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	<title>setta &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/setta/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "setta"</description>
	<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 03:46:51 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Tra plagi e furbizie]]></title>
<link>http://desireclery.wordpress.com/?p=110</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 11:34:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>desireclery</dc:creator>
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<description><![CDATA[Perchè tanti giovani si allontanano dalla Chiesa, intesa non come edificio, o come gerarchia di pre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Perchè tanti giovani si allontanano dalla Chiesa, intesa non come edificio, o come gerarchia di preti-vescovi-cardinali, ma come coralità e comunità che loda Dio? Perchè tanta gente si dice quasi schifata dalla Chiesa, stavolta sì intesa come gerarchie ecclesiastiche? La colpa di tutto questo è davvero della società che è brutta, cattiva, tentatrice e comunista? Sicuramente il periodo e il contesto che stiamo vivendo non da molto spazio alla riflessione personale e alla contemplazione, ma il torto, si sa, non è mai da una parte sola.</p>
<p style="text-align:justify;">Ieri sono andata a messa, c'era un'altra cinquantina di persone nello stesso luogo. Il prete telefona al sacrestano e informa che non ci sarà, che la messa non sarà celebrata e comunque di raccogliere lo stesso le offerte per la carità del Papa. Ma stiamo scherzando? La cosa necessita di una rilfessione abbastanza accurata e indignata, fermo restando che in quanto Cattolici non possiamo celebrare la soli la messa nella totalità.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma... non era Gesù che ha detto "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sarò con loro"? Invece che leggere di corsa le prime due letture previste e poi passare a battere cassa, perchè non improvvisare qualche piccola riflessione a riguardo come si fa sempre a veglie, campiscuola e attività in parrocchia a livello di a.c.r. e a.c.g.? Secondo me questa lettura frettolosa e fine a se stessa non ha lasciato niente a nessuno, men che meno la voglia di tornare in chiesa.</p>
<p style="text-align:justify;">Riguardo la carità del Papa, si sa che c'è bisogno di fondi per aiutare le parrocchie più disagiate, per questo c'è la possibilità di devolvere l'otto per mille a tale scopo. Ben venga l'iniziativa, ma perchè è stata mascherata la faccenda con "le offerte raccolte verranno usate per finanziare la costruzione della nuova chiesa nel paese vicino", a scopo di raccogliere più soldi? La situazione ha un che di truffaldino secondo me, per come è stata posta...</p>
<p style="text-align:justify;">Tra trucchetti e furbizie, io continuo a preoccuparmi molto, ma molto seriamente per certe forme di plagio che circolano in certi ambienti "satellite" o paralleli rispetto alla chiesa, e in pochi casi all'interno della Chiesa stessa. Casi già segnalati da più "campane" e già in orecchio a sfere abbastanza alte, ma, si sa, finchè non cogli il bambino con le mani nella marmellata non lo puoi accusare di niente. Capita così che vengano operate una sorta di "manovre" per condurre la volontà di una persona più debole a scegliere una strada che essa non avrebbe mai voluto percorrere, un po'perchè le si è indorata la pillola, e un po' per il "ricordati che devi morire" che tiene banco da secoli. Saltano così fuori testimonianze sull'aldilà, più o meno nascoste, e quel che più mi preoccupa si inculca a certe persone che a breve non ci sarà possibilità di salvezza se non si aderisce a sedicenti "gruppi di preghiera", che più che altro hanno un che di settario, come ritualità, contenuti e "cadeau". Gruppi alla cui adesione le persone facenti parte invitano di sovente i loro conoscenti o parenti; persone perfettamente normali, e anzi, abbastanza religiose, che vengono consigliate da appartenenti ai suddetti gruppi di andare a qualche benedizione del prete carismatico dell'occasione perchè, secondo loro, hanno qualche "presenza negativa" che li induce a certi comportamenti che a chiunque sembrerebbero perfettamente normali.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo so che mi ripeto come argomento, ma la cosa mi preoccupa molto, e credo dovrebbe preoccupare anche molte altre persone, non solo per il futuro di noi stessi, ma anche e soprattutto per quello dei nostri figli. E se l'affluenza in chiesa è in calo, che non sia magari anche per questo fare da setta che hanno certe persone praticanti?</p>
<p style="text-align:justify;">Ben vengano quindi i preti che si limitano alla Parola di Dio, alla carità operativa e non meramente economica, all'amministrazione dei sacramenti, alla preghiera e al servizio. Ben vengano quei preti che si rifiutano di dare spago a questi "gruppi di preghiera", e che mostrano un certo scetticismo di fronte al probabile "fenomeno da baraccone" dell'occasione che prevede l'imminenza di questo o quell'avvenimento catastrofico.</p>
<p style="text-align:justify;">E cerchiamo di proteggere i nostri figli dall'ingerenza di qualche conoscente che frequenta certi ambienti estremisti.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tremonti: "Una setta governa il mondo!"]]></title>
<link>http://chimidice.wordpress.com/?p=105</link>
<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 12:46:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>robex</dc:creator>
<guid>http://chimidice.wordpress.com/?p=105</guid>
<description><![CDATA[Straordinarie le dichiarazioni di Giulio Tremonti a &#8220;Porta a Porta&#8221; e ad Annozero:
in so]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Straordinarie le dichiarazioni di Giulio Tremonti a "Porta a Porta" e ad Annozero:</p>
<p>in sostanza confessa l'esistenza di una loggia o setta finanziaria che manovra le economie mondiali, citando gli Illuminati e facendo nomi e cognomi della rappresentanza italiana di questa loggia massonica.</p>
<p>In questi due video, la testimonianza scioccante di Tremonti:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/olkU_dSjNU0'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/olkU_dSjNU0&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/CMNQLTEAWZ8'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/CMNQLTEAWZ8&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Ringraziamo Mabruz e il suo blog <a title="VirtualVita" href="http://virtualvita.blogspot.com" target="_blank">VirtualVita</a> da cui abbiamo appreso la notizia (<a title="Tremonti Show" href="http://virtualvita.blogspot.com/2008/03/tremonti-show.html" target="_blank">Tremonti Show</a>).</p>
<p>Presto scriveremo un'analisi di queste dichiarazioni di Tremonti, perche' anche se puo' sembrare strano, la situazione non e' poi cosi' limpida come appare.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La responsabilità sociale dei media]]></title>
<link>http://frammentinomadi.wordpress.com/?p=240</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 09:08:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>sparkaos</dc:creator>
<guid>http://frammentinomadi.wordpress.com/?p=240</guid>
<description><![CDATA[La responsabilità sociale dei media
Stampa e giornalismo nell’epoca della comunicazione digitale ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:24pt;text-align:center;" align="center"><span style="font-size:24pt;">La responsabilità sociale dei media</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:24pt;text-indent:17.85pt;" align="center"><span style="font-size:10pt;">Stampa e giornalismo nell’epoca della comunicazione digitale (2)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:24pt;text-indent:17.85pt;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:24pt;text-indent:17.85pt;"><span>In risposta ad un mercato dei media sempre più monopolistico e fazioso nel 1947 negli USA fu istituita una commissione d’inchiesta privata che resta alla storia per aver formulato la <strong><em>Teoria</em></strong><strong><em> della Responsabilità Sociale </em></strong><em>dei Media. </em>Contro l’idea<em> </em>di un libero mercato delle idee completamente deregolamentato, si afferma la specificità del ruolo dei media che, vista la loro particolare influenza sociale, devono attenersi a principi deontologici e professionali e la pssibilità dello stato di intervenire per impedire la formazione di monopoli e garantire la correttezza dell’informazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:18pt;"><span>La stampa per la commissione deve:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:18pt;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 12pt 54pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span></span><!--[endif]--><span>Fornire un “<em><strong>r</strong><strong>esoconto completo, fedele ed esauriente e intelligente degli avvenimenti quotidiani in un contesto che renda possibile la loro comprensione</strong></em>”. Con questa affermazione si sottolinea insieme: una forte critica al sensazionalismo e alla confusione tra notizia ed opinione; e insieme il dovere della stampa di non fermarsi al mero resoconto dei fatti, ma di renderli comprensibili inserendoli in una cornice più ampia che gli doni senso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 12pt 54pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span></span><!--[endif]--><span>Fungere da<em> "<strong>tribuna per lo scambio di opinioni e critiche</strong></em>” e da “<strong><em>veicolo dell’opinione pubblica</em></strong>”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-18pt;margin:0 0 12pt 54pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-family:Symbol;"><span>·<span style="font-style:normal;font-variant:normal;font-weight:normal;font-size:7pt;line-height:normal;"> </span></span></span><!--[endif]--><span>“<strong><em>Rappresentare la complessità della realtà sociale</em></strong>” e diffondere “<strong><em>gli obiettivi e i valori della società</em> </strong>“. Qui si sottolinea il dovere della stampa di selezionare le notizie in modo da rappresentare tutta la realtà sociale senza discriminazione di classe, razza etnia o religione; e il suo compito di integrazione sociale che, attraverso la diffusione dei valori e di una narrazione condivisa, crea la comunità.(emblematico il caso della Rai e dell’identità anche linguistica nazionale)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:42pt;text-indent:17.85pt;"><span>Questa nuova teoria sul ruolo della stampa pone, soprattutto, l’accento sulla professionalità del giornalista e sul fatto che la libertà di stampa non può essere intesa come mera libera proprietà privata. Anticipa molti dei dibattiti più attuali: ad es. quello in corso sul se sia più giusto rivendicare il diritto dell’informazione, cioè dei media ad essere indipendenti, o all’informazione, cioè dei cittadini ad essere informati in modo adeguato. Sulla scorta di questa teoria fiorirono le TV Pubbliche Europee che si proponevano di rispondere proprio a questo diritto all’informazione del cittadino, affinché possa partecipare attivamente alla vita politica del paese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:18pt;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:36pt;text-indent:17.85pt;"><span>L’avvento della rete ha posto molte sfide, anche, a questa concezione della stampa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:18pt;"><span>In primo luogo mette in questione la professionalizzazione della notizia<strong><em>. Le nuove opportunità di accesso al dibattito pubblico, i media non professionali, sono una possente sfida ai professionisti della notizia e al codice deontologico, che dovrebbe assicurare un informazione veritiera ed obiettiva.</em></strong> Le notizie sono sempre meno veritiere, nel senso di sempre meno verificate: questo sia perché un non professionista non è tenuto, e quasi mai lo fa, a verificare le fonti e ciò che scrive; sia perché la raccolta delle informazione è fatta sempre da meno soggetti professionali internazionali con una restrizione delle possibilità di verifica comparativa; sia per la tendenza in atto ad affidarsi, sempre più, al lavoro delle fonti produttrici di informazione (partiti, enti associazioni, istituzioni) senza alcuna verifica; e infine anche perché la crisi economica delle redazioni professionali ha portato a grossi tagli di personale, rendendo più difficoltosa un’accurata verifica delle soffiate ed indiscrezioni che finiscono per diventare notizie, prevedendo già la possibilità di una rettifica nella loro furbesca presentazione “fonti non confermate…”. <em>Si diffonde così un idea di media come canali da offrire a chiunque per veicolare i propri messaggi senza alcuna verifica o intermediazione, facendo passare per fatti la ricostruzione di una delle parti in causa.</em> Così, si arriva al nocciolo dell’annosa questione sull’<strong><em>obiettività</em></strong> della notizia. Dibattito vasto e contrastato tra fieri difensori di tale valore deontologico e chi non crede sia un obiettivo raggiungibile. Oggi si diffonde negli ambienti giornalistici più d’avanguardia una definizione di <em>obiettività come resoconto il più completo e veritiero possibile, da più punti di vista possibili.</em> Di certo la rete, aprendo a tutti la possibilità di lanciare notizie rischia di affossare completamente qualche minimo criterio professionale e come già avvenuto di favorire la diffusione di notizie false non controllate. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:18pt;"><strong><span>Proprio in questo sta una delle grandi possibilità del giornalismo nell’epoca delle reti e del sovraccarico informativo. Il giornalista da semplice produttore di informazione si fa mediatore culturale che seleziona e garantisce i contenuti,</span></strong><span> una riedizione del classico ruolo di gatekeeper in nuova versione. Un tempo il giornalista selezionava dalla realtà e da fonti di informazione grezza (agenzie stampa, uffici istituzionali etc) cosa era notiziabile, degno di interesse pubblico; ora svolge questo ruolo di selezione da un più ampio ventaglio di alternative in cui si restringono le fonti professionali giornalistiche (concentrazione proprietaria delle agenzie stampa), si restringe il suo accesso diretto alla realtà (sia per i tagli ai corrispondenti e ai giornalisti di strada, sia per l’allargarsi delle prospettive culturali/geografiche dovuto alla globalizzazione) e si allarga a dismisura il suo accesso a fonti di informazione di prima mano, non professionali o semiprofessionali, che anche se in genere intrattengono con le testate un rapporto simbiotico e parassitario che tende più a rubare che a fornire notizie, spesso si propongono anche come testimonianze dirette di un evento.<span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:17.85pt;"><span>La diretta, l’occhio globale sono il paradigma della moderna obiettività. Non è più la verifica delle fonti a rendere una notizia veritiera e obiettiva, ma l’esserci, il riportare fonti di prima mano e più di tutto l’immagine fotografica e, ancor di più, il video. La rete spezza la sequenzialità del telegiornale, le stesse informazioni sono contenute in un solo colpo d’occhio alla home page di Google News o di un qualsiasi portale informativo. Ma favorisce la diffusione virale della cultura dell’immagine testimone in apparenza neutro, nel suo nascondere lo sguardo da cui prende forma la realtà. I video in presa diretta, professionali e non, rimbalzano impazziti nella realtà virtuale. <em>Gli eventi si slegano dall’interpretazione immediata della voce off e restituiscono la polifonia della vita riflessa nello schermo di YouTube.</em> I discorsi dei politici arrivano diretti, nella pienezza sensoriale del video, al cittadino riconquistando una parte del controllo perso in favore della mediazione giornalistica e la possibilità di diffusione di discorsi più ampi di un sound bite. Chiunque con pochi mezzi può produrre video notizie e mini documentari, l’altro grande vincitore della sfida della rete (In tutto il mondo i consumatori di documentari sono in aumento e si assiste dopo anni di crisi ad una ripresa delle produzioni; questo perché la rete è un canale di distribuzione adatto a prodotti specializzati con audience specifiche). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:36pt;text-indent:17.85pt;"><span>Il <em>ruolo del giornalista resta ampio se sa porsi come specialista in grado di selezionare i contenuti più validi e di offrire paradigmi interpretativi per nulla obiettivi, ma sempre più di parte, visto che la maggiore disponibilità di accesso ai media permette la formazione di comunità di pensiero in competizione e che gli utenti spaesati dalle troppe possibilità di informazione dimostrano sempre più il desiderio di una guida che li aiuti ad orientarsi e che rispecchi il proprio punto di vista sul mondo.</em> Ciò, ovviamente, configura, insieme ad un allargamento della quantità di informazione, rischi per la sua qualità e il forte rischio di formazione di piccole cricche chiuse in un pensiero ideologico, con punti di vista ristretti sostanzialmente selezionati da leader d’opinione e sedicenti gurù. (se ne parla meglio dopo). Ma insieme rende evidente che i giornalisti, per quanto costretti a cedere una parte del monopolio, conservano un grande potere di selezione e framing della realtà.<span> </span>Il loro ruolo resta quello di intermediazione culturale, nonostante le tendenze tecnologiche spingano verso una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disintermediazione">disintermediazione</a> della realtà ed un accesso più diretto alle informazioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:17.85pt;"><span>La forte critica al <strong><em>sensazionalismo</em></strong> dei media, contenuta nella teoria della responsabilità sociale, ha subito, anche essa, un profondo attacco dall’avvento della rete . Il gossip, che già aveva iniziato a contaminare tutte le forme di notizia, ha avuto un ulteriore spinte propulsiva. I Media di Massa per accaparrasi teste da vendere ai pubblicitari hanno solleticato i pudori inconfessabili degli spettatori per decenni. Questi, abbrutiti da decenni di diseducazione di massa, quando hanno avuto la possibilità di farsi essi stessi produttori di contenuti, hanno spesso scelto il genere rosa, il sensazionalismo, lo scabroso e il pruriginoso; allo stesso fine di accaparrarsi contatti, che sempre più spesso anche questi rivendono ai pubblicitari<em>. I media di massa sensazionalistici hanno creato i blogger dediti al gossip o il pubblico interessato al pruriginoso ha spinto i media prima e i blog dopo verso il sensazionalismo?</em> E’ un po’ il paradosso dell’uovo e della gallina. I due processi sono entrambi giusti e inseriti in una spirale di decadimento culturale che si autoalimenta. Ma proprio dalla rete arriva la sfida ai tanti tabloid. Sempre più spesso gli scoop vengono lanciati da siti non professionali spesso tenuti dagli stessi fans (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fanzine">fanzine</a>). <em>In un campo, in cui la rapidità conta tantissimo e l’accuratezza dell’informazione è storicamente scarsa, la rete ha mostrato tutte le sue dirompenti possibilità come canale di diffusione di notizie</em>. E’, anche, uno dei campi in cui singoli professionisti sfruttando la rete sono riusciti a raggiungere un alto numero di contatti e a svincolarsi dalla dipendenza da redazioni e proprietari dei media, divenendo editori di se stessi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:17.85pt;"><span>Contemporaneamente, <strong><em>la rete ha offerto le migliori opportunità proprio a riviste specializzate e di approfondimento, che hanno trovato in essa un canale di distribuzione economico ed in grado di creare una comunità fidelizzata di lettori</em></strong>; permettendo un rilancio di questo tipo di pubblicazioni un tempo in profonda crisi. Le testate più attente hanno coinvolto i lettori in comunità di discussione sui temi trattati, anche in qualità di produttori di contenuti, ed hanno offerto servizi di consulenza e formazione (da cui alcune oggi ricavano la fetta maggiore di guadagni). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:36pt;text-indent:17.85pt;"><em><span>La rete ha favorito sia il sensazionalismo che l’approfondimento e in molti casi ha permesso a tanti non giornalisti, con competenze specifiche in un campo, di offrire approfondimenti specialistici da un punto di vista professionale, favorendo l’ingresso del mondo del lavoro e della cultura nel dibattito pubblico</span></em><span>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:18pt;"><span>Il web è senza dubbio un veicolo privilegiato dell’opinione pubblica, ma a ben guardare si dovrebbe stare attenti a non lasciarsi andare ad apologie di democrazia diretta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:18pt;"><span>Una delle cose da tenere più fermamente in mente è che la rete favorisce il dialogo e lo scambio culturale, ma in media non la critica sociale o politica. E’ evidente che offre un qualche palcoscenico anche alla critica, ma <strong><em>in rete vincono i contenuti più banali e conformistici</em></strong>. Questo sia per lo strapotere che, anche in rete, le istituzioni dominanti mantengono quasi inalterato; sia per la scarsa alfabetizzazione mediale e le scarse capacità di critica dovute ad una scelta deliberata e di convenienza dei poteri politici (per mantenere il potere l’ignoranza del popolo è molto conveniente) e dei media (più economico e facile attirare con contenuti sensazionalistici che spiegare la realtà; e più conveniente da un punto di vista politico ed economico vista la vicinanza al potere e il pieno appartenere dell’industria culturale al capitalismo). Gli interventi critici tendono ad essere marginalizzati (se pur più presenti) nella realtà virtuale sempre più commercializzata ed asservita ai grandi interessi dominanti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:36pt;text-indent:17.85pt;"><em><span>Ma, anche, come semplice mezzo di espressione dell’opinione pubblica si è rivelata un canale molto parziale</span></em><span>. Ha dato voce ad una ristretta minoranza privilegiata e competente, offrendo ad essi un potenziale maggiore di influenza e creando una nuova forma di esclusione sociale (per il Digital Divide vedi i cenni nel <a href="http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/04/08/stampa-e-giornalismo-nellepoca-della-comunicazione-digitale">post precedente</a>) e, con un ennesimo paradosso, una maggiore possibilità di presa di parola che in realtà si traduce in una rappresentazione ancora più parziale della complessità sociale (mentre per quanto riguarda l’ultimo punto sulla diffusione dei valori sociali si rimanda ai prossimi post)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:36pt;text-indent:17.85pt;"><span>In conclusione si può dire che la teoria della responsabilità sociale dei media per quanto teoricamente ancora valida è in forte crisi per due principali fenomeni. Il primo è l’avvento della rete e di produttori diffusi di contenuti non professionali e il secondo l’etica liberista imperante sempre più diffidente verso la proprietà pubblica. Ma è anche capace di offrire profondi spunti di riflessione riguardo la natura della professione giornalistica e il suo futuro<em>. Quest’ottica teorica mostra gli evidenti limiti di qualsiasi dichiarazione di fine del giornalismo professionale o di esaltazione della presa di parola diretta.</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:36pt;text-indent:17.85pt;"><em><span>CONTINUA PROSSIMAMENTE</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:36pt;text-indent:17.85pt;"><a href="http://frammentinomadi.wordpress.com/2008/04/08/stampa-e-giornalismo-nellepoca-della-comunicazione-digitale/" target="_blank">Stampa e giornalismo nell’epoca della comunicazione digitale (1)<br />
</a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:36pt;text-indent:17.85pt;"><a href="http://frammentinomadi.wordpress.com/media-e-societa/" target="_blank">Media e Società</a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-indent:18pt;"><strong><span> </span></strong></p>
<p>Social bookmark:<br />
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</item>
<item>
<title><![CDATA[The end of the world]]></title>
<link>http://mondobalordo.wordpress.com/?p=126</link>
<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 14:54:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>abo</dc:creator>
<guid>http://mondobalordo.wordpress.com/?p=126</guid>
<description><![CDATA[Setta si rinchiude in una grotta, in attesa della fine del mondo prevista per il 27 aprile.
Dopo 5 m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Setta si rinchiude in una grotta, in attesa della fine del mondo prevista per il 27 aprile.<br />
Dopo 5 mesi alcuni membri sono fuggiti impauriti dai continui crolli, due sono morti all'interno del cunicolo, altri 11 sono ancora barricati e minacciano di darsi fuoco in caso di tentativi di salvataggio.<br />
Il leader della setta, che non ha mai messo piede nella grotta, "<em>da qualche settimana è rinchiuso in un ospedale psichiatrico per un trattamento medico dopo che ha tentato il suicidio sbattendo la testa contro un ceppo di legno. Sembra che soffra di schizofrenia e, in passato, ha dormito quattro mesi in una bara. La Polizia lo ha accompagnato all'imboccatura del rifugio ma dall'interno, i suoi seguaci hanno risposto esplodendo colpi di pistola contro gli agenti</em>".</p>
<p>Al di là del fatto che credere alle parole di un simile figuro fa affiorare la classica domanda se sia più folle il pazzo o chi lo segue, vorrei capire come una grotta potrebbe proteggere dalla fine del mondo.<br />
La notizia completa <strong><a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/esteri/russia-setta/russia-setta/russia-setta.html">qui</a></strong>.</p>
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<title><![CDATA[La Grande Opera di Maria è una setta??]]></title>
<link>http://ildomanibleo.wordpress.com/2007/12/23/la-grande-opera-di-maria-e-una-setta/</link>
<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 13:23:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nata come un gruppo di preghiera si è trasformato via via in &#8220;setta&#8221;. Sconfessata già ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nata come un gruppo di preghiera si è trasformato via via in "setta". Sconfessata già dal vescovo di Noto mons Nicolosi, ora è nell'occhio del ciclone. Addirittura la Guardia di Finanza su ordine della magistratura indaga a tutto campo. Succede ad Ispica dove la setta ha nesso le radici e raccoglie decime, i versamenti dei contribuenti del 5 per mille, donazioni e lasciti.</p>
<p>La " Grande opera di Maria" ha in costruzione vicino ad Ispica un mega complesso ricettivo con i soldi raccolti dagli aderenti che vengono anche da altre parti della Sicilia.  Gli incontri degli adepti si svolgono il 14 di ogni mese.</p>
<p>Da tempo questa "setta"  è sotto osservazione da parte dell'opinione pubblica e del mondo cattolico. Il neo vescovo di Noto mons Mariano Crociata  di recente ha diffuso una nota molto forte   è la definisce proprio " una setta" e va sconfessata.</p>
<p>Si è giunto a tanto grazie alla forza di ex aderenti che hanno cominciato a segnalare i riti strani che venivano compiuti, le apparizioni della Madonna, ma principalmente lo slogan " operare nel nascondimento" propinato in ogni occasione dalla leader del gruppo.</p>
<p>Reticenze, sospetti, man mano stanno cadendo e anche se a Ispica nessuno parla della strana vicenda, sono saltati i coperchi. Magari sarà stato il diavolo?</p>
<p><a href="http://video.google.it/videoplay?docid=2114822995427652979" title="Grande Opera di Maria" target="_blank">Guarda il video</a></p>
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<title><![CDATA[Idea mistica per tirare su due soldi]]></title>
<link>http://nicolabarabino.wordpress.com/2007/12/16/idea-mistica-per-tirare-su-due-soldi/</link>
<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 19:48:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolabarabino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tutti i fine mese nei quali mi accorgo di avere un saldo negativo penso sempre a modi alternativi di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i fine mese nei quali mi accorgo di avere un saldo negativo penso sempre a modi alternativi di far soldi.<br />
Abbandonate idee di successo sicuro ma anche di troppa fatica, tipo la ristorazione, oppure campate un pò troppo in aria come fare l'opinionista di calcio su Internet, è qualche anno che penso a come fondare un nuovo culto, all'americana.<br />
Mi è ritornato in testa dopo aver visto un documentario su un tale nel New Mexico, Wayne Bent che ha cambiato recentemente nome in Michael Travesser e si è dichiarato il Messia.<br />
Il metodo è il solito, sparare qualche cazzata, cosa che mi è sempre riuscita bene, cercando di trasferire la propria audience dal caffè aziendale in qualche sperduta foresta. Ci metti una base cristiana, qualche tocco new age, uno o due particolari al confine col satanico, poi sei quasi a posto. Certo, i miei adepti finirebbero tutti allo stadio la domenica a vedere il Doria, matti per Cassano e al massimo ad insultare Preziosi; inoltre, le poche donne che entrerebbero nella setta se ne andrebbero annoiate, dato che si parlerebbe di calcio fino alla noia.<br />
Qui invece se ne vanno principalmente gli uomini, e la cosa è un pò più pericolosa. Con la scusa di "dormire a fianco del Messia", "entrare in contatto con Dio", pare si consumino abusi di minorenni e incesti vari, nell'attesa della consueta fine del mondo, dichiarata prima per fine ottobre e poi per questi giorni.<br />
Ho cercato un pò su internet e non è che ci sia molto su di lui (<a href="http://www.answers.com/topic/michael-travesser">http://www.answers.com/topic/michael-travesser</a> dove si vede anche una foto); un pò più interessante è un sito di fuoriusciti (<a href="http://www.travesser.info/site/">http://www.travesser.info/site/</a>)<br />
Se a qualcuno interessa, magari ci facciamo un giretto, giusto per vedere un pò...prima che qualcuno (ad esempio il figlio, con la cui moglie dorme...) lo ammazzi o, se Dio vuole, lo metta in galera.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Jesus Quintana]]></title>
<link>http://gonfius.wordpress.com/2007/11/12/jesus-quintana/</link>
<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 21:29:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>gonfius</dc:creator>
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<description><![CDATA[Già che siamo in tema.

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Già che siamo in tema.</p>
<p><a href="http://gonfius.wordpress.com/files/2007/11/lebowski-jesus.jpg" title="lebowski-jesus.jpg"><img src="http://gonfius.wordpress.com/files/2007/11/lebowski-jesus.jpg" alt="lebowski-jesus.jpg" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[USA - Leader poligamo trovato colpevole stupro: rischia ergastolo]]></title>
<link>http://butindaro.wordpress.com/2007/09/26/usa-leader-poligamo-trovato-colpevole-stupro-rischia-ergastolo/</link>
<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 08:48:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>illuminato</dc:creator>
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<description><![CDATA[da: notizie.alice.it/Apcom
Warren Jeffs costrinse ragazza di 14 anni a sposare cugino di 19
New York]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>da: notizie.alice.it/Apcom</em></p>
<p><strong>Warren Jeffs costrinse ragazza di 14 anni a sposare cugino di 19</strong></p>
<p>New York, 25 set. (Apcom) - Il leader di una setta di mormoni dediti alla poligamia è stato giudicato colpevole di complicità in uno stupro, avendo costretto una ragazza di 14 anni a sposarsi e ad avere rapporti sessuali con il cugino di diciannove.</p>
<p>Il cinquantunenne Warren Jeffs rischia ora la condanna all'ergastolo, dopo un processo che ha portato sotto i riflettori la comunità da lui creata sulla linea di confine tra Utah e Arizona, la Fundamentalist Church of Jesus Christ of Latter Day Saints.</p>
<p><em>... <a HREF="http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2007/09_settembre/25/usa_leader_poligamo_trovato_colpevole_stupro_rischia_ergastolo,13193652.html">continua</a> la lettura di questa notizia.</em></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Neturei Karta: accoglienza calorosa per Ahmadinejad]]></title>
<link>http://butindaro.wordpress.com/2007/09/25/neturei-karta-accoglienza-calorosa-per-ahmadinejad/</link>
<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 15:22:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>illuminato</dc:creator>
<guid>http://butindaro.wordpress.com/2007/09/25/neturei-karta-accoglienza-calorosa-per-ahmadinejad/</guid>
<description><![CDATA[La setta dei Neturei Karta si è di nuovo distinta accogliendo calorosamente il presidente iraniano ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La setta dei <a HREF="http://it.wikipedia.org/wiki/Neturei_Karta">Neturei Karta</a> si è di nuovo distinta accogliendo calorosamente il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad al suo arrivo a New York. Quest’ultimo ha accettato di incontrarli per un momento.</p>
<p>Fonte: <a HREF="http://www.a7fr.org">Aroutz 7</a> - [ lunedì 24 settembre 2007 - 22:01 ] - SAB</p>
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