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	<title>tirolo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/tirolo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "tirolo"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 06:45:52 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[I Tirolesi non sono Italiani ]]></title>
<link>http://mazingazeta.wordpress.com/?p=620</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 17:54:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mazinga Z</dc:creator>
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<description><![CDATA[
I Tirolesi non sono Italiani - si vede anche sulla carta della Padania.
L&#8217;unico vero esempio ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2008/06/cartina_pdn.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-621" src="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2008/06/cartina_pdn.jpg" alt="" width="397" height="276" /></a></p>
<p><strong>I Tirolesi non sono Italiani - si vede anche sulla carta della Padania.</strong></p>
<p><strong>L'unico vero esempio di tutela linguistico-culturale di una minoranza etnica in Italia è il Sud Tirolo dove le norme sul bilinguismo e la parità dei diritti culturali sono effettivamente applicate.</strong></p>
<p><!--more--></p>
<p>Le popolazioni preromane che abitavano questa terra erano di origine celtica e retica ma in seguito alla colonizzazione dell'Impero tutta la zona fu profondamente romanizzata. Già dal nono secolo, però, la migrazione di genti germaniche di ceppo tirolese si intensificò a scapito delle genti ladine che prima abitavano la zona. Più tardi, nell'undicesimo secolo, nacquero i principati vescovili di Trento e Bressanone che, dal 1271, furono riunite in uno stato feudale che in seguito, dopo aver esteso la propria influenza sull'area di Trento, passò sotto l'influenza dell'Austria.<br />
L'invasione napoleonica del 1805 spostò il Tirolo sotto la giurisdizione della Baviera ma ciò provocò la rivolta popolare guidata dall'eroe nazionale tirolese  Andreas Hofer  e, dopo il congresso di Vienna, il Sud Tirolo, unitamente al Trentino, venne posto all'interno dell'Impero Austro-ungarico.<br />
Dopo la Grande Guerra il Trattato di Parigi assegnò Trentino e Sud Tirolo al Regno d'Italia. L'avvento del regime fascista, come in altre zone del paese, portò con se una forte campagna di italianizzazione forzata che comportò il divieto di usare il tedesco negli uffici pubblici, la chiusura di scuole e dei giornali di lingua tedesca, l'italianizzazione della toponomastica e dei cognomi. L'annessione dell'Austria al Terzo Reich e il crescente pangermanesimo dei tedeschi del Sud Tirolo posero il problema della presenza tedesca sul territorio italiano. Fu così istituito un referendum popolare in base al quale 185.000 optarono per il trasferimento in Germania (Legge sulle Opzioni): lo scoppio della guerra consentì solo a circa 77.000 persone di trasferirsi e di queste, la maggior parte, ritornò in seguito sui suoi passi.<br />
Dopo la fine della guerra nacque la Südtiroler Volkspartei (SVP) , un movimento conservatore di ispirazione democristiana che chiese immediatamente l'annessione del Sud Tirolo all'Austria. Nel '46, però, gli accordi De Gasperi-Gruber , sancirono la nascita della regione a statuto speciale del Trentino-Alto Adige. L'inadempienza del governo italiano, sopratutto in materia di tutela linguistica ed organizzazione amministrativa, portò comunque alla protesta popolare (l'Italia è stata perfino denunciata all'ONU) ed alla nascita del terrorismo in Tirolo. La situazione convinse le parti in causa a nuovi negoziati per la revisione del Trattato di Parigi che portarono alla creazione di un pacchetto di misure per la tutela della minoranza tedesca da attivare dal 1971 in poi sotto controllo internazionale. In questo pacchetto era compresa anche la famosa norma sulla proporzionale etnica che garantiva l'accesso ai posti di lavoro pubblico in funzione della consistenza numerica del gruppo etnico di appartenenza.</p>
<p>Le tendenze di sezessione dei Tirolesi nel Sud Tirolo sono piu´vive che mai. Loro si definiscono "Austrianci" e nel europa delle regioni vedono una seria possibilita´ di un ritorno all´Austria.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lingua e politica]]></title>
<link>http://federicacampoli.wordpress.com/?p=12</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 09:15:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>antares84</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sul sito della Repubblica è apparso stamattina un articolo sui problemi della lingua tedesca in Tir]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><img class="alignright" src="http://www.fcbolzano96.it/image/logo-bolzano.jpg" alt="Bolzano" />Sul sito della <a>Repubblica</a> è apparso stamattina un articolo sui problemi della lingua tedesca in Tirolo: sembra che, anche per entrare all'asilo, si dovranno presto superare dei test. E tutto questo per salvaguardare la lingua madre di chi, in Tirolo, non parla italiano. Ma la questione sta avendo una eco enorme, dividendo l'opinione pubblica. In realtà, a essere divisi sono i partiti politici che, naturalmente, minacciano di non trovare accordi per le prossime elezioni che si terranno in autunno. <!--more--></p>
<p style="text-align:left;">Da una parte, il Sudtiroler Volkspartei (con Alleanza nazionale), che vede nei test d'ingresso l'unica garanzia per la sopravvivenza linguistica delle minoranze tedesche. Dall'altra parte i Verdi, contrari al test in quanto "sigillo" della diversità.<br />
E si, perché l'idea, in parole povere, sarebbe questa: dividere i bambini tedeschi da quelli italiani, in modo da supportare lo sviluppo della lingua germanica. Si è cominciato con il chiedere l'elenco dei cognomi delle famiglie che volevano iscrivere i loro bambini alle scuole tedesche, ma non è stato sufficiente, ecco perché ora si vorrebbe introdurre un test d'ingresso, con domande semplici (promettono) e chi non sa rispondere, è fuori. C'è chi vede in questo un censimento prematuro, che dovrebbe avvenire solo a 18 anni, quando si decide a quale comunità si appartiene (così succede in Tirolo).</p>
<p style="text-align:left;">Sinceramente, non è facile decidere. Evidentemente, in quelle zone si avverte una mistura di differenze culturali che talvolta, come in questo caso, può pesare; non è percepibile da chi, come me, non vive in quella situazione, ma credo che più spesso si dovrebbe fare tesoro di queste diversità e dare un esempio di convivenza unico, civile e soprattutto paritario. Una cosa mi ha scosso dell'articolo: si parla di etnie. In italiano, questa parola connota un gruppo accomunato da determinati caratteri fisici, linguistici e culturali senza alcun riferimento negativo. Poco piacevole è che, leggendo l'<a>articolo</a> della Repubblica, il termine sembra essere usato quasi per aizzare la folla alla difesa (le parole non sono certo del gionalista!) da un male che in questo caso sarebbe l'Italiano, in una lotta all'ultima scuola materna. Molto meno piacevole è scoprire che tutto questo rumore si fa, ancora una volta, per motivi politici: le quote elettorali sono fondamentali in Tirolo e chi non si dichiarerà tedesco sarà, in futuro, italiano o ladino. E questo vuol dire: voti che scompaiono; allora è meglio fissare da subito l'appartenenza così non si corrono pericoli, tranne quello di vivere da stranieri in una terra che è di tutti e anche di nessuno.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il Tirolo e i Schützen - Dio, patria e famiglia]]></title>
<link>http://mazingazeta.wordpress.com/?p=251</link>
<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 23:14:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mazinga Z</dc:creator>
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<description><![CDATA[
http://www.difesa.it/
La storia dei “cappelli piumati” rappresenta un interessante esempio di d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2008/04/logo-difesa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-250" src="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2008/04/logo-difesa.jpg" alt="" /></a></p>
<p>http://www.difesa.it/</p>
<p>La storia dei “cappelli piumati” rappresenta un interessante esempio di difesa territoriale che si identifica con la storia di una regione: il Tirolo, le cui popolazioni hanno da sempre avuto una vocazione<!--more--> marcatamente autonomista. In Tirolo esisteva, infatti, fino dal XVI secolo una struttura difensiva definita Landesverteidigung Tirols (difesa territoriale tirolese), strettamente legata al territorio ed alla popolazione<br />
e le cui origini risalgono ad un privilegio concesso dall’imperatore Massimiliano I.</p>
<p>Tutto l´articolo, di TEN.COL. GIOVANNI VULTAGGIO:</p>
<p><a href="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2008/04/il-tiirolo-e-glii-schutzen.pdf">il-tiirolo-e-glii-schutzen</a></p>
<p>o direttamente:</p>
<p>http://www.difesa.it/pubblicistica/info-difesa/numero-dettaglio.htm?detailid=11</p>
<p><a href="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2008/04/26.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-254" src="http://mazingazeta.wordpress.com/files/2008/04/26.jpg" alt="" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[HORNFELD - La Colonna del Capriolo]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=9</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 18:06:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[In questo grosso borgo altoatesino, nel mezzo della piazza del mercato, c&#8217;era tempo addietro u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:x-small;font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-family:Verdana;">In questo grosso borgo altoatesino, nel mezzo della piazza del mercato, c'era tempo addietro una alta colonna di legno sormontata da una testa impagliata di capriolo con lunghe, vistose corna.</span></span></p>
<div class="posttext">
<div class="posttext-decorator1">
<div class="posttext-decorator2">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:x-small;font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-family:Verdana;">La fama di questa colonna è dovuta al fatto che fin dalla prima metà dell'ottocento anonimi delatori incominciarono ad appendervi la notte i nomi dei mariti traditi e di chi li aveva resi tali. Com'è ovvio, la cosa era motivo di grosse liti non solo in famiglia e turbava l'armonia della città.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://mondocane.myblog.it/media/02/00/975f2241485ca12e3a00b9f77e9d0773.jpg" target="_blank"><img style="float:left;border-width:0;margin:0.2em 1.4em 0.7em 0;" src="http://mondocane.myblog.it/media/02/00/009d85445e9aef026b18ea2cea520914.jpg" alt="975f2241485ca12e3a00b9f77e9d0773.jpg" width="320" height="196" /></a><span style="font-size:x-small;font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-family:Verdana;">Alcuni dei signorotti più in vista (e tra i più citati sulla colonna) si rivolsero al Borgomastro perché mettesse fine a quello scandalo ma il Borgomastro (che era rimasto vedovo molti anni prima e che ormai per motivi d'età molto difficilmente poteva essere coinvolto nella cosa) non vide perché impedire quello che, a suo parere, era uno dei pochi divertimenti che offriva il paese. Pensò anzi di ufficializzare la cosa, istituendo la HornFest (Festa del Corno) in cui le persone coinvolte dovevano ballare in circolo attorno alla colonna del capriolo: sembra che proprio da questa festa sia nata la tipica danza tirolese in cui i ballerini si scambiano sonori ceffoni e grosse pedate nel sedere.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:x-small;font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-family:Verdana;">La tradizione della colonna del capriolo e della HornFest durò fino al 1923, quando il colonnello italiano Ermanno Princisbecco Valdimontoni, neo responsabile militare della zona, la cui carriera nel regio esercito era notoriamente dovuta più alle battaglie perdute dalla moglie che a quelle vinte da lui, scelse proprio la colonna del capriolo per tenervi il suo discorso di insediamento tra lo sbellicarsi e lo scompisciarsi dei presenti che, pure, avrebbero avuto più d'un motivo per dolersene. In seguito qualcuno si incaricò di informare il colonnello -col necessario tatto- sulle ragioni di quel comportamento e il Princisbecco Valdimontoni, dimostrando uno scarsissimo senso dell'umorismo diede ordine di bruciare la colonna sulle cui ceneri però in seguito venne posta, non si è mai saputo da chi, una grande, lunga, enorme coda di paglia.</span></span></p>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La merenda del contadino]]></title>
<link>http://maialiniallabirranelsalotto.wordpress.com/?p=140</link>
<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 16:18:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Botty</dc:creator>
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<description><![CDATA[A casa mia si trova una di quelle tovagliette (o strofinacci, come volete voi) con l&#8217;omino e l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A casa mia si trova una di quelle tovagliette (o strofinacci, come volete voi) con l'omino e la donnina tirolesi... Non fate le facce stupite e istupidite... Se ci pensate bene, ce n'è sicuramente una simile a casa vostra, o almeno a casa di vostra nonna...</p>
<p>Ora, su questa tovaglietta, a parte l'omino e la donnina suddetti (lui con una gerla di grano, lei con una cesta di pane... A impegnarsi, uno potrebbe dargli anche un significato. Io non ne ho voglia) e una filza di alberelli, fiori e uccellini vari, campeggia anche (bella al centro, cosicché non sfugga a nessuno) la scritta "<strong>Merenda del Contadino</strong>" con sotto i doviziosi dettagli che vado a riportare.</p>
<p>"Disporre sul piatto: carre` di Maiale affumicato, Lingua salmistrata, salsiccia di Fegato, Sanguinacci, Crauti, Canederli di Pane e Uova."</p>
<p>(pregasi notare che l'accento ascii e le maiuscole sono stati riportati fedelmente all'originale).</p>
<p>Ora, a me non so se mi turba di più il fatto che il contadino possa avere otto stomaci come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/ALF_(TV_series)" title="Mitico Alf!! Con otto stomaci, sei una guida per tutti noi!">Alf di Melmac</a>, il fatto che invece di ingurgitarsi semplicemente quella roba (visto che non è che dopo mi dia dei dettagli di preparazione degni di Gusteau) deva prima <strong>disporla</strong> sul piatto (sennò non è la merenda del contadino, ma, che so io, dell'apicultore?), oppure la tovaglietta in sé e per sé...</p>
]]></content:encoded>
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