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	<title>riservatezza &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/riservatezza/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "riservatezza"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 02:39:47 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il baby dirottatore, l'anguria quadrata e altre storie]]></title>
<link>http://mononeuronico.wordpress.com/?p=300</link>
<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 09:50:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>mononeuronico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dopo aver saputo che un ragazzino di 14 anni, armato di un coltello (quanto sarà stato pericoloso??]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Dopo aver saputo che un ragazzino di 14 anni, armato di un coltello (quanto sarà stato pericoloso???), ha dirottato un autobus con 11 passeggeri in Giappone per poi arrendersi dopo un inseguimento di pochi minuti, ho pensato che Al-Qaeda ha fatto scuola, anzi sQuola...Ma questa, pensate un pò, non è la notizia più sensazionale di questi giorni: già perchè <strong>a tenere banco nelle cronache estere ci sono le foto osè di Avril Lavigne</strong>, dove la cantante (si ritiene sia lei ma senza averne le prove) sta facendo del sano sesso...Dimenticavo volendo ci sarebbe anche la notizia che a Berlino sono nati <a title="Vai alla photogallery di Repubblica, nuova finestra" href="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/gemelli-duecolori/1.html" target="_blank">due gemelli</a>. Uno bianco uno nero, come il cornetto algida... :D</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>Nelle cronache italiane</strong></em> (tu pensa come stiamo messi) abbiamo ben altre notizie:</p>
<ol style="text-align:justify;">
<li><a title="Vai all'articolo di Repubblica, nuova finestra" href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/relazione-pizzetti/relazione-pizzetti/relazione-pizzetti.html" target="_blank">Il garante della praivasi</a> consiglia di stare attenti a youtube, facebook e ai social netuorc in generale, in quanto i dati che i giovani vi immettono sono destinati a rimanere per sempre sulla rete senza tutele e senza che l'utente ne sia a conoscenza. Beh, proprio l'altro giorno ho aperto un account su Feisbuc...Forza Carlo!!!</li>
<li>Rai, <a title="Vai all'articolo di Repubblica, nuova finestra" href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/politica/rai-cda-2/vicenda-sacca/vicenda-sacca.html" target="_blank">caso intercettazioni Berlusconi-Saccà</a>: dopo lo scandalo dei mesi scorsi, il direttore generale Claudio Cappon aveva chiesto il licenziamento dell'ex direttore di Rai Fiction, ma il cda (con l'astensione persino di Sandro Curzi) ha respinto la proposta. Era stato reintegrato nonostante la palese violazione del codice etico dell'azienda e, secondo me, anche dei nostri didietro...</li>
<li><strong>Ed ecco la notizia dell'estate (scorsa)</strong>: siete stanchi di veder dondolare la vostra fetta d'anguria nel piatto?? Da tempo gli agricoltori nipponici si sono adeguati, seguiti dai cinesi eccetera eccetera. Ora ci si sono messi anche quelli italiani a produrre <a title="Vai alla photogallery di Repubblica, nuova finestra" href="http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/anguria-quadrata/14.html" target="_blank">L'ANGURIA QUADRATA</a>!!!! Vedere per credere...</li>
</ol>
<p style="text-align:justify;">Questo notiziario è andato in onda in forma ridotta per ovviare alle mie ridotte capacità mentali e per lasciarmi tempo per cercare l'anguria quadrata nel mercato di Senigallia... :D</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pizzetti e il grido d'allarme sui social network]]></title>
<link>http://antoniovergara.wordpress.com/?p=2539</link>
<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 15:16:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio Vergara</dc:creator>
<guid>http://antoniovergara.wordpress.com/?p=2539</guid>
<description><![CDATA[
Il momento di massima visibilità per le mille e più authority dello stivale è la relazione annua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/07/r162087_595616.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2540" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/07/r162087_595616.jpg?w=300" alt="" width="300" height="196" /></a></p>
<p>Il momento di massima visibilità per le mille e più authority dello stivale è la relazione annuale. Solitamente si tratta di un resoconto piuttosto banale e fumoso, che quasi sempre si traduce in una passerella senza senso. Nella relazione sullo stato delle Tlc, <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200807articoli/34806girata.asp" target="_blank">Calabrò ha finito per parlare di politica e Rai</a>, quando semmai il problema annoso da affrontare è quello del monopolio di pubblicità che detengono le aziende di Berlusconi. E pure oggi, il garante per la riservatezza, Pizzetti, è andato ampiamente fuori tema spargendo l’allarme <a href="http://www.corriere.it/politica/08_luglio_16/pizzetti_privacy_e54e6fbc-5318-11dd-a364-00144f02aabc.shtml" target="_blank">privacy derivante dalla forte ascesa dei social network</a>.</p>
<p><em>«Assistiamo - avverte il Garante - con vigile attenzione al diffondersi di Youtube e dei nuovi Social Networks, quali, tra i tanti, Myspace, Facebook, Asmallworld, che consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla rete».<br />
E questa diffusione e scambio di dati «può determinare in futuro, specie nel momento dell`accesso al lavoro, rischi anche gravi per giovani e giovanissimi, che spesso usano queste tecnologie con spensieratezza e inconsapevolezza». Di fronte a queste nuove sfide e criticità il garante sottolinea la necessità di indicazioni chiare: «Sentiamo il dovere di dare al più presto su tutte queste novità indicazioni chiare, anche per consentirne agli utenti un uso più attento e informato».</em></p>
<p>La questione sollevata da Pizzetti ha un qualche fondamento di verità, però bisognerebbe capire quali siano queste “indicazioni chiare” da adottare. Non è certo spargendo inutili allarmismi o affrontando l’argomento in modo schiumoso che si arriverà a una vera e propria normativa in questo campo. In internet, si sa, è pressoché impossibile evitare che le informazioni personali circolino, magari uscendo dai servizi che l’utente ha volontariamente sottoscritto per essere usate con secondi fini. I <a href="http://tv.repubblica.it/copertina/privacy-online-come-difendersi/22240?video" target="_blank">consigli di Zetavu</a>, da questo punto di vista, mi sembrano molto condivisibili.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La "spia in ufficio" di Microsoft]]></title>
<link>http://lary1984.wordpress.com/2008/01/17/la-spia-in-ufficio-di-microsoft/</link>
<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 15:44:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>lary1984</dc:creator>
<guid>http://lary1984.wordpress.com/2008/01/17/la-spia-in-ufficio-di-microsoft/</guid>
<description><![CDATA[Microsoft ha presentato in questi ultimi giorni un brevetto di un software capace di monitorare la p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Microsoft ha presentato in questi ultimi giorni un brevetto di un software capace di monitorare la produttività, la competenza e il benessere psicofisico di chi sta davanti a un computer. Una specie di "Grande Fratello" in chiave aziendale per cui il dipendente di un'azienda sarebbe collegato al proprio computer attraverso sensori senza fili, che permetterebbero ai suoi superiori di monitarne il battito cardiaco, la temperatura corporea, i movimenti, le espressioni facciali e la pressione del sangue.</p>
<p>La notizia è stata presentata proprio oggi dal quotidiano londinese <a href="http://technology.timesonline.co.uk/tol/news/tech_and_web/article3193480.ece">Times</a>; un reporter ha visionato in esclusiva la domanda di brevetto presentata da Microsoft. Una sorta di "spia in ufficio".</p>
<p>Finora queste tecnologie ad alto impatto per la privacy erano state usate solo per professioni ad alto rischio (piloti, astronauti, pompieri...), ma con questa proposta di brevetto si va oltre ad ogni limite proponendo un monitoraggio su qualsiasi tipo di lavoro.</p>
<p>Microsoft precisa che <i>"i sensori sarebbero in grado di leggere "il battito cardiaco, le reazioni galvaniche della pelle, i segnali del cervello, il tasso di respirazione, la temperatura corporea, i movimenti e le espressioni del volto, la pressione sanguinea. Il sistema può anche individuare automaticamente frustrazione o stress in chi sta usando il computer e offrire e provvedere assistenza a seconda del bisogno"</i>.<br />
I profili individuati dal computer vengono poi confrontati con statistiche di media per suggerire eventuali azioni da mettere in atto allo scopo di ripristinare comportamenti corretti e reazioni normali in soggetti che manifestano  profili fuori "dalla norma".<br />
Il sistema funziona non solo con personal computer fissi, ma anche attraverso computer portatili e telefonini cellulari, il che vuol dire che i dipendenti potrebbero essere controllati anche al di fuori del'ufficio.</p>
<p>Numerosi enti di protezione della riservatezza come ad esempio il Commissariato all'informazione del Regno Unito o il sindacato Unite o ancora esperti legali in materia di riservatezza esprimono le loro critiche sull'argomento: <i>"Questo sistema prevede intrusioni in ogni aspetto della vita dei dipendenti e solleva questioni molto serie in materia di rispetto della riservatezza"</i> o ancora <i>"può essere giustificabile solo in circostanze eccezionali"</i> e <i>"un'iniziativa simile finirebbe per avvelenare i rapporti all'interno di un'azienda"</i>.  Ben Willmott, un docente di relazioni industriali all'Institute of Personnel and Development, ammonisce: <i>"Le nostre ricerche dimostrano che quando i dipendenti si sentono sotto eccessivo monitoraggio o sorveglianza, tendono ad avere un atteggiamento negativo verso i propri datori di lavoro e perciò ad essere meno motivati e impegnati. Le aziende che pensano di introdurre un sistema simile dovrebbero pensarci due volte"</i>.</p>
<p>Riporto la risposta di <b>Horacio Gutierrez, vicepresidente dell' Intellectual Property and Licensing </b>(vedi <a href="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/microsoft4/big-brother/big-brother.html">La Repubblica</a>):<br />
<i>"Il tempo richiesto dal processo di approvazione di una brevetto è di circa 3-5 anni. Questa particolare richiesta riguarda un'innovazione finalizzata al miglioramento dei sistemi di monitoraggio di alcuni parametri dell'individuo, e utilizza ad esempio il rilevamento del battito cardiaco di un utente per definire la sua condizione fisica e segnalare quando possa avere bisogno di assistenza nelle sue attività, mettendolo in contatto diretto con altre persone che potrebbero essere in grado di aiutarlo.</p>
<p>É importante ricordare che per la maggior parte delle organizzazioni impegnate nel settore dell'innovazione, alcune delle nostre richieste di brevetto riflettono invenzioni già presenti oggi nei nostri prodotti, mentre altre riguardano innovazioni in via di sviluppo per un potenziale uso futuro.</p>
<p>E' importante inoltre evidenziare che la privacy è una delle maggiori priorità per Microsoft. Le nostre maggiori priorità nel campo della privacy includono infatti temi legati al consenso, all'accesso, alla sicurezza, alla protezione e al trasferimento dei dati, aspetti che possono essere sempre più garantiti attraverso l'innovazione tecnologica, la cooperazione a livello industriale e una regolamentazione appropriata".</i></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una questione di riservatezza, non di segretezza]]></title>
<link>http://buttriesiperlapiazza.wordpress.com/2008/01/17/una-questione-di-riservatezza-non-di-segretezza/</link>
<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 15:04:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcobardus</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Ieri sera al primo incontro del tavolo di confronto il moderatore Cavallini ha ribadito e spiegato ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> Ieri sera al primo incontro del tavolo di confronto il moderatore Cavallini ha ribadito e spiegato a tutti i presenti le regole, le modalità di intervento e gli obiettivi del tavolo stesso. <b>Prima tra tutte la riservatezza e il perché i tavoli di questo genere non siano aperti al pubblico</b>. Sembrava a nostro avviso già chiaro il concetto, ma Gianni Lidiano Cavallini l'ha voluto spiegare nuovamente: in questo genere di incontri sarebbe impossibile far partecipare un pubblico, perché diventerebbe ingestibile un tavolo composto da 100 persone e già 28 sono tante.</p>
<p>Essendo poi un tavolo di confronto, in cui si discute su un certo tema, non avrebbe senso redigere dei verbali, fare dei resoconti scritti ecc, fatto che renderebbe la discussione molto formale e rigida.</p>
<p><b>Quindi solo alla fine</b> verrà prodotto un documento che riassumerà quanto sarà discusso e pensato all'interno del tavolo. Solo a conclusione dei lavori verranno rese pubbliche e presentate le soluzioni individuate nel corso delle riunioni nel corso di un incontro aperto a tutti. Questo si è detto e concordato ieri sera con il dott. Cavallini.</p>
<p><b>Ci atteniamo a queste regole</b>, a nostro avviso giuste e coerenti con gli obiettivi di efficacia del tavolo, che condividiamo con tutti gli altri membri del tavolo.</p>
<p>Manterremo quindi il riserbo sui contenuti delle riunioni e ci auguriamo, una volta conclusi i lavori, di poter contribuire a diffondere e rendere pubblici i risultati.</p>
<p><!-- technorati tags start --></p>
<p style="text-align:right;font-size:10px;">Technorati Tags: <a href="http://www.technorati.com/tag/dibattito" rel="tag">dibattito</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/confronto" rel="tag">confronto</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/puppy" rel="tag">puppy</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/tavolo%20tecnico" rel="tag">tavolo tecnico</a></p>
<p><!-- technorati tags end --></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Privacy: relazioni a rischio?]]></title>
<link>http://uniferpi.wordpress.com/2007/10/24/privacyrelazioni-a-rischio/</link>
<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 22:11:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luca Fantin</dc:creator>
<guid>http://uniferpi.wordpress.com/2007/10/24/privacyrelazioni-a-rischio/</guid>
<description><![CDATA[
Ogni giorno affrontiamo nelle sue forme più colorite il tema della Privacy: redigere un curriculum]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://uniferpi.wordpress.com/files/2007/10/privacy.jpg' alt='privacy' /><br />
Ogni giorno affrontiamo nelle sue forme più colorite il tema della Privacy: redigere un curriculum, inviare una mail, sottoscrivere un contratto di finanziamento, compilare un questionario.. ogni qual volta che la nostra identità personale viene presa in considerazione ci troviamo quelle tre righe che proteggono la nostra riservatezza e ci tutelano dal punto di vista civile.<br />
<!--more--></p>
<blockquote><p>
La comunicazione elettronica e le tecnologie dell'informazione trasformano ogni relazione tra persona e persona in un flusso di dati. Per questo, proteggere i dati personali su Internet significa innanzitutto proteggere i rapporti tra gli individui, la loro stessa libertà. E questo vale in particolare per le giovani generazioni, più esposte alle minacce e i pericoli della Rete".
</p></blockquote>
<p>Queste sono state le parole espresse da Francesco Pizzetti (presidente del gruppo di esperti privacy europei per la cooperazione giudiziaria e di polizia) all'apertura della <a href="http://www.privacyconference2007.gc.ca/Terra_Incognita_home_E.html">29esima Conferenza mondiale delle Autorità Garanti per la privacy</a>, in corso a Montreal.</p>
<p>E' emerso di fatto che le vecchie categorie finora utilizzate per proteggere i dati personali, come l'espressione del consenso al loro uso, non reggano più.<br />
Agli occhi di tutti è visibile l'utilizzo indiscriminato delle nuove tecnologie e la reale minaccia a cui ognuno può essere soggetto: manipolazioni della propria sfera intima e privata.</p>
<p>Di fronte ad una "società di dati" e al prematuro accesso di questa vera e propria "terra sconosciuta", è necessario mettere in atto e sviluppare una maggiore consapevolezza (soprattuto tra i giovani) e un sistema di tutele più efficaci.</p>
<p>Voglio ricordare che nel nostro ordinamento la riservatezza viene sì tutelata ma è stata una creazione giurisprudenziale che sottolinea la mancanza di una definizione vera e propria.<br />
L'interpretazione analogica - interpretazione basata sull'analogia di casi simili - attraverso i provvedimenti della cassazione negli anni '70 hanno dato una multitudine di definizioni sfociando nel 1996 attraverso la legge 675 con il "codice in materia di protezione dei dati personali" poi riordinata col decreto legislativo n. 196, 2003.<br />
Attenzione! Non è un caso che tale procedura sia stata regolamentata nel 1996 (seguento trattati internazionali al quale bisognava attenersi): era il boom dell'informatica, l'inizio di internet e della globosfera!<br />
Sono passati 15 anni e l'evoluzione c'è stata ed è sotto l'occhio di tutti.</p>
<p>Non trovate che sia ora di rinnovare la materia?<br />
e per controparte: tutta questa ricerca di sicurezza non potrebbe mettere a rischio le relazioni?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PRIVACY]]></title>
<link>http://mangox.wordpress.com/2007/05/25/privacy/</link>
<pubDate>Fri, 25 May 2007 16:00:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>mangox</dc:creator>
<guid>http://mangox.wordpress.com/2007/05/25/privacy/</guid>
<description><![CDATA[La parola in sé, certo, fa molto &#8221; chic&#8221;. Conferisce un tocco di aristocrazia e di inte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La parola in sé, certo, fa molto " chic". </strong><em>Conferisce un tocco di aristocrazia e di intellettualità a chi la pronuncia correttamente, e un marchio d'ignoranza a chi la pronuncia male.</em><br />
Forse era necessario regolamentare e tutelare la "privatezza"  o riservatezza di alcune informazioni. Ma fin quando siamo presenti su elenchi telefonici, di associazioni, di società di servizi, camere di commercio, anagrafe ecc. niente può evitarci di essere oggetto di messaggi pubblicitari, offerte, telefonate di telemarketing e così via. E a nulla servirebbe secretare e criptare le nostre coordinate e i nostri numeri telefonici, perché il bombardamento continuerebbe comunque via radio e televisione.<br />
<!--more--><br />
La pubblicità è ormai parte integrante della nostra vita, in quanto comunicazione, pre-vendita e vendita. Al telefono e al magico telefonino nessuno vuole rinunciare, per cui è inevitabile che arrivi la telefonata di un'intervistatrice nelle ore più "private", quando c'è la pastasciutta fumante in tavola o quando si è sotto la doccia. Bisogna ammettere che questo potrebbe essere seccante. Chi possiede un fax riceve automaticamente un mondo di offerte di tutti i generi, con l'aggravante del consumo della carta del destinatario  per non parlare poi della pubblicità stampata che intasa le caselle della posta. E questo, spesso, ci irrita un po'. Non parliamo poi delle invasioni via e-mail...<br />
Ma anche se la privacy è legge di Stato, può creare qualche disagio. Per esempio, nelle banche e negli uffici postali, dove in genere ci sono file, si prega il pubblico di stare a debita distanza dal fortunato che ha già raggiunto lo sportello. Ma come togliere a noi italiani il gusto creativo di fare code "composite" come il delta di un fiume, dove non si capisce più a chi tocca andare avanti? Come si fa a toglierci il piacere di litigare ed eventualmente farci i fatti degli altri? Niente niente che assieme all'Euro si stia tentando di uniformarci agli europei e farci diventare ordinati e monotoni come i tedeschi che rispettano le file, i turni o la precedenza?<br />
Ma la "privacy" più divertente riguarda la sanità. Chiunque si presenti a ritirare un qualsiasi tipo di documentazione sanitaria del coniuge deve essere munito di "regolare delega" firmata dal delegante per evitare clamorosi rifiuti. E già! Uno potrebbe volersi appropriare di una cartella clinica della moglie da cui si è separato per farsene chissà che o per scoprire chissà cosa. Ma un marito o una moglie "regolari" per rispettare la legge devono presentare la delega del coniuge, eventualmente con fotocopia del documento di identità. La firma del delegante naturalmente non è autenticata e potrebbe essere imitata o contraffatta. Per non citare il caso dello psicologo di famiglia, che si rifiuta di parlare di vostra figlia che avete affidato alle sue cure. Si trincera dietro la privacy rifiutandosi di darvi qualche elemento che possa aiutarvi ad aiutarla. Possiamo essere d'accordo con i principi deontologici della professione, ma, proprio per definizione, il medico deve "curare" i pazienti affinché guariscano e non restino vita natural durante un pacchetto-clienti o fonte di sostentamento per il curante. Mi sembra giusto, quindi, che - senza tradire la privacy - possa trasferire a richiesta dei parenti quelle informazioni atte a essere un complemento ideale della ordinaria/ straordinaria terapia medica.<br />
Non troverei nulla di scandaloso se tale psicologo "suggerisse" ai familiari certi comportamenti in grado di evitare la comparsa di situazioni ansiogene, che potrebbero determinare la recrudescenza del disturbo psichico. Fondamentalmente, queste leggi s'impongono per sanare in buona fede una situ azione disagevole e per salvaguardare la popolazione. Anche la legge Merlin, ai suoi tempi, sembrò giusta e in linea di principio sembra giusta ancora oggi. Ma quali sono i "disastri" collaterali che ci invadono dopo vari decenni dall'applicazione?<br />
Come al solito, la sperimentazione è l'unica via umana e sociale per trovare la strada ottimale.<br />
Tra qualche decennio, forse, si rivedrà la "privacy" con un'altra ottica.</p>
]]></content:encoded>
</item>

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