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	<title>socci &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/socci/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "socci"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 15:49:39 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[ANTONIO SOCCI ]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/?p=184</link>
<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 17:17:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
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<description><![CDATA[






FEDERICA, CHE VIENE UCCISA NEL “PARADISO” SENZA CROCIFISSI…
11.07.2008









Lloret ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" align="center">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" valign="top">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td class="gn-h2" width="80%" valign="top"><span style="font-size:12px;"><strong>FEDERICA, CHE VIENE UCCISA NEL “PARADISO” SENZA CROCIFISSI…</strong></span></td>
<td width="20%" align="right" valign="top">11.07.2008</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><img src="http://www.antoniosocci.it/Socci/Assets/Images/s.gif" border="0" alt="" width="1" height="15" /></td>
</tr>
<tr>
<td class="gw-t1" colspan="2"><em>Lloret de Mar come metafora del nostro tempo...</em></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" height="10"><img src="http://www.antoniosocci.it/Socci/Assets/Images/s.gif" alt="" width="1" height="10" /></td>
</tr>
<tr>
<td class="gw-t2" colspan="2">I socialisti di Zapatero hanno annunciato di voler togliere i crocifissi dagli spazi pubblici. Il caso ha voluto che la notizia uscisse in contemporanea con l’assassinio di Federica, proprio in Spagna, a Llorett de Mar, in un divertimentificio che è il nuovo santuario dello sballo giovanile. Dove la discoteca è – come ha spiegato Vittorino Andreoli – la cattedrale pagana di “un grande rito di trasformazione collettiva” che fa dimenticare la vita e la realtà. Gli ingredienti (anche chimici) di questa “nuova religione” sono noti, con il solito comandamento: “vietato vietare”. La felicità si trova davvero lì? E perché Federica ci ha trovato la morte, macellata come un agnello?</p>
<p>Nessuno ci riflette. Nell’euforica Spagna le autorità sembrano preoccupate soprattutto che il delitto non porti pubblicità negativa alla località turistica. E vai con la tequila bum bum, dimentichiamo la povera Federica e via i crocifissi. Anche noi da tempo li abbiamo tolti dai cuori, oltreché dalla vita pubblica. Anzi, l’immagine del crocifisso o quella della Madonna vengono periodicamente dileggiati da sedicenti artisti in nome della libertà d’espressione. Del resto il Papa stesso subisce questa sorte nelle manifestazioni di piazza della sedicente “Italia dei migliori”. E la fede cattolica viene azzannata, senza alcuna obiettività, in programmi televisivi che, se fossero realizzati contro qualsiasi altra religione, scatenerebbero subito l’accusa di intolleranza o razzismo. Contro Gesù Cristo invece sembra che tutto sia permesso.</p>
<p>Poi, quando ci visita il dolore o si consuma la tragedia o assistiamo all’orrore, gridiamo furenti – col dito accusatore – “dov’è Dio?”, “Perché non ha impedito tutto questo?”. Dopo l’ecatombe dell’ 11 settembre a New York si alzò questo stesso grido e una donna, in tutta semplicità, parlando in televisione rispose così: “per anni abbiamo detto a Dio di uscire dalle nostre scuole, di uscire dal nostro Governo, e di uscire dalle nostre vite. E da gentiluomo che è, credo che Lui sia quietamente uscito. Come possiamo aspettarci che Dio ci dia le Sue benedizioni, e la Sua protezione, se prima esigiamo che ci lasci soli?”.</p>
<p>Continuava ricordando quando si lanciò la crociata perché non si voleva “che si pregasse nelle scuole americane, e gli americani hanno detto OK. Poi qualcun altro ha detto che sarebbe meglio non leggere la Bibbia nelle scuole americane. Quella stessa Bibbia che dice: ‘Non uccidere, non rubare, ama il tuo prossimo come te stesso...’, e gli americani hanno detto OK. Poi, in molti paesi del mondo, qualcuno ha detto: ‘Lasciamo che le nostre figlie abortiscano, se lo vogliono, senza neanche avvisare i propri genitori’. Ed il mondo ha detto OK”.</p>
<p>Si girano film e show televisivi che sommergono le anime di fango. E si fa musica che celebra violenza, suicidio, droga o ammicca al satanismo. E tutti trovano questo normale e dicono che è solo un gioco, com’è normale che, secondo le statistiche, un bimbo italiano, prima di aver terminato le elementari, veda in media in tv 8 mila omicidi e 100 mila atti di violenza, ma per carità togliamo la preghiera dalla scuola ché sarebbe un atto di “violenza psicologica”.</p>
<p>”Ora” proseguiva quella donna americana “ci chiediamo perché i nostri figli non hanno coscienza, perché non sanno distinguere il bene dal male, e perché uccidono così facilmente estranei, compagni di scuola, e loro stessi. Probabilmente perché, com’è stato scritto, ‘l'uomo miete ciò che ha seminato’ (Galati 6:7). Uno studente ha ‘sinceramente’ chiesto: ‘Caro Dio, perché non hai salvato quella bambina che è stata uccisa in una scuola americana?’. Risposta: ‘Caro Studente, a Me non è permesso entrare nelle scuole americane. Sinceramente, Dio’ ”. Tutto questo non è solo americano. Dopo Auschwitz una folla di intellettuali accusò Dio: “Dov’eri? Come hai potuto permettere tutto questo?”. Nessuno ricordava quale fu la prima battaglia fatta dal nazismo appena arrivato al potere: la guerra dei crocifissi. Il nuovo regime pretese di spazzar via da tutte le scuole l’immagine di Gesù crocifisso. Fu uno scontro durissimo e la Chiesa fu praticamente lasciata sola a sostenerlo. Dov’erano gli intellettuali? Poi il nazismo, fra il 1939 e il 1940, spazzò via migliaia di “crocifissi viventi”, una eutanasia di massa per 70 mila disabili e malati mentali: ritennero le loro delle vite indegne di essere vissute e dettero loro “la morte pietosa”, ma anche in quel caso la Chiesa fu lasciata quasi sola perché nei cuori il crocifisso era stato spazzato via dalla pagana e feroce croce uncinata. E così alla fine Hitler scatenò la guerra e la Shoah. Dov’era Dio? Era stato cacciato da tempo. E stava agonizzando nei lager con Massimiliano Kolbe, Edith Stein o Dietrich Bonhoeffer, accanto a una moltitudine di croficissi.</p>
<p>Siamo la generazione che ha visto poi consolidarsi nel mondo il più immane tentativo di strappare Dio dai cuori, imponendo l’ateismo di Stato: l’impero comunista che si è risolto nel più colossale genocidio planetario di uomini e popoli. Tutto questo c’insegna qualcosa? No. Noi siamo la generazione che non impara dalle tragedie del suo tempo. E per questo forse sarà destinata a ripeterle. Non abbiamo forse consegnato la costruzione europea a una tecnocrazia laicista e dispotica che ha voluto strappare le radici cristiane dell’albero europeo? Ed eccoci all’inverno demografico, al declino e all’invasione islamica.</p>
<p>Un grande economista come Giulio Tremonti, nel suo celebre libro, ha affermato che il riscatto è possibile solo con una rinascita spirituale. Ma noi siamo “gli uomini impagliati” di Eliot, con la testa piena di vento e il cuore pieno di solitudine. Abbiamo sputato su Gesù Cristo e sulla Chiesa credendo che questo fosse “libertà”, poi ci troviamo soli o disperati e allora puntiamo il dito accusatore sulla presunta “indifferenza” di Dio. Di quel Dio che non cessa un solo giorno di darci il respiro e di farsi incontro a noi.</p>
<p>Siamo la generazione che non sa più dare senso alla vita, né speranza ai propri figli, che vede addensarsi all’orizzonte nubi cupe di crisi planetarie, di guerre, di carestie, ma non afferra la mano della “Regina della Pace”, presente fra noi per salvarci. Perché si ride del Mistero e del soprannaturale, mentre si va da maghi e astrologi, perché si crede ai giornali e a internet e non al Vangelo, perché si irride chi parla di Satana e dell’Inferno, ma si affollano come non mai sette sataniche o esoteriche, perché si venerano le maschere vuote dei palcoscenici e della tv e si disprezzano i santi, perché si crede che libertà sia poter fare qualunque cosa, anziché essere veramente amati.</p>
<p>Questa stagione iniziò nel ’68, quando si cominciò a sparare sulla religione come “oppio dei popoli”, così oggi l’oppio (o la cocaina) è diventata la religione dei popoli, anche di notai, industriali e deputati. Nietsche tuonò contro il crocifisso perché – scrisse – abolì i sacrifici umani che erano il motore della storia pagana. E infatti oggi, cancellato il crocifisso dai cuori, sono tornati i sacrifici umani. Siamo la generazione che ha assistito tranquillamente in 30 anni allo sterminio – con leggi degli Stati – di un miliardo di piccole vite umane nascenti, il più immane sacrificio umano della storia. La generazione che torna a discettare di vite “indegne di essere vissute”, che pretende di trasformare i più piccoli esseri umani in cavie da laboratorio, che esige – specialmente “in nome della scienza” - che tutto sia permesso. In effetti “se Dio non c’è, tutto è permesso”. Ma con quali conseguenze?</p>
<p>L’abbiamo visto nel recente passato. E siccome non ne traiamo le conseguenze lo vediamo nel presente e ancor più lo vedremo nel futuro. Qualcuno ha osservato: “Strano come sia semplice per le persone cacciare Dio per poi meravigliarsi perché il mondo sta andando all'inferno”.</p>
<p>Antonio Socci</p>
<p>Da “Libero”, 11 luglio 2008</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le passioni tristi]]></title>
<link>http://comese.wordpress.com/?p=14</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 10:12:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelefrost</dc:creator>
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<description><![CDATA[E&#8217; evidente, che da ragazzino ero un accanito fan di Vasco Rossi.
Se avete un minimo di idea d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>E' evidente, che da ragazzino ero un accanito fan di Vasco Rossi.<br />
Se avete un minimo di idea delle sue canzoni, si vede subito fin dal titolo del blog.</p>
<p>Poi uno cresce, continua a rispettare l'onestà e la voglia di viversi la propria vita pestando la faccia sui muri in prima persona, ma prende altre strade, anche musicali. E così ho fatto, anche se ho occasionalmente ancora gioito della niente affatto scontata decisione di Vasco, di parlare anche del mondo intorno, dell'Itaglia, delle ipocrisie e delle terribili banalità di questo paese, e di come si vive guardandosi indietro...</p>
<p>Adesso leggo da <a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/spettacoli_e_cultura/heineken-jammin/vasco-heineken/vasco-heineken.html">Repubblica.it</a> che da qualche tempo, i concerti di Vasco iniziano con la sua voce che legge questa frase:</p>
<blockquote><p>"Il filosofo Spinoza diceva che chi detiene il potere ha sempre bisogno che le persone siano affette da tristezza. Noi siamo qui questa sera per portarvi un po' di gioia"</p></blockquote>
<p>Mi sembra una cosa fantastica, soprattutto perchè la prima parte viene dritta dal buon vecchio Baruch Spinoza, roba di quasi quattrocento anni fa, di uno che aveva capito parecchio.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.philosophy.leeds.ac.uk/GMR/hmp/resources/biographies/spinoza/spinoza.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>[Baruch Spinoza]</em></p>
<p><!--more-->Il potere non sopporta la gioia. La spontaneità, la festa, l'allegria sono sovversive <em>naturalmente</em>. E in Itaglia lo sanno bene, e le contrastano ferocemente. Questo non è più, da anni, <em>o paese d'o sole...</em></p>
<p>Quindi mi sento piacevolmente colpito. Per il contenuto, innanzi tutto. E poi perchè far sentire un contenuto così a centomila ragazzi al giorno d'oggi è sovversione pura. E poi perchè Spinoza è Spinoza, e sta sotto a tanta di quella roba che a scoprirlo ci si potrebbe divertire parecchio. Già mi vedo, Toni Negri che ghigna leggendo i giornali...</p>
<p>Infine, scopro anche da <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=20&#38;ID_articolo=609&#38;ID_sezione=12&#38;sezione=">La Stampa</a> che dopo l'uso della frase nel concerto di Roma, Antonio Socci ha scritto un articolo contro Vasco Rossi accusandolo, con la più banale delle accuse, di non aver mai letto Spinoza. Vasco risponde a stretto giro di posta citando la fonte, allargando la citazione (mettendoci dentro anche i preti... che tocco di classe!!!) e definendo Socci un integralista religioso arrogante.</p>
<p>Io non lo so se Vasco Spinoza lo ha letto davvero - e sinceramente non me ne frega niente, va benissimo anche se glielo avesse passato un suo ufficio stampa o marketing o quello che volete voi.</p>
<p>Mi fa godere semplicemente che quella citazione sia entrata nelle orecchie di centomila persone, e che è talmente vera ed efficace che ancora oggi gli scendiletto del potere si sentono in dovere di confutarla, rispondere, attaccare, abbaiare. Lo vedi quanto sono tristi...?</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il collega Ian Fisher]]></title>
<link>http://amaidi.wordpress.com/?p=233</link>
<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 09:08:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Amaidi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ian Fisher ha scritto un articolo su Padre Pio in cui descrive con divertito stupore la fiorente ind]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ian Fisher ha scritto un articolo su Padre Pio in cui descrive con divertito stupore la fiorente industria turistica di San Giovanni Rotondo - dove si può comprare una replica dei famosi guanti tagliati del Santo per soli $8 - e considera la recente riesumazione - con tanto di "restauro" della salma - un rito grottesco e a tratti ripugnante. Il giornalista del New York Times si è servito anche della consulenza di Antonio Socci, che, definendosi impropriamente suo "collega", scrive su Libero:</p>
<p>«mi ha colpito la reazione sbigottita di Ian Fisher. [...] Quando gli ho spiegato che è il primo (e unico) sacerdote stigmatizzato dopo Gesù Cristo, gli ho descritto i suoi carismi, ho accennato ai fatti straordinari e agli innumerevoli miracoli dovuti alla sua intercessione, mi sono reso conto della difficoltà di raccontare un mistero come padre Pio al pubblico liberal newyorkese.» - <a href="http://www.libero-news.it/libero/LF_showArticle.jsp?edition=&#38;topic=4896&#38;idarticle=94980685" target="_blank">Libero</a>, <a href="http://www.nytimes.com/2008/04/25/world/europe/25padre.html?bl&#38;ex=1209355200&#38;en=af19d9a0dcc52ddd&#38;ei=5087%0A" target="_blank">NYTimes</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[An Office]]></title>
<link>http://charlessocci.wordpress.com/?p=6</link>
<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 05:52:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>charlessocci</dc:creator>
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<description><![CDATA[I spent five years working for a privately held translation and localization firm in NYC. I had my o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img border="0" align="left" src="http://www.socci.com/images/alextpt.jpg" />I spent five years working for a privately held translation and localization firm in NYC. I had my own office with a beautiful view of the East Side and windows that went from nearly the floor to the ceiling. When guests came over, like my in-law's, I could show them our conference room, with a stunning view of the Empire State Building, the Brooklyn Bridge, and the World Trade Center Towers when they still existed.</p>
<p>I now work in a slightly different capacity for a very different kind of company. At the end of the day I feel like I've been supporting something special. I like it there.</p>
<p>But I now sit at a quasi cubicle, on the interior, with no windows at all. This is really the only part of of my current employment that kinda sucks. Plus, I'm in a high traffic area - and for an IT person - especially an IT person who has to actually focus and concentrate on anything this is especially difficult. Just when I'm putting the finishing touches on some new script or Cisco project, someone walks up and needs a Blackberry configured. Or one of my colleagues needs some advice or a hand with something. I get kinda pissy sometimes.</p>
<p>Sometimes I just wish I had that office again where I could close the door and just focus on what I have to focus on. Or just space for a little while and look out the window.</p>
<p>So Charles Socci would very much like an office again someday.</p>
<p>Then there is the question of that raise.</p>
<p>Photo - 2004: my son Alex in my old office at 3 Park.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Leica]]></title>
<link>http://charlessocci.wordpress.com/?p=5</link>
<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 07:14:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>charlessocci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Years back I had a Leica M6. Besides the phenomenal lenses and &#8220;leica look&#8221; and feel, it]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Years back I had a Leica M6. Besides the phenomenal lenses and "leica look" and feel, it was ultra quiet and stealthy. It didn't scream, "HEY! LOOK AT ME... I'M TAKING PICTURES!!!!"</p>
<p>Not having the time to slave over scanning film, I'm all digital these days. But Leica has an option. I don't want to give up my loud and arrogant SLR, but Charles Socci longs to carry the sexy little Leica in his day bag once again.</p>
<p><img border="0" width="1600" src="http://www.socci.com/m8.jpg" height="992" style="width:548px;height:351px;" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A House In The Country]]></title>
<link>http://charlessocci.wordpress.com/2008/03/05/a-house-in-the-country/</link>
<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 04:44:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>charlessocci</dc:creator>
<guid>http://charlessocci.wordpress.com/2008/03/05/a-house-in-the-country/</guid>
<description><![CDATA[Mr. Socci would like a house in the country. 

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mr. Socci would like a house in the country. </p>
<p><img border="0" width="500" src="http://www.tourismresources.ie/fh/kilpatrick.jpg" height="348" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A New Car]]></title>
<link>http://charlessocci.wordpress.com/?p=3</link>
<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 04:55:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>charlessocci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Our 95 Volvo Wagon is over 200K miles. We love it, but it is time for new wheels. Mr. and Mrs. Charl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Our 95 Volvo Wagon is over 200K miles. We love it, but it is time for new wheels. Mr. and Mrs. Charles Socci would like a new car.</p>
<p><img border="0" align="middle" width="423" src="http://www.designyourvolvo.com/dyv3/assets/XC70/03_Styling/01_ext/view_two/ext2_XC70_019_000791_2008XC70AWD.jpg" height="200" /></p>
<p><img border="0" width="423" src="http://www.designyourvolvo.com/dyv3/assets/XC70/03_Styling/01_ext/view_two/ext2_XC70_466_000791_2008XC70AWD.jpg" height="200" /></p>
<p>Available through <a href="http://www.manhattanvolvo.com/">WWW.MANHATTANVOLVO.COM</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[aborto? no, grazie - la 194? sì, grazie]]></title>
<link>http://lineadombra.wordpress.com/2008/02/29/163/</link>
<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 10:13:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>ubik</dc:creator>
<guid>http://lineadombra.wordpress.com/2008/02/29/163/</guid>
<description><![CDATA[


Sollecitato da alcune discussioni con diversi amici. Sollecitato da un commento ad un mio post se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><img src="http://psg.com/~sghuter/emilio/autunno-2004/bambini-autunno.jpg" height="281" width="424" /></div>
<div style="text-align:center;"></div>
<div style="text-align:center;" align="justify">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Sollecitato da alcune discussioni con diversi amici. Sollecitato da un commento ad un mio post sento l’urgenza di scrivere quanto penso dell’aborto e della 194. Vista la battaglia culturale, ma non solo, che si sta facendo intorno a questo tipo di questioni. Secondo un’opinione molto diffusa e sostenuta con <!--more-->molta caparbietà, e non senza qualche ragione, dalle donne, un uomo non dovrebbe intromettersi oppure dovrebbe intervenire con molta cautela. Ecco, io sono di questo secondo avviso. Del resto rimango convinto che gli uomini in materia c’entrano eccome. Però dal lato peggiore. Perché non è raro imbattersi in mascalzoni che spariscono quando capiscono di trovarsi davanti ad una gravidanza che li vede, come minimo, responsabili.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Discutere di questi temi, secondo me, significa affrontarli secondo i due aspetti seguenti: la legge 194 da una parte e l’aborto dall’altra. Può apparire singolare, ma solo all’apparenza. Cerco di spiegarmi meglio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">La legge si occupa della salute e della tutela della donna, secondo valutazioni fatte all’epoca dlla stesura. L’aborto è un problema più grande e doloroso. Personalmente credo sia un errore considerarlo un diritto, come fanno i radicali. È un dramma, spesso vissuto in solitudine.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">A volte i detrattori della legge sostengono che per alcune donne non si tratti di una sofferenza, ma una forma contraccettiva “post-extremis”. Però non viene considerato che una persona che fa un tale ragionamento, forse non è neanche in grado di pensare la responsabilità e i compiti onerosi per crescere un figlio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Nel post “elettorale” sostenevo che la 194, dimezzando il numero degli aborti, è una legge “prolife” e sono stato invitato al seguente ragionamento: “gli aborti non sono dimezzati” bisognerebbe “confrontarli coi nati” per vedere “la differenza”. A questo punto ho voluto dare un’occhiata ai numeri per capire come poter mettere in relazione le due cose. Leggendo e traducendo i numeri del Ministero della Salute per gli anni 2005 e 2006 ho fatto delle scoperte interessanti: nel 2006 si registra il minimo storico da quando è stata introdotta la legge: 130.000 (!) e incrociando i dati si vede che il rapporto è di 234 aborti ogni 1000 nascite. Quindi mi rimane ancora oscura l’obiezione succitata e penso che non sia del tutto corretta l’interpretazione che ne deriva. Inoltre le ragazze sotto i vent’anni che ricorrono a questa dolorosa esperienza sono solo 7 su 1000 –tra l’altro inferiore alla media europea, con buona pace di chi sostiene l’utilizzo “contraccettivo”.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"> Però non voglio far finta di niente e devo confessare che il numero di 130000 aborti mi ha colpito. Secondo il mio punto di vista non sono pochi. E il sospetto che sono i soggetti più deboli e più esposti a incrociare tale destino viene confermato da una serie di dati: le italiane sono state 93.000 (confrontando con il 1982 sono il 60% in meno), il resto sono donne immigrate, infatti dal 10% del 1996 si è passati al 29% del 2006. il rapporto è che ogni tre donne, una è una donna immigrata. Considerando che probabilmente nel 1996 le donne immigrate erano meno numerose rispetto al 2006, dobbiamo aspettarci una crescita di questo fenomeno. Le cui ragioni sono in una serie di difficoltà di vita e non godono di garanzie e tutele. Tra le italiane le laureate sono il 6.5%, contro il 46.7% di chi è in possesso di una licenza media. È un fatto di fragilità e quindi di protezioni che vanno applicate se si vuole che quel numero (per la mia sensibilità, molto alto) scenda.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">&#160;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Parlato della legge vorrei aggiungere alcune cose riguardo la battaglia culturale in campo. Che con la legge –secondo me- non ha da spartire molto se non il fatto che legifera una materia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Tranne qualche scriteriato estremista, non penso che l’aborto sia un diritto. Ma una scelta che a volte s’impone per una gravidanza che non viene desiderata. Personalmente uso un’espressione attribuita a Pasolini (che sia chiaro: non lo amo e sono molto critico con il suo pensiero): favorevole con la testa, contrario con il cuore. Infatti mi riesce difficile accettare una scelta del genere. E mi angoscio se solo ci penso. Sarà che avrei desiderato una famiglia numerosa e che riusciremo a realizzarla.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Comunque trovo indecente le argomentazioni di Giuliano Ferrara perché –scusate la presunzione- sono fatte in malafede. E dimostra come la borghesia comunista non sia capace di evitare la cosiddetta “doppia morale”, molto in voga nella chiesa comunista. Tradotto significa: “parla come mangi” e volendo essere un pochino più raffinati: coerenza tra quello che si pensa e quello che si fa. Tra l'altro, visto che Ferrara la butta sul privato delle singole scelte di vita (come ha fatto nel caso di Napoli) allora va detto che forse (forse?) la sua foga nella battaglia antiabortista sta nel fatto che ha avuto ben 3 occasioni in cui le sue compagne hanno abortito: senso di colpa?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Comunque alle tesi di Ferrara, Socci, Binetti e compagnia bella bisognerebbe ribattere con una sola domanda per poi chiudere il discorso: se così tanto vi sta a cuore la vita, addirittura di quelli che dovranno nascere perché –vista la vostra privilegiata posizione sociale, economica e culturale- non adottate dei ragazzi grandini già orfani e indegnamente dimenticati nel limbo degli istituti? Non chiedete ad una giovane coppia di farsi carico di ciò, ma fatevi voi carico della praticità delle vostre idee. La verità è che prevale un’idea slegata dal principio di realtà e si sconfina con irruenza nella etica di principio (tanto cara ai relativisti, che loro dicono di combattere) ignorando l’etica della responsabilità. Quindi non rimane che prendere atto della messa in scena di questi avventuristi dannunziani. Dispiace solo che parte (purtroppo oggi maggioritaria) della Chiesa dia retta a questi tribuni. E il conto quando presenterà spiacevole.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Chiudo sta tiritera proponendovi due scritti “celebri”: quello del molestatore Pasolini “reazionario progressista” che scrisse contro l’aborto e di Norberto Bobbio (uno dei miei maestri: il suo “elogio della mitezza” è uno dei testi fondamentali della mia formazione). Infine consiglio la lettura di un libro di cui si sta parlando tanto e che appena finito il trasloco cercherò di leggere: Lo Spazio Bianco. Di seguito la breve e fulminante recensione di Goffredo Fofi per <a href="http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=18189" target="_blank">Internazionale</a>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><b><span class="txt16Bold">Zone di incertezza</span></b> <b></b>di Goffredo Fofi - da Internazionale 729, 31 gennaio 2008<br />
Al terzo libro, la napoletana Parrella si cimenta con il romanzo mescolando autobiografia e invenzione, con una bravura che nasce dall’ambizione di essere una vera scrittrice, in un momento in cui il romanzo è quasi solo una merce come tutte le altre.<br />
La tensione della vicenda si riverbera nella scrittura, che la potenzia, la accosta al romanzo. Maria, abbandonata dal suo amico quando gli ha detto di essere incinta, dà alla luce una bambina eccezionalmente prematura, di cui deve seguire giorno per giorno la lotta per la vita, in un ospedale napoletano non migliore né peggiore di altri.<br />
Lo "spazio bianco" è quello del ricominciare, tra una storia che si chiude (positivamente: la bambina vive ed è sana) e una nuova, dell’adulto allievo proletario di Maria alle serali che non sa come far ripartire il proprio tema-racconto. Ma è soprattutto lo spazio della zona d’incertezza segnata dai "Lei lo sa" dei medici: lei lo sa che sua figlia può morire, o nascere menomata, o normale?<br />
Il romanzo è la risposta di una scrittrice che crede nella definizione di un proprio rigoroso stile e sa coinvolgere il lettore nelle paure, nei dubbi, nelle stanchezze e ostinazioni della protagonista, ma che forse è più brava nel récit che nel romanzo e nei suoi artifizi.<br />
<b><br />
</b><b>Valeria Parrella, <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2170&#38;isbn=9788806190965">Lo spazio bianco</a></b><i><br />
Einaudi, 116 pagine, 14,80 euro </i></p>
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<p class="MsoNormal" align="justify"><span>Da Pier Paolo Pasolini </span><b><span style="font-size:11pt;color:maroon;">Il coito, l’aborto, la falsa tolleranza del potere, il conformismo dei progressisti </span></b><span>in “Scritti Corsari” Garzanti 1975 - Articolo apparso sul Corriere della sera del 19 gennaio 1975, con il titolo “Sono contro l’aborto” </span></p>
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<p class="MsoNormal" align="justify"><span></span><span style="font-size:10pt;font-family:Batang;">Io sono per gli otto referendum del partito radicale, e sarei disposto a una campagna anche immediata in loro favore. Condivido col partito radicale l’ansia della ratificazione, l’ansia cioè del dar corpo formale a realtà esistenti: che è il primo principio della democrazia. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Batang;">Sono però traumatizzato dalla legalizzazione dell’aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell’omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano – cosa comune a tutti gli uomini – io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente. Mi limito a dir questo, perché, a proposito dell’aborto, ho cose più urgenti da dire. Che la vita sia sacra è ovvio: è un principio più forte ancora che ogni principio della democrazia, ed è inutile ripeterlo. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Batang;">La prima cosa che vorrei invece dire è questa: a proposito dell’aborto, è il primo, e l’unico, caso in cui i radicali e tutti gli abortisti democratici più puri e rigorosi, si appellano alla “Realpolitik” e quindi ricorrono alla prevaricazione “cinica” dei dati di fatto e del buon senso. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Batang;">Se essi si sono posti sempre, anzitutto, e magari idealmente (com’è giusto), il problema di quali siano i “principi reali” da difendere, questa volta non l’hanno fatto. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Batang;">Ora, come essi sanno bene, non c’è un solo caso in cui i “principi reali” coincidano con quelli che la maggioranza considera propri diritti. Nel contesto democratico, si lotta, certo, per la maggioranza, ossia per l’intero consorzio civile, ma si trova che la maggioranza , nella sua sanità, ha sempre torto: perché il suo conformismo è sempre, per propria natura, brutalmente repressivo. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Batang;">Perché io considero non “reali” i principi su cui i radicali e in genere i progressisti (conformisticamente) fondano la loro lotta per la legalizzazione dell’aborto? </span><span style="font-size:10pt;font-family:Batang;">Per una serie caotica, tumultuosa e emozionante di ragioni. Io so intanto, come ho detto, che la maggioranza è già tutta, potenzialmente, per la legalizzazione dell’aborto (anche se magari nel caso di un nuovo “referendum” molti voterebbero contro, e la “vittoria” radicale sarebbe molto meno  clamorosa). L’aborto legalizzato è infatti – su questo non c’è dubbio – una enorme comodità per la maggioranza. Soprattutto perché renderebbe ancora più facile il coito – l’accoppiamento eterosessuale – a cui non ci sarebbero  più praticamente ostacoli. Ma questa libertà del coito della “coppia” così com’è concepita dalla maggioranza – questa meravigliosa permissività nei suoi riguardi – da chi è stata tacitamente voluta, tacitamente promulgata e tacitamente fatta entrare, in modo ormai irreversibile, nelle abitudini? Dal potere dei consumi, dal nuovo fascismo. Esso si è impadronito dalle esigenze di libertà, diciamo così, liberali e progressiste e, facendole sue, le ha vanificate, ha cambiato la loro natura. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Batang;">Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un’ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualità della vita del consumatore. Insomma, la falsa liberazione del benessere, ha creato una situazione altrettanto e forse più insana che quella dei tempi della povertà. Infatti: primo: risultato di una libertà sessuale &#60;relegata&#62; dal potere è una vera e propria generale nevrosi. La facilità ha creato l’ossessione; perché è una facilità &#60;indotta&#62; e imposta, derivante dal fatto che la tolleranza del potere riguarda unicamente l’esigenza sessuale espressa dal conformismo della maggioranza. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Batang;">Protegge unicamente la coppia (non solo, naturalmente, matrimoniale): la coppia ha finito dunque col diventare una condizione parossistica, anziché diventare segno di libertà e felicità (com’era nelle speranze democratiche). Secondo: tutto ciò che sessualmente è “diverso” è invece ignorato e respinto. Con una violenza pari solo a quella dei lager (nessuno ricorda mai, naturalmente, che i sessualmente diversi son finiti là dentro). È vero; a parole il nuovo potere estende la sua falsa tolleranza anche alle minoranze. Non è magari da escludere che, prima o poi, alla televisione se ne parli pubblicamente. Del resto le “élites” sono molto più tolleranti verso le minoranze sessuali che un tempo, e certo sinceramente (anche perché ciò gratifica le loro coscienze). In compenso l’enorme maggioranza (la massa: cinquanta milioni di italiani) è divenuta di una intolleranza così rozza, violenta e infame, come non è certo mai successo nella storia italiana. Si è avuto in questi anni , antropologicamente, un enorme fenomeno di abiura: il popolo italiano, insieme alla povertà, non vuole neanche più ricordare la sua “reale” tolleranza: esso, cioè, non vuole più ricordare i due fenomeni che hanno meglio caratterizzato la sua storia. Quella storia che il nuovo potere vuole finita per sempre. È questa stessa massa (pronta al ricatto, al pestaggio, al linciaggio delle minoranze) che, per decisione del potere, sta ormai passando sopra la vecchia convenzione clerico-fascista ed è disposta ad accettare la legalizzazione dell’aborto e quindi l’abolizione di ogni ostacolo nel rapporto della coppia consacrata. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Batang;">Ora, tutti, dai Radicali a Fanfani (che stavolta, precedendo abilmente Andreotti, sta gettando le basi di una sia pur prudentissima abiura teologica, in barba al Vaticano), tutti, dico, quando parlano dell’aborto, omettono di parlare di ciò che logicamente lo precede, cioè il coito. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Batang;">Omissione estremamente significativa. Il coito – con tutta la permissività del mondo – continua a restare tabù, è chiaro. Ma per quanto riguarda i radicali la cosa non si spiega certamente col tabù: essa indica invece l’omissione di un sincero, rigoroso e completo esame politico. Infatti il coito è politico. Dunque non si può parlare politicamente in concreto dell’aborto, senza considerare come politico il coito. Non si possono vedere i segni di una condizione sociale e politica nell’aborto (o nella nascita di nuovi figli ) senza veder gli stessi segni anche nel suo immediato precedente, anzi, “nella sua causa”, cioè nel coito. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Batang;">Ora il coito di oggi sta diventando, politicamente, molto diverso da quello di ieri. Il contesto politico di oggi è già quello della tolleranza (e quindi il coito è un obbligo sociale) mentre il contesto politico del matrimonio di ieri era la repressività (e quindi il coito, al di fuori del matrimonio, era scandalo). Ecco dunque un primo errore di “Realpolitik”, di compromesso col buon senso, che io ravviso nell’azione dei radicali e dei progressisti nella loro lotta per la legalizzazione dell’aborto. Essi isolano il problema dell’aborto, coi suoi specifici dati di fatto, e perciò ne danno un’ottica deformata: quella che fa loro comodo (in buonafede, su questo sarebbe folle discutere).(…)</span></p>
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<p class="MsoNormal">Intervista di Giulio Nascimbeni a <b><span style="font-size:11pt;color:maroon;">Norberto Bobbio</span></b> per il Corriere della Sera dell’8 maggio 1981.<br />
<b>Domanda</b>: "Quali diritti e quali doveri sono in conflitto?"<br />
«Innanzitutto il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere. E' lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte. Si può parlare di depenalizzazione dell'aborto, ma non si può essere moralmente indifferenti di fronte all'aborto».<br />
<b>D</b>: "Lei parlava di diritti, non di un solo diritto".<br />
«C'è anche il diritto della donna a non essere sacrificata nella cura dei figli che non vuole. E c'è un terzo diritto: quello della società. Il diritto della società in generale e anche delle società particolari a non essere superpopolate, e quindi a esercitare il controllo delle nascite».<br />
<b>D</b>: "Non le sembra che, così posto, il conflitto fra questi diritti si presenti pressoché insanabile?"<br />
«E' vero, sono diritti incompatibili. E quando ci si trova di fronte a diritti incompatibili, la scelta è sempre dolorosa».<br />
<b>D</b>: "Ma bisogna decidere".<br />
«Ho parlato di tre diritti: il primo, quello del concepito, è fondamentale; gli altri, quello della donna e quello della società, sono derivati.<br />
Inoltre, e questo per me è il punto centrale, il diritto della donna e quello della società, che vengono di solito addotti per giustificare l'aborto, possono essere soddisfatti senza ricorrere all'aborto, cioè evitando il concepimento. Una volta avvenuto il concepimento, il diritto del concepito può essere soddisfatto soltanto lasciandolo nascere».<br />
<b>D</b>: "Quali critiche muove alla legge 194?"<br />
«Al primo articolo è detto che lo Stato “garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile”. Secondo me, questo diritto ha ragione d'essere soltanto se si afferma e si accetta il dovere di un rapporto sessuale cosciente e responsabile, cioè tra persone consapevoli delle conseguenze del loro atto e pronte ad assumersi gli obblighi che ne derivano. Rinviare la soluzione a concepimento avvenuto, cioè quando le conseguenze che si potevano evitare non sono state evitate, questo mi pare non andare al fondo del problema. Tanto è vero che, nello stesso primo articolo della 194, è scritto subito dopo che l'interruzione della gravidanza non è mezzo per il controllo delle nascite».<br />
<b>D</b>: "E se, abrogando la legge 194, si tornasse ai "cucchiai d'oro", alle "mammane", ai drammi e alle ingiustizie dell'aborto clandestino? L'aborto è una triste realtà, non si può negarla".<br />
«Il fatto che l'aborto sia diffuso, è un argomento debolissimo dal punto di vista giuridico e morale. E mi stupisce che venga addotto con tanta frequenza. Gli uomini sono come sono: ma la morale e il diritto esistono per questo. Il furto d'auto, ad esempio, è diffuso, quasi impunito: ma questo legittima il furto? Si può al massimo sostenere che siccome l'aborto è diffuso e incontrollabile, lo Stato lo tollera e cerca di regolarlo per limitarne la dannosità. Da questo punto di vista, se la legge 194 fosse bene applicata, potrebbe essere accolta come una legge che risolve un problema umanamente e socialmente rilevante».<br />
<b>D</b>: "Esistono azioni moralmente illecite ma che non sono considerate illegittime?"<br />
«Certamente. Cito il rapporto sessuale nelle sue varie forme, il tradimento tra coniugi, la stessa prostituzione. Mi consenta di ricordare il 'Saggio sulla libertà' di Stuart Mill. Sono parole scritte centotrent'anni fa, ma attualissime. Il diritto, secondo Stuart Mill, si deve preoccupare delle azioni che recano danno alla società: 'il bene dell'individuo, sia esso fisico o morale, non è una giustificazione sufficiente' ».<br />
<b>D</b>: "Questo può valere anche nel caso dell'aborto?"<br />
«Dice ancora Stuart Mill: 'Su se stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l'individuo è sovrano'. Adesso le femministe dicono: 'Il corpo è mio e lo gestisco io'. Sembrerebbe una perfetta applicazione di questo principio.<br />
Io, invece, dico che è aberrante farvi rientrare l'aborto. L'individuo è uno, singolo. Nel caso dell'aborto c'è un 'altro' nel corpo della donna.<br />
Il suicida dispone della sua singola vita. Con l'aborto si dispone di una vita altrui».<br />
<b>D</b>: "Tutta la sua lunga attività, professor Bobbio, i suoi libri, il suo insegnamento sono la testimonianza di uno spirito fermamente laico. Immagina che ci sarà sorpresa nel mondo laico per queste sue dichiarazioni?"<br />
«Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il “non uccidere”. E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai credenti il privilegio e l'onore di affermare che non si deve uccidere».</p>
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]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Messa in latino, sì o no... E se facessimo a meno del "consiglio"?]]></title>
<link>http://cristianita.wordpress.com/2007/11/18/messa-in-latino-si-o-no-e-se-ne-facessimo-a-meno/</link>
<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 15:26:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>carbone</dc:creator>
<guid>http://cristianita.wordpress.com/2007/11/18/messa-in-latino-si-o-no-e-se-ne-facessimo-a-meno/</guid>
<description><![CDATA[Pochi giorni fa il segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa il segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti ha dichiarato che vi è una specie di boicottaggio e obiezione di coscienza contro l'uso del latino durante la liturgia.<br />
L'idea di un "boicottaggio" non è nuova, anzi il polemista Antonio Socci (vedi <a href="http://www.corrispondenzaromana.it/articoli/20/1/Chiesa-Cattolica/Ma-l-obiettivo-%C3%A8-il-Papa%E2%80%A6.html" target="_blank">link</a>) aveva già espresso l'ipotesi che il vero bersaglio di tale azione contraria sia in verità Papa Raztinger. In questo Socci non si smentisce mai e pretende di superare il discernimento e lo Spirito Santo nel prefigurare le intenzioni altrui, ma tant'è.<br />
Riteniamo che l'osservanza letterale delle disposizioni - peraltro opzionali, non necessariamente obbligatorie - sia un'offesa alla libera coscienza del cristiano, anche sacerdote, che voglia invece proporre di vivere il Vangelo nella vita quotidiana e vera.<br />
<em>Spesso si confonde la fede e il desiderio di sacralità con osservanza esteriore di una qualche disposizione, come se il Signore avesse bisogno proprio di questo. Sarà davvero così?</em></p>
<p><span class="testoArticolo">Neanche il Papa (cfr. <a href="http://212.77.1.245/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/january/documents/hf_ben-xvi_spe_20060112_neocatecumenali_it.html" target="_blank" title="Richiamo all'obbedienza">discorso completo di Benedetto XVI ai neocatecumenali</a>, il 12 gennaio 2006) può imporre il bavaglio allo Spirito e alla coscienza. Cristiani si è anche eventualmente </span>contravvenendo al Papa, cui non si deve obbedienza se palesemente in contrasto con lo Spirito.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Orlando Fedeli: O Concílio Vaticano II foi uma conspiração maçônica]]></title>
<link>http://luterofedeli.wordpress.com/2007/08/11/20/</link>
<pubDate>Sat, 11 Aug 2007 20:50:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>andrevirocha</dc:creator>
<guid>http://luterofedeli.wordpress.com/2007/08/11/20/</guid>
<description><![CDATA[A matéria aqui estampada foi copiada diretamente da “web-page” de Orlando Fedeli. As fontes est]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;">A matéria aqui estampada foi copiada diretamente da “web-page” de Orlando Fedeli. As fontes estão indicadas no fim. Apenas trocar as letras XXXX pela palavra “montfort”.</h2>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>O CONCÍLIO VATICANO II TEM SABOR DE HERESIA E NÃO PODE SER ACEITO</strong></span></p>
<p>Orlando Fedeli: “Bento XVI, no discurso em pauta, demonstrou exatamente isso, que os textos do Vaticano II são susceptíveis de uma dupla interpretação: uma primeira interpretação mais evidente—a do espírito do Concílio, que Bento XVI condena como arriscando fazer ruptura com a doutrina católica –e uma segunda interpretação, a da letra do Vaticano II, que só seria harmônica com a doutrina católica de sempre, e que só se pode alcançar—o Papa o reconhece-- com uma mais profunda e laboriosa interpretação.</p>
<p>Logo, a própria exposição de Bento XVI deixa patente que os textos do Vaticano II podem ser classificados como tendo sapiens heresim, com sabor de heresia, e que, portanto, são condenáveis.</p>
<p>Portanto, os textos do Vaticano II tendo sabor de heresia, e que, por isso mesmo, eles não podem ser aceitos.</p>
<p>Essa conclusão é inevitável.”[1]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">É UMA GRAÇA DE DEUS VER OS ERROS DO CONCÍLIO VATICANO II</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “Graças a Deus você viu e compreendeu bem os erros do Concílio Vaticano II e do ecumenismo. A cada dia que passa, um número crescente de católicos se dá conta dos males acarretados pelo pastoral Vaticano II, que mais favoreceu os lobos do que as ovelhas.</p>
<p>Você comentou bem a contradição do Cardeal Kasper, esse Cardeal que não crê na Ressurreição de Cristo, mas acredita nas parlapatices de suas conversas ecumênicas com hereges de todos os tipos. Até o Cardeal Kasper já não pode negaro fracasso do ecumenismo.”[2]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">O VATICANO II É A CAUSA DO AUMENTO DAS SEITAS</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “Uma segunda causa do êxodo de católicos para igrejolas protestantes e pentecostais foi o ecumenismo do Concílio Vaticano II. Se todas as religiões podem salvar, por que ficar na Igreja Católica que -- quand même -- exige determinadas coisas que as igrejolas não exigem?”[3]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">A COLEGIALIDADE DO VATICANO II CAUSA DE MUITAS APOSTASIAS</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “Uma terceira causa da dispersão das ovelhas fiéis foi a Colegialidade pregada pelo Concílio Vaticano II e aplicada diligentemente, após esse Concílio. Pela Colegialidade, os Bispos se consideram, agora, independentes do Papa. Eles julgam chefiar igrejas autônomas.”[4]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">A NOVA IGREJA CONCILIAR É DEMOCRÁTICA E RELATIVISTA.</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “A Colegialidade foi um golpe no poder papal. Os Bispos "obedecem" ao Papa quando concordam com ele. E nem ligam para o Papa, ou o desafiam, quando discordam dele. Veja, Doutor, o decreto que mandou recolocar os confessionários com grades, na igrejas. Quase ninguém o obedeceu. Veja o desconhecimento e a desobediência sistemática dos Bispos e Padres ao documento papal Redemptionis Sacramentum coibindo os abusos na Missa. Ninguém toma conhecimento dele, e mantém os abusos que quer.</p>
<p>“Ainda agora, no fim do ano, o Bispo de Corumbá promoveu cerimônia católica-umbandista escandalosa.</p>
<p>“A Colegialidade democratizou a Igreja. A Nova Igreja Conciliar é democrática. É relativista. Hoje, cada um faz o que quer, na igreja conciliar. Ninguém manda. Sobretudo, ninguém obedece. A Igreja parece que virou república. A Colegialidade feriu o Pastor Supremo -- o Papa -- e as ovelhas se dispersaram.”[5]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">DEUS SALVARÁ A IGREJA DA VERBORRÉIA MODERNISTA DO CONCÍLIO</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “Até que Deus fale uma só palavra e a Igreja será salva da verborréia modernista aprendida no Vaticano II.”[6]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">QUANDO SEJA CONDENADO O ECUMENISMO MODERNISTA DO CONCÍLIO VATICANO II AS MULTIDÕES VÃO RETORNAR À IGREJA</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “No site Montfort não há textos do Concílio Vaticano II. Há críticas. O Vaticano II foi o responsável maior pela imensa crise da Igreja em nossos dias. Ele foi um Concílio apenas pastoral, sem pretensão de ensinar nenhum dogma, e cujos conselhos pastotais só trouxeram confusão. O modernista Jean Guitton reconheceu que o Vaticano II ensinou aquilo que São Pio X condenara na encíclica Pascendi contra o Modernismo.”</p>
<p>“Falta condenar os erros modernistas do Concílio Vaticano II, inclusive a Unitatis Redintegratio.</p>
<p>“No dia em que o ecumenismo modernista do Vaticano II for condenado, haverá o retorno de multidões à Igreja Católica.”[7]</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>O CONCÍLIO VATICANO II É O RESPONSÁVEL PELAS HERESIAS DO CLERO PROGRESSISTA</strong></span></p>
<p>Orlando Fedeli: “Sem dúvida, foi o Concílio Vaticano II o responsável pela crise catastrófica existente hoje entre os católicos. Esse Concílio pastoral e não infalível, permitiu a introdução de muitos erros modernistas na Igreja.</p>
<p>“Por exemplo, as heresias ensinadas no tal curso de teologia no CEFAP - Centro de Formação de Agentes de Pastoral, que dizem que Jesus não está presente na hóstia consagrada é um fruto típico da nova Teologia adotada pelo clero progressista. E quantos padres não rezam a Missa sem acreditar na presença real de Cristo na Hóstia?!”[8]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">O CONCÍLIO VATICANO II SE FEZ DE SURDO DIANTE DOS MÁRTIRES DO COMUNISMO</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “O Papa João XXIII -- que foi modernista -- mandou assinar um acordo, em Metz, no ano de 1962, com o PC da URSS. Por esse acordo, a URSS permitiria que alguns representantes dos cismáticos russos estivessem presentes no Vaticano II como "observadores". A igreja se comprometeria, por seu lado, a não condenar, no Vaticano II, o comunismo, o marxismo, e até que nem se citaria a URSS.</p>
<p>O acordo foi assinado pelo Cardeal Tisserand, como representante da Igreja, e pelo Arcebispo Nikodin, coronel da KGB, representando a URSS. Nikodin foi o mesmo que iria morrer muito misteriosamente, na presença de João Paulo I, que, por sua vez, morreria 18 dias depois também de modo muito misterioso.</p>
<p>Resultado dos acordos de Metz: o Concílio Vaticano II foi o único Concílio, nos 2.000 anos da Igreja, que se comprometeu a não condenar a heresia mais viva de seu tempo, e a heresia mais nefasta, e a maior inimiga da Igreja, em toda a sua História.”</p>
<p>O Vaticano II se calou diante do Comunismo.</p>
<p>O Vaticano II não condenou a URSS e o marxismo.</p>
<p>O Vaticano II se fez de surdo para não ouvir o clamor dos mártires do Comunismo Internacional. Mas, o sangue desses mártires clama por justiça, diante de Deus, contra os eclesiásticos cúmplices silenciosos dos crimes do socialismo soviético.[9]</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>O VATICANO II AMORDAÇOU A VERDADE PREGANDO OS ENSINAMENTOS ERRÔNEOS DO ECUMENISMO.</strong></span></p>
<p>Orlando Fedeli: “O que se nota é um amordaçamento da verdade católica e a proclamação audaciosa da mentira e da liberdade para o mal.</p>
<p>“Esse amordaçamento da verdade provém do relativismo ecumênico do Concílio Vaticano II.</p>
<p>“Na Gaudium et Spes, se declarou, de modo absurdo, que existe no homem "uma semente divina" (Concílio Vaticano II, Gaudium et Spes, no. 3).   Ora se essa tal semente existe no homem, Deus não poderia mandar ninguém para o inferno, pois estaria condenando algo de Si mesmo. Dai a crença absurda da salvação universal. Todos os homens, pertençam eles a religião que for, já estariam salvos. Todas as religiões salvariam, como se ensinou erradamente no Vaticano II. Daí o ecumenismo.”[10]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">O SEGREDO DE FÁTIMA FALA DA CATÁSTROFE DO CONCÍLIO</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “Temos o prazer de publicar um trecho do livro “Il Quarto Segretto” de Antonio Socci, tratando do Terceiro Segredo de Fátima, escamoteado – ao que se diz -- pelo Cardeal Sodano, Segredo posto em paralelo com os sonhos de Dom Bosco.<br />
O site Montfort já publicou análise semelhante, que agora, de certo modo, recebe aval da análise feita por esse renomado autor, que esteve em polêmica recente com o próprio Cardeal Bertone, a respeito da não publicação completa do terceiro segredo de Fátima pelo Vaticano.</p>
<p>A recente liberação da Missa de sempre feita pelo Motu Proprio do Papa Bento XVI, parece apontar para um novo passo em relação a Nossa Senhora: a publicação da íntegra do Terceiro Segredo de Fátima, que – ao que consta --, prevenia contra a convocação do Concílio e contra a mudança da Missa, coisas que João XXIII e Paulo VI não atenderam.</p>
<p>Vejam-se hoje os resultados catastróficos...</p>
<p>Fumaça de Satanás, apostasia geral, auto demolição da Igreja”[11]</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>MARXISMO DE SACRISTIA E EMOCIONALISMO IRRACIONAL DELIRANTE, FRUTOS DO CONCÍLIO VATICANO II</strong></span></p>
<p>Orlando Fedeli: “De modo geral, depois do Concilio, se pregou ou um marxiasmo de sacristia, ou o emocionalismo irracional delirante da RCC.”[12]</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>O CONCÍLIO PROVOCOU A ENTRADA DA FUMAÇA DE SATANÁS NA IGREJA E A DEMOLIÇÃO DELA PELOS MAUS PADRES</strong></span></p>
<p>Orlando Fedeli: “E quando voltará a pregá-la destemidamente?   Creio que só quando ficar patente, e de novo oficialmente declarado, que o Concílio Vaticano II não foi infalível, pelo contrário, que ele foi um Concílio não só falível, mas que, infelizmente, ensinou erros bem graves, que causaram a espantosa crise que a Igreja Católica está atravessando desde o fim do Concílio, quando a fumaça de Satanás entrou no Templo de Deus, provocando a auto demolição da Igreja através dos maus padres.”</p>
<p>“Se o "espírito do Vaticano II" é reprovado, e se sua letra é criticavel, que sobra do Vaticano II?”[13]</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>A IGREJA AGGIORNATA DO VATICANO II É UMA IGREJA DESCARTÁVEL</strong></span></p>
<p>Orlando Fedeli: “A Igreja Nova do Vaticano II, sendo aggiornata, seria, de fato, uma Igreja descartável.  Para que então aderir a uma igreja de hoje, se amanhã ela estará superada, e deverá ser aggiornata de novo?”</p>
<p>“A Igreja aggiornata parece com a meteorologia: está sempre mudando.”[14]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">O VATICANO II: DEMOLIÇÃO, REVOLTAS, DIVISÕES, PROFANAÇÕES E APOSTASIAS</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “O Vaticano II só trouxe auto demolição, revoltas, divisões, profanações e apostasias, como nunca houve na Igreja e no clero.  O Vaticano II permitiu que a fumaça de satanás entrasse no templo de Deus. Foi Paulo VI quem confessou isto.  Onde estão os colégios católicos? Onde estão os conventos e as vocações? Onde estão os seminários repletos?”</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>O VATICANO II TEVE ERROS QUE TROUXERAM UMA CATÁSTROFE PARA A IGREJA E PARA O MUNDO</strong><br />
</span>Orlando Fedeli:  “Padre, não há conciliação entre a verdade e a heresia, entre a verdade e o erro, entre o bem e o mal. O Vaticano II teve erros que trouxeram uma catástrofe para a Igreja e para o mundo.”[15]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">A FORÇA DESTRUTIVA DO CONCÍLIO É A SUA LINGUAGEM DUPLA, ESCORREGADIA, ENGANADORA</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “Aliás, deveria agradecer a Padre Libânio a exposição escancarada que ele faz da heresia eclesiológica nascida do Concílio Vaticano II.”</p>
<p>“Que vantagem um modernista confessar isso: que o Vaticano II teve língua dupla. E confessar isso por escrito!</p>
<p>“E saber que na Sagrada Escritura se lê: “Denotatio pessima super bilinguem” [Fama péssima cai sobre a língua dupla”] (Eccli, V, 17).</p>
<p>“Porque a força destrutiva do Concílio Vaticano II é a sua linguagem dupla, polissêmica, enganadora, que ilude olhos que não querem ver, isto é, olhos de carolas de sacristia, olhos de padres que detestam combater, e que se escondem atrás das trincheiras de brumas da linguagem escorregadia do Vaticano II, arranjando desculpas para toda "jogada" modernista...</p>
<p>E protestam clamando na internet: “que o Vaticano II seja isso, não posso aceitar. Como 2.000 Bispos poderiam errar?”.</p>
<p>“É essa linguagem ambígua – dupla – dos textos do Concílio que permite a sua dupla leitura: a famosa leitura do "espírito do Concilio" condenada por Bento XVI, e a leitura da letra. Se não existisse essa letra ambígua, essa língua dupla nos textos do Vaticano II, seria impossível a leitura segundo o chamado “Espírito do Concílio”. Portanto, condenável é a letra do Vaticano II, que permite a existência desse espírito herético do Vaticano II. Não haveria uma hermenêutica de ruptura, se não existisse a letra que abre a brecha para a hermenêutica de ruptura. Baseando-se e citando os textos bífidos, duplos, do Vaticano II, os seguidores do “Espírito do Vaticano II” podem atacar e destruir o que desejam na Igreja, enquanto os defensores da letra tentam apenas dizer que a interpretação deles está errada. Mas, sustentando a letra, permitem que os radicais continuem sua obra de destruição. São os próprios textos do Vaticano II que são maus por sua duplicidade de entendimento.</p>
<p>Se o espírito do Vaticano II já foi condenado, que condenação não recairá sobre a letra? Pois Cristo disse que é a letra a que mata.”[16]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">A NOVA IGREJA IGUALITÁRIA DO VATICANO II É FUNDADA SOBRE A FUMAÇA DE SATANÁS E VISA DESTRUIR A IGREJA DE SEMPRE</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “Você -- meu caro "Católico Indignado" -- mostra bem que o modelo de Igreja igualitária proposto pelo herege Padre Libânio visa destruir a Igreja Católica Apostólica Romana, substituindo-a por outra, nascida do Concílio Vaticano II. Porque, como dizia Napoleão, só está destruído o que é substituído. Assim a Nova Missa substituiu a Missa de sempre para destruí-la. E a doutrina nova do Vaticano II recusou usar a terminologia escolástica substituindo-a pelo esdrúxulo linguajar da filosofia moderna, para destruir a doutrina católica. A Nova Igreja -- com nova doutrina, nova terminologia, nova Teologia, visa destruir a Igreja de sempre. É essa nova terminologia dessa nova Teologia que introduziram na Igreja a fumaça de Satanás, da qual foi constituída a Nova Igreja Conciliar do Vaticano II.</p>
<p>“A Igreja Católica foi fundada por Cristo sobre a pedra da infalibilidade papal. Essa Nova Igreja igualitária do Vaticano II, tal como é exposta e defendida por Padre Libânio, é fundada sobre a fumaça de Satanás. Ela perecerá.”[17]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">IGREJA IGUALITÁRIA, SOVIÉTICA, SATÂNICA: A IGREJA DO VATICANO II</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “A Igreja de Padre Libânio, a Nova Igreja do Vaticano II, é uma seita herética modernista, igualitária, que não é Una, nem Santa, nem Católica, nem Apostólica. É um Soviet. A Igreja Soviética dos "Teólogos" da Escravidão, nascida do Concílio Vaticano II, devia ser chamada Igreja Igualitária, Soviética, Satânica.”[18]</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>O “POVO DE DEUS”: A NOVA IGREJA NASCIDA DO CONCÍLIO</strong></span></p>
<p>Orlando Fedeli: “O Vaticano II criou uma Nova Igreja: a Igreja do POVO DE DEUS, que é hegelianamente oposta à Igreja Católica Apostólica Romana, fundada por Cristo, sobre Pedro.Duas Igrejas metafísica e teologicamente opostas como tese e antítese. Quem é católico não pode aceitar essa Nova Igreja igualitária, comunitária -- soviética — anti-Papal, anti-Romana proposta por Padre J.B. Libânio, com base no Vaticano II.”</p>
<p>“Padre Libânio demonstra que enquanto a Igreja Católica - a Igreja de sempre - era Papal, monárquica, a Nova Igreja conciliar é Colegial. Enquanto a Igreja Católica Apostólica Romana é hierárquica, a Nova Igreja Conciliar é democrática, niveladora e igualitária. É laical. Enquanto a Igreja Católica Apostólica Romana veio do alto, dos Céus, fundada por Cristo, a Nova Igreja Conciliar vem das bases, do Povo, e por isso ela foi chamada de Igreja Povo de Deus.”[19]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">A NOVA IGREJA CONCILIAR É LAXISTA, TUDO PERMITE</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “A Nova Igreja Conciliar é laxista na moral, tudo permitindo, e quer serr apenas filantrópica, proclamando-se a Igreja do Amor, entendido como fazer apenas o bem material.”[20]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">A IGREJA CONCILIAR FABRICOU UMA LITURGIA SACRÍLEGA</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “A Igreja Católica Apostólica Romana tem uma liturgia divina imutável em sua essência, que renova o Sacrifício do Calvário. A Nova Igreja Conciliar fabricou uma liturgia sacrílega que se tornou um show, por vezes clownesco, no qual ela comemora a salvação universal.”[21]</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>A IGREJA CONCILIAR É CONTRA O SANTÍSSIMO SACRAMENTO, CONTRA O CELIBATO, CONTRA DEUS, UIVA RITMOS SELVAGENS, VAI À PRAIA E TOMA CERVEJA EM BARES E BOATES</strong></span></p>
<p>Orlando Fedeli: “A Igreja Católica Apostólica Romana tem seu coração no Santíssimo Sacramento, onde Jesus Cristo, Deus e Homem, está realmente presente com seu Corpo, Sangue, Alma e Divindade.</p>
<p>“A Nova Igreja Conciliar declara pela boca de certos teólogos que “é preciso tirar o Faraó que está no sacrário” (Padre Maurice Zundel), ou “esquecer o Deus de Belém” (Padre José Bedin), ou se declara “atéia daquele Velho barbudo que mora lá em cima” (Ex Frei Boff).</p>
<p>“A Igreja Católica Apostólica Romana eleva a Deus o canto gregoriano.</p>
<p>“A Nova Igreja Conciliar uiva, urra, desafina e rebola, em ritmos selvagens.</p>
<p>“A Igreja Católica Apostólica Romana tem por sinal a Cruz de Cristo, reza, jejua, é ascética e penitente.</p>
<p>A Nova Igreja Conciliar é contra o celibato, promove “cristotecas” vai à praia e toma cerveja em bares e boates.[22]</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">OS “AVANCES” DA IGREJA CONCILIAR: APOSTASIAS EM  MASSA NO CLERO E NOS FIÉIS</span></strong></p>
<p>Orlando Fedeli: “A Igreja, depois do Vaticano II, avançou em direção a que, Padre?</p>
<p>Em direção à apostasia, em número de padres que largaram a batina e a vida sacerdotal?</p>
<p>Avançou em número de freiras que abandonaram os conventos?</p>
<p>Avançou em número de fiéis que passaram para o protestantismo?</p>
<p>Avançou em número de igrejas fechadas? Em ausência dos fiéis nas Missas dominicais?</p>
<p>"Igreja avançada" que significa, para o senhor?</p>
<p>Por acaso, o senhor julga que os novos padres avançaram em saber teológico?</p>
<p>Não é o que se vê nos sermões...</p>
<p>Não é o que se vê nos manifestos da CNBB...</p>
<p>Não é o que se vê nos folhetos dominicais.</p>
<p>Não é o que se vê nos estudos teológicos publicados nas livrarias ditas católicas, as quais expõem mais livros de yoga, budismo, espiritismo, auto-ajuda, e tantas outras fábulas inventadas pelo diabo.</p>
<p>Aliás, os padres pós Vaticano II aposentaram o diabo, e esfriaram o inferno com ventiladores modernistas "anti mito"...</p>
<p>Por acaso o avanço foi em número de escândalos homossexuais e pederastas, como agora, digamos,... nos Estados Unidos?</p>
<p>E por que o senhor considera que a nova Igreja pós conciliar é "quente"?</p>
<p>Será que é pela cuíca, reco-reco, e rock and roll na Missa?”[23]</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>A PASTORALIDADE FOI  O CAVALO DE TRÓIA DO CONCÍLIO</strong></span></p>
<p>Orlando Fedeli: “O Concílio Vaticano II não foi infalível. Muito pelo contrário, porque além de ambiguidades propositais, a própria "pastoralidade" foi o cavalo de Tróia, usado conscientemente, para introduzir na Igreja doutrinas nada ortodoxas.”[24]</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>A “PASTORALIDADE” DO CONCÍLIO SERVE PARA MODERNISTAS E CONSERVADORES</strong></span></p>
<p>Orlando Fedeli: “Assim funciona a elástica pastoralidade do Cavalo de Tróia conciliar:</p>
<p>a) Distinguem-se vários sentidos de uma mesma palavra;</p>
<p>b) Passa-se, depois, conforme for conveniente, de um sentido estrito para um sentido amplo, e vice-versa.</p>
<p>Com esse modo elástico de usar as palavras se pode ir desde um modernismo “light”, ou “diet”, para católicos conservadores, como o que é ensinado por Dom Estevão para os leitores perplexos de Pergunte e Responderemos, até o modernismo radical da Teologia da Libertação do ex frei Boff e do semi frei-Betto.</p>
<p>Dom Estevão Bettencourt, acariciando o pastoral Cavalo de Tróia do Vaticano II e procurando justificar seus erros, distinguindo sentidos estritos e amplos na ambígua e obscura terminologia do Vaticano II, lentamente prepara os seus leitores para aceitarem, se eles forem lógicos, a interpretação mais ampla da Teologia da Libertação de Frei Boff.</p>
<p>Por que, afinal, dever-se-ia aceitar a interpretação estrita ou a interpretação ampla dos termos ambíguos do Vaticano II? Quando valeria um sentido ou o outro? Quando vale a letra, e quando vale o espírito do Vaticano II?”[25]</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>ANÁLISE DOS ERROS MODERNISTAS PRESENTES NO CONCÍLIO VATICANO II</strong></span></p>
<p>Orlando Fedeli: “À guisa de conclusão, permita-me fazer um pequeno esquema que pode ajudar a compreender o nexo dos erros do Modernismo, muitos deles expressos nos textos do  Vaticano II, e outros, ainda que não literalmente expressos, servindo apenas para concatenação lógica entre eles.</p>
<p>1 – O erro fundamental: a existência de uma semente divina no homem</p>
<p>Salvo melhor juízo, considero que o erro fundamental do Vaticano II, erro do qual nascem, como de uma raiz, todos os demais erros desse Concílio pastoral é a afirmação da Gaudium et Spes de que Deus colocou uma semente divina no homem:</p>
<p>“Por isso, proclamamos a  vocação altíssima do homem e afirmamos  existir nele uma semente divina, o Sacrossanto Concílio oferece ao gênero humano a colaboração sincera da Igreja para o estabelecimento de uma fraternidade universal que corresponda a esta vocação” (Concílio Vaticano II, Constituição Dogmática Gaudium et Spes, n* 3. O destaque é meu).</p>
<p>Essa afirmação da Gaudium et Spes é contrária à doutrina católica defendendo uma tese tipicamente  gnóstica.</p>
<p>Se alguma semente existe no homem é a do pecado. Pois está dito nos Salmos:</p>
<p>“Eis que fui concebido em iniqüidade, e minha mãe me concebeu no pecado”(Sl. L, 7).</p>
<p>Todo homem nasce com o pecado original, que causa uma grande desordem em sua natureza. O homem não tem semente divina em si. O texto da Gaudium et Spes discrepa diametralmente de tudo o que a Igreja sempre ensinou sobre o homem.</p>
<p>Além disto convém lembrar o que o mesmo  Nosso Senhor Jesus Cristo nos ensinou:</p>
<p>“Ouvi-me todos e entendei: Não há coisa  fora do homem que, entrando nele, o possa manchar, mas são as que saem do homem,essas são as que tornam o homem impuro. Se alguém tem ouvidos para ouvir , ouça”( Mc., VII, 15).</p>
<p>Portanto, o mal provém do interior do homem.</p>
<p>Logo, não há nele semente divina.</p>
<p>Quem tiver ouvidos para ouvir, ouça.</p>
<p>E não se nos venha dizer que essa semente divina no homem deve ser entendida como a graça santificante, porque esta nos é dada com o Batismo, e só os batizados a possuem, enquanto o texto da Gaudium et Spes atribui a existência de uma semente divina a todo homem.</p>
<p>Essa semente divina no homem seria o Cristo pmeumático, distinto do Jesus Cristo histórico. O homem Jesus teria sido apenas um homem extraordinário, que teria tido uma experiência interior com a semente divina existente nele—o Cristo--, como em qualquer outro homem. Ele teria sido apenas um primeiro homem a alcançar a auto-divinização pelo conhecimento da divindade imanente nele.  Daí, alguns o chamarem de O Cristo. Noutras confissões religiosas  essa semente divina poderia ser denominada Buda, Allah, Brahman, ou qualquer outro nome que seja.</p>
<p>Claro que disso nascem o ecumenismo e o indiferentismo religioso.</p>
<p>Como disso nasce também, depois de quarenta anos do Concílio, a Ditadura do Relativismo de que falou com tanta razão o Cardeal Ratzinger, em seu sermão, na Missa de abertura do Conclave, que o elegeu Papa Bento XVI.</p>
<p>Alguém poderia argumentar contra nós, citando a I Epístola de São João onde se lê:</p>
<p>“Todo o que nasce de Deus, não comete pecado, porque a semente de Deus permanece nele, e não pode pecar porque nasceu de Deus. Nisto se distinguem os filhos de Deus dos filhos do demônio” (Jo. I Epist., I, 9-10).</p>
<p>Repare o paciente leitor que São João diz: “Todo o que nasce de Deus” é que tem a “semente divina”. São João afirma que só tem a semente divina quem nasce de Deus. Enquanto que o Vaticano II afirma que todo homem tem essa semente divina.</p>
<p>São João afirma que o homem batizado, que “nasceu de Deus”, que “nasceu da água e do Espírito”, isto é, o homem batizado e elevado à ordem sobrenatural é que tem a “semente de Deus”, isto é a graça de Deus.</p>
<p>Por isso, como já citamos, São João diz no Evangelho:</p>
<p>“Mas a todos os que o receberam deu o poder de se tornarem filhos de Deus, aos que crêem em seu nome, os quais não nasceram do sangue, nem da vontade da carne, nem da vontade do homem, mas de Deus” (Jo. I, 12-13).</p>
<p>O Vaticano II afirma que o homem, naturalmente tomado, tem a semente de Deus. O que identifica a ordem natural e a ordem sobrenatural que era um dos erros da gnose Modernista, condenada por São Pio X na Pascendi.</p>
<p>Para o Vaticano II, todo homem, mesmo o que “nasce do sangue e da vontade da carne” e da “vontade do homem” tem a tal semente divina.</p>
<p>O que diz o Vaticano II é o contrário do que diz São João em sua Epístola, e no seu Evangelho.</p>
<p>Aí vai a explanação de Santo Agostinho sobre a semente de Deus, da qual fala São João em sua Primeira Epístola:</p>
<p>“‘Todo o que é nascido de Deus, não comete o pecado, porque a semente de Deus permanece nele’. A ‘semente’ de Deus significa a palavra de Deus [Semen Dei, id est, verbum Dei], donde o Apóstolo dizer: ‘Fui eu que vos gerei em Jesus Cristo por meio do Evangelho’ (1 Cor 4, 15). ‘E não pode pecar, porque nasceu de Deus’.” (Santo Agostinho, Tractatus in Iohannis epistulam ad Parthos, Quinta Homilia, Nº 7).</p>
<p>Para o Doutor da Graça, como se vê, a “semente divina” seria o Evangelho enquanto meio pelo qual os fiéis são gerados em Cristo. Portanto, trata-se novamente do princípio da vida sobrenatural nos batizados. E não de algo que existiria em todos os homens, como quer o Vaticano II.</p>
<p>Vejamos também o Comentário da Bíblia da Universidade de Navarra a 1 Jo 3, 6-9, que citamos, apesar de sua extensão, em razão de sua extrema relevância para essa questão, lembra que:</p>
<p>“Para entender bem as afirmações de São João, convém recordar a sua batalha doutrinal contra os falsos mestres – os gnósticos –: estes pretendiam enganar os fiéis (v. 7), aduzindo um conhecimento especial de Deus (gnosis), que os situava por cima do bem e do mal, de maneira que o considerado pela Igreja como pecado, era para eles indiferente e incapaz de lhes arrebatar a sua pretendida união com Deus.</p>
<p>“Perante estes hereges, o Apóstolo faz-se eco das palavras do Senhor: ‘Pelos frutos se conhece a árvore’ (Mt 12,33). Assim, o verdadeiro cristão é conhecido pelas obras de justiça (v. 7), ou seja, pelo cumprimento dos mandamentos divinos, levando uma vida de santidade. Por isso são incompatíveis com o pecado as qualidades que definem a existência cristã: a filiação divina – ‘quem nasceu de Deus’ (v. 9) –, a união vital com Cristo – ‘quem permanece nEle’ (v. 6) –, a graça santificante junto com as virtudes infusas e os dons do Espírito Santo – tal parece ser o sentido da expressão "germe divino" (v. 9). Deste modo se entende como ‘quem permanece nEle (Cristo) não peca’ (v. 6).</p>
<p>“Mais ainda, enquanto ‘o germe divino permanece nele... não pode pecar’ (v. 9). É evidente que São João não pretende afirmar que o cristão seja impecável; ao começo da carta tinha dito: ‘Se dissermos que não temos pecados, enganamo-nos a nós próprios’ (1,8). O que quer deixar claro é que ninguém pode justificar o seu próprio pecado sob o subterfúgio de se proclamar filho de Deus; a justiça dos filhos de Deus reflete-se nas suas obras, enquanto ‘o que peca, esse é do Diabo’ (v. 8), visto que pelo próprio pecado rompeu com Deus e submeteu-se à escravidão do Demônio.</p>
<p>“A antiga heresia voltou a brotar, de alguma maneira, na nossa época: há quem afirme que a transgressão dos mandamentos divinos, mesmo em matéria grave, não rompe a união com Deus, enquanto se mantenha a ‘opção fundamental’ por Ele. Contra este erro, o Magistério da Igreja recorda que ‘se deverá evitar reduzir o pecado mortal a um ato de "opção fundamental" – como hoje se costuma dizer – contra Deus, entendendo com isso um desprezo explícito  e formal de Deus ou do próximo. Comete-se, com efeito, um pecado mortal também, quando o homem, sabendo e querendo, escolhe, por qualquer razão, algo gravemente desordenado. Com efeito, nesta escolha está já incluído um desprezo do preceito divino, uma rejeição do amor de Deus para com a humanidade e para com toda a criação: o homem afasta-se de Deus e perde a caridade’ (João Paulo II, Reconciliatio et Paenitentia, nº 17).” (Bíblia Sagrada, traduzida por vários autores portugueses para Editorial Universus e anotada pela Faculdade de Teologia da Universidade de Navarra, Edições Theologica, Braga, 1991, Vol. III,José Maria Casciaro (dir.), p. 728-729. Os negritos são nossos; os itálicos, do original)</p>
<p>2 – Todo homem necessariamente estaria salvo.  A salvação é universal</p>
<p>Desse modo, todo homem, pertença ele a religião que for, teria essa semente divina. Conseqüentemente, todo homem, por ser homem, tendo essa semente divina, estaria necessariamente salvo, tendo fé ou não, praticando ou não a lei de Deus, porque não se poderia pensar que Deus mandaria para o inferno quem tivesse em si uma semente divina. Deus não poderia condenar a  si mesmo. É a tese da salvação universal, defendida pelo neo modernista Urs Von Balthasar, que tanta influência teve no Vaticano II. Daí, a teoria dos “cristãos anônimos”: ateus e hereges seriam cristãos sem o saberem, pois, ainda que o ignorassem, teriam em si uma semente divina que os faria substancialmente cristãos, e mesmo divinos.</p>
<p>3 – Fora da Igreja haveria salvação</p>
<p>O IV Concílio de Latrão proclamou o dogma de que fora da Igreja não há salvação:</p>
<p>“E uma só é a Igreja universal dos fiéis, fora da qual ninguém absolutamente pode se salvar” (Uma vero est fidelium universalis Ecclesia, extra quam nullus omnino salvatur”.</p>
<p>Claro que devem se incluir na igreja aqueles que pertencem à sua alma, e que estão fora de seu Corpo visível, por ignorância invencível.</p>
<p>Mas a doutrina do modernista Padre Henri de Lubac, seguida pelo Vaticano II, diz o contrário: a salvação seria universal graças à semente divina existente em todo homem.</p>
<p>A salvação não exigiria nem a Fé e nem a obediência aos dez mandamentos. Os homens pertenceriam à Igreja, ainda que não o soubessem. É a tese absurda dos “cristãos anônimos”, que poderiam ser os famosos “homens de boa vontade” que não se incluem em nenhuma religião.</p>
<p>4 – O antropocentrismo do Vaticano II</p>
<p>A afirmação da Gaudium et Spes de que há uma semente divina no homem faz dele o centro de tudo, apresentando o homem como um deus in fieri. Desse modo, o Vaticano II aceitou o Humanismo e o Antropocentrismo inserindo a Igreja na Modernidade. O Vaticano II, assim como a filosofia da Modernidade, colocou o Homem no lugar de Deus</p>
<p>O próprio Paulo VI constatou isso, e em lugar de corrigir esse erro idolátrico o aceitou, proclamando que a adesão do Vaticano II ao antropocentrismo foi proposital e não um desvio inadvertido.</p>
<p>Disse Paulo VI:</p>
<p>“Ainda há um outro ponto que Nós devemos destacar: toda esta riqueza doutrinária [do Concílio Vaticano II] visa somente uma coisa:  servir o Homem' (Paulo VI, Discurso de Encerramento do Vaticano II, em 7 de Dezembro de 1965)</p>
<p>“Tudo isto, e tudo aquilo que Nós podemos ainda dizer do valor humano do Concílio [Vaticano II],  talvez tenha desviado o pensamento da Igreja do Concílio em direção de posicionamentos antropocêntricos, tomados da cultura Moderna? Não, a Igreja não se desviou, mas Ela se voltou em direção ao homem...</p>
<p>“A mentalidade moderna, habituada a julgar todas as coisas pelo seu valor, pela sua utilidade, quereria bem admitir que o valor do Concílio é grande pelo menos por esta razão: tudo foi orientado para a utilidade do homem! Portanto, não se declare mais inútil uma religião, como a religião Católica que, na sua forma, a mais consistente e eficaz, como esta do Concílio, proclama que Ela está toda inteira a serviço do homem...' (Paulo VI, Discurso de Encerramento do Vaticano II, em 7 de Dezembro de 1965).</p>
<p>“Neste Concílio [Vaticano II] a Igreja quase se fez escrava da humanidade' (Paulo VI, Discurso de Encerramento do Concílio Vaticano II, em 7 de Dezembro de 1965).</p>
<p>E ainda:</p>
<p>“Humanistas do século XX, reconhecei que também Nós temos o culto do Homem'. (Paulo VI, Discurso de Encerramento do Concílio Vaticano II, em 7 de Dezembro de 1965).</p>
<p>Na Sagrada Escritura se proclamou:</p>
<p>“Isto diz o Senhor: maldito o homem que confia no homem”(Jer. XVII, 5).</p>
<p>Mas, desgraçadamente, Paulo VI escreveu: ‘Nós temos fé no homem’. (Paulo VI, Entrevista em Sidney, 2 de Dezembro de 1970).</p>
<p>5 – A Religião como Fenômeno Humano</p>
<p>Sendo Deus imanente ao homem pela semente divina que existiria nele –em todo homem—a religião seria um fato natural, universal, nascido de dentro do ser humano.</p>
<p>Seria essa semente divina existente no homem – em todo e qualquer homem –a causa do fenômeno religioso. Desse modo, todas as religiões teriam a mesma e única origem. As distinções e diferenças de credo seriam resultantes da tentativa frustra de interpretar com palavras racionais aquilo que a semente divina manifesta inefavelmente no interior de qualquer homem. Portanto, as diferenças de credo seriam absolutamente secundárias. Seriam essas diversas crenças as responsáveis pela instituição das diferentes religiões. Porém, mais que as religiões, valeria a religiosidade fundamental. No fundo, haveria uma só religião, resultante da semente divina imanente ao homem. O importante não seria pertencer a esta ou àquela religião, crer nisto ou naquilo, mas atender ao apelo profundo da semente divina imersa no ser humano.</p>
<p>6 – A revelação não seria de verdades mas da própria res divina existente como semente no homem</p>
<p>Até o Vaticano II, sempre foi ensinado que a revelação era constituída por verdades que Deus fez o homem conhecer. Para a heresia modernista, condenada por São Pio X na encíclica Pascendi, a revelação não seria de verdades a que o intelecto humano deveria aderir por causa da autoridade de Deus revelador e da Igreja, mas sim por causa da própria substância de Deus, imanente no homem e no universo, e que se manifestaria ao homem por meio de uma experiência interior, que lhe daria um sentimento do divino existente nele mesmo.</p>
<p>Não é outra a noção de Gnose.</p>
<p>Ora, o próprio Instituto Paolo VI de Brescia, respondendo à nossa crítica ao Vaticano II, reconheceu que no Concílio de João XXIII e de Paulo VI</p>
<p>“se efetuou a passagem de uma concepção intelectualística para uma concepção histórico-salvífica personalística da revelação”.</p>
<p>E explicou a seguir que: “A concepção histórico-salvífica entende a revelação como auto-manifestação do próprio Deus à história e na história do homem, através da missão de Jesus e  do Espírito”.</p>
<p>Conforme o Vaticano II, então, a revelação não deve ser entendida como 'mera instrução divina', mas que ela é uma revelação, de per si,  salvadora.</p>
<p>Veja-se o que expôs o Centro Cultural Carlo Caffarra sobre esse ponto:</p>
<p>“Ouvindo quanto foi dito até agora, não quereria que pensassem do seguinte modo: Deus me faz conhecer a Si mesmo 'O termo 'Revelação' conota,  pois, um fato: Deus se dá a conhecer ao homem e faz o homem conhecer o projeto que Ele tem com relação a ele. Este projeto é que o homem participe da própria natureza divina. A 'Revelação', portanto é inseparavelmente teológica: é o próprio Deus que revela a si mesmo, e antropológica: é o próprio Deus que revela ao homem o seu destino'.</p>
<p>'A palavra 'Revelação' - este é um ponto central – não é um puro discurso de palavras no sentido que Deus  revela a si mesmo e faz conhecer o mistério da sua vontade falando somente ao homem sobre Si mesmo e sobre o mistério da sua vontade. Mas a 'Revelação' conota também, antes em primeiro lugar, um complexo de atos cumpridos por Deus mesmo; conota um conjunto de acontecimentos dos quais é responsável, ator Deus mesmo.'E’ através desses atos que Deus revela a si mesmo e faz conhecer o mistério da sua vontade. Mas, sempre para ter um conceito o quanto possível preciso de 'Revelação', e neste ponto é necessário fazer uma reflexão.'(Centro Culturale Cattolico Carlo Caffarra <a href="http://www.caffarra.it/">www.caffarra.it</a> LA RIVELAZIONE DIVINA, 'Cristo e la divina Scrittura sono il rimedio d’ogni disgusto', lição dada aos professores. Ferrara 19-02-03. O negrito é meu e o sublinhado é do  original).</p>
<p>E há outros autores ainda que afirmam a mesma conclusão, isto é, que o conceito de revelação do Vaticano II, no documento Dei Verbum, é realmente novo.</p>
<p>Gregory Baum e Avery Dulles- que depois foi feito Cardeal - estão entre eles:</p>
<p>'Uma abordagem notavelmente informativa, clara e entusiasta da Dei Verbum saiu recentemente da pena de um outro especialista do Concílio, Gregory Baum, O.S.A. ('Vatican II's Constitution on Revelation: History and Interpretation,' Theological Studies, vol. 28/1 (March 1967), pp. 51-75.). Ele assume a posição que o coração do documento deve ser encontrado no novo conceito de revelação contido no primeiro capítulo, nominalmente, que a revelação deve ser identificada com a pessoa de Jesus Cristo.' (Avery Dulles, S.J., 'Theological Table-Talk', rivista Theology Today, Oct/1967, <a href="http://theologytoday.ptsem.edu/oct1967/v24-3-tabletalk1.htm">http://theologytoday.ptsem.edu/oct1967/v24-3-tabletalk1.htm</a>. O negrito é meu).</p>
<p>Avery Dulles faz um paralelo entre a revelação conforme o Vaticano I e a revelação de acordo com o Vaticano II:</p>
<p>'Em termos que são indicativos, porém por demais crus, para fazer justiça à complexidade da questão, pode-se dizer que o Vaticano I vê a revelação sob uma luz que é  intelectualista, abstrata, escolástica e, até um  certo ponto, proposicional. Ao contrário, a visão do Vaticano II pode ser adequadamente caracterizada como vitalista, concreta, bíblica e histórica.' (Avery Dulles, S.J., 'Theological Table-Talk', rev. Theology Today, Oct/1967, <a href="http://theologytoday.ptsem.edu/oct1967/v24-3-tabletalk1.htm">http://theologytoday.ptsem.edu/oct1967/v24-3-tabletalk1.htm</a> ).</p>
<p>Revelação conforme o Vaticano I:<br />
1- Intelectualística<br />
2- Abstrata<br />
3- Escolástica<br />
4- Proposicional<br />
Revelação conforme o Vaticano II:<br />
1- Vitalista<br />
2- Concreta<br />
3- Bíblica<br />
4- Histórica</p>
<p>Qual das duas posições repete o que dizia o Modernismo?</p>
<p>Jean Guitton deu seu voto, respondendo que o Vaticano II é Modernista</p>
<p>E que o novo conceito de revelação do Vaticano II, defende que ela é da própria res divina mais do que de verdades recebidas e transmitidas intelectualmente é confirmado por Xavier Zubiri,.um filósofo considerado mestre pelo Neo Catecumenato, movimento nascido do espírito do Vaticano II. Os livros desse autor são adotados nos seminários Redemptoris Mater, do caminho Neo Catecumenal.</p>
<p>'Zubiri, entende a revelação desde a experiência da religação, como a presença real de Deus, enquanto pessoa, no fundo da realidade humana. Quem recebe essa peculiar e gratuita palpitação se converte, por isso, em 'iluminante', mas sempre será uma palpitação de Deus desde o próprio seio do espírito humano.Se chamamos revelação ao conjunto de verdades e palavras, é porque ela é destinada aos demais e a eles elas são transmitidas com palavras; porém no receptor primário a revelação é uma iluminação interior. Revelação, entretanto, supõe ter entendido que o fundamento  da divindade é um Deus pessoal e livre. No prólogo ao livro de Olegario González Misterio trinitario y existencia humana, Zubiri diz que a função própria da revelação é constituir o homem em Deus, e dirigir sua vida em direção a ele. Revelação não é incorporação a uma doutrina, mas incorporação do próprio Deus à realidade humana, incorporação que culmina (no cristianismo) na Encarnação.' (María Lucrecia Rovaletti, 'La dimensión teologal del hombre - Apuntes en torno al tema de la religación en Xavier Zubiri', nota 45, <a href="ftp://www.zubiri.org/zubiri/general/xzreview/1999/rovaletti1999.doc">ftp://www.zubiri.org/zubiri/general/xzreview/1999/rovaletti1999.doc</a> O sublinhado e negrito são meus ).</p>
<p>Portanto, para esses teólogos, a  revelação, conforme o Vaticano II, teria por objeto “uma verdadeira comunhão inter-pessoal entre o homem e a Santíssima Trindade”, que tornaria o homem Deus.</p>
<p>Esse seria o “mistério do homem” que  Cristo teria vindo  revelar ao homem: que no fundo de seu ser haveria uma semente divina que o torna Deus, e que dessa semente nasce a revelação da própria res divina ao homem.</p>
<p>7 – A revelação divina interior em cada homem é inefável. Por isso, todos os credos são deformadores da revelação</p>
<p>A revelação divina seria inefável. Querer traduzi-la em palavras a deformaria. Daí, todos os credos serem sem valor ante a experiência mística pessoal. Os dogmas seria tentativas vãs de formulação da verdade impossível de ser alcançada. Todos os dogmas seriam então superáveis e susceptíveis de uma interpretação cada vez mais profunda. Por isso, as igrejas deveriam dialogar ecumenicamente, uma auxiliando as outras, dando, umas às outras, o que teriam alcançado intuir da realidade divina jamais alcançável.</p>
<p>8 – Nenhuma Religião particular poderia se afirmar como a única verdadeira e nem pretender ter o monopólio da Verdade.</p>
<p>Se a revelação não é constituída por verdades dirigidas ao intelecto, mas é uma experiência interior com a divindade imanente no homem, se essa experiência mística é inefável, é absurdo uma religião concreta pretender possuir a verdade religiosa.</p>
<p>Todas as religiões possuiriam algo da verdade revelada na experiência religiosa. Todas as religiões seriam de algum modo verdadeiras, sem que nenhuma delas pudesse se dizer a única verdadeira, a única possuidora da verdade, pois que, em sentido próprio, não há verdade.</p>
<p>9 – As igrejas instituídas teriam então um só fundo divino comum.</p>
<p>Acima das diversidades de credos, dever-se-ia colocar então a adesão à experiência religiosa fundamental que seria inefável, isto é, impossível de ser expressa por meio de palavras. Daí, os dogmas deverem ser deixados de lado, salientando a experiência mística interior, proveniente do contato com a semente divina imanente no homem. Mais do que a Fé, valeria a experiência mística, o conhecimento –a Gnose—que levaria intuitivamente, e não racionalmente, a entrar em contato com a divindade imanente. Mais do que os dogmas e pretensas verdades das várias religiões, valeria o amor.</p>
<p>10 – A Igreja verdadeira seria espiritual  e formada por aqueles que atingiram a experiência interior, conhecendo o mistério do homem, isto é, a semente divina no homem</p>
<p>A Igreja de Cristo seria essa comunidade dos homens que teriam alcançado a união íntima com Deus, união a que toda a humanidade é chamada, pois que todo homem, pelo simples fato de ser homem, possui a semente divina em si, e não pode se perder. Daí a doutrina da salvação universal e a identificação da Igreja com a humanidade.</p>
<p>A Igreja espiritual teria como fim auxiliar a realização da fraternidade universal, pela divinização de todo homem. Não é outro o fim da Maçonaria.</p>
<p>11 – A Igreja de Cristo  -- a Igreja espiritual – subsiste em todas as religiões positivas.</p>
<p>Em todas as religiões se encontrariam homens que teriam chegado a alcançar o conhecimento do mistério do homem, por meio de uma experiência mística pessoal e interior. A subsistência da Igreja espiritual –a Igreja de Cristo – teria graus diversos em cada religião concreta. Mais do que qualquer outra, a Igreja Espiritual subsistiria na Igreja Católica, sem lhe dar, porém, superioridade sobre qualquer outra.</p>
<p>12 – O Ecumenismo tem por fim reunir todas as religiões instituídas na única Igreja espiritual divinizante</p>
<p>Para realizar a fraternidade universal e constituir a única Igreja Espiritual seria preciso, passando por cima dos dogmas que dividem e separam,  ultrapassando as intolerâncias, realizar a unidade da humanidade através do amor que unifica. A Igreja Espiritual é a Igreja do Amor, Igreja sem dogmas, pobre porque é espiritual, sem estruturas, sem hierarquia, colegial,democrática.</p>
<p>Pois é claro que se em todo homem há uma semente divina, nenhum homem pode se colocar como hierarquicamente superior. A igreja espiritual é igualitária, comunitária. Ela não admite um Papa, nem Bispos ou sacerdotes que se coloquem acima do povo. Todos seriam iguais, e a Igreja Espiritual tem que ser necessariamente democrática.</p>
<p>13 – Na Igreja Espiritual não há distinção entre clero e povo</p>
<p>Todo homem, possuindo em si uma semente divina, nenhum homem poderia se colocar acima de outro como intermediário entre a Divindade e cada pessoa humana. Todos os homens seriam igualmente sacerdotes, profetas e reis.</p>
<p>Na Igreja Espiritual não poderia haver hierarquia. A Igreja Espiritual tem que ser democrática, popular. No máximo, se toleraria uma coordenação a serviço da comunidade. No máximo, o poder deveria ser colegial.</p>
<p>14 – As cerimônias da Igreja Espiritual seriam comunitárias não admitindo nenhuma distinção nem de poder, nem de sexo, nem de religião.</p>
<p>Se toda pessoa tem uma semente divina em si, não teria cabimento excluir a mulher do sacerdócio. Como não teria cabimento, numa cerimônia religiosa, haver algum homem ser tido como superior. Todos seriam igualmente sacerdotes. Portanto, quem rezaria a Missa seria o povo, a comunidade. Daí, a Missa ter que ser dita na língua do povo para que todos participem igualmente dela. Daí, a Missa ter que ser voltada para o povo. A Missa deve ser antropocêntrica.</p>
<p>A Missa Nova de Paulo VI responde exatamente a esses pressupostos.</p>
<p>15 – As cerimônias na Igreja Espiritual são divinizantes e festivas.</p>
<p>A Missa da Igreja espiritual não seria a renovação de um sacrifício que teria sido realizado por Jesus no Calvário, para a redenção dos homens.</p>
<p>Todos os homens necessariamente já estão salvos porque é impossível que a Divindade condene uma de suas sementes à perdição eterna.</p>
<p>A Missa seria a comemoração festiva da salvação universal. Daí, ela dever ser feita com cânticos alegres. Ela seria um banquete festivo.</p>
<p>Na hóstia, Cristo estaria tão presente como em qualquer homem. Cristo estaria na comunidade, e não apenas num pedaço de pão. A transubstanciação seria cósmica.  “Cristo” – a semente divina—estaria no meio de nós.</p>
<p>Na missa, o que ocorreria seria a fusão de todas as sementes divinas dos participantes, a fusão de todos os homens na Divindade. Daí a festa. A Missa seria a comemoração da divinização universal.</p>
<p>São Paulo, 14 de Julho de 2.005</p>
<p>Orlando Fedeli”[28]</p>
<p>--------------------------------------------------------------------------------</p>
<p>[1] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=veritas&#38;subsecao=papa&#38;artigo=espirito_vaticano_ii&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=veritas&#38;subsecao=papa&#38;artigo=espirito_vaticano_ii〈=bra</a></p>
<p>[2] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070102224228&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070102224228〈=bra</a></p>
<p>[3] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070102224228&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070102224228〈=bra</a></p>
<p>[4] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070102224228&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070102224228〈=bra</a></p>
<p>[5] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070102224228&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070102224228〈=bra</a></p>
<p>[6] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=doutrina&#38;artigo=20050309201910&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=doutrina&#38;artigo=20050309201910〈=bra</a></p>
<p>[7] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20050115222937&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20050115222937〈=bra</a></p>
<p>[8] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20060827212750&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20060827212750〈=bra</a></p>
<p>[9] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=politica&#38;artigo=20050803125625&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=politica&#38;artigo=20050803125625〈=bra</a></p>
<p>[10] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20060918160017&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20060918160017〈=bra</a></p>
<p>[11] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.</p>
<p><a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=veritas&#38;subsecao=igreja&#38;artigo=fatima_bosco&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=veritas&#38;subsecao=igreja&#38;artigo=fatima_bosco〈=bra</a></p>
<p>[12] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20060918160017&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20060918160017〈=bra</a></p>
<p>[13] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20060918160017&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20060918160017〈=bra</a></p>
<p>[14] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070121194106&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070121194106〈=bra</a></p>
<p>[15] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20061228200752&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20061228200752〈=bra</a></p>
<p>[16] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537〈=bra</a></p>
<p>[17] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537〈=bra</a></p>
<p>[18] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537〈=bra</a></p>
<p>[19] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537〈=bra</a></p>
<p>[20] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537〈=bra</a></p>
<p>[21] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537〈=bra</a></p>
<p>[22] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20070122092537〈=bra</a></p>
<p>[23] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=polemicas&#38;artigo=20050908181612&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=polemicas&#38;artigo=20050908181612〈=bra</a></p>
<p>[24] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20051125122104&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=apologetica&#38;artigo=20051125122104〈=bra</a></p>
<p>[25] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.</p>
<p><a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=veritas&#38;subsecao=igreja&#38;artigo=destevao&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=veritas&#38;subsecao=igreja&#38;artigo=destevao〈=bra</a></p>
<p>[26] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=politica&#38;artigo=20060113090238&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=cartas&#38;subsecao=politica&#38;artigo=20060113090238〈=bra</a></p>
<p>[27] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.  <a href="http://www.xxxx.org.br/perguntas/cic.html">http://www.XXXX.org.br/perguntas/cic.html</a></p>
<p>[28] FEDELI, Orlando. MONTFORT Associação Cultural.</p>
<p><a href="http://www.xxxx.org.br/index.php?secao=veritas&#38;subsecao=igreja&#38;artigo=eclesiologia&#38;lang=bra">http://www.XXXX.org.br/index.php?secao=veritas&#38;subsecao=igreja&#38;artigo=eclesiologia〈=bra</a></p>
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