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	<title>sbancor &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/sbancor/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "sbancor"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 07:56:31 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA["La guerra è salute per lo Stato"]]></title>
<link>http://fiorino.wordpress.com/?p=87</link>
<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 15:30:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>fiorinoiantorno</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Allo scoppio della prima guerra mondiale lo scrittore radicale Randolph Bourne scrisse che &#8220;L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fiorino.files.wordpress.com/2008/08/2361257482_9379f84d66.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-88" src="http://fiorino.wordpress.com/files/2008/08/2361257482_9379f84d66.jpg?w=205" alt="" width="205" height="300" /></a></p>
<p>Allo scoppio della prima guerra mondiale lo scrittore radicale Randolph Bourne scrisse che "La guerra è salute per lo stato" come ben ricorda Howard Zinn nel bellissimo "Storia del popolo americano".</p>
<p>Ed effettivamente la prima guerra mondiale riuscì a rompere la fratellaznza socialista che stava acuistando sempre più vigore in tutto il mondo e diede anche una spinta all'economia traballante del nuovo mondo che aveva bisogno di spingersi verso nuove zone, conquistare nuove fette di mercato.</p>
<p>Molte similitudini con quello che sta succedendo oggi in una parte di mondo piccola, mentre siamo distratti dalle Olimpiadi made in China.</p>
<p>Pubblico un pezzo del compianto Sbancor che può aiutare a comprendere meglio.</p>
<p>Fantapolitica? Non offendiamo la fantasia, qui siamo di fronte al cinico realismo.</p>
<p>****<br />
<strong>Vampirismo geoeconomico</strong></p>
<p><strong><em>di /*Sbancor*/</em></strong></p>
<p>Sulla scrivania ho tre schermi. Due sono di Bloomberg, il sindaco di New York. Uno manda in continuazione notizie dal mondo, l'altro disegna grafici su qualsiasi mercato, titolo, obbligazione o maledetta carta straccia "subprime" tu abbia in animo di analizzare e nel caso acquistare. Ma adesso non è proprio il caso.<br />
Tenersi liquidi: questa è la parola d'ordine. Comprare, oggi non compra quasi nessuno.<br />
Tranne i Sovereign Wealth Funds, dove vengono riciclati i petrodollari russi e arabi oppure i surplus commerciali del Far East.<br />
Sull'altro schermo ho Google Earth. Sulla scrivania due libri: Il canto della missione &#60;http://www.libreriauniversitaria.it/canto-missione-carre-john/libro/9788804567813&#62; di John Le Carré, e Hitler &#60;http://www.libreriauniversitaria.it/hitler-genna-giuseppe-mondadori/libro/9788804573531&#62; di Giuseppe Genna.</p>
<p>E' tutto ciò che mi ha accompagnato in questi mesi di depressione.<br />
Qualcuno di voi potrebbe chiedersi cosa c'entrano i computer con i libri e perché stanno tutti sulla mia scrivania. Domanda stupida. Stanno sulla mia scrivania perché fino a un po' di tempo fa sono stato troppo depresso per spostarli. Ma questa è una risposta stupida quanto la domanda. In realtà libri e computer descrivono la realtà. Ciò che sta succedendo ora, adesso. E le conclusioni che ne traggo non mi tranquillizzano. Anzi.</p>
<p>Sugli schermi vedo innanzitutto la crisi economica. Non sarà la prima e molto probabilmente neanche l'ultima. Eppure guardiamo le Borse mondiali. Dall'inizio dell'anno Shanghai ha perso il 31,96, Francoforte il 18,99 Tokyo il 18,18, Milano il 18%, Honk Kong il 17,85, Parigi il 16,16, Zurigo il 14,85. New York il 14,07, Madrid il 12,60, Londra l'11,69.</p>
<p>Si dice che la crisi è finanziaria e americana, che sono i "subprime" ad avvelenare il sistema. Ma allora perché Shanghai è al -- 31,96%? E' vero, Shanghai era sopravvalutata, lo sapevano tutti. Tranne i risparmiatori cinesi! Se cade la domanda americana, cadranno anche le esportazioni cinesi, e se i cinesi tenteranno di sostituirle con la domanda interna, crescerà l'inflazione, come sta già accadendo. Nessuno è immune dal contagio. Alcuni "catastrofisti storici" pensano che i cinesi incominceranno a sbarazzarsi dei dollari e dei titoli americani denominati in dollari. Per far cosa? Per comprare Euro registrando una perdita di valore di circa 1/3 per ogni dollaro venduto ora? Certo un riequilibrio delle riserve valutarie è possibile. Gradualmente. Intanto lo yuan è legato al dollaro e gode di una svalutazione competitiva che agevola l'export. Invertire questa tendenza sarebbe folle. Bretton Woods II funziona ancora. Male, ma funziona.</p>
<p>Eppure...</p>
<p>Osserviamo ciò che è accaduto con la fredda lucidità dell'economia -- the dismail science diceva Carlyle.<br />
Un settore periferico del mercato dei titoli americano, il più grande del mondo, va in crisi (vedi qui &#60;http://www.carmillaonline.com/archives/2007/08/002339.html#002339&#62;).<br />
La crisi tramite le "cartolarizzazioni", cioè la trasformazione dei debiti in titoli, si allarga, prima agli Asset Backed Securities (ABS), poi ai Collateral Debt Obligations (CDO's). A questo punto la crisi diventa una valanga. Tutti i titoli in cui si suppone la presenza di mutui subprime perdono di valore. Le Agenzie di Rating, i Soloni del pensiero unico economico, vengono prese alla sprovvista. Loro sono abituate a valutare la solvibilità di un debito, cioè la capacità di un creditore a restituirlo, non la volatilità di un titolo, cioè il suo cambiamento di valore sul mercato. Reagiscono ad agosto con l'improntitudine di chi si è fatto cogliere in fallo. Effettuano un downrating di migliaia di titoli. Le banche che li possiedono non reggono il colpo. Qualcuna fallisce, come la Northern Rock in Inghilterra, prontamente nazionalizzata. Altre vengono salvate odal banche pubbliche in Germania, altre ancora messe sotto tutela, come Societé Générale in Francia.<br />
In America saltano almeno cinque banche specializzate in mutui casa.</p>
<p>Ma non è che l'inizio. Sempre ad agosto l'interbancario inizia a bloccarsi. Che vuol dire? Semplicemente che le banche non si fidano delle altre banche e chiudono i normali canali di finanziamento all'interno del sistema creditizio. Crisi di fiducia che si trasforma immediatamente in crisi di liquidità. Intervengono le Banche Centrali Europee, Americane, Giapponesi e Australiane per fornire liquidità al sistema. E' un fiume di denaro che si riversa sulle banche. Centinaia di miliardi di dollari ed euro. Non basta. La crisi si ripete a ottobre, a dicembre, adesso. Le Banche centrali, la FED in testa, incominciano ad accettare titoli "illiquidi" in garanzia. Lo fa anche la BCE, ma non vuole che lo si dica. Sarebbe a dire che le banche prendono denaro a prestito dando in garanzia alle banche centrali carta straccia. Non Basta. La Bear Stearns, una delle più antiche banche d'investimento americane, è sull'orlo del fallimento. La FED interviene, anche se non potrebbe, in quanto i suoi interventi di salvataggio dovrebbero essere limitati alle banche commerciali. Ma Bernanke ha capito che se fallisce Bear Sterns non potrà evitare l'"effetto domino". Salterà Leheman Brothers e forse qualcun altro.</p>
<p>Il salvatore, come nel 1907, è la J.P. Morgan -- Chase. Nel 1907 John Pierpoint Morgan detto "the Magnificent" sventò la crisi e fece piazza pulita dei brokers e dei banchieri che non si sottomettevano al suo potere. Nel 1929 non ci riuscì. E fu la Grande Depressione. Oggi J.P..Morgan-Chase pretende un prezzo assurdo per Bear Stearns: due dollari ad azione. Meno di quanto valgono le proprietà immobiliari e il grattacielo di Bear, in Vanderbilt Avenue. Gli azionisti insorgono. J.P.Morgan senza fare una piega dice che è pronta a pagare cinque volte di più. Il prezzo è giusto. Quale? Bernanke approva entrambi i prezzi. Ne esce con le ossa rotte.<br />
I mercati perdono fiducia anche nella FED.</p>
<p>Nuove iniezioni di liquidità. Iniezioni: già, come se fosse coca o eroina.<br />
I drogati aumentano sui mercati. E bisogna evitare le crisi di astinenza da dollari o da euro. Le Banche Centrali ormai accettano di tutto in garanzia: CDO's, ABS, carta straccia. In cambio concedono presiti al tasso di riferimento o a quello di sconto.</p>
<p>L'ago entra nelle vene finanziarie del sistema dolcemente, quasi senza sprigionare sangue. Quello è riservato ai contribuenti, che dovranno pagare i vizi, assai costosi, dell'aristocrazia venale che governa il mondo e oggi è in crisi anemica..</p>
<p>Ecco le svalutazioni bancarie dell'ultimo trimestre, in miliardi di euro: UBS 12,12, Citigroup 18,10, Merril Lynch 7,34, Morgan Stanley 2,30, Goldman Sachs 1,91, Credit Suisse 1,82, Deutsche Bank 2,50, Bear Stearns 1,75. Fortis 1,50, Creditagricole 1,15, Società Generale 1,52, Bank of China 0,83.</p>
<p>Perdite di sangue. Emorragie di denaro. Sintomi gravi, ma, temo, non terminali. I vampiri cercano sangue. E prima o poi lo trovano. Gli americani riscoprono J.M. Keynes.</p>
<p>Gli Stati Uniti, primo paese a dover affrontare la recessione, hanno finora deciso per un Economic Stimulus Package su cui il 24 gennaio scorso hanno trovato l'accordo il Partito Democratico e quello Repubblicano. Il piano ha un valore complessivo di 146 miliardi di dollari, pari a circa l'1% del PIL U.S.A.<br />
Il piano ovviamente si accompagna agli interventi della FED ,che in cinque mesi ha ribassato di cinque volte il tasso d'interesse sui Fed Funds con un ribasso di 225 punti base e collocandolo quindi al 3%. Ulteriori tagli, forse addirittura per 75 b.p., sono previsti entro circa un mese.</p>
<p>Il piano americano anti-crisi dovrebbe riguardare circa 117 milioni di famiglie Sostanzialmente si basa su:</p>
<p>. Un sussidio fiscale minimo di 300 dollari e massimo di 600 per individui, e fino a 1.200 per le famiglie, con redditi inferiori a 75.000 dollari l'anno per gli individui e 150.000 dollari per le famiglie. La stima dell'amministrazione è che questo programma costerà circa 100 miliardi di dollari.<br />
. Sgravi alle piccole imprese attraverso la deduzione del 50% del valore dei costi sostenuti per nuovi impianti e attrezzature. Le imprese beneficiarie saranno quelle con un reddito inferiore a 800.000 dollari. Il costo di questa parte del piano è pari a 50 miliardi di dollari.<br />
. Innalzamento dei limiti all'acquisto di mutui da parte delle agenzie governative Fannie Mae e Freddie Mac, si tratta di agenzie che operano sul mercato secondario acquistando mutui e rifornendo quindi di liquidità il mercato primario del credito immobiliare.</p>
<p>In Italia neppure Turigliatto avrebbe il coraggio di proporlo. Eppure... E' una goccia d'olio nel mare in tempesta della crisi.</p>
<p>Ma il vero keynesismo americano resta ancora quello militare. Tremila miliardi di dollari: questa è la cifra stimata da Joseph Stiglitz per le avventure belliche americane. Lui, da buon economista, dice che si tratta di costi. Ma se si trattasse invece di un investimento?</p>
<p>"Ogni crisi è crisi da sovrapproduzione", diceva un vecchio economista tedesco (K. Marx). Alla sovrapproduzione si può reagire sul breve periodo iniettando denaro, disse un economista inglese (J.M. Keynes). Questo può avvenire tramite la spesa pubblica, civile o militare. I modelli econometrici dicono che la seconda è più efficace della prima. Ma che avverrà nel "lungo periodo"?<br />
Nel lungo periodo "saremo tutti morti", secondo Lord Keynes.</p>
<p>Oppure nasceranno nuovi mercati: il ciclo della riproduzione allargata farà un nuovo giro di valzer. La danza diverrà, però, sempre più spettrale, perché se la domanda ancora esiste, (in Cina, in India, in Africa, nella stessa ex URSS...) e si tratta di renderla "aggregata", cioè pagante, le risorse naturali e la capacità del pianeta di continuare a reggere non lo sono. Con questo modello di sviluppo sono ormai in via di esaurimento.<br />
Ne Marx, ne Keynes lo avevano previsto.<br />
Non solo. Al mondo non si è mai vista una nuova egemonia economica che non fosse anche egemonia politica e militare. Questo vuol dire che, se vi sarà un "decoupling", se cioè le economie dei paesi emergenti traineranno l'economia mondiale, dovrà esserci anche un "decoupling" politico e militare. Gli USA non hanno nessuna voglia di accettare questa ipotesi. Rinforzano la Nato: sono pronti ad allargarla fino a Georgia e Ucraina. Gli europei, che vedono con terrore i gasdotti che passano sotto la terra ucraina a rischio, se Putin chiude innervosito il rubinetto di Gazprom, lo impediscono.<br />
Particolare significativo: la riunione si teneva nel Castello di Ceausescu a Bucarest. I Vampiri prediligono alcuni luoghi, piuttosto di altri...</p>
<p>***</p>
<p>Guardo Google Earth. Il mappamondo galleggia e poi scende, vertiginoso nelle zoomate.<br />
Intravedo la prima linea del fronte di guerra: costeggia i confini della Grande Madre Russia: Bielorussia, Georgia, Ucraina, Armenia, Azerbaijan.<br />
Rivoluzioni Arancioni contro il nazional-bolscevismo di Putin. Qui la NATO vuole creare le sue basi avanzate. Qui passano le pipelines che portano energia all'Europa.</p>
<p>Più a Sud l'Iraq.<br />
Se ne è scritto troppo e troppo poco. Mi limiterò a un conto economico: prima delle guerre e dell'embargo, nel 1989, l'Iraq produceva 3 milioni di barili di petrolio al giorno. Oggi ne produce 2 milioni. La Cina consuma 7, 62 milioni di barili al giorno. Un anno fa ne consumava 7,24. Se il milione di barili in meno di produzione irachena fosse disponibile sul mercato, non vi sarebbe ancora squilibrio tra domanda e offerta. Nonostante Cina e India. Quesito: a chi giova la guerra in Iraq: ai rialzisti sul prezzo del greggio o ai ribassisti? Se non sapete rispondere compratevi una calcolatrice. O girate la domanda a un dirigente Exxon o Chevron o Shell, dopo esservi assicurati che abbia fatto il pieno di whisky.</p>
<p>La linea riprende: Iran, Afganistan, Pakistan, Belucistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Khirghisistan. Qui la partita è più dura e più complessa: a fronteggiare la Nato non c'è solo la Russia ma l'intero Gruppo di Shanghai &#60;http://it.wikipedia.org/wiki/Shanghai_Cooperation_Organisation&#62;.<br />
E in prospettiva, dunque, la Cina.</p>
<p>Ancora più a Sud il Corno d'Africa e il Congo. Heart of Darkness, fra capi tribali ex socialisti o integralisti musulmani, lottano fra loro per ricchezze che non possiederanno mai, perché già ipotecate dalle grandi compagnie multinazionali. Miniere di diamanti, pozzi di petrolio, coltan, materie prime. Inglesi, francesi, americani, olandesi succhiano l'anima nera dell'Africa.<br />
Vampiri. Ancora Vampiri.</p>
<p>Neanche l'Europa è immune. Non solo a Est, ma anche a Sud. Una linea di guerra passa dal Kossovo, alla Turchia, alla Siria, al Libano, alla Palestina. Ma sembriamo non accorgercene. La stupidità non è un scusa: è un'aggravante.</p>
<p>Mentre a Lisbona il Trattato che costituirà la "Nuova Costituzione Europea", peraltro non sottoposta a nessun referendum, ci lega sempre di più alle scelte della NATO. Nessuno ha il coraggio di dire che la NATO, dopo la caduta del muro di Berlino, è un "ente inutile". Continuiamo così.<br />
Vampiri.</p>
<p>L'ultima frontiera si sta creando in America Latina, fra la Colombia e il resto del continente sudamericano. Mentre il muro che separa il Messico dagli Stati Uniti è la smentita del NAFTA: i capitali e le merci possono circolare liberamente. Gli uomini no.</p>
<p>***</p>
<p>Guardo i libri. Le Carré racconta la "prima guerra mondiale africana" quella che dal Ruanda si è estesa al Kivu, Rpubblica Democratica del Congo. Quella che tutti hanno dimenticato prima ancora che iniziasse.<br />
Genna scrive il primo romanzo su Hitler.</p>
<p>Parlano entrambi del male. Quel male che proviene dal non essere. Buco nero che attrae e distrugge in virtù non della sua forza, ma della sua stupidità e capacità di omologare a se stesso i comportamenti. Lo stesso male che Joseph Conrad (Kurtz) aveva intravisto risalendo il fiume Congo. Non entro nel dibattito letterario su Hitler. Altri l'hanno fatto e meglio di quanto lo possa fare io. Mi limito a notare una frase che mi ha colpito. Descrive il bombardamento di Dresda, la città morta. Duecentomila morti, gran parte bruciati vivi, sciolti dal fosforo a trecento gradi. Conclude: rilevando in Sir Winston Churcill "nessuna emozione".</p>
<p>"La crepa propagata dallo zero umano che combatte si è aperta in sir Winston Churcill.<br />
Il principio di simmetria del male.<br />
Il gelo.<br />
La constatazione del disastro perpetrato.<br />
L'inutilità della strage condotta con lucida insensienza.<br />
Grava la vittoria postuma di Hitler in tutto ciò". (p.599)</p>
<p>Curioso. In quasi tutte le recensioni su Hitler, pochissime discutono la durissima implicazione politico-visionaria che ispira il romanzo: la vittoria postuma di Hitler nell'epoca della democrazia rappresentativa. C'è da chiedersi fino a che punto l'insensienza possa diventare stupidità. Forse, come temo, i due termini sono sinonimi.</p>
<p>Pubblicato Aprile 9, 2008</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Addio a Sbancor]]></title>
<link>http://ciapp.wordpress.com/?p=90</link>
<pubDate>Fri, 02 May 2008 21:30:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>ciapp</dc:creator>
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<description><![CDATA[Uno dei suoi ultimi pezzi&#8230;

Pare che il Molto Onorevole Massimo D&#8230;


di Sbancor
Mi arren]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei suoi ultimi pezzi...</p>
<div>
<div class="titlentry">Pare che il Molto Onorevole Massimo D...</div>
</div>
<div class="blogbody">
<p>di <strong>Sbancor</strong></p>
<p><img src="http://www.carmillaonline.com/archives/DalemaKarzai.jpg" border="0" alt="DalemaKarzai.jpg" hspace="4" vspace="2" width="140" height="97" align="right" />Mi arrendo. Se solo tre parlamentari italiani hanno votato contro le missioni militari all’estero, probabilmente a me a tutti coloro che ritengono la pace un “bene indisponibile” non resta che la via dell’esilio. Il 23 gennaio il sondaggio IPR svolto per Repubblica dava il 56% degli italiani favorevoli al ritiro dall’Afghanistan. Il 20 febbraio eravamo al 54%. L’8 marzo il 70% è favorevole a restare, diviso fra un 50% che subordina il ritiro alle decisioni Nato e un 20% che dice al massimo per un altro anno. Se il Governo non va verso i sondaggi, i sondaggi andranno verso il Governo. <!--more--><br />
Pare che il Molto Onorevole Massimo D’Alema abbia detto a Bruxelles, a proposito dei morti afghani degli ultimi giorni: “Sono morti molti civili innocenti e questo richiede una riflessione molto seria perché le cose possono andare meglio. Ad esempio non uccidere civili potrebbe contribuire”. Inorridito mi accorgo che mai potrò superare l’inarrivabile <em>humour noir</em> del nostro Ministro degli Esteri.</p>
<p><a name="more"></a>Si, onorevole D’Alema, potrebbe “davvero contribuire”. Potrebbe contribuire a non fare mancare i voti al suo governo. Obiettivo encomiabile: ma mi chiedo quanti afghani dovremo comunque uccidere nei prossimi mesi per tenere in piedi il suo governo?<br />
Perché di questo si tratta. Non mi fraintenda, Onorevole, non intendo quanti ne uccideranno americani e britannici, ché tanto loro ci sono abituati, ma quanti ne dovremo massacrare materialmente noi, italiani “brava gente”. Eppure Lei dovrebbe conoscere la situazione sul “campo”.</p>
<p>Il 18 febbraio un <a href="http://www.saag.org/papers22/paper2140.html"><strong><span style="color:#000000;">sito</span></strong></a> vicino all’<em>intelligence</em> indiana spiegava con dovizia di particolari come in previsione della controffensiva NATO verso ovest, i guerriglieri avessero spostato truppe verso est, nella regione di Helmand, riprendendo la provincia di Musa Qala alle truppe britanniche. Da quest’area minacciano Herat dove sono dislocate le truppe italiane. Eppure <a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=7368"><strong><span style="color:#000000;">Peace Reporter</span></strong></a> l’aveva informata in anticipo sui giornali italiani.<br />
Era il 21 febbraio. Il 3 marzo esplodeva la bomba nella Herat che uccideva una soldatessa spagnola a poca distanza da un nostro convoglio Quasi contemporaneamente almeno trecento talebani hanno occupato per qualche ora il capoluogo del distretto di Bakwa, nella provincia di Farah, sotto comando italiano.</p>
<p>Poi il rapimento di Mastrogiacomo. La missione di pace fra qualche ora, qualche giorno o qualche settimana diventerà una missione di guerra. E la differenza nelle regole di ingaggio fra “peace enforcement” e “peace keeping”, fra mandato ONU e comando NATO si rivelerà per quello che è: un guazzabuglio diplomatico nel migliore dei casi, una “pezza a colori” nel peggiore. L'Isaf era stata autorizzata dal Consiglio di sicurezza con la risoluzione 1386 del dicembre 2001, per assistere l'autorità ad interim afghana a Kabul e dintorni: fino all'agosto 2003 essa è stata di fatto una missione Onu. Ma l'11 agosto 2003 la Nato ha annunciato di avere «assunto il ruolo di leadership dell'Isaf, forza con mandato Onu». Solo nel febbraio 2006 il Consiglio di sicurezza l'ha riconosciuta. Ora la missione Isaf è inserita nella catena di comando del Pentagono ed è guidata dal generale americano Dan K. McNeill.<br />
Si legga cosa ne pensa un generale italiano <a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&#38;idc=74&#38;ida=&#38;idt=&#38;idart=7150"><strong><span style="color:#000000;">Fabio Mini</span></strong></a>.</p>
<p>Onorevole: si ricorda il motivo per cui si andò in Afghanistan? Inizialmente bisognava arrestare Osama bin Laden. Già allora ebbi qualche perplessità. Poi bisognava “esportare la democrazia”, prodotto <em>made in USA</em> a cui forse speravamo di aggiungere un po’ di <em>made in Italy</em>, che so, i vestiti di Valentino al posto dei Burka…<br />
Ormai si parla solo di difendere il regime del “Sindaco di Kabul”, quel Karzai che ha un fratello noto trafficante di droga,</p>
<p>Ma diciamolo<strong> chiaramente, Onorevole, a Lei di questo non importa assolutamente nulla. Si è addirittura inventato una “Conferenza Internazionale di Pace” di cui si discute solo in Italia – caso unico nella storia delle conferenze internazionali – pur di raggiungere il primo obiettivo: spuntare le ali alla sinistra cosiddetta “radicale</strong>”.</p>
<p>La novità politica però è che l’UDC abbia trascinato tutta la CdL a votare per Lei e per la sua politica estera, il che trasforma la sinistra radicale da “utili idioti” in “idioti inutili” e riapre nuove ed entusiasmanti prospettive di grandi centri, grandi coalizioni, convergenze, governi moderati con cui fare le, “sempre” indispensabili, riforme. Ma soprattutto fa sempre più assomigliare la nostra democrazia a quelle democrazie “evolute” in cui sulle questioni definite di “interesse nazionale” non si discute. Siano esse le guerre, gli interessi dei grandi gruppi economici, le riforme ovviamente liberali e il progresso del libero mercato.</p>
<p>E se qualcuno dei nostri ci rimette la pelle in Afghanistan siamo sempre pronti per i funerali di Stato e Bruno Vespa ha una trasmissione pre-registrata sui “nostri ragazzi in Afghanistan”.</p>
<p>Ma ha ragione Lei Onorevole, Lei ha vinto e “il popolo della pace” ha perso. Buon lavoro, Onorevole, e soprattutto buona Guerra! Forse gli americani stavolta si fideranno di Lei e la lasceranno governare. Almeno ancora per un po’… poi si vedrà.<br />
<strong>A chi si oppone a tutte le guerre non resterà che stare fuori dal Parlamento, come accade, peraltro, in tutti i paesi “democratici”. Non si preoccupi Onorevole: noi, per strada, ci staremo benissimo!</strong></p>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ciao Sbancor]]></title>
<link>http://ciclogatto.wordpress.com/?p=77</link>
<pubDate>Thu, 01 May 2008 13:56:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>ciclogatto</dc:creator>
<guid>http://ciclogatto.wordpress.com/?p=77</guid>
<description><![CDATA[Ci ha lasciato Sbancor, dopo averci letteralmente illuminato, stupito, spiegato come vanno alcune co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:10pt;font-family:Trebuchet MS;">Ci ha lasciato Sbancor, dopo averci letteralmente illuminato, stupito, spiegato come vanno alcune cose oscure ai più, il primo maggio ci ha lasciati qui, senza di lui.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Trebuchet MS;">Ho recuperato in un vecchio post il necrologio che lui stesso si era scritto</span></p>
<p><strong>Sbancor è morto: particolari in cronaca.</strong><em> </em></p>
<p><em>Sbancor è morto in uno scontro frontale con un autobotte di vodka russa, guidata da uno stalinista di nome "Keoma" (il cui vero nome nulla mi dice di più sull'infame soggetto). Solo gli stalinisti attaccano le persone e non le teorie. Tant'è che Stalin, sembra, ci sia morto avvelenato.<br />
"Niente pettegolezzi, il defunto li odiava" V.Majakovsky<br />
Buon anno a tutti </em></p>
<p><em>F. L. (Sbancor)</em></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Trebuchet MS;">Molti dei suoi interventi sono raccolti su <a href="http://www.carmillaonline.com/">Carmilla</a>. Vale la pena leggere e riflettere.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Trebuchet MS;">Ne riporto uno pubblicato nel novembre del 2007 a proposito dell’appello <a href="http://www.petitiononline.com/trianero/petition.html">“Triangolo Nero”</a> <span> </span>ovvero: i <span class="smalltext">delitti individuali non giustificano castighi collettivi.</span></span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">"La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d'allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando "emergenze" e additando capri espiatori.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Una donna è stata violentata e uccisa a Roma. L’omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L'odioso crimine scuote l'Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena è stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignità? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che è <em>italiana</em>, e che l’assassino non è un uomo, ma un <em>rumeno</em> o un <em>rom</em>.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all'uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanità. Delle loro condizioni, nulla è più dato sapere.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Su queste vicende si scatena un'allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell'ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva il presunto assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono gettate in mezzo a una strada.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">E poi? Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall'Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla più forte, denunciando l'<em>emergenza</em>. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel Rapporto sulla Criminalità (1993-2006), non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli più bassi dell'ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto Eures-Ansa 2005, <em>L</em><em>'omicidio volontario in Italia</em> e l'indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto. </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Nell'estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non è un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l'aspetto fisico e la disponibilità sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parità femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell'influenza politica, l’Italia è 84esima. Ultima dell'Unione Europea. La Romania è al 47esimo posto.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo?</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Succede che è più facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell'insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Succede che è più facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all'assistenza sanitaria, al lavoro e all'alloggio dei migranti; che è più facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Succede che sotto il tappeto dell'equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno.<br />
Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno è vittima di un omicidio bianco.<br />
Sfruttamento sulle strade, dove trentamila donne rumene costrette a prostituirsi, metà delle quali minorenni, sono cedute dalla malavita organizzata a italianissimi clienti (ogni anno nove milioni di uomini italiani comprano un coito da schiave straniere, forma di violenza sessuale che è sotto gli occhi di tutti ma pochi vogliono vedere).<br />
Sfruttamento in Romania, dove imprenditori italiani - dopo aver "delocalizzato" e creato disoccupazione in Italia - pagano salari da fame ai lavoratori. </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d'ora di popolarità. Non si chiedono cosa avverrà domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che è dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre già echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Succede che si sta sperimentando la costruzione del nemico assoluto, come con ebrei e rom sotto il nazi-fascismo, come con gli armeni in Turchia nel 1915, come con serbi, croati e bosniaci, reciprocamente, nell’ex-Jugoslavia negli anni Novanta, in nome di una politica che promette sicurezza in cambio della rinuncia ai principi di libertà, dignità e civiltà; che rende indistinguibili responsabilità individuali e collettive, effetti e cause, mali e rimedi; che invoca al governo uomini forti e chiede ai cittadini di farsi sudditi obbedienti.<br />
Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell'intolleranza il triangolo nero degli asociali, marchio d’infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">E non sembra che l'ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell’intelligenza e della ragione.<br />
Delitti individuali non giustificano castighi collettivi.<br />
Essere rumeni o rom non è una forma di "concorso morale".<br />
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Tahoma;">Nessun popolo è illegale."</span></p>
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