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Tra mille interessi e passioni, al di là di ogni virtualità, sentirmi ancora vivo...

Non so se è stato mio fratello, se sono stati i miei nipoti, se è stata Sissi e il suo tipo che giocava a Final Fantasy XV, non so sono stati i miei amici, che dicevano di giocare ancora, ogni tanto, ma mi è proprio ripresa la scimmia dei videogiochi, in particolare, di Final Fantasy… così che ieri pomeriggio ci giocavo per tutto il tempo, a Final Fantasy X-2, e anche stamattina, e poi, e poi mi prendeva la scimmia di recuperare su Ebay Final Fantasy X, per la PS2, e seguivo quella scimmia, quell’acquisto compulsivo, e ordinavo il gioco online… soldi da niente, neanche più di 35 euro, che non è neanche un potlatch dell’anima, che anche se il gioco arriverà in condizioni obbrobriose non mi interesserà più di tanto, tanto più  che i soldi li ha spesi mio padre con la sua carta di credito, e se penso che qui al giorno vanno via una media di 40 euro al giorno, tra sigarette e caffè e pranzi di lavoro, non me ne frega niente… e che strano, passare dalla poesia delle tipe ai soldi e a videogiochi, che questo blog non si riconosce neanche più, sembra quello di un’altra persona, che pensa ai soldi, ai videogiochi, agli acquisti compulsivi, a scaricare le guide di questi giochi infiniti che sono i “Final Fantasy”, come per comprarsi un tempo indefinito, interminabile, quello che serve per stare dietro a questi videogiochi, ma ora come ora avevo forse bisogno di tempo, di tempo davanti a me, di un’immagine del tempo che si estendesse a limiti infiniti, e “Final Fantasy” è per eccellenza un gioco dai tempi infiniti, e mi sembra così di aver acquistato un tempo interminabile… o forse sono solo corso ai ripari da una spesa che non farei mai: 400 euro e passa per una PS4 solo per recuperare i nuovi “Final Fantasy”, e quelli vecchi, una spesa, questa, che invece avrei sentito di certo di più… e così mi metto al riparo, dalla scimmia che mi ha trasmesso mio fratello: “Và che lo zio adesso si prende bene con la PS4 e se la compra anche lui!”, diceva mio fratello ai suoi due figli, 10 e 11 anni, i miei nipoti, e io che dicevo: “Ormai ai videogiochi non ci gioco più!”… non ci gioco più… così dicevo… da allora, dal 2008, da quando Katia aveva portato la tempesta dentro di me, quando mi aveva sconvolto, lei, Katia, e poi Amalia, Julia, e tutte le altre, da impazzire, da finire in manicomio, da dimenticare una vita adolescenziale spazzata via dall’erotismo, spazzati via i videogiochi ed ogni cosa, dieci anni… dieci anni che non mi mettevo lì davvero a giocare… e mi dicevo: “Ma com’è possibile che i miei amici e mio fratello, più grande di me, si mettano ancora a giocare? 1.086 altre parole

Visioni

Riflessione finale

Ciao! Questo è il link alla mia riflessione!

Riflessioni

PENSIERINO DELLA NOTTE...

 FRANCO BATTIATO

LE SACRE SINFONIE DEL TEMPO

Il filosofo greco Eraclito diceva: “Panta rei os potamòs”, od almeno a lui e’ attribuita la frase: “tutto scorre come un fiume”. 121 altre parole

Musica

Quel sogno d'amore e di mistero, Xhuliana...

Svegliarsi così, con i pensieri nell’abisso, e ricordare i sogni e gli incubi della notte, mio padre che compariva in giardino insieme al suo amico che si gettava sulla sua ex moglie romena, e mio padre che si contorceva in preda alle convulsioni, tutti che ridevano, perché pensavano che fosse uno scherzo, mio fratello, mia madre, gli altri parenti, che erano lì per una qualche grigliata in famiglia, e io che mi preoccupavo, perché sapevo che la sua vita stava per finire, e gridavo: “Non è uno scherzo! 1.198 altre parole

Visioni

Un luogo comune: la solitudine dell’autore

Un luogo comune: la solitudine dell’autore

by Ilaria Gaspari

SU UN TRENO – Ci vediamo la settimana prossima? Ci sei?

Certo, rispondo. Poi, ogni volta arriva la consapevolezza. 937 altre parole

Italian Article

In tutta la luce dell'anima...

E con tutta la tranquillità del mondo svegliarsi la mattina e non essere più tormentato da idee esagerate, l’aquila mi guarda facendomi ricordare tutte le ragazze di sempre, e ricordandomi che ora tutto può andar bene nel bilancio positivo di dieci anni, e non c’è più molta differenza tra le ragazze che vedo in giro e le ragazze di sempre, che si dissolvono in una luce bianca dell’anima che invoca una qualche divinità sconosciuta, c’è la soddisfazione del lavoro e le paure di chi diceva cose sbagliate non mi tormenta più, salvo, invincibile, nella pace dell’anima che anche ieri sera ascoltava il Corano senza estremizzarsi, ma nella spossatezza della giornata che ha trovato pace, e stamattina andare al bar a bersi un caffè era il rito più semplice per cominciare bene una giornata, per essere pronti a lavorare questo pomeriggio, o a continuare stamattina quel libro turco che parla molto bene dello scontro tra laicismo forzato ed estremismo religioso, fonte infinita di ispirazione e di interesse per me… e continuerò il libro, con tutta la calma del mondo, e ricorderò sempre la giusta voce che appare dentro di me, la giusta razionalità spirituale che vive bene insieme agli altri e con se stesso, ed è pronta anche a parlare alla visita senza strane tangenti, senza strani estremismi, senza strani inserti di battute da poco conto per stupire chi mi sta di fronte… e voglio tenere questa voce, questo mio nuovo modo d’essere, con le giuste parole di chi spiegava il giusto modo di vivere la spiritualità dopo gli eccessi, in questa nuova vita che non fa più delle ragazze una mania, una compulsione, un obbligo, ma neanche un divieto, e vivo così tranquillo tra le mie letture, il mio lavoro, e il parlare con gli altri, i visi altrui, le parole semplici come quelle di Bruna stamattina al bar… e non c’è per forza bisogno di poesia, di lingue straniere, di politica, di lavoro come somari, di letture forzate e forsennate, di strani giri dell’anima, e va bene così, in tutta tranquillità e pace, con la giusta soddisfazione del lavoro, il giusto bilancio decennale, quel ricordo che non si può cancellare, che fonda il mio nuovo modo d’essere, quell’aquila che segna il tempo e racchiude tutto me stesso degli ultimi dieci anni, e strane escatologie autoreferenziali non hanno più bisogno di esistere, e tutto il mondo si apre ad altre letture, ad altri interessi, ad altre persone, rivedendo in me quella giusta religiosità e spiritualità che mi contraddistingue dagli altri, quel mio modo d’essere filosofico religioso che mi orienta sempre, al di là di scientismi e tecnicismi, dell’ossessione che ritrovo in quel libro turco, di essere occidentalista a tutti i costi, quello non sono io, che nell’adolescenza perduta leggevo sempre il “Paradiso Perduto” di Milton e molti mi definivano come un puritano, ecco, non sono puritano, sono abbastanza liberale, lo confermano i miei anni di tutte quelle ragazze, ma per questo non mi obbligo a una religiosità da “prostituzione sacra” che può solo fare impazzire, e ritrovo la giusta spiritualità in me, che non si tormenta più e vive di luce e di pace, con tutta la libertà di questo vivere… e le letture aiutano a tenermi impegnato, e anche il lavoro, e anche parlare con gli altri, ed essere più aperto al mondo, non più chiuso nel mio universo fatto di sole letture a tutti i costi, e anche altri lavori intellettuali di altro genere non mi ossessionano più, ora che il lavoro va bene e imparo a stare in mezzo agli altri… il bilancio è positivo, le ragazze sono state infinite, che chi mi guardasse da fuori potrebbe solo dirmi che non mi posso affatto lamentare, e quell’aquila mi ricorda sempre di me stesso, di tutti questi anni, di tutta la mia libertà e la mia spiritualità, e non c’è fine a questa ispirazione infinita, e l’ultima ispirazione mi salva sempre, insieme con quel giusto modo d’essere trovato, che finalmente mi fa essere me stesso, non più in contrasto tra un occidentalismo forzato e una spiritualità estremistica e altri infiniti poli di pensiero, tra tutti i modi di essere trovo finalmente me stesso e tutti i discorsi altri saranno lì solo per essere ascoltati e dimenticati, tra i mille modi d’essere cercare me stesso e la libertà… e vivo così, con queste canzoni orientali in sottofondo, il ricordo e la suggestioen di dieci anni di ragazze, tutta la mia ricchezza di fonti da cui trarre ancora ispirazione infinita, e andare avanti così, tra vita, lavoro, stare in mezzo agli altri, film, canzoni, musica, letture, spiritualità, riflessioni ed erotismi, … 6 altre parole

Visioni

punti di forza

sono troppo sveglio per ogni lavoro qui (per qui intendo su questo pianeta). Di conseguenza lavorando per voi la parte più difficile per me sarà restare sveglio.