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	<title>stefano-severi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "stefano-severi"</description>
	<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 20:32:48 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Nella direzione della legalità]]></title>
<link>http://cesenablog.wordpress.com/?p=275</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 10:55:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le conversazioni creano valore e le idee sono meme.
Questo blog si fonda su questi principi e i suoi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le conversazioni creano valore e le idee sono <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meme">meme</a>.</p>
<p>Questo blog si fonda su questi principi e i suoi cittadini-autori mettono il proprio volontario impegno per sollevare le questioni del territorio ed incentivare lo scambio educato e civile tra parti.</p>
<p>Allo stesso modo si è trattata la questione del <a href="http://cesenablog.wordpress.com/2008/03/02/vecchi-simboli-al-confino/">Confino</a>, l'ex-scuola elementare di Ponte Cucco occupata abusivamente da 8 anni. Avevamo fornito i riferimenti di chi era direttamente coinvolto, gli squatters e il loro sito con tutta la documentazione del caso, l'accurata analisi giornalistica di Michelangelo Bucci che da anni seguiva la vicenda, la posizione politica di Luigi Di Placido (PRI) che insieme ad altri esponenti politici del centro-destra ha sollevato il problema in comune e ne ha documentato gli sviluppi.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Poche ore dopo il nostro pezzo spunta la prima replica, <a href="http://cesenablog.wordpress.com/2008/03/05/lodio-sotto-pelle/">una risposta assurda con accuse infamanti e totalmente infondate</a> pubblicata su un blog esterno senza diritto di replica. Una dimostrazione di ostilità assurda nei nostri confronti che avevamo aperto la questione e dato spazio per far emergere idee e posizioni.</p>
<p>Dopo neanche tre mesi, la sorpresa.</p>
<p>Nella giornata di ieri abbiamo ricevuto molte telefonate e mail che ci informavano di quanto stava accadendo: il Confino, lo sgombero. Non è mai piacevole risolvere le controversie con estremi rimedi, ma evidentemente così doveva andare. Lo sgombero dell'edificio abusivamente occupato da 8 anni non è avvenuto per questioni ideologiche o culturali, è successo per la volontà di alcuni cretini.</p>
<p>Per ben due volte il Comune ha proposto accordi per risolvere l'occupazione abusiva in maniera tollerante. Una proposta in linea con quanto avviene con le altre numerose associazioni culturali locali del territorio che trovano una collocazione nelle strutture comunali preposte. Un'offerta che nessuno dei diretti interessati ha accolto ed accettato.</p>
<p>Si è arrivati agli estremi rimedi e ora c'è una struttura comunale con porte e finestre murate che risulta inutilizzabile anche da chi civilmente avrebbe la volontà e i diritti per farlo. Un conto salato da pagare, quello delle sgombero, sul quale il Comune si esprimerà nei prossimi giorni per definire le relative responsabilità.</p>
<p>La cronostoria della giornata di ieri è fornita dal <a href="http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/cesena/2008/05/07/86257-assedio_comincia_alba_manca_quarto_alle_....shtml">Resto del Carlino</a> (pubblicazione del 7 maggio 2008):</p>
<blockquote><p>L’ASSEDIO comincia all’alba. Manca un quarto d’ora alle sei e a Ponte Cucco dormono tutti, compreso il manipolo di persone che da otto anni stanno occupando abusivamente l’edificio di quella che una vola era una scuola elementare e ora è diventato un centro sociale: ‘Al Confino’. Davanti alla struttura si posizionano un centinaio di uomini tra polizia, carabinieri, vigili urbani, vigili del fuoco e guardie zoofile. Ci sono anche un’ambulanza, un medico, un fabbro, gli operai e i muratori del Comune.<br />
Quelli che stanno dentro, che sono cinque, invece di aprire, salgono sul tetto e provano a resistere. La loro protesta però dura meno di un’ora, poi si fanno convincere dalle forze dell’ordine e scendono.</p>
<p>LE GUARDIE zoofile prendono in consegna il gruppo di cani che vivono all’interno dell’alloggio (verranno riconsegnati ai loro propietari dopo qualche ora) e superano il cancello. La struttura è stracolma di roba: vecchi mobili, poltrone, strumenti musicali, televisioni e frigoriferi. C’è anche un angolo bar. Bisogna sgomberare tutto.<br />
Gli occupanti, tutti giovani, devono essere identificati. Non dalle forze dell’ordine però, perchè loro non riconoscono le divise e l’autorità. Devono procedere le guardie zoofile. L’intera area è blindata: la polizia municipale chiude la strada e non permette di avvicinarsi, concedendo deroghe solo a una carovana di camion e furgoni che parcheggiano davanti alla ex scuola elementare e che servono per il trasloco coatto.</p>
<p>GLI OGGETTI di maggior valore vengono trasportati in magazzini di amici o ‘compagni’ solidali, altri invece finiscono al deposito comunale, con l’impegno da parte degli occupanti di recuperarli nel giro di breve tempo. Quello che non serve più o non interessa a nessuno, viene ammassato nel giardino della scuola.</p>
<p>MENTRE i furgoncini fanno la spola avanti e indietro, i muratori e gli operai si mettono al lavoro dentro l’edificio, murando porte e finestre. Sbarre, inferriate e mattoni per mettere la parola fine all’occupazione. Le forze dell’ordine assistono alle operazioni in seconda fila, vigilando sul comportamento degli squatter. Non ci sono scontri, ma la tensione è palpabile.</p>
<p>GLI OCCUPANTI esprimono la loro contestazione con le bombolette spray, scrivendo sulla facciata dell’edificio che ‘Al Confino continua’ e che ‘I posti si sgomberano le idee no’. Gli uomini dell’Enel staccano i cavi elettrici mentre i varchi d’accesso vengono chiusi uno dopo l’altro. Gli ormai ex occupanti si radunano fuori, si alternano a bere dal rubinetto di una fontana pubblica e portano a passeggio al guinzaglio i loro cani. Le ore passano. Intorno alle tre del pomeriggio l’operazione si conclude: l’edificio è vuoto e chiuso. Gli squatter si allontanano e così fa anche il grosso delle forze dell’ordine. Il servizio di vigilanza della polizia municipale invece prosegue per qualche altra ora.<br />
L’attenzione intorno alla ex scuola elementare rimarrà comunque alta anche nei prossimi giorni, visto che polizia, carabinieri e vigili urbani continueranno a tenere sotto stretta osservanza l’area per scongiurare eventuali tentativi di rioccupazione. Al momento nessuno degli occupanti è stato denunciato.</p></blockquote>
<p>Concludiamo con una parola di elogio per il Sindaco <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giordano_Conti">Giordano Conti</a> che in questa occasione ci ha stupito positivamente. Approvando lo sgombero ha finalmente dato una prova di coraggio che lo avvicina ad altri suoi colleghi, Cofferati (Bologna) e Cacciari (Venezia), nella difesa territoriale della legalità. Se ritorna sui suoi passi anche per la <a href="http://cesenablog.wordpress.com/2008/02/25/la-questione-ambientale-tra-linterminabile-confronto-di-opinioni-e-limbarazzante-eccesso-di-pragmatismo/">questione ambientale</a>, magari riconsiderando in maniera opportuna il <a href="http://cesenablog.wordpress.com/2008/04/30/propaganda-indifferenziata/">porta-a-porta</a> in consiglio comunale, avrà un posto di rilievo nei nostri cuori. Ambizione più che lecita per un Sindaco uscente che vuole lasciare un buon ricordo di sé tra i propri concittadini.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'odio sotto pelle]]></title>
<link>http://cesenablog.wordpress.com/?p=102</link>
<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 12:50:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<guid>http://cesenablog.wordpress.com/?p=102</guid>
<description><![CDATA[
Esistono storie personali molto difficili: sacrifici, situazioni familiari disgregate o complesse, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2347/1611885704_02b07e7e84_m.jpg" alt="Sollevami da tutto quanto, risparmiami una volta" height="160" width="240" /></p>
<p>Esistono storie personali molto difficili: sacrifici, situazioni familiari disgregate o complesse, fallimenti. Quando particolari equilibri si spezzano e il futuro diviene una cosa troppo grande da gestire, il proprio allontanamento sembra l'unica soluzione plausibile. La tensione diventa un peso sulla stomaco, cresce la rabbia e l'odio.</p>
<p><!--more--></p>
<p>C'è stata una replica sulla questione del centro sociale <a href="http://cesenablog.wordpress.com/2008/03/02/vecchi-simboli-al-confino/">Al Confino</a> e non è avvenuta sul luogo della discussione. Non si è aggiunta a quelle già presenti, contrastanti ma espresse in maniera civile. La replica è giunta dall'esterno, dove il confronto è inibito a monte da un singolo individuo che si pone al centro dell'universo. Una replica che non accetta critiche, nessuna contestazione.</p>
<p>Ai margini, Al Confino, <i>borderline</i> come quel disturbo della personalità che prende il nome di "sociopatia". I sociopatici sono persone che si preoccupano solo di soddisfare i propri bisogni e desideri, egoismo ed egocentrismo all’estremo e spesso sono convinti di fare qualcosa di buono per la società (...o almeno niente di così brutto).</p>
<p>La rivista <a href="http://www.psyreview.org/articoli2003/20030126-baranello-01.htm">Psyreview</a> delinea i seguenti tratti caratteristici del sociopatico:</p>
<ol>
<li>incapacità di conformarsi alle norme sociali per ciò che concerne il comportamento legale, come indicato dal ripetersi di condotte suscettibili di arresto;</li>
<li>disonestà, come indicato dal mentire, usare falsi nomi, o truffare gli altri ripetutamente, per profitto o per piacere personale;</li>
<li>impulsività o incapacità di pianificare;</li>
<li>irritabilità e aggressività, come indicato da scontri o assalti fisici ripetuti;</li>
<li>inosservanza spericolata della sicurezza propria e degli altri;</li>
<li>irresponsabilità abituale, come indicato dalla ripetuta incapacità di sostenere un'attività lavorativa continuativa, o di far fronte ad obblighi finanziari;</li>
<li>la mancanza di rimorso, come indicato dall'essere indifferenti o dal razionalizzare dopo avere danneggiato, maltrattato o derubato un altro</li>
</ol>
<p>Circa la classificazione, in letteratura si distinguono principalmente quattro tipologie: il sociopatico "comune", "alienato", "aggressivo" e "dissociale". Il comune è caratterizzato soprattutto dalla mancanza di coscienza; l’alienato dalla sua incapacità ad amare o essere amato; l’aggressivo da una costante vena sadica; e il dissociale dalla capacità di conformarsi alle regole di una gang, a patto che siano sbagliate.</p>
<p>Ora, definiti i presupposti base per l'analisi, troverete di seguito copia della replica indicata:</p>
<blockquote><p>Ogni tanto a Cesena qualcuno si sveglia male ed attacca il Confino Squat. Così, perchè non sa cosa fare, nè cosa dire, allora attacca il Confino. Oppure semplicemente per dire una cosa di destra, che va sempre di gran moda tra l’elettorato televisivamente passivo. Risale solo a qualche giorno fa l’ultimo “interessamento” sulla questione-Confino, da parte di un blog di Cesena attivo da poco ma non immediatamente inquadrabile poichè non firma alcun intervento. E’ interessante però perchè linka, oltre al sito dei Contrasto con un recente comunicato dei ragazzi del Confino, anche due interventi piuttosto vomitevoli.</p>
<p>Il primo è di uno dei soci del Teatro Verdi, il locale più alla moda della “cesenabene”, mondo fortunatamente distante anni luce dalla realtà di impegno sociale e rivendicazione politica propugnata  da uno spazio libero come il Confino. Comunque questo probabilmente non sa nulla della storia del Confino e fino a qualche mese probabilmente ne ignorava anche l’esistenza. Adesso va di moda spararci sopra, tra qualche mese tornerà tranquillamente ad occuparsi del divertimento notturno dei "giovini cesenati".</p>
<p>Il secondo è un pezzo del Corriere Cesenate, il settimanale dei preti, a firma Michelangelo Bucci. Quella di Bucci contro il Confino è una battaglia vecchia, che affonda le radici negli anni, fatta di velenosi pezzi a suo tempo pubblicati su un quotidiano locale. Conosco bene Bucci e le sue convinzioni apertamente sioniste, e quindi questa ennesima presa di posizione non mi stupisce. Niente di particolare, dunque: sono i soliti strali dei soliti nemici. Che vanno odiati e combattuti come sempre.</p>
<p>Ma in realtà che aria tira al Confino? Non una brutta aria, a quanto sembra. Le imminenti elezioni politiche potrebbero contribuire a congelare la situazione. Quei ragazzi hanno diritto, e noi il dovere, di tenere vivo quel posto altrimenti abbandonato. Lo sanno bene anche i sedicenti partiti comunisti al governo dei nostri Enti locali. Lo sa l’assessore Maria Grazia Zittignani che un eventuale sgombero sarebbe inaccettabile e che farebbe perdere a lei ed al suo partito ogni benchè minimo briciolo di credibilità. Lo sa anche Monica Donini, presidente dell’Assemblea Regionale dell’Emilia-Romagna, attiva nella mediazione tra i ragazzi del Confino ed il resto del mondo. Anzi, si tratta quest’ultimo di uno sforzo da incoraggiare ed applaudire, con l’augurio che non sia dovuto alla sola scadenza elettorale.</p>
<p>Restiamo in attesa di ulteriori notizie. E di qualche altro moralizzatore pronto per la sua bella predicozza contro il Confino.</p></blockquote>
<p>L'odio sotto pelle.</p>
<p>Quella rabbia che fa alzare il dito in segno di accusa contro un nemico inesistente. A volte basta il solo aspetto, l'abito. Quella rabbia che ti fa digrignare i denti e stringere forte i pugni. Uno specchio, basterebbe questo. Per capire, per osservare, quel nemico che ha il proprio volto e le proprie sembianze.</p>
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