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	<title>riferimento &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/riferimento/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "riferimento"</description>
	<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 23:37:06 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[LUCIO BATTISTI EMOZIONA ANCORA]]></title>
<link>http://laltraitaliablog.wordpress.com/?p=179</link>
<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 09:17:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>alpenliebe111</dc:creator>
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<description><![CDATA[ll 9 settembre del 1998 moriva uno dei mostri della musica italiana Lucio Battisti. E&#8217; stato g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://laltraitaliablog.files.wordpress.com/2008/09/battisti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-180" title="battisti" src="http://laltraitaliablog.wordpress.com/files/2008/09/battisti.jpg" alt="" width="335" height="334" /></a>ll <strong>9 settembre del 1998</strong> moriva uno dei mostri della musica italiana<strong> Lucio Battisti</strong>. E' stato grazie alle sue intuizioni che la canzone italiana da hit parade ha scoperto suoni e soluzioni tipiche della musica nera prima e del rock poi. La simbiosi con i test di Mogol ha permesso poi a questi brani di essere accolti come la traduzione in musica di inquietudini, emozioni, mutamenti sociali, sessuali e di costume dell'epoca.</p>
<p>Come si sa la sua storia è anche la cronaca di un'assenza: quando è morto nel '98, Battisti non solo si era ritirato dalla scena dei concerti da quasi vent'anni ma aveva messo in atto un autentico volontario esilio, proteggendo la sua privacy con ferocia. Questa  voglia di vivere una vita lontana dalla fama e dai fan è corsa parallela alla sua operazione artistica di radicale destrutturazione di quel repertorio scritto con Mogol che lo ha trasformato in un mito.</p>
<p>La sua produzione dalla metà degli anni '80 in poi si è sempre più allontanata dalla forma canzone e dai territori di una possibile cantabilità delle  melodie, trovando nell'ironico ermetismo dei testi di Pasquale Panella un perfetto completamento di una musica sempre più avvolta da sonorità elettroniche.</p>
<p>Sono tanti, da Vasco Rossi a Ligabue fino ai Litfiba i colleghi di generazione ed estrazione diversa che lo considerano un punto di riferimento: fosse solo per la naturale attitudine a cambiare le carte in tavola di quell'imprevedibile gioco della canzone. Restano, naturalmente, le intuizioni  creative destinate a sfidare il tempo, di un'artista che se fosse in vita oggi avrebbe 65 anni, era infatti nato il 5 marzo del 1943 a Poggio Bustone, in provincia di Rieti.</p>
<p>Nel decennale della sua scomparsa, il 'mito' Battisti viene celebrato in diverse manifestazione in tutta Italia, nei numerosi libri che continuano ad uscire su di lui e che vanno ad arricchire la già sterminata bibliografia, ma anche nelle antologie musicali, su Internet e negli speciali tv.</p>
<p>A Molteno il paese della Brianza dove Battisti trascorse gran parte della sua vita, aprirà i battenti la mostra "Un tuffo dove l'acqua è più blu", a cura di Italo Gnocchi, collezionista e titolare dell'etichetta indipendente On Sale Music: sarà possibile ammirare una vasta gamma di manifesti, volantini di manifestazioni, concerti, tributi, dibattiti, convegni che in questi dieci anni hanno ricordato Battisti. Un altro appuntamento si terrà dal 20 al 28 settembre a Pavia, dove una mostra allestita nel centro della città ricorderà Battisti anche con un concerto dei Dik Dik. Ci sarà anche una nutrita gamma di provini, ovvero brani che Lucio ha registrato ma che non sono mai stati pubblicati.</p>
<p>Poggio Bustone, il paese in provincia di Rieti che ha dato i natali a Battisti, ha in programma di organizzare il 9 settembre un concerto in piazza con Roby Matano, il cantante del gruppo I Campioni, in cui Lucio suonò nei primi anni Sessanta. C'è poi un'iniziativa a Montemesola, in provincia di Taranto, dove il 9 settembre si esibisce la Hp band, nata nel 2001 come tributo alla musica di Battisti; mentre il 9, giorno della scomparsa di Battisti, appuntamento ad Andalo, in provincia di Trento, per una manifestazione nel palazzetto della città.</p>
<p>Ma c'è anche chi, tra i suoi estimatori, sceglie la linea del 'non-ricordo', come si legge sul sito Luciobattisti.info: "Il nostro forum, com'è suo  costume, non intende celebrare alcunchè per l'anniversario della scomparsa di Lucio, è poco elegante è speculativo. Lucio non avrebbe voluto, nè tantomeno lo vorrebbero i familiari... Lo celebriamo ogni volta che mettiamo un disco, ogni volta che cantiamo una sua canzone".</p>
<p><strong>1 MILIONE DI EURO L'ANNO DI DIRITTI D'AUTORE<br />
</strong>Gli eredi di Lucio Battisti e l'autore Mogol incassano ogni anno oltre 1 milione di euro di diritti d'autore. La società che li riscuote è la Edizioni musicali acqua azzurra srl, di cui sono azionisti la famiglia Battisti (che controlla il 56% del capitale), l'azienda discografica Universal (35%, subentrata alla Bmg) e Mogol (9%). Negli ultimi tre anni, secondo l'agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor, la società ha avuto un fatturato stabile intorno a 1 milione e 50 mila euro, con utili oscillanti tra 664.849 e 707.044 euro, detratte le tasse. La quota della famiglia Battisti è nella società Aquilone che appartiene alla moglie, Grazia Letizia Veronese, e al figlio Luca Filippo. La quota di Mogol è ne L'altra metà, di cui sono azionisti Giulio Rapetti (Mogol) e i figli Alfredo e Carolina.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Pubblicità in Second Life: il caso L’Oréal e il confronto con campagne pubblicitarie sul Web e i banner.]]></title>
<link>http://communicationvillageblog.wordpress.com/?p=12</link>
<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 14:51:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Communication Village</dc:creator>
<guid>http://communicationvillageblog.it.wordpress.com/2008/04/29/pubblicita-in-second-life-il-caso-l%e2%80%99oreal-e-il-confronto-con-campagne-pubblicitarie-sul-web-e-i-banner/</guid>
<description><![CDATA[Una campagna pubblicitaria in Second Life ha come primo problema il limitato pubblico che è in grad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Una campagna pubblicitaria in Second Life ha come primo problema il limitato pubblico che è in grado di raggiungere. Con i circa 500.000 utenti attivi che animano il mondo virtuale di Linden Lab, l’impatto può sembrare poca cosa se si compara il grado di visibilità di una campagna sviluppata su portali Web che vantano una media di altrettanti utenti unici al giorno.</p>
<p>Bisogna però fare un’analisi più attenta guardando con più profondità i numeri e i comportamenti degli utenti. Il primo problema ben noto a chi realizza un banner è la cosiddetta “banner blindness”, ossia la tendenza dell’utente a ignorarlo – letteralmente a non vederlo, girando lo sguardo in modo da evitarlo e di sfuggire alla percezione del contenuto. Inoltre, il rapporto tra il contenuto stesso e la percezione intellettuale ed emozionale è quanto mai limitata, dal momento che il banner è quasi sempre percepito innanzi tutto come un elemento di disturbo nella pagina Web, piuttosto che un oggetto che si integra e accresce di nuovi spunti la fruizione della pagina stessa.</p>
<p>Questo rapporto tra banner e utenza si risolve in una bassissima redemption, se viene misurata attraverso il click-through (il cliccare sul banner per andare sul sito dell’inserzionista). Peraltro, studi recenti condotti sull’utenza Internet americana avvertono che circa l’80% dei click sul banner vengono effettuati solamente da circa il 15% dell’effettiva popolazione di utenti che naviga sul Web.</p>
<p>Se invece si misura la redemption attraverso indagini che verificano a campione il grado di brand awareness o di product awareness creata o rinforzata dal banner, i pareri degli analisti imparziali sono tendenzialmente pessimistici. Sebbene ci sia chi sostiene che in effetti la ripetizione di un banner produce un effetto inconscio di assimilazione della marca – al punto da aumentare la positività dell’atteggiamento verso marca o prodotto presentato –, rimane che solitamente l’impatto esplicato da un banner ben progettato è estremamente basso sulla memoria del consumatore o sul grado di percezione positiva del messaggio in termini emozionali.</p>
<p>L’effetto massimo di una campagna pubblicitaria si ottiene quando il livello di esposizione del destinatario provoca un interesse attivo verso i contenuti veicolati. L’ideale è riuscire a coinvolgere il destinatario arrivando a rendere il messaggio pubblicitario una parte della sua esperienza diretta: in questo caso il prodotto si salda in qualche modo con una parte della vita del fruitore del messaggio, con il risultato di stabilire un rapporto di profonda lealtà tra la marca/prodotto e il consumatore.</p>
<p>Operazioni del genere riescono di rado, per esempio con spot televisivi che riescono a colpire l’attenzione dello spettatore diventando parte del suo immaginario o saldandosi al suo vissuto. In altri casi attraverso operazioni più complesse attuate con una concomitanza di diversi media o con l’organizzazione di eventi in cui il pubblico viene coinvolto direttamente e trasformato da fruitore di messaggi in attore: è il caso delle azioni di marketing esperienziale che puntano alla partecipazione diretta del pubblico a situazioni memorabili o all’interazioni in contesti ben strutturati in cui il prodotto o l’azienda stabiliscono un dialogo serrato con un campione ben scelto del proprio pubblico di riferimento.</p>
<p>Second Life permette di ottenere eccellenti risultati in questo tipo di comunicazione proprio grazie alla sua natura di strumento di partecipazione collettiva capace di simulare uno spazio e un’esperienza reale. Una dimostrazione proviene da una campagna di comunicazione realizzata da L’Oréal: è stata realizzata una serie di quattro oggetti riproducenti dei prodotti per il make-up che gli utenti potevano prelevare mediante il proprio avatar. Questi davano gratuitamente all’utente delle particolari skin (dei visi da applicare al proprio avatar) che riprendevano lo stile di alcuni dei più pubblicizzati maquillage proposti di recente dall’azienda di cosmetici.</p>
<p>I risultati della prima fase della campagna, messa in atto da KZero, sono stati commentati da James Wagner Au, autore di uno dei blog più autorevoli sugli utilizzi di Second Life. L’analista osserva che «in tre mesi di campagna, 34.000 residenti di Second life hanno preso almeno uno dei quattro oggetti disponibili. Confrontati con la percentuale dei circa 550.000 active user al mese, significa un click-through compreso tra 1,6 e 6,2% (questo intervallo dipende da quanti dei quattro oggetti L’Oréal sono stati prelevati da ciascun residente). Valore decisamente interessante se confrontato con i tradizionali banner per il Web, che normalmente ottiene valori intorno allo 0,5%».</p>
<p>Va notato anche che gli utilizzatori della skin hanno potuto legare la percezione del marchio L’Oréal al proprio avatar per tutto il tempo che la skin è stata utilizzata, realizzando un rapporto di rinforzo continuo della percezione del marchio che crea un rapporto molto intenso tra l’utente e il brand. In altri termini, molto più del tradizionale clock-through, il prelevamento della skin realizza un livello di partecipazione esperienziale al marchio – anche se svolto nell’ambiente virtuale di Second life – che permette di produrre una brand awareness di grandissimo impatto, capace di tradursi facilmente in un utilizzo dei prodotti della casa cosmetica anche nel mondo reale.</p>
<p>La base del successo è innanzi tutto quella di adottare delle logiche di comunicazione che esaltino la partecipazione e la convenienza dell’utilizzo, sfruttando al meglio le opportunità offerte da Second Life come strumento di simulazione della realtà. Se questo si verifica, il risultato di una campagna pubblicitaria va ben oltre il numero limitato di 550.000 utenti attivi, ma permette di generare anche dei flussi virali che diffondono in modo energico il valore del marchio e del prodotto.</p>
<p>Va precisato che non sono numerosi gli esperimenti di questo tipo finora attuati in Second Life. Mancano poi dei numeri precisi sulle pubblicità miranti a coinvolgere soprattutto gli utenti italiani, ma ci sono tutti i presupposti per ritenere che, a fronte di una campagna costruita in modo da sfruttare al meglio le caratteristiche del mezzo (e quindi non riproducendo ottusamente modelli di comunicazione validi su altri media), possano ottenersi risultati significativi da affiancare in modo proficuo a quelli conseguibili con i media tradizionali.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SOA Reference Architecture: a che cosa serve]]></title>
<link>http://caffeconbea.wordpress.com/?p=107</link>
<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 11:13:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luca Relandini</dc:creator>
<guid>http://caffeconbea.it.wordpress.com/2008/03/03/soa-reference-architecture-a-che-cosa-serve/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;obiettivo di SOA è allineare le capacità dell&#8217;IT agli obiettivi di business: secondo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'obiettivo di SOA è allineare le capacità dell'IT agli obiettivi di business: secondo le statistiche, il principale motivo per cui molte aziende hanno adottato, o stanno adottando, questa strategia è l'agilità che essa consente al sistema informativo.</p>
<p>La metafora dei mattoncini del LEGO rende bene l'idea: diversi assemblaggi degli stessi componenti possono produrre rapidamente costruzioni diverse, soddisfacendo i requisiti di business in un tempo ridotto, ma con una qualità superiore, rispetto all'approccio IT tradizionale.</p>
<p>Oltre alle dichiarazioni di principio e alla corretta gestione delle informazioni all'interno dell'azienda, è necessario però che esista un quadro di riferimento architetturale in cui i servizi che vengono sviluppati trovino una adeguata collocazione. Oltre al modello da fornire ai progettisti, servono una infrastruttura tecnologica e un piano di investimenti per la sua realizzazione.</p>
<p>La figura seguente mostra uno schema sintetico di architettura di riferimento, in cui vengono evidenziati i Service Consumers e i Service Providers insieme a tutti i servizi condivisi che comprendono quelli applicativi e quelli infrastrutturali.</p>
<p><a href="http://caffeconbea.wordpress.com/files/2008/02/reference_arch1.jpg" title="BEA SOA Reference Architecture"><img src="http://caffeconbea.wordpress.com/files/2008/02/reference_arch1.thumbnail.jpg" alt="BEA SOA Reference Architecture" /></a></p>
<p><b>Come usare la SOA Reference Architecture</b></p>
<p>Il primo passo per l'adozione della SOA Reference Architecture di BEA è la sostituzione dei generici tipi di componente descritti dal modello con i componenti specifici del cliente: per esempio, "Portali" può essere specificato come "Portale Risorse Umane" e "Portale Customer Service". "Packaged Applications" può diventare "SAP" e "Oracle Financials". "Atomic Business Activities" può comprendere "Emissione dell'ordine" e "Pagamento".<br />
L'azienda può anche identificare come i nuovi progetti si adattano allo scenario complessivo, per esempio mettendo a disposizione un processo di business condiviso "Aggiunta Nuovo Prodotto" o fornendo un data service "Cliente".<br />
Il risultato è una istanza concreta della SOA Reference Architecture - un modello specifico per quell'azienda che diventa la definizione formale della architettura SOA. Fornisce lo schema per classificare l'infrastruttura e i servizi condivisi; definisce le relazioni tra la SOA desiderata e l'architettura esistente. Specifica la visione architetturale e determina il percorso da seguire per la sua costruzione. Infine, serve come cruciale strumento di comunicazione e di verifica della conformità.</p>
<p>Oltre a focalizzare le risorse dello sviluppo nella creazione delle soluzioni, le aziende devono gestire i progetti che ne risultano. La SOA Reference Architecture può servire da modello per un singolo progetto così come per l'intera SOA.<br />
Un architetto e il responsabile del progetto possono usarla per scomporre le funzionalità di business in un insieme di servizi, assegnare la responsabilità per ciascun blocco al gruppo di sviluppo più adatto, monitorare l'implementazione.<br />
In questo modo si possono ottenere il parallelismo nello sviluppo dei componenti, l'eliminazione delle duplicazioni, una efficace attribuzione dei costi a diverse voci di bilancio.</p>
<p><b>Il white paper<br />
</b><br />
La SOA Reference Architecture di BEA fornisce benefici di lungo termine alle aziende fornendo un modello per costruire una SOA di livello enterprise in modo scalabile.<br />
La potenza di SOA è la sua flessibilità. Ogni azienda può adattare i suoi particolari asset IT al suo business specifico.<br />
Tuttavia questa potenza è inutile senza controllo: è necessario un modello che indirizzi il lavoro e permetta di verificarne i risultati.<br />
Usando una SOA Reference Architecture, le aziende possono stabilire quali servizi dovrebbero costruire e quando farlo.<br />
Possono aumentare il parallelismo e ridurre le duplicazioni nel portafoglio dei progetti di sviluppo. Possono imporre una governance efficace basata su policy che applicano correttamente i principi generali a circostanze specifiche.<br />
La chiave per ottenere questi benefici è la conoscenza del posto che ciascun progetto e ciascun servizio occupano nello schema più ampio della SOA a livello enterprise. Usando la SOA Reference Architecture, sia le persone di business che quelle dell'IT possono indicare con precisione il ruolo di ogni servizio esistente o proposto.<br />
Le dipendenze, le mancanze e le duplicazioni appaiono evidenti. La pianificazione, la cooperazione e l'approvvigionamento diventano più semplici. Le aziende possono finalmente trasformare l'agilità in un processo gestibile. BEA ha tracciato la strada con una SOA Reference Architecture basata su anni di esperienza nel mondo reale.</p>
<p>Un white paper che espone in dettaglio il valore della costruzione di una SOA Reference Architecture può essere scaricato dal sito BEA, nella sezione <a href="http://www.bea.com/framework.jsp?CNT=index.htm&#38;FP=/content/solutions/soa&#38;WT.ac=topnav_solutions_soa" title="soluzioni SOA" target="_blank">SOA</a>.</p>
<p>La struttura di consulenza di BEA offre diversi servizi - che saranno discussi in altri post su questo blog - mirati alla definizione di un'architettura di riferimento specifica per il cliente e alla sua realizzazione.</p>
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