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	<title>scritture-di-carta &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "scritture-di-carta"</description>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 00:51:41 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Da Salvatore Niffoi a Flavio Soriga: morte e rinascita degli stereotipi]]></title>
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<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 14:08:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fu così che dopo Diavoli di Nuraiò (Il Maestrale) e Neropioggia (Garzanti), e dopo i dichiarati 5 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Fu così che dopo <i><a href="http://www.filologiasarda.eu/catalogo/autori/opera.php?codice=o16074">Diavoli di Nuraiò</a></i> (Il Maestrale) e <i><a href="http://ilmioviaggio.splinder.com/post/7126751/Flavio+Soriga">Neropioggia</a></i> (Garzanti), e dopo i dichiarati 5 anni di attesa, <a href="http://www.nuraio.it/">Flavio Soriga</a>, nato ad <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uta_%28Cagliari%29">Uta</a> nella dimenticata provincia di Cagliari, nel 1975, <a href="http://nocturama.wordpress.com/2008/01/05/intervista-a-flavio-soriga/">tornò in libreria</a> con <i>Sardinia Blues</i>. Bisognerebbe parlarne, perché, che piaccia o no, la strana sensazione nel leggere un romanzo Bompiani firmato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/S%27Archittu">S’Archittu</a>, per chi <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/5/57/S%27archittu.jpg">quelle spiagge</a> non le ha semplicemente viste una sera di tanti anni fa nella <a href="http://www.bbholidayhouse.it/aristanis/sarchittu.jpg">cartolina</a> ricevuta da lontano in una stanza di città, e certe sere di maggio le ha vissute come il Davide del romanzo, in un’isola che ha l’odore impossibile della terra bagnata e un cielo di rumori, più distante dai superhotel di un superagosto di un supermilionario russo, che piaccia o no, non è una sensazione da poco leggere un romanzo Bompiani ambientato nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montiferru">Montiferru</a>. Anche alla faccia delle recenti unioni dei comuni sulle quali tanto fanno peso e affidamento i politici locali, si direbbe; alla faccia della «<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sardegna">Sardegna</a> ancestrale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Niffoi">Salvatore Niffoi</a>» o di «quella noir di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Fois">Marcello Fois</a>», come <a href="http://subarralliccu.files.wordpress.com/2008/01/soriga_laltra-faccia-della-sardegna-il-venerdi-04-01-08.jpg">l’ha definita Lara Crinò sul Venerdì di Repubblica</a>, o di «quella spagnoleggiante e malarica di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Todde">Giorgio Todde</a>». Perché Soriga «coglierebbe lo stordimento di questa gioventù azzerando gli stereotipi. E facendo del suo romanzo l’inno a un’altra Sardegna, <a href="http://pisolandia.splinder.com/post/13553411">distante anni luce dalla Costa Smeralda</a>». Criticabile, generazionale, una storiella di poco conto: che fa ripensare agli anni ’90, a queste nostre vite di provincia da tempo un po’ ancestrali, misteriose, un po’ antiche, e adesso anche un po’ blues.</p>
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<title><![CDATA[Uno scanese in Australia]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2007/12/22/uno-scanese-in-australia/</link>
<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 11:41:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>duke811</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Qualche anno fa un mio amico e compaesano emigrato in Australia mi raccontava del suo interesse per]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><a href="http://ilcalzolaio.wordpress.com/files/2007/12/hunters.jpg" title="hunters.jpg"><img src="http://ilcalzolaio.wordpress.com/files/2007/12/hunters.thumbnail.jpg" alt="hunters.jpg" /></a></p>
<p class="MsoNormal">Qualche anno fa un mio amico e compaesano emigrato in Australia mi raccontava del suo interesse per la cultura delle popolazioni neolitiche sarde. Rievocava, con quella nostalgia che si portano dentro le persone che hanno dovuto lasciare la loro terra, quando da bambino giocava tra le rovine dei nuraghi e ricordava alla perfezione i luoghi che portava impressi nella memoria, dicendo che avrebbe voluto scrivere un libro ambientato in quell’epoca remota.</p>
<p class="MsoNormal">L’altro giorno su <a href="http://amazon.com">amazon.com</a> ho trovato un libro dal titolo <b>Hunters and Gatherers Book One: The Neolithic People </b>edito dalla <i>sid harta publishers</i> (<a href="http://sidharta.com/au/">sidharta.com/au/</a>) e scritto da Joe Deriu, di cui esiste per il momento soltanto l’edizione in lingua inglese. Ho visto i commenti entusiastici dei lettori e, in attesa di poterlo leggere, posso solo dire che sono felice che abbia realizzato questo suo sogno, gli faccio i miei migliori auguri per la pubblicazione e lo aspetto in Sardegna al più presto per ascoltare e condividere di nuovo la sua straordinaria esperienza.</p>
<p class="MsoNormal">Traduco di seguito la recensione del libro.</p>
<p class="MsoNormal">L’odio tra due fratelli, Huyuk e Krot, porta alla divisione tra la gente del villaggio di Uro. Insieme a un gruppo di cacciatori e raccoglitori, Huyuk parte per fondare il suo villaggio. La sua ricerca mette alla prova la loro maniera di vivere. Combattono con bestie feroci, uccidendole o scacciandole dalla terra che loro considerano come loro dominio. Guidati da Huyuk e dal suo luogotenente Catal, cercano di imparare dalle altre genti e di mettere in relazione le proprie conoscenze. In breve tempo, il loro piccolo villaggio cresce e prospera. Krot, comunque, è invidioso del successo di suo fratello, e la sua natura crudele prevale su di lui, portando in tal modo morte e miseria al suo popolo.</p>
<p>Per ulteriori informazioni biografiche rimando ad <a href="http://amazon.com">amazon.com</a></p>
<p>Concludo con un vecchio proverbio che dimostra il saldo legame di Peppino alle sue radici culturali e che egli ha voluto erigere a motto: <i>If you don't know from where you came, you cannot know where you are going</i>.</p>
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<title><![CDATA[Un'oasi di metropoli]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/2007/12/11/unoasi-di-metropoli/</link>
<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 12:30:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Elena Torre, sul quotidiano Il Tirreno di mercoledì 17 ottobre 2007 racconta che, a una ventina di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="introductory">Elena Torre, sul quotidiano <em>Il Tirreno</em> di mercoledì 17 ottobre 2007 racconta che, a una ventina di minuti dal centro di Londra, è nato il Bed Zed (per esteso Beddington Zero Energy Development, che significa zero impiego di idrocarburi). Si tratta di un quartiere basato su un locale sistema di produzione e riciclaggio di energia e materiali rinnovabili. La sua eco-compatibilità sarebbe allora dimostrata dal fatto che nessuna struttura emette nell'ambiente sostanze inquinanti.</p>
<p>Cioè: i pannelli solari, rivolti verso sud, accumulano l'energia necessaria al riscaldamento e alla produzione di elettricità. Si beve <strong>acqua piovana</strong>, che viene prima di tutto e costantemente depurata e resa potabile. I rifiuti vengono riciclati, completamente, manco a dirlo: il progetto, racconta Elena Torre, fu dell'architetto <strong>Bill Dunster</strong>. La sua innovazione starebbe nel concetto di <strong>Powerdown</strong>, che richiama l'eliminazione dell'utilizzo di tutti i combustibili fossili. Gli abitanti del suo <strong>Bed Zed</strong> utilizzano materiali prodotti in loco o da insediamenti distanti non più di cinquanta chilometri; tutti i residenti del quartiere sembrano essere entusiasti della radicale scelta di vita, che ha modificato la propria esistenza dalle scorribande sulle auto elettriche fino all'utilizzo costante e assoluto di prodotti biodegradabili e non inquinanti. Tutto questo è accaduto e accade poco lonano da <strong>Londra</strong>, dice Elena Torre, sul quotidiano <em>Il Tirreno</em> nell'ottobre del 2007.</p>
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