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	<title>toilet-girl &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/toilet-girl/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "toilet-girl"</description>
	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 16:16:05 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[La ragazza dell&#39;OuToyLet]]></title>
<link>http://squartooggiaro.wordpress.com/?p=10</link>
<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 20:56:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>primosasizzierescelto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Succede cos&igrave;, che ero uscito per comprare un regalino per il piccolo e cammina cammina sentiv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Succede cos&#236;, che ero uscito per comprare un regalino per il piccolo e cammina cammina sentivo sempre pi&#249; forte una pressione alla vescica. Mi dirigo verso i WC del centro commerciale, entro, apro la porta d&#39;ingresso ed &#232; tutto ok tra puzza e scritte alle pareti; apro la porticina del cesso con la piscia gi&#224; sull&#39;uscio del coso e c&#39;&#232; una donna seduta sulla tazza.<br />
&#34;Scusascusascusa&#34; grido quasi, richiudendole la porta in faccia, e intanto mi chiedo come ho fatto a confondere i bagni degli uomini con quelli delle signore.<br />
Da basso, mister Pipino protesta con veemenza.<br />
&#34;Guardi che &#232; tutto a posto!&#34; mi rassicura lei dall&#39;interno.<br />
Perplesso riapro e lei &#232; sempre l&#236;, concreta. Avr&#224; una ventina d&#39;anni forse, pulitamente carina e ben fatta: lunghi capelli castani, labbra carnose ma genuine, minigonna nera come le scarpe e una maglietta bianca aderente che poco spazio offre all&#39;immaginazione, con su impresso &#34;Ou<em>Toy</em>Let&#39;s Toilet-Girl&#34; e il logo del centro commerciale. Appicciata alla maglietta una spilla di riconoscimento mi saluta da sopra il seno sinistro, spiegandomi che la ragazza si chiama Sonia.<br />
Sonia sorride, un po&#39; in imbarazzo: &#34;Benvenuto, signore, sono la toilet-girl Sonia, del centro commerciale Ou<em>Toy</em>Let, al suo servizio.&#34;<br />
&#34;Ehm... piacere...&#34; – la discussione continua ad apparirmi surreale – &#34;avevo intuito qualcosa. Ma che significa esattamente?&#34;<br />
Sonia arrossisce e si sfiora una ciocca di capelli. &#34;Beh, diciamo che svolgo le classiche funzioni di una <em>toilette</em>: accolgo e ingerisco le deiezioni solide e liquide dei visitatori dell&#39;Ou<em>Toy</em>Let. É uno degli svariati intrattenimenti che offriamo per aumentare il grado di soddisfazione dei nostri clienti.&#34;<br />
Bel discorsetto imparato a memoria. Chiss&#224; quali sono gli altri servizi di cui parla...<br />
&#34;Fai anche... ehm... pompini?&#34;<br />
Sonia scuote la testa. Le sue guance avvampano. &#34;No, signore, non rientra fra le mie mansioni alcuna attivit&#224; di tipo sessuale.&#34;<br />
See, see... Si fa pregare, la porcellina. Mister Pipino intanto pulsa fremente come non mai e mi suggerisce la soluzione pi&#249; efficace in questi casi. Estraggo il portafogli dalla tasca posteriore sventagliando moneta frusciante davanti ai suoi occhi. &#34;E per un compenso extra, diciamo di 30 euro?&#34;<br />
Sonia si leva di scatto, i suoi seni sobbalzano liberi da sotto la t-shirt. &#34;Come si permette?? COME CAZZO TI PERMETTI!? SONO TRE MESI CHE LAVORO QUI E NON SONO MAI STATA OFFESA TANTO, MA CON CHI CAZZO CREDI DI AVERE A CHE FARE?&#34; urla spintonandomi fuori dallo stanzino del cesso.<br />
Inciampo all&#39;indietro e finisco col culo a terra. Subito dopo tutte le porte della stanza si spalancano, e da l&#236; tante ragazze con la stessa divisa di Sonia escono e guardano me e lei.<br />
Sguardi carichi di disapprovazione mi schiacciano come un macigno. Urla, calci, rotoli di carta igienica addosso (Ahio!). Vista la mala pigliata della situazione scappo inseguito dalle colleghe della ragazza, con ancora mister Pipino in evidenza dal cavallo dei pantaloni.<br />
Insomma, alla fine non ho pi&#249; avuto la faccia di rientrare nemmeno per chiedere scusa ed era da troppo che mi tenevo la piscia addosso e non sapevo dove andare ma proprio non riuscivo a trattenermi e l&#236;, davanti a un sacco di mamme schifate e bambini curiosi... Dio, che figura di merda!</p>
<p>&#34;Stai dicendo che questo &#232; il motivo per cui te la sei fatta addosso come un poppante?&#34;<br />
&#34;Ehm... s&#236;.&#34;<br />
&#34;É la scusa pi&#249; idiota che abbia mai sentito.&#34;</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La ragazza dell&#39;Ou<em>Toy</em>Let]]></title>
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<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 20:56:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>squartooggiaro</dc:creator>
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<description><![CDATA[Succede cos&igrave;, che ero uscito per comprare un regalino per il piccolo e cammina cammina sentiv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Succede cos&#236;, che ero uscito per comprare un regalino per il piccolo e cammina cammina sentivo sempre pi&#249; forte una pressione alla vescica. Mi dirigo verso i WC del centro commerciale, entro, apro la porta d&#39;ingresso ed &#232; tutto ok tra puzza e scritte alle pareti; apro la porticina del cesso con la piscia gi&#224; sull&#39;uscio del coso e c&#39;&#232; una donna seduta sulla tazza.<br />
&#34;Scusascusascusa&#34; grido quasi, richiudendole la porta in faccia, e intanto mi chiedo come ho fatto a confondere i bagni degli uomini con quelli delle signore.<br />
Da basso, mister Pipino protesta con veemenza.<br />
&#34;Guardi che &#232; tutto a posto!&#34; mi rassicura lei dall&#39;interno.<br />
Perplesso riapro e lei &#232; sempre l&#236;, concreta. Avr&#224; una ventina d&#39;anni forse, pulitamente carina e ben fatta: lunghi capelli castani, labbra carnose ma genuine, minigonna nera come le scarpe e una maglietta bianca aderente che poco spazio offre all&#39;immaginazione, con su impresso &#34;Ou<em>Toy</em>Let&#39;s Toilet-Girl&#34; e il logo del centro commerciale. Appicciata alla maglietta una spilla di riconoscimento mi saluta da sopra il seno sinistro, spiegandomi che la ragazza si chiama Sonia.<br />
Sonia sorride, un po&#39; in imbarazzo: &#34;Benvenuto, signore, sono la toilet-girl Sonia, del centro commerciale Ou<em>Toy</em>Let, al suo servizio.&#34;<br />
&#34;Ehm... piacere...&#34; – la discussione continua ad apparirmi surreale – &#34;avevo intuito qualcosa. Ma che significa esattamente?&#34;<br />
Sonia arrossisce e si sfiora una ciocca di capelli. &#34;Beh, diciamo che svolgo le classiche funzioni di una <em>toilette</em>: accolgo e ingerisco le deiezioni solide e liquide dei visitatori dell&#39;Ou<em>Toy</em>Let. É uno degli svariati intrattenimenti che offriamo per aumentare il grado di soddisfazione dei nostri clienti.&#34;<br />
Bel discorsetto imparato a memoria. Chiss&#224; quali sono gli altri servizi di cui parla...<br />
&#34;Fai anche... ehm... pompini?&#34;<br />
Sonia scuote la testa. Le sue guance avvampano. &#34;No, signore, non rientra fra le mie mansioni alcuna attivit&#224; di tipo sessuale.&#34;<br />
See, see... Si fa pregare, la porcellina. Mister Pipino intanto pulsa fremente come non mai e mi suggerisce la soluzione pi&#249; efficace in questi casi. Estraggo il portafogli dalla tasca posteriore sventagliando moneta frusciante davanti ai suoi occhi. &#34;E per un compenso extra, diciamo di 30 euro?&#34;<br />
Sonia si leva di scatto, i suoi seni sobbalzano liberi da sotto la t-shirt. &#34;Come si permette?? COME CAZZO TI PERMETTI!? SONO TRE MESI CHE LAVORO QUI E NON SONO MAI STATA OFFESA TANTO, MA CON CHI CAZZO CREDI DI AVERE A CHE FARE?&#34; urla spintonandomi fuori dallo stanzino del cesso.<br />
Inciampo all&#39;indietro e finisco col culo a terra. Subito dopo tutte le porte della stanza si spalancano, e da l&#236; tante ragazze con la stessa divisa di Sonia escono e guardano me e lei.<br />
Sguardi carichi di disapprovazione mi schiacciano come un macigno. Urla, calci, rotoli di carta igienica addosso (Ahio!). Vista la mala pigliata della situazione scappo inseguito dalle colleghe della ragazza, con ancora mister Pipino in evidenza dal cavallo dei pantaloni.<br />
Insomma, alla fine non ho pi&#249; avuto la faccia di rientrare nemmeno per chiedere scusa ed era da troppo che mi tenevo la piscia addosso e non sapevo dove andare ma proprio non riuscivo a trattenermi e l&#236;, davanti a un sacco di mamme schifate e bambini curiosi... Dio, che figura di merda!</p>
<p>&#34;Stai dicendo che questo &#232; il motivo per cui te la sei fatta addosso come un poppante?&#34;<br />
&#34;Ehm... s&#236;.&#34;<br />
&#34;É la scusa pi&#249; idiota che abbia mai sentito.&#34;</p>
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