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	<title>universita-ricerca &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/universita-ricerca/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "universita-ricerca"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 04:48:17 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Pizza indigeribile]]></title>
<link>http://nicolabel.wordpress.com/?p=173</link>
<pubDate>Tue, 13 May 2008 15:53:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolabel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Uno passa la mattinata a sentire una docente del MIT di Boston spiegare come l&#8217;innovazione ter]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Uno passa la mattinata a sentire una <a href="http://mit.edu/dusp/mrp/People/krp.html" target="_blank">docente</a> del MIT di Boston spiegare come l'<strong>innovazione</strong> territoriale passi attraverso la sinergia tra università, imprese e istituzioni pubbliche.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi si connette a Internet e scopre che <strong>sottosegretario alla Ricerca Scientifica e Tecnologica</strong> è stato nominato <a href="http://www.corriere.it/politica/08_aprile_03/stella_pizza_dc_0c094c2c-013d-11dd-b7e1-00144f486ba6.shtml" target="_blank">Giuseppe Pizza</a>.</p>
<h5><em>Se ne parla (male) anche <a href="http://ricercatoriprecari.wordpress.com/2008/05/12/ci-risiamo/" target="_blank">qui</a>.</em></h5>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'ononevole Carlucci e l'antimateria grigia]]></title>
<link>http://nicolabel.wordpress.com/?p=151</link>
<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 02:32:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolabel</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;Italia è un posto bellissimo. Penso sia l&#8217;unico Paese i cui politici ed ex soubrettes]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L'Italia è un posto bellissimo. Penso sia l'unico Paese i cui politici ed ex soubrettes si occupano di fisica teorica.<img src="http://deputati.camera.it/Gabriella.Carlucci/img/blu3.jpg" align="right" height="271" hspace="7" vspace="3" width="180" /></p>
<p align="justify">Accade che <b>Luciano Maiani</b>, già direttore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e del CERN di Ginevra, venga nominato presidente del <b>CNR</b>. Incidentalmente, si tratta dello stesso Maiani che qualche mese prima della nomina aveva contestato l'invito a Benedetto XVI per l'inaugurazione dell'università la Sapienza.</p>
<p align="justify">Quello che segue non è scienza: è fantascienza. Il deputato di Forza Italia <b>Gabriella Carlucci</b>, già conduttrice di Buona Domenica, contrasta la scelta contestando le doti manageriali e la competenza scientifica dello stesso Maiani, colpevole - secondo lei - di non aver vinto "<i>neanche u</i><i>n premio Nobel"</i>. Benché i documenti citati dalla Carlucci (che non ha mai vinto neanche un <b>Telegatto</b>) si siano presto rivelati dei falsi grossolani, tutto sarebbe rimasto una delle solite, banali, pretestuose polemiche politiche alle quali l'Italia si è ormai assuefatta. Se non che il <b>premio Nobel</b> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sheldon_Glashow" target="_blank">Sheldon Glashow</a> è intervenuto per <a href="http://www.puglialive.net/home/news_det.php?nid=10554" target="_blank">lettera</a> a difendere Maiani elogiandone "<i>l'eccezionale statura scientifica</i>" e chiarire alla conduttrice di Rete4 che "<i><b>è compito degli scienziati elaborare teorie</b>, non perché queste siano vere ma perché potrebbero essere tali</i>. <i> Se si trattengono dalla pubblicazione delle loro speculazioni per paura che esse non possano essere vere, non ci sarebbe progresso nella scienza. Perfino i nostri più grandi eroi, <b>Galileo, Newton ed Einstein</b>, hanno pubblicato speculazioni che si sono poi rivelate abbastanza sbagliate. </i><i>Posso fornirla di citazioni, se lei desidera controllare le loro competenze scientifiche</i>".</p>
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<p align="justify"><b>In un Paese normale</b>, la faccenda si sarebbe chiusa qui, con questa colossale figura di sterco da parte dell'incauta Carlucci. Invece, non appagata, la deputata pugliese <a href="http://www.gabriellacarlucci.it/2008/02/20/risposta-a-glashow/" target="_blank">replica</a> a Glashow, lo accusa di essere un bugiardo, chiama in ballo <b>altri eminenti fisici</b> che non tardano a smentirla: tra tutti, lo spagnolo Alvaro de Rujula che <a href="http://progettogalileo.wordpress.com/2008/03/02/alvaro-de-rujula-smentisce-la-carlucci/" target="_blank">sintetizza</a> l'opinione che della penosa vicenda si sono fatte le comunità scientifiche di tutto il mondo: <i>"<b>Che hanno fatto gli italiani per meritarsi tutto questo?</b> Non credo che si tratti di una punizione biblica, anche se lo sembra"</i>.</p>
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<p align="justify">Ormai l'<b>autolesionismo</b> di Gabriella è incontenibile: sul suo blog, non paga di centinaia di commenti negativi, persevera nel gioco pericoloso delle <a href="http://www.gabriellacarlucci.it/2008/03/06/replica/" target="_blank">repliche</a>. Nonostante le lacune in materia di fisica e gli <b>errori logici, grammaticali e di traduzione dall'inglese </b>(meno ovvi, dato che la Carlucci si dice laureata in lettere e lingue straniere), quello che colpisce di più è che  questa penosa performance non metterà certo fine alla carriera politica della "<i>showgirl che sparla di fisica</i>".</p>
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<p align="justify">Del resto, il <b>capopopolo della Libertà</b> solo pochi giorni addietro ha esposto la sua illuminante <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#38;currentArticle=HBD39" target="_blank">teoria del peone</a>: in Parlamento servono trenta persone preparate. Gli altri devono essere solo operai ubbidienti.</p>
<p align="justify"><i><b>Edit</b> del 10 marzo: Gabriella Carlucci è stata ufficialmente candidata in Puglia dal Popolo della Libertà.</i></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Analfabeti con laurea]]></title>
<link>http://nicolabel.wordpress.com/?p=148</link>
<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 20:58:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolabel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non lascia indifferenti l&#8217;articolo di Michele Smargiassi apparso su su Repubblica qualche gior]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/scuola_e_universita/servizi/laureati-analfabeti/laureati-analfabeti/stor_12190526_37350.jpg" align="left" height="296" width="200" />Non lascia indifferenti l'<a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/scuola_e_universita/servizi/laureati-analfabeti/laureati-analfabeti/laureati-analfabeti.html" target="_blank">articolo</a> di Michele Smargiassi apparso su su <i>Repubblica </i>qualche giorno fa a proposito dell'ormai dilagante analfabetismo tra i laureati italiani. L'uso che il giornalista fa del termine <b>analfabetismo </b>forse è improprio, ma come definire le persone che, seppur dotate di titolo di studio universitario, stentano a comprendere un testo di media difficoltà o non sono in grado di esprimersi per iscritto in modo chiaro e senza errori grammaticali? E pensare che molti di essi svolgono professioni dove la padronanza della parola scritta è essenziale in sé (insegnanti e giuristi in primis) o comunque per garantire il necessario <b>aggiornamento delle competenze</b> (medici, ingegneri, esperti in tecnologie).</p>
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<p align="justify">Purtroppo la notizia non mi stupisce - della preoccupante debolezza linguistica di molti studenti universitari mi capita di fare periodicamente esperienza - né sottovaluto le conseguenze a lungo termine di un tale impoverimento culturale sullo sviluppo economico e sociale.</p>
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<p align="justify"><a href="http://insertcoin.kurai.eu/438/quel-dannoso-powerpoint/" target="_blank">Non solo a me</a>, lascia perplesso, però, la motivazione addotta da Franco Fabbroni, preside della facoltà di Scienze della Formazione di Bologna, che attribuisce le carenze linguistiche dei laureati all'uso di <b>PowerPoint </b>nelle aule universitarie. Di sicuro molti di coloro che usano PowerPoint lo fanno male, ma il problema - ancora una volta - sta nella pochezza dell'oratore, non nello strumento usato. La tesi di Fabbroni sembra invece animata da una specie di intempestivo <b>luddismo</b>. E a me i luddisti moderni sembrano persone incapaci di <i>leggere </i>la complessità del reale, proprio come quelli che faticano a far funzionare un frullatore perché aprono il manuale d'uso per guardare le figure senza leggere le istruzioni.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Analisi comparativa dei TG ]]></title>
<link>http://labmediares.wordpress.com/2008/01/15/analisi-comparativa-dei-tg/</link>
<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:21:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>labmediares</dc:creator>
<guid>http://labmediares.wordpress.com/2008/01/15/analisi-comparativa-dei-tg/</guid>
<description><![CDATA[a cura di Maria Rita Casu, Francesca Sini, Paolo Spiga, Valentina Vargiu
Introduzione. Il lavoro che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">a cura di Maria Rita Casu, Francesca Sini, Paolo Spiga, Valentina Vargiu</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><b>Introduzione.</b> Il lavoro che si andrà ad esporre tratta dell’indagine riguardante un dato periodo di tempo, dal 26 ottobre al 30 novembre 2007, svolta analizzando, attraverso la raccolta di dati e il confronto critico, la situazione dell’informazione italiana dal punto di vista del medium televisivo. Nello specifico sono stati presi in esame i telegiornali delle principali reti che trasmettono ( anche se ancora per poco) in analogico: il TG1, il TG5 e il TG di La7. L’edizione presa in esame è stata quella serale del venerdì. Per far sì che gli esiti dell’operato risultino comprensibili è necessario dare una breve quanto dettagliata descrizione di ciascun tg. In seguito si procederà alla comparazione tra i vari casi, per giungere così a una visione chiara delle scelte giornalistiche di ogni testata, attraverso una media complessiva della durata di ciascun notiziario e, scendendo nel dettaglio, una media della durata delle varie tipologie di notizie, da quelle di politica interna sino a giungere a quelle culturali e sportive. Grazie a questo quadro sarà possibile cogliere le tendenze politiche di ciascun tg e verificare se queste ultime siano in grado di influenzare l’opinione pubblica.</p>
<address><font size="4"></font><!--more--></address>
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<p style="margin-right:-0.1cm;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="center"> <font size="4">ANALISI DEL TG1</font></p>
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<p style="margin-right:-0.1cm;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"> <font size="4">Direttore Gianni Riotta</font></p>
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<p style="margin-right:-0.1cm;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"> <font size="4">Il pezzo d’apertura risulta essere solitamente quello riguardante la politica interna: la durata media è di 7’20’’, e la notizia abitualmente è composta da più servizi, a volte inframezzata dagli interventi di un ospite con funzione critica.</font></p>
<p style="margin-right:-0.1cm;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"> <font size="4">L’informazione, durante il periodo indagato, si è concentrata soprattutto sul dibattito politico, sulla riforma elettorale e sulle riforme istituzionali che hanno portato al centro della discussione, in Parlamento e fuori, esponenti politici come Berlusconi (FI), Fini (AN), Casini (UDC) per la destra, per quanto riguarda la sinistra Prodi (Ulivo), Dalema (Pds), Veltroni (PD), Rutelli (Margherita). Nelle interviste, in maniera molto equa, la parola viene data ad entrambe le fazioni politiche, senza tralasciare gli interventi di esponenti minori. Si è rilevato, inoltre, che le interviste effettuate al Presidente della Repubblica Napolitano e al Presidente del Consiglio Prodi vengono svolte in maniera molto istituzionale e spesso in luoghi chiusi, mentre  quelle fatte a Berlusconi o a Fini avvengono sempre in luoghi aperti, in occasioni pubbliche; si tratta sicuramente di una scelta dei leader politici, o del loro team comunicativo. Data l'importanza e la serietà delle notizie l’informazione risulta essere particolarmente controllata, e rientra dentro parametri esclusivamente politici proprio per ottenere una maggiore obbiettività informativa.</font></p>
<p style="margin-right:-0.1cm;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"> <font size="4">Dalla nostra analisi è risultato che non sono stati dedicati gli stessi minuti alla politica estera, peraltro quasi assente se non nell’edizione del 26/10/07 con 2’,17’’ e nell’edizione del 9/11/07 con 1’,02’’e nell’edizione del 30/11/07 con 1’,16’’, con una media di 1’,10’’ circa se rapportata alle cinque edizioni dove le notizie durano frazioni di secondi.</font></p>
<p style="margin-right:-0.1cm;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"> <font size="4">Per quanto riguarda la cronaca nera durante queste cinque settimane due gialli , peraltro ancora irrisolti, quello di Garlasco e quello di Perugia,  hanno attirato prepotentemente l’attenzione dell’opinione pubblica e di conseguenza quella dei media. Altra notizia di cronaca che ha fatto scalpore,  soprattutto per le implicazioni reali o apparenti riguardanti il calcio e le forze armate, è l’omicidio involontario di un giovane dj per mano di un poliziotto. In media  le notizie di cronaca nera durano all’incirca 6 minuti con un picco di 6’,37’’ nell’edizione del 23/11/07. La forte presenza di cronaca nera, la voluta ricerca dei particolari più truci e l’insistenza nel discernere su accadimenti già trasmessi e descritti in maniera dettagliata rende evidente la tendenza del giornalismo televisivo contemporaneo alla spettacolarizzazzione. </font></p>
<p style="margin-right:-0.1cm;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"> <font size="4">Non trascurabile è il dato sulla cronaca interna:</font><font size="4"><b> </b></font><font size="4">siamo intorno a una media di 5’. Viene dato ampio spazio soprattutto a eventi di cronaca giovanili: il cosiddetto “bullismo su web”. Si nota inoltre una certa propensione a far riemergere alcuni casi di cronaca irrisolti come una sorta di revival (ricordiamo il caso di Denise Pipitone).</font></p>
<p style="margin-right:-0.1cm;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"> <font size="4">Rispetto alla politica estera sicuramente la cronaca estera</font><font size="4"><b> </b></font><font size="4">ha avuto un ruolo più incisivo a livello informativo: siamo intorno ai 3’50’’. Le notizie si sono concentrate sugli attentati compiuti dai Kamikaze in Afghanistan e in Pakistan, senza tralasciare le numerose vittime causate dal ciclone che ha devastato il Bangladesh.</font></p>
<p style="margin-right:-0.1cm;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify">  <font size="4">Le notizie economiche hanno ottenuto in media uno spazio di 3’. Gli argomenti trattati sono stati prevalentemente l’aumento dell’inflazione e conseguentemente  la necessità di un aumento degli stipendi. Tali informazioni vengono date non solo in base ai dati dell’indice ISTAT ma anche attraverso interviste fatte alla gente per strada, confermando la veridicità della notizia non solo attraverso  dati ufficiali ma anche tramite testimonianza delle persone.</font></p>
<p style="margin-right:-0.1cm;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"> <font size="4">Un aspetto importante e non trascurato appare la sezione informativa spettacolo e cultura</font><font size="4"><b>, </b></font><font size="4">per cui</font><font size="4"><b> </b></font><font size="4">la media si aggira sui 3’,50’’. Sono state racchiuse all’interno di questa tipologia tutte le notizie di carattere generale. Un elemento particolare nel dare la notizia si è avuto nell’edizione del 16/11/07: in questa occasione il giornalista ha preso come esempio un film per dare delle informazioni di carattere giuridico</font><font size="4"><b>.</b></font></p>
<p style="margin-right:-0.1cm;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"> <font size="4">La parte finale del tg1 viene dedicata a quelle notizie che sono state definite per convenzione “curiosità” poichè trattano di eventi un po’ fuori dal comune. Si ricordi nell’edizione del 26/10/07 la storia del bambino cinese che gioca con una balena e la famosa top ten, stilata a Londra, sulle frasi più celebri del cinema nell’edizione del 9/11/07; in media viene dato a questa sezione uno spazio di circa 1’,50’’.</font></p>
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<p style="margin-right:-0.1cm;margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"> <font size="4">Come in tutti i telegiornali non possono mancare gli aggiornamenti e gli appuntamenti riferiti al calcio, infatti le notizie sportive sono quasi interamente dedicate ad esso. Un esempio lampante di ciò si può trovare nell’edizione del 16/11/07: in occasione della messa  in onda della notizia riguardante la vincita della coppa del mondo da parte della Nazionale di pallavolo femminile il servizio è durato solamente 27’’. Questo conferma il fatto che il calcio in Italia è lo sport nazionalpopolare per antonomasia:  la media della durata delle notizie ad esso relative è di 1’,10’’. </font></p>
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<p><img src="///C:/DOCUME%7E1/Massimo/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-1.jpg" /><img src="///C:/DOCUME%7E1/Massimo/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.jpg" /></p>
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<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="center"><font size="4">ANALISI DEL TG5</font></p>
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<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Direttore: Clemente Mimun</font></p>
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<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Il telegiornale ha inizio sempre con le notizie di politica interna che occupano in media 8’ del tempo totale. Le notizie di politica delle settimane prese in esame hanno registrato il difficile cammino della Finanziaria, documentando i commenti degli esponenti dei diversi partiti. Nell’arco del tempo preso in considerazione ha tenuto banco, inoltre, la divisione sempre maggiore in seno alla destra, dovuta alla ricerca di un ipotetico accordo con il Governo, fino ad arrivare al distacco di Berlusconi e alla fondazione del suo nuovo partito. È da  sottolineare una certa equità per quanto riguarda la parola data alle varie fazioni. Rimane comunque maggiore il peso della destra e in particolar modo di Berlusconi, il quale, anche se non direttamente intervistato, viene sempre nominato, anche nei titoli delle notizie in scaletta. Un dato di particolare interesse è che l’ultima parola spetta quasi sempre agli esponenti della destra e le singole notizie tendono a finire con frasi ad effetto di Berlusconi o dei suoi partner, che denunciano, la maggior parte delle volte con ironia, le mancanze del governo della sinistra. Anche le atmosfere scenografiche tendono a sottolineare una differenza di trattamento riservata ai diversi partiti: ciò che sembra voler emergere è una maggiore adesione e solidarietà di Berlusconi alle esigenze della popolazione. Il leader, infatti, viene inquadrato quasi sempre immerso nella folla, mentre Prodi e gli altri esponenti della sinistra sono ripresi isolati e frontalmente, in ambienti molto formali, quasi a voler sottolineare un maggiore distacco.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">La politica estera risulta pressoché assente nelle settimane analizzate, eccezione fatta per il tg del 23 novembre che le dedica 1’, 38” .</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Per quanto riguarda la cronaca nera si deve registrare un’attenzione sempre crescente, quasi morbosa, per il delitto di Garlasco e per quello di Perugia. In entrambi i casi ci troviamo di fronte ad una spettacolarizzazione della notizia alla ricerca di  nuovi particolari, entrando anche nella vita privata degli indagati.  Entrambi i delitti occupano buona parte del notiziario ogni settimana. Anche il caso di Gabriele Sandri, il ragazzo ucciso nell’autogrill da un poliziotto della stradale, ha destato un grande attenzione. Il TG5, come anche gli altri telegiornali, ha voluto sottolineare il fatto che il ragazzo fosse un tifoso laziale, collaborando così a creare intorno alla notizia un polverone che forse si sarebbe potuto evitare. La cronaca nera occupa una media di 6’ del tempo totale, con un picco di 14’,23” nell’edizione del 16 novembre all’interno della quale sono stati affrontati tutti e tre i delitti in maniera molto approfondita.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">È la cronaca interna ad occupare buona parte della durata del tg con una media di 8’. Le notizie risultano essere molto varie. Anche in questo caso va registrata una spettacolarizzazione  nella scelta di affrontare argomenti che risultano essere di particolare interesse al giorno d’oggi come il fenomeno della malavita e dei reati commessi dagli immigrati nel nostro paese.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">La  cronaca estera, totalmente assente nell’edizione del 26 ottobre, si aggira intorno ad una media di un 1’.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Anche l’economia trova un ampio spazio all’interno del tg con una media di 2’. Lo spettro dell’inflazione ha dominato la maggior parte delle notizie, con dei bilanci alquanto nefasti.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Non mancano le notizie “curiose”, che tengono desta l’attenzione degli spettatori, come quella del bambino cinese che gioca con una balena o dell’anziano tenore caduto nel pozzo e salvatosi cantando. Questo genere di notizie occupa di media 3’ del tempo totale.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Le notizie di cultura e spettacolo occupano una media di 7’ complessivi e risultano molto varie. La maggior parte di queste è composta dalle promozioni di spettacoli e trasmissioni in onda sulle reti Mediaset, che hanno come protagonisti personaggi di rilievo nell’ambito dell’intrattenimento televisivo.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Per finire lo sport, praticamente assente nelle settimane analizzate. Solo il 16 novembre gli è stata dedicata una notizia di 2’,21”.</font></p>
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<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="center"><font size="4">ANALISI DEL TGLa7</font></p>
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<p style="margin-bottom:0;line-height:200%;"><font size="4">Direttore: Antonello Piroso</font></p>
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<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Fin dalla sigla iniziale del tg (scorrono i nomi delle principali capitali del mondo), ci si rende conto che si ha a che fare con un prodotto giornalistico caratterizzato dall’ attenzione per le notizie internazionali, inconsueta nei notiziari italiani.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Il telegiornale apre con la copertina che, nel caso del tg del 9 novembre, riprende un intervento dello stesso direttore Antonello Piroso  dal programma della rete La7 “Niente di Personale”: un attacco a Silvio Berlusconi e soprattutto alla politica italiana che non è mai riuscita a risolvere l’evidente conflitto d’interessi dell’ ex premier. Nell’ edizione della settimana seguente il tema della copertina è un attacco alla maggioranza, che non comunica i reali contenuti della finanziaria, rincarando la dose sugli stipendi e oneri della classe politica. Il tema della copertina è quindi sempre introduttivo per le prime notizie del giornale che sono solitamente di politica interna,  a meno che non vi siano notizie internazionali più rilevanti.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Prima ancora di presentare le notizie del giorno è introdotta per la prima volta all’ interno del tg la formula del telefoto, quasi sempre accompagnata dalla presenza di un ospite in studio, per un commento a caldo delle notizie. Questa formula evidenza la chiara intenzione redazionale di dilatare l’opinione del telespettatore, che ha così la possibilità di esprimersi  durante il corso del tg e modificare col suo voto la percezione reale della notizia in relazione con il paese. Con la copertina, la presentazione delle notizie più rilevanti e il commento del sondaggio con l’ ospite si accumulano 4’,</font><font size="4"><b> </b></font><font size="4">fuori dalla consueta agenda setting, distribuita così come viene esplicato qui di seguito.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">La</font><font size="4"><b> </b></font><font size="4">politica interna ha sempre non più di due tematiche : in risalto durante le settimane l’approvazione della finanziaria nella prima parte e i suoi equilibri interni. La seconda notizia invece è incentrata sulla nascita del nuovo partito di Berlusconi e sui suoi rapporti con i vecchi alleati della CDL e con il leader del PD Veltroni con una media di  4’13” totali. </font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">La</font><font size="4"><b> </b></font><font size="4">politica estera ha uno spazio medio di 3’20”. Particolare attenzione è stata dedicata alle tensioni interne nel Pakistan e Libano. Nell’edizione del 9 novembre la sola notizia riguardante la Bhuto in Pakistan ha avuto lo spazio di 2’18’’.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Sotto i riflettori della cronaca nera  il delitto di Perugia ed Erba, senza mai oltrepassare i 2’30”, limitandosi a riportare l’avanzamento delle indagini senza dar spazio a ipotesi fuorvianti o a descrizioni morbose e dettagliate. </font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Nella cronaca interna, la cui messa in onda si aggira su una media di 6’30”,  si rileva un interesse per le classi più deboli: gli scioperi dei lavoratori e la loro voce sono gli argomenti principali. Da segnalare le esclusive che il tg si riserva per la cronaca. L’intervista con il poliziotto siciliano che ha coordinato l’operazione per la cattura del boss Salvatore Lo Piccolo ha una durata di 1’55’’; 2’20’’  invece sono dedicati all’intervista della compagna rumena di Doina che era assieme a lei nel tragico episodio della metropolitana. Il resto delle tematiche, molto varie, sono trattate in maniera asciutta senza mai aggiungere un’immagine o una parola in più, che risulterebbe inutile alla finalità comunicativa della notizia.  </font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">La cronaca estera ha per lo più uno spazio variabile ma che si assesta sui 3’30” totali. Rilievo viene dato anche alle notizie riguardanti disastri naturali. Si ricordi ad esempio l’episodio che ha visto coinvolta una nave in uno scontro con un iceberg nel Polo Sud: benché sia stato uno scampato pericolo gli è stato dedicato un servizio di 1’28’’, nell’ edizione del 23 Novembre.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">All’economia è dedicato in media uno spazio di 1’45”, con notizie interne riguardanti i consumi e la situazione internazionale della borsa, ponendo l’accento sul costante aumento del greggio.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Alla cultura</font><font size="4"><b> </b></font><font size="4">è poi dedicata l’ultima parte del tg che, nel caso della puntata del 23 Novembre, è più ampia, vista la presentazione del libro di Bruno Vespa, giornalista ospite della serata. Vocazione culturale quindi per il tg di la7, che propone sempre le nuove uscite discografiche, come l’ album di Vecchioni nell’ edizione del 9 Novembre, che ha una durata di 2’,  con l’ intervista e l’ascolto di alcuni brani dell’ autore  professore.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"> <font size="4">Lo sport  non trova spazio per le notizie riguardanti i risultati, nella sola eccezione dell’ edizione del 16 Novembre dove si parla delle ragazze del volley ma che per la sua eccezionalità potrebbe essere inserita nella cronaca interna, così come le polemiche giudiziarie legate all’apertura del calcio dopo 15 giorni dell’ omicidio Sandri e i rapporti tra la federazione e i diritti tv.  </font></p>
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<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="center"><font size="4">CONCLUSIONI</font></p>
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<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">I tg hanno rivelato, come atteso, notevoli differenze nel modo di fare informazione: diverso è lo stile di conduzione, diverse sono le atmosfere scenografiche, diversa l’attenzione riservata agli stessi argomenti.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Come evidenziato dai grafici, nelle settimane prese in esame, il TG1 riserva lo spazio più ampio alla politica interna, il TG5 si concentra prevalentemente sulla cronaca e il TGLa7 sugli esteri.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Per quanto riguarda l’approccio alle singole notizie nel TG5 si registra un evidente spettacolarizzazione e una continua ricerca di particolari curiosi. Si ha l’impressione che l’informazione venga venduta quasi come un prodotto, con lo stile tipico della TV commerciale, vicino alla pubblicità e alla TV di intrattenimento . Il TG1, pur avendo per tradizione uno registro più formale, tende anch’esso a enfatizzare le notizie di cronaca nera, spinto probabilmente dalla ricerca di audience.  Il TGLa7 comunica con uno stile conciso, riservando al solo  spazio della copertina l’espressione delle opinioni redazionali. Questo probabilmente perché, essendo una TV giovane e di nicchia, non ha alcun interesse ad enfatizzare le notizie per avere un maggior numero di ascolti. E′ infatti difficile estrapolare un orientamento politico dominante in quanto la stessa rete La7 si pone come un’alternativa libera dai condizionamenti politici ed economici. Emerge, invece, nel TG5, un orientamento politico di parte che trapela dall’onnipresenza di alcuni esponenti della CDL ( Berlusconi in particolar modo). </font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Il TG1,  essendo il principale organo d’informazione dello Stato, pur con le cariche interne alla rete nominate dalla maggioranza di governo, riesce a mantenere un giusto equilibrio nel dare le notizie politiche.</font></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:150%;" align="justify"><font size="4">Le conclusioni tratte, benché siano state frutto di un lavoro intenso ed impegnativo, non possono essere del tutto esaustive, perché basate su un’analisi relativa ad un periodo di tempo ridotto. Quest’indagine rimane comunque un valido punto di partenza per un approfondimento successivo.</font></p>
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<title><![CDATA[Benedetto e la sapienza]]></title>
<link>http://nicolabel.wordpress.com/2008/01/15/benedetto-e-la-sapienza/</link>
<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 00:41:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolabel</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’appello, firmato da 67 docenti e condiviso da molti altri, è di quelli destinati alla prima pag]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" align="justify"><img src="http://corrispondenti.net/images/2590.jpg" align="middle" height="310" width="500" />L’<b>appello</b>, firmato da 67 docenti e condiviso da molti altri, è di quelli destinati alla prima pagina dei giornali: papa Benedetto XVI non tenga il discorso inaugurale all'apertura del nuovo anno accademico dell’<b>università La Sapienza</b> di Roma, perché, secondo le <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=16924&#38;sez=HOME_ROMA" target="_blank">parole</a> degli estensori del documento, questo «evento incongruo», questa «sconcertante iniziativa», stride con l’<b>autonomia del sapere</b> rivendicato dall'accademia sin dai tempi di Cartesio e conseguito faticosamente già nel Settecento. Tanto più che l'allora cardinal Ratzinger in un <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=GSUY8" target="_blank">discorso</a> del 1990 ha mostrato di condividere la posizione del filosofo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Feyerabend" target="_blank">Feyerabend</a>, secondo il quale la condanna a <b>Galileo</b> fu «razionale e giusta, e solo l'opportunità politica ne può legittimare la revisione».</p>
<p class="MsoNormal" align="justify">Ritengo <b>intempestiva</b> la richiesta dei docenti, formulata a pochi giorni dall'evento e perciò  destinata a sicuro insuccesso. Ed è facile il gioco di chi giudica <b>pretestuoso</b> contestare la liceità dell'intervento del pontefice all'inaugurazione dell'anno accademico richiamando il processo a Galileo, avvenuto quattro secoli fa. Ben più efficace per i professori sarebbe stato invece ricordare le parole dell'enciclica <i><b>Spe salvi</b></i>, pubblicata da Benedetto XVI solo poche settimane fa, laddove <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html" target="_blank">scrive</a>: «la ragione ha bisogno della  fede per arrivare ad essere totalmente se stessa».</p>
<div align="justify"></div>
<p class="MsoNormal" align="justify">E se da un lato la comunità scientifica non può ritrarsi dall'ascoltare le posizioni del Papa senza entrare in contraddizione con l'apertura propria del <b>metodo scientifico</b> e a-dogmatico che pure vuole difendere, dall'altro è paradossale ritenere l'appello dei docenti una forma di <b>censura </b>verso le posizioni cattoliche. Non esiste libertà di parola se essa non si accompagna alla libertà di dissenso, e chi nega agli altri la seconda non può invocare per sé la prima.</p>
<div align="justify"></div>
<p class="MsoNormal" align="justify">Chiediamo perciò al Papa di manifestare la forza delle tesi che sostiene, imitando l'atteggiamento del premier iraniano <b>Ahmadinejad </b>il quale, invitato alla <a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/esteri/iran-usa/ahmadinejad-new-york/ahmadinejad-new-york.html" target="_blank">Columbia University</a> lo scorso settembre, non solo ebbe la possibilità di esprimere le proprie idee ma anche il coraggio di non sottrarsi da un accesissimo dibattito con docenti e studenti di quella università.</p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify">Del resto se <b>Paolo di Tarso</b> all’areopago non rinunciò al <a href="http://www.biblegateway.com/passage/?search=Acts%2017:16-34&#38;version=3;" target="_blank">dialogo</a> con i filosofi pagani, non si capisce perché Benedetto XVI debba sentirsi in diritto di esimersi da ogni contraddittorio.</p>
<p align="justify"><b>Edit</b>: tra i molti interventi in merito alla vicenda, segnalo alcuni blog <a href="http://www.wittgenstein.it/post/20080115_34062.html" target="_blank">più</a> e <a href="http://www.raucci.net/2008/01/15/ma-non-maleducati/" target="_blank">meno</a> famosi.</p>
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<title><![CDATA[Eni 30%. Poliba no]]></title>
<link>http://nicolabel.wordpress.com/2007/07/03/eni-30-poliba-no/</link>
<pubDate>Tue, 03 Jul 2007 09:57:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolabel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Bravo Scaroni!
Da noi invece il risparmio energetico si fa spegnendo l&#8217;aria condizionata dalle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/ambiente/cravatte-eni/cravatte-eni/cravatte-eni.html" target="_blank">Bravo</a> Scaroni!</p>
<p>Da <a href="http://www.poliba.it" target="_blank">noi</a> invece il risparmio energetico si fa spegnendo l'aria condizionata dalle 13 alle 16... Posto che vige l'orario continuato, possibile che nessuno sappia che il costo energetico per raffreddare un ambiente bollente non è inferiore a quello necessario a tenere fresco per tre ore un ambiente già fresco? Accendere alle 10 anziché alle 7.30 no, eh?</p>
<p>Ecco perché il pomeriggio torno a lavorare a casa. Potenza del telelavoro...</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Credevo fossi al centro del programma di Prodi]]></title>
<link>http://nicolabel.wordpress.com/2007/05/08/credevo-fossi-al-centro-del-programma-di-prodi/</link>
<pubDate>Tue, 08 May 2007 09:11:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolabel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Propongo la lettera di Francesco Zerilli apparsa domenica su Repubblica.
Sono un dottorando di ricer]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><em>Propongo la lettera di Francesco Zerilli apparsa domenica su Repubblica.</em></p>
<p class="MsoNormal">Sono un <strong>dottorando di ricerca</strong> (in biotecnologie industriali), titolare di borsa di studio all’Università di Milano-Bicocca. Nel mio caso, l’attività di ricerca tiene impegnato me e tutte le persone che conosco, miei amici e colleghi, dalle 8 alle 10 ore al giorno; a dispetto della definizione di “studenti” che impropriamente ci viene attribuita, il grado di impegno, le ore giornaliere, la nostra età e l’elevato livello di istruzione già raggiunto (quello massimo), non possono che obbligarci a prenderlo come un vero e proprio lavoro. Non mi spiego come è mai possibile che <strong>con l’ultima Finanziaria una borsa già incredibilmente esigua </strong>(825 euro) <strong>sia stata diminuita a 812 euro</strong> per effetto dell’aumento dei contributi previdenziali. Chi è in grado di spiegarmi come possano bastare non dico per mantenere una famiglia (non si sa mai…) ma quanto meno per affrancarsi dalla propria dopo 25 anni di sostegno? [...]</p>
<p class="MsoNormal">A questo punto vorrei chiedere <strong>quali sono i progetti di questo Governo</strong> (per cui peraltro ho votato). In quanto giovane, precario e lavoratore nella ricerca credo di essere citato in almeno tre punti differenti del programma dell’Unione come soggetto degno di attenzione e tutela da parte delle istituzioni: è più che ovvio che la “fuga dei cervelli” – molto giovani peraltro – verso paesi meno miopi di questo.</p>
<p class="MsoNormal"><em>Nota: nel 2005 (ultimo dato disponibile) la <strong>soglia di povertà ISTAT</strong> per una famiglia di due persone era pari a 936,58 euro, ossia <strong>il 19% in più</strong> rispetto alla borsa di studio dei dottorandi di ricerca, il cui ammontare, stabilito da una legge del 1998, non è mai stato rivalutato. </em></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Cervelli in fuga... dalla burocrazia]]></title>
<link>http://nicolabel.wordpress.com/2007/02/09/cervelli-in-fuga/</link>
<pubDate>Fri, 09 Feb 2007 00:21:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolabel</dc:creator>
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<description><![CDATA[Trent’anni, due dottorati, borsista alla Bocconi. Ma russo. E perciò tartassato dalla legge Bossi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Trent’anni, due dottorati, borsista alla Bocconi. Ma russo. E perciò tartassato dalla legge Bossi-Fini per l’immigrazione, che non regola i casi come il suo e lo ha costretto a due anni di trafile burocratiche. Così, un altro “cervello” fugge via dall’Italia.<br />
Mentre i giornali se ne occupavano, in dipartimento si parla di Devrim, 23 anni, ingegnere industriale, fresco vincitore del concorso nazionale per la scuola interpolitecnica di dottorato: Devrim ha però un passaporto turco e non può ottenere il permesso di soggiorno convertendo il suo visto d’affari in scadenza − chiesto prima di vincere il concorso: non avrebbe potuto fare altrimenti − senza essere costretto a interrompere il dottorato e tornare in patria. Anche per lui una risposta è arrivata dopo venti giorni di code, pratiche, uffici.</p>
]]></content:encoded>
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