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	<title>salto-in-alto &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "salto-in-alto"</description>
	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 22:01:09 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Vladimir Yashchenko]]></title>
<link>http://storiedisport.wordpress.com/?p=194</link>
<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 21:42:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giuseppe Ottomano</dc:creator>
<guid>http://storiedisport.it.wordpress.com/2008/08/31/vladimir-yashchenko/</guid>
<description><![CDATA[Vladimir Yashchenko
(12/01/1959 Zaporozhye, Unione Sovietica - 30/11/1999 Zaporozhye, Ucraina)
Il v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[caption id="" align="aligncenter" width="236" caption="Vladimir Yashchenko"]<a href="http://farm4.static.flickr.com/3142/2642209876_f08a9cc572_o.jpg"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3142/2642209876_f08a9cc572_o.jpg" alt="Vladimir Yashchenko" width="236" height="344" /></a>[/caption]
<p><em>(12/01/1959 <span>Zaporozhye, Unione Sovietica </span>- 30/11/1999 <span>Zaporozhye, Ucraina)</span></em></p>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:left;margin:0 0 10pt;">Il volo di Volodja</h2>
<p style="text-align:justify;">Se non fosse stato per la canottiera rossa con il fregio della falce e martello sul petto, nessuno tra i duemila spettatori presenti allo stadio dell’Università di Richmond il 3 luglio 1977, avrebbe detto che quello era un sovietico. I suoi capelli biondo scuri erano folti e lunghi, con un taglio che lo faceva assomigliare a un cantante rock, e la sua espressione era stranamente allegra, con un’aria bohemien. Niente a che vedere con lo stereotipo dell’atleta sovietico, compassato, preciso e impettito come un soldato in divisa da parata. <strong>Vladimir Yashchenko, Volodja</strong> per gli amici, in quell’incontro tra le squadre juniores di Stati Uniti e Unione Sovietica, organizzato per esorcizzare le tensioni della guerra fredda, tentò la misura di 2,33 metri, un centimetro in più del record del mondo di salto in alto detenuto dal campione statunitense Dwight Stones. E la tentò, usando lo stile dello scavalcamento ventrale, sorpassato, già a quell’epoca, dalla tecnica dorsale inventata da Dick Fosbury.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci riuscì, e stabilì il nuovo record mondiale. I pochi spettatori americani presenti si alzarono in piedi all’unisono per applaudirlo, e i cronisti sportivi, presi in contropiede, fecero fatica a trovare qualche informazione su quel ragazzo di 18 anni, sbucato all’improvviso. Due settimane dopo, la rivista statunitense <em>Sports illustrated</em> non aveva dubbi su quello che ne sarebbe stato di lui: “Ciò che nessuno mette in discussione è che il futuro del giovane Yashchenko sarà luminoso”.</p>
<p style="text-align:justify;">La sua storia cominciò nella città industriale di<span> </span><span>Zaporozhye, nel sud dell’ex Repubblica Sovietica dell’Ucraina, dove era nato nel 1959, figlio di un operaio metallurgico e di una portalettere. Giocava nella squadra di pallamano della scuola, e spesso nei fine settimana, quando c’era qualche gara ufficiale, andava al campo di atletica della città come inserviente, per aiutare a pulire il campo e a spostare gli ostacoli dalla pista. Ma quando tutto era finito, restava con gli altri ragazzini a imitare i campioni che aveva visto gareggiare poco prima.</span> E, se non fosse stato per il fratello maggiore Anatoli, che a undici anni lo convinse a iscriversi al centro di atletica cittadino, probabilmente sarebbe diventato un operaio anche lui, ma le sue caviglie, dotate di un’elasticità e di una dinamicità innate, sembravano predestinarlo a saltare verso l’alto come una molla.</p>
<p style="text-align:justify;">Il suo allenatore, Vasili Telegin, si accorse subito che, con quegli 84 chili distribuiti su 193 centimetri di statura e quel busto un po’ incurvato a causa di una leggera forma di scogliosi, non avrebbe potuto fare troppa strada saltando con il Fosbury. Gli insegnò i segreti del vecchio ventrale, il medesimo che utilizzava il campione sovietico degli anni sessanta Valeri Brumel, da <strong>Volodja</strong> stesso definito più volte come il proprio idolo, e dal quale raccolse l’eredità sportiva. Ma per tanti e per troppi versi le loro storie di vita finirono per identificarsi tragicamente.</p>
<p style="text-align:justify;">La sua progressione fu straordinaria. Dal 1,40 di quando aveva undici anni, arrivò a superare i due metri a meno di quindici, e a diciassette realizzò il primato mondiale juniores con 2,22, fino a quello mondiale assoluto di Richmond di 2,33 nel 1977. Fu però nel 1978 che visse il proprio anno più esaltante. La sera del 12 marzo, durante gli europei indoor al Palasport di Milano, che sette anni più tardi sarebbe stato seppellito dal peso di una nevicata, e gremito da ventimila persone, si vide la sua apoteosi in Eurovisione. Dopo venti salti e due ore di gara, compiendo errori incredibili anche a poco più di due metri, e tra imprecisioni inconcepibili per un componente di quella formidabile macchina da guerra sportiva che era la squadra sovietica, superò i 2,35. “La misura di una cabina telefonica” canterà trenta anni dopo un brano degli Offlaga Disco Pax dedicato alla sua impresa, e in cui <strong>Vladimir Yashchenko</strong> verrà dipinto, in modo improbabile, un “eroe da <em>Terza Internazionale</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://farm4.static.flickr.com/3022/2641382279_3caa819d90_o.jpg"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3022/2641382279_3caa819d90_o.jpg" alt="" width="470" height="321" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Ma molto più verosimilmente gli eroismi non lo interessavano affatto, e dopo che, salito sulle spalle del pesista Alexander Baryshnikov, si allontanò dalla folla milanese che aveva invaso il campo per portarlo in trionfo, passò tutta la notte con i compagni a festeggiare alla sua maniera, concedendosi una sbornia colossale di birra e whisky. Durante tutta l’estate di quell’anno la sua stella continuò a brillare. Il 16 giugno a Tbilisi portò il record mondiale all’aperto a 2,34, e in agosto conquistò la medaglia d’oro ai campionati europei di Praga, fino a una tournèe trionfale negli Stati Uniti e in Canada. Al ritorno in Unione Sovietica però il suo ginocchio sinistro, estenuato dai troppi allenamenti, diede i primi problemi, e i medici gli diagnosticarono la rottura dei legamenti crociati. Venne operato due volte a Mosca nel 1979, poi un’altra volta in una clinica di Vienna, ma gli interventi non diedero gli esiti sperati, e fu costretto a saltare le Olimpiadi del 1980, l’evento che aspettava più di ogni altro. Il suo ginocchio veniva tenuto sempre sotto il controllo dei medici sportivi, e tra una riabilitazione e l’altra, nel 1983 ritornò finalmente a gareggiare. Salì in pedana, e saltò 2,10, ma la sua rincorsa si era appesantita. Le sue gambe avevano smesso di volare in alto. Non riuscì mai più a saltare una misura maggiore, e nell’estate 1984, con un dispaccio di una sola riga, l’agenzia sovietica<span> </span>Tass annunciò il suo definitivo ritiro dalle competizioni agonistiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Negli anni che seguirono per <strong>Volodja</strong> cominciò un lungo oblio, e alla fine del servizio militare il suo grande appartamento di<span> </span><span>Zaporozhye, riservato ai campioni dello sport, gli venne ritirato per un altro molto più piccolo e molto più angusto. Riuscì comunque a laurearsi alla facoltà di educazione fisica, e ottenne dallo stato un modesto sussidio mensile per ex atleti. </span></p>
<p style="text-align:justify;">Intervallava periodi durante i quali tornava al campo sportivo a lavorare come preparatore atletico, ad altri, che col tempo diventarono sempre più frequenti, in cui rimaneva disoccupato. Era dotato di una mente versatile e intelligente, e amava leggere e studiare, ma durante i deprimenti periodi di ozio e di noia si abbandonò alla vodka, quasi un oppio legalizzato nell’Unione Sovietica al crepuscolo. Quando poi nel 1991 la stessa Unione Sovietica cessò di esistere, <strong>Yashchenko</strong> stava già precipitando nel baratro dell’alcolismo, e anche la notizia dell’indipendenza dell’Ucraina lo lasciò, con ogni probabilità, del tutto indifferente. Dopo la sua morte nel dicembre 1999 per un cancro al fegato come conseguenza di una cirrosi epatica, l’agenzia Interfax-Ucraina confermò che aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita in condizioni di estrema povertà e in preda all’alcolismo cronico, ma nella sua ultima intervista, sempre in quell’anno, <strong>Yashchenko </strong>affermò di continuare a ricevere inviti a presenziare alle grandi competizioni di atletica, che regolaramente declinava. Quando poi gli fu posta la domanda se stava lavorando in quel periodo, rispose laconicamente di no. Gli fu chiesto allora a quanto ammontava la sua pensione di ex atleta, ma questa volta non diede neppure una risposta. Fu invece il quotidiano britannico <em>The Independent</em> a rivelarne impietosamente l’ammontare. 250 Grivnie ucraine al mese, l’equivalente di meno di 100 Euro dei nostri giorni.</p>
<hr />
<p style="text-align:justify;"><strong>Fonti</strong></p>
<p style="text-align:left;">Marsh Clark, <a href="http://vault.sportsillustrated.cnn.com/vault/article/magazine/MAG1092635/index.htm" target="_blank">"Just An Old-fashioned lad"</a>, <em>Sports Illustrated</em>, 25/06/1977.<br />
Roberto Quercetani, <a href="http://archiviostorico.gazzetta.it/1998/febbraio/27/non_sempre_stata_grande_Europa_ga_0_9802279824.shtml" target="_blank">"Non sempre è stata grande Europa"</a>, <em>La Gazzetta dello Sport</em>, 27/02/1998.<br />
Gianni Merlo, <a href="http://archiviostorico.gazzetta.it/1999/dicembre/02/Addio_Yashchenko_talento_incompiuto_ga_0_9912027681.shtml" target="_blank">"Addio Yashchenko, talento incompiuto"</a>, <em>La Gazzetta dello Sport</em>, 02/12/1999.<br />
<a href="http://www.elpais.com/articulo/deportes/YASCHENKO/_VLADIMIR_/ATLETISMO/_SALTO_DE_ALTURA/Muere/Yaschenko/ultimo/saltador/ventral/elpepidep/19991202elpepidep_9/Tes" target="_blank">"Muere Yaschenko, el último saltador "ventral""</a>, El País, 02/12/1999.<br />
Arkady Kopeliovich, <a href="http://www.day.kiev.ua/106805/" target="_blank">"Навечно в таблице рек ордов"</a> (Navechno v tablitse rekordov), <em>Den</em>, 03/12/1999.<br />
Carlos Toro, <a href="http://www.elmundo.es/1999/12/03/opinion/3N0034.html" target="_blank">"Del récord de altura al infierno del alcohol"</a>, <em>El Mundo</em>, 03/12/1999.<br />
Steven Downes, <a href="http://findarticles.com/p/articles/mi_qn4158/is_19991208/ai_n14276319" target="_blank">"Obituary: Vladimir Yashchenko"</a>, <em>The Independent</em>, 08/12/1999.<br />
Yury Lisovoy, <a href="http://www.sport-express.ru/art.shtml?16581" target="_blank">"ГЕНИЙ ПРЫЖКОВ В ВЫСОТУ"</a> (Geny pryzhkov v vysotu), <em>Sport Express</em>, 21/03/2000.</p>
<p style="text-align:right;"><strong>(Giuseppe Ottomano)</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Quel salto da record]]></title>
<link>http://quattrotretre.wordpress.com/?p=142</link>
<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 15:50:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesca</dc:creator>
<guid>http://quattrotretre.it.wordpress.com/2008/08/04/quel-salto-da-record/</guid>
<description><![CDATA[Intervistata per il programma tv &#8220;Sfide olimpiche&#8221;, Sara Simeoni, medaglia d&#8217;oro a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Intervistata per il programma tv "Sfide olimpiche", Sara Simeoni, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Mosca (1980) nel salto in alto, non poteva non tornare con la mente a quel 2.01 che il 4 agosto 1978, a Brescia, le valse il record del mondo. Un'impresa di cui - lo ha ricordato lei stessa - non c'è (o almeno non c'era) un filmato "ufficiale": niente Rai, niente video. "Devo ringraziare un amatore se sono riuscita a rivedermi", ha spiegato l'atleta. Trent'anni dopo il record, però, ecco spuntare un video a colori, con tanto di commento, girato da un'emittente locale di Brescia. Il filmato, davvero prezioso, è stato immediatamente messo in Rete.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/c-cZk2HPeOs'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/c-cZk2HPeOs&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
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<title><![CDATA[Un ragazzo per la Grande Fata: Vladimir Yashchenko]]></title>
<link>http://grandefata.wordpress.com/?p=336</link>
<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 13:18:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>grandefata</dc:creator>
<guid>http://grandefata.it.wordpress.com/2008/07/06/un-ragazzo-per-la-grande-fata-vladimir-yashchenko/</guid>
<description><![CDATA[Era il 1978 a Milano, era marzo, c&#8217;erano gli europei di atletica leggera. Al salto in alto l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 1978 a Milano, era marzo, c'erano gli europei di atletica leggera. Al salto in alto l'Unione Sovietica si presentò con un ragazzo 19enne nato a Zaporižžja in Ucraina che saltava con la desueta tecnica ventrale: Vladimir Yashchenko. Vladimir, detto l'angelo biondo, ottenne in quell'occasione la vittoria e il record mondiale del salto in alto, saltando 2 metri e 35 centimetri.</p>
<p>Problemi al ginocchio lo fecero ritirare dal mondo dello sport solamente nel 1984. Di lui sono giunte poche notizie: problemi di alcool, una spirale distruttiva che lo rese irriconoscibile, la morte sopraggiunta a soli 40 anni, nel 1999, nella sua città natale. (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vladimir_Yashchenko">http://it.wikipedia.org/wiki/Vladimir_Yashchenko</a> ; <a href="http://www.webatletica.it/index.php?module=News&#38;func=display&#38;sid=4">http://www.webatletica.it/index.php?module=News&#38;func=display&#38;sid=4</a>)</p>
<p>Nel loro album Bachelite del febbraio 2008, gli Offlaga Disco Pax hanno dedicato una canzone all'atleta, canzone il cui titolo è "Ventrale" e può essere ascoltata nel loro myspace (<a href="http://www.myspace.com/odp130">http://www.myspace.com/odp130</a>). Il testo della canzone invece lo trovate <a href="http://angolotesti.leonardo.it/O/testi_canzoni_offlaga_disco_pax_16240/testo_canzone_ventrale_764866.html">QUI</a></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3171/2641430223_6f6cc96ac1_o.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3173/2642209804_fedc540914_o.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3142/2642209876_f08a9cc572_o.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3022/2641382279_3caa819d90_o.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3051/2641382157_777eae22c3_o.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3131/2641382199_e8035bb125_o.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3274/2641382049_fe4269c713_o.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3256/2641381943_75108f3b74_o.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3015/2641381847_c273cafac9_o.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3124/2642209190_8962bc3018_o.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3121/2642209262_1c2ac89f02_o.jpg" alt="" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3256/2642209346_ac7b9e893c_o.jpg" alt="" />(il copyright delle foto è dei rispettivi proprietari <a href="http://visualrian.com/images/?text=vladimir+yashchenko&#38;section=photo">http://visualrian.com/images/?text=vladimir+yashchenko&#38;section=photo</a>)</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Anche lei ha un sito ora]]></title>
<link>http://culoecamicia.wordpress.com/2007/12/14/anche-lei-ha-un-sito-ora/</link>
<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 08:31:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>culoecamicia</dc:creator>
<guid>http://culoecamicia.it.wordpress.com/2007/12/14/anche-lei-ha-un-sito-ora/</guid>
<description><![CDATA[Ieri ho incontrato Antonietta Di Martino, proprio lei in persona, la saltatrice in alto che quest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho incontrato Antonietta Di Martino, proprio lei in persona, la saltatrice in alto che quest'anno <a href="http://culoecamicia.wordpress.com/2007/07/02/questa-volta-dal-vivo/" title="Post Questa volta dal vivo!">ha saltato 2,03m</a>!</p>
<p>Mi ha detto che da poco ha un sito e subito sono andata a guardare. Mi piace, perché mi sembra proprio il suo sito. C'è anche in previsione un blog, che non vedo l'ora che cominci a scrivere. :-)</p>
<p>Qual è il sito? <a href="http://www.antoniettadimartino.it" title="Sito di Antonietta Di Martino">www.antoniettadimartino.it</a></p>
<p>agb</p>
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