( Barak Obama)</p>
<p>E poi ancora: <em>Chi non vota si arrende a se stesso, specchio delle cose esistenti. Domenica non si sceglie " il candidato che mi rappresenta", la conferma di identità forti, ma la propria capacità di interagire, di spostare, modificare, essere dentro e non fuori il work in progress della politica. Sta a noi dare forma alle "cose che ancora non si vedono" . </em>(Mariuccia Ciotta, sul Manifesto di oggi)</p>
<p> </p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[della colpa e del perdono (seconda parte)]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=620</link>
<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 13:01:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il libro di Demetrio Paolin di cui parlo qui sotto dice di come la letteratura italiana ha raccontat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro di Demetrio Paolin di cui parlo <a href="http://pessimesempio.wordpress.com/2008/03/29/della-colpa-e-del-perdono/">qui sotto</a> dice di come la letteratura italiana ha raccontato il terrorismo e gli anni di piombo.</p>
<p>Non in tutto quello che dice sono d'accordo. Ad esempio, all'inizio, a me  pare che della foto di Ulas che viene usata come preambolo a tutto il libro, venga fatta una lettura di parte, che parte da un preconcetto, da un'interpretazione piegata (d)alla tesi. Che è quella che i ragazzi fuggano, che non abbiano parole da dire. Per me i ragazzi non fuggono da qualcosa, ma vanno verso qualcosa o qualcuno. E fa una bella differenza.</p>
<p><a title="lucas.jpg" href="http://pessimesempio.wordpress.com/files/2008/03/lucas.jpg" target="_blank"><img src="http://pessimesempio.wordpress.com/files/2008/03/lucas.jpg" alt="lucas.jpg" /></a></p>
<p>Anche se poi, leggendo quello che demetrio ha scritto <a href="http://disturbopostraumaticoamaro.blog.tiscali.it//le_due_strade__Reso_conto_di_Genova_1879091.shtml">qui</a> sul suo incontro a Genova, mi rendo conto che forse nel libro non c'è nessuna tesi. Ma questo quando ho cominciato a scrivere queste cose non lo sapevo.</p>
<p>C'è una storia che mi ha colpito di questo libro. Si trova quasi alla fine e racconta di come sono andate le cose in Sudafrica dopo l'abolizione dell'apartheid.  Demetrio parla della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Truth_and_Reconciliation_Commission" target="_blank">Truth And Reconciliation Commission</a> : I<em>n questa occasione non ci sono pene da dare, ma tutto è molto più semplice: le vittime, che sono state ascoltate, non chiedevano alla Commissione una verità giudiziaria nè una verità morale o politica. Chiedevano la verità dei fatti: in che modo il loro familiare era stato ucciso, da chi, dove e come era stato torturato, in che luogo era stato sepolto e dove, eventualmente, restava traccia del suo corpo. Chiedevano cioè la ricostruzione dei fatti. [.....] Qual è il meccanismo che la Commissione ha messo in atto verso i colpevoli? Prima di tutto la richiesta di amnistia non è generale, ma è individuale: chi ne fa richiesta deve compilare un modulo, e quando sarà chiamato davanti alla Commissione dovrà attenersi al racconto dei propri misfatti. Ogni caso è singolo, la colpa è colpa personale. </em></p>
<p>Ho ripensato a questo episodio, che non conoscevo prima, nei giorni in cui sono stata a Berlino, per un seminario organizzato dalla Regione che ha portato circa 100 insegnanti in Germania a visitare i musei e i siti dedicati al tema della shoah e dello sterminio nazista e a confrontarsi con chi in quel paese si occupa del tema della memoria. Era inevitabile che ci pensassi, viste le polemiche che sono spesso venute fuori duranti quei giorni, sul modo in cui in Italia e in Germania, si è proceduto nei confronti di chi aveva colpe più o meno evidenti. Anzi, soprattutto per chi aveva colpe meno evidenti, sia perchè non occupava posti di rilievo, sia perchè il coinvolgimento è stato meno palese, anche se altrettanto grave. Sto pensando ad esempio alle industrie tedesche, che non solo hanno fornito materiale per la costruzione dei campi e poi per lo sterminio, ma hanno in larga parte favorito e incrementato la costruzione dei campi di lavoro nei quali venivano rinchiusi all'inizio i politici e gli asociali, costretti a lavorare gratuitamente per l'industria tedesca.</p>
<p>Il silenzio ha spesso sepolto queste notizie e queste persone, permettendo loro, in Italia come in Germania, di continuare la propria vita.</p>
<p>Mi sembra che questo abbia un po' a che fare con quello che si dice nel libro, anche se lì si parla di altri tempi, altre situazioni e momenti storici e di altre persone, ed è ovvio che non sto pensando a paragoni che suonerebbero quasi blasfemi. Sto solo dicendo che anche in questo caso c'è stata una rimozione e in molti non si sono presi le loro responsabilità.</p>
<p>E forse da questa mancata assunzione di responsabilità di uomini che poi sono diventati in parte la <em>nuova</em> classe politica italiana, che discende la storia seguente del nostro paese e questa difficoltà che permane di fare i conti davvero con i proprio passato, qualunque esso sia. Come se da allora si continuasse a mettere teli neri sopra la storia e passare oltre.</p>
<p>Ho discusso in questi giorni su questa storia, la storia dell'Italia degli anni di piombo, tanto era forte in me il ricordo di quello che avevo appena letto e il legame che nella mia testa si veniva a creare con quello che stavo vedendo e ascoltando. E ho sentito gente che ne ha parlato, che ha citato il '68 e i giorni del terrorismo in Germania e in Italia.</p>
<p>In uno di questi discorsi Angelo Bolaffi, direttore dell'Istituto di cultura italiana di Berlino, si è chiesto  e ci ha chiesto se  quando finisce un periodo storico  tormentato e difficile o quando finisce un regime è meglio rimuovere  o tenere aperte le ferite.  E ha risposto, per quel che lo riguardava, che  in genere nei primi anni  si tende a rimuovere  ma  arriva sempre una generazione  che chiede spiegazioni  su quello che è stato.</p>
<p>Credo quindi, e con questo mi fermo, che pacificazione non sia sinonimo di rimozione, come invece sembra che sia diventato nella lingua italiana. Anzi credo che il termine pacificazione sia un termine che non andrebbe usato perchè a me pare presupporre quasi un oblio di ciò che è stato.</p>
<p>Mi sembra invece che il discorso che demetrio ha fatto sull'assunzione di responsabilità sia un discorso importante, su cui continuare a riflettere.</p>
<p>Resta solo un'osservazione da fare: il ruolo dello stato italiano in queste vicende, un ruolo ancora troppo poco chiaro, o forse fin troppo chiaro, così chiaro da essere diventato abbagliante per i più. Non vorrei che anche in questo caso si finisse per dimenticare.</p>
<p>E allora forse quello che ci serve è davvero la memoria.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[pro memoria]]></title>
<link>http://pessimesempio.wordpress.com/?p=616</link>
<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 18:24:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>pessimesempio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un grande temporale
per tutto il pomeriggio si è attorcigliato
sui tetti prima di rompere in lampi,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un grande temporale</p>
<p>per tutto il pomeriggio si è attorcigliato</p>
<p>sui tetti prima di rompere in lampi, acqua.</p>
<p>Fissavo versi di cemento e di vetro</p>
<p>dov'erano grida e piaghe murate e membra</p>
<p>anche di me, cui sopravvivo. Con cautela guardando</p>
<p>ora i tegoli battagliati ora la pagina secca,</p>
<p>ascoltavo morire</p>
<p>la parola d'un poeta o mutarsi</p>
<p>in altra, non per noi più, voce. Gli oppressi</p>
<p>sono oppressi e tranquilli, gli oppressori tranquilli</p>
<p>parlano nei telefoni, l'odio è cortese, io stesso</p>
<p>credo di non sapere più di chi è la colpa.</p>
<p>Scrivi mi dico, odia</p>
<p>chi con dolcezza guida al niente</p>
<p>gli uomini e le donne che con te si accompagnano</p>
<p>e credono di non sapere. Fra quelli dei nemici</p>
<p>scrivi anche il tuo nome. Il temporale</p>
<p>è sparito con enfasi. La natura</p>
<p>per imitare le battaglie è troppo debole. La poesia</p>
<p>non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi.</p>
<p>(Franco Fortini, Traducendo Brecht, 1963/1978)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[dimenticavo..]]></title>
<link>http://misternemo.wordpress.com/?p=182</link>
<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 16:25:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>misternemo</dc:creator>
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<description><![CDATA[12- ricordare di scaricare le immagini per il sito di amor mio!
13- studiare il manuale sui CSS (com]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>12- ricordare di scaricare le immagini per il sito di amor mio!<br />
13- studiare il manuale sui CSS (come si sopravvive), aggiungerei: nel mondo della pubblicità!<br />
14- dormire di meno!<br />
15- arrivare a fine mese con almeno un euro in tasca!<br />
giusto il costo di un biglietto, per entrare in metrò e buttarmi sui binari!<br />
16- chiamare papà per ricordargli che gli voglio bene.<br />
17- richiamare papà e chiedergli se può farmi un bonifico di 300 euri per arrivare a fine mese!<br />
18- memorizzare i punti dal 12 al 18.<br />
19- tornare al punto 10<br />
20- andare in bagno!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Special needs]]></title>
<link>http://kamaleonticart.wordpress.com/?p=101</link>
<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 09:21:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>kamaleonticart</dc:creator>
<guid>http://kamaleonticart.wordpress.com/?p=101</guid>
<description><![CDATA[Altro che San Valentino! Fanculo a questa festa e a tutti quelli che lo festeggiano. Cercate di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Altro che San Valentino! Fanculo a questa festa e a tutti quelli che lo festeggiano. Cercate di "amare" sempre, e non in un giorno prestabilito perchè vi sentite obbligati. Detto questo, vi lascio con una cosa che ho scritto ieri sera; l'ho inserita anche nella sezione <b>Poesie</b>.</p>
<p align="justify"><b>"Special needs"</b></p>
<p>Ho bisogno di una persona che creda in me, nella mia arte e nei miei sogni.</p>
<p>Ho bisogno di qualcuno che, quando c'è una tempesta, mi dica: "Vieni a correre sotto la pioggia con me!"</p>
<p>Ho bisogno di qualcuno che ascoltando il pianoforte possa godere dei brividi della note.</p>
<p>Ho bisogno di una persona che faccia l'amore con me come se fosse la sua ultima volta.</p>
<p>Ho bisogno di qualcuno che mi porti due ali e mi insegni a volare.</p>
<p>Ho bisogno di qualcuno che mi sappia scrivere le proprie emozioni.</p>
<p>Ho bisogno di una persona che mi faccia smettere di ricordare.</p>
<p>Ho bisogno di carezze da pelle d'oca e baci con la lingua.</p>
<p>Ho bisogno di sentirmi importante.</p>
<p>Ho bisogno di essere.</p>
<p align="right">(13 febbraio 2008)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Remember Group's here!!!]]></title>
<link>http://groupremember.wordpress.com/2008/02/13/remember-groups-here/</link>
<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 18:19:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>groupremember</dc:creator>
<guid>http://groupremember.wordpress.com/2008/02/13/remember-groups-here/</guid>
<description><![CDATA[Remember Group

&#8220;.Remember to hold me in your memory.&#8221;

Groupremember@gmail.com | Rememb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><b><span style="font-size:20pt;color:#15614a;">Remember Group</span></b><span style="font-size:20pt;"></span></p>
<p><span style="font-size:21pt;"></span></p>
<p style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;text-align:center;"><font color="#2db38a" size="1"><font color="#15614a" size="5"><b><span></span></b></font><font color="#209673" size="2"><span>".Remember to hold me in your memory."</span></font></font></p>
<div style="text-align:center;"></div>
<p style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;text-align:center;"><font size="1"><span><a href="mailto:Group.remember@gmail.com">Groupremember@gmail.com</a> &#124; <a href="mailto:Remember.group@yahoo.com">Remember.group@yahoo.com</a></span></font></p>
<div style="text-align:center;"></div>
<p style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;text-align:center;"><font size="1"><span><a href="http://groupremember.wordpress.com/">Trụ sở</a></span></font></p>
<p style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;text-align:center;"><font size="1"><span><a href="http://360.yahoo.com/remember.group"><br />
</a></span></font></p>
<div style="text-align:center;"></div>
<div style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;text-align:center;"><font size="1"><img src="http://img32.picoodle.com/img/img32/4/1/13/f_Credit3nm_04db037.jpg" /></p>
<p></font></div>
<p style="text-align:right;font-family:Times New Roman,Times,serif;" align="right"><font size="3"><i><span style="color:teal;">Remember, when your dreams have ended</span></i><span style="color:teal;"></span></font></p>
<p style="text-align:right;font-family:Times New Roman,Times,serif;" align="right"><font size="3"><i><span style="color:teal;">Time can be transcended</span></i><span style="color:teal;"></span></font></p>
<p style="text-align:right;" align="right"><font size="3"><i><span style="color:teal;">Just remember me</span></i></font><span style="color:teal;"></span></p>
<p style="text-align:right;" align="right"><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;color:#00918e;">[Josh Groban]</span><span style="font-family:Verdana;color:#00918e;"></span></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;color:#006666;"><br />
Trái tim con người quá nhỏ so với thế giới rộng lớn. Quá nhỏ so với đại dương bao la.<br />
Nhưng nó luôn ghi nhớ.<br />
Từng chút, thừng chút một thôi...<br />
Nhé?</span><br />
<span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;color:#006666;"> </span></p>
<p><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;color:#006666;">'Remember' đã đang và sẽ mãi là hạnh phúc.<br />
'Remember' đã đang và sẽ mãi là yêu thương.</span><br />
<span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;color:#006666;"></span><span style="font-family:Verdana;color:#006666;"></span></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;color:#b6351f;">1. Giới thiệu :</span></b><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;"> <u></p>
<p></u>Remember Group là nhóm dịch và biên tập một số oneshots và manga ngắn tùy theo sở thích của 2 thành viên duy nhất ^^</span></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;"><br />
</span></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;color:#b6351f;">2. Thành viên :</span></b><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;color:#495026;"><br />
</span><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;"><br />
Remember Group bao gồm 2 thành viên và hiện không tuyển thêm người.</span><span style="font-family:Verdana;"></span></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;">Yni<br />
J.a.D</span></p>
<p style="text-align:center;" align="center">
<span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;"></span></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><b><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;color:#b6351f;">3. Giới thiệu Project :</span></b><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;"></p>
<p><i><span style="font-family:Verdana;color:#999999;">~Đang tiến hành~</span></i></span><span style="font-family:Verdana;"></span></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;">1/6000 Honesty</span><span style="font-family:Verdana;"></span></p>
<p style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:7.5pt;font-family:Verdana;"><i><span style="font-family:Verdana;color:#999999;">~Sẽ thực hiện~</span></i></p>
<p>Tenshi Nanka Ja Nai</span><span style="font-family:Verdana;"></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;">* </span><span style="font-size:10pt;font-family:trebuchet ms,sans-serif;"><a href="http://accvietnam.vn/diendan/chu-de/71012/xem.htmx"><span>Official topic.</span></a></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La filastrocca del colore dei fiori]]></title>
<link>http://unsogno.wordpress.com/2008/01/09/la-filastrocca-del-colore-dei-fiori/</link>
<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 15:49:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>makkia</dc:creator>
<guid>http://unsogno.wordpress.com/2008/01/09/la-filastrocca-del-colore-dei-fiori/</guid>
<description><![CDATA[Quanti fiori colorati
nei giardini, in mezzo ai prati!
Fiordaliso è tutto blu,
io gli parlo a tu pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><i>Quanti fiori colorati<br />
nei giardini, in mezzo ai prati!<br />
Fiordaliso è tutto blu,<br />
io gli parlo a tu per tu.<br />
C'è la rosa tutta gialla,<br />
ci si posa una farfalla<br />
e la stella vellutata<br />
stella alpina vien chiamata.<br />
E la fucsia come è bella!<br />
Ci va su la coccinella.<br />
Fior d'arancio profumati<br />
sembran quasi un po' fatati.<br />
E le primule gialline<br />
sembran tante sorelline.<br />
Spumeggiante è la mimosa<br />
che fa fiori e fiori a iosa.<br />
Tulipano è tutto bianco,<br />
di guardarlo non mi stanco.<br />
Campanella è di un azzurro<br />
che fa dire in un sussurro:<br />
"certo quest'arcobaleno<br />
porta al mondo un po' il sereno.<br />
Dalla mano di un pittore<br />
sembra uscito ogni bel fiore!" </i></p>
<div align="left"></div>
<div align="left"></div>
<p align="left">Gabriella Poggi</p>
<div align="left"></div>
<div align="left"></div>
<p align="center"><font color="#4c1900"><font size="5"><i>La Piuma</i></font></font></p>
<div align="left"></div>
<div align="left"></div>
<p align="center">Dedicata a Gabriella Poggi</p>
<div align="left"></div>
<div align="left"></div>
<p align="left"><i>Solo un giorno,<br />
un giorno solo,<br />
i nostri sguardi<br />
si sono incrociati;<br />
come quelli di tante persone<br />
come se ti avessi incontrata per strada.<br />
Di conoscerti veramente<br />
il desiderio forte tenevo in cuore<br />
ma un Cuore più grande<br />
altri disegni serbava.<br />
E come una piuma<br />
volasti in cielo<br />
portata dal vento<br />
quel sabato mattina.<br />
Non ti conobbi mai<br />
ma cercai tra le foto,<br />
sfogliai gli album<br />
e fissai i tuoi occhi<br />
sorridenti per sempre.<br />
Mi accorsi con stupore<br />
che la tua espressione<br />
somiglia alla mia.<br />
Ed ora mi rimane<br />
un foglio piegato,<br />
una poesia fotocopiata<br />
scritta a mano da te.<br />
Non ti conoscerò su questa terra<br />
e non potrò sentirti parlare,<br />
ma se leggo la filastrocca<br />
sento la tua voce<br />
che la legge e rilegge<br />
per sentire come suona.<br />
Vedo poi le tue mani,<br />
le dita lunghe e sottili<br />
tanto simili alle mie,<br />
che tiran righe<br />
e poi riscrivono<br />
i versi troppo lunghi.<br />
Nei miei occhi i tuoi occhi<br />
Che felici la rileggono<br />
perché han capito che è nata<br />
e così va conservata.</i></p>
<div align="left"></div>
<div align="left"></div>
<p align="left"><i> Ed ora piuma leggera<br />
torna a volare.<br />
Ora piuma leggera<br />
di nuovo puoi ballare.<br />
Adesso piuma leggera<br />
ancora puoi dipingere.<br />
Ed un giorno piuma leggera<br />
ci potremo conoscere.</i></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Memorandum]]></title>
<link>http://iguessiamliketom.wordpress.com/2008/01/04/memorandum/</link>
<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 15:53:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>iguessiamliketom</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Ricordami di mandarti a fanculo.
 
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Ricordami di mandarti a fanculo.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il volto e l'immagine]]></title>
<link>http://1911dc.wordpress.com/2007/12/08/il-volto-e-limmagine/</link>
<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 14:58:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>senzabattello</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8221; L&#8217;uomo vive come in presenza di qualcosa che è andato perduto e che egli deve ritrova]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>" L'uomo vive come in presenza di qualcosa che è andato perduto e che egli deve ritrovare, pena la perdita di se. E' dato a se stesso come uno del quale si è dimenticato, e quindi la sua vera vita consiste nel ricordare a se stesso la propria realtà (..).<br />
La realtà perduta rappresenta per l'uomo un valore così grande che quando egli viene a sapere qualcosa su di essa, vende tutto ciò che possidere per comprarla. La realtà perduta è come la perla evangelica. "</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ricordare le 19 cifre del "pi greco"]]></title>
<link>http://rafanto.wordpress.com/2007/12/06/ricordare-le-19-cifre-del-pi-greco/</link>
<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 14:58:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>rafanto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Simpatico procedimento per ricordare e ricavare le cifre del &#8216;pi greco&#8217; (quando c&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Simpatico procedimento per ricordare e ricavare le cifre del 'pi greco' (quando c'è ne servono più di 3.14159)</p>
<p><em>Ave o Roma o Madre gagliarda di latine virtù che tanto luminoso splendore prodiga spargesti con la tua saggezza.</em></p>
<p>(Formula per ricordare le prime 19 cifre del numero pi greco: <span class="texhtml">π = 3.141592653589793238</span>. Ognuna delle parole del verso rappresenta una delle cifre di pi, basta contare il numero di lettere che le compongono.)</p>
<p><em>Esempio:</em> Ave = 3, o = 1, Roma = 4, o = 1, Madre = 5, e così via.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[15 anni fa circa]]></title>
<link>http://urcuz.wordpress.com/2007/04/26/15-anni-fa-circa/</link>
<pubDate>Thu, 26 Apr 2007 18:40:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>urcuz</dc:creator>
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<description><![CDATA[15 anni fa circa, succedeva una delle cose più brutte capitate al nostro paese.
15 anni fa circa me]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>15 anni fa circa, succedeva <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Capaci">una delle cose più brutte</a> capitate al nostro paese.</p>
<p>15 anni fa circa meno qualche giorno, capitava di sentire in tv una delle cose più belle mai dette.</p>
<p>Rosaria Schifani, vedova di Vito Schifani, agente della scorta di Falcone, al funerale di suo marito dice pressappoco così: "<font color="#000000"><em><font size="2"><font face="Verdana">Uomini senza onore. Avete perduto. Ora io vi offro il mio perdono. Ma voi dovete mettervi in ginocchio e cambiare..."</font></font></em></font></p>
<p>Nessuno di quelli che hanno sentito quelle parole, che  hanno visto quella ripresa può dire di non essere stato colpito, nel profondo.</p>
<p>Il perdono.</p>
<p>Questo post è per tutti quelli che hanno perdonato e perdonano, per chi dà l'esempio...</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Chi sogna nuovi gerani?]]></title>
<link>http://urcuz.wordpress.com/2007/04/25/chi-sogna-nuovi-gerani/</link>
<pubDate>Wed, 25 Apr 2007 20:19:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>urcuz</dc:creator>
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<description><![CDATA[Giovannino Guareschi, per chi non lo sapesse, non ha scritto solo Don Camillo.
E il Don Camillo più]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovannino_Guareschi">Giovannino Guareschi</a>, per chi non lo sapesse, non ha scritto solo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Don_Camillo">Don Camillo</a>.</p>
<p>E il Don Camillo più noto, quello televisivo, non è precisamente quello pensato da Guareschi... i film, diretti da un regista francese, furono sempre delle distorsioni dei romanzi e facevano spesso ricorso a  buonismi gratuiti...</p>
<p>Ma a parte questo...</p>
<p>Oggi si parla di liberazione e Guareschi ha partecipato e vissuto i giorni della liberazione, con coerenza e libertà di spirito.</p>
<p>Per questa libertà e coerenza, come Biagi qualche anno fa, ha avuto qualche problema con qualche politico (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alcide_De_Gasperi">e che politico</a>).</p>
<p>Ed è rimasto in carcere un anno.</p>
<p>Inviso ai comunisti, non compreso dalla destra... nessun aiuto... se non quello della gente che continuò a scrivergli e contattarlo e incoraggiarlo...</p>
<p>Libertà è anche stare un anno in carcere perchè il proprio pensiero non vuole scendere a patti con i politici.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il tempo, la scrittura]]></title>
<link>http://isabellamoroni.wordpress.com/?p=151</link>
<pubDate>Mon, 12 Jun 2006 13:16:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>isabellamoroni</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho sempre scritto per ricordare. La memoria legata a qualcosa di palpabile, tattile, concreto. Mai a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre scritto per ricordare. La memoria legata a qualcosa di palpabile, tattile, concreto. Mai affidata alla sola mente così vaga e labile.<br />
La memoria fatta di oggetti come tessere di un puzzle che all'improvviso -succede, sì- non servono più a nulla.<br />
Non significano più nulla.<br />
Non suscitano più alcun ricordo.</p>
<p>A volte ho scritto per uccidere.<br />
Per tagliare via da me legami inscindibili; per rendere altro da me storie vissute, persone amate, tradimenti e cambiamenti.</p>
<p>Il più delle volte ho scritto per capire.<br />
Per comprendermi, per cercare di arrivare al cuore; per entrare in quella foresta fatta di nodi e di perché.<br />
Ed ho riempito pagine e pagine ed ancora centinaia di pagine con sempre le stesse domande.<br />
Da decenni.<br />
Domande che sembrano non avere risposte.</p>
<p>Il blog. Ovvero la ricerca della perfezione.<br />
Nella scrittura, almeno.<br />
Perfetta nel bene e nel male. Comprensibile da tutti e da tutti amabile.<br />
Ma sempre con la paura di dispiacere qualcuno, con lo sguardo furtivo di chi sa che quello che scrive potrà essere usato contro di lei.<br />
Mi consola la certezza che il blog è fatto della stessa sostanza del tempo: momenti che rotolano via; certezze che si sostiutiscono a paure; paure che fanno esplodere la pazienza.<br />
Per poi dimenticare.<br />
Per poi ricominciare.<br />
Lenite le ferite dal grande balsamo del tempo che passa. A dispetto di ogni attesa.</p>
<p>E poi basta.<br />
Perché nella scrittura è l'imperfezione, come nell'arte e nella vita. Ed a volte perfino nella musica e nella matematica...</p>
<p>Ed allora si cambia.<br />
Non so quanto, sarà tutto da scoprire.<br />
A volte basta prendere il flusso degli accadimenti per mandare all'aria tutti i progetti e gli schemi.<br />
Quest'esercizio fa bene all'anima ed alla pelle.<br />
Ringiovanisce e rende elastici i muscoli ed i pensieri.</p>
<p>Pagine e pagine di appunti: "li scriverò domani", s'ammucchiano l'uno sull'altro senza mai entrare in scena.<br />
A volte si confondono.<br />
Le storie si scambiano i personaggi ed io non le riconosco più.</p>
<p>Meglio cominciare un altro pentagramma di parole.<br />
Forse non troverete suoni diversi. Il senso sta nel raccontare.<br />
Non nel costruire il racconto. Con più semplicità.</p>
<p>Speriamo. <strong> </strong><strong></strong></p>
<p align="center"><img border="0" width="350" src="http://galienni.typepad.com/plastikblog/images/ecrivaine.jpg" height="493" style="width:272px;height:381px;" /></p>
<h5 align="left"><em>immagine: "la blogueuse" -</em><a href="http://galienni.typepad.com/%20plastikblog/2005/03/"><em> Galienni</em></a></h5>
]]></content:encoded>
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