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	<title>stato-assassino &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/stato-assassino/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "stato-assassino"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 02:58:30 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il mostro di Firenze: quella piovra insinuata ai vertici dello stato.]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/12/30/il-mostro-di-firenze-quella-piovra-insinuata-ai-vertici-dello-stato/</link>
<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 13:26:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il mostro di Firenze:
quella piovra insinuata ai vertici dello stato. 
         Una strage di stato ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><span style="font-size:16pt;font-family:Verdana;color:black;"><font color="#ff0000"><b>Il mostro di Firenze:</b></font><br />
<b>quella piovra insinuata ai vertici dello stato. </b><br />
<font color="#ff0000"><b>         Una strage di stato mai chiamata come tale</b></font><br />
</span><span style="font-family:Verdana;color:black;"><font size="2">Prof.         Paolo Franceschetti - 17 dicembre 2007 - <a href="http://paolofranceschetti.blogspot.com/">http://paolofranceschetti.blogspot.com/</a> </font></span></p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:red;">         Premessa</span></font></h2>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">         </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Ho deciso di scrivere         questo articolo dopo la vicenda del perito nella vicenda Moby Prince,         sfuggito per miracolo alla morte; qualche giorno fa l’uomo, dopo         essere stato narcotizzato da 4 persone incappucciate ed è stato poi         messo in un auto a cui hanno dato fuoco. Si è salvato per un pelo,         essendosi risvegliato in tempo dal narcotico. L’incidente è identico         a molti altri capitati a testimoni di processi importanti della storia         d’Italia. Non tutti però sanno che gli stessi identici incidenti sono         capitati a molti dei testimoni nella vicenda del mostro di Firenze.<br />
Nella vicenda del mostro di Firenze è stato scritto tanto. E i dubbi         sono tanti. Pacciani era davvero colpevole? C’erano veramente dei         mandanti che commissionavano gli omicidi? Pochi si sono occupati invece         di un aspetto particolare di questa vicenda: i depistaggi, le coperture         eccellenti, le morti sospette                  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">La vicenda del         mostro, in effetti, per anni è stata considerata come un giallo in cui         occorreva trovare il serial killer. In realtà la vicenda può essere         guardata da una prospettiva assolutamente diversa, cioè quella tipica         di tutte le stragi di stato italiane: l’ostinato occultamento delle         prove affinché non si giunga alla verità, grazie al coinvolgimento         della massoneria e dei servizi segreti; l’inefficienza degli apparati         statali nel reprimere queste situazioni; l’impreparazione culturale         quando si tratta di affrontare questioni che esulano da un nomale         omicidio o rapina in banca e si toccano temi esoterici.<br />
Ripercorriamo quindi le tappe della vicenda per poi trarre le nostre         conclusioni. Con la dovuta avvertenza che il nostro articolo non è         volto a individuare nuove piste; non vogliamo discutere se Pacciani         fosse o no colpevole, se il mostro fosse uno solo o fosse un gruppo         organizzato, se dietro ai delitti del mostro ci sia          la Rosa Rossa         , come si è ipotizzato, o altre sette sataniche. Vogliamo analizzare la         cosa dal punto di vista prettamente giuridico, evidenziando alcuni dati         che nessuno finora ha abbastanza trattato.                  </span></p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000"><b><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:red;">Il processo Pacciani</span></b></font></h2>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">         </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Dal 1968 al 1985         vengono uccise otto coppie di giovani nelle campagne di Firenze. In 4 di         questi duplici omicidi vengono prelevate delle parti di cadavere, seni e         pube in particolare. Ricordiamoci questo particolare del pube, perché         lo riprenderemo in seguito.<br />
La vera e propria caccia al mostro comincia dopo il terzo omicidio,         quando si capisce che dietro ad essi c’è la stessa mano.<br />
Dopo errori giudiziari, e vicende varie, si arriva all’incriminazione         di<span>  </span>Pietro Pacciani nel 1994.                  </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Appare chiaro che         Pacciani è colpevole, o perlomeno che è gravemente coinvolto in questi         omicidi. Gli indizi infatti sono gravi, precisi e concordanti: in         particolare lo inchiodano il ritrovamento di un bossolo di pistola nel         suo giardino, inequivocabilmente proveniente dalla pistola del mostro         (una Beretta calibro 22); l’asta guidamolla della pistola del Mostro,         inviata agli investigatori avvolta in un pezzo di panno identico a         quello poi trovato in casa Pacciani; e soprattutto un portasapone e un         blocco da disegno, di marca tedesca, che verrà riconosciuto come         appartenente alla coppia tedesca uccisa dal mostro. C’era poi un         biglietto trovato in casa sua, con scritto “coppia” e un numero di         targa corrispondente a quello di una coppia uccisa. Le intercettazioni         telefoniche ed ambientali poi fecero il resto, mostrando che Pacciani         mentiva, celando agli investigatori diverse cose importanti.                  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Eppure il processo fa         acqua da tutte le parti. Tante cose, troppe, non quadrano in quel         processo. Non quadra il movente, perché Pacciani – benché violento e         benché in passato avesse già ucciso, per giunta con modalità che a         tratti ricordano quelle di alcuni delitti - non sembra il ritratto del         serial killer. Non quadrano alcuni particolari (ad esempio le perizie         stabiliranno che l’uomo che ha sparato doveva essere alto almeno un         metro e ottanta, mentre Pacciani è alto molto meno. Inoltre durante il         processo alcuni dei suoi amici mentono palesemente per coprirlo,         sembrando quasi colludere con lui. </span></p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:red;"><b>Perché mentono?</b></span></font></h2>
<div align="center"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;"><b> In primo grado Pacciani verrà condannato. In secondo grado verrà         assolto.</b></span><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;"></span></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;"> L’impianto accusatorio, in effetti, era abbastanza fragile. Però         proprio il giorno prima della sentenza di secondo grado, la procura di         Firenze riesce a trovare nuovi testimoni (quattro) che inchiodano         Pacciani e soprattutto riescono a spiegare il motivo di alcune         incongruenze. Due di questi testimoni infatti sono infatti complici di         Pacciani e, autoaccusandosi, svelano che in realtà quei delitti erano         commessi in gruppo.<br />
Ma la Corte di appello di Firenze decide di non sentire questi         testimoni, e assolve Pacciani. La sentenza verrà annullata dalla         Cassazione, ma nel frattempo Pacciani muore in circostanze poco chiare.         Apparentemente muore di infarto, ma Giuttari, il commissario che segue         le indagini per la procura di Firenze, sospetta un omicidio.                  </span></p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:red;">         Il caso Narducci</span></font></h2>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">         </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Nel 2002 l’indagine         sul mostro si riapre, ma a Perugia. Per capire come e perché si riapre         però dobbiamo fare un passo indietro.<br />
Il 13 ottobre del 1985 viene trovato nel lago Trasimeno il corpo di un         giovane medico perugino, Francesco Narducci. Il caso viene archiviato         come un suicidio, anche se la moglie non crede a questa versione dei         fatti. E sono in molti a non crederlo. Anzi, da subito alcuni giornali         ipotizzano un coinvolgimento del Narducci nei fatti di Firenze.<br />
Nel 2002 la procura di Perugia, intercettando per caso alcune         telefonate, sospetta che il medico Perugino sia stato assassinato e fa         riesumare il cadavere.                  </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Il cadavere riesumato         ha abiti diversi rispetto a quelli indossati dal cadavere nel 1985.         Altri, numerosi e gravi indizi, nonché le testimonianze della gente che         quel giorno era presente al ritrovamento, portano a ritenere che il         cadavere ripescato allora non fosse quello di Narducci, e che solo in un         secondo tempo sia stata riposta la salma del vero Narducci al posto         giusto. Indagando sul caso, il PM di Perugia, Mignini, scopre che il         giorno del ritrovamento le procedure per la tumulazione furono         irregolari; che quel giorno sul molo convogliarono diverse autorità,         tutte iscritte alla massoneria, come del resto era iscritto alla         massoneria il padre del medico morto e il medico stesso. E si scopre che         il Narducci era probabilmente coinvolto negli omicidi del mostro di         Firenze. Anzi, forse era proprio lui che, in alcune occasioni, asportò         le parti di cadavere.                  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Le indagini portano         ad ipotizzare una pluralità di mandanti coinvolti negli omicidi del         mostro, che commissionavano questi omicidi per poi utilizzare le parti         di cadavere per alcuni riti satanici.<br />
In particolare, il Lotti confessa che questi omicidi venivano pagati da         un medico. E con un accertamento sulle finanza di Pacciani verranno         trovati capitali per centinaia di milioni, di provenienza assolutamente         inspiegabile.<br />
Vengono mandati 4 avvisi di garanzia a 4 persone, tra cui il farmacista         di San Casciano Calamandrei, un medico e un avvocato, che sarebbero i         mandanti dei delitti del mostro di Firenze.                  </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Mentre per         occultamento di cadavere, sviamento di indagini e altri reati minori         (che inevitabilmente andranno in prescrizione) vengono rinviate a         giudizio il padre di Ugo Narducci, e i fratelli di Francesco; il         questore di Perugia Francesco Trio, il colonnello dei carabinieri Di         Carlo, l’ispettore Napoleoni, l’avvocato Fabio Dean e molti altri,         quasi tutti iscritti alla stessa loggia massonica,          la Bellucci         di Perugia, e alcuni di essi, compreso il padre di Narducci, collegati         addirittura alla <font color="#ff0000"><b>P2</b></font>. Appartengono alla <font color="#ff0000"><b>P2</b></font> Narducci, il questore Trio,         mentre l’avvocato Fabio Dean è il figlio dell’avvocato Dean, uno         dei legali di Gelli.                  </span></p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:red;">         Depistaggi</span></font></h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">         </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">In questa vicenda         sono presenti ancora una volta i servizi segreti e i loro depistaggi,         nonché tutte le mosse tipiche che vengono attuate quando occorre         depistare.<br />
In pratica l’indagine conosce una prima fase, che arriva fino al         processo di appello di Pacciani, in cui essa scorre senza problematiche         particolari, tranne ovviamente quella tipica di ogni indagine, e cioè         l’individuazione dei colpevoli.<br />
</span></p>
<div align="center">
<h2><font color="#ff0000"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:red;"><b> Ma appena si apre la pista dei mandanti si scatena un vero inferno.</b></span></font></h2>
</div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">                   </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Anzitutto lo         screditamento degli inquirenti, che vengono derisi, sminuiti; vengono         continuamente sottolineati gli errori fatti da costoro (come se fosse         semplice condurre un indagine del genere senza commetterne); la procura         fiorentina viene spesso presentata dai giornali come una procura che         vuole a tutti i costi incastrare degli innocenti; Giuttari viene         presentato come uno che vuole farsi pubblicità; un pazzo che crede alla         folle pista satanista; quando il commissario è vicino alla verità lo         si isola, oppure si cerca di trasferirlo con una meritata promozione         (che però metterebbe in crisi tutta l’inchiesta).<br />
Più volte giornali e televisioni annunceranno scoop fantastici tesi a         demolire il lavoro di anni della procura di Firenze, e di Perugia.<br />
Alcuni giornalisti che ipotizzano il collegamento massoneria – delitti         del mostro – sette sataniche vengono querelati anche se le querele         verranno poi ritirate.                  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Vengono fatte         indagini parallele e non ufficiali di cui non vengono informati gli         inquirenti. Il PM Mignini scopre che dopo l’ultimo delitto del mostro         la polizia di Perugia aveva indagato su Narducci e sul mostro, e ciò         risulta dai prospetti di lavoro, datati 10 settembre 1985. Ma di queste         indagini non viene avvisata la procura di Firenze.<br />
Ma in compenso anche i carabinieri, per non essere da meno, fanno le         loro indagini parallele di cui non informano gli inquirenti.<br />
Alcuni carabinieri confidano che anni prima avevano fatto un’irruzione         nell’appartamento fiorentino del Narducci per trovare le parti di         cadavere che il Narduci teneva nell’appartamento, ma che erano stati         “preceduti”. Anche di questi fatti la procura di Firenze non viene         informata. Queste indagini parallele erano coordinate a Perugia         dall’ispettore Napoleoni, che pare agisse addirittura all’insaputa         del suo diretto superiore Speroni (così scrive Licciardi nel suo libro)                  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Su Narducci c’era         un fascicolo da tempo, ma il fascicolo venne smarrito, e ritrovato dopo         anni privo di varie parti.<br />
Così come scomparvero misteriosamente molti reperti che erano stato         acquisiti durante le indagini, come la famosa pietra a forma di piramide         trovata sulla scena di uno dei delitti.<br />
Non manca poi – stando alla ricostruzione di Giuttari<span>          </span>nel suo libro - anche il procuratore capo di Firenze, Nannucci         (che è sempre stato contrario all’indagine sui mandanti) che avvisa         un indagato, il giornalista          Mario         Spezi, dell’imminente indagine; questo fatto verrà segnalato alla         procura di Genova che però archivierà la posizione del procuratore.<br />
Infine, ci sono gli immancabili depistaggi dei servizi segreti deviati.         Il Sisde aveva già dai tempi del terzo delitto preparato un dossier che         ipotizzava che non fosse coinvolto un solo serial Killer, ma i         componenti di una setta satanica che agivano in gruppo, e ciò appariva         evidente da alcuni particolari della scena del delitto. Ma questo         dossier – che porta la data del 1980 - non viene mai consegnato agli         inquirenti di Firenze.</span></p>
<div align="center"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;"><b>Il dossier era         firmato da Francesco Bruno, consulente del Sisde.</b></span><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;"></span></div>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;"> In totale, sono tre gli studi commissionati dal Sisde che si persero         misteriosamente per strada e non arrivarono mai sulle scrivanie degli         inquirenti fiorentini. Guarda caso proprio quei dossier che         ricostruivano la pista dei mandanti plurimi e delle messe nere.<br />
Ma qualche anno dopo Francesco Bruno, intervistato, sosterrà che a suo         parere il serial Killer è un mostro isolato, ancora in libertà.                   </span></p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:red;">         Morti sospette</span></font></h2>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">         </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Ci sono poi le solite         morti sospette tipiche di tutte le grosse vicende giudiziarie italiane.         Una vera strage, in realtà. O meglio, una strage nella strage. La prima         morte sospetta è quella del medico Perugino trovato morto nel lago         Trasimeno. Poi la morte di Pacciani per la quale la procura di Firenze         apre un fascicolo per omicidio.</span></p>
<div align="center"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;"><b> E poi la solita mattanza di testimoni.</b></span><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;"></span></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;"> Elisabetta Ciabiani, una ragazza di venti anni che aveva lavorato         nell’albergo dove Narducci e la sua loggia massonica si riunivano e         che aveva rivelato al suo psicologo, Maurizio Antonello (fondatore         dell’Associazione per la ricerca e l’informazione delle sette) il         nome di alcuni mandanti del mostro e aveva rivelato il coinvolgimento         della Rosa Rossa nei delitti: Elisabetta verrà trovata uccisa a colpi         di coltello, compresa una coltellata al pube, ma il caso venne         archiviato come suicidio. Mentre lo psicologo Maurizio Antonello verrà         trovato “suicidato”, impiccato al parapetto della sua casa di         campagna.                   </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Renato Malatesta,         marito di Antonietta Sperduto, l’amante di Pacciani, che viene trovato         impiccato, ma con i piedi che toccano per terra; uno degli innumerevoli         casi di suicidi in ginocchio, che non fanno certo l’onore delle nostre         forze di polizia subito pronte ad archiviare il caso come suicidio         nonostante l’evidenza dei fatti.<br />
Francesco Vinci e Angelo Vargiu, sospettati di essere tra i compagni di         merende di Pacciani (il primo è anche amante di Milva Malatesta)         trovati morti carbonizzati nell’auto.<br />
Anna Milva Mattei, anche lei bruciata in auto.<br />
Claudio Pitocchi, morto per un incidente di moto, che sbanda ed esce di         strada all’improvviso, senza cause apparenti. Anche questa è una         modalità che troviamo in tutte le vicende italiane in cui sono         coinvolti servizi segreti e massoneria: Ustica, soprattutto, e poi nel         caso Clementina Forleo, di cui ci siamo già occupati.                  </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Milva Malatesta e il         suo figlio Mirko, anche loro trovati carbonizzati nell’auto; una fine         curiosamente simile a quella che volevano far fare al perito del Moby         Prince poche settimane fa. La stessa tecnica. Così come la tecnica dei         suicidi in ginocchio è identica a quella dei morti di Ustica e di tutte         le altre stragi che hanno insanguinato l’Italia. Tecniche identiche,         che fanno ipotizzare una firma unica: quella dei servizi segreti         deviati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Rolf Reineke, che         aveva visto una delle coppiette uccise poche ore prima della loro morte,         che muore di infarto nel 1983.<br />
Domenico, un fruttivendolo di Prato che scompare nel nulla nell’agosto         del 1994 e venne considerato un caso di lupara bianca.<br />
Il proprietario di Villa Verde, o Villa Poggio ai Grilli, dove secondo         Giuttari, e stando ai racconti di Pacciani, si tenevano le messe nere,         che muore di infarto. Secondo la moglie è morto di infarto per il         trauma delle perquisizioni illegittime e immotivate degli inquirenti.<br />
E poi ce ne sono tanti altri. C’è il caso di tre prostitute, una         suicidatasi, e due accoltellate, che avevano avuto rapporti a vario         titolo con i compagni di merende, e chissà quanti alltri di cui si non         si saprà mai nulla.                  </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Un discorso a parte         va fatto per Luciano Petrini. Consulente informatico, nel 1996 avvicinò         una persona (anche lei testimone al processo) Gabriella Pasquali         Carlizzi, dandogli alcune informazioni sul mostro e mostrando di sapere         molto su questa vicenda; ma il 9 maggio fu ucciso nel suo bagno, colpito         ripetutamente con un porta asciugamani a cui tolsero la guarnizione per         renderla più tagliente. Nella casa non compaiono segni di scasso o         effrazione. Conclusioni: omicidio gay. Nessuno prende in considerazione         altre piste. Nessuno prende in considerazione – soprattutto -         l’ipotesi più evidente: Petrini aveva svolto consulenza nel caso         Ustica, sul suicidio del colonnello dell’aereonautica          Mario         Ferraro, quel Mario Ferraro che venne trovato impiccato al         portasciugamani del bagno. Ma il fatto che sia stato ucciso – guarda         caso – proprio con un portasciugamani, non induce a sospettare di         nulla. Omicidio gay!!!.                  </span></p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000"><b><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:red;">Conclusioni</span></b></font></h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><b><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">         </span></b><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">La verità sul mostro         di Firenze non si saprà mai. Non si sapranno mai i nomi dei mandanti,         perlomeno non di tutti.<br />
In realtà, in questa vicenda molte cose sono chiare, molto più chiare         di quanto non sembri a prima vista. Leggendo attentamente i fatti e i         documenti è possibile farsi un’idea della vicenda, e delle         motivazioni che spingono alcune delle persone coinvolte. Ma non è mio         intendimento fare ipotesi, smontare tesi o costruirle. Non mi interessa         poi così tanto capire se Pacciani era il vero mostro o fu solo         incastrato. Se Narducci era il mostro, o se erano altri. Se Pietro Toni,         il procuratore che chiese l’assoluzione di Pacciani e definì“aria         fritta” l’ipotesi dei mandanti sia in mala fede oppure se gli sia         sfuggito un “leggerissimo” particolare: che una simile mattanza di         testimoni e di occultamenti presuppone un’organizzazione dietro tutto         questo. E che a fronte dei depistaggi, delle sparizioni di fascicoli,         dei tentativi di insabbiamento, l’ipotesi del mandante isolato diventa         fantascientifica, perché in tal caso si impone di presupporre che tutti         gli investigatori che si sono occupati delle vicende del mostro siano         impazziti o si siano messi d’accordo per fregare Pacciani e gli altri         e che tutti i testimoni siano morti per delle coincidenze.</span></p>
<div align="center"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;"><b>Atteniamoci quindi ad         un dato di fatto.</b></span><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;"></span></div>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;"> Quando in un indagine importante compare il binomio massoneria –         servizi segreti, questo binomio indica che sono coinvolti dei mandanti         eccellenti, al di là di ogni immaginazione. Ancora una volta la         massoneria deviata riesce a mostrare tutta la sua forza, riuscendo a         tacitare ogni tipo di delitti, purché siano coinvolte persone a loro         legate. Non solo colpi di stato, stragi e altro, ma addirittura delitti         come quelli del Mostro di Firenze. Il che porta a concludere che anche i         morti legati alla vicenda Mostro di Firenze, che non sono solo le sedici         vittime ufficiali, ma anche tutte le altre (i testimoni soppressi         brutalmente e gli omicidi non individuati ufficialmente) possono essere         considerati una strage di stato. L’ennesima strage compiuta con la         connivenza di pezzi dello stato, resa possibile sia dalle complicità ad         alto livello, sia dall’ignoranza degli organi investigativi, dalla         loro impreparazione riguardo al modus operandi e alla struttura delle         logge massoniche deviate e in particolare delle sette sataniche.                  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Ancora una volta         viene in evidenza poi la totale inutilità delle norme giuridiche e         processuali. Finché un PM che avvisa un indagato commetterà un reato         minimo; finché l’occultamento di prove o di un fascicolo agli         inquirenti, subirà un pena minima, destinata tra l’altro ad andare in         prescrizione; finché l’operato dei servizi segreti rimarrà sempre         impunito in nome del cosiddetto segreto di stato; finché il tempo         massimo per le indagini preliminari, anche in reati così complessi,         continueranno ad essere due anni; finché avremo questo sistema,         insomma, la macchina giudiziaria sarà sempre paralizzata nel         perseguimento di questo tipo di delitti, cioè i delitti che vedono         coinvolti, a vario titolo, i colletti bianchi nel coprirsi a vicenda i         reati da ciascuno di loro commessi.                  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Finisco questo         articolo riportando le parole di un mio amico di infanzia, ufficiale dei         carabinieri di un paese della Toscana. Mi ha detto: “Certo Paolo che         dietro ai delitti del mostro di Firenze ci sono alcune sette sataniche         legate a logge deviate della massoneria. I fatti di Perugia parlano         chiaro. Noi spesso sappiamo chi sono e cosa fanno certi personaggi. Ma         abbiamo l’ordine di non indagare. Vedi… Un tempo, se toccavi il         tasto mafia – politica e indagavi su questo filone, o scrivevi un         pezzo di giornale, morivi. Oggi la politica ha capito che è inutile         uccidere per questo, perché i magistrati si possono trasferire, i reati         vanno in prescrizione… insomma ci sono altri mezzi per insabbiare         un’inchiesta. Ma il tasto delle sette sataniche, e dei coinvolgimenti         eccellenti in queste sette, non si può toccare, altrimenti si muore.         Pensa che ogni anno, in Italia, spariscono migliaia di bambini. Oltre ai         dati ufficiali della polizia di stato, ce ne sono molti altri, Rom,         immigrati clandestini, ecc. che non compaiono nelle statistiche. E         questi bambini finiscono nel circuito delle sette sataniche, che sono         collegate spesso al circuito dei sadici e pedofili, che pagano cifre         astronomiche per video ove i bambini muoiono veramente”. E mi ha anche         detto i nomi di alcune persone coinvolte, tra l’altro chiaramente         ricavabili dal fatto di essere proprietarie dei luoghi in cui si         svolgevano questi riti.                  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Questo mio amico non         sapeva, all’epoca, che ero coinvolto anche io in vicende che         riguardavano la massoneria deviata e raccontò queste cose con         tranquillità, davanti alla mia fidanzata dell’epoca, mentre eravamo         seduti in un bar. Tempo dopo, quando lo venne a sapere, e gli feci delle         domande, negò di avermi mai dato quelle informazioni.<br />
Ma, lo ripeto, quello che importa non sono i nomi. Non è se Tizio o         Caio sia coinvolto, e in che cosa sia coinvolto. Anche perché il         singolo nome talvolta può essere il frutto di un errore, di un         tentativo di screditare qualcuno. E francamente a me non è questo che         fa paura.<br />
Ciò che fa paura è la vastità delle connivenze; il fatto che per         delitti di questa gravità ed efferatezza ci possano essere coperture         eccellenti e che la macchina della giustizia sia paralizzata. Il fatto         che gli organi investigativi siano impreparati quando si affrontano         vicende che sfiorano l’esoterismo e i servizi segreti deviati.                  </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Eppure la vicenda del         Mostro di Firenze dovrebbe interessare tutti, non solo gli amanti dei         gialli, dell’horror e dell’esoterismo. 18 vittime ufficiali che         potevano essere nostri amici, nostri partner, o potevamo essere noi;         decine di vittime nella mattanza dei testimoni e delle persone         coinvolte; centinaia di famiglie inconsapevoli coinvolte nella vicenda,         che escono distrutte, alcune perché vittime del mostro, altre perché         sospettate di essere familiari di un mostro. Il vero mostro in questa         vicenda, non è solo chi ha ucciso ma anche tutte le persone che hanno         coperto la verità, che in virtù dei loro legami con la massoneria         deviata o con pezzi deviati dello stato hanno coperto, colluso, e         taciuto. Il vero mostro è la massoneria deviata, che come una piovra si         è insinuata in tutti i punti vitali dello stato. Il mostro di Firenze         è solo uno dei suoi tentacoli.                  </span></p>
<h2 align="center"><font color="#ff0000"><b><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:red;">Bibliografia</span></b></font></h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><b><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">         </span></b><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Se molti in questi         anni hanno cercato di nascondere la verità, è anche vero che, come         dice un detto famoso, la verità non si può nascondere per sempre. Per         chi vuole cercarla e capire segnaliamo due testi.                  </span></p>
<h2 align="center"><b><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:red;">Michele Giuttari, Il mostro anatomia di un         indagine, BUR.                  </span></b></h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><b><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">         </span></b><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Una cosa che mi         colpisce leggendo il libro di Giuttari è che quando parla dei         depistaggi e degli occultamenti vari non nomina mai la massoneria. Parla         di un “partito avverso”. Anche se, leggendo, non è difficile         intuire cosa sia questo partito avverso, non si capisce se la cosa sia         voluta o casuale.<br />
Questi legami vengono descritti meglio nel libro:<br />
</span><b><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">Luca Cardinalini, Pietro Licciardi, La strana         morte del dottor Narducci, ed. Deriveapprodi.<br />
</span></b><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:black;">E’ Licciardi che         definisce il Mostro di Firenze “una piovra che si insinua nello         stato”.</span>
</p>
<p class="MsoNormal" align="right"><i><b>Tratto dal sito: <a href="http://www.disinformazione.it/"><font color="#268f14" face="Verdana" size="2">www.disinformazione.it</font></a></b></i></p>
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<title><![CDATA[Ci si dimentica sempre dei due ladroni]]></title>
<link>http://sdrammaturgo.wordpress.com/?p=20</link>
<pubDate>Thu, 15 Dec 2005 21:38:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>sdrammaturgo</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Fanculo anche a Gesù Cristo: te la sei cavata con un giorno sulla croce e due all&#8217;infe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:18px;">"<b>Fanculo anche a Gesù Cristo: te la sei cavata con un giorno sulla croce e due all'inferno</b>".</span> da Spike Lee, <i>La 25^ ora</i></p>
<p><a href="http://sdrammaturgo.wordpress.com/files/2008/02/stanley-tookie-williams.jpg" title="Stanley “Tookie” Williams"><img src="http://sdrammaturgo.wordpress.com/files/2008/02/stanley-tookie-williams.jpg" alt="Stanley “Tookie” Williams" /></a></p>
<p><a href="http://www.tookie.com/" target="_blank">Stanley "Tookie" Williams</a>, <b>1953-2005: 26 anni nel carcere di S.Quentin, </b><a href="http://www.tonyford.org/cgi-bin/it_iniezione_letale.php" target="_blank">20 minuti di agonia</a>.<br />
<b>Probabilmente non siederà alla destra del Padre.</b></p>
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