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	<title>sillabo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/sillabo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "sillabo"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 02:46:19 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Magdi Allam e l'uso pubblico del privato]]></title>
<link>http://politiche.wordpress.com/?p=55</link>
<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 10:06:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>brasseriefoucault</dc:creator>
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<description><![CDATA[La recente conversione di Magdi Allam al cristianesimo ha suscitato da più parti preoccupazioni e c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">La recente conversione di Magdi Allam al cristianesimo ha suscitato da più parti preoccupazioni e critiche. Si tratta di una inaccettabile interferenza, a detta di Allam, su scelte sovrane e libere dell’individuo. La materia del contendere, stranamente, non è né la religione né la fede ma i concetti di privato e di intimità. Al vicedirettore del Corriere viene imputato uno stile plateale che mal si addirebbe al carattere intimo e privato di una scelta religiosa, mentre i difensori di Cristiano Allam, come si è ribattezzato il giornalista, oppongono l’idea che siano pretestuose tutte le polemiche che investono proprio quello spazio dell’individuo che deve essere lasciato alla totale sovranità dell’Uomo. Allam, d’altronde, ha puntualizzato come i riti religiosi siano pubblici; nonostante una certa tendenza, potremmo dire “illuminista”, di voler circoscrivere la religione nella sfera del privato. E’ una bella battaglia. I confini fra privato e pubblico non sono mai dati una volta per tutte. Sono qualcosa di labile e controverso che coinvolge il rapporto fra individuo e poteri. Per capire la conflittualità di questo nodo vi invito ad immaginare cosa accadrebbe nel vostro animo se lo stato vi ingiungesse di sgombrare la vostra casa per un esproprio di pubblica utilità.</p>
<p class="MsoNormal">Eppure le moderne tecniche di controllo sociale hanno proprio puntato sulla pubblicizzazione del privato. Se da un lato è lo Stato che si fa più invasivo, legiferando su riproduzione, staminali, omosessualità, ovvero tutta una serie di campi che dovrebbero riguardare “il privato” – e da questo punto di vista l’emergere della legislazione sulla privacy è centrale – d’altra parte è proprio l’uomo che, piuttosto che fuggire l’invasività dello Stato, lo chiama in causa in continuazione. Per certi versi, in ossequio a quella logica paternalistica che sovraintende al funzionamento dello Stato keynesiano che con il welfare si “prende cura di noi”. Ecco, allora, che sono state proprie le femministe a dire “vogliamo pubblicizzare il privato”, “la sessualità è un dato politico”, per spuntare diritti civili come la riforma del diritto di famiglia. Paradossalmente non possono più dire allo Stato “non toccare la 194”, dopo averlo chiamato in causa. Allo stesso modo il caso Allam è drammaticamente pubblico. Egli ha rinunciato al riparo dell’intimità, scrivendo una lettera-confessione illuminante (<a href="http://politiche.wordpress.com/wp-admin/http:">magdiallam.it</a>) e ricca di spunti politici. Ecco, quindi, che è legittimo parlare delle scelte personali di Allam perché egli stesso vuole che se ne parli. La lettera del vicedirettore del Corriere è molto interessante, sia dal punto di vista religioso, psicanalitico che politico. Anzi, potremo dire che queste ultime due categorie si sovrappongono. Allam, infatti, confessa quello che ha nel suo cuore. La pratica della confessione è infatti centrale sia nella religione, che nella psicanalisi, che nell’esercizio del potere biopolitico dello Stato. In una sorta di interscambio simbolico, anzi, sono gli ultimi due poli che hanno scippato alla religione lo strumento confessorio. La lettera aperta di Allam, quindi, ci legittima a parlare del suo intimo. E dobbiamo rilevare come la sua missiva, per quanto poetica e delicata nella sua dimensione religiosa, sottintenda un discorso politico per noi assolutamente preoccupante. Ed il fatto che la logica delle parole di Allam sia blindata attraverso il ricorso all’ispirazione religiosa, o al concetto di Verità al quale il giornalista si richiama, rende la nostra critica ancora più serrata.</p>
<p class="MsoNormal">La lettera del giornalista, infatti, è molto mistica e risulta di difficile comprensione anche per i cristiani “deboli”. Ma Allam non vuole far parte dei pensatori deboli o scettici: è un fiume in piena. In assoluta conformità con la dottrina Ratzinger. Dice che la sua mente “si è affrancata dall’oscurantismo di un’ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all’omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia, permettendo[gli] di aderire all’autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà. Nella mia prima Pasqua da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico Dio, che è il Dio della Fede e Ragione”. Qui, infatti, si fa chiaro riferimento alla dottrina tomistica, di cui Ratzinger è un attento interprete, dell’identità di fede e ragione. Per alcuni teologi il pensiero di San Tommaso è la forza di una religione che sa essere al passo con il progresso e la scienza. Per altri è alla base delle pretese del cattolicesimo di interloquire con la scienza in base ad una identità euristica grazie alla quale sia la religione che la scienza perseguono il razionale e, visto che ciò che è contro la fede è contro la ragione, la scienza è anche alla fede che si deve sottomettere se vuole perseguire il Logos. Il fatto che la scienza dubiti, però, non insinua dubbi nei novelli epigoni dell’aquinate.</p>
<p class="MsoNormal">Ma la cosa sulla quale siamo meno d’accordo con Allam è un’altra. Egli dice: “Ho così dovuto prendere atto che, al di là della contingenza che registra il sopravvento del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale”. Insomma Allam si fa interprete dell’approccio per il quale l’Islam non si accorda con la pace e la modernità. Ora, questa idea è legittima e dovrebbe essere discussa; ma è ovvio che quando si pone come verità a-problematica ed auto evidente non c’è spazio alcuno per la riflessione. Allam ha tutto il diritto di dire che il Cattolicesimo è la vera religione, l’unica razionale e che l’Islam è violento. Ci rammarichiamo, però, che nei suoi slanci mistici blindi questi argomenti che diventano epifenomeni del Logos e della luce. Da parte nostra, siamo assolutamente contro questa mistica manichea ed intollerante. Si decostruiscono le categorie altrui, ma le proprie no: sono la Verità. Eppure anche la Chiesa aveva inizialmente scomunicato la modernità (<i>Nda</i>, con il Sillabo, nel 1864, Pio IX condanna Liberalismo, Socialismo e pure il matrimonio civile!): non se ne avvedono i sostenitori del cattolicesimo “fisiologicamente razionale”? Cosa dovremmo farne, poi, degli islamici “fisiologicamente cattivi”? D’altronde, qualora fosse vero che l’Islam è intrinsecamente violento, c’è sempre una bella differenza fra la purezza normativa del dasein, del dover-essere, delle Idee, e la verità dell’Essere e delle persone. Allam, infatti, accoglie questa distinzione sottolineando che se il dialogo è impossibile con l’Islam, è possibile con i mussulmani. Segnaliamo solo che l’anticonformismo di Allam non concilia un clima di dialogo.</p>
<p class="MsoNormal">Il giornalista, da parte sua, ama le provocazioni intelligenti: non ama il politically correct e il relativismo, e vuole dire le sue verità per quanto scomode. Peccato che il senso del sacro porti con sé il senso del blasfemo, e non credo che la sensibilità di Allam non sarebbe toccata qualora un libero pensatore musulmano trinciasse simili giudizi sulla religione cristiana. Non si tratta quindi di vacuo formalismo.</p>
<p class="MsoNormal">Noi non abbiamo confessioni da fare; né un’anima da denudare in pubblico; né una religione a cui aderire. Solo la voglia di discutere. Forse la nostra è un’ideologia: ma non la spacciamo per Verità.</p>
<p> <i>Alessio Postiglione</i><br />
(pubblicato su Notizie Verdi del 30/03/08)</p>
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]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Elenco contenente i principali errori del nostro tempo]]></title>
<link>http://copiaeincolla.wordpress.com/2008/01/21/elenco-contenente-i-principali-errori-del-nostro-tempo/</link>
<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 19:39:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>ankou6</dc:creator>
<guid>http://copiaeincolla.wordpress.com/2008/01/21/elenco-contenente-i-principali-errori-del-nostro-tempo/</guid>
<description><![CDATA[(dal Sillabo di Papa Pio IX)
I. Non esiste niun Essere divino, supremo, sapientissimo, provvidentiss]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>(dal </em><a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sillabo"><em><font color="#0000ff">Sillabo</font></em></a><em><font color="#0000ff"> </font>di Papa Pio IX)</em></p>
<p>I. Non esiste niun Essere divino, supremo, sapientissimo, provvidentissimo [...]</p>
<p>III. La ragione umana è l'unico arbitro del vero e del falso [...]</p>
<p>VII. Le profezie e i miracoli esposti e narrati nella sacra Scrittura sono invenzioni di poeti[...]</p>
<p>XI. La Chiesa non solo non deve mai correggere la filosofia, ma anzi deve tollerarne gli errori e lasciare che essa corregga se stessa.</p>
<p>XIII. Il metodo e i principi, coi quali gli antichi Dottori scolastici coltivarono la teologia, non si confanno alle necessità dei nostri tempi e al progresso delle scienze.</p>
<p>XV. È libero ciascun uomo di abbracciare e professare quella religione che, sulla scorta del lume della ragione, avrà reputato essere vera.</p>
<p>XVI. Gli uomini nell'esercizio di qualsivoglia religione possono trovare la via della eterna salvezza, e conseguire l'eterna salvezza.</p>
<p>XVII. Almeno si deve bene sperare della eterna salvezza di tutti coloro che non sono nella vera Chiesa di Cristo.</p>
<p>IV - Socialismo, comunismo, società segrete, società bibliche, società clerico-liberali<br />
Tali pestilenze sono condannate più volte [...]</p>
<p>XXI. La Chiesa non ha potestà di definire dommaticamente che la religione della Chiesa cattolica sia l'unica vera religione</p>
<p>XXIV. La Chiesa non ha potestà di usare la forza, né alcuna temporale potestà diretta o indiretta.</p>
<p>XXXIV. La dottrina di coloro che paragonano il Romano Pontefice ad un Principe libero che esercita la sua azione in tutta la Chiesa, è una dottrina la quale prevalse nel medio evo.</p>
<p>XXXIX. Lo Stato, come quello che è origine e fonte di tutti i diritti, gode un certo suo diritto del tutto illimitato.</p>
<p>XL. La dottrina della Chiesa cattolica è contraria al bene ed agl'interessi della umana società.</p>
<p>XLII. Nella collisione delle leggi dell'una e dell'altra potestà, deve prevalere il diritto civile.</p>
<p>LV. È da separarsi la Chiesa dallo Stato, e lo Stato dalla Chiesa.</p>
<p>LXVII. Il vincolo del matrimonio non è indissolubile per diritto di natura, ed in vari casi può sancirsi per la civile autorità il divorzio propriamente detto.</p>
<p>LXXX. Il Romano Pontefice può e deve riconciliarsi e venire a composizione col progresso, col liberalismo e con la moderna civiltà.</p>
<p><strong>Se pensi qualcuna di queste cose, andrai all' inferno</strong>.</p>
<p>Ti è però concesso <strong><a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edgardo_Mortara"><font color="#0000ff">rapire i figli degli ebrei</font></a>.</strong></p>
<p><strong><img src="http://copiaeincolla.wordpress.com/files/2008/01/papa-papocchio.jpg" alt="papa-papocchio.jpg" /></strong></p>
<p><em><strong>Nota:</strong> Il sillabo è stato pubblicato nel 1864.<strong> </strong> E' buffo che in 150 anni non si sia fatto manco <strong>un</strong> (1) passo avanti. </em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il sillabo in un corso universitario ]]></title>
<link>http://cordef.wordpress.com/2007/12/15/il-sillabo-in-un-corso-universitario/</link>
<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 06:46:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>cordef</dc:creator>
<guid>http://cordef.wordpress.com/2007/12/15/il-sillabo-in-un-corso-universitario/</guid>
<description><![CDATA[serve a tante persone:

al docente che, scrivendolo, è obbligato a progettare in anticipo cosa far]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>serve a tante persone:</p>
<ul>
<li>al <font color="#333333"><strong>docente</strong></font> che, scrivendolo, è obbligato a progettare in anticipo cosa farà lezione per lezione (una bella comodità quando dovrà andare in aula);</li>
<li>allo <strong><font color="#333333">studente non frequentante</font></strong> che, solo grazie al sillabo, ha la possibilità di seguire una traccia per prepararsi al meglio;</li>
<li>allo<font color="#333333"> <strong><font color="#333333">studente frequentante</font></strong></font> che arriva in aula sapendo cosa si farà quel giorno e conoscendo già gli argomenti;</li>
<li>al <strong><font color="#333333">futuro studente</font></strong> che, se i sillabi sono di dominio pubblico, può farsi un'idea dell'offerta formativa e della qualità della didattica;</li>
<li>al <font color="#333333"><strong>valutatore</strong></font> della didattica (presidenza di facoltà, nucleo di valutazione) cui il sillabo offre una prima cartina di tornasole della qualità didattica;</li>
<li>al <font color="#333333"><strong>finanziatore</strong></font> (magari ex studente) che così sa dove vanno a finire i suoi soldi.</li>
</ul>
<p>Ma se è così, come mai il sillabo in Italia è così raro e quando c'è viene tenuto <em>sotto chiave</em>? Prima di rispondere guarda bene cosa Wikipedia intende per <em>syllabus </em>(<font color="#ff0000"><strong>→</strong></font> <a href="http://www.answers.com/syllabus" title="Answers &#62; Syllabus" target="_blank">definizione</a>): non è solo il programma sintetico del corso completo dei testi per la preparazione dell'esame. Un sillabo che meriti questo nome deve contenere non solo la descrizione del corso, le sue modalità di svolgimento e di valutazione ma anche, lezione per lezione: obiettivi, saperi, capacità, testi di riferimento, esercizi, ecc. Non ho la presunzione di dire che i <a href="http://cordef.wordpress.com/2007/10/09/hello-world/" title="Cordef blog &#62; Sillabi" target="_blank">miei sillabi</a> siano l'optimum: so che non è così e voglio migliorarli con il tuo aiuto.</p>
<p>Detto ciò: limitandoci per il momento ai corsi offerti a SCO Unimore, hai trovato <strong>altrove</strong> (in Italia e all'estero) sillabi esemplari?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tonache rosse alla riscossa]]></title>
<link>http://lampidipensiero.wordpress.com/2007/10/25/tonache-rosse-alla-riscossa/</link>
<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 14:04:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>stratex</dc:creator>
<guid>http://lampidipensiero.wordpress.com/2007/10/25/tonache-rosse-alla-riscossa/</guid>
<description><![CDATA[Proprio non gli va giù oltretevere che si accendano i fari su come gira no i soldi fra i contribuen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.fundacion.telefonica.com/at/tem/tem051.jpg" alt="Da fundacion.telefonica.com" align="left" height="273" hspace="10" vspace="10" width="189" />Proprio non gli va giù oltretevere che si accendano i fari su come gira no i soldi fra i contribuenti italiani, lo Stato e la CEI. Dopo 4 puntate dell'inchiesta di Curzio Maltese per Repubblica, dopo i primi lampi di battaglia, sono passati all'artiglileria pesante. Il Segretario di Stato Tarcisio Bertone  ha iniziato la controffensiva verso gli <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/chiesa-commento-mauro/finiamola-bertone/finiamola-bertone.html" target="_blank">articoli di "Repubblica"</a>. In perfetto stile canonico tuona: "Finiamola con questa storia dei finanziamenti alla Chiesa: l'apertura alla fede in Dio porta solo frutti a favore della società".</p>
<p>In pieno delirio inquisitorio, Tarciso Bertorquemada aggiunge che "L'ora di religione è sacrosanta" e, sapendo che in Spagna le affermazioni del Vaticano contano quanto il due di spade quando regna bastoni, si mantiene comunque cauto sulla "deriva anticlericale" di quel governo.</p>
<p>Sapendo di poter contare su un bagaglio bimillenario di assurdi logici, ricorda che "Le difficoltà delle famiglie di arrivare alla fine del mese sono reali", mentre si augura "che le promesse del Governo vengano matenute" e che le "risorse limitate... siano impiegate a favore della famiglia, dei figli, della solidarietà". Dimenticando che parecchi soldi dei contribuenti che faticano ad arrivare a fine mese, finiscono proprio nelle profonde "tasche a chiocciola" di Santa Madre Chiesa.</p>
<p>Non tarda la replica di Ezio Mauro che dalle pagine di Repubblica (<a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/chiesa-commento-mauro/chiesa-commento-mauro/chiesa-commento-mauro.html" target="_blank">Democrazia e religione</a>), che sottolinea come il tono usato sia perentorio e inusuale in qualsiasi democrazia: più adatto a un Sillabo. In sostanza, al Vaticano non piace un'inchiesta giornalistica che fa luce su alcuni fatti che dovrebbero essere per loro stessa natura chiari e noti.</p>
<p>Per fortuna, Bertorquemada, sebbene esponente di una "potenza straniera" non può ordinare di bloccare il lavoro di un giornale o decidere se e quando un'inchiesta può essere pubblicata. Ma il fatto grave è proprio il tentativo arrogante di depotenziare il lavoro di indagine di un giornale italiano, sapendo di poter contare su numero si appoggi sia di altri media, sia di alcuni fan politici. Nella libera dialettica democratica, l'esponente della "<font color="#ff0000"><b>Casta delle sottane rosse</b></font>" avrebbe tutto il diritto, se non il dovere, di esporre fatti concreti e dare piena giustificazione di quello che accade, senza vedere una minaccia in tutto. Una reazione così arrogante, violenta e antidemocratica non può non far pensare che su quei fatti ci siano accordi sotto banco e negoziati occulti, dei quali non si dovrebbe parlare.</p>
<p>Come dice un signore che è nelle nostre istituzioni parlamentari fin dalla Costituente, a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Ed in fatto di peccati, quell'altra casta ha un discreta esperienza!</p>
]]></content:encoded>
</item>

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