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	<title>studentessa-violentata-la-storta &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/studentessa-violentata-la-storta/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "studentessa-violentata-la-storta"</description>
	<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 20:43:46 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Stupro La Storta, interrogatori in procura. Gasparri promette: "Parleremo dello "stile di vita di Bettini"]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/?p=389</link>
<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 14:11:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Di Wildgreta:
Non ho capito se quella di Gasparri sia una minaccia o cosa (sempre che le agenzie ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong><a href="http://wildgretapolitics.wordpress.com/files/2008/04/la-storta.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-390" src="http://wildgretapolitics.wordpress.com/files/2008/04/la-storta.jpg?w=230" alt="" width="230" height="154" /></a></strong></p>
<p><strong>Di Wildgreta:</strong></p>
<p><strong>Non ho capito se quella di Gasparri sia una minaccia o cosa (sempre che le agenzie abbiano riportato fedelmente le sue parole) e non ho la più pallida idea di quale sia lo stile di vita di Goffedo Bettini, numero 2 del PD. Non ho neppure capito come mai dia tanto fastidio l'indagine sullo stupro della studentessa a Roma. Se gli uomini vicini ad Alemanno o ad AN non c'entrano nulla, non c'è motivo di preoccuparsi. Il "nulla" non è perseguibile, nè moralmente nè legalmente.</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>ROMA: STUPRO LA STORTA, INTERROGATORI IN PROCURA</strong><br />
Roma, 29 apr. - (Adnkronos) - Alcuni romeni, tra i quali due donne, sono stati interrogati oggi dal pubblico ministero di Roma Maria Monteleone, nell'ambito dell'inchiesta su Joan Rus, l'uomo che la sera del 16 aprile scorso, nei pressi della stazione 'La Storta' ha aggredito, stuprato e ferito una studentessa universitaria del Lesotho. Massimo riserbo sulle dichiarazioni fatte dalle persone interrogate, visto che tutti verbali sono stati secretati. Gia' ieri il pubblico ministero Monteleone aveva interrogato la ragazza aggredita da Rus, ma anche sulle sue dichiarazioni continua a essere mantenuto il piu' stretto riserbo. (Saz/Gs/Adnkronos)</p>
<p>29-APR-08 14:29</p>
<p> <strong>Gasparri: «Prometto: parleremo di stili di vita di Bettini»</strong></p>
<p>ROMA (28 aprile) - «L'unico che spero non abbia più gestione di potere è Goffredo Bettini. Parleremo di stili di vita di Bettini, questa è una mia promessa». Lo ha detto l'esponente del Pdl Maurizio Gasparri arrivando in piazza del Campidoglio per festeggiare la vittoria di Gianni Alemanno.</p>
<p>«Bettini ha detto: "non parliamo degli stili di vita" - ha continuato Gasparri - la mia promessa è che parlerò degli stili di vita di Bettini», ha sottolineato l'esponente di An. «Qualche sassolino nella scarpa dobbiamo togliercelo, come quello di chi ha detto che lo stupro della Storta era inventato. Non bastano le dimissioni di uno dell'ufficio stampa della Bindi, occorre che lei chieda scusa per i suoi collaboratori», ha aggiunto Gasparri.</p>
<p>Il Messaggero 29 aprile 2008</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stupro La Storta: i due "angeli custodi"si imbatterono per caso nella pattugia dei carabinieri]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/?p=360</link>
<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 22:03:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
<guid>http://wildgretapolitics.wordpress.com/?p=360</guid>
<description><![CDATA[
Studentessa violentata a Roma.Sentito dal pm il secondo teste
Massimiliano Crepas, uno dei due uomi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p>Studentessa violentata a Roma.Sentito dal pm il secondo teste</p>
<p><strong>Massimiliano Crepas, uno dei due uomini che hanno avvertito i carabinieri<br />
di quanto stava accadendo, ha raccontato la sua versione dei fatti</strong></p>
<p><strong>Secretati gli atti. Da lunedì i sopralluoghi. Quella sera i due<br />
s'imbatterono solo per caso nella pattuglia che poi intervenne</strong></p>
<p>ROMA - Tre ore davanti al magistrato a spiegare l'esatta dinamica dei fatti di quella maledetta sera del 16 aprile in cui una studentessa del Lesotho venne assalita, violentata e accoltellata dal romeno Jona Rus e a chiarire anche alcuni aspetti di quello che è accaduto nei giorni successivi. Massimiliano Crepas, uno dei due soccorritori della ragazza è stato sentito questa mattina dal pm Maria Monteleone, che da alcuni giorni affianca il collega Erminio Amelio nelle indagini, per l'aggressione alla Storta. Il suo amico Bruno Musci aveva risposto già ieri alle domande del magistrato.</p>
<p>Un racconto da <strong>'eroi per caso'</strong> finito sulle prime pagine dei giornali, e, dopo le polemiche politiche, ora al vaglio della magistratura chiamata a far luce sulle <strong>presunte ombre.</strong> Il romeno, invece, è 'blindato' in carcere da una richiesta di <strong>perizia psichiatrica</strong> avanzata dai suoi difensori che ne consentirà un secondo interrogatorio da parte dei pm (il primo avvenuto solo alla presenza del gip) solo tra qualche tempo.</p>
<p><strong>Crepas</strong>, il cui interrogatorio è stato secretato per impedire che il contenuto venga divulgato alla stampa o per altri scopi, ha risposto come persona informata dei fatti. L'uomo non ha precedenti penali.<strong> Musci, il più presente dei due su giornali e tv dopo il fatto, risulta invece pregiudicato</strong>. Anche a Crepas sarebbe stata chiesta una ricostruzione dei fatti della sera del 16 aprile scorso e il motivo per cui i due si trovavano quella sera in una zona fuori mano.</p>
<p>E dalle audizioni una prima novità che modifica il racconto delle prime ore:<strong> i due testimoni la sera dello scorso 16 aprile si imbatterono soltanto per caso nella pattuglia dei carabinieri a cui denunciarono l'aggressione</strong>, vicenda resa pubblica dagli stessi carabinieri solo tre giorni dopo i fatti. Nei prossimi giorni i pm hanno in programma di eseguire un sopralluogo nella zona dell'aggressione e anche di raccogliere la testimonianza della studentessa. Da questi due atti istruttori dovrebbero giungere, oltre che dettagli sullo stupro e l'accoltellamento, anche chiarimenti su alcuni punti della <strong>vicenda rimasti oscuri e in particolare su aspetti riguardanti la ricostruzione dei fatti.</strong></p>
<p><strong>La procura sta, infine, cercando anche riscontri alla testimonianza su Joan Rus fatta da una romena.</strong> Si tratta di una commerciante della Storta, che <strong>riferì nei giorni scorsi di voci che circolavano nell'ambiente dei romeni di un gesto fatto per screditare la stessa comunità. </strong></p>
<p>I pm stanno ricostruendo il profilo dell'aggressore e del suo entourage. In questo contesto non è escluso che nei prossimi giorni gli investigatori sentiranno alcuni parenti di Rus che abitano a Roma. <strong>Secondo la testimonianza della commerciante romena, l'aggressore non viveva in una baraccopoli, ma in un appartamento non lontano dal luogo dello stupro.</strong> La moglie di Rus, partita in autobus per la Romania proprio la mattina del 16 aprile, giorno dell'aggressione, avrebbe avuto un impiego in una struttura sanitaria della capitale.</p>
<p>(La Repubblica 26 aprile 2008)</p>
<h3>I dubbi sulla ricostruzione ufficiale partiti da un'email diffusa da un esponente del Pd</h3>
<h1>Sospetti e veleni sullo stupro di Roma</h1>
<h2>L'ex sindaco: troppe stranezze. La replica: ipotesi assurde<!--more--></h2>
<p> </p>
<p><span style="font-weight:bold;">ROMA</span> - Se ne è parlato riservatamente per giorni tra salotti, comitati elettorali e redazioni dei giornali. E ieri i presunti retroscena dello stupro della giovane studentessa africana avvenuto la scorsa settimana a La Storta — periferia nord di Roma — sono diventati materia di scontro tra i candidati a sindaco della capitale.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">Ha iniziato Rutelli: «Alcune di queste vicende degli ultimi giorni</span> sono state anche un po' sospette. Ma non tocca a me parlarne, indagheranno le forze dell'ordine, indagherà la magistratura ». Immediata la replica di Alemanno: «Si è toccato il fondo. Sono preoccupato di come Rutelli sta affrontando quest'ultimo scorcio di campagna elettorale». Poi ha rivelato: «Si lascia intendere chissà che cosa intorno allo stupro della studentessa del Lesotho nei pressi della stazione La Storta. È una cosa talmente fantascientifica che non so se fa più ridere o piangere. Come si fa a strumentalizzare il dolore? Sottacqua dicono che è stata la destra a organizzare lo stupro della studentessa del Lesotho. Sono dei cialtroni e vanno rimandati a casa». A mettere in pubblico alcune «stranezze» dello stupro alla Storta era stato, mercoledì scorso, il sito internet Dagospia, pubblicando una lettera siglata MD che ricalca una e-mail fatta circolare dall'ex assessore della giunta Veltroni, oggi consigliere regionale del Pd, Mario Di Carlo. «Ricevo e giro», avvertiva il politico per dire che non è lui la fonte primaria dell'informazione. Nel messaggio ci si chiedeva come fosse possibile che un rumeno senza fissa dimora nominasse un avvocato del calibro di Marcello Pettinari, «famoso penalista difensore del magistrato Metta indagato nell'ambito del processo Lodo Mondadori che vedeva indagati Berlusconi, Pacifico, Previti e Squillante». E faceva notare che Pettinari ebbe in gioventù un passato missino, mentre uno dei soccorritori della ragazza di colore violentata, «guarda caso, firma con Alemanno con tanto di foto sul Messaggero del 22 aprile 2008 il patto per la legalità e la sicurezza». Conclusione della lettera: «Agatha Christie faceva dire a Poirot che quando ci sono tre coincidenze diventano un indizio».</p>
<p><span style="font-weight:bold;">In questo caso l'indizio sarebbe quello di un concentrato un po' sospetto </span>di uomini di destra intorno alla vicenda. Al quale il Secolo d'Italia ha replicato ieri mattina con un articolo intitolato «Rutelliani disperati: il rumeno? Assoldato dal Pdl». E la nomina di Pettinari, che non ricorda di essere stato missino e oggi si autodefinisce «liberale convinto», era stata spiegata dall'interessato al Riformista (che aveva ripreso Dagospia) in questi termini: il rumeno aveva in tasca un biglietto da visita di un avvocato suo amico, Cesare Sansoni, risalente a un trasloco di un paio di anni fa; chiamò lui, che però è un civilista e quindi ha passato il caso al figlio Antonio e a suo zio, Marcello Pettinari. Sempre ieri l'agenzia Ansa ha diffuso un'altra notizia che alimenterebbe l'indizio nato dalle coincidenze riassunto nella e-mail: una donna rumena «che lavora in un negozio di generi alimentari sulla via Cassia », dunque vicino alla Storta, avrebbe testimoniato in un interrogatorio svoltosi nei giorni scorsi in Procura, che «nella comunità rumena della capitale sarebbero circolate voci secondo le quali Joan Rus, l'uomo accusato di aver violentato la studentessa del Lesotho, potrebbe essere stato coinvolto in un gesto tendente a screditare la comunità stessa».</p>
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<p><span style="font-weight:bold;">La testimone avrebbe detto di aver «sentito queste voci tra i suoi connazionali»,</span> senza poter affermare se rispondessero alla realtà. In Procura la notizia di questa testimonianza sul rumeno mandato a violentare una ragazza di colore non trova riscontro. Anzi, viene smentita. Confermata solo la deposizione del «salvatore» della vittima, Bruno Musci, ufficialmente secretata dagli inquirenti per evitare possibili «inquinamenti » derivanti da interviste sui giornali o in tv. Ma è una deposizione durata ben quattro ore, e di solito su un verbale si mette il segreto quando emergono novità che vanno verificate. Per esempio tempi e modalità con cui lo stesso Musci e il suo amico Massimo Crepas hanno dato l'allarme ai carabinieri. La donna avrebbe anche detto che pochi giorni prima dell'aggressione la moglie del violentatore era tornata in Romania. Per il marito, che i connazionali conoscerebbero come un tipo «violento e aggressivo», i difensori hanno chiesto la perizia psichiatrica.</p>
<p class="footnotes">Il Corriere della Sera 26 aprile 2008 Fiorenza Sarzanini</p>
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