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	<title>zambardino &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/zambardino/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "zambardino"</description>
	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 03:15:58 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Perché Google fa paura ai giornali, di Vittorio Zambardino]]></title>
<link>http://giovannacosenza.wordpress.com/?p=1205</link>
<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 15:18:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>giovannacosenza</dc:creator>
<guid>http://giovannacosenza.it.wordpress.com/2008/09/16/perche-google-fa-paura-ai-giornali-di-vittorio-zambardino/</guid>
<description><![CDATA[Bello l&#8217;articolo di Vittorio Zambardino oggi su Repubblica. È un po&#8217; lungo da leggere a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Bello l'articolo di <a title="Vittorio Zambardino" href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/" target="_blank"><strong>Vittorio Zambardino</strong></a> oggi su<em> </em><a title="Perché Google fa paura ai giornali" href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-7/scenario/scenario.html?rss" target="_blank"><em>Repubblica</em></a>. È un po' lungo da leggere a monitor, ma non potevo non postarlo, visto che prosegue la nostra <strong><a title="Un vaccino contro Google" href="http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/03/04/un-vaccino-contro-google/" target="_blank">discussione su Google</a></strong>, iniziata con <a title="Ippolita.net" href="http://ippolita.net/" target="_blank"><strong>Ippolita</strong></a> qualche mese fa.</p>
<p><strong>Perché Google fa paura ai giornali</strong>, di Vittorio Zambardino</p>
<p style="text-align:left;">«Sarà che, come dice <a href="http://www.buzzmachine.com/2008/09/13/google-monopoly-or-marketplace/"><span style="text-decoration:underline;">il blogger-profeta</span></a> della fine dei giornali, Jeff Jarvis, Google non occupa il mercato ma "è" il mercato. Sarà che questo mercato somiglia sempre di più al monopolio del lupo che trova che l'agnello che beve a valle gli sporchi l'acqua.<br />
Certo in queste ore un po' di agnelli hanno cominciato a protestare. E dei loro belati è all'ascolto quel pastore a volte distratto che si chiama Antitrust.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>L'avvocato della Disney</strong><br />
È notizia di ieri che il regolatore americano ha appena assunto, come suo legale e istruttore di "accusa", Sanford Litvack, ex vicepresidente della Disney. A Litvack è stato chiesto di occuparsi del predominio di Google sul mercato della pubblicità internet in relazione all'accordo di giugno tra "Big G" e Yahoo!, che porterebbe sì soldi a quest'ultima ma permetterebbe a Google di gestire tra l'80 e il 90% della pubblicità americana on line. Secondo molti l'ingaggio di Litvack significa che il regolatore degli USA sta preparandosi a muovere uno di quelle battaglie antimonopolistiche che durano anni - casi precedenti, la AT&#38;T e la Microsoft.<br />
<strong><br />
La protesta degli editori</strong><br />
Ed è sempre notizia di ieri che la Wan - World Association of Newspapers che rappresenta 18 mila giornali nel mondo - ha dato man forte all'azione americana e chiesto che anche l'antitrust europea intervenga sullo stesso.</p>
<p style="text-align:left;">Qual è la posizione degli editori: il loro comunicato è lungo, ma <a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-7/critiche-accordo-yahoo/critiche-accordo-yahoo.html"><span style="text-decoration:underline;">l'accusa è semplice:</span></a> quell'accordo ci rende più difficile vivere ed essere indipendenti, perché sia spendere in pubblicità che venderne di nostra ci diventerà più caro. Molto più caro.</p>
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<p style="text-align:left;"><strong>Come la televisione in Italia </strong><br />
Dite che somiglia maledettamente alla situazione del mercato pubblicitario italiano dove Rai e Mediaset, cioè la "televisione", prendono la maggioranza assoluta della fetta pubblicitaria a danno degli altri mezzi?<br />
Siete inguaribili ottimisti: è peggio di così.<br />
Anche se nel nostro caso e per il momento si parla solo di pubblicità sul web, la quota che Google potrebbe raggiungere, grazie all'accordo con "il primo nome di internet" (Yahoo!), è molto più alta di quella raggiunta dalla tv nel nostro paese.</p>
<p style="text-align:left;">Almeno questo è quello che sospetta un buon numero di tribunali statunitensi, che senza aspettare l'antitrust hanno aperto indagini sull'accordo di giugno. Tra questi <a href="http://www.sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/c/a/2008/09/10/BUI812QQD2.DTL"><span style="text-decoration:underline;">quello della California</span></a>, dove gli stessi portaparola del giudice specificano: "Qui si parla di mettere nella mani di qualcuno il 90% delle risorse". Ora vediamo però di capire nel dettaglio.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Come funziona la pubblicità su internet</strong><br />
La pubblicità su internet si fa in due modi: mostrando una sorta di cartelloni, o "banner", come ne vedete sul sito di questo giornale. In gergo si chiama pubblicità "display" e somiglia molto, in quanto a linguaggi e forme, alla pubblicità stampata sui giornali.</p>
<p style="text-align:left;">Poi c'è la pubblicità generata dai motori di ricerca, che prende la forma di brevi annunci con un link, nata in realtà con Yahoo! (con la società Ouverture) ma resa produttiva, vincente e in crescita veritiginosa da Google.</p>
<p style="text-align:left;">Viene venduta attraverso un meccanismo di asta da Google, sulla cui scarsa conoscenza sono state più volte sollevate critiche.</p>
<p style="text-align:left;">Di questo mercato Google possiede una quota che si aggira attorno ai due terzi, quota che in Italia sale fino oltre l'80.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Percentuali "bulgare"</strong><br />
Cosa accadrebbe se l'accordo con Yahoo! venisse approvato così com'è? Accadrebbe che la quota controllata da Google crescerebbe fino a percentuali che nel linguaggio politico italiano si chiamano "bulgare". Conseguenze? Accadrebbero due cose, dicono gli editori della Wan:</p>
<p style="text-align:left;">- per i giornali diventerebbe sempre più difficile ottenere una parte di quella pubblicità;<br />
- diventerebbe sempre più caro acquisire lettori con pubblicità sui motori.</p>
<p style="text-align:left;">Ohibò, strana affermazione, la seconda, non trovate? Eppure funziona così. Dato per scontato il primo punto - i giornali di tre quarti di mondo prendono soldi da Google attraverso una piccola percentuale sugli annunci che il motore colloca sulle loro pagine - il secondo riguarda la scelta dei giornali di investire in pubblicità su Google per farsi trovare da coloro che cercano notizie attraverso il "search".</p>
<p style="text-align:left;">Cioè sono i giornali che, oltre a fornire contenuto a Google, lo pagano per riceverne i lettori. Una cosa abbastanza folle, ma questa è la realtà dei fatti.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>La posta in palio: conoscere le regole</strong><br />
Chi non ha niente a che fare con il lato economico del web potrebbe trovare queste lamentele astruse, come le trova Jeff Jarvis, che dice che Google "è" il mercato.<br />
Ma se Google è il mercato, e lo è sempre più, il punto è che in questo mercato nessuno sa niente di come funzioni, nessuno conosce le condizioni che fanno i prezzi, nessuno conosce le regole.</p>
<p style="text-align:left;">È come se in una partita di calcio le regole le facesse l'arbitro senza dirle ai giocatori - il che noi tifosi troviamo spesso che sia ciò che accade sui campi di calcio, ma questa è un'altra storia.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Un caso che fa paura</strong><br />
Stiamo esagerando? Provate a seguire <a href="http://www.nytimes.com/2008/09/13/technology/13nocera.html?_r=3&#38;oref=slogan&#38;oref=slogin&#38;oref=slogin"><span style="text-decoration:underline;">la storia di Dan Savage</span></a> che la dice lunga. È una storia raccontata giorni fa dal New York Times e segnalata per la prima volta in italiano dal blog <a href="http://massimorusso.blog.kataweb.it/cablogrammi/2008/09/15/rovinato-da-google-laccusa-di-un-imprenditore-allantitrust/"><span style="text-decoration:underline;">Cablogrammi</span></a>.</p>
<p style="text-align:left;">Cosa è successo a Savage? Che con la sua impresa è passato da 100 mila dollari di utili al mese a zero nel giro di un batter d'occhio perché Google ha cambiato, aumentandoli brutalmente, i prezzi di vendita della pubblicità suo sito. E quando Savage ha chiesto chiarimenti, se li è visti negare.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Gli apologeti del web stiano attenti </strong><br />
C'è sempre un apologeta del web pronto a liquidare gli editori perché sono dinosauri che vogliono fermare il futuro. Ma qui i giornali stanno solo chiedendo di partecipare al futuro sapendo però con quali regole gli si va incontro. Il clima per una decisione dell'antitrust è favorevole ma il processo rischia di durare gli anni che servono al lupo per ingoiare l'agnello.</p>
<p style="text-align:left;">Di positivo c'è che Google è cresciuta troppo per non far paura a tutta l'industria, quella dei media e non. Come scrive lo stesso Jarvis: "A noi americani piace il successo, ma non troppo successo".»</p>
<p style="text-align:left;">Vittorio Zambardino, <a title="Perché Google fa paura ai giornali" href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-7/scenario/scenario.html?rss" target="_blank"><em>La Repubblica</em>, 16 settembre 2008</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[monitorare la rete ]]></title>
<link>http://conversazionidalbasso.wordpress.com/?p=158</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 03:00:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Roberta Bartoletti</dc:creator>
<guid>http://conversazionidalbasso.it.wordpress.com/2008/04/17/monitorare-la-rete-draft-di-rb/</guid>
<description><![CDATA[Era uno sporco lavoro, ma qualcuno l&#8217;ha dovuto fare.
Non credo fosse una facile impresa, quell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Era uno sporco lavoro, ma qualcuno l'ha dovuto fare.</p>
<p>Non credo fosse una facile impresa, quella di monitorare le conversazioni in rete durante la campagna elettorale appena conclusa. I curatori di <a href="http://netmonitor.blogautore.repubblica.it/manuale-duso/">Netmonitor</a> hanno accettato la sfida, credo coraggiosamente. Si sono beccati rimproveri, a volte, rettifiche e precisazioni, ma anche complimenti. Complimenti di lettori entusiasti delle segnalazioni, lettori anche poco esperti della rete, che hanno scoperto informazioni e forme anche irriverenti di una creatività diffusa che senza il lavoro paziente dei redattori di NM sarebbe stata meno visibile. Netmonitor si è guadagnato anche complimenti e ringraziamenti di blogger che, si sa, quando sono linkati mostrano di essere abbastanza vanitosi :) Ma anche riconoscenti, consapevoli del duro e delicato lavoro di chi si è dato il compito di monitorare le conversazioni in rete. Ricostruendo agende che non sono né evidenti né scontate. I temi delle conversazioni in rete si sono così in parte affiancati e in parte dissociati dalle agende dei media mainstream, a volte amplificando stimoli provenienti da giornali e televisioni, altre volte spostando l'attenzione altrove.</p>
<p>Insomma, si capisce perché non appena scoperto Netmonitor, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante portare questa esperienza a Conversazioni dal basso. Vorremmo che ce ne parlasse <a href="http://vittoriozambardino.repubblica.it/">Vittorio Zambardino</a>, chissà se ci accontenterà :) Ora che il duro lavoro di monitorare quotidianamente la rete si è - temporaneamente - concluso... Fino alla prossima edizione di Netmonitor, già annunciata <a href="http://netmonitor.blogautore.repubblica.it/2008/04/16/piove-merda-va-in-linea-lamarezza/">qui</a>.<br />
<strong><br />
Aggiornamento del 21 aprile</strong>: Vittorio Zambardino ci ha accontentato :)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[possibili soluzioni]]></title>
<link>http://pensandoti.wordpress.com/2008/03/26/possibili-soluzioni/</link>
<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 11:28:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>pensandoti</dc:creator>
<guid>http://pensandoti.it.wordpress.com/2008/03/26/possibili-soluzioni/</guid>
<description><![CDATA[e se sulla questione Tibet si seguissero almeno l&#8217;idea di Sarkozy, che ogni tanto qualcosa si ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>e se sulla questione Tibet si seguissero almeno<a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/tibet-scontri-lhasa-2/monaco/monaco.html"> l'idea di Sarkozy</a>, che ogni tanto qualcosa si sensato la dice anche lui, o quella di <a href="http://vittoriozambardino.repubblica.it/zetavu/2008/03/giocatevi-laccr.html">Vittorio Zambardino</a>?</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Siamo su laRepubblica-Netmonitor]]></title>
<link>http://partitodellaspazzatura.wordpress.com/?p=39</link>
<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 10:18:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>PartitoDellaSpazzatura</dc:creator>
<guid>http://partitodellaspazzatura.it.wordpress.com/2008/03/13/siamo-su-larepubblica-netmonitor/</guid>
<description><![CDATA[Cominciano ad accorgersi di noi! Siamo finiti su laRepubblica - Netmonitor di ieri.

Vittorio Zambar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Cominciano ad accorgersi di noi! Siamo finiti su <a href="http://netmonitor.blogautore.repubblica.it/2008/03/12/il-blogger-liberale-si-arrabbia-con-berlusconi-ce-chi-vorrebbe-denunciare-ferrara/" target="_blank">laRepubblica - Netmonitor</a> di ieri.</p>
<div style="text-align:center;"><img src="http://partitodellaspazzatura.wordpress.com/files/2008/03/partitodellaspazzatura1.gif" alt="Partito della Spazzatura" /></div>
<p><b>Vittorio Zambardino</b> scrive di noi: "<b>Il partito della Monnezza. </b>Forse era inevitabile, <a href="http://partitodellaspazzatura.wordpress.com//" target="_blank"> dunque è nato</a>: “<i>La politica è di tutti, non sporchiamola! L’unica vera lista bipartisan, da destra a sinistra e viceversa”</i>. Con un<a href="http://www.youtube.com/watch?v=R8MyVKdVWZM&#38;eurl=http://partitodellaspazzatura.wordpress.com/" target="_blank"> video che merita.</a>"</p>
<div style="text-align:center;"><img src="http://partitodellaspazzatura.wordpress.com/files/2008/03/pds2.gif" alt="pds - 2" /></div>
<p>Continuate a seguirci: a breve lanceremo l'iniziativa che <b>rivoluzionerà </b>queste poltiche.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Wiki Democracy: contro la rigidità dei partiti politici]]></title>
<link>http://lary1984.wordpress.com/?p=100</link>
<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 13:17:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>lary1984</dc:creator>
<guid>http://lary1984.it.wordpress.com/2008/02/19/wiki-democracy-contro-la-rigidita-dei-partiti-politici/</guid>
<description><![CDATA[Riflessioni tratte dal Blog &#8220;Scene Digitali&#8221; di Vittorio Zambardino.
Si chiama Wiki Demo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riflessioni tratte dal Blog "</em><a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/"><em>Scene Digitali</em></a><em>" di Vittorio Zambardino.</em></p>
<p>Si chiama <a href="http://www.wikidemocracy.org/wiki/"><strong>Wiki Democracy</strong></a>, è un innovativo ambiente collaborativo e democratico per la stesura dei programmi politici, non è controllato da partiti ma le idee arrivano direttamente dal basso, i contenuti sono generati direttamente dagli elettori con proposte e iniziative su cui poi i partiti possono lavorare.</p>
<p>L'idea è venuta a <em>Stefano Quintarelli</em>, autorevole blogger e imprenditore nelle telecomunicazioni, e nasce da una discussione proprio sul suo <a href="http://blog.quintarelli.it/">blog</a>. Tanti elettori discutendo in quella sede mostravano di voler essere liberi, di poter incidere sull'agenda dei loro partiti preferiti, di voler evitare scontri e insulti fra i leader, di poter attuare confronti coinvolgendo anche l'elettorato appunto.</p>
<p>L'idea è stata poi plasmata come un Wiki, cioè un mattoncino costitutivo di Wikipedia, così presentato dallo stesso sito Web: "<em>Un sito web che può essere modificato dai suoi utilizzatori e i cui contenuti sono sviluppati in collaborazione da tutti coloro che ne hanno accesso, come in un forum. La modifica dei contenuti è aperta e libera, ma viene registrata in una cronologia permettendo in caso di necessità di riportare la parte interessata alla versione precedente; lo scopo è quello di condividere, scambiare immagazzinare e ottimizzare la conoscenza in modo collaborativo. Il termine wiki indica anche il software collaborativo utilizzato per creare il sito web</em>”.</p>
<p>Non si tratta di fare comizi o discussioni senza un obiettivo e nemmeno bisticciare con gli avversari, si possono dunque leggere programmi e proposte dei partecipanti iscritti ai partiti, quindi si tratta di un luogo tranquillo dove proporre e discutere in modo civile. L'unico neo l'iscrizione obbligatoria con annessa scelta del partito a cui si vuole lanciare proposte e con cui condividere le scelte.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Recensione del Bian Coniglio elettronico]]></title>
<link>http://oziorama.wordpress.com/2008/01/04/recensione-del-bian-coniglio-elettronico/</link>
<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 14:26:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>murcof</dc:creator>
<guid>http://oziorama.it.wordpress.com/2008/01/04/recensione-del-bian-coniglio-elettronico/</guid>
<description><![CDATA[Prima delle festività, gironzolando in uno dei negozi della galleria Colonna a Roma, mi ero imbattu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://i.n.com.com/i/ne/p/2006-2/1026nabaztag1_413x550.jpg" align="right" height="214" width="172" /><font color="#000000">Prima delle festività, gironzolando in uno dei negozi della galleria Colonna a Roma, mi ero imbattuto <b>in questo simpaticissimo "giocattolo"</b>. Ero con due amici e colleghi d'università, e alla nostra richiesta di informazioni, la commessa si è limitata a porci un foglietto illustrativo inchiodato accanto all'animale.</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"> </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"> </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"> </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"> </font></p>
<p align="justify"><font color="#000000"><br />
Il coniglio si chiama <b><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nabaztag" title="vai al sito" target="_blank">Nabaztag</a></b> (che in amerno significa appunto "coniglio"), ed è <b>dotato di connettività wireless</b> più diverse funzioni (scarica e legge la posta, mp3, feed rss ecc).</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000">Siccome restammo molto impressionati dall'apparente dotazione tecnologica, approfitto ora per girarvi <b><a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2007/12/30/la-maledizione-del-coniglio/" title="vai al sito" target="_blank">una ricca e simpatica recensione</a></b> dal <b><a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/" title="vai al sito" target="_blank">blog di Zambardino</a></b>. Il modello che trovammo a Roma era addirittura <b>dotato di lettore Rfid</b>.. la recensione riguarda invece una versione precedente, ma resta comunque un vero spasso.</font></p>
<p align="justify"><font color="#000000">Questo invece il<b><a href="http://www.nabaztag.com/it/index.html" title="vai al sito" target="_blank"> sito ufficiale</a></b> dell'esserino.</font></p>
]]></content:encoded>
</item>

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