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	<title>vendemmia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/vendemmia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "vendemmia"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 03:56:44 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Campania, stabilizzazione del lavoro occasionale per la vendemmia 2008]]></title>
<link>http://lavorosud.wordpress.com/?p=69</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 07:43:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>lavorosud</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Si tratta di un’iniziativa ancora in fase sperimentale che prevede la remunerazione dei lavorator]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lavorosud.files.wordpress.com/2008/07/vendemmia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-70" src="http://lavorosud.wordpress.com/files/2008/07/vendemmia.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a> <span>Si tratta di un’iniziativa ancora in fase sperimentale che prevede la remunerazione dei lavoratori impiegati a tempo determinato nelle vendemmie a breve durata, attraverso un bonus corrispondente al numero di ore lavorative svolte. La sperimentazione riguarderà studenti e pensionati la cui posizione può essere autocertificata.</span><!--more--><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>L’imprenditore agricolo che intende ricorrere a prestazioni di lavoro a tempo determinato di tipo accessorio, potrà acquistare, inizialmente in forma virtuale presso le Poste Italiane, dei carnet di buoni il cui valore nominale è stato fissato nella misura minima di 10 euro. Questi buoni saranno utilizzati per pagare i lavoratori ed il compenso sarà esente da imposizione fiscale e non inciderà sullo stato di disoccupazione. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>La stabilizzazione del lavoro occasionale per la vendemmia 2008 è frutto di una convenzione sottoscritta dalla regione Campania, INPS e INAIL</strong>. Al termine della sperimentazione l’Inps procederà a un monitoraggio dei risultati per una eventuale proroga o estensione del progetto anche ad altri comparti agricoli.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DALL'AUSTRALIA A CREMONA : VIAGGIO DI UN VINO]]></title>
<link>http://rovigopassioniedintorni.wordpress.com/2008/01/03/dallaustralia-a-cremona-viaggio-di-un-vino/</link>
<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 11:14:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>rovigopassioniedintorni</dc:creator>
<guid>http://rovigopassioniedintorni.wordpress.com/2008/01/03/dallaustralia-a-cremona-viaggio-di-un-vino/</guid>
<description><![CDATA[ 
Due nomi per la stessa uva, capace di dare grandi vini, longevi, complessi, densi e ricchi  di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><strong><a rel="attachment wp-att-104" href="http://rovigopassioniedintorni.wordpress.com/2008/01/03/dallaustralia-a-cremona-viaggio-di-un-vino/104/" title="introyellow.gif"></a><a rel="attachment wp-att-104" href="http://rovigopassioniedintorni.wordpress.com/2008/01/03/dallaustralia-a-cremona-viaggio-di-un-vino/104/" title="introyellow.gif"></a><img src="http://rovigopassioniedintorni.wordpress.com/files/2008/01/introyellow.gif" alt="introyellow.gif" /> </strong></p>
<p align="left"><font color="#800000"><strong>Due nomi per la stessa uva, capace di dare grandi vini, longevi, complessi, densi e ricchi  di  personalità, due nomi principalmente legati a due zone vinicole con due distinti  stili  enologici.<br />
</strong> Il Syrah o Shiraz - nome con cui quest'uva è conosciuta in Australia e in Sud Africa - appartiene al nutrito gruppo delle uve cosiddette “internazionali” ed è oggi praticamente diffuso in ogni paese vinicolo del mondo. Grazie alla sua larga diffusione e notorietà, ogni appassionato di vino sentendo parlare di Syrah o Shiraz, fa volare la sua fantasia verso due luoghi precisi del mondo enologico: nella Valle del Rodano in Francia e in Australia.  Chiaramente, fra le due zone, quella che vanta una più lunga tradizione è la Valle del Rodano, mentre in Australia la storia del Syrah,  o Shiraz, com'è notoriamente chiamato nella terra dei canguri, non arriva a due secoli.<br />
 Il Syrah è considerato una delle uve rosse più nobili, un fatto chiaramente confermato dai migliori vini prodotti con quest'uva. <strong>L'origine del Syrah è piuttosto incerta, tuttavia l'ipotesi più ricorrente ritiene che quest'uva sia originaria del medio oriente. </strong>Se le sue origini sono ancora incerte, rimane comunque la certezza che il Syrah era già coltivato e usato per la produzione dei vini nella Valle del Rodano già ai tempi dell'Impero Romano. Proprio nella Valle del Rodano sono ancora oggi prodotti straordinari vini con il Syrah, considerati come solidi riferimenti dell'enologia mondiale.  <strong>La storia del Syrah in Australia è invece più recente ed è molto probabile che fu introdotto nel paese da James Busby nel 1837 importando alcuni esemplari di quest'uva da Montpellier (Francia). Inizialmente l'uva era nota in Australia con il nome di Syrah, ma ben presto divenne Scyras per poi essere cambiato nell'attuale Shiraz. Con lo stesso nome l'uva è inoltre conosciuta in Sud Africa. </strong>Oggi lo Shiraz è l'uva a bacca rossa più celebre dell'Australia e nel corso degli anni i produttori di questo paese sono riusciti a creare uno stile piuttosto personale tanto da risultare spesso più famoso dei Syrah prodotti nella Valle del Rodano, la terra d'origine di quest'uva. Il successo dello Shiraz Australiano è tale che oggi la maggior parte degli appassionati di vino si riferisce a quest'uva proprio con il termine Australiano piuttosto che con l'originale Syrah.<br />
 <strong>Le differenze fra il Syrah Francese e lo Shiraz Australiano non sono semplicemente determinate, com'è ovvio che sia, dalle diversità ambientali e climatiche dei due luoghi - fattori essenziali che contribuiscono comunque alla personalità di un vino - ma anche allo stile di vinificazione adottato nei due paesi.</strong>  Quando vinificato in purezza, i Syrah della Valle del Rodano tendono a sviluppare aromi che ricordano direttamente il pepe nero - una caratteristica che spesso contraddistingue i vini prodotti con quest'uva, e spezie in generale, mentre in Australia hanno generalmente aromi e sapori di frutta matura e in confettura oltre che di cioccolato. </font></p>
<p align="left"><font color="#800000"> <strong>Nel cosiddetto “Nuovo Mondo”, l'Australia è il più celebre rappresentante per i vini prodotti con Syrah, o Shiraz, com'è noto in quel paese. Qui lo stile è più denso, ricco e concentrato rispetto agli stili prodotti in Europa.</strong></font></p>
<p align="left"><font color="#800000">Esempi di Syrah di riferimento prodotti in Australia provengono principalmente dalla parte meridionale e in particolare dalle zone di McLaren Vale, Barossa e Coonawarra. In California il Syrah non è molto diffuso, tuttavia sta attirando l'attenzione di molti produttori. </font></p>
<p align="left"><strong><font color="#800000">Gli esempi più interessanti della California provengono dalle zone più fresche come Edna, Santa Ynez, Santa Maria Valleys, Carneros e Mendocino. Altre zone in cui si producono vini con uve Syrah sono il Sud Africa,  qui noto con il nome di Shiraz, lo stato di Washington, Cile, Argentina e Nuova Zelanda. </font></strong></p>
<p align="left"><font color="#800000"><strong>Sono cinque anni che la proprietà Casella sta esportando vino, ma è solo negli ultimi due che le vendite oltre oceano sono decollate, guidate dal successo di Yellow Tail in U.S.A.<br />
Yellow Tail vende in U.S.A. ad un prezzo che varia tra $ 5,99 e $ 6,99 ed ha dato prova di essere il marchio di vino australiano di maggior successo nella storia dell'industria vinicola australiana.<br />
</strong>Viene ora visto come un fenomeno, avendo venduto più di 500.000 casse in U.S.A. nel 2001 contro una previsione iniziale di 25.000 !</font></p>
<p align="left"><font color="#800000">Nel 2002 le vendite sono salite a 2.2 milioni di casse e per il 2003 si prevedono più di 5 milioni di casse.</font></p>
<p align="left"><strong><font color="#800000">In una parola, Yellow Tail è diventato il marchio di vino australiano più venduto in uno dei più grossi mercati vinicoli del mondo.</font></strong></p>
<p align="left"><font color="#800000">Nel Giugno 2003 Yellow Tail Shiraz è diventato il vino rosso australiano più venduto in British Columbia. Questo rosso beverino ha catturato il primo posto dopo 10 mesi di presenza nella provincia. </font></p>
<p align="left"><font color="#800000">In agosto 2003 Yellow Tail Shiraz è diventato il numero uno dei vini rossi in bottiglia da 750 ml venduti in U.S.A., sorpassando il Blackstone Merlot californiano.</font></p>
<p align="left"><font color="#800000"><strong>Casella esporta il 97 % della propria produzione annua, di questa Yellow Tail rappresenta alla grande il marchio più esportato.<br />
</strong>Questi importanti traguardi sono stati riconosciuti dalle agenzie australiane di esportazione e commercio.</font></p>
<p align="left"><font color="#800000"> La ditta è stata l'Agribusiness Exporter per l'anno 2002 ed ha conseguito il premio Travelex nel 2003 come impresa d'esportazione.</font></p>
<p align="left"><font color="#800000">Anche se gli Stati Uniti sono il principale mercato di esportazione della ditta Casella, il Regno Unito e l'Europa continentale (incluso Germania, Finlandia e Belgio) sono pure tra i principali mercati vinicoli.<br />
<strong>La gamma Yellow Tail attualmente comprende: Chardonnay, Verdelho, Shiraz, Merlot, Cabernet Sauvignon e Shiraz / Cabernet.</strong></font></p>
<p align="left"><font color="#800000">Nel 2003 la ditta Casella ha pigiato 85.000 tonnellate di uva.<br />
<strong>Una terza linea di imbottigliamento è stata installata per gestire la domanda di esportazione in continuo aumento e per completare il sistema di qualità d'alta classe attualmente esistente.</strong></font></p>
<p align="left"><font color="#800000"><strong><br />
</strong></font> <br />
 </p>
<p align="left"><font color="#800000"></font></p>
<p align="left"><font color="#800000"><br />
</font> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'economia dell'esperienza]]></title>
<link>http://fahre.wordpress.com/2007/11/26/leconomia-dellesperienza/</link>
<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 18:33:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>alfredomc</dc:creator>
<guid>http://fahre.wordpress.com/2007/11/26/leconomia-dellesperienza/</guid>
<description><![CDATA[Entrò in classe deciso, sembrava avere qualcosa per la testa. Si aggiustò gli occhiali sul faccion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Entrò in classe deciso, sembrava avere qualcosa per la testa. Si aggiustò gli occhiali sul faccione tozzo, prese posto in cattedra, calando la propria mole nella sedia come meglio poteva, e attaccò con un mezzo sorriso.</p>
<blockquote><p>– Prima di iniziare, ragazzi, c’è una cosa; ne ho parlato col preside, che è d’accordo; visto che parliamo sempre di agricoltura, ma siamo inchiodati qui, volevo proporvi un’occasione per conoscere il territorio. Se siete interessati, ovviamente.</p></blockquote>
<p>Noi dritti con le orecchie tese. Cosa avrà mai da proporre il buon Ermanno Placido, professore di estimo e agraria a Geometri, da richiedere l’approvazione del preside?</p>
<blockquote><p> – Ecco, visto che è stagione, ho pensato di fare un’esperienza di vendemmia, per un giorno. Conosco un’azienda agricola appena sotto Rovereto, hanno dei campi dove stanno vendemmiando ora. Potremmo partire la mattina e tornare il pomeriggio. Un’esperienza pratica, non solo a guardare. Anzi, vi inviterei a vendemmiare proprio, specialmente se non l’avete mai fatto.</p></blockquote>
<p>Suonava bene. Se abiti in Trentino, che cos’è una vendemmia lo sai per forza. Comunque, ci sono tanti di noi che abitano in città, discutevamo durante l’intervallo, valutando la proposta; e anzi, i più di noi magari non l’hanno mai fatta. Ma sì, andiamo, saltiamo un giorno, che non è poi male. Specialmente se è bel tempo.<br />
Il professor Placido vide accogliere entusiasticamente la proposta di ‘esperienza formativa’, come la chiamò. La lezione successiva comunicò i dettagli della faccenda, sempre deciso e mezzo sorridente. Sapeva cosa faceva, quando ci si metteva.</p>
<p>Prendemmo il treno un martedì mattina, dalla stazione di Trento, con un biglietto collettivo. L’interregionale Trento-Verona, che allora si chiamava locale e fermava in tutte le stazioni, compresa quella di Ala, dove aveva sede l’azienda agricola. Fuori della stazione si prese a sinistra, e si camminò per un bel pezzo lungo la ferrovia, fino a quando la strada non svoltava e passava sotto. Da lì in poi, il professor Placido ci guidò per i meandri di stradine di campagna, come un cane pastore con il gregge, tra vigne, meli, strade sterrate o d’erba con solo le strisciate delle ruote dei trattori. Era tutto verde intenso, in una gamma di gradazioni diverse, dal pastello al petrolio passando per il verderame. Infilammo infine una stradina dietro un capanno degli attrezzi, e si arrivò al vigneto, dopo buoni venti minuti. Ad aspettarci c’era Lorenzo, un ragazzo della nostra età; guidava il trattore con dietro il rimorchio, dov’era sistemata la vasca per l’uva. Era solo. Divisi in tre gruppi, con imbuti, forbici, contenitori di plastica rossi e azzurri, attaccammo di buona lena. C’eravamo portati panini e bibite, una raccomandazione del professore.<br />
Eravamo in ventisei. Finimmo di vendemmiare i sei filari di Marzemino a pergola semplice, lunghi un centinaio di metri ciascuno, intorno alle cinque di pomeriggio. Una maratona. Il treno di ritorno era alle 18:52, e allora si decise di prenderla un po’ comoda. Bighellonando, tirandoci gli ultimi grappoli rachitici rimasti appesi, fumando, tirando a indovinare sulla proprietà del campo.</p>
<p>Luigi, il proprietario, arrivò mentre stavamo per andar via. Il cognome non lo disse. Ma bastava guardarlo. Era corpulento, i modi spicci, il faccione tozzo con gli occhiali stile mutua. Proprio uguali a quelli del professore.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Foglie rosse]]></title>
<link>http://massimo1959.wordpress.com/2007/11/09/foglie-rosse/</link>
<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 14:50:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>massimo1959</dc:creator>
<guid>http://massimo1959.wordpress.com/2007/11/09/foglie-rosse/</guid>
<description><![CDATA[ 	
 @ 2007 Massimo Pelagagge
Foglie rosse, originally uploaded by Massimo1959 Massimo Pelagagge.
 	F]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="flickr-frame"> 	<a href="http://www.flickr.com/photos/massimo1959/1903155339/" title="photo sharing"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2022/1903155339_48a2f54b8a.jpg" class="flickr-photo" /></a></p>
<p> @ 2007 Massimo Pelagagge</p>
<p><span class="flickr-caption"><a href="http://www.flickr.com/photos/massimo1959/1903155339/">Foglie rosse</a>, originally uploaded by <a href="http://www.flickr.com/people/massimo1959/">Massimo1959 Massimo Pelagagge</a>.</span></p>
<p class="flickr-yourcomment"> 	Finita la vendemmia le foglie della vite si colorano di rosso intenso.........</p>
<p class="flickr-frame"> 	<a href="http://www.flickr.com/photos/massimo1959/1871753636/" title="photo sharing"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2234/1871753636_4d7ebb460b.jpg" class="flickr-photo" /></a></p>
<p> @ 2007 Massimo Pelagagge</p>
<p><span class="flickr-caption"><a href="http://www.flickr.com/photos/massimo1959/1871753636/">Vigneti in toscana (Vineyards)</a>, originally uploaded by <a href="http://www.flickr.com/people/massimo1959/">Massimo1959 Massimo Pelagagge</a>.</span></p>
<p class="flickr-yourcomment"> 	Finita la vendemmia rimangono i colori ........</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vendemmia n.4]]></title>
<link>http://carlodreams.wordpress.com/2007/10/11/vendemmia-n4/</link>
<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 08:01:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlodreams</dc:creator>
<guid>http://carlodreams.wordpress.com/2007/10/11/vendemmia-n4/</guid>
<description><![CDATA[Un cielo di piombo, nebbioso nelle prime ore del giorno, ci scorta con una malinconica pioggia fina ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un cielo di piombo, nebbioso nelle prime ore del giorno, ci scorta con una malinconica pioggia fina verso gli ultimi uggiosi giorni di vendemmia. Sorpresi dal brutto tempo; così siamo gli unici a restare tra le vigne, con gli ultimi due filari che di trattare resa non ne vogliono sapere e chiamano in soccorso gocciolanti nubi. Stavolta è nostra la ritirita, e di corsa, fin sotto la chioma del gelso a rifiatare, e poi filati al capannone. Questione di un giorno di sole per la parola fine.<br />
E non è finita - eppure già mancano queste giornate e questi compagni d’avventura, improvvisati maestri, ma di quelli buoni, senza attestati, che tanto m’hanno lasciato almeno in storie d’un tempo antico, di tradizioni, di un dialetto riscoperto e che, lo ammetto, mi piace.<br />
Ringrazio Scilla, stupenda femmina di pastore tedesco che ha sempre vegliato su di noi accompagnandoci passo dopo passo, a volte intralciandoci quando stanca si stendeva all’ombra delle viti e non c’era modo di scacciarla, o assetata leccava il mosto rimasto nei cesti impiastricciandosi di bucce il muso; fiera, uno sguardo vermiglio da Cerbero che fatico a sostenere, ma buffa nel tentativo, saltando e mozzicando l’aria, d’acchiappare le api e che, quando ci riusciva, strizzava la bocca e sputava, forse punta, ma poi testarda riprendeva.<br />
Dovranno rigraziarmi tutte quelle lucertole rimaste intrappolate nei cassoni, infuriate dal grattare plastica nel vano tentativo d’evadere quel catino di morte, restituite alla terra, a volte cedendo la coda che si dibatteva ancora smaniosa di vita, a lungo, come ciocca di Medusa.</p>
<p>I pampini sono screziati d’ocra e alcuni caduti, le gioranate accorciate.<br />
Questo tempo di vendemmia è concluso. Di una stagione, fine. Inizio, di un’altra.<br />
Si sfoglia pagina, chissà cosa conterrà questo folle copione. Poco inporta a noi comparse, abili nel recitare a braccio.</p>
<p>Aspetterò Natale per brindare col vino nuovo. Un calice di rosso nel quale specchiarmi e ammirare i riflessi di chi m’è stato accanto in questo fuggevole tempo. Per inebriarmi del suo profumo, del suo sapore, del sole che ci ha bruciato la pelle, del sudore versato assieme. Avrà un sapore austero, robusto, in armonia coi volti dei vecchi che quelle uve le hanno vendemmiate e curate.<br />
Memoria di un’annata intera, e più. Buona per il vino, pessima per altri.<br />
Aggiungerò così un altro pezzo alla mia collezione, una nuova annata, da stappare in un futuro che non oso immaginare.<br />
Saranno 75cl di ricordi, distillati in ottimo nettare.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vendemmia n.3]]></title>
<link>http://carlodreams.wordpress.com/2007/10/02/vendemmia-n3/</link>
<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 07:06:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlodreams</dc:creator>
<guid>http://carlodreams.wordpress.com/2007/10/02/vendemmia-n3/</guid>
<description><![CDATA[Le nostre forbici si scontrano, Pina mi dice “attento” e poi sorride. Sono queste le prime delle]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le nostre forbici si scontrano, Pina mi dice “attento” e poi sorride. Sono queste le prime delle tante parole srotolate risalendo il filare. Ha deciso di raccontarmi la sua storia, quella di una etnia in estinzione ma esistita, di uomini e donne trasparenti ombre della città; la storia di una campagnola:<br />
<font face="”Book"><br />
Sono la decima di dodici figli, ho nove sorelle e due fratelli, uno morto da piccolo che a malapena ricordo. Quelli che sopravvivono si sono dispersi, molti li vedo una volta all’anno, se Dio vuole.<br />
Ho sempre fatto la contadina, già all’età di dodici anni aiutavo i miei genitori a coltivare l’orto ed accudire gli animali. A quattordici andai a lavorare sotto padrone. Aveva molta terra e un giorno, mentre coglievamo finocchi, conobbi il loro figlio, Dino, che passava a casa durante un periodo di licenza militare. La prima volta c’incontrammo per caso, poi venne lui a cercarmi. A diciannove anni ci siamo sposati, a ventidue avevo già due figli che allevavo senza tralasciare il lavoro sui campi. Dino è stato furbo, mi ha presa perché sapeva che ero una sgobbona e di terra lui ne aveva molta. Braccia forti, anche se di donna, servivano. Così sono passata da bracciante a moglie del padrone, ma la fatica è raddoppiata. Ogni mattina sveglia alle cinque per dare cibo alle bestie, ai figli e controllare l’orto; io sono una che non si risparmia mai. A ventitre anni presi la patente per il trattore e la macchina assieme, divenni la prima donna della zona a guidare il cingolo. Andavo a scuola guida la sera e mi portavo il bimbo piccolo d'allattare dietro. Poi arrivarono, a breve distanza, altri due maschi. Gli volevo un gran bene.<br />
Ventidue anni fa, d’agosto, piangevo la morte di uno di loro appena diciottenne. Perse la vita in un incidente stradale. Se te lo dico non ci crederai ma, da prima che succedesse la disgrazia, sognavo della sua morte. Sogni da cui mi svegliavo piangendo e soffocando urla che mio marito non potesse udire. Avevo continuamente brutti presagi, piangevo di nascosto. Arrivai persino a scegliere la foto da mettere sulla sua tomba, ma non dissi nulla a casa: mi avrebbero preso per matta o peggio per iettatrice.<br />
Poi accadde quello che doveva accadere.<br />
Ricordo che in chiesa svenni e mi risvegliai allungata su una panca in sacrestia con tre medici attorno. Non lo dimenticherò mai. Mai potrò dimenticare l’immagine di quel mio figlio steso morto all’obitorio col volto straziato da non poterlo baciare in fronte per un’ultima volta; e il fratello maggiore che dopo la scuola andava a fare i compiti davanti alla lapide del defunto, mai. La sera non riuscivo a dormire serena finché non avevo tutti i figli a casa, ed anche dopo nefasti pensieri m’adombravano.<br />
Ora sono tutti sposati, sono nonna di tre bei nipoti, e la gestione della terra è in mano loro. Sono fiera e orgogliosa: di me della mia vita di come l’ho vissuta dei miei figli; hanno pure ristrutturato la vecchia casa, dove abitavamo appena sposati e dove ho già deciso tornerò a passare la mia ultima vecchiaia, facendoci un Bed e Breakfast, gli affari vanno bene, la fatica abbonda ed io mi alzo ancora alle cinque per dar da mangiare alle bestie.<br />
La pena che provo per la morte di un figlio non si può raccontare, bisogna passarci, ma non lo auguro a nessuno, mai. I figli sono cose sacre. Capita di litigare, molto spesso, di non condividere alcune delle loro scelte, ma sono quisquiglie, cose superabili, chiaribili, almeno finché sono in vita. Con la morte tutto resta irrisolto, in eterno.</font></p>
<p>Cara Pina<br />
Grazie per avermi mostrato il tuo Vaso di Pandora, ancora traboccante di speranza.<br />
Da te ho imparato la responsabilità dell’essere figlio e l’orgoglio dell’essere madre.<br />
Non so perché ho voluto scrivere questo, se ho fatto bene, se sia giusto.<br />
Con profondo affetto<br />
Carlo</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vendemmia 2007]]></title>
<link>http://samperi.wordpress.com/2007/09/22/vendemmia-2007/</link>
<pubDate>Sat, 22 Sep 2007 20:42:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
<guid>http://samperi.wordpress.com/2007/09/22/vendemmia-2007/</guid>
<description><![CDATA[Nel mezzo della campagna delle pesche abbiamo anche delle piccole vendemmie non professionali (cioè]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mezzo della campagna delle pesche abbiamo anche delle piccole vendemmie non professionali (cioè non vendo vino ma è solo per uso domestico). Quest'anno io e Svetlana abbiamo deciso di partecipare al concorso fotografico indetto su <a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=258" title="Concorso fotografico Vendemmia 2007" target="_blank">Vinix. </a></p>
<p><strike>Che vi sembrano le foto?</strike> Potete vedere le foto che parteciperanno al concorso di Vinix a questo <a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=258">link</a>.</p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://www.vinix.it/images/logoNew.gif" alt="Vinxi" height="73" width="249" /></p>
<p style="text-align:center;"><strike>(in caso non si vedano le foto automaticamente cliccate <a href="http://www.vinix.it/gallery/slide.php?ID=287" title="Vendemmia 2007" target="_blank">qui</a>)</strike></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vendemmia n.2]]></title>
<link>http://carlodreams.wordpress.com/2007/09/10/vendemmia-n2/</link>
<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 20:18:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlodreams</dc:creator>
<guid>http://carlodreams.wordpress.com/2007/09/10/vendemmia-n2/</guid>
<description><![CDATA[Tommaso è il padrone della vigna, la cura personalmente e non si fida a lasciarla in mani altrui. Q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Tommaso è il padrone della vigna, la cura personalmente e non si fida a lasciarla in mani altrui. Questa terra e la passione per il vino sono l’eredità avuta in lasciato dal padre che dopo essersi arricchito emigrando in Australia, dove ha fatto il costruttore edile per diversi anni, è tornato a vivere nelle campagne natie, ma è morto troppo presto per goderne i frutti. Da allora Tommaso porta avanti, col solo aiuto della moglie, l’azienda. Forza e caparbietà non gli mancano. Le figlie piccole le vede solo la sera, sul tardi, non sempre.<br />
Genuina, di nome e di fatto, dall’età indecifrabile, è una donnina piccola piccola con una vistosa gobba che le schiaccia il volto a fissare il suolo. Ha un profilo strano, come prostrata a sorreggere un peso immenso -Atlante in gonnella-, alta poco più di una vite, curvata e accartocciata da anni passati a faticare in campagna come bracciante e dalle schermaglie della vita. Il suo passo è incerto, singhiozzante, e la sua mano poco ferma, le forbici ballano tra le sue dita. A casa, la sera, l’aspetta una madre non del tutto autosufficiente.<br />
Quinto, suo marito, è un grand'uomo. Due occhiali marroncini, tondi e spessi, celano uno sguardo sincero. Da giovane cadde da una scala cogliendo le pesche e rimase sciancato ma nonostante questo cammina spedito, solo che ogni passo è accompagnato da una strana torsione come se s’avvitasse su se stesso. In salita prende a braccetto la moglie e procedono con ipnotica cadenza. Uno spettacolo di grazia. Supremo fascino delle storpiature.<br />
Tomaz è polacco, alto con grandi spalle squadrate, a vederlo sembra che nella maglietta sia rimasta inserita la gruccia. Mastica sempre una gomma con ampi movimenti della mascella, questo suo continuo ruminare stizza il capo. Qualsiasi cosa succeda è sua la colpa, in maniera insindacabile. Per lui è la prima esperienza in campagna, sostituisce il caro Lido che per quest’anno ha trovato altro da fare.<br />
Lido manca in tutti i sensi, terribilmente. Mancano i suoi sorrisi, i cornetti caldi che portava e con cui facevamo colazione prima di prendere la via della vigna. Erano la mancia delle consegne fatte per il fornaio, il lavoro che faceva ancor prima di venire a vendemmiare. Prima il forno era il suo, poi dopo la morte della moglie l’ha venduto, ma dal profumo di pane caldo non riesce a staccarsi. Tanto del panettiere ha ancora il fuso orario, la mattina alle quattro è già sveglio e così si mette in moto; a casa è solo, i figli sposati e lontani, deve sempre avere qualcosa da fare. Lido è una persona semplice e necessria, proprio come il pane: una massa di genuinità impastata al lievito della bontà.<br />
Guerriera, mai nome più sviante, è una gran pettegola, parla ininterrottamente. Conosce tutto di tutti e ci rende partecipi della sua erudizione. Quando la gola si secca e la fatica si accusa, lei, irriducibile ciarla ancora, strenuamente.<br />
Mina e Sabrina sono due belle mamme che fanno acrobazie per incastrare lavoro e famiglia. Tra di loro si scambiano consigli su come allevare i figli, nel pieno di turbe adolescenziali, che marinano la scuola e rispondono male, ma di corretti protocolli di crescita non ce ne sono, o almeno loro non ne hanno trovati.<br />
Dino ha 71 anni, me l’ha confidato lui, però ha la vitalità di un ragazzino. Il volto è rugoso e abbronzato, la bocca una sottile fessura. La parlata è lenta e ragionata, lo sguardo triste, sempre. Nel fondo degli occhi ha un’opacità di dolore, la morte di un figlio diciottene, e quando ne parla, spesso, si copre il volto col cappello di paglia. Dalla tesa esce solo una ciocca di capelli bianchi.<br />
Pina è sua moglie. Una donna instancabile, il volto dai tratti morbidi e color cannella, gli occhi splendidi, placidi azzurri. Anche lei sembra una ragazzina, con quel suo cappello dal nastro rosa e le vesti a fiori, svolazzanti. Parla con voce dolce; anche della morte, e lo fa spesso. La vita va lottata è il suo motto. Finché ce n'é va tutto bene.</p>
<p>Per me sono più di occasionali colleghi, insoliti maestri o traghettatori all'avvenire. Si sono intrecciati a me come i viticci al cordone, ma la mia liscia pelle stona accanto alla loro solcata da così tante e profonde cicatrici.<br />
Mi trattano con immeritata riverenza, mi regalano marmellate e frutta sciroppata fatta in casa. Si affaticano, per me, loro già così provati. Si preoccupano, per me, senza motivo. Io, che viceversa ne avrei più d’uno, non posso che avere compassione per loro.<br />
Siamo dieci buffe figure, cavalieri inoffensivi senz'armatura né armi, solo ceste rosse fiammeggianti come scudi.<br />
Ogni mattina, puntuale, inizia il nostro faticoso cammino in su per l’erta.<br />
Anime in pena, in pellegrinaggio lungo i filari. Ognuna a soffocare con la fatica i propri dolori.<br />
A segregarli in un angolo inaccessibile, schiacciati sotto al peso della pietra sepolcrale della dimenticanza.<br />
Anche per un’attimo, quanto basta.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[2007 Vendemmia scarsa... prezzi del vino in aumento]]></title>
<link>http://sorsetti.wordpress.com/2007/09/03/2007-vendemmia-scarsa-prezzi-del-vino-in-aumento/</link>
<pubDate>Mon, 03 Sep 2007 09:49:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gerlando</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;Associazione enologi enotecnici italiani (Assoenologi), nel divulgare i dati relativi alle p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/geomangio/320324351/"><img src="http://farm1.static.flickr.com/142/320324351_b96a2b9d9d.jpg?v=0" align="left" height="243" width="324" /></a>L'Associazione enologi enotecnici italiani (Assoenologi), nel divulgare i dati relativi alle prime stime di inizio settembre, mette in luce come  la vendemmia del 2007 sia stata una  tra le più scarse degli ultimi 50 anni. Addirittura per trovare una vendemmia inferiore a quella attuale bisogna tornare al 1957, quando si produssero circa 43 milioni di ettolitri.<br />
Pare, infatti, che si produrranno 43 milioni e 200 mila ettolitri di vino, il 13% in meno rispetto al 2006 (49.631.000 ettolitri), mentre le contrattazioni saranno caratterizzate da aumenti dei prezzi all'ingrosso compresi tra il 5 e il 20%.<br />
Il decremento produttivo ha le sue massime punte in Sicilia dove, in certe zone, si raggiungono punte anche di -50% rispetto allo scorso anno.<br />
Altro record è costituito dal fatto che la vendemmia 2007 sarà ricordata anche per essere una delle più anticipate degli ultimi 70 anni.<br />
Le operazioni di raccolta, addirittura, sono iniziate con un anticipo che va dai 10 ai 20 giorni rispetto alla media pluriennale.</p>
<p><strong>Tutta colpa del caldo?</strong><br />
Sicuramente il fattore climatico ha avuto un peso non irrilevante: l'ultimo l'inverno, infatti,  è stato fra i più miti e meno piovosi degli ultimi decenni, il mese di aprile il più caldo degli ultimi 50 anni, mentre quello di luglio, in particolar modo nel Centro Sud, fra i più afosi. Agosto ha fatto registrare temperature davvero torride al Sud mentre al Nord  alcune precipitazioni sono state alquanto benefiche per la vite.</p>
<p>Sempre secondo Assoenologi, tali fattori produttivi consentiranno di ottenere una qualità eterogenea di prodotti, e, addirittura, in alcuni casi eccellente.<br />
Appare inevitabile, comunque, un rincaro dei prezzi del vino.</p>
<p>Qui di seguito il link alle statistiche offerte dal blog di <strong>Marco Baccaglio, I numeri del vino</strong>: <a href="http://inumeridelvino.it/2007/09/vendemmia-2007-pessimismo-dalla-stima-assoenologi-sulla-produzione-di-vino-2007.html"><strong>Vendemmia 2007 - pessimismo dalla stima Assoenologi sulla produzione di vino 2007</strong></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Vendemmia n.1]]></title>
<link>http://carlodreams.wordpress.com/2007/08/29/vendemmia-n1/</link>
<pubDate>Wed, 29 Aug 2007 20:07:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlodreams</dc:creator>
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<description><![CDATA[Chi c’ha vigna
c’ha tigna.
(detto contadino)
Vive dunque secondo natura chi si dedica completame]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Chi c’ha vigna<br />
c’ha tigna.<br />
(detto contadino)</p>
<p>Vive dunque secondo natura chi si dedica completamente a lei, per contemplarla e venerarla. Ma la stessa natura vuole anche che ci si dedichi all’azione, sicché possiamo fare entrambe le cose, e così faccio io, tantopiù che pure la contemplazione è, in definitiva, un’azione.<br />
(Seneca, l’ozio e la serenità)</p>
<p>La natura chiama all’azione: è tempo di vendemmia. Tempo di ritorno ad una sana vita contadina. Tempo di passeggiate tra i filari: separè ricamati a pampini, verdi macchiati di giallo. Tempo di nuovi odori, di nuovi colori. Tempo di mosto che appiccica e tinge la pelle. Tempo di pranzi consumati sotto l’ombra di un grande gelso, sempre lo stesso, nostro provvisorio tetto. Tempo passato a farsi seccare dal sole, di gole che bruciano e pizzicano, di fatica. Di orecchi che, quando la stanchezza arriva, si tendono a contare i rintocchi di un campanile lontano. Di occhi puntati sulle ombre proiettate dalle viti su un terreno arido, polveroso; ruotano e s’allungano e s’accorciano, filari di meridiane piantate in ordinata schiera. Poi, ciclicamente tornerà, sempre benvoluto, il tempo della contemplazione.</p>
<p>La mattanza dell’uva è già iniziata.<br />
Con la bianca, lo Chardonnay, da sabato, in notturna. Forbici affilate a recidere il cordone ombellicale che lega alla vite il grappolo: millenario sodalizio tra uomo e natura. Anche per la vite arriva il momento di pagare coi propri frutti il vitto e l'alloggio su questa dura terra.<br />
Nel fondovalle, sul piano, risuona il tack-tack-tack di un'orchestra di tagli decisi, alternato a strascinio di piedi e calpestio di foglie secche che scrocchiano sotto il troppo peso umano. Sono i rumori della vendemmia quando si è affaticati e le parole fanno fatica a uscire, impantanate in una pastosa saliva, dopo aver raschiato una gola in arsura. Restano pensate.<br />
Echi che risalgono i crinali fino, su all’altra vigna, all’uva rossa.<br />
Da quì le viti di Sangiovese, timorose, ci guardano procedere, lenti ma costanti, hanno paura: sanno che tra meno di una settimana arriverà quel buffo esercito, armato di forbici e ceste rosse ben evidenti, a macchiarsi col sangue del loro mosto. Esposto beatamente ad Est se la passa meglio il Montepulciano, non ancora maturo, dorme sonni tranquilli, per ora.<br />
Le uve rosse stringono alleanze, escogitano difese improbabili. Puntano sulla quantità, fanno numero, sperano in un nostro sfinimento, ma verranno attaccate con tenacia e costanza.<br />
Ridacchiano invece tranquilli gli olivi, piantati attorno l’aia, spettatori ignari della loro futura sorte; ma il destino a riservato per loro, verso novembre, una fine più dolce: non il contatto con una fredda lama ma brucati da calde mani.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La vendemmia a Cunico]]></title>
<link>http://godeeper.wordpress.com/2007/11/30/la-vendemmia-a-cunico/</link>
<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:59:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>lo zio</dc:creator>
<guid>http://godeeper.wordpress.com/2007/11/30/la-vendemmia-a-cunico/</guid>
<description><![CDATA[In una spelndida domenica di fine estate gli amici dello skandalopeso si ritrovano a Cunico per aiut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/bellezzefrafilari.jpg" title="Bellezze"></a><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/recordmiglietu.jpg" title="Record Migletu"></a><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/alessio.jpg" title="Alessio"></a><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/ilcapo.jpg" title="Il capo"></a><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/meritatoriposo.jpg" title="Meritato riposo"></a>In una spelndida domenica di fine estate gli amici dello skandalopeso si ritrovano a <a href="http://www.comune.cunico.at.it/Web-comuni/Default.aspx?comune=Cunico">Cunico</a> per aiutare i genitori dello zio nella vendemmia.</p>
<p>Il tempo è ottimo</p>
<p><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/mattina.jpg" title="Mattina"><img src="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/mattina.thumbnail.jpg" alt="Mattina" /></a><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/quasipronti.jpg" title="Quasi pronti"></a></p>
<p>Nella vigna tutto pronto per partire. Tutto fa brodo, sarà un ottimo allenamento per l'apnea!</p>
<p><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/quasipronti.jpg" title="Quasi pronti"><img src="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/quasipronti.thumbnail.jpg" alt="Quasi pronti" /></a></p>
<p>Quante bellezze fra i filari, e anche molto brave!</p>
<p><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/bellezzefrafilari.jpg" title="Bellezze"><img src="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/bellezzefrafilari.thumbnail.jpg" alt="Bellezze" /></a></p>
<p>Abbiamo pensato ad una nuova specialità, la vendemmia in apnea, vince chi fa più chili trattenendo il fiato.</p>
<p>Il vincitore pare però che sia stato Miglietu (di schiena nella foto), non perchè abbia l'apnea più lunga, ma per la più lunga esperienza e la miglior tecnica di raccolta.</p>
<p><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/recordmiglietu.jpg" title="Record Migletu"><img src="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/recordmiglietu.thumbnail.jpg" alt="Record Migletu" /></a></p>
<p>Alessio si è dimostrato bravissimo col forcone. E meno male così ha recuperato dopo aver tagliato le prime ore in vigna.</p>
<p><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/alessio.jpg" title="Alessio"><img src="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/alessio.thumbnail.jpg" alt="Alessio" /></a></p>
<p>Il capo, il deus ex machina, infatti controlla la macchina per pigiare. Ovvero Angelo, il papà dello zio, produttore di ottimo vino d.o.c.</p>
<p><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/ilcapo.jpg" title="Il capo"><img src="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/ilcapo.thumbnail.jpg" alt="Il capo" /></a></p>
<p>Mentre si pigia le fanciulle si godono il meritato riposo. Ma è più faticosa una giornata a vendemmiare o una a fare tuffi a Noli?</p>
<p><a href="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/meritatoriposo.jpg" title="Meritato riposo"><img src="http://godeeper.wordpress.com/files/2007/11/meritatoriposo.thumbnail.jpg" alt="Meritato riposo" /></a></p>
]]></content:encoded>
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