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	<title>voci-nei-quartieri-a-est &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/voci-nei-quartieri-a-est/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "voci-nei-quartieri-a-est"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 08:02:55 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[But Baxt Ta Satipè!]]></title>
<link>http://redprimrose.wordpress.com/?p=323</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 16:27:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>redprimrose</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Da &#8220;Romantica Gente&#8221; di Daniela Lucatti.
Leggenda
O Del e O Beng, trovandosi in Transil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://redprimrose.files.wordpress.com/2008/06/handslanguage.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-324" style="border:0 none;" src="http://redprimrose.wordpress.com/files/2008/06/handslanguage.jpg" alt="" width="360" height="192" /></a> Da "Romantica Gente" di Daniela Lucatti.<br />
Leggenda</p>
<p>O Del e O Beng, trovandosi in Transilvania, decisero   di creare l'uomo a loro immagine e somiglianza. Presero perciò un pugno di fango, lo plasmarono facendone una statuetta e la misero a cuocere in una caldaia.</p>
<p>Ciò fatto il dio e il diavolo se ne andarono a fare quattro passi. Si distrassero tanto da dimenticare la loro creatura. Quando tornarono, constatarono che l'uomo era tutto nero. Fu così creato il capostipite della razza negra.</p>
<p>O Del afferrò un altro pugno di fango e plasmò una seconda statuina. Questa volta però non volle ripetere l'errore di prima e, incoraggiato anche da O Beng, trasse presto l'uomo dalla caldaia.</p>
<p>L'uomo era poco cotto, pallido: &#60;&#60;E' bianco&#62;&#62; constatò il dio, facendo una smorfia, e si mise daccapo al lavoro.</p>
<p>Il terzo tentativo riuscì benissimo, anche perché O Beng, stufo di starsene sempre alle costole di O Del, se n'era andato per i fatti suoi.</p>
<p>Quando l'uomo fu tratto dalla caldaia era cotto a dovere come un pollastrello per il pranzo festivo del giorno di San Giorgio: né troppo nero, né troppo bianco, aveva il colore dell'oro abbrunato.</p>
<p>Soddisfatto della sua opera, O Del disse: &#60;&#60;Tu sei rom&#62;&#62;, tu sei uomo. ***</p>
<p>*** Nella lingua romanì, "rom" significa appunto "uomo"...</p>
<p>But Baxt Ta Satipè!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eterno femminino.]]></title>
<link>http://redprimrose.wordpress.com/2007/08/25/eterno-femminino/</link>
<pubDate>Sat, 25 Aug 2007 16:40:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>redprimrose</dc:creator>
<guid>http://redprimrose.wordpress.com/2007/08/25/eterno-femminino/</guid>
<description><![CDATA[
Non e&#8217; bella. Non si puo&#8217;, pero&#8217;, non seguirla con lo sguardo quando percorre il ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://redprimrose.blog.kataweb.it/files/2007/08/elipsess20.jpg" title="Elipses"><img src="http://redprimrose.blog.kataweb.it/files/2007/08/elipsess20.jpg" alt="Elipses" align="left" border="0" height="250" width="150" /></a></p>
<p><font size="3">Non e' bella. Non si puo', pero', non seguirla con lo sguardo quando percorre il marciapiede sulla sinistra, sempre quello, mai sul lato opposto.<br />
Quel suo modo di camminare, cosi' particolare, e' naturalmente fluido, morbido nel movimento regolare di ogni passo.<br />
Con gli occhi bassi ma le spalle dritte, appena sfiorate dalla lunghezza dei capelli biondi e lisci, percorre con passo armonioso, - anche quando il ritardo la obbliga ad aumentare l'andatura e rivelare percio' un'eventuale finzione nell'incedere -, le sue gambe ritmano l'elegante movenza del suo corpo.<br />
Sentimentalmente sola, vive con la mamma e la sua bambina; talvolta - si nota - tenta di imbastire una nuova storia d'amore, un qualche uomo sembra volerle regalare attimi eterni di felicita'.<br />
L'aggettivo pero' scompare, e gli attimi restano davvero tali, dopo brevissimi periodi è nuovamente "donna sentimentalmente sola".<br />
Proprio ieri l'altro l'ho incontrata nel suo twin set color rosa - incredibile il piacere cromatico creato dal connubio tra quel rosa e il biondo dei capelli; la giacchina - lasciata aperta - sottolineava le linee che, dalla base del collo, disegnavano i profili dei seni al di sopra della maglietta dalla scollatura poco generosa.<br />
Una gonna leggera, dai fiorellini rosa su fondo nero, fasciava i suoi fianchi - torniti - e avvolgeva le cosce, mentre all'altezza delle ginocchia si liberava con una balza che, ondulando, si sollevava a ogni passo.<br />
Gli occhi, sempre con lo sguardo oltre, nel vano tentativo di mostrarsi lontana da tutto e da tutti - sottile confine di estraniazione -, tradiscono il pieno coinvolgimento nei problemi dovuti al "dover vivere" quotidiano.<br />
E' fiera, pero'.<br />
Cerca, tuttavia, di nascondere - nel suo avanzare rasente i muri - il desiderio di voler passare inosservata.<br />
Non puo' riuscirci pero', dovrebbe saperlo ormai; eviterebbe in questo modo tutta la fatica spesa per rendersi fantasma, sia nelle ore diurne sia in quelle notturne.<br />
Credo convivano, nel suo modo di essere, duellando quotidianamente, fierezza e timidezza.<br />
Ricorda - se si osservano, anche solo per poco, i suoi modi di fare - le donne del bianco e nero italiano degli anni Cinquanta: tristi e fiere, massacrate dall'ingenuita' e dalla speranza, deluse dal sogno di una vita meno irta di ostacoli.</font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Te devo da di&#8217;&#8230;]]></title>
<link>http://redprimrose.wordpress.com/2007/08/19/te-devo-da-di/</link>
<pubDate>Sun, 19 Aug 2007 14:09:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>redprimrose</dc:creator>
<guid>http://redprimrose.wordpress.com/2007/08/19/te-devo-da-di/</guid>
<description><![CDATA[
- Aho&#8217;, vie&#8217; qua!
- Che voi?
- Vie&#8217; qua che te devo da di&#8217; &#8216;na cosa
-]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://redprimrose.blog.kataweb.it/files/2007/08/2006kammel.jpg" title="2006kammel.jpg"><img src="http://redprimrose.blog.kataweb.it/files/2007/08/2006kammel.thumbnail.jpg" alt="2006kammel.jpg" align="left" /></a></p>
<p><font size="3">- Aho', vie' qua!<br />
- Che voi?</font></p>
<p><font size="3">- Vie' qua che te devo da di' 'na cosa</font></p>
<p><font size="3">- Che cosa?</font></p>
<p><font size="3">- Cio sai che t'envidieno er cane?</font></p>
<p><font size="3">- Er cane? Ma che staje a di'!!!</font></p>
<p><font size="3">- Te dico che t'envidieno er cane!</font></p>
<p><font size="3">- Ma vattene va'</font></p>
<p><font size="3">- Davero! Ieri sera 'na signora m'ha detto, quanno sei passata: "Aho, tutti co sto cane. Laika de qua, Laika de la. Tutti i cani maschi appresso a lei. Pare na stare, ma che c'avra' mai!!!</font></p>
<p><font size="3">- Ma pecche' vai dicenno stronzate?</font></p>
<p><font size="3">- Guarda ch'e' vero, qua co i cani e' come se fossero i fiji; er mio e' cosi, er tuo e' cola', er mio monta alla grande, nun se ne fa scappa' una, er tuo me pare cattivo, ma pecche' fa cosi'...</font></p>
<p><font size="3">- Bha', nun ce posso crede!</font></p>
<p><font size="3">- Credice, credice è proprio così. Manco se l'avessero partorito loro er cane...</font></p>
<p><font size="3">- La mia l'ho trovata pe' strada, sembrava quasi morta, e' 'na bastardona d.o.c.</font></p>
<p><font size="3">- Se se, ridi ridi; er cane tuo lo chiamano "principessa" pe' pijatte pe'... culo</font></p>
<p><font size="3">- E chi se ne frega a France', vor di' che devono da mori' d'envidia.</font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ritorno a casa.]]></title>
<link>http://redprimrose.wordpress.com/2006/11/19/ritorno-a-casa/</link>
<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 07:16:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>redprimrose</dc:creator>
<guid>http://redprimrose.wordpress.com/2006/11/19/ritorno-a-casa/</guid>
<description><![CDATA[ Scusate il disordine&#8230;!!!!
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://redprimrose.blog.kataweb.it/files/photos/uncategorized/ritorno_a_casa.jpg"><img src="http://redprimrose.blog.kataweb.it/files/redprimrose/images/ritorno_a_casa.jpg" alt="Ritorno_a_casa" align="left" border="0" height="206" width="250" /></a> Scusate il disordine...!!!!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dreadles]]></title>
<link>http://redprimrose.wordpress.com/2006/09/19/dreadles/</link>
<pubDate>Tue, 19 Sep 2006 18:37:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>redprimrose</dc:creator>
<guid>http://redprimrose.wordpress.com/2006/09/19/dreadles/</guid>
<description><![CDATA[“Allontanarsi dalla striscia
gialla di sicurezza.”
“Si pregano i signori
viaggiatori di agevol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>“Allontanarsi dalla striscia<br />
gialla di sicurezza.”</p>
<p>“Si pregano i signori<br />
viaggiatori di agevolare l’uscita dei passeggeri.”</p>
<p>Richieste spesso non<br />
ascoltate, i soliti borbottii d’acqua infiltrata nella galleria, le sliding<br />
doors che spesso si richiudono ma altrettanto spesso sono difettose, il treno<br />
che riparte mentre ha già raggiunto quelle scale che, volenti o nolenti,<br />
salgono o scendono anche se deserte.</p>
<p>Lascia talvolta che la<br />
conducano in superficie, ma quasi sempre sale mentre gli scalini salgono; è in<br />
questo lasso di tempo che si decide la sua giornata.</p>
<p>Se già, in quel mentre, non<br />
la raggiungono le flebili, ma “calde” vibrazioni di quella voce, lo scorrere<br />
delle ore sarà estenuante.</p>
<p>Intona sconosciuti ma intensi<br />
suoni popolari centro-latino-americani, sotto un cappellaccio che sta troppo su<br />
sulla testa, sotto quei ringlet hair così caratteristici e mediamente lunghi,<br />
da un viso scuro, simpatico, espressivo, ironico.</p>
<p>Percorre il breve tragitto<br />
in tre o quattro minuti che, se accompagnati da quella voce, sono di intenso<br />
piacere; si dice che la felicità è solo un attimo, lei quasi ogni mattina ha<br />
più di un attimo, si considera fortunata.</p>
<p>Accovacciato, marrone e nero<br />
d’inverno, coloratissimo d’estate, abbraccia la sua chitarra, segue i passi di<br />
migliaia di persone e, alcune volte, con gli occhi scuri, percorre i corpi per<br />
raggiungere i volti, e sorride.</p>
<p>Accade che, mentre qualche<br />
suo amico lo accompagna con la chitarra, nelle vesti di ombra, segua le persone<br />
imitandone l’andatura e la gestualità.</p>
<p>Lo vide, infatti, una volta,<br />
seguire sfacciatamente un ufficiale di marina: impettito, sfoggiava tutti quei<br />
quadratini e rettangolini colorati che lo rendevano “qualcuno”.</p>
<p>Non si meravigliò, quindi,<br />
il giorno che le andò incontro imitando il suo passo e, con sorriso ironico, in<br />
un buon italiano, disse: “Ti muovi tutta quando cammini, ma le spalle sono<br />
sempre fermissime.”</p>
<p>Sorridendo, forse un po’<br />
infastidita, di rimando: “Sono una “piombina”, un piccolo piombo.” E gliene<br />
spiegò il significato.</p>
<p>Perplesso le chiese il<br />
perché di quella definizione; gli spiegò che, probabilmente, quella parte così<br />
immobile era l’espressione di un non so che di plumbeo nel suo modo di essere.<br />
Sorrise ancora aggiungendo: “… è solo una piccola parte.”</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CARROZZERIA]]></title>
<link>http://redprimrose.wordpress.com/2006/08/29/carrozzeria/</link>
<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 09:26:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>redprimrose</dc:creator>
<guid>http://redprimrose.wordpress.com/2006/08/29/carrozzeria/</guid>
<description><![CDATA[So, forse ad altri è noto, che, tra alti rovi intricati e
oleandri dai fiori di diverso colore, ove]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>So, forse ad altri è noto, che, tra alti rovi intricati e<br />
oleandri dai fiori di diverso colore, ove si intravede una piccola antenna<br />
televisiva, riparato da tegole rossicce e tra pareti di metallo ondulato, vive<br />
un uomo.<br />
Non molto giovane, né molto vecchio appare, talvolta, fantasma di quel vecchio capannone abbandonato sulla<br />
cui facciata, in alto, ancora è possibile leggere “CARROZZERIA”.<br />
Fantasma del capannone e del<br />
quartiere, fantasma di questa città che cela e permette che ci si possa<br />
nascondere, riuscendo a farsi dimenticare.<br />
L’uomo sfida l’”esterno” del<br />
suo piccolo mondo per raggiungere l’espressione dell’opulenza consumistica:<br />
oggetti di ogni genere abbandonati; televisori, poltrone, sedie, mobiletti,<br />
tavoli da stiro, frigoriferi che potrebbero ancora essere utilizzati.<br />
Cultura trash, ecoeconomia<br />
snobbata, raccolta differenziata ignorata.<br />
Non ho mai violato la “privacy” di quel capannone, ma sono quasi certa della perfetta organizzazione degli spazi, della presenza di tutti gli oggetti e utensili necessari al vivere<br />
quotidiano. Immagino che le quattro pareti metalliche racchiudano un ambiente<br />
accogliente, reso confortevole dalla maestria di quell’uomo dalla statura<br />
media, magro, dagli occhi penetranti che, talvolta, attento a non farsi notare,<br />
si aggira tra i recipienti dei rifiuti per recuperare qualsiasi cosa possa<br />
essere utile.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Qui è tutta un&#8217;altra storia!]]></title>
<link>http://redprimrose.wordpress.com/2006/04/28/qui-e-tutta-unaltra-storia/</link>
<pubDate>Fri, 28 Apr 2006 18:29:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>redprimrose</dc:creator>
<guid>http://redprimrose.wordpress.com/2006/04/28/qui-e-tutta-unaltra-storia/</guid>
<description><![CDATA[Parole scivolate si confondono nel tramestio di mani che scavano rifiuti.
Nella serata umida l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Parole scivolate si confondono nel tramestio di mani che scavano rifiuti.<br />
Nella serata umida l'odore acre di plastica bruciata; forse per scaldarsi!<br />
Lì, sulle rive del fiume, il freddo dell'umidita' deve essere ancora più intenso, i gruppi<br />
di persone si avvalgono di qualsiasi cosa per creare calore, bruciano tutto quanto puo'<br />
servire a non gelare.<br />
Quando hanno un po' di fortuna, talvolta, nell'aria di periferia si annusa un buon odore di legna;<br />
quell'odore che tempo fa - e, di tanto in tanto, ancora oggi - caratterizzava, nel gelido inverno,<br />
i paesini di montagna.<br />
Qui, pero', anche se l'odore della legna che brucia è gradevole, è tutta un'altra storia, anzi,<br />
altre storie.<br />
Storie di miseria, di persone giunte col miraggio del lavoro e di qualche soldo in piu',<br />
per poter mantenere moglie e figli, mariti e genitori in altri paesi.<br />
Storie fatte di stracci raccolti dall'immondizia, e non solo; storie di cibo raccolto dai rifiuti e<br />
mangiato sfidando lo sguardo di chi, allibito, passando, cerca di capire se davvero sia reale<br />
quello che sta osservando, oppure, solo un'allucinazione dovuta a qualche stato mentale particolare.<br />
Non serve stropicciarsi gli occhi, la scena è terribilmente reale.<br />
Reale come tante altre scene nei quartieri a est, quei quartieri posti proprio lì,<br />
lì dove nasce il sole e i tanti desideri di genti con volti scavati dal freddo, dal lavoro, dalle false speranze.<br />
Quei volti che, come i nostri nonni, in nome di un futuro diverso, accettano qualsiasi tipo di condizione<br />
per poterla, poi, superare e riuscire, quindi, a riscattarsi da un tipo di vita che non è, obiettivamente, umana.</p>
]]></content:encoded>
</item>

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