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	<title>stralcio &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "stralcio"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 10:13:33 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Estate 1967 (stralcio)]]></title>
<link>http://melania07.wordpress.com/?p=287</link>
<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 11:51:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>melania</dc:creator>
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<description><![CDATA[
&nbsp;
26 – 27 luglio 1967
 
Quell’estate io e la mia famiglia, mio padre Pietro, mia madre Ann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-right:0.2pt;text-align:justify;"><a href="http://melania07.wordpress.com/files/2008/04/delifinogiannino.jpg" title="delifinogiannino.jpg"><img src="http://melania07.wordpress.com/files/2008/04/delifinogiannino.jpg" alt="delifinogiannino.jpg" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:0.2pt;text-align:justify;">&#160;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:0.2pt;text-align:justify;"><i><span style="font-size:11pt;font-family:Garamond;">26 – 27 luglio 1967</span></i></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:0.2pt;text-align:justify;"><i><span style="font-size:11pt;font-family:Garamond;"> </span></i></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:0.2pt;text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Garamond;letter-spacing:1pt;">Quell’estate io e la mia famiglia, mio padre Pietro, mia madre Annalisa e mio fratello Giovanni, trascorremmo qualche settimana in un piccolo paese di montagna, non lontano da Cortina d’Ampezzo, dove avevamo preso<span>  </span>una casa in affitto. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:0.2pt;text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Garamond;letter-spacing:1pt;">Arrivammo nel luogo di villeggiatura sabato 27 luglio, nel tardo pomeriggio, dopo una lunga attraversata in nave dalla Sardegna (Porto Torres – Genova) ed un altrettanto lungo viaggio in macchina da Genova alla località prescelta per le vacanze.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:0.2pt;text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Garamond;letter-spacing:1pt;">C’eravamo imbarcati a Porto Torres la sera del 26 luglio. I miei nonni paterni, Uccia e Pino, ci avevano accompagnato sino alla nave, con la loro vecchia Fiat 600 giallo limone. Nel momento dei saluti, abbracciando mia nonna, avevo notato che i suoi occhi erano lucidi e che il labbro superiore della sua bocca tremava leggermente. Doveva averlo notato anche mio nonno, perché subito l’aveva presa per un braccio e l’aveva stretta a sé, posandole delicatamente un bacio sulla testa precocemente argentata e dalla leggera sfumatura violetta. Mia nonna, stringendo con le mani nervose una borsa di paglia, aveva abbandonato la testa sulla spalla di mio nonno, trovandone conforto. Subito un lieve sorriso era tornato ad illuminare il suo bel viso ovale, dalla pelle incredibilmente candida. Con un piccolo fazzoletto ricamato aveva asciugato gli occhi, ancora adombrati da un velo di lacrime e di apprensione. In seguito a quel semplice gesto, un impalpabile profumo di violetta si era diffuso nell’aria. I miei nonni aspettarono sul molo sin dopo la partenza del traghetto, vicini, salutandoci con la mano. Noi, sul ponte più alto, ci sbracciammo a lungo per farci riconoscere in mezzo alla folla. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:0.2pt;text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Garamond;letter-spacing:1pt;">Dopo aver sistemato il bagaglio nella nostra cabina, restammo fuori sino all’imbrunire. Io e mio fratello salimmo e scendemmo ripetutamente le scalette verniciate di bianco che portavano da un ponte all’altro della nave. Eravamo euforici, saltavamo, ci rincorrevamo e cantavamo a squarciagola. Sentivamo gli spruzzi salati del mare e respiravamo profondamente l’odore pungente della salsedine. Mia madre, dopo la fatica dei lunghi e meticolosi preparativi per il viaggio, appariva stanca ma felice. Quel giorno aveva indossato un leggero vestito blu di lino, che le lasciava le braccia scoperte ed era abbottonato sulla schiena con grossi bottoni tondi ricoperti di stoffa. Portava un paio d’occhiali da sole scuri e teneva i lisci capelli castani, freschi di parrucchiere, <span> </span>raccolti dentro un foulard di seta bianco e blu, annodato sulla nuca. Ci mettemmo in posa e lei ci fece varie fotografie con la piccola ed economica macchina fotografica acquistata per questo viaggio. Mio padre, dopo qualche tentennamento, accettò di farsi fotografare, porgendo il suo profilo destro, appoggiato alla balaustra del ponte, lo sguardo assorto rivolto all’orizzonte, con un mezzo sorriso sul viso abbronzato. Indossava pantaloni di cotone color cachi e un’ampia Lacoste verde petrolio. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:0.2pt;text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Garamond;letter-spacing:1pt;">Quando il sole stava per tramontare, vedemmo un gruppo di delfini, forse una famiglia, che guizzavano e saltavano nel mare lungo la scia schiumosa lasciata dalla nave. Tentammo di fare una foto, ma la luce non era più sufficiente. Questa immagine rimase in ogni caso impressa nella mia mente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:0.2pt;text-align:justify;">(...)</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:0.2pt;text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/i0XknwXqLDo'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/i0XknwXqLDo&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
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