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	<title>san-francesco-dassisi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/san-francesco-dassisi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "san-francesco-dassisi"</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 22:29:31 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il Musical di Nino Mancuso su S.Francesco D'Assisi.]]></title>
<link>http://maik07.wordpress.com/?p=2639</link>
<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 15:08:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>maik07</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Il musical su Francesco d’Assisi
                              di Fe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;"><a href="http://maik07.wordpress.com/files/2008/10/21750ab.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2583" title="21750ab" src="http://maik07.wordpress.com/files/2008/10/21750ab.jpg" alt="" width="117" height="150" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Il musical su Francesco d’Assisi</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;"><span>                              </span>di Ferdinando Russo</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Francesco d’Assisi continua a d ispirare gli artisti del nostro tempo ,così come nel passato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">E a quanti lo assumono come riferimento artistico arride il successo e il consenso del pubblico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Succede al Maestro Nino<span>  </span>Mancuso, anche nella Sicilia di Pirandello e Camilleri, di Tornatore e di Battiato, di Sollima, Betta, Colletti, Liberto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;"><span> </span>Nino Mancuso compone, nel pieno della sua produzione artistica, un musical in due atti, ”L’oratorio Sacro Francesco d’Assisi” e ripercorre la vicenda umana e spirituale di questo grande santo, &#60;che ha saputo, nell’arco della sua vita terrena, incarnare il Vangelo mediante gesti e segni, che ancora oggi rimangono vivi e attuali nel cuore di ogni vero credente e non &#62;.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Positive le prime recensioni: l’opera, per la teologa Rosanna Caronna, &#60;è molto fedele al vero Francesco&#62;,&#60;l’umiltà di Francesco&#62;,per il sindaco di Bisacquino, Filippo Contorno,&#60; si fa musica e parole,scuote le coscienze e suscita emozioni incontrollabili dentro di noi&#62;.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Il nostro è nato a Bisacquino,in provincia di Palermo, il 20 luglio del 1934 .</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Il suo curriculum è come uno scrigno ricco e segreto, sconosciuto a molti, di opere e musiche sacre, un laboratorio di messe, canti di Lode, salmi, studi di concerto per Fisarmonica, momenti<span>  </span>musicali per Organo, melodie ispirate a testi di spiritualità e alla Sacra Scrittura, sinfonie, canti popolari, quasi preghiere scritte e musicate per amore alla costruzione di un mondo nuovo ove regneranno la pace e la gioia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">L’opera recente, presentata in prima assoluta a Bisacquino,(con la partecipazione della provincia regionale di Palermo) , e subita riproposta a Bagheria, e a Marsala, sarà prossimamente in concerto a Carini, Partinico, Corleone ed è candidata per la Settimana di Musica sacra di Monreale, iniziando così il suo itinerario concertistico ,sollecitato da richieste provenienti da Gruppi, Parrocchie, Confraternite, Enti locali e dalla Serra Club International di Monreale al quale Mancuso aderisce .</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">L’oratorio,registrato<span>  </span>in un dvd dallo studio CVC del cine operatore Alberto Russo,(</span><a href="mailto:studiocvc@libero.it"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">studiocvc@libero.it</span></a><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">) ,per la giornalista Maddalena Maltesi , &#60;si snoda,<span>  </span>artisticamente come luogo di incontro tra la tradizione musicale medievale,tipica dei menestrelli, la contaminazione rock con batteria e basso e l’armonia di archi e fiati&#62;.Maestro, concertatore, e direttore dell’orchestra che l’ha eseguito il giovane bagarese, Mauro Visconti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">L’idea del musical nasce in Mancuso nel lontano ’62. Il futuro maestro di musica incontra un fraticello francescano sulle colline della Valtellina ed è conquistato all'ideale della povertà evangelica, dell’amore e della libertà di Francesco d’Assisi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Dopo aver lasciato i suoi averi in seguito all’incontro con Cristo Francesco, si era fatto cantore del creato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">E, nel musical, rivive la città di Assisi, la città chiamata a diventare la capitale mondiale della pace,con una storia lastricata di guerrieri,intessuta di lotte comunali,di odi,e di sangue,alle quali prima del carcere<span>  </span>partecipa Francesco,ricco e giovane.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Come Paolo di Tarso, Francesco prima della chiamata del Signore, nel travaglio che lo porta a una profonda riflessione alla scoperta della vocazione, s’interroga nel Musical: Perché l’odio? Perché la guerra?<span>  </span>Perchè, perché, perché mio Dio?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Ed ecco le domande radicali dell’incontro misterioso con Cristo: ”Signore chi sei per me? Ed io cosa sono per te?”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Sono le domande solite a precedere ogni chiamata vocazionale, sono le domande che hanno accompagnato le scelte di sacerdoti e laici della generazione di Mancuso, di Rocco Campanella, Pina Suriano, Bruno Ridulfo, Salvatore Contorno, Luciano D’Asaro, Francesco Riccobono, di tanti gloriosi dirigenti dell’Azione Cattolica e dei movimenti ecclesiali della diocesi di Monreale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">E quelle domande, riecheggiano nel musical del maestro Mancuso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;"><span> </span>Francesco, come Paolo sulla via di Damasco, intesse il suo dialogo con Dio: &#60;Mio Dio, mio Dio, /dove sei, dove sei? Perché tanta strage d’innocenti, perché tanti poveri nel mondo? Perché tanta disperazione, perché la guerra, mio Dio?&#62;</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Il coro grida tutto lo sgomento e l’angoscia e le parole misurate, senza retorica, formano nel Musical la risposta del Cristo:&#60;Io sono in tutti gli innocenti uccisi, in tutti gli affamati, in ogni volto sofferente, in tutti quelli che tu incontri dalla mattina alla sera&#62;.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Quella voce misteriosa che penetra nella coscienza è all’origine della vocazione musicale e missionaria del compositore e autore dei testi e si confonde con la vocazione di Francesco, alimentandosi dalle riflessioni che seguono nel maestro Mancuso, colpito, quando rilegge “Le confessioni “ di S.Agostino, dalle parole :&#60;Signore,tu ci hai cercato per te ed inquieto è il nostro cuore se non riposa in te&#62;.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">E’ il 1962. L’anno della sua chiamata vocazionale all’apostolato laicale. Qualche anno dopo il Mancuso, che aveva militato nell’Azione Cattolica del decano Di Vincenti, incontra il movimento dei Focolari di Chiara Lubich e si apre a un itinerario artistico di azione<span>  </span>religiosa comunitaria. E’ allora che dà vita, con altri musicisti, al Complesso Internazionale” GEN ROSSO”, con il quale svolge per diciotto anni l’attività di compositore e orchestratore, incidendo sedici Lp in italiano, francese, tedesco, spagnolo e, ottocento concertini in Europa, Asia, Stati Uniti e Canadà.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">La sua chitarra e la fisarmonica girano il mondo in convegni, raduni, assemblee di preghiera e di solidarietà cristiana. Incontrano gli emigranti e i nuovi poveri, gli immigrati e i profughi dei paesi in guerra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">E ora Mancuso realizza nel Musical il suo sogno di cantore e musico, di educatore e di docente di musica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Aveva iniziato a dieci anni lo studio della chitarra e a undici lo studio della fisarmonica, sotto la guida del padre a Bisacquino.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">Poi, a Palermo, al Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini, aveva avuto come maestro Lucio Librizzi, Giuseppe Barbera e Antonietta Bartolone.<span>  </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">L’allievo sarà presto direttore fino al 1960 della Scuola Anzaghi delle sezioni di Palermo e Bisacquino per l’apprendimento della fisarmonica, armonica a bocca e chitarra e poi insegnante di piano, di tanti giovani di Chiusa, Corleone, Campofiorito ,Contesa Entellina,Giuliana,Palermo .</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Ma a bussare sui tasti del piano di Mancuso ha fatto capolino, tornando impertinente, Francesco,il giullare di Dio,il santo che ha ispirato tanti artisti da Giotto, ai nostri contemporanei (Madè), da P. Paolo Pasolini a Belluardo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;"><span> </span>Francesco è il cantore della gioia, animatore di speranza e di pace come testimoniano i Focolari.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">E Il musical vive il dramma dei poveri dei nostri giorni che Francesco ha amato, attenzionato, nel suo tempo, rivolgendosi, in loro favore, ai potenti, non temendo di incontrare il Sultano d’Egitto e il Papa, come nei nostri giorni avrebbero fatto La Pira e madre Teresa di Calcutta . </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Ma il musical nasce nell’epoca dei computers e della pop<span>  </span>musica,della comunicazione globale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;"><span> </span>Mancuso ci prova, a far rivivere Francesco e Chiara, partendo da Bisacquino, dal comune della grande emigrazione, dalle contrade federericiane di Giuliana, Contessa Entellina, Chiusa Sclafani, ove sono vissuti musulmani, ebrei e cristiani convivendo, per secoli pacificamente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Qui Incontra il Maestro mons. Giuseppe Liberto e il compositore Saro Colletti di Giuliana, il Gruppo polifonico del Balzo guidato da Vincenzo Pillitteri, i locali gruppi musicali che rilanciano la musica barocca e trova i loro incoraggiamenti e gli stimoli che gli pervengono dalla vicina Chiusa Sclafani, dalle gloriose tradizioni musicali, raccontate dallo storico A.G.Marchese, nella città che custodisce le opere di musica sacra composte dal sac.Ignazio Sgarlata,poeta e musico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;"><span> </span>Messe, oratori, inni, opere come IL Pantocratore di Colletti e i canti sacri ispirati al Santuario della madonna del balzo sono il retroterra che respira Mancuso.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Così i poveri, gli immigrati, gli emigranti che tornano a ogni estate nei paesi natali, come i giullari di Francesco, cantano le serenate all’amore, alle magnificenze del creato, e gli inni popolari a Maria Assunta, nei giorni d’agosto lungo le strade, attorno agli altari improvvisati nei quartieri arabi di Giuliana o presso il santuario della Madonna del Balzo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">L’inizio del Musical riporta l’eco dei giullari ma al dramma umano di tutti i tempi può rispondere solo la chiamata del Signore e la scoperta di una vocazione come quella di Francesco o del Maestro Mancuso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Dio chiama tutti per amore da trasferire al prossimo e Francesco va incontro ad abbracciare il lebbroso dopo la paura e il richiamo del corpo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">E giunge ancora a noi, tramite il musical del Nostro, il grido disperato di milioni di profughi e di emigrati, da parte di tutti i Sud del mondo:&#60;dateci fratelli un po’ di pane, un poco d’acqua,altro non chiediamo&#62;.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Ancora una domanda incomprensibile dopo di quella con cui si è chiuso il primo atto &#60;Ma perchè se Dio è Amore non è amato?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">&#60;L’Amore, l’Amore, l’Amore non è amato. Perché, perché l’amore non è amato?&#62;.S. Agostino sembra vigilare dietro gli orchestrali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Alla corte del Sultano d’Egitto, Francesco nel Musical annuncia, con coraggio e fede: &#60;Dio ti ama immensamente&#62;.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Questo&#60; amore per me, per te, per noi&#62;, cantato dal coro, anticipa e fa proprio il dialogo della Chiesa del XX secolo e dell’inizio del terzo millennio, propone i viaggi di La Pira, di Chiara Ubica, di Madre Teresa di Calcutta e quelli di Giovanni XXIII e di Benedetto XVI, e dei tanti missionari e martiri tra tutte le culture, per la difesa del creato, per la pace e la fratellanza universale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">E con Francesco, nella gioia dei cieli, si chiude il Musical. E’tempo di gioia, di festa &#60;Genti di tutta la terra, venite,venite a danzare. Torna il canto dei menestrelli ad annunciare il mondo nuovo, quello cui il maestro Mancuso continua a dedicare energie umane, passione religiosa e professionalità musicali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Ferdinando Russo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[San Francesco]]></title>
<link>http://lultimasigaretta.wordpress.com/?p=7</link>
<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 16:23:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>oh</dc:creator>
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<description><![CDATA[Onomastico, tra l&#8217;altro. Fumate 2 mezze sigarette di mattina ed una dopo pranzo.
Piccole crisi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Onomastico, tra l'altro. Fumate 2 mezze sigarette di mattina ed una dopo pranzo.<br />
Piccole crisi di astinenza e via in farmacia a comprare un simpatico blocchino bianco dal nome di Nicorette Inhaler.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[*San Francesco D'assisi]]></title>
<link>http://withoutpretences.wordpress.com/?p=591</link>
<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 13:41:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dona</dc:creator>
<guid>http://withoutpretences.it.wordpress.com/2008/10/04/san-francesco-dassisi/</guid>
<description><![CDATA[Quella mattina, ci fecero entrare in “palestrina” dove l’odore della gomma dei materassini sem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0 14   &#60;![endif]-->Quella mattina, ci fecero entrare in “palestrina” dove l’odore della gomma dei materassini sembrava non stancarsi mai di mischiarsi con quello di sudore e adidas vissute. Non ci si faceva più caso dopo qualche giro di corsa, quando il pensiero migrava… il mio a quel “genio” che aveva inserito l’ora di ginnastica tra le materie scolastiche… che quella volta avesse pensato per sé!<br />
Quella mattina niente corsa, solo il solito odore e uno schermo improvvisato tra le pertiche e le spalliere. Già sapevo che sarebbe stato un momento da ricordare: NIENTE GIANNASTICA e per la prima volta avrei visto un film proiettato, come al cinema… mica ci ero mai stata in una grande sala prima e neppure dopo per parecchio tempo ancora!<br />
Avevo 10 anni e e per la prima volta avrei visto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fratello_sole,_sorella_luna"><span style="color:#808000;">“Fratello sole, sorella luna” di Franco Zeffirelli</span></a> il primo film dedicato a San Francesco d’assisi. Tra i moti di delusione dei miei compagni, ne rimasi affascinata e da allora porto con me quella sua aurea di amore infinito verso il Creato che dovrebbe essere il senso primo nella vita di tutti anziche ritenerla romantica   <span style="color:#333333;"> p</span><span style="color:#333333;">rerogativa di pochi.</span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://fotovagandodonav.spaces.live.com/photos/cns!5248BD65EACF36F1!172/"><span style="color:#808000;">SAN FRANCESCO DEL DESERTO</span></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://fotovagandodonav.spaces.live.com/photos/cns!5248BD65EACF36F1!172/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-593" title="dsc_0066" src="http://withoutpretences.wordpress.com/files/2008/10/dsc_0066.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align:center;">clicca il titolo o la foto per vedere l'album delle immagini</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[San Francesco D'Assisi,Patrono d'Italia.]]></title>
<link>http://maik07.wordpress.com/?p=2581</link>
<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 04:32:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>maik07</dc:creator>
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<description><![CDATA[
 

Da una vita giovanile spensierata e mondana, dopo aver usato misericordia ai lebbrosi (Testamen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><a href="http://maik07.files.wordpress.com/2008/10/21750a.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2582" title="21750a" src="http://maik07.wordpress.com/files/2008/10/21750a.jpg?w=52" alt="" width="52" height="96" /></a></span></p>
<p> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://maik07.files.wordpress.com/2008/10/21750ab.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2583" title="21750ab" src="http://maik07.wordpress.com/files/2008/10/21750ab.jpg" alt="" width="117" height="150" /></a></p>
<div><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Da una vita giovanile spensierata e mondana, dopo aver usato misericordia ai lebbrosi (Testamento), si convertì al Vangelo e lo visse con estrema coerenza, in povertà e letizia, seguendo il Cristo umile, povero e casto, secondo lo spirito delle beatitudini. Insieme ai primi fratelli che lo seguirono, attratti dalla forza del suo esempio, predicò per tutte le contrade l'amore del Signore, contribuendo al rinnovamento della Chiesa. Innamorato del Cristo, incentrò nella contemplazione del Presepe e del Calvario la sua esperienza spirituale. Portò nel suo corpo i segni della Passione. Il lui come nei più grandi mistici si reintegrò l'armonia con il cosmo, di cui si fece interprete nel cantico delle creature. Fu ispiratore e padre delle famiglie religiose maschili e femminili che da lui prendono il nome. Pio XII lo proclamò patrono d'Italia il 18 giugno cercando nelle sue parole come nelle azioni la perfetta sequela di Cristo, e volle morire sulla nuda terra.<span style="color:#999999;"> </span>Nel suo 'Testamento' scritto poco prima di morire, Francesco annotò: “Nessuno mi insegnava quel che io dovevo fare; ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo il Santo Vangelo”.<br />
Per questo è considerato il più grande santo della fine del Medioevo; egli fu una figura sbocciata completamente dalla grazia e dalla sua interiorità, non spiegabile per niente con l'ambiente spirituale da cui proveniva.<br />
Ma proprio a lui toccò in un modo provvidenziale, di dare la risposta agli interrogativi più profondi del suo tempo.<br />
Avendo messo in chiara luce con la sua vita i principi universali del Vangelo, con una semplicità e amabilità stupefacenti, senza imporre mai nulla a nessuno, ebbe un influsso straordinario, che dura tuttora, non solo nel mondo cristiano ma anche al di fuori di esso.<strong>Origini e gioventù</strong><br />
Francesco, l'apostolo della povertà, in effetti era figlio di ricchi, nacque ad Assisi nei primi del 1182 da Pietro di Bernardone, agiato mercante di panni e dalla nobile Giovanna detta “la Pica”, di origine provenzale.<br />
In omaggio alla nascita di Gesù, la religiosissima madonna Pica, volle partorire il bambino in una stalla improvvisata al pianterreno della casa paterna, in seguito detta “la stalletta” o “Oratorio di s. Francesco piccolino”, ubicata presso la piazza principale della città umbra.<br />
La madre in assenza del marito Pietro, impegnato in un viaggio di affari in Provenza, lo battezzò con il nome di Giovanni, in onore del Battista; ma ritornato il padre, questi volle aggiungergli il nome di Francesco che prevarrà poi sul primo.<br />
Questo nome era l'equivalente medioevale di 'francese' e fu posto in omaggio alla Francia, meta dei suoi frequenti viaggi e occasioni di mercato; disse s. Bonaventura suo biografo: “per destinarlo a continuare il suo commercio di panni franceschi”; ma forse anche in omaggio alla moglie francese, ciò spiega la familiarità con questa lingua da parte di Francesco, che l'aveva imparata dalla madre.<br />
Crebbe tra gli agi della sua famiglia, che come tutti i ricchi assisiani godeva dei tanti privilegi imperiali, concessi loro dal governatore della città, il duca di Spoleto Corrado di Lützen.<br />
Come istruzione aveva appreso le nozioni essenziali presso la scuola parrocchiale di San Giorgio e le sue cognizioni letterarie erano limitate; ad ogni modo conosceva il provenzale ed era abile nel mercanteggiare le stoffe dietro gli insegnamenti del padre, che vedeva in lui un valido collaboratore e l'erede dell'attività di famiglia.<br />
Non alto di statura, magrolino, i capelli e la barbetta scura, Francesco era estroso ed elegante, primeggiava fra i giovani, amava le allegre brigate, spendendo con una certa prodigalità il denaro paterno, tanto da essere acclamato “rex iuvenum” (re dei conviti) che lo poneva alla direzione delle feste.</span></div>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><strong>Combattente e sua conversione</strong><br />
Con la morte dell'imperatore di Germania Enrico IV (1165-1197) e l'elezione a papa del card. Lotario di Segni, che prese il nome di Innocenzo III (1198-1216), gli scenari politici cambiarono; il nuovo papa sostenitore del potere universale della Chiesa, prese sotto la sua sovranità il ducato di Spoleto compresa Assisi, togliendolo al duca Corrado di Lützen.<br />
Ciò portò ad una rivolta del popolo contro i nobili della città, asserviti all'imperatore e sfruttatori dei loro concittadini, essi furono cacciati dalla rocca di Assisi e si rifugiarono a Perugia; poi con l'aiuto dei perugini mossero guerra ad Assisi (1202-1203).<br />
Francesco, con lo spirito dell'avventura che l'aveva sempre infiammato, si buttò nella lotta fra le due città così vicine e così nemiche.<br />
Dopo la disfatta subita dagli assisiani a Ponte San Giovanni, egli fu fatto prigioniero dai perugini a fine 1203 e restò in carcere per un lungo terribile anno; dopo che i suoi familiari ebbero pagato un consistente riscatto, Francesco ritornò in famiglia con la salute ormai compromessa.<br />
La madre lo curò amorevolmente durante la lunga malattia; ma una volta guarito egli non era più quello di prima, la sofferenza aveva scavato nel suo animo un'indelebile solco, non sentiva più nessuna attrattiva per la vita spensierata e i suoi antichi amici non potevano più stimolarlo.<br />
Come ogni animo nobile del suo tempo, pensò di arruolarsi nella cavalleria del conte Gualtiero di Brenne, che in Puglia combatteva per il papa; ma giunto a Spoleto cadde in preda ad uno strano malessere e la notte ebbe un sogno rivelatore con una voce misteriosa che lo invitava a “servire il padrone invece che il servo” e quindi di ritornare ad Assisi.<br />
Colpito dalla rivelazione, tornò alla sua città, accolto con preoccupazione dal padre e con una certa disapprovazione di buona parte dei concittadini.<br />
Lasciò definitivamente le allegre brigate per dedicarsi ad una vita d'intensa meditazione e pietà, avvertendo nel suo cuore il desiderio di servire il gran Re, ma non sapendo come; andò anche in pellegrinaggio a San Pietro in Roma con la speranza di trovare chiarezza.<br />
Ritornato deluso ad Assisi, continuò nelle opere di carità verso i poveri ed i lebbrosi, ma fu solo nell'autunno 1205 che Dio gli parlò; era assorto in preghiera nella chiesetta campestre di San Damiano e mentre fissava un crocifisso bizantino, udì per tre volte questo invito: “Francesco va' e ripara la mia chiesa, che come vedi, cade tutta in rovina”.<br />
Pieno di stupore, Francesco interpretò il comando come riferendosi alla cadente chiesetta di San Damiano, pertanto si mise a ripararla con il lavoro delle sue mani, utilizzando anche il denaro paterno.<br />
A questo punto il padre, considerandolo ormai irrecuperabile, anzi pericoloso per sé e per gli altri, lo denunziò al tribunale del vescovo come dilapidatore dei beni di famiglia; notissima è la scena in cui Francesco denudatosi dai vestiti, li restituì al padre mentre il vescovo di Assisi Guido II, lo copriva con il mantello, a significare la sua protezione.<br />
Il giovane fu affidato ai benedettini con la speranza che potesse trovare nel monastero la soddisfazione alle sue esigenze spirituali; i rapporti con i monaci furono buoni, ma non era quella la sua strada e ben presto riprese la sua vita di “araldo di Gesù re”, indossò i panni del penitente e prese a girare per le strade di Assisi e dei paesi vicini, pregando, servendo i più poveri, consolando i lebbrosi e ricostruendo oltre San Damiano, le chiesette diroccate di San Pietro alla Spira e della Porziuncola.</p>
<p><strong>La vocazione alla povertà e l'inizio della sua missione</strong><br />
Nell'aprile del 1208, durante la celebrazione della Messa alla Porziuncola, ascoltando dal celebrante la lettura del Vangelo sulla missione degli Apostoli, Francesco comprese che le parole di Gesù riportate da Matteo (10, 9-10) si riferivano a lui: “Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l'operaio ha diritto al suo nutrimento. E in qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se ci sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza”.<br />
Era la risposta alle sue preghiere e domande che da tempo attendeva; comprese allora che le parole del Crocifisso a San Damiano non si riferivano alla ricostruzione del piccolo tempio, ma al rinnovamento della Chiesa nei suoi membri; depose allora i panni del penitente e prese la veste “minoritica”, cingendosi i fianchi con una rude corda e coprendosi il capo con il cappuccio in uso presso i contadini del tempo e camminando a piedi scalzi.<br />
Iniziò così la vita e missione apostolica, sposando “madonna Povertà” tanto da essere poi definito “il Poverello di Assisi”, predicando con l'esempio e la parola il Vangelo come i primi apostoli.<br />
Francesco apparve in un momento particolarmente difficile per la vita della Chiesa, travagliata da continue crisi provocate dal sorgere di movimenti di riforma ereticali e lotte di natura politica, in cui il papato era allora uno dei massimi protagonisti.<br />
In un ambiente corrotto da ecclesiastici indegni e dalle violenze della società feudale, egli non prese alcuna posizione critica, né aspirò al ruolo di riformatore dei costumi morali della Chiesa, ma ad essa si rivolse sempre con animo di figlio devoto e obbediente.<br />
Rendendosi interprete di sentimenti diffusi nel suo tempo, prese a predicare la pace, l'uguaglianza fra gli uomini, il distacco dalle ricchezze e la dignità della povertà, l'amore per tutte le creature di Dio e al disopra di ogni cosa, la venuta del regno di Dio.</p>
<p><strong>Inizio dell'Ordine dei Frati Minori</strong><br />
Ben presto attirati dalla sua predicazione, si affiancarono a Francesco, quelli che sarebbero diventati suoi inseparabili compagni nella nuova vita: Bernardo di Quintavalle un ricco mercante, Pietro Cattani dottore in legge, Egidio contadino e poco dopo anche Leone, Rufino, Elia, Ginepro ed altri fino al numero di dodici, proprio come gli Apostoli, formanti una specie di 'fraternità' di chierici e laici, che vivevano alla luce di un semplice proposito di ispirazione evangelica.<br />
Il loro era un vivere alla lettera il Vangelo, senza preoccupazioni teologiche e senza ambizioni riformatrici o contestazioni morali, indicando così una nuova vita a chi voleva vivere in carità e povertà all'interno della Chiesa; per la loro obbedienza alla gerarchia ecclesiastica, il vescovo di Assisi Guido prese a proteggerli, seguendoli con interesse e permettendo loro di predicare.<br />
Ai primi del 1209 il gruppo si riuniva in una capanna nella località di Rivotorto, nella pianura sottostante la città di Assisi, presso la Porziuncola, iniziando così la “prima scuola” di formazione, dove durante un intero anno Francesco trasmise ai compagni il suo carisma, alternando alla preghiera, l'assistenza ai lebbrosi, la questua per sostenersi e per riparare le chiese danneggiate.<br />
Giacché ormai essi sconfinavano fuori dalla competenza della diocesi, e ciò poteva procurare problemi, il vescovo Guido consigliò Francesco e il suo gruppo di recarsi a Roma dal papa Innocenzo III per farsi approvare la prima breve Proto-Regola del nuovo Ordine dei Frati Minori.<br />
Regola che fu approvata oralmente dal papa, dopo un suggestivo incontro con il gruppetto, vestito dalla rozza tunica e scalzo, colpito fra l'altro da “quel giovane piccolo dagli occhi ardenti”; nacque così ufficialmente l'Ordine dei Frati Minori, che riceveva la tonsura entrando a far parte del clero; sembra che in quest'occasione Francesco abbia ricevuto il diaconato.</p>
<p><strong>Chiara e le clarisse</strong><br />
Tutta Assisi parlava delle 'bizzarie' del giovane Francesco, che viveva in povertà con i compagni laggiù nella pianura e che spesso saliva in città a predicare il Vangelo con il permesso del vescovo, augurando a tutti “pace e bene”; nella primavera del 1209 aveva predicato perfino nella cattedrale di S. Rufino, dove nell'attigua piazza abitava la nobile famiglia degli Affreduccio e sicuramente in quell'occasione, fra i fedeli che ascoltavano, c'era la giovanissima figlia Chiara.<br />
Colpita dalle sue parole, prese ad innamorarsi dei suoi ideali di povertà evangelica e cominciò a contattarlo, accompagnata dall'amica Bona di Guelfuccio e inviandogli spesso un poco di denaro.<br />
Nella notte seguente la Domenica delle Palme del 1211, abbandonò di nascosto il suo palazzo e correndo al buio attraverso i campi, giunse fino alla Porziuncola dove chiese a Francesco di dargli Dio, quel Dio che lui aveva trovato e col quale conviveva.<br />
Francesco, davanti all'altare della Vergine, le tagliò la bionda e lunga capigliatura (ancora oggi conservata) consacrandola al Signore.<br />
Poi l'accompagnò al monastero delle benedettine a Bastia, per sottrarla all'ira dei parenti, i quali dopo un colloquio con Chiara che mostrò loro il capo senza capelli, si convinsero a lasciarla andare.<br />
Successivamente Chiara e le compagne che l'avevano raggiunta, si spostò dopo alterne vicende, nel piccolo convento annesso alla chiesetta di San Damiano, dove nel 1215 a 22 anni Chiara fu nominata badessa; Francesco dettò alle “Povere donne recluse di S. Damiano” (il nome 'Clarisse' fu preso dopo la morte di s. Chiara) una prima Regola di vita, sostituita più tardi da quella della stessa santa.<br />
Chiara con le compagne, sarà l'incarnazione al femminile dell'ideale francescano, a cui si assoceranno tante successive Congregazioni di religiose.</p>
<p><strong>L'ideale missionario</strong><br />
Francesco non desiderò solo per sé e i suoi frati, l'evangelizzazione del mondo cristiano deviato dagli originari principi evangelici, ma anche raggiungere i non credenti, specie i saraceni, come venivano chiamati allora i musulmani.<br />
Se in quell'epoca i rapporti fra il mondo cristiano e quello musulmano erano tipicamente di lotta, Francesco volle capovolgere questa mentalità, vedendo per primo in loro dei fratelli a cui annunciare il Vangelo, non con le armi ma offrendolo con amore e se necessario subire anche il martirio.<br />
Mandò per questo i suoi frati prima dai Mori in Spagna, dove vennero condannati a morte e poi graziati dal Sultano e dopo in Marocco, dove il gruppo di frati composti da Berardo, Pietro, Accursio, Adiuto, Ottone, mentre predicavano, furono arrestati, imprigionati, flagellati e infine decapitati il 16 gennaio 1220.<br />
Il ritorno in Portogallo dei corpi dei protomartiri, suscitò la vocazione francescana nell'allora canonico regolare di S. Agostino, il dotto portoghese e futuro santo, Antonio da Padova.<br />
Francesco non si scoraggiò, nel 1219-1220 volle tentare personalmente l'impresa missionaria diretto in Marocco, ma una tempesta spinse la nave sulla costa dalmata, il secondo tentativo lo fece arrivare in Spagna, occupata dai musulmani, ma si ammalò e dovette tornare indietro, infine un terzo tentativo lo fece approdare in Palestina, dove si presentò al sultano egiziano Al-Malik al Kamil nei pressi del fiume Nilo, che lo ricevette con onore, ascoltandolo con interesse; il sultano non si convertì, ma Francesco poté dimostrare che il dialogo dell'amore poteva essere possibile fra le due grandi religioni monoteiste, dalle comuni origini in Abramo.</p>
<p><strong>La seconda Regola</strong><br />
Verso la metà del 1220, Francesco dovette ritornare in Italia per rimettere ordine fra i suoi frati, cresciuti ormai in numero considerevole, per cui l'originaria breve Regola era diventata insufficiente con la sua rigidità.<br />
Il Poverello non aveva inteso fondare conventi ma solo delle 'fraternità', piccoli gruppi di fratelli che vivessero in mezzo al mondo, mostrando che la felicità non era nel possedere le cose ma nel vivere in perfetta armonia secondo i comandamenti di Dio.<br />
Ma la folla di frati ormai sparsi per tutta l'Italia, poneva dei problemi di organizzazione, di formazione, di studio, di adattamento alle necessità dell'apostolato in un mondo sempre in evoluzione; quindi il vivere in povertà non poteva condizionare gli altri aspetti del vivere nel mondo.<br />
Nell'affollato “capitolo delle stuoia”, tenutosi ad Assisi nel 1221, Francesco autorizzò il dotto Antonio venuto da Lisbona, d'insegnare ai frati la sacra teologia a Bologna, specie a quelli addetti alla predicazione e alle confessioni.<br />
La nuova Regola fu dettata da Francesco a frate Leone, accolta con soddisfazione dal cardinale protettore dell'Ordine, Ugolino de' Conti, futuro papa Gregorio IX e da tutti i frati; venne approvata il 29 novembre 1223 da papa Onorio III.<br />
In essa si ribadiva la povertà, il lavoro manuale, la predicazione, la missione tra gl'infedeli e l'equilibrio tra azione e contemplazione; si permetteva ai frati di avere delle Case di formazione per i novizi, si stemperò un poco il concetto di divieto della proprietà.</p>
<p><strong>Il presepe vivente di Greccio </strong><br />
La notte del 24 dicembre 1223, Francesco si sentì invadere il cuore di tenerezza e di slancio volle rivivere nella selva di Greccio, vicino Rieti, l'umile nascita di Gesù Bambino con figure viventi.<br />
Nacque così la bella e suggestiva tradizione del Presepio nel mondo cristiano, che sarà ripresa dall'arte e dalla devozione popolare lungo i secoli successivi, con l'apporto dell'opera di grandi artisti, tale da costituire un filone dell'arte a sé stante, comprendenti orafi, scenografi, pittori, scultori, costumisti, architetti; il cui apice per magnificenza, realismo, suggestività, si ammira nel Presepe settecentesco napoletano.</p>
<p><strong>Il suo Calvario personale</strong><br />
Ormai minato nel fisico per le malattie, per le fatiche, i continui spostamenti e digiuni, Francesco fu costretto a distaccarsi dal mondo e dal governo dell'Ordine, che aveva creato pur non avendone l'intenzione.<br />
Nell'estate del 1224 si ritirò sul Monte della Verna (Alverna) nel Casentino, insieme ad alcuni dei suoi primi compagni, per celebrare con il digiuno e intensa partecipazione alla Passione di Cristo, la “Quaresima di San Michele Arcangelo”.<br />
La mattina del 14 settembre, festa della Esaltazione della Santa Croce, mentre pregava su un fianco del monte, vide scendere dal cielo un serafino con sei ali di fiamma e di luce, che gli si avvicinò in volo rimanendo sospeso nell'aria.<br />
Fra le ali del serafino, Francesco vide lampeggiare la figura di un uomo con mani e piedi distesi e inchiodati ad una croce; quando la visione scomparve lasciò nel cuore di Francesco un ammirabile ardore e nella carne i segni della crocifissione; per la prima volta nella storia della santità cattolica, si era verificato il miracolo delle stimmate.<br />
Disceso dalla Verna, visibilmente dolorante e trasformato, volle ritornare ad Assisi; era anche prostrato da varie malattie, allo stomaco, alla milza e al fegato, con frequenti emottisi, inoltre la vista lo stava lasciando, a causa di un tracoma contratto durante il suo viaggio in Oriente.</p>
<p><strong>Il lungo declino fisico, il “Cantico delle creature”, la morte</strong><br />
Dopo le ultime prediche all'inizio del 1225, Francesco si rifugiò a San Damiano, nel piccolo convento annesso alla chiesetta da lui restaurata tanti anni prima e dove viveva Chiara e le sue suore.<br />
E in questo suggestivo e spirituale luogo di preghiera, egli compose il famoso “Cantico di frate Sole” o “Cantico delle Creature”, sublime poesia, ove si comprende quanto Francesco fosse penetrato nella più intima realtà della natura, contemplando sotto ogni creatura l'adorabile presenza di Dio.<br />
Se la fede gli aveva fatto riscoprire la fratellanza universale degli uomini, tutti figli dello stesso Padre, nel 'Cantico' egli coglieva il legame d'amore che lega tutte le creature, animate ed inanimate, tra loro e con l'uomo, in un abbraccio planetario di fratelli e sorelle che hanno un solo scopo, dare gloria a Dio.<br />
In questo periodo, ospite per un certo tempo nel palazzo vescovile, dettò anche il suo famoso 'Testamento', l'ultimo messaggio d'amore del Poverello ai suoi figli, affinché rimanessero fedeli a madonna Povertà.<br />
Poi per l'interessamento del cardinale Ugolino e di frate Elia, Francesco accettò di sottoporsi alle cure dei medici della corte papale a Rieti; poi ancora a Fabriano, Siena e Cortona, ma nell'estate del 1226 non solo non era migliorato, ma si fece sempre più evidente il sorgere di un'altra grave malattia, l'idropisia.<br />
Dopo un'altra sosta a Bagnara sulle montagne vicino a Nocera Umbra, perché potesse avere un po' di refrigerio, i frati visto l'aggravarsi delle sue condizioni, decisero di trasportarlo ad Assisi e su sua richiesta all'amata Porziuncola, dove a tarda sera del 3 ottobre 1226, Francesco morì recitando il salmo 141, adagiato sulla nuda terra, aveva circa 45 anni.<br />
Le allodole, amanti della luce e timorose del buio, nonostante che fosse già sera, vennero a roteare sul tetto dell'infermeria, a salutare con gioia il santo, che un giorno (fra Camara e Bevagna), aveva invitato gli uccelli a cantare lodando il Signore; e in altra occasione in un campo verso Montefalco aveva tenuto loro una predica, che gli uccelli immobili ascoltarono, esplodendo poi in cinguetii e voli di gioia.<br />
La mattina del 4 ottobre, il suo corpo fu traslato con una solenne processione dalla Porziuncola alla chiesa parrocchiale di S. Giorgio ad Assisi, dove era stato battezzato e dove aveva cominciato nel 1208 la predicazione.<br />
Lungo il percorso il corteo si fermò a San Damiano, dove la cassa fu aperta, affinché santa Chiara e le sue “povere donne” potessero baciargli le stimmate.<br />
Nella chiesa di San Giorgio rimase tumulato fino al 1230, quando venne portato nella Basilica inferiore, costruita da frate Elia, diventato Ministro Generale dell'Ordine.<br />
Intanto il 16 luglio 1228, papa Gregorio IX a meno di due anni dalla morte, proclamò santo il Poverello d'Assisi, alla presenza della madre madonna Pica, del fratello Angelo e altri parenti, del vescovo Guido di Assisi, di numerosi cardinali e vescovi e di una folla di popolo mai vista, fissandone la festa al 4 ottobre.</p>
<p><strong>Il culto, Patronati</strong><br />
Gli episodi della sua vita e dei suoi primi seguaci, furono raccolti e narrati nei “Fioretti di San Francesco”, opera di anonimo trecentesco, che contribuì nel tempo alla larga diffusione del suo culto, unitamente alla prima e seconda 'Vita', scritte dal suo discepolo Tommaso da Celano (1190-1260), su richiesta di papa Gregorio IX.<br />
Alcuni episodi sono entrati nell'iconografia del santo e riprodotti dall'arte, come la predica agli uccelli, il roseto in cui si rotolò per sfuggire alla tentazione, il lupo che ammansì a Gubbio, il ricevimento delle Stimmate, ecc.<br />
È patrono dell'Umbria e di molte città, fra le quali San Francisco negli USA che da lui prese il nome; innumerevoli sono le chiese, le parrocchie, i conventi, i luoghi pubblici che portano il suo nome; come pure tanti altri santi e beati, venuti dopo di lui, che ebbero al battesimo o adottarono nella vita religiosa il suo nome.<br />
Il grande santo di Assisi, che lo storico e scrittore, don Enrico Pepe definisce “Patrimonio dell'umanità”, fu riconosciuto da papa Pio XII, come il “più italiano dei santi e più santo degli italiani” e il 18 giugno 1939, lo proclamò Patrono principale d'Italia.<br />
<strong>Il cammino dei suoi 'Frati Minori'</strong><br />
La Regola composta da s. Francesco su istanza del cardinale Ugolino de' Conti, futuro papa Gregorio IX e approvata solennemente da Onorio III nel 1223, era formata da 12 capitoli, essa prescriveva una rigida e assoluta povertà, il lavoro per procurasi il cibo e l'elemosina come mezzo sussidiario di sostentamento.<br />
Capo dell'Ordine, che si propagò rapidamente al punto che, vivente ancora il fondatore, annoverava già 13 Province, fu un Ministro Generale. Le costituzioni furono redatte da San Bonaventura da Bagnoregio.<br />
Mentre ancora l'organizzazione del nuovo Movimento religioso si stava consolidando, scoppiarono i primi contrasti. I membri dell'Ordine si divisero in due fazioni: la prima intendeva adottare forme meno severe di vita comunitaria e prescindere dall'obbligo assoluto della povertà, al fine di rendere meno difficile lo sviluppo dell'Ordine stesso; la seconda al contrario, si proponeva di uniformarsi alla lettera e allo spirito delle norme lasciate dal fondatore.<br />
I numerosi tentativi per placare i dissensi non ebbero effetto, anzi questi si acuirono di più quando Gregorio IX con la bolla “Quo elongati” (1230), concesse ai frati, che presero in seguito il nome di 'Conventuali', la possibilità di ricevere beni e di amministrarli per le loro esigenze.<br />
Nel campo opposto, correnti definite ereticali, come quelle degli spirituali e dei fraticelli, rappresentarono l'ala estrema del francescanesimo e agitarono un programma di rinnovamento religioso misto ad un'auspicabile rinascita politico-sociale, che sarebbe dovuto sfociare nell'avvento del regno dello Spirito, ma si attirarono scomuniche e persecuzioni dalle autorità ecclesiastiche e feudali.<br />
La divisione in due Movimenti, Osservanti e Conventuali, fu sanzionata nel 1517 da papa Leone X; nel 1525 papa Clemente VII approvò il nuovo ramo dei frati Cappuccini, guidato dal frate Minore Osservante Matteo da Bascio della Marca d'Ancona, dediti ad una più austera disciplina, povertà assoluta e vita eremitica; altre famiglie francescane riformate sorsero nei secoli (Alcantarini, Riformati, Amadeiti) in seno o a fianco degli Osservanti, ma tutti obbedivano al Ministro Generale dell'Osservanza.<br />
L'Ordine francescano comprende anche il ramo femminile, le Clarisse e il Terz'Ordine dei laici o Terziari francescani, fondati dallo stesso s. Francesco nel 1221, per raccogliere i numerosi seguaci già sposati e di ogni ordine sociale.<br />
L'Ordine, ai cui membri dei diversi rami, Leone XIII nel 1897, ingiunse di prendere il nome comune di Frati Minori, è tra i più importanti della Chiesa. Oltre alle pratiche religiose e ascetiche, essi furono e sono dediti alla predicazione, ad un apostolato di tipo sociale in luoghi di cura, e soprattutto all'opera missionaria.</p>
<p><strong>Cantico delle Creature</strong></p>
<div><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Altissimo, onnipotente, bon Signore<br />
Tue so' le laude, la gloria et l'honore<br />
et onne benedictione.<br />
A te solo, Altissimo, se konfanno<br />
Et nullo homo ene digno te mentovare.<br />
Laudato si', mi' Signore, cum tucte le tue creature,<br />
specialmente messer lo frate sole<br />
lo quale è iorno et allumini noi per lui,<br />
et ellu è bellu e radiante, cum grande splendore:<br />
de te, Altissimo, porta significatione.<br />
Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle:<br />
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.<br />
Laudato si', mi' Signore, per frate vento<br />
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,<br />
per lo quale alle tue creature dai sostentamento.<br />
Laudato si', mi' Signore, per sora acqua,<br />
la quale è molto utile et humile<br />
et pretiosa et casta.<br />
Laudato si', mi' Signore, per frate focu<br />
per lo quale enallumini la nocte<br />
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.<br />
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra madre terra,<br />
la quale ne sustenta et governa,<br />
et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.<br />
Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonano<br />
per lo tuo amore,<br />
et sostengo' infirmitate et tribolatione.<br />
Beati quelli ke le sosterranno in pace<br />
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.<br />
Laudato si', mi' Signore,<br />
per sora nostra morte corporale<br />
da la quale nullo homo vivente po' skappare.<br />
Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali;<br />
beati quelli ke trovarà<br />
ne le sue sanctissime volutati,<br />
ka la morte secunda nol farrà male.<br />
Laudate et benedicete mi' Signore,<br />
et rengratiate et serviteli<br />
cum grande humilitate.<br />
<em>(S. Francesco d'Assisi)</em></span></div>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </p>
<p></span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#ff3300;">Autore: </span>Antonio Borrelli </span></span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Bibliografia su San Francesco:</span></p>
<p><span style="font-size:7.5pt;color:#999999;"><a href="http://www.libreriadelsanto.it/reparti/autori-e-personaggi/scritti-di-santi-e-beati/francesco-di-assisi-san/809.html"><span style="font-family:Times New Roman;">http://www.libreriadelsanto.it/reparti/autori-e-personaggi/scritti-di-santi-e-beati/francesco-di-assisi-san/809.html</span></a></span></p>
<p><span style="font-size:7.5pt;color:#999999;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[se non è di troppo disturbo, gradirei anche un calcio sulle gengive]]></title>
<link>http://leopardodellenevi.wordpress.com/?p=348</link>
<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 14:13:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>leopardodellenevi</dc:creator>
<guid>http://leopardodellenevi.it.wordpress.com/2008/06/15/se-non-e-di-troppo-disturbo-gradirei-anche-un-calcio-sulle-gengive/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Mia moglie mi ha comunicato l&#8217;intenzione di chiedere la separazione. Ha da tempo una re]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Mia moglie mi ha comunicato l'intenzione di chiedere la separazione. Ha da tempo una relazione sentimentale con un collega. A me dispiace ma non intendo contrastarla : ci siamo promessi di essere leali e siamo riusciti ad esserlo. Anche in questa occasione lei mi ha comunicato per tempo quanto si sentisse coinvolta dalla relazione col collega. Lei ora non vorrebbe dire nulla della sua relazione ai nostri due figli... Io penso invece sia meglio mettere i nostri figli al corrente...Mia moglie sostiene che conviene che nessuno di noi due risulti essere colpevole. In base alla sua esperienza quale soluzione le sembra meno traumatica per i ragazzi ?".</p>
<p>(Lettera a Corriere Salute. Anche la risposta dello psicologo non è male)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fratello Foco, Sorella Aqua]]></title>
<link>http://efestotheatre.wordpress.com/?p=75</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 13:07:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>efestotheatre</dc:creator>
<guid>http://efestotheatre.it.wordpress.com/2008/04/22/fratello-foco-sorella-aqua-2/</guid>
<description><![CDATA[Evento di teatro in movimento, prosa, danza in parete, fuoco.
Evento in chiave di teatro su Francesc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Evento di teatro in movimento, prosa, danza in parete, fuoco.</em></strong></p>
<p><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-21" style="float:left;margin-left:5px;margin-right:5px;" src="http://efestotheatre.wordpress.com/files/2008/04/francesco_corvi.jpg" alt="" width="300" height="214" />Evento in chiave di teatro su Francesco, il suo Tempo, le sue Creature.<br />
Gli elementi della natura portano ‘significazione’ dell’Altissimo ed a quelli, insieme a Francesco, diventato povero tra gli umili, si è ispirato Efesto Theatre nel comporre questa drammatizzazione dove emozioni e pathos, sensazioni e turbamenti si rincorrono attraverso i segni del fuoco, dell’acqua, del vento.</p>
<p>E’ lo stesso Francesco ad insegnare come il linguaggio del teatro può aiutare a comprendere, può squarciare il Vero. Perché il Tempo della Verità scenda in ognuno di noi.<br />
Chi era Francesco? Il Papa Niccolò IV lo propose senza barba e ‘pannosus, asper, despectus’ a differenza di San Bonaventura che nella Legenda Maior lo vide ‘pauperculus, modicus, despectus’ mentre sosteneva la chiesa di San Giovanni in Laterano.<br />
Una nuova immagine, più consona ai tempi che subivano fin troppo la fascinazione delle eresie e dei suoi profeti, troppo spesso straccioni e trasandati.<br />
Ma secondo Ruggero di Wendover e Matteo Paris, monaci di Sant’Albano, Innocenzo III accolse Francesco, ‘che gli apparve come uno straccione, dalla faccia insignificante, con la barba lunga, i capelli incolti, le sopracciglia nere e trascurate’ dicendogli: “vattene, frate, dai tuoi maiali ai quali assomigli, e rivoltati con essi, nel fango; la tua regola dalla a loro ed anche la tua predicazione”.</p>
<p>Anche per Francesco è il Tempo della Verità, intesa come Rivelazione (e Francesco si propone come nuovo Cristo), come Necessità per superare la Confusione, il Caos.</p>
<p>Rotti gli indugi, avvertita la missione da compiere, propone preghiera e riflessione, lui pauperculus, pannosus, asper, modicus, despectus. Lo farà con il linguaggio degli umili, quello delle immagini, del teatro giocoso, delle forti similitudini, come nella predica agli uccelli o come nel presepio di Greccio.<br />
Rimproverato, perché sorpreso in canti di laude insieme ai suoi dodici compagni, dirà: “Questi sono i miei cavalieri della Tavola Rotonda, i frati che si nascondono in luoghi deserti e lontani, per darsi alla preghiera e alla riflessione”.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://efestotheatre.files.wordpress.com/2008/04/francesco.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-22 alignleft" style="float:left;" src="http://efestotheatre.wordpress.com/files/2008/04/francesco.jpg?w=497" alt="" width="497" height="145" /></a></p>
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<title><![CDATA[Per festeggiare la giornata della Terra]]></title>
<link>http://lupusinfabulablog.wordpress.com/?p=27</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 08:00:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ennebì</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un omaggio al Pianeta con il più bel cantico delle creature nelle parole di un Santo amante e amico]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un omaggio al Pianeta con il più bel cantico delle creature nelle parole di un Santo amante e amico della Natura ... San Francesco d'Assisi</p>
<p><strong><em>Il Cantico di Frate Sole</em></strong></p>
<p>Altissimu, onnipotente bon Signore,<br />
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.<br />
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,<br />
et nullu homo ène dignu te mentovare.<br />
Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,<br />
spetialmente messor lo frate Sole,<br />
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.<br />
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:<br />
de Te, Altissimo, porta significatione.<br />
Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:<br />
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.<br />
Laudato si', mi' Signore, per frate Vento<br />
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,<br />
per lo quale a le Tue creature dài sustentamento.<br />
Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.<br />
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.<br />
Laudato si', mi Signore, per frate Focu,<br />
per lo quale ennallumini la nocte:<br />
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.<br />
Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,<br />
la quale ne sustenta et governa,<br />
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.<br />
Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore<br />
et sostengono infirmitate et tribulatione.<br />
Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,<br />
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.<br />
Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,<br />
da la quale nullu homo vivente pò skappare:<br />
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;<br />
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,<br />
ka la morte secunda no 'l farrà male.<br />
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate<br />
e serviateli cum grande humilitate.</p>
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<title><![CDATA[San Francesco D'Assisi]]></title>
<link>http://isantini.wordpress.com/2008/01/06/san-francesco-dassisi/</link>
<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 21:13:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonellapizzo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://isantini.wordpress.com/files/2008/01/sfranceso-dassisi-fronte.jpg" title="sfranceso-dassisi-fronte.jpg"><img src="http://isantini.wordpress.com/files/2008/01/sfranceso-dassisi-fronte.jpg" alt="sfranceso-dassisi-fronte.jpg" /></a><a href="http://isantini.wordpress.com/files/2008/01/sfrancesco-dassisi-retro.jpg" title="sfrancesco-dassisi-retro.jpg"><img src="http://isantini.wordpress.com/files/2008/01/sfrancesco-dassisi-retro.jpg" alt="sfrancesco-dassisi-retro.jpg" /></a></p>
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<title><![CDATA[SAN FRANCESCO D'ASSISI - il video]]></title>
<link>http://posturanismo.wordpress.com/2007/10/05/san-francesco-dassisi-il-video/</link>
<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 10:45:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>posturanismo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
E&#8217; sempre un piacere vedere un tentativo di evoluzione e crescita delle cose. Sono un evoluzi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/bcdW4DW4ziM'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/bcdW4DW4ziM&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>E' sempre un piacere vedere un tentativo di evoluzione e crescita delle cose. Sono un evoluzionista convinto. Fino a diversi anni fa, la festa di San Francesco non era nemmeno contemplata nel calendario molese. Nel 2003, in occasione del cinquecentenario della costruzione della Chiesa di Santa Maria del Passo (comunemente chiamata chiesa di Sant'Antonio) festeggiato con la processione "doppia" delle statue di San Francesco d'Assisi e Santa Chiara, la Confraternita dedicata al Santo patrono d'Italia ha pensato bene di non lasciar morire la "cosa". E così da quell'anno si è intrapreso il discorso della novena con il particolare rito del "trapasso" di San Francesco nella giornata tra il 3 e il 4 ottobre, sino ad arrivare quest'anno ad un piccolo ma apprezzatissimo tentativo di fuochi d'artificio a cura della ditta Bruscella di Modugno (la stessa ditta dei fuochi della festa patronale per intenderci...). Di questi confratelli apprezzo lo spirito evolutivo, la continua spinta alla rivalutazione non solo delle tradizioni religiose (vedete per esempio i festeggiamenti di Sant'Antonio che crescono di anno in anno) ma anche di questioni meramente culturali come il restauro dell'antico pulpito e dell'organo. Alcune confraternite dovrebbero prendere esempio da loro e non accontentarsi ogni anno semplicemente di "esistere e resistere". Come si dice: volere è potere. Intanto domenica c'è la processione della Madonna del Rosario che parte alle 16 dalla "concorrente" chiesa di San Domenico.</p>
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