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	<title>via-pietrapiana &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "via-pietrapiana"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 17:02:41 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Le strade di Firenze - X]]></title>
<link>http://sarmizegetusa.wordpress.com/?p=231</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 23:53:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>sarmizegetusa</dc:creator>
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<description><![CDATA[VIA PIETRAPIANA (Corriere Fiorentino di domenica 5 maggio 200  
Via Pietrapiana potrebbe sembrare un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://maps.google.it/maps?q=via+pietrapiana&#38;ie=UTF8&#38;oe=utf-8&#38;client=firefox-a&#38;ll=43.771435,11.264602&#38;spn=0.005485,0.010042&#38;t=h&#38;z=17">VIA PIETRAPIANA</a> <em>(Corriere Fiorentino di domenica 5 maggio 2008)</em></p>
<p>Via Pietrapiana potrebbe sembrare una via collocata nel passato. C’è un “centro arredotessile” a caratteri cubitali, e noi non siamo più abituati a vedere scritte così grosse che non facciano capo a nomi di multinazionali o grandi catene; ci sono le poste, con quell’aria burocratica: l’edificio pare importato con un ponte aereo direttamente da Berlino est; in via Martiri del popolo, addirittura, si intravedono un negozio “Ottica foto” e un’insegna “Confezioni”. Tutto è anni ’70, eppure via Pietrapiana è una via contemporanea. Una via che dice molto della Firenze di oggi, tra tante vie che <em>dicono molto</em> della Firenze del ‘500. E non è contemporanea solo perché d’estate, sotto la Loggia del Pesce, apre un baretto coi dj-set (e i mojiti a otto euro): il fulcro – assolutamente involontario – della contemporaneità di via Pietrapiana è la Standa.<br />
La Standa di via Pietrapiana è l’unico vero supermercato del centro.<br />
Nell’unico vero supermercato del centro vanno tutti quelli che in centro ci vivono e non hanno modo di andare altrove. Tutti quelli senza automobile, tutti quelli che non hanno voglia di</p>
<p><!--more--><br />
accollarsi lo sforzo necessario a far la spesa in un posto più conveniente, come le molte Esselunga e Coop poco fuori dal <em>centro-centro</em>.<br />
Alla Standa hai il polso della Firenze straniera. Perché gli stranieri vengono a stare in centro. Gli studenti, meno, ora che li hanno cacciati buttando le facoltà a Novoli o a Sesto e trasformandole in esamifici (prendi l’autobus – frequenta – dai l’esame – levati di torno che tanto qua non c’è altro da fare), ma gli stranieri sono ancora tutti qui. Tutti questi studenti e studentesse d’arte che a migliaia ogni anno vengono a farsi tre, sei, o dodici mesi all’ombra della cupola del Brunelleschi, di giorno fanno la spesa alla Standa di via Pietrapiana.<br />
In genere, lo studente Standa è donna. In genere, la studentessa Standa è americana. Ha le infradito perché è convinta di essere in un paese tropicale; porta un vestitino estivo, verde pisello, o giallo canarino, o con motivi comunque colorati; ride molto ma a tratti si pianta perplessa davanti a uno scaffale; compra moltissimi vini, rigorosamente a caso (va molto il rosé, che nessun fiorentino compra mai. Probabilmente tutto il rosé della Standa viene acquistato da cittadini stranieri), pasta di ogni genere, meglio se grossa e dalle forme astruse, amari Ramazzotti, bottiglie di Fernet Branca e snack preconfezionati. È forse per queste ragioni che il fiorentino che si trova a far la spesa alla Standa tende a valutare questi ospiti come superficiali o peggio sciocchi, peccando non solo di superbia (cosa di cui purtroppo non può fare a meno) ma anche di stupidità, che invece questa gente, che di certo ama l’arte e la cultura – altrimenti andrebbe in spiaggia invece che venir qui – se trovasse accoglienza diversa che la sola vendita di alcolici fino all’esaurimento (delle scorte, della nottata o della tempra), potrebbe forse dare alla città quello spunto di vita che da un po’ di tempo – cinquecento anni, più o meno – manca all’appello.</p>
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