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	<title>scenggiature &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "scenggiature"</description>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 00:59:22 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Intervista A Sergio Badino]]></title>
<link>http://icomeintervista.wordpress.com/2007/11/11/intervista-a-sergio-badino/</link>
<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 15:01:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Iannella</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questa è un&#8217;intervista fatta da me a Sergio Badino via E-mail.
Segio Badino è uno sceneggiat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è un'intervista fatta da me a Sergio Badino via E-mail.<br />
Segio Badino è uno sceneggiatore Disney (e non) e scrittore.</p>
<p><strong>D.:</strong> Domanda<br />
<strong>R.:</strong> Risposta </p>
<p><strong>D.:</strong> Cosa l’ha spinta a diventare fumettista, e come mai da disegnatore è diventato sceneggiatore?</p>
<p><strong>R.: </strong>Ma non dovevamo darci del tu? Comunque, ho sempre amato inventare storie, da piccolo giocavo con i lego e i pupazzetti, tutti avevano un nome e una storia propria! E mi è sempre piaciuto disegnare. Ma non disegnare e basta, alle elementari facevo il giornalino della classe tutto da solo e sono arrivato al numero 100. Poi ho sempre avuto la passione per i fumetti: dapprima Disney, poi supereroi, in particolare Batman, poi un po’ di tutto. Dopo la maturità classica, nel ’99, mi sono iscritto a un corso triennale di fumetto a Milano, convinto di voler fare il disegnatore, perché avevo passato la maggior parte degli anni del liceo a disegnare sul giornale scolastico. Tra le materie del corso, una volta a settimana, c’era anche sceneggiatura: col tempo mi sono appassionato alla scrittura sempre di più, perché ho capito che è la fase più creativa, quella in cui realmente parti da zero. Certo, è anche la più difficile!</p>
<p><strong>D.:</strong> Qual' è il suo personaggio Disney preferito?</p>
<p><strong>R.:</strong> Ora come ora Topolino. Qualche mese fa avrei detto Paperino, ma Topolino forse, se ci pensi bene, è quello che ci somiglia di più. Vive una vita qualunque, tranquilla, con amici, nipoti e fidanzata, e di tanto in tanto si ritrova catapultato in avventure incredibili. A chi non piacerebbe essere così?</p>
<p><strong>D.: </strong>Con chi vorrebbe creare una storia per la Disney?</p>
<p><strong>R.:</strong> Intendi con quale autore? Se è così, allora ho da qualche mese raggiunto il mio sogno: tra qualche numero dovrebbe uscire su Topolino una storia scritta da me e disegnata da Giorgio Cavazzano, uno dei più grandi disegnatori viventi. Quando ancora non ero professionista ero andato da fan a trovarlo nel suo studio a Mirano, vicino a Venezia, e ora pubblicare una storia con lui è una grande emozione.</p>
<p><strong>D.:</strong> Oltre che alla Disney con quali testate lavora?</p>
<p><strong>R.:</strong> Attualmente soprattutto con Disney, ma non solo per Topolino: collaboro con la divisione Disney Libri e ho scritto per il mensile PK finché non ha chiuso.<br />
In ambito non disneyano, collaboro con la casa editrice Tunué, che ha pubblicato due miei saggi. Sempre per loro ho scritto fumetti autoconclusivi per la rivista Mono. In passato poi ho lavorato come pubblicista per la redazione genovese del quotidiano la Repubblica, scrivendo articoli di cronaca, sport, cultura… quello di cui c’era bisogno! Ho poi scritto per la rivista Andersen, che si occupa di letteratura per l’infanzia: avevo una rubrica in cui parlavo di novità a fumetti per le librerie.</p>
<p><strong>D.:</strong> La sua storia preferita?</p>
<p><strong>R.:</strong> Oddio, che domanda difficile! Uhm… mi viene in mente Batman: The Killing Joke, di Alan Moore e Brian Bolland… oppure, sempre di Batman, Mad Love, di Bruce Timm e Paul Dini… mi piace molto Hellboy, il personaggio creato da Mike Mignola. Di recente ho adorato Blacksad, la serie francese di Juan Diaz Canales e Juanjo Guarnido. In ambito Disney, tutto Carl Barks.</p>
<p><strong>D.:</strong> Cosa pensa che sia la Disney?</p>
<p><strong>R.:</strong> Una multinazionale. Una grande società che guarda anzitutto al profitto – come tutte le società – ma che fa e ha fatto sognare milioni di persone.</p>
<p><strong>D.:</strong> Cambierebbe mai lavoro? Se sì, cosa vorrebbe essere?</p>
<p><strong>R.:</strong> Penso che se fossi costretto a cambiare lavoro, sarebbe unicamente per necessità. Cioè se, continuando con questo, non avessi più la serenità economica che ho avuto finora. Se dovesse accadere penso che mi adatterei a fare un po’ di tutto, aspettando che vengano tempi migliori e che si possa tornare a scrivere!</p>
<p><strong>D.:</strong> Il suo ultimo libro, Professione sceneggiatore, da cosa nasce?</p>
<p><strong>R.:</strong> Dal desiderio di spiegare in breve in che cosa consista il mio lavoro attraverso la mia personale esperienza. Ci ho messo dentro tutto quello che di solito insegno nei miei corsi di sceneggiatura, e vedo che, pur essendo uscito da poco, sta avendo successo: forse perché ne viene apprezzata la chiarezza e la sintesi. Se davvero fosse così, sarei felice: vorrebbe dire che sono riuscito nel mio intento!</p>
<p><strong>D.:</strong> Un saluto ai lettori di I Come Intervista. Cosa pensa di questo progetto?</p>
<p><strong>R.:</strong> Tutto il bene possibile! È sempre bello vedere un giovane – nel tuo caso un giovanissimo! – che si dà da fare per ideare qualcosa di stimolante a livello culturale e intellettuale. Continua così!</p>
<p>Alessandro Iannella</p>
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