<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>rotazioni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/rotazioni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "rotazioni"</description>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 14:41:16 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[BALLETTO ACCADEMICO come ho ri-scoperto l’en dehors]]></title>
<link>http://ridanzare.wordpress.com/?p=78</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 21:20:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>basecarbonio</dc:creator>
<guid>http://ridanzare.wordpress.com/?p=78</guid>
<description><![CDATA[Une delle domande che mi pongo più spesso è se l’en dehors, la tipica rotazione delle gambe vers]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Une delle domande che mi pongo più spesso è se l’en dehors, la tipica rotazione delle gambe verso l’esterno che ostenta ogni bravo ballerino accademico, sia veramente indispensabile. Non c’è classe di balletto priva di esercizi per migliorare la rotazione delle gambe, eppure, alla prova dei fatti, esistono danzatori che eseguono i più arditi virtuosismi con gambe e piedi paralleli. Per non parlare dei danzatori modern o contemporanei, dotati di un’invidiabile capacità di girare sul proprio asse senza essersi mai forzati ad aumentare il proprio en dehors. In definitiva, è tutto da dimostrare che l’en dehors (<em>turn-out</em> per i balanchiniani) sia indispensabile ad un efficace gestione del baricentro, ad eseguire giri di qualsiasi natura, a piegare od alzare le gambe.<br />
Non mi sono ancora imbattuto in una ricostruzione storica veramente convincente sulla nascita dell’en dehors: la più interessante che ho trovato colloca la formalizzazione dell’en dehors a cavallo tra seicento e settecento, nella fase di transizione dai balli di corte (spettatori <span style="text-decoration:underline;">intorno</span> al danzatore) agli spettacoli sui palcoscenici con boccascena (spettatori <span style="text-decoration:underline;">davanti</span> al danzatore). Seconda questa teoria l’en dehors è diventato la colonna portante dell’intera tecnica accademica perché migliorava la visibilità delle forme eseguite, infatti permetteva di muovere le gambe in qualsiasi direzione senza doversi mettere di profilo al pubblico, orientamento che riduce drasticamente la superficie visibile del tronco.  Inoltre la rotazione delle gambe a partire dalle anche diminuisce gli effetti distorcenti della prospettiva sulle posizioni eseguite, il cosiddetto scorcio.<br />
In attesa di ricostruzioni storiche definitive, o di maggior duttilità da parte di maestri e ripetitori, alla maggior parte dei danzatori non resta che sfruttare al massimo le opportunità tecniche implicite nell’en dehors. <strong>Jun Sun Xiao</strong>, danzatore di origini cinesi con cui ho avuto un interessante scambio di opinioni durante il suo breve soggiorno italiano, mi ha trasmesso un modo funzionale di vedere l’en dehors. Anziché studiarlo come un elemento stilistico imprescindibile, l’ingegnoso cinese considerava l’en dehors come indicazione del piano su cui costruire la posizione successiva. Nella posizione preparatoria alle pirouettes, qualsiasi pirouettes, l’allineamento ginocchio-piede della gamba che sarà portante indica il piano su cui si dovrà immediatamente allineare fianchi e spalle. Pare ovvio, però è facile dimenticarsene: l’asse di rotazione deve essere costruito sul piano già delineato, nel plié preparatorio, dall’en dehors della gamba portante. Ricordiamoci dunque che per fare delle buone pirouettes bisogna prendere la funivia anziché l’ascensore.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Frontside 180]]></title>
<link>http://yumekaze.wordpress.com/?p=13</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 14:28:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>yumekaze</dc:creator>
<guid>http://yumekaze.wordpress.com/?p=13</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; vero, in questa stagione si pensa ad altro ma quando uno ha una passione deve pur sfogarla ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>E' vero, in questa stagione si pensa ad altro ma quando uno ha una passione deve pur sfogarla in qualche modo :-)        In attesa di qualche giro in ghiacciaio o di qualche surfata (se mai ne avro' la possiblita') vorrei condividere dei suggerimenti che per me hanno funzionato nel fare frontside 180; dopo aver imparato questo vorrete saperne sempre di piu' sulle rotazioni, ve lo garantisco... Ruotare in aria, anche solo di 180 gradi e' una gran sensazione e viene voglia di ruotare sempre di piu' da questo punto in poi. Un semplice ollie non sara piu' sufficiente...</p>
<p><strong>Dove provare</strong></p>
<p>Si deve cominciare sul piano e a velocita’ limitata e quando si avra’ piu’ confidenza si potra’ provare a farlo aumentando la velocita’ e su piccoli dossi. Una volta sicuri nel ruotare anche in switch e’ ora di provarlo in qualche salto vero e proprio.</p>
<p><strong>Preparazione<br />
</strong></p>
<p>1) Andare verso il salto con le ginocchia molto piegate, il peso distribuito su entrambi i piedi.</p>
<p>2) La schiena e’ dritta e non deve essere piegata altrimenti si perdera’ slancio al momento del salto. La schiena va leggermente inclinata in avanti con la testa quasi all’altezza del piede davanti.</p>
<p>3) Le braccia sono ben aperte a meta’ via tra le ginocchia e le spalle.</p>
<p>4) Ricordate di respirare sempre e rilassatevi, se siete troppo nervosi diminuite la velocita, provate un salto piu’ piccolo oppure provate in piano.</p>
<p><strong>Salto</strong></p>
<p>Il movimento deve essere il piu' possibile fluido, continuo e rilassato. Il concetto di base e' che la rotazione inizia prima che la tavola stacchi dalla neve. In questo modo non appena le gambe saranno distese si ruotera' molto piu' facilmente.</p>
<p>1) Cominciate a ruotare con la testa, le spalle e le braccia verso la punta dello snowboard dando le spalle a monte e quando il braccio davanti ha superato l'asse verticale della tavola potete cominciare a saltare, ossia distendere le gambe. E' fondamentale che la rotazione inizi prima della distensione delle gambe; quando le gambe sono totalmente distese le spalle dovrebbero essere quasi perpendicolari all'asse verticale della tavola.</p>
<p>Un buon trucco per trovare il momento giusto e' iniziare a saltare quando si sente "tirare" il fianco nella rotazione. Ricordate che non sono due movimenti distinti ma uno soltanto e molto fluido.</p>
<p><strong>In Aria</strong></p>
<p>La rotazione si svolge tenendo le braccia, spalle e testa ruotate esattamente di 180 gradi portando il vostro braccio dietro dove era un attimo prima il vostro braccio davanti. La rotazione viene dalla rotazione della vostra testa, spalle e braccia e <strong>non</strong> dalle vostre gambe o piedi. Piedi e gambe si usano per piccole correzioni di pochi gradi mentre per rotazioni anche di 90 gradi ed oltre e' tassativo usare la forza del busto sul quale dovete concentrarvi.</p>
<p>1) Indicate con il braccio dietro (che ora diventa il vostro braccio davanti) il punto in cui la rotazione deve finire. Questo e' importante per evitare di ruotare troppo poco oppure trasformare la ruotazione in un doloroso 270...</p>
<p>2) Continuate a guardare avanti sopra la vostra spalla e verso la punta della tavola.</p>
<p>3) Il peso resta ben distribuito su entrambi i piedi.</p>
<p><strong>Atterraggio</strong></p>
<p>Se avete imparato a fare bene ollie anche in switch non sara' un problema, altrimenti tornate indietro e ripassate un po' i fondamentali.</p>
<p>1) Tenete le braccia tese indicando dove volete atterrare</p>
<p>2) Rilassate le gambe ed estendetele per ammortizzare l'atterraggio. Se atterrate in switch vi verra' naturale tenere il peso indietro; dovete invece distribuirlo bene su entrambe le gambe.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BALLETTO ACCADEMICO metafora delle carte da gioco]]></title>
<link>http://ridanzare.wordpress.com/?p=28</link>
<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 17:03:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>basecarbonio</dc:creator>
<guid>http://ridanzare.wordpress.com/?p=28</guid>
<description><![CDATA[Una delle personalità più significative che hanno contribuito alla maturazione dello stile ballett]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle personalità più significative che hanno contribuito alla maturazione dello stile ballettistico inglese è <strong>Lynn Seymour</strong>. La ballerina di origini canadesi ha iniziato il proprio percorso come musa di <strong>MacMillan</strong>, collaborando con il maestro alla creazione di alcuni dei suoi personaggi più memorabili. Anche il ruolo di Juliet nel <em>Romeo and Juliet</em> di MacMillan, sebbene interpretato da Margot Fonteyn la sera del debutto, è frutto della grazia di Lynn Seymour. Non vado oltre a questo accenno biografico poiché i grandi meriti di Lynn Seymour, così come le numerose ed atipiche collaborazioni che costellano la sua carriera, sono storia documentata in qualsiasi enciclopedia.<br />
Le classi di Lynn Seymour, a cui ho avuto il piacere e l’onore di prendere parte, sono una irripetibile mescolanza degli esercizi distillati da <strong>Stanley Williams</strong> con la lirica leggerezza che ha sempre contraddistinto la ballerina. L’intelligenza e lo spirito innovativo della canadese si esprime in decine di raffinate metafore, molto funzionali quanto leggermente spiazzanti. Gli esercizi di <em>pirouettes in passé</em>, così come i <em>saut de basque</em>, erano spesso preceduti dall’evocazione dell’immagine delle carte da gioco, evidentemente per ricordare la necessità di allineare spalle, fianchi, ginocchia, e piedi. “Dovete immaginare di girare come se foste il re di picche”- aggiungeva. Più chiaramente: prima si porta il corpo sul piano di rotazione (si sale, in altre parole) e poi lo si flippa senza modificarne ulteriormente l’allineamento, ovvero restando virtualmente bidimensionali. Mi ha sempre messo di buon umore l’idea di Lynn Seymour che pensa ai propri studenti giocando a poker fino a tardi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Doppiamente sfizioso]]></title>
<link>http://meriinga.wordpress.com/?p=100</link>
<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 10:10:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>meriinga</dc:creator>
<guid>http://meriinga.wordpress.com/?p=100</guid>
<description><![CDATA[Di giorno è un semplice tagliere in bambù a forma di mela, con una vita semplice e un mestiere sem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img border="0" align="left" width="200" src="http://www.dbliving.it/immagini/Prodotti/3781_L.jpg" height="200" />Di giorno è un semplice tagliere in bambù a forma di mela, con una vita semplice e un mestiere semplice.<br />
Ma quando si fa sera si trasforma...<br />
Basta fargli compiere una serie di rotazioni, anche senza il supporto di una cabina telefonica (alla faccia di qualcuno che non può farne a meno) e questo fantastico oggetto diventa un meraviglio portafrutta così come da immagine.<br />
Ed è anche alla portata delle mie finanze coi suoi diciottoeuroecinquanta!<img border="0" align="right" width="200" src="http://www.dbliving.it/immagini/Prodotti/3780_L.jpg" height="200" /><br />
Me lo comprerò, a meno che non riesca a <del dateTime="00">rubare a casa di</del> farmi regalare da una mia amica il suo portafrutta a forma di amaca... :mrgreen:</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alberi Avl]]></title>
<link>http://ordeal.wordpress.com/2007/12/16/alberi-avl/</link>
<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 13:36:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>ordeal</dc:creator>
<guid>http://ordeal.wordpress.com/2007/12/16/alberi-avl/</guid>
<description><![CDATA[Visto che si avvicina il natale è una buona idea iniziare a preparare gli alberelli.
L&#8217;albero]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che si avvicina il natale è una buona idea iniziare a preparare gli alberelli.<br />
L'albero che ho addobbato è un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Albero_AVL" title="Albero Avl">albero Avl</a> cioè una particolare struttura dati basata su un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Albero_binario" title="Albero Binario">albero binario semplice</a> ma con una caratteristica in più: la possibilità di ribilanciarsi dopo l'inserimento e la cancellazione di nodi.<br />
Un albero bilanciato è un albero che ha un fattore di bilanciamento in valore assoluto minore o uguale a 1  per ogni nodo,vale a dire che la differenza tra l'altezza del sottoalbero sinistro e quella del sottoalbero destro rispetto al nodo si differenziano di al più una unità.</p>
<p>Questa caratteristica è utilissima perchè un tale albero presenta un'altezza al più logaritmica rispetto al numero dei nodi.<br />
Con una tale struttura le operazioni di ricerca e quindi di inserimento e cancellazione presentano un costo</p>
<pre>O(log(n))</pre>
<p>rispetto al numero dei nodi.<br />
L'albero Avl non è l'unico ad avere questa proprietà, vi sono anche gli alberi 2-3,i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/B-Albero">Btrees</a>,i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Albero_Red_Black">Red Black</a> e tanti altri.</p>
<p>L'albero Avl si serve di rotazioni per ribilanciarsi.<br />
Sostanzialmente viene effettuata una ricerca</p>
<p><!--more--> del primo nodo "sbilanciato" a partire da quello inserito o cancellato verso la radice e su questo viene effettuata la rotazione necessaria per il ribilanciamento.<br />
A seconda della posizione dell'ultimo nodo inserito o cancellato rispetto al nodo critico,possono essere effettuate due tipi di rotazioni:<br />
Rotazione semplice</p>
<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/8/85/Avl_rot_destra.png" alt="Rotazione semplice a destra" align="middle" height="324" width="430" /></p>
<p>Rotazione doppia</p>
<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/f/fd/Avl_doppia_rot.png" alt="Rotazione sinistra/destra" align="middle" height="309" width="430" /></p>
<p>Generalizzando il concetto di chiave a stringhe,si può utilizzare un albero Avl per implementare un dizionario.Il dizionario che ho implementato permette l'inserimento,la cancellazione e la ricerca di termini<br />
Per consentire tali operazioni ho fatto uso della libreria libreadline,che troverete sicuramente nel vostro repository di fiducia<br />
.All'interno del tarball vi è un makefile,che consente di compilare anche una versione "debug" del programma con la direttiva</p>
<pre>make debug</pre>
<p>,con questo eseguibile potrete testare la funzionalità e l'efficienza dell'albero inserendo chiavi numeriche passate come parametro da terminale,nello specifico</p>
<pre>+num</pre>
<p>vi  permette di inserire una chiave e</p>
<pre>-num</pre>
<p>vi permette di cancellarla.<br />
Vi riporto su questo post solo la parte di codice relativa alle rotazioni,tutto il resto lo trovate in <a href="http://www.mediafire.com/?djon1sg5onz" title="Avl dictionary tarball">questo</a> tarball.</p>
<p>Aggiungo infine che potete sbizzarrirvi con <a href="http://webpages.ull.es/users/jriera/Docencia/AVL/AVL%20tree%20applet.htm" title="Avl applet">questa</a> applettina che per fortuna ho trovato in giro.</p>
<p>[sourcecode language='cpp']<br />
static void rotate_right(nodo_t *v){<br />
        nodo_t* u=(v->left);             //deve esistere se la funzione è invocata<br />
        if(u->right!=NULL)<br />
                link_l(v,u->right);      //il sottoalbero di u viene eventualmente adottato da v<br />
        else v->left=NULL;</p>
<p>         if(v->paren!=NULL){      //relinking del padre di v<br />
                if(v==v->paren->left)<br />
                        v->paren->left=u;</p>
<p>        else if(v==v->paren->right)<br />
                v->paren->right=u;<br />
         }</p>
<p>        u->paren=v->paren;  //scambio di posizione tra u e v<br />
        v->paren=u;<br />
        u->right=v;</p>
<p>        if(num_sons(v)==0) v->h=0;  //risistemamento dell'altezza di v<br />
        if(num_sons(v)==1){<br />
                nodo_t* figlio_v = ((v->left!=NULL) ? (v->left) : (v->right));<br />
                v->h=figlio_v->h+1;<br />
        }<br />
        if(num_sons(v)==2)<br />
                v->h = 1+(MAX(v->left->h,v->right->h));<br />
}[/sourcecode]<br />
[sourcecode language='cpp']<br />
static void rotate_left(nodo_t *v){ //analogo a rotate_right<br />
        nodo_t* u=(v->right);<br />
        if(u->left!=NULL)<br />
                link_r(v,u->left);<br />
        else v->right=NULL;</p>
<p>        if(v->paren!=NULL){<br />
        if(v==v->paren->right)<br />
                v->paren->right=u;</p>
<p>        else if(v==v->paren->left)<br />
                v->paren->left=u;<br />
        }</p>
<p>        u->paren=v->paren;<br />
        v->paren=u;<br />
        u->left=v;</p>
<p>        if(num_sons(v)==0) v->h=0;<br />
        if(num_sons(v)==1){<br />
                nodo_t* figlio_v = ((v->left!=NULL) ? (v->left) : (v->right));<br />
                v->h=figlio_v->h+1;<br />
        }<br />
        if(num_sons(v)==2)<br />
                v->h = 1+(MAX(v->left->h,v->right->h));</p>
<p>}[/sourcecode]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un Fiore Tecnologico]]></title>
<link>http://jhack.wordpress.com/2007/01/05/un-fiore-tecnologico/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 09:51:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>JhacK</dc:creator>
<guid>http://jhack.wordpress.com/2007/01/05/un-fiore-tecnologico/</guid>
<description><![CDATA[Quella che vedete nell&#8217;immagine (cliccate per ingrandire, ovviamente) è una &#8220;scultura]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Quella che vedete nell'immagine (cliccate per ingrandire, ovviamente) è una "scultura" che ho realizzato con componenti di computer. Tutto <strong>ad</strong> <strong>incastro</strong> e senza l'uso di colla: odio le cose irreversibili e "paciugose".</p>
<p align="center"><a href="http://jhack.wordpress.com/files/2007/01/cyberflower.png" title="cyberflower.png"><img src="http://jhack.wordpress.com/files/2007/01/cyberflower.miniatura.png" alt="cyberflower.png" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><!--more--></p>
<p><strong>Ruotando</strong> il disco alla base, il fiore <strong>ruota</strong>; <strong>ruotando</strong> lo stilo (quell'asticella che spunta dalla corolla)  la rotellina sopra i petali <strong>ruota</strong>; <strong>premendo</strong> lo stilo, indovinate...no, non <strong>ruota</strong> nulla :P, ma si muovono i petali, come se si aprissero e si chiudessero.</p>
<p>Se volete provare ad indovinare quali sono tutti i componenti, i commenti sono il posto giusto per scrivere  :).</p>
<p>Se siete di Bologna  e volete <strong>donarmi</strong> dell'hardware usato contattatemi ;).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ambigrammi]]></title>
<link>http://jhack.wordpress.com/2006/10/06/ambigrammi/</link>
<pubDate>Fri, 06 Oct 2006 15:46:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>JhacK</dc:creator>
<guid>http://jhack.wordpress.com/2006/10/06/ambigrammi/</guid>
<description><![CDATA[Eh? Cosa sono gli ambigrammi? Un sottomultiplo di un&#8217;unità di misura di peso equivalente a 2 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Eh? Cosa sono gli ambigrammi? Un sottomultiplo di un'unità di misura di peso equivalente a 2 grammi?</p>
<p>Naaa, "<strong>ambigramma</strong>" è un termine coniato nel 1985 da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Douglas_Hofstadter" title="Douglas Hofstadter" target="_blank">Douglas Hofstadter</a>, docente di Scienza   cognitiva, Informatica, Psicologia, Filosofia e Letteratura comparata presso l'Università dell'Indiana, a Bloomington, probabilmente più conosciuto per il suo capolavoro "<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/G%C3%B6del%2C_Escher%2C_Bach" title="Gödel, Escher, Bach: an Eternal Golden Braid" target="_blank"><em>Gödel, Escher, Bach: an Eternal Golden Braid</em></a>" (in italiano, "<strong>Gödel, Escher, Bach: un'Eterna Ghirlanda Brillante</strong>"). Per gli amici semplicemente GEB, tratta dei più svariati temi: matematica, metamatematica, filosofia, intelligenza artificiale, genetica, tipografia, musica, ricorsione, autoreferenza, ecc. Con molto tempo a disposizione e una buona dose di coraggio si può riuscire a leggerlo :D.</p>
<p align="left">Ma torniamo al tema principale del post:</p>
<p style="text-align:center;"><!--more--></p>
<p align="left">il significato classico della parola "<strong>ambigramma</strong>" indica una parola (o una frase) che, per come viene raffigurata, può essere <strong>ruotata di 180°</strong> mantenendo lo stesso significato o assumendone uno nuovo, naturalmente di senso compiuto. Le naturali evoluzioni sono poi dovute a riflessioni verticali o orizzontali con rotazioni o meno. Un esempio di ambigramma "classico" (o un "classico" esempio di ambigramma :D) è la parola "OSSO": se infatti estirpate il monitor e lo ruotate di 180° vedrete che la parola rimane la stessa. La quasi totalità degli ambigrammi non può essere scritta semplicemente con un carattere standard, ma in pratica è un disegno, solitamente elaborato e complicato.</p>
<p>Così a naso, mi verrebbe da dire che gli unici ambigrammi a rotazione di 180° che possono essere "scritti" senza forzature (tipo una M che letta al contrario dovrebbe sembrare una W) e non per forza "disegnati" sono costituiti da vocaboli <strong>palindromi</strong>, cioè che che contengano esclusivamente lettere che non mutano in seguito ad una<strong> simmetria centrale</strong> (H,I,O,S,Z): SOS, OSSO. Tengo a precisare che l'essere palindromo non è assolutamente un requisito per essere un ambigramma, infatti solitamente le parole con cui si gioca non sono affatto palindrome: nomi di persona, nomi trasformati in cognomi, termini di significato opposto, ecc.<br />
Come esempio di un ambigramma "scrivibile" con rotazione di 90° in senso orario mi viene "NONNO", che diventa "ZOZZO"; in questo caso le uniche lettere che ritengo utilizzabili sono N, O, U, che diventano rispettivamente Z, O, C.</p>
<p>Tramite disegno, creatività e pratica si possono rompere le barriere dei caratteri stampati e riuscire a trasformare una parola in un'altra che abbia, addirittura, più o meno lettere della prima.</p>
<p>Naturalmente, come ci vuole fantasia per scriverli ci vuole anche fantasia nel leggerli, quindi non ci si deve aspettare che si riesca a comprendere il vocabolo alla prima occhiata :D. Per darvi un'idea ho creato ad hoc per questo blog, prima su carta e poi ricreato con il programma di grafica vettoriale <a href="http://www.inkscape.org/" title="Inkscape" target="_blank">Inkscape</a>, il seguente ambigramma:<a href="http://www.inkscape.org/" title="Inkscape" target="_blank"><br />
</a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://jhack.wordpress.com/files/2006/09/jhack-ambigram.png" target="_blank"><img src="http://jhack.wordpress.com/files/2006/09/jhack-ambigram-min.png" alt="jhack-ambigram.jpg" /></a></p>
<p style="text-align:center;">(clicca per ingrandire)<br />
Credo si capisca cosa c'è scritto e come avrete intuito si tratta di un ambigramma a rotazione di 180°.</p>
<p style="text-align:center;">&#160;</p>
<p>Per concludere vi lascio alcuni link a siti che contengono un sacco di ambigrammi:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.johnlangdon.net/ambigrams.html" title="John Langdon" target="_blank">John Langdon</a>, che, tra le altre cose, ha scritto gli ambigrammi per il best-selle "Angeli e Demoni" di Dan Brown e per il film "Il Codice Da Vinci";</li>
<li><a href="http://www.scottkim.com/inversions/index.html" title="Kim Scott" target="_blank">Kim Scott</a>, presenta i suo ambigrammi sottoforma di animazioni;</li>
<li><a href="http://www.marianotomatis.it/index.php?section=ambigrams" title="Mariano Tomatis" target="_blank">Mariano Tomatis</a>, un sito italiano di cui vale la pena visitare anche le sezioni sulla "Autoreferenzialità (e Strani Anelli)", "Enigmi" e "Leggerezze".</li>
</ul>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
