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	<title>seriosita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/seriosita/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "seriosita"</description>
	<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 13:30:19 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Step by step (uh! babe!)]]></title>
<link>http://myselves.org/2007/12/03/step-by-step-uh-babe/</link>
<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 20:18:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Anja</dc:creator>
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<description><![CDATA[Voi avete tutti ragione. Il qui presente template è alquanto pacchiano e a tratti fastidioso alla v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Voi avete tutti ragione. Il qui presente template è alquanto pacchiano e a tratti fastidioso alla vista.</p>
<p>Ciò nonostante, una cosa che la cultura anglosassone ha da insegnarci è questa: <em>celebrate achievements</em>, facciamo in modo di festeggiare i traguardi raggiunti. Invece che immusonirci o pensare a quanto ancora c'è da fare e alle incertezze vaganti. Diamoci una pacca sulla spalla. Invece che roderci su inevitabili pizzicori alle dita, cose che si potevano fare meglio e sassolini nelle scarpe. Fermiamoci e sorridiamo e festeggiamo.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Poichè oggi le Anne hanno fatto un passo importante verso la fine del tunnel dottorato - direi ne manca solo uno prima di dimenticarci il tutto -  s'ha da celebrare.  E visto che non ho le forze nemmeno per alzarmi dal divano - figuratevi portarvi fuori a bere una birra, lì in mezzo al mondo dove siete- io mi imposto sto template natalizio.</p>
<p>Voi interpretatelo come un brindisi. Su, alzate lo sguardo dalla testiera e sorridetemi. Nasdrave!</p>
<p>ps. il titolo  viene da sta quasi  <a href="http://www.youtube.com/watch?v=GQ5eZSa7URA" target="_blank">canzone</a> (occhio link youtube), che non l'avrei mai detto, va già datata nei '90</p>
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<title><![CDATA[Diciamo qualcosa di sinistra? (secondo me)]]></title>
<link>http://myselves.org/2007/10/31/una-cosa-di-sinistra-secondo-me/</link>
<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 11:30:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Anja</dc:creator>
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<description><![CDATA[Guardate, io oggi mi viene un post diverso dal solito e mi va di consigliarvi un libro serio, che ho]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Guardate, io oggi mi viene un post diverso dal solito e mi va di consigliarvi un libro serio, che ho preso i giorni scorsi e letto tutto insieme perché è breve e se lo merita. Poi magari qualcuno di voi la prende male - ma io in buona fede credo sia un libro a cui una persona di sinistra  (e anche no, purchè vi sia buon senso e  coscienza civile) dovrebbe dare un’occhiata, e pensarci un po’.  Secondo me – in estrema sintesi -  è un libro che vale la pena leggere, quello di Giavazzi e Alesina –<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2007/09/radiocorlibri-liberismo.shtml?uuid=a0e0f00e-6cc6-11dc-861d-00000e25108c&#38;type=Libero" target="_blank"><em> il liberismo è di sinistra</em></a>. I 12 euro li vale tutti.</p>
<p><!--more--> E’ un libro un po’ zippato su cui potrebbero dire molto cose perché riassume in maniera brevissima quello su cui ci si potrebbe nerdizzare in due tre o quattro esami in economia politica e  va detto che i due superprof avrebbero potuto sbattersi un attimo e spiegare le cose con più pazienza nel triplo delle pagine.  Ma per analisi più approfondite e distingui non è questa la sede- <a href="http://www.lavoce.info/" target="_blank">laVoce.info</a>  è sempre un bel posto dove andare leggere cose scritte da professionisti.</p>
<p>Comunque. Il succo del discorso è un po’ questo. Che difendere il merito e non il censo, il mercato libero e non le categorie professionali sono atti che rispondono a profondi ideali di sinistra, e che quindi una sinistra fedele al proprio credo dovrebbe perseguire con decisione e senza remore. Che finchè i posti di lavoro si dan per conoscenze, e ci vogliono licenze per far tutto, chi ci guadagna è solo chi è già ricco e chi conosce. Non chi è giovane e volenteroso e bravo ma senza denari, parenti o amicizie. Che -qua cito un po' loro- le liberalizzazioni dei mercati (via le licenze ai taxi, agli avvocati, sì alle pompe di benzina nei supermercati, sì alla meritocrazia per gli insegnanti, sì a far fallire Alitalia, sì pure alla riforma delle pensioni e a meno protezione legislativa sul mercato del lavoro) dovrebbero essere una  bandiera della sinistra perchè sono tutte azioni che se fatte con criterio aiutano soprattutto i consumatori più poveri e  spesso aprono nuove opportunità sul mercato del lavoro. Occorre avere il coraggio di spiegare agli elettori che ogni protezione dei produttori corrisponde ad uno sfruttamento dei consumatori e che una società basata su mercati controllati e mercato del lavoro blindato è solo una difesa dei ceti ricchi.</p>
<p>Essendo un’economista di formazione – anche se poi passata al lato oscuro della forza -  Lanna nutre rispetto per i  due tizi che scrivono perché sono professionisti seri e preparati. Magari non son mostri di simpatia, o animali sociali, e ci sarebbero un paio di aneddoti curiosi di quando seguivo il corso di uno dei due, ma non è per quello che van giudicati.  Quello di cui parlano lo sanno, e  le persone e studi che citano nel libro, per quanto ne so son cose serie. A me il punto di vista così deciso di sto libro mi ha colpito, e insomma ve lo consiglio proprio. Poi magari alcuni assunti e passaggi sono un po’ astrusi per chi non sa di economia politica, ma in caso io quello che mi ricordo ve lo dico volentieri. E alcune cose vanno misurate e specificate meglio, che certo quando si dice di liberalizzare il mercato del lavoro e agire seriamente sulle pensioni mica si dice che si vogliono lasciar per strada giovani e vecchi disoccupati. Solo che lo strumento sono sussidi e non distorsioni dei prezzi. Ma vi assicuro che non volete sentire uno sproloquio di economia del lavoro su questa pagina e fatta da me.</p>
<p>E qua ci va una postilla, che quando si danno opinioni a me piace dire da dove vengono. Io mi considero una persona profondamente di sinistra, anche se io la sinistra la misuro sui valori e non con il goniometro. Mi considero pure politicamente apolide in questo momento, che i ds si sono scissi mollando il mio voto lì nel mezzo. Che per una compagine che si porta dietro l’istituzione chiesa e poltronari  centristi di quarta età io non voglio proprio votare. E quella cosa più a sinistra su cui pur ponevo speranze mi sembra adagiata sul contro tutto a priori e non sul per cosa e sul come.  E quella sinistra lì che accidenti io non capisco cosa pensi sul serio, che credo le misure  che prende facciano solo male ai ceti più deboli, quelli che loro dicono di difendere. Difendendo strutture elefantiache e sindacati che ormai rappresentano il minimo del mercato del lavoro. E ci porta a fare governi di centro sinistra dove il centro ancra un po' arriva ad An. Perdendo invece l’opportunità di guardare ai giovani, che tanto una pensione è un dato di fatto non ce l’avremo mai ed è meglio dircelo subito e guardare all’esempio di altri Paesi che situazioni del genere le stanno migliorando invece che incaponirsi e far gli struzzi.  Dall’altra parte poi non parliamone neppure, io ci vedo soprattutto dei ricchi che  anche quando non sono in odor di reato comunque  difendono l’incremento dei loro denari  e favoriscono il declino italiano rimbambendoci di veline e suv. Senza parlare la mancanza di competenza che mostrano quasi tutti quando parlano di cose tecniche. Ma si badi, non riesco a mandar giù neppure la volgarità, la boria e la mancanza di dialogo del signor Grillo.</p>
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