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	<title>vita-da-maestro &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "vita-da-maestro"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 05:30:40 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[La cacca nella stalla]]></title>
<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/11/27/la-cacca-nella-stalla/</link>
<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 11:59:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitadaprof</dc:creator>
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<description><![CDATA[A quel tempo ero maestro elementare. Ad anno scolastico iniziato arrivò una bella bambina bulgara, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A quel tempo ero maestro elementare. Ad anno scolastico iniziato arrivò una bella bambina bulgara, un po' più grande dei miei alunni. Sua mamma aveva chiesto di inserirla temporaneamente in una classe di bambini più piccoli per consentirle di concentrarsi sull'apprendimento della lingua. Era bravissima ed imparò con una velocità sorprendente.<br />
Quando però le chiedevano del suo paese, sembrava impacciata.<br />
Una volta, rossa in viso, mi disse che le piaceva poco la vita in Bulgaria perché aggiunse «Dovevo fare la cacca nella stalla».<br />
Le raccontai che anch'io e mio fratello, in Italia, da bambini facevamo la cacca nella stalla e che  in una stalla qualcuno c'era anche nato.<br />
Chiese più di una conferma, ma si sentì chiaramente sollevata.</p>
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<title><![CDATA[Lombroso]]></title>
<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/08/29/lombroso/</link>
<pubDate>Wed, 29 Aug 2007 05:31:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitadaprof</dc:creator>
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<description><![CDATA[In teoria non dovrei avere problemi. Lo so, lo spiego anche ai miei alunni che le teorie di Lombroso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>In teoria non dovrei avere problemi. Lo so, lo spiego anche ai miei alunni che le teorie di Lombroso sono poco scientifiche, razziste e pericolose.<br />
Il viso può essere lo specchio dell'anima nel senso che può, ma non sempre, svelare sentimenti ed emozioni. Niente di più.<br />
Il viso non basta a dirti se qualcuno è buono o cattivo, intelligente o meno.<br />
Lo so. Eppure mi capita di giudicare dal viso.<br />
Quando ero maestro ed avevo una classe numerosa e difficile, mi arrivò un nuovo alunno. Lo vidi e non potei fare a meno di pensare: «Noo! Un altro» ed intendevo «<em>un altro tonto</em>». Francesco si rivelò acuto ed intelligente. Eppure non potevo fare a meno di pensare che avesse una faccia da scemo.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Sul foglio mezzo bianco e mezzo nero]]></title>
<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/07/03/309/</link>
<pubDate>Tue, 03 Jul 2007 14:34:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitadaprof</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sergio ha l&#8217;età di mia figlia. Sostituisce il commissario di Storia dell&#8217;Arte e si è c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sergio ha l'età di mia figlia. Sostituisce il commissario di Storia dell'Arte e si è conquistato subito la simpatia degli studenti. Molti chiedono di cominciare la prova con lui. Ne sono fiero perché, quando ero maestro, è stato anche un po' mio alunno. Almeno quando si aprivano le classi per i laboratori. Certo, aveva il modello di Mario, dotato dalla natura di straordinarie capacità di insegnante. Ma mi piace illudermi di aver dato un piccolo contributo.<br />
Ieri quando ci siamo trovati bloccati, pensavo, parafrasando Pascoli</p>
<blockquote><p>Sul foglio mezzo bianco e mezzo nero<br />
resta un'esame senza prof. che pare<br />
dimenticato in un dolor leggero</p>
<p>E cadenzato tra la pioggia viene<br />
degli studenti il piano chiacchierare<br />
con urla  forti e lunghe cantilene</p></blockquote>
<p>Poi quando Sergio è arrivato, l'esame ha preso una piega felice.<br />
Abbiamo finito tardi, ma senza problemi.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Fase di latenza]]></title>
<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/02/23/fase-di-latenza/</link>
<pubDate>Fri, 23 Feb 2007 07:17:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitadaprof</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il buon Freud sostiene che il bambino è un perverso polimorfo, ma afferma anche che, grosso modo du]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il buon Freud sostiene che il bambino è un perverso polimorfo, ma afferma anche che, grosso modo durante il periodo della scuola elementare, attraversa una fase di latenza.<br />
Ho fatto il maestro per tredici anni, ma la fase di latenza non l'ho proprio vista.<br />
Quando poi nella classe “parallela” c'era la maestra Maria Vitiello, una vispa moretta di Scafati...<br />
Ai primissimi tepori Maria veniva a scuola senza reggiseno, indossando una larga canottiera che copriva davvero poco. Bastava un movimento un po' più ampio del solito perché la collega mostrasse generosamente le sue turgide grazie.<br />
Quando era il momento di andare in mensa, i maschietti della mia classe (era una terza) facevano regalini alle compagne per accaparrarsi i migliori punti di osservazione e mangiavano come ipnotizzati senza guardare quello che avevano nel piatto.<br />
Maria rideva divertita per tanto interesse e li soggiogava con un sorriso.<br />
E il maestro?<br />
Il maestro era grato per la tranquillità ottenuta tanto facilmente e, ogni tanto, lanciava un'occhiata anche lui. Peccato che le aree di insegnamento non fossero le stesse e che di solito il turno in mensa coincidesse con quello di Marianna Cozz... olino.</p>
<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/6f/Sigmund_Freud-loc.jpg" alt="Freud" height="599" width="426" /></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Andonella]]></title>
<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/01/05/andonella/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jan 2007 07:19:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitadaprof</dc:creator>
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<description><![CDATA[Andonella Casavecchia era una bambina comunicativa ed allegra, sempre intenta a conversare con le co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Andonella Casavecchia era una bambina comunicativa ed allegra, sempre intenta a conversare con le compagne.<br />
Parlava tanto che a pranzo si dimenticava di mangiare.<br />
Ma quando c'erano le carote sentiva anche il bisogno di dichiararlo: «Maeestro, io non me le mangio le caroote».</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Susy]]></title>
<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2007/01/04/susy/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jan 2007 08:19:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitadaprof</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Carma, maestro, carma» diceva Susy in seconda elementare ogni volta che la sollecitavo. E lei, da]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>«Carma, maestro, carma» diceva Susy in seconda elementare ogni volta che la sollecitavo. E lei, davvero, faceva tutto con carma. Si agitava soltanto quando alla mensa scolastica c'era la minestra. Non la voleva proprio perché era troppo <em>salita</em> e le mie scontate battute non la smuovevano nemmeno un po'.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Vita da maestro]]></title>
<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2006/12/29/vita-da-maestro/</link>
<pubDate>Fri, 29 Dec 2006 08:45:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitadaprof</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mi piace fare l&#8217;insegnante e di solito mi diverto, anche se, come tutti, ho i miei momenti neg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace fare l'insegnante e di solito mi diverto, anche se, come tutti, ho i miei momenti negativi.<br />
Del resto il lavoro è bello, ma può essere particolarmente stressante.</p>
<blockquote cite="http://conbs.altervista.org/modules.php?op=modload&#38;name=News&#38;file=article&#38;sid=454&#38;mode=thread&#38;order=0&#38;thold=0"><p>La categoria professionale degli insegnanti – in controtendenza con gli stereotipi diffusi nell’opinione pubblica – è soggetta ad una frequenza di patologie psichiatriche pari a due volte quella della categoria degli impiegati, due volte e mezzo quella del personale sanitario e tre volte quella degli operatori manuali. A documentarlo sono recenti studi scientifici, che evidenziano tra gli insegnanti un costante aumento della percentuale di accertamenti per idoneità al lavoro a causa di patologie psichiatriche (dal 44.5% del triennio 92-94 al 56.9% del periodo 01-03. Fonte: La Medicina del Lavoro n° 5/2004).</p></blockquote>
<p>Il momento più duro per me fu tanti anni fa, quando facevo il maestro delle attività integrative (un doposcuola statale) in un comune della provincia di Milano.<!--more--><br />
Era una seconda elementare, avevo in classe due fratelli. Uno era ripetente.<br />
Si chiamavano Nico e Lino ed erano il mio incubo.<br />
Nico a tavola si calava i pantaloni, metteva il pisello nella minestra o nella pastasciutta e ci giocherellava tra una cucchiaiata e l'altra provocando il disgusto e persino il vomito delle compagne. Quando lo convincevo a sistemarsi i pantaloni, si toglieva le scarpe, le metteva nel piatto e cominciava a leccare la suola e di nuovo qualcuna vomitava.<br />
Lino era più raffinato, ma, oltre a fare dispetti perfidi alle compagne, si arrampicava con i guanti di lana sui tubi esterni dei termosifoni fino a raggiungere il soffitto e poi si dondolava come una scimmia. Altre volte si sedeva sul davanzale del secondo piano e gridava: «Maestro, se ti avvicini mi butto».<br />
Non sapevo proprio che fare.<br />
Avevo chiesto aiuto al direttore, all'assistente sanitaria, al medico scolastico, allo psicologo del consultorio, al parroco che facesse un esorcismo: tutto inutile.<br />
Tutte le notti sognavo di essere in cima ad un palazzo con un fucile di precisione, li vedevo passare, prendevo la mira e li uccidevo.<br />
Lo so, avevano problemi gravi i due fratellini: il padre li aveva persino appesi ad un gancio fuori dalla finestra ed oscillava tra la dolcezza di quando era sobrio e la ferocia di quando era ubriaco. Ma ucciderli di notte era l'unico modo per sopportarli di giorno.<br />
Finché non ebbi l'idea giusta...<br />
Nella scuola insegnava anche il maestro Cannoniere che aveva una quarta.<br />
Perché non lavorare a classi aperte?<br />
Riunimmo le due classi e accanto a Nico e Lino mettemmo Albertone, detto Orso, che praticava il Karate.<br />
Alla prima stranezza dei due fratellini li guardò torvo e disse: «Se lo fate un'altra volta vi spezzo le ossa».<br />
Tutti i problemi sparirono nel giro di poche settimane e i due pargoli furono presto apprezzati dai compagni che se li contendevano per le partitelle di calcio.<br />
Miracoli della pedagogia.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[volto le spalle e se ne andò]]></title>
<link>http://vitadaprof.wordpress.com/2006/12/10/volto-le-spalle-e-se-ne-ando/</link>
<pubDate>Sun, 10 Dec 2006 19:39:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitadaprof</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non mi dilungo su questi giorni di vacanza: mi son sfrangiato le palle come la celebre giacca di Pec]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi dilungo su questi giorni di vacanza: mi son sfrangiato le palle come la celebre giacca di Pecos Bill e come una cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a tornare a scuola.<br />
Sono scuola-dipendente, non soltanto perché sono un lavoratore dipendente nel settore della scuola, ma soprattutto perché sembra, nonostante Zampara, che sia la mia finestra sul mondo.<br />
Eppure c'è stato un momento in cui avrei potuto rinunciare: il mio primo giorno da maestro elementare.<br />
Ebbene sì, ho fatto anche quello.<br />
Ero appena entrato in una prima elementare. Sostituivo un altro insegnante.<br />
Tempo dieci minuti, tutti i bambini saltavano sui banchi gridando in coro.<br />
Fu in quel momento che entrò la direttrice della scuola, mi guardò con compatimento e disse: «Maestro, almeno sui banchi non li lasci andare!».<br />
Quasi paralizzato dal disagio, non trovai di meglio che rispondere: «Non ce la faccio proprio, mi aiuti lei»<br />
Voltò le spalle e se ne andò.</p>
]]></content:encoded>
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